XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

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XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Messaggio  Andrea il Dom Nov 08, 2009 5:29 am

Omelia per la XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Letture bibliche: 1Re 17,10-16; Sal 145; Eb 9,24-28; Mc 12,38-44

Introduzione e Atto penitenziale.

Gesù rimprovera la superbia e la cupidigia e l’ipocrisia degli Scribi. Forse anche noi meritiamo i rimproveri di Gesù. Chiediamo perdono di questi peccati e di tutti gli altri.

Sintesi dell’omelia.

Con la colletta preghiamo: O Dio, Padre degli orfani e delle vedove, rifugio agli stranieri, giustizia agli oppressi, sostieni la speranza del povero che confida nel tuo amore, perché mai venga a mancare la libertà e il pane che tu provvedi, e tutti impariamo a donare sull’esempio di colui che ha donato se stesso, Gesù Cristo nostro Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te... Nel Vangelo Gesù esalta l’offerta di una povera vedova per il culto e stigmatizza la mentalità farisaica, nella linea dell’AT, nel quale Dio prende le difese delle categorie più deboli; la seconda lettura ci presenta Gesù come sommo sacerdote compassionevole per i nostri bisogni spirituali e materiali.

Omelia.

I – La colletta inizia con l’invocazione a Dio sotto diversi titoli: O Dio, Padre degli orfani e delle vedove, rifugio agli stranieri, giustizia agli oppressi,

Dio è padre di tutti gli uomini, ma particolarmente delle categorie più deboli. Dio poteva mandare Elia in una casa di ricchi, dove certamente non si pativa la fame neanche in tempo di carestia, ma gli ordina di recarsi da una vedova con un figlio, ovviamente orfano, che stavano agli sgoccioli con le provviste, e ai quali porta la sicurezza di non morire di fame fino al ritorno della prosperità. Di Dio si proclama: Padre degli orfani e difensore delle vedove è Dio nella sua santa dimora (Sal 68,6). I malvagi invece: Spadroneggiamo sul giusto povero, non risparmiamo le vedove, nessun riguardo per la canizie ricca d'anni del vecchio (Sap 2,10); essi vivono per negare la giustizia ai miseri e per frodare del diritto i poveri del mio popolo, per fare delle vedove la loro preda e per spogliare gli orfani (Is 10,2).Tante volte Dio prende le difese delle vedove e degli orfani nell’AT e promette: Lascia i tuoi orfani, io li farò vivere, le tue vedove confidino in me! (Ger 49,11) e i pii ebrei, come Tobia, avevano cura di seguire l’esempio di Dio: La terza decima poi era per gli orfani, le vedove e i forestieri che si trovavano con gli Israeliti. La portavo loro ogni tre anni e la si consumava insieme, come vuole la legge di Mosè (Tb 1,Cool.

Anche degli stranieri Dio si preoccupa: Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto (Es 22,20), anzi: Il forestiero dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l'amerai come tu stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto (Lv 19,34).

Se Dio ha un cuor particolarmente tenero per le categorie dei necessitati di ogni genere, anche noi dobbiamo condividere i suoi sentimenti e praticare le opre di misericordia corporale e spirituale.

II – e supplica: sostieni la speranza del povero che confida nel tuo amore,

Ci fu una terribile carestia e il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. Elia dapprima fa alla povera vedova una richiesta, facilmente esaudibile: Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere, alla quale ne aggiunge subito dopo un’altra, ben difficile da accontentare da parte di questa poveretta ormai agli estremi: Per favore, prendimi anche un pezzo di pane. E la donna rivela la situazione tragica sua e del figlio: Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo. Ma Elia insiste, forte della promessa di Dio, che gli aveva garantito l’assistenza da parte della vedova: Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, e le riporta tale promessa: poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra.

Nel Vangelo si parla di un’altra povera donna, notata da Gesù, che stava Seduto di fronte al tesoro, e osservava come la folla vi gettava monete. Tutti avevano la possibilità di sentire il tintinnare delle monete, che vi gettavano i ricchi in misura sensibile agli orecchi, e qualche volta agli occhi: Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma Gesù è sensibile in altra direzione; egli nota che, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo, ma non fecero rumore come le monete dei ricchi. E nota Luca: Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, commentò: In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. In effetti anche questa vedova si fida di Dio e si affida a Lui completamente, provocando l’annotazione ammirata di Gesù: Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere, come la vedova dell’AT che mette a disposizione di Elia quanto le era rimasto per vivere lei e il figlio ancora per qualche giorno.

E noi abbiamo questa fiducia così totale in Dio, considerando quante prove di amore ci ha dato e continua a darci?

III - e continua: perché mai venga a mancare la libertà e il pane che tu provvedi,

a. La vedova decide di credere alla parola di Dio, a lei comunicata per mezzo del profeta: Quella andò e fece come aveva detto Elia; e la promessa di Dio si realizzò pienamente: poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia. Il nutrimento materiale è indispensabile per la vita in questo mondo e Dio, che è Dio di amore e di provvidenza, vuole che non manchi a nessuno quello è necessario per la sopravvivenza e per la vita dignitosa. Egli fa la sua parte ma vuole che noi facciamo anche la nostra, preoccupandoci dei nostri fratelli che stanno nel bisogno. E sono tanti. Dio vuole benedire il nostro cibo, che mangiamo, e vuole che ci occupiamo dei nostri fratelli che non ne hanno o non ne hanno abbastanza.

b. Dio provvede a quanto necessario per la vita fisica, ma vuole anche che essa sia degna dell’uomo, che Egli ha creato libero nel suo rapporto con Lui e con il prossimo. Per questo motivo, anche in questo caso Dio fa la sua parte perché l’uomo sia libero dentro di sé e nei confronti del prossimo. Purtroppo l’uomo si crea tante forme di schiavitù, di alcune delle quali neanche si accorge per ignoranza (carenza di verità) e debolezza di volontà (mancanza di amore).

Gli scribi, che si ritenevano guide illuminate del popolo e modelli di osservanza della legge, nel Vangelo vengono rimproverati da Gesù come maestri di errore e persone riprovevoli proprio per la schiavitù, che essi hanno nei confronti delle proprie passioni, che in questo contesto sono tre: la superbia, la cupidigia e l’ipocrisia. In effetti il loro comportamento manifesta l’orgoglio, che si rivela dal loro spirito di compiacente ostentazione: Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; l’attaccamento ai beni materiali, che si rivela nel trattare senza compassione le persone diseredate come le vedove: Divorano le case delle vedove; e l’ipocrisia, che appare dalla loro religiosità affettata, che cerca l’ammirazione degli uomini invece di voler piacere solo a Dio: pregano a lungo per farsi vedere. Queste persone, sottolinea Gesù, riceveranno una condanna più severa, rispetto alle altre persone che, pur commettendo le stesse colpe, non hanno l’orgogliosa pretesa di ritenersi puri, altruisti e religiosi. Per questa aggravante i farisei saranno giudicati più severamente di quei peccatori che, sapendo di essere tali, non hanno però la pretesa di proporsi come modello di virtù per gli altri.

Lo spirito farisaico è diametralmente opposto a quello che Gesù raccomanda ai suoi discepoli: Gesù diceva alla folla nel suo insegnamento, esigendo da loro un animo umile, sincero e distaccato dalla ricchezza. Così dobbiamo orientare la nostra vita, preoccupandoci non solo dei bisogni materiali nostri e degli altri ma anche di una dignitosa vita psicologica.

IV – e conclude: e tutti impariamo a donare sull’esempio di colui che ha donato se stesso, Gesù Cristo nostro Signore

Dobbiamo andare in soccorso di coloro che stanno nel bisogno (ricorrano o no al nostro aiuto), guardando a Gesù come nostro modello. Anzitutto Egli una sola volta è venuto per nostro amore in questo mondo per eliminare il peccato: una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. Allo stesso modo una sola volta ha dato la vita per espiarlo: dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, con un atto di amore di valore unico e infinito, che ha concluso una vita tutta di amore. Questo sacrificio è unico perché è stata l’offerta di se stesso e non di animali: E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Il risultato è eccellentissimo: Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, dove, egli non resta inattivo, ma vi resta per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. D’altra parte anche gli uomini muoiono una sola volta: E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio.

Ci sarà una seconda venuta di Gesù, ma non più per risolvere il problema del peccato; egli verrà nella gloria per portare la salvezza anche del corpo con la resurrezione: Invece ora, così Cristo, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.

Innamoriamoci di Cristo e prendiamolo come nostro modello di vita e di morte, portate avanti nell’amore verso Dio e il prossimo.

Pensiero eucaristico. Nell’Eucaristia rioffriamo al Padre Gesù, che è morto e risuscitato per noi e uniamo la nostra offerta alla sua; nella comunione poi riceviamo lo Spirito per vivere la nostra offerta nella vita quotidiana con le stesse disposizioni interiori di Gesù e col suo stesso eroismo. Preghiamo la Madonna e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni di vivere così la nostra partecipazione al sacrificio di Gesù.

Twisted Evil 7.11.2009 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 081.951164 334.1706621 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it MSN: enricomarias@live.it

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