I Domenica di Quaresima (Anno C)

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

I Domenica di Quaresima (Anno C)

Messaggio  Andrea il Mar Feb 16, 2010 11:08 am

I DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C )

Letture bibliche: Dt 26,4-10; Sal 90; Rm 10.8-13; Lc 4,1-13

Introduzione e Atto penitenziale.

La Quaresima è un tempo particolarmente propizio per prendere coscienza dell’amore di Dio verso di noi e della nostra infedeltà verso di lui. Chiediamo perdono di tutti i nostri peccati, ma soprattutto supplichiamo perché ci possiamo seriamente convertire.

Sintesi dell’omelia.

Con la colletta preghiamo:

O Signore nostro Dio, ascolta la voce della Chiesa che t’invoca nel deserto del mondo: stendi su di noi la tua mano, perché, nutriti con il pane della tua parola e fortificati dal tuo Spirito, vinciamo cone il digiuno e la preghiera le continue seduzioni del maligno. Per il nstro Signore Gesù Cristo… Nella prima lettura ascoltiamo la professione di fede di chi offriva un sacrificio nell’AT e nella seconda la professione di fede di chi ha creduto in Gesù e si impegna a diffonderne il Regno; nel Vangelo Gesù ci appare come il nuovo Adamo, che vince le insidie del demonio e dà inizio alla nuova umanità, che vive secondo Dio.

[b]Omelia. I – Ci rivolgiamo a Dio:


O Signore nostro Dio, ascolta la voce della Chiesa che t’invoca nel deserto del mondo:

La Chiesa segue l’insegnamento di Gesù, del quale Luca racconta: Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi (Lc 18,1), dandone il motivo: Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo (Lc 21,36). Gesù stesso pregava molto (Lc 5,16; 6,12; 9,18.28; 11,1). Nel deserto egli va certamente per un contatto più intimo con Dio Padre, col quale era in costante colloquio, giacché, come egli afferma, Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv 10, 30). La Chiesa segue l’esempio di Gesù e si dedica alla sua preghiera perché essa ha fede nella bontà di Dio: Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso» e «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». Essa sa che davanti a Dio non c’è distinzione fra Giudeo e Greco e che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Con la preghiera la Chiesa sa di potersi aspettare tutto il bene, ogni bene, ogni grazia di cui ha bisogno.

Perciò la Chiesa cerca di “fare deserto” per dare – possibilmente - tutto il tempo al Signore e per mettersi in ascolto di lui senza interferenze esterne e riceverne la Parola di vita eterna: questo lo realizza sia andando a vivere nel deserto come facevano gli eremiti dei primi secoli sull’esempio di Gesù, (che) pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, sia staccandosi dalla vita ordinaria per alcuni giorni come si fa nei ritiri ed esercizi spirituali, sia ritirandosi in preghiera durante vari momenti della giornata, specie al mattino e alla sera, sia sforzandosi anche durante la giornata di concentrare il proprio cuore su Dio e, lottando contro ogni forma di pensiero inutile, gli rivolge brevi invocazioni (le giaculatorie, sempre utili e sempre attuali per godere la presenza di Dio).

II – e invochiamo: stendi su di noi la tua mano,

Abbiamo sempre bisogno dell’aiuto di Dio in ogni circostanza della vita perché egli ci conserva e ci dà il concorso sia sul piano naturale che soprannaturale. Ma è nel campo soprannaturale soprattutto che abbiamo bisogno dell’intervento di Dio, perché ci muoviamo in una zona totalmente al di sopra delle nostre forze. Lottare contro il diavolo, che sul piano naturale gode di intelligenza e potenzialità tanto superiori alle nostre, è combattere contro uno molto più forte di noi, e solo l’aiuto di Uno più forte di noi e di lui ci garantisce la salvezza. E’ una lotta ad armi impari: siamo destinati a soccombere se lo affrontiamo solo con le nostre forze; è una guerra, formata da tante battaglie, che possiamo vincere con sicurezza se ci appoggiamo a Dio tanto superiore a lui, a Satana.

III – e contiuamo: Perché, nutriti con il pane della tua parola e fortificati dal tuo Spirito,

Nella lotta contro Satana, per poterlo vincere, abbiamo bisogno della Parola di Dio, che alimenta la nostra fede, e della forza dello Spirito Santo. Dobbiamo seguire l’esempio di Gesù.

a. Gesù lotta contro il diavolo servendosi della Parola di Dio. Alla prima tentazione risponde con un testo destinato ad alimentare nell’israelita la fede in Yahweh, che lo protegge ovunque con fedeltà e amore: Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo” (Dt 8,3; il contesto è molto bello; leggiamolo). Con questa parola Gesù ricorda al diavolo che Egli si abbandona totalmente al Padre, convinto che la paterna provvidenza divina non gli farà mancare il pane, come per quaranta giorni lo ha sostenuto senza fargli sentire il bisogno di prendere cibo. Alla seconda tentazione Gesù risponde ancora con la Parola di Dio: Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”, (Dt 6,13) affermando tutta la sua totale adesione al piano di Dio, dalla quale non può distoglierlo nessuna prospettiva di grandezza terrena, per quanto seducente; il suo messianismo confermerà il monoteismo ebraico e del culto dovuto esclusivamente a Dio.

Alla terza tentazione Gesù risponde ancora una volta citando l’AT: È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo” (DT 6,16), per far capire al tentatore che non si debbono esigere da Dio dei miracoli esibizionistici, imponendoGli di intervenire col suo potere soprannaturale come se l’uomo disponesse a suo piacimento di Lui; al contrario l’uomo deve obbedire a Dio e rimettersi interamente a Lui. Gesù è stato sollecitato dal diavolo a dare di sé una manifestazione spettacolare, che avrebbe ottenuto un intervento soprannaturale di Dio in suo favore, in modo che la gente lo avrebbe potuto riconoscere come Messia. Il diavolo, pensando di poter trarre in inganno Gesù, aveva citato anche lui la Parola di Dio, in modo incompleto e distorcendone il senso: sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra” (Sal 9,11-12); questo testo esprime l’incrollabile fiducia in Dio da parte del giusto, il quale sa che il Signore è un rifugio sicuro; il giusto conoscerà la prova e il pericolo, ma Dio lo salverà sempre, servendosi anche dell’opera degli angeli; il demonio invece vuole spingere questa fiducia fino a tal punto di presunzione da obbligare Dio a intervenire miracolosamente anche quando l’uomo di propria iniziativa si mette nel pericolo.

Se Gesù, e persino il diavolo in modo sbagliato, fa riferimento alla Parola di Dio, tanto più noi abbiamo bisogno di fare appello ad Essa per sostenere la nostra vita spirituale. Anzitutto è utile fare una lettura generale della Bibbia (AT e NT) in modo da conoscere i punti principali; e poi fare una lettura più approfondita. Se ogni giorno leggiamo 35 vv dell’AT e 11 vv del NT, in due anni leggiamo tutta la Bibbia, eccetto i Salmi. La Parola di Dio è sorgente di vita spirituale perché ci fa conoscere il pensiero di Dio e ci dà occasione di crescere nella fede e capire quanto Dio ci ama e come dobbiamo corrispondere al suo amore con l’amore verso di Lui e verso il prossimo.

b. L’altra sorgente di vita spirituale è lo Spirito Santo. Lo era anche per Gesù in quanto uomo: Gesù, già concepito a suo tempo da Maria per opera dello Spirito Santo, e ora ancora più pieno di Spirito Santo dopo il battesimo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, per essere tentato dal diavolo. Lo Spirito sostenne Gesù in tutta la sua vita terrena, particolarmente nella lotta contro il diavolo, e specie durante la sua Passione e Morte, l’ultima offensiva del diavolo contro di Lui; perciò nota Luca: Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato, “opportuno” (la parola greca corrispondente anticipa e si ricollega con il racconto della Passione, considerata dall’evangelista come l’ultimo e più violento assalto (cfr Gv 14,30) che il demonio, servendosi del tradimento di Giuda (Lc 22,3) e dell’odio dei capi ebrei (cfr Lc 22,53) sferra contro il Messia.

Gesù Maestro ci dà la Parola e lo Spirito ci sostiene nel metterle in pratica. Ma in che misura siamo docili ai suggerimenti di Gesù e agli impulsi dello Spirito?

c. La Parola di Dio e la guida dello Spirito alimentano la nostra fede.
Nella prima lettura ci troviamo di fronte alla professione di fede, che l’israelita doveva fare in occasione dell’offerta delle primizie: Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato. Il rito si svolgeva così: Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio; e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio, in un contesto strettamente liturgico: Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio; la professione di fede degli israeliti è di una estrema semplicità, non sorretta da principi o verità astratta, ma da ciò che Dio concretamente aveva operato per essi nella storia. Il centro della loro fede era il fatto pasquale: la liberazione dall’Egitto: Mio padre era un Aramèo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, e il dono della terra: Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele.

Anche il centro della fede cristiana è un fatto storico, la passione e morte e resurrezione di Gesù, vero Dio e vero uomo: Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Vigiliamo per non cadere nell’errore degli ebrei, che nel deserto non si mantennero fedeli a Dio e alla sua Parola e non raggiunsero la salvezza. Vale per noi quello che diceva Mosè ai suoi contemporanei per esortarli alla fede: Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, e spiega Paolo: cioè la parola della fede che noi predichiamo; e aggiunge: Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza, per dire che gli effetti salutari dell’atto di fede: giustizia e salvezza, non sono come due fasi successive, ma un’unica realtà, derivante sia dall’atto di fede interna che da quello di fede esterna.

Quale posto occupa la Parola di Dio e l’attività dello Spirito nella nostra vita spirituale?

IV – e concludiamo: vinciamo con il digiuno e la preghiera le continue seduzioni del maligno.

Abbiamo visto che Gesù ha vinto il diavolo, lo ha sbaragliato, ha respinto tutte le sue tentazioni. Noi siamo membra del Corpo di Cristo e siamo tentati anche noi con le stesse tentazioni; esse sono la concupiscenza della carne: Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane»; la concupiscenza degli occhi: Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo»; e la superbia della vita: Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui. Come Gesù esce vittorioso per il suo attaccamento alla Parola di Dio e per la sua docilità allo Spirito, così anche noi, se attraverso il digiuno (che non solo quello dello stomaco, ma dei cinque sensi) impariamo a tenere sotto controllo le passioni e per mezzo della preghiera sviluppiamo la nostra unione con Dio, diventeremo spiritualmente più forti per vincere il demonio e le sue insidie.

Pensiero eucaristico. Nell’Eucaristia Gesù ci offre la sua Parola, per cui cresciamo nella fede, e insieme al suo Corpo e Sangue ci dona il suo Spirito per nutrirci e renderci forti contro le tentazioni del Maligno. Quanto più ci uniamo a lui per la fede e per la carità, tanto più parteciperemo insieme con lui della sua vittoria sul demonio, il mondo, la carne. Preghiamo la Vergine Addolorata e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni, di vivere la quaresima con vivo spirito penitenziale.

12.2.2010 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 081.951164 3288136406 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5638
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum