V Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

V Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Messaggio  Andrea il Mar Feb 02, 2010 5:06 am

OMELIA PER LA V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Letture bibliche: Is 6,1-2,3-8; Sal 137; 1 Cor 15,1-11; Lc 5,1-11

Introduzione e Atto penitenziale.

Dio appare infinitamente grande nella vocazione di Isaia e nel miracolo di Gesù; e Isaia e Pietro si sentono così piccoli e peccatori davanti a Dio. Anche noi vogliamo sentirci peccatori perché lo siamo e vogliamo chiederne perdono per essere purificati.

Sintesi dell’omelia. Con la colletta preghiamo:

Dio di infinita grandezza, che affidi alle nostre labbra impure e alle nostre fragili mani il compito di portare agli uomini l'annunzio del Vangelo, sostienici con il tuo Spirito, perché la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi, fruttifichi in ogni parte della terra. Per il nostro Signore Gesù Cristo... Nella prima lettura Dio si manifesta nella sua infinita perfezione quando chiama Isaia e nel Vangelo Gesù nel miracolo della pesca, cui segue la vocazione di Pietro e degli Apostoli; nella seconda lettura vediamo come Paolo ha accettato la Parola di Dio e la trasmette con fedeltà.

Omelia. I - Ci rivogliamo all’Essere supremo: Dio di infinita grandezza,

a. Della grandezza infinta di Dio, della sua trascendenza, ci viene offerto qualche tratto nella teofania, che istituisce Isaia come profeta. In una data precisa della storia d’Israele: Nell’anno in cui morì il re Ozìa, a Isaia appare Dio: io vidi il Signore, circondato da segni, che sottolineano la sua maestà infinita: seduto su un trono alto ed elevato, così grande che già i soli lembi del suo manto riempivano il tempio. Personaggi celesti e straordinari lo circondano: Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali; essi Proclamavano l’uno all’altro, dicendo: «Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!/ Tutta la terra è piena della sua gloria». Come al Sinai, Dio si fa avvertire con qualcosa che sembra un terremoto e col fumo (o nube): Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. Ma questi segni non devono farci dimenticare che egli è un Dio vicino al popolo, giacché appare nel Tempio.

b. Dio manifesta la sua onnipotenza nel miracolo di Gesù. Questi dà a Simone un ordine inaspettato: Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca. Simone cerca invano di richiamare l’attenzione di Gesù sull’inutilità della pesca della notte (tempo propizio per la pesca) precedente, e quindi sul fatto che ora non è per niente il tempo favorevole: Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma per Simone Gesù è già una persona straordinaria e la sua Parola non può essere disattesa: ma sulla tua parola getterò le reti. Il risultato è prodigioso: Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.

Dio è infinitamente grande, molto più grande di quanto può percepire la nostra sensibilità o può immaginare la nostra limitatissima intelligenza. L’unica cosa che possiamo fare è assumere l’atteggiamento dell’adorazione interiore e della prostrazione esteriore, riconoscendo che lui è grande e noi siamo piccolissimi, lui è santo e noi siamo peccatori, lui è buono e noi siamo cattivi…

II – e riconosciamo:

che affidi alle nostre labbra impure e alle nostre fragili mani il compito di portare agli uomini l'annunzio del Vangelo,

Ma è a noi, così piccoli, che Dio affida la missione di farlo conoscere, amare e servire.

a. Isaia è cosciente della sua piccolezza e della sua impurità congenita e di quella del suo popolo, e perciò esclama: Ohimé! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono/ e in mezzo a un popolo/ dalle labbra impure io abito; la sua sorpresa è di aver visto Dio nonostante questa sua bassezza: eppure i miei occhi hanno visto/ il re, il Signore degli eserciti. Ma Dio è buono e nella sua misericordia gli dà la purificazione che può venire solo da Lui; gli manda un angelo del più alto coro: Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca, mondandolo, come gli viene spiegato: Ecco, questo ha toccato le tue labbra,/ perciò è scomparsa la tua colpa/ e il tuo peccato è espiato. Ma Dio lo chiama anche a collaborare con Lui; Egli si fa sentire direttamente: Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E nonostante l’opposizione degli altri profeti, egli si offre volontariamente alla missione: Eccomi, manda me!.

b. Anche Pietro, di fronte al miracolo inaspettato: Al vedere questo, sente tutta la sua miseria: sono un peccatore, e la esprime con un gesto: Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, e con le parole, con le quali chiede riverentemente: Signore, allontànati da me. Il suo stato d’animo è condiviso dai compagni di lavoro: Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù, invece di allontanarsi, gli conferisce il dono della vocazione a condividere la sua stessa missione: Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini.

I miracoli continuano oggi e dovremmo continuare a riflettere e a sentire la trascendenza di Dio. Ma senza riflessione e meditazione non riusciremo.

III – e preghiamo: sostienici con il tuo Spirito,

Gesù fu concepito di Spirito Santo e fu pieno di Lui e guidato da Lui in tutta la sua vita. Noi siamo membra del suo Corpo mistico e quindi è nostro ciò che è di Gesù: nostro è anche il suo Spirito, che egli ci dà la prima volta e nel battesimo e poi ci rinnova in ogni sacramento e in ogni aumento di grazia santificante e ogni volta che lo invochiamo. Questo Spirito, che ha guidato e sostenuto Gesù in tutta la sua vita e attività per diffondere il regno del Padre, vuole guidare e sostenere anche noi, se siamo docili, e vuole riprodurre in noi Gesù con le sue caratteristiche e con la sua attività salvifica.

Ci lasciamo guidare dallo Spirito che è in noi? O lo rattristiamo? O, peggio, lo spegniamo?

IV – e concludiamo:

perché la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi, fruttifichi in ogni parte della terra.

Lo Spirito ci guida alla verità tutta intera e quindi alla fede in Gesù Cristo e versa nel nostro cuore la carità verso Dio e verso il prossimo; perciò è lui solo che può metterci in condizioni di accettare generosamente la Parola di Dio e di farla fruttificare in noi e inoltre solo lui può sostenerci nell’aiutare gli altri a farla fruttificare nella loro vita.

a. Gesù dedicò la massima parte della sua vita pubblica all’insegnamento della Parola di Dio a gruppi di numerose persone (alle folle) e a gruppi ristretti (ai Settantadue e ai Dodici) e ai singoli. Nel brano di oggi si rivolge alla folla: In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. Egli nota: I pescatori erano scesi e lavavano le reti, e decisamente Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra; così offre il suo insegnamento dalla barca: Sedette e insegnava alle folle dalla barca. In seguito opera il miracolo della pesca Quando ebbe finito di parlare. Dopo che ha preparato il cuore dei pescatori alla vocazione, rivolge loro l’invito a condividere e continuare la sua missione, che essi accettano generosamente: E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. Hanno creduto alla Parola offerta loro e alla folla dalla loro stessa barca, hanno creduto e obbedito a Gesù che li ha invitati a pescare fuori orario e al di là della ragionevolezza, hanno accettato l’invito a seguirlo e a condividere la sua vita e la sua missione. La Parola è caduta in un terreno fertile ed essi la faranno fruttificare in tutto il mondo.

b. Proprio nella fase più acuta delle sue persecuzioni contro la Chiesa, Paolo incontra Gesù, riceve la Parola e si converte, obbedendo prima all’ordine di Gesù di rivolgersi ad Anania e poi alle indicazioni di Anania. Ha accettato la Parola e l’annuncia, anche ripetendola più di una volta: Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato, e ha la gioia di vedere che i suoi ascoltatori l’hanno accettata: che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, mapurtroppo solo in parte vi restano fedeli: se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano! Il nucleo dell’insegnamento è la morte di Gesù per espiare i nostri peccati: A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto, e la sua resurrezione: e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici; così Paolo afferma sia il valore salvifico della morte di Gesù sia la sua conformità al disegno di Dio; da risorto Gesù apparve molte volte a molte persone in modo che i suoi discepoli fossero sicuri dell’evento: In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. In zona Cesarini apparve anche a Paolo: Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto, con un’apparizione della stessa natura di quella avvenuta per i contemporanei di Gesù risorto. Quindi l’Apostolo conferma la sua predicazione e la loro fede: Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Paolo parla di sé in termini riduttivi; si definisce: un aborto, alludendo al carattere violento, “chirurgico” della sua vocazione; davanti a questo pensiero, egli prova un profondo senso di indegnità, da una parte, e di ammirazione, dall’altra, per la potenza e la fecondità della grazia divina; egli riconosce infatti: Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Ma afferma anche: Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.

Anche a noi è affidato il compito dell’espansione del Regno di Dio. Se conserviamo la viva coscienza che si diffonde per l’attività di Dio stesso, la grazia di Dio potrà operare grandi cose anche per mezzo nostro.

Pensiero eucaristico. Questo Gesù onnipotente, che opera miracoli e chiama i discepoli, è lo stesso che ci rivolge la Parola e può operare nel nostro cuore per trasformarlo secondo i suoi desideri. Nella Comunione egli incomincia a operare in noi grandi cose, se lo lasciamo libero di agire, e le continua dopo nella vita quotidiana per la nostra santificazione e la diffusione del Regno. Invochiamo l’aiuto della Madonna e di S. Giuseppe, degli Angeli e dei Santi perché cresciamo nella fede nella grandezza di Dio e nell’amore dei fratelli e impegno per la loro salvezza.

1.2.2010 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 081.951164 3288136406 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it MSN: francescoenricos@hotmail.it

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5638
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum