Marco, capitolo 5

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Riflessione M. 5,21-43

Messaggio  annaxel il Mar Apr 29, 2008 9:58 am

Una sola parola unisce tutti i miracoli che Gesù compie:< FEDE>
Gli ultimi due miracoli sono legati tra loro, la salvezza nasce dal <toccare> con fede Gesù, per la donna,
e dall'essere <toccati> da Lui, per la figlia di Giairo, che passa dalla morte alla vita.
Marco conclude questo capitolo con due fatti che ci pongono dei problemi nei confronti del male e
della morte.
Solo una fede senza compromessi ci può far accettare un abbandono al dominio di Gesù sulla sofferenza e
sulla morte, ma come è possibile realizzarla in concreto?
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Marco: Racconti di guarigioni.

Messaggio  Andrea il Lun Apr 28, 2008 4:30 pm

I racconti di guarigioni nel Vangelo di Marco sono:
- la guarigione di un lebbroso.(Mc 1, 40-45)
- di due ciechi (Mc 8, 22-26 e 10, 46-52)
- di un sordomuto (Mc 7, 31-37)
- di una donna affetta da emorragia cronica (5, 25-34)
poi leggiamo i racconti di due guariti da malattie attribuite al demonio (Mc 7, 24-30, 9, 14-27)
- vari racconti di guarigioni di diversi altri malati, di cui si parla nei xommari
- la risuscitazione della bambina (5, 21-24, 35-43)
- la guarigione di un paralitico (Mc 2, 1-12) e di un uomo dalla mano paralizzata (Mc 3, 1-5)

Per cogliere lo scopo di questi racconti e il loro significato bisogna prestare attenzione nel modo che Marco presenta, tramite brani riassuntivi e frasi di collegamento, dando cosi emfasi all' attività taumaturgica di Cristo, unita al suo insegamento rivolto alla folla. In sostanza secondo il pensiero di Marco, proclama l' annuncio del regno di Dio con i suoi gesti taumaturgici e con le sue parole.

Un altro particolare che distingue la figura di Gesù è che egli si preocupa di non divulgare questa sua opera taumaturgica, ordinando ai malati guariti di non far sapere a nessuno il fatto. Cosi qualche miracolo avviene anche di nascosto, con Gesù in disparte, ma la notizia viene divulgata lo stesso, al punto che Lui non può più stare nascosto...

Considerando allora questi miracoli di Cristo si puù trarre delle conclusioni circa lo scopo di queste guarigioni, Gesù rivela la sua potenza. dando alle persone guarite la loro dignità. ed è, questa potenza, da non confondere con altre forse mondane.

(Appunti dal testo di Rinaldo Fabris I Vangeli Marco )pp. 121-122)

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Riflessione su Mc 5,21-43

Messaggio  aram il Dom Apr 27, 2008 6:58 am

Qui mi colpisce la fede di questa donna con il flusso di sangue.
Ecco la vera fede del cristiano!
Questa povera donna è arrivata al punto di infrangere l'antica legge che voleva che una donna ,nel periodo delle mestruazioni(la sua malattia era infatti quella di avere mestruazioni[flusso]talmente irregolari da conviverci quotidianamente),non poteva nè essere toccata nè toccare qualcuno essendo definita "impura".
In quanti possiamo dire :"Ho fede,accada quel che accada." ?
Qui Gesù ribadisce ancora una volta che l'impurità è quella che esce dal cuore degli uomini,non dalla mano creatrice di Dio.
Preghiamo lo Spirito Santo di darci una fede "rovente",no "fredda" oppure "tiepida".
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Riflessione su Mc 5, 21 - 43

Messaggio  Andrea il Dom Apr 27, 2008 6:16 am

Marco 5, 21-43

Marco riesce ad attirare tutta l’attenzione nella maniera con la quale collega i due miracoli: quello della figlia di Giairo e quello della donna che soffre di emorragie. E questo lo fà per mettere in evidenza il significato comune dei due miracoli: il ruolo della fede nell’ esperienza di salvezza. Difatti la loro sintonia profonda è costituita da quello che possiamo chiamare dinamismo spirituale. La figlia di Giairo ha 12 anni di età, la donna soffre di emopragie da 12 anni... combinazioni?
Il racconto poi dei miracoli viene fatto seguendo il filo conduttore che è la fede e la fiducia. La fede, da una parte si manifesta con la richiesta di Giairo a Gesù di salvare sua figlia, dall’ altra ladonna sofferente non chiede nienteç è convinta che solo toccando Cristo sarà guarita dalla sua malattia.
Un altro fatto degno di attenzione è quella frase che dice Gesù: “Chi mi ha toccato le vesti?” Sembra quasi una presa in giro, vista la calca di gente che stava attorno a Lui, e lui chiede chi i ha toccato (non lui) le vesti!!...Ma lui sà che una forza guaritrice è uscita da lui. Dòaltra parte nono e\ che il gesto della donna ha provocato qullà azione taumaturgica e Gesù cerca con lo sguardo la donna che è già gratificata del suo intento. La donna ha cercato di carpire quasi di nascoosto la guarigione dal suo male, ma la guarigione la ottiene dalla sua fede esplicita.
Passando poi al secondo miracolo, leggiamo su Marco che mentre si avviava verso la casa di Giairo, viene loro annunciata la morte della fanciulla. “Non temere, solo abbi fede!”. Queste parole dette da Gesù a Giairo vogliono emfacizzare che bisogna avere fede... ma che fede si può avere davanti alla morte? Poi arrivano le parole di Gesù: “La fanciulla non è morta, ma dorme...” qualcuno si fa beffe di lui... ma il miracolo avviene con le parole °Risorgi... risusciti” che evocano la vittoria prossima di cristo Gesù sulla morte di loi stesso!

Pace e bene

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Riflessione su Mc 5, 13 - 20

Messaggio  Andrea il Ven Apr 25, 2008 12:06 pm

Giova a tal punto una breve riflessione, su alcuni concetti di base.
Troppo spesso siamo stati abituati a pensare alla creazione in modo errato cosi da ritenere scontata una falsa successione di fatti. Si pensa, difatti, che un giorno Dio abbia creato gli angeli, che li abbia sottoposti ad una prova e che dal risultato di essa sia nata la divisione tra angeli e demoni: gli angeli premiati in paradiso, i demoni puniti nell’inferno.
Poi, un altro bel giorno, Dio crea l’ universo , il regno minerale, vegetale ed animale e infine l’uomo. Adamo ed Eva nel paradiso terrestre peccano, ubbidendo a Satana e disob-bedendo a Dio. A questo punto, per salvare l’umanità Dia ha pensato di inviare suo Figlio.
Non è questo l’insegnamento della Bibbia e dei Padri. Con una simile concezione il mondo angelico ed il creato restano estranei al mistero di Cristo. In realtà Cristo è il primogenito di tutte le creature; tutto è stato fatto per Lui e in vista di Lui. Non hanno alcun senso le discussioni teologche in cui ci si chiede se Cristo sarebbe venuto senza il peccato di Adamo. È Lui il centro del creato, colui che ricapitola in sé tutte le creature: quelle celesti e quelle terrestri. E invece vero affermare che, stante la colpa dei progenitori, la venuta di Cristo ha assunto un ruolo particolare: è venuto come Salvatore. Il centro della sua azione è contenuto nel mistero pasquale: per mezzo del sangue della sua croce riconcilia a Dio tutte le cose,nei cieli e sulla terra.
Un’ altra riflessione va fatta sull’influenza di Cristo sugli angeli e sui demoni.
Per quanto riguarda gli angeli alcuni teologi pensano che solo in virtù della Croce gli angeli siano stati ammessi alla visione beatifica di Dio. S. Atanasio ci dice che anche gli angeli debbono la loro salvezza al sangue di Cristo. Riguardo ai demoni viene più volte affermato di Satana ed ha instaurato il regno di Dio. Quando l’indemoniato di Gerasèna esclama:
“Che c’e in comune tra noi e te, Gesù Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro non tormentarmi!” Vi è un chiaro riferimento al potere di Satana che viene stroncato da Cristo progressivamente; perciò quest’ opera dura tutt’ora e perdurerà fino a quando sarà compiuta la salvezza..


Ultima modifica di Andrea il Dom Apr 27, 2008 6:16 am, modificato 1 volta

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Riflessione Mc. 5,1-13

Messaggio  annaxel il Sab Apr 19, 2008 12:13 pm

L'episodio dell'indemoniato geraseno, narrato da Marco con molti particolari, ci porta a riflettere sulla presenza del demonio all'interno
del suo Vangelo. Si nota inoltre, ogni volta che Marco menziona la presenza del demonio, lo fa per mettere in risalto la forza vittoriosa di Gesù su di lui .
Anche in questo miracolo, Gesù vince il potere del demonio, e questo accade all'interno del territorio dei pagani, la regione dei geraseni, al di là del mare.
La disperazione dell'indemoniato e la supplica di liberarlo, che rivolge a Gesù, presenta la disperata situazione che vivono i pagani.
Ma anche in questo caso, l'identità di Gesù non viene rivelata...non permetterà al miracolato di seguirlo, ma di essere testimone, nello stesso tempo Gesù non viene accettato dagli abitanti del luogo ed invitato ad allontanarsi da loro.
Gesù, non si limita ad agire nei confini d'Israele, il suo messaggio è per tutti gli uomini, però,
ancora dopo 2000anni è una presenza scomoda
da accettare, e molto spesso ci dimentichiamo di essere cristiani.
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Marco 5, 1 - 13

Messaggio  Andrea il Lun Apr 14, 2008 3:20 pm

Marco 5, 1-13

Nell’episodio dell’indemoniato gerasèno, è chiaro l’intento di Marco di porre in evidenza lo straordinario potere salvifico di Gesù; un Gesù che compie miracoli in territorio pagano a favore di un uomo posseduto dal demonio.
È questo il tema centrale messo in rilievo nella descrizione dell’indemoniato, che abita nei sepolcri, in un luogo, cioè, considerato impuro, estraneo al mondo e del divino, in preda alla furia a alla violenza incontrollata proprie dello spirito del male.Sono i tratti che caratterizzano la forza demoniaca come potenza di morte e di,distruzione,disgragatrice della dignità e libertà dell’uomo.
L’ inconto dell’ indemoniato con Gesù, la scena dei porci, il tentativo del demonio di sottrarsi al potere di Gesù confessando la segreta identità, pur de essre lasciato in pace, sono i vari elementi utilizzati dall’ evangelista per mettere ancora più in rilievo la potenza di Gesù. Di fronte allo spirito che si dichiara “legione”, cioè forza organizzata di distruzione, contrasta la forza delle semplici parole di Gesù’[b]Introduzione

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Marco, capitolo 5

Messaggio  Andrea il Dom Apr 13, 2008 5:06 pm

Introduzione
In questo nuovo capitolo di Marco notiamo un cambiamento: Marco non ci presenta più delle parabole, ma passa ai miracoli. Miracoli che rafforzano lo scopo della presenza di Cristo sulla terra e la sua ferma volontà di dimostrare chi veramente lui è! Un isieme di fatti che si svolgono nel giro di poche ore: Prima l'incontro con l’indemoniato e la sua liberazione, poi l’ invito di Giàiro e la salvezza delle fuglia di questi; infine per strada la guarigione della donna che soffriva di emoraggie.


Ultima modifica di Andrea il Lun Apr 14, 2008 6:16 pm, modificato 1 volta

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Re: Marco, capitolo 5

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