II Domenica di Pasqua (Anno C)

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II Domenica di Pasqua (Anno C)

Messaggio  Andrea il Ven Apr 09, 2010 5:58 pm

II DOMENICA DI PASQUA (Anno C)

Letture bibliche: At 5, 12-16; Sal 117; Ap 1, 9-11.12-13.17.19; Gv 20, 19-31

Introduzione e Atto penitenziale.

Facciamo appello alla misericordia del Signore per avere il perdono dei peccati; per questo Gesù istituì il sacramento della riconciliazione prima di lasciare questo mondo, in modo che tutti potessero godere della misericordia di Dio.

Sintesi dell’omelia.

Con la colletta preghiamo:

O Padre, che nel giorno del Signore raduni il tuo popolo per celebrare colui che è il Primo e l'Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte, donaci la forza del tuo Spirito, perché, spezzati i vincoli del male, ti rendiamo il libero servizio della nostra obbedienza e del nostro amore, per regnare con Cristo nella gloria. Egli è Dio...Nella prima lettura ci viene proposto un riepilogo della vita dei primi cristiani; nella seconda ascoltiamo la prima visione di Giovanni da parte del Signore Gesù risorto che gli affida una missione; nel Vangelo è Gesù risorto che appare ai discepoli nel giorno della resurrezione e otto giorni dopo e istituisce il sacramento della misericordia, la confessione.

Omelia. I – Abbiamo invocato: O Padre, che nel giorno del Signore raduni il tuo popolo

a. I discepoli di Gesù, il giorno della sua resurrezione, si trovarono riuniti nel Cenacolo a discutere degli avvenimenti sconcertanti della giornata: l’apparizione degli Angeli alle donne, alle quali essi annunciano la resurrezione già avvenuta, e poi l’apparizione di Gesù stesso alle medesime e alla Maddalena nella mattinata e ai due discepoli di Emmaus e a Pietro nel pomeriggio; era La sera di quel giorno, il primo della settimana,… venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Si rallegrarono molto, come è normale, nel vedere il Signore risorto: E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Questa esperienza gioiosa si ripetette Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Probabilmente il Cenacolo divenne il loro luogo di ritrovo, dove trovavano accoglienza da parte dell’amico di Gesù, al quale aveva dato la stanza per la celebrazione della Pasqua; poi la lasciò a disposizione di Maria e delle donne, che accompagnavano Gesù, e dei discepoli, dopo il precipitare degli eventi.

Anche per Giovanni dell’Apocalisse l’incontro con Gesù avvenne nel giorno del Signore, come ormai veniva indicato quel giorno: Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore, perché giorno della sua resurrezione; fin dalla prima generazione i cristiani tenevano delle riunioni liturgiche (At 20,7; 1Cor 16,2) in questo giorno, chiamato giorno del Signore dal sec. II (Didachè) e forse più specialmente in Asia (S. Ignazio di Antiochia).

b. Ciò che i discepoli facevano in questo giorno ci è raccontato dagli Atti: Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere (At 2,42).

1. Oltre l’AT, che essi designavano come Scrittura sacra, presto incominciarono anche a leggere anche ciò che gli Apostoli o altri avevano scritto intenzionalmente come i Vangeli, o occasionalmente come le Lettere o altri scritti, allo scopo di sostenere la loro fede e la loro vita spirituale. Il Vangelo di Giovanni forse è l’ultimo testo del NT, scritto proprio per alimentare la fede: Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Giovanni aveva scritto già l’Apocalisse: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese». L’ordine di scrivere viene ripetuto: Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito.

2. Frazione del pane, poi, divenne un’espressione tecnica per indicare l’Eucaristia, nella quale rivivevano l’incontro col Signore sotto il segno del pane e del vino consacrati. Tale incontro con lui, nella sua realtà storica, si realizzò la sera della resurrezione: mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. Così Gesù garantiva la sua identità di crocifisso e risorto. Ma Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli, raccontandogli i particolari dell’apparizione: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli trovava difficile credere e disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». La sua era un’incredulità disperante, perché fondata su pregiudizio e presunzione: non credeva agli Apostoli, agli altri discepoli, alla Madre di Gesù.

Ma la misericordia di Gesù non abbandona il discepolo testardo. Otto giorni dopo Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso, rivolgendoglisi personalmente e riprendendo in maniera fedele le sue parole: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso con una splendida professione di fede: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse, facendo un’affermazione che ci dà grande conforto: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Questa esperienza si rinnovava ogni volta nella frazione del pane, la quale acquistava il suo significato solo se c’era la fede in Gesù Dio e uomo, Messia e Salvatore, morto e risuscitato, che continua a rendersi presente sotto i segni da lui stabiliti, specie l’Eucaristia e gli altri sacramenti.

c. A questi incontri partecipavano solo i credenti: Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Essi crescevano di numero in modo sorprendente perché lo Spirito agiva nei cuori delle persone e le spingeva a Cristo: Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne.

Il giorno del Signore occupa il posto più importante nella nostra settimana? Celebriamo ogni settimana la pasqua del Signore? Lo incontriamo con fede nella Parola letta e annunciata e nella frazione del Pane?

II - [e detto: per celebrare colui che è il Primo e l'Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte,
Nelle assemblee dei fedeli si rinnova la fede, speranza e carità nella Trinità, si loda, si adora il Padre Figlio Spirito, ma in particolare Gesù Cristo, il Figlio fatto uomo, il quale appare a Giovanni e gli rivolge la parola: udii dietro di me una voce potente, come di tromba; di lui dapprima percepisce solo la voce e poi anche la persona: Mi voltai per vedere la voce che parlava con me; questa persona è circondato da candelabri: appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi (caratteristica degli abiti sacerdotali) e cinto al petto con una fascia d’oro (come i re). L’apparizione fa cadere Giovanni senza forze: Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, con un gesto di benevolenza e di incoraggiamento posando su di me la sua destra, gli rivela chi è: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo (attributi di Dio in Is 44,6; 48,12), e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. E’ quel Gesù che è Dio come il Padre e lo Spirito Santo, è diventato uomo, ha patito ed è morto ed è risuscitato; e ora ha la pienezza della vita e del potere, come ha dimostrato risorgendo dai morti o come dimostrerà con la resurrezione degli eletti.

Rinnoviamo la nostra fede in Gesù, nostro Dio e nostro Salvatore, Sacerdote e Re.

III - e chiediamo: donaci la forza del tuo Spirito,

Noi abbiamo bisogno dello Spirito e della sua attività per fare qualsiasi azione sul piano soprannaturale, giacché non possiamo fare niente con le nostre sole forze in questo campo.

Gesù dà agli Apostoli lo Spirito perché continuino la sua missione; dapprima diede loro la pace: Pace a voi!, poi affidò loro il prolungamento della sua missione, ricevuta dal Padre: Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi. E affinché ne diventassero capaci, soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo. La loro sarà una missione di misericordia, come quella di Gesù, perché riguarderà anzitutto il perdono dei peccati.

Un intervento dello Spirito fa entrare Giovanni in uno stato soprannaturale, una specie di estasi: Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore, un’attività non ordinaria dello Spirito. Chiediamo l’intervento dello Spirito perché ci aiuti a vincere il male e a vivere secondo la volontà di Dio.

IV – e precisiamo la natura della grazia che chiediamo: perché, spezzati i vincoli del male, ti rendiamo il libero servizio della nostra obbedienza e del nostro amore, per regnare con Cristo nella gloria.

a. Gli Apostoli avevano ricevuto la stessa missione di Cristo e i suoi stessi poteri; perciò avvenivano molti miracoli per opera loro in modo da facilitare l’adesione di fede ai pagani: Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Miracoli anche più “grandi” di quelli operati da Gesù (Gv 14,12), tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. La notizia dei prodigi si diffondeva rapidamente: Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti. Queste liberazioni dalle malattie diventano il simbolo della liberazione ben più importante dal peccato, che è all’origine della sofferenza umana: A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati, potere meraviglioso dato da Cristo agli Apostoli e successori per la santificazione dei fedeli.

b. I fedeli, liberati dalla schiavitù del peccato, possono rendere testimonianza coraggiosa a Gesù, come fa Giovanni: Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.

Nella festa della Divina Misericordia è grande gioia sapere che vengono perdonati i nostri peccati e condonate le pene meritate a causa di essi e, avendo il cuore puro e innamorato del Signore, dare un’efficace testimonianza per la sua gloria, anche in situazioni di grandi difficoltà.

Pensiero eucaristico.
Nell’Eucaristia, frazione del pane, incontriamo Gesù vivo e vero, che rende presente il suo sacrificio per la remissione dei peccati. Essa è il segno del sommo amore di Gesù per noi. Chiediamo alla Vergine Maria e a S. Giuseppe, agli Custodi e ai Santi Patroni, la grazia di sapere valorizzare l’Eucaristia, almeno domenicale, per la nostra vita spirituale.

9.4.2007 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 081.951164 334.1706621 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it MSN: francescoenricos@hotmail.it



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