II Domenica di Avvento (Anno C)

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

II Domenica di Avvento (Anno C)

Messaggio  Andrea il Gio Dic 03, 2009 5:01 am

Omelia per la II DOMENICA DI AVVENTO ( Anno C)

Letture bibliche: Bar 5,1-9; Sal 125; Fil 1,4-6,8-11; Lc 3,1-6

Introduzione e Atto penitenziale.

Giovanni predica il battesimo per la conversione dei peccatori; tali siamo noi e abbiamo bisogno di accettare l’invito di Giovanni. Chiediamo perdono dei nostri peccati.

Sintesi dell’omelia.

Con la colletta preghiamo: O Dio grande nell’amore, che chiami gli umili alla luce gloriosa del tuo regno, raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia e preparaci a celebrare con fede ardente la venuta del nostro Salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te… La prima lettura preannuncia la presenza e l’intervento di Dio per il ritorno degli Ebrei esiliati nella loro terra; nella seconda lettura Paolo dà consigli su come prepararsi alla seconda venuta di Cristo; il Vangelo ci fa sentire Giovanni che prepara gli Ebrei alla venuta del Messia, la prima venuta di Gesù.

Omelia. I- La colletta inizia con l’invocazione al Dio di bontà: O Dio grande nell’amore,

Già nell’AT Dio si mostra tutto amore per il suo popolo, presentando la sua relazione come rapporto di amore del creatore con la creatura, del padrone col servo, dell’amico con l’amico, del padre col figlio, del fidanzato con la fidanzata, dello sposo con la sposa; ma è nel NT che Dio viene definito come Amore (1Gv 4,8.16) e ci offre la massima manifestazione del suo amore, il dono di se stesso nel Verbo incarnato, che vive e muore per noi. Egli è grande in tutto ed è sommo nel suo amore. Tutta la prima lettura è un canto all’amore di Dio, che si manifesta con la cura che egli ha del suo popolo, mandato in esilio per i peccati, ma che Egli non abbandona e di cui vuole cambiare la situazione.

Facciamo esperienza dell’amore di Dio e cerchiamo di comunicarlo agli altri sull’esempio di Paolo, e di Gesù: Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù.

II – e continuiamo: che chiami gli umili alla luce gloriosa del tuo regno,

Dio ha una particolare attenzione per le categorie più deboli e soprattutto per gli umili. Nella seconda lettura il profeta di rivolge agli ebrei, esiliati e finalmente diventati umili dopo il castigo, con parole di esortazione alla speranza perché Dio è all’opera per riportarli nella terra d’Israele; anzitutto risuona l’invito ad abbandonare gli abiti di lutto: Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione, e a indossare vestiti di festa per la gioia della presenza di Dio: /rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre; in effetti Egli partecipa al popolo la sua stessa santità: /Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, /metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno, e anzi vuole che anche sia manifesta agli altri l’esaltazione del suo popolo: /perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo.

Gerusalemme è invitata a portarsi in alto: Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura/, per fissare lo sguardo lontano: e guarda verso oriente; e così scorgere tornare i suoi figli: vedi i tuoi figli riuniti, /dal tramonto del sole fino al suo sorgere, /alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio; la loro situazione è totalmente mutata: / Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; /ora Dio te li riconduce in trionfo come sopra un trono regale.

A Gerusalemme viene dato un nome nuovo, cosa che manifesta che tutto è nuovo: /Sarai chiamata da Dio per sempre: /«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà», quattro termini che bastano a definire la situazione nuova degli uomini in questo mondo nuovo. Essi sono perfetti perché vivono al massimo l’essenza della loro personalità, il loro essere relazione: essi saranno perfettamente relazionati fra di loro per la giustizia mentre per la pace l’armonia più completa regnerà fra di loro; sono perfettamente relazionati con Dio per la pietà e vivranno con una religiosità autentica la presenza di Dio, sperimentabile in mezzo a loro (gloria).

Nella visione cristiana, Gerusalemme, abitazione di Dio, è la Chiesa, dove avviene l’incontro del popolo con Dio. Questo popolo, formato da poveri e afflitti, Dio introduce nella sua gloria. E’ un mondo nuovo che viene creato da Dio con la collaborazione degli uomini; perciò Paolo prega per i Filippesi: Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia, e li ringrazia per la loro partecipazione alla diffusione del Regno di Dio: a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente.

III - e supplichiamo: raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri,

Per agevolare il ritorno degli esiliati nella Palestina, sono molti i lavori necessari per rendere praticabile la strada aperta in regioni desertiche e accidentate: /raddrizzate i suoi sentieri!/… /le vie tortuose diverranno diritte/ e quelle impervie, spianate. Allo stesso modo noi dobbiamo mettere ordine nella nostra vita per consentire al Signore di arrivare fino a noi. Anzi noi chiediamo che sia proprio Lui nella sua bontà a fare quanto necessario perché egli possa unirsi a noi e noi a lui, perché il suo regno si diffonda nei nostri cuori e in quelli dei nostri fratelli. I Filippesi hanno collaborato con Paolo per l’espansione del Regno di Dio, e anche noi siamo invitati a fare altrettanto. Ascoltiamo l’invito di Giovanni ai suoi contemporanei e a noi tutti per poter accogliere Gesù, che è il Messia ma è anche Dio che viene in mezzo a noi. Prendiamo sul serio quanto giustamente Isaia nell’AT e Giovanni nel NT dicono a proposito di preparare la strada, per la quale il Signore vuole arrivare e per la quale anche noi abbiamo la necessità di incamminarci: Preparate la via del Signore. Ovviamente non si tratta tanto di aggiustare vie di questo mondo con l’opera delle braccia, ma di aggiustare il nostro modo di comportarci, in modo che esso sia retto e quindi gradito al Signore.

IV – e chiediamo ancora: spiana le alture della superbia

Nel lungo cammino che gli Ebrei dovranno fare per tornare nella terra, di nuovo promessa, ci sono anche burroni da colmare e monti da spianare, come Luca dice: Ogni burrone sarà riempito,/ ogni monte e ogni colle sarà abbassato, riportando Isaia: Poiché Dio ha deciso di spianare /ogni alta montagna e le rupi perenni, /di colmare le valli livellando il terreno; nella nostra vita spirituale c’è anche la superbia, che è così profondamente radicata in ciascuno di noi e tende a farci innalzare al di là dei meriti e che dobbiamo invece abbassare, e le mancanze di coraggio e di fiducia (quando non diventa il problema psicologico della depressione), che sono da riempire. Dobbiamo farci animo perché non camminiamo soli; il Signore vuole che Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio, cioè la sua presenza reale e protettrice, in quanto spingerà la natura stessa ad alleggerire gli incomodi del viaggio, come il calore del sole: Anche le selve e ogni albero odoroso /hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.

Sentiamoci sotto la protezione del Signore sempre ma soprattutto nel corso del nostro cammino spirituale. Dio vuole donarci la salvezza: in effetti solo lui può salvarci perché tutto ciò che avviene sul piano soprannaturale è opera sua, e solo opera sua. Noi possiamo solo dare la nostra adesione e sforzarci di collaborare ai doni che egli ci fa. E anche questo sforzo che facciamo è suo dono. Ci farà bene meditare le parole seguenti: Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui, cioè come Dio (proprio Lui) riconduce il popolo esiliato personalmente (alla luce della sua gloria), così lui personalmente guiderà alla salvezza eterna ciascuno di noi individualmente e come componenti di un popolo.

V – e concludiamo: e preparaci a celebrare con fede ardente la venuta del nostro Salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio.
E’ ancora a Dio che chiediamo l’intervento per prepararci alla celebrazione del Natale, che ricorda la venuta di venti secoli fa e ci prepara alla sua venuta della fine del mondo e della fine della vita e alle altre venute intermedie, sacramentali e non sacramentali, di Cristo. Paolo si dice convinto che ciò avverrà: Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Possiamo domandarci che cosa fare per prepararci bene. Una risposta la troviamo già in Giovanni: Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati; abbiamo bisogno di convertirci, che secondo il linguaggio biblico è il cambiamento del modo di pensare e di amare e di agire. Solo a questa condizione, cioè se avremo accolto con fede e carità il Signore e i nostri fratelli e sarà cambiato in maniera radicale il nostro modo di comportarci, si potrà realizzare per noi la promessa: /Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Un consiglio analogo troviamo anche in Paolo; egli chiede per i suoi una carità che proceda dalla giusta conoscenza di Dio: E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, e da quel discernimento che aiuta in ogni circostanza a scegliere il meglio: perché possiate distinguere ciò che è meglio, ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, in modo da dare nella maturità cristiana quei frutti di giustizia conformi al volere di Dio: ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Un ultimo suggerimento troviamo nelle letture; Isaia aveva preannunziato l’attività del precursore del Messia: com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto. Luca ricorda che in un determinato contesto storico: Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesa­re, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea. Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, avviene l’irruzione della Parola di Dio, ancora una volta, nelle vicende del popolo di Dio e degli uomini: la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Questi è l’ultimo dei Profeti: finora essi avevano annunciato la futura venuta di Cristo, ora invece egli annuncia dapprima la venuta imminente e poi l’arrivo di Dio in mezzo al suo popolo. L’ascolto della Parola di Dio è fondamentale per la nostra conversione.

Pensiero eucaristico.

Nella Messa ritorna Gesù in molti modi, fra cui per mezzo della sua stessa Parola, che ci prepara all’incontro più intenso possibile su questa terra, con lui presente sotto il segno del pane e vino consacrati. La preparazione a questo incontro può diventare l’occasione per la nostra conversione. Chiediamo alla Madre di Gesù e nostra e a S. Giuseppe, ai nostra Angeli Custodi e Santi Patroni, di ottenerci un’autentica conversione.

2.12.2009 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 081.951164 3288136406 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it MSN: francescoenricos@hotmail.it

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5746
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum