Solennità di N. S. G. C. RE DELL'UNIVERSO (Anno C)

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Solennità di N. S. G. C. RE DELL'UNIVERSO (Anno C)

Messaggio  Andrea il Lun Nov 22, 2010 6:08 am

Solennità di N. S. G. C. RE DELL'UNIVERSO (Anno C)

Letture bibliche: 2 Sam 5, 1-3; Sal 121; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43

Introduzione e Atto penitenziale.

Gesù è venuto per la remissione dei peccati. Abbiamo avuto il perdono tante volte, lo richiediamo ancora una vota per prepararci all’incontro con lui ora e poi nell’eternità

Sintesi dell’omelia. Con la colletta preghiamo: O Dio Padre, che ci hai chiamati a regnare con te nella giustizia e nell'amore, liberaci dal potere delle tenebre; fa' che camminiamo sulle orme del tuo Figlio, e come lui doniamo la nostra vita per amore dei fratelli, certi di condividere la sua gloria in paradiso. Egli è Dio... Nella prima lettura viene preannunciata la regalità di Cristo; nel Vangelo viene rifiutata dai nemici ma riconosciuta dal ladro pentito ed esercitata da Gesù; nella seconda lettura vengono indicate alcune caratteristiche di Gesù come Dio creatore e Capo dei Salvati.

Omelia. I - Ci rivolgiamo a Dio: O Dio Padre, che ci hai chiamati a regnare con te nella giustizia e nell'amore,

Il Padre ci ama e perciò ci ha creati. Purtroppo abbiamo peccato in Adamo e personalmente ed Egli, nella sua misericordia, ha mandato il Figlio per darci la salvezza per mezzo di Lui sia nel suo aspetto negativo liberandoci dal peccato: per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati, sia nel suo aspetto positivo di vita con Dio: ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, e perciò vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Nel nuovo Regno, regno eterno e universale: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace, non entriamo solo come semplici cittadini, ma anche per esercitare la regalità.

Dobbiamo apprezzare grandemente la grazia che ci è fatta, sentire vivamente la nostra nuova dignità, e mostrare profonda gratitudine nei confronti del Padre: ringraziate con gioia il Padre.

II – e chiediamo anzitutto: liberaci dal potere delle tenebre;

Il Padre ci ha redenti: È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre, cioè dalla schiavitù di Satana; e così si è realizzato per noi un vero e proprio trasloco: ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, cioè siamo passati dal regno di Satana, odiatore di Dio e del genere umano, a quello di Gesù, Figlio amatissimo del Padre e amantissimo di Lui e dell’umanità.

Chiediamo la grazia di essere liberati per sempre dal potere di Satana e di vivere da veri cittadini del nuovo Regno.

III - e inoltre: fa' che camminiamo sulle orme del tuo Figlio,

a. Chi è questo Figlio di Dio?

A. Egli ha il primato su tutto sia nel mondo naturale che in quello soprannaturale.

Rispetto al Padre, Egli è anzitutto, immagine del Dio invisibile, perché generato da lui in perfetta identità di natura, fuori del tempo e dell’ordine della creazione.

Rispetto al creato, quindi sul piano naturale, Egli è il primogenito di tutta la creazione, cioè è generato (non creato) prima di tutte le creature, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze, cioè Il Verbo è eterno, quindi anteriore a tutte le creature, loro creatore, loro causa esemplare (in lui), e causa finale (in vista di lui), come si dice dopo: Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vi­sta di lui. Ed Egli le conserva pure: Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.

Rispetto al mondo soprannaturale, Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è anche la primizia dei risorti da morte: Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, in modo da manifestare il primato anche in questo: perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. Egli, mettendosi anche mediante l’incarnazione alla testa dell’umanità, ha potuto compiere la riconciliazione che la creazione attendeva, dopo che anche essa aveva risentito le conseguenze della caduta dell’uomo: È piaciuto infatti a Dio …che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose; tale riconciliazione è avvenuta per mezzo del Sangue di Cristo: avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.

In effetti Egli è primogenito in tutto: primo e unico generato da Dio; primo in rapporto alle cose create, che sono opera di lui e ordinate a lui; primo finalmente nell’esercito dei redenti, che liberati dalla schiavitù della colpa conduce al possesso della vita gloriosa: causa efficiente ed esemplare della loro resurrezione. Il motivo di questo primato è la volontà di Dio che fa abitare in lui la pienezza: È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza (non si sa se aggiungere “della divinità” (cfr Ef 3,19) o lasciare senza precisazioni); ciò sta a significare che Gesù, come Dio, riempie di sé l’universo, pervade della sua presenza le cose che ha create.

Riconosciamo l’infinita grandezza di Gesù. Adoriamolo, ringraziamolo, amiamolo soprattutto.

B. Gesù è anche Re. Questo titolo è esplicitamente preso in giro durante la Passione, come appare nella coronazione di spine e nel titolo sulla croce. Ma egli è veramente re; lo è perché discendente di Davide: Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un'alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d'Israele. Segue la constatazione del servizio che già Davide rendeva al popolo al tempo di Saul: Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele; e infine è riportata la profezia che preannuncia la regalità: Il Signore ti ha det­to: "Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d'Israele"». Davide non fu il primo re, ma fu il capostipite della dinastia che regnò in Israele per 4 secoli, e anche il più grande e il più amato dei re. E’ ovvio che il titolo di re si applica a Cristo in modo diverso da Davide.

Gesù è re per molti titoli nonostante la morte infamante della croce; il motivo degli insulti sono proprio i suoi misconosciuti titoli di gloria, cioè Salvatore, Unto di Dio, Eletto: il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto», e Servo di Dio e Figlio di Dio, Re: Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». La scritta sul suo capo: Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei», è vista come un pugno nell’occhio dai capi degli Ebrei.

Proprio mentre Gesù sta morendo, e quindi sta salvando tutta l’umanità, mostra concretamente come è veramente re e gli uomini si salvano attraverso di lui. Uno dei malfattori appesi alla croce si rivolge a Gesù con parole offensive: lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!»; è ovvio che non lo riteneva l’inviato di Dio e non lo credeva capace di salvare se stesso e gli altri. L'altro, che è rimasto impressionato dall’atteggiamento paziente di Gesù, dalla sua rassegnazione e adesione a Dio, dalla sua preoccupazione per la madre, dalla sua preghiera per i suoi carnefici e nemici, ecc., fa qualcosa di assolutamente inaspettato: invece lo (il suo compagno) rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena?, cioè stando per morire, dovresti avere un atteggiamento migliore e pentirti delle tue colpe; segue poi la meravigliosa dichiarazione della propria colpevolezza e il pentimento: Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; e della innocenza di Gesù: egli invece non ha fatto nulla di male». Egli poi prega di essere accolto in paradiso. Ed è salvato.

Riconosciamo la regalità di Gesù. Proclamiamolo nostro RE con la Parola e la vita.

b. Gesù è Figlio di Dio, nostro creatore e conservatore e nostro fine, nostro salvatore e riconciliatore, ma è anche nostro modello; Egli è uno di noi, tanto che in senso molto più profondo noi possiamo dire di Gesù e a Gesù ciò che dissero gli Ebrei a Davide: Ecco noi siamo tue ossa e tua carne, cioè il Figlio di Dio è diventato uno di noi in tutto uguale a noi, eccetto il peccato. Egli è immagine perfetta del Padre: Egli è immagine del Dio invisibile, e noi dobbiamo essere a sua immagine, dobbiamo imitarlo, come tante volte Gesù ci ha invitato a fare.

IV – e chiediamo infine: e come lui doniamo la nostra vita per amore dei fratelli,

Gesù si è fatto uomo come noi e uno di noi: a lui possiamo dire con più verità di come lo dissero gli Israeliti a
Davide: Ecco noi siamo tue ossa e tua carne; ci ha amati fino a dare la vita per noi. È in questo modo che ci ha redenti. Ci ha esortati ad amarci gli uni gli altri come egli ha amato noi; e lui ci ha amati dando la vita per noi; questo esige che anche noi siamo disposti a dare la vita per il nostro prossimo, per la salvezza eterna dei nostri fratelli.

V – e concludiamo: certi di condividere la sua gloria in paradiso.
Se abbiamo fede in Gesù riconoscendo a lui le caratteristiche che la Parola di Dio ci rivela, e se lo amiamo e imitiamo, allora potremo condividere sia la preghiera del ladro pentito: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno, sia la risposta, che Gesù gli dà e che è certamente la più dolce che ci possiamo aspettare: In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso, partendo sempre dalla convinzione che ci salviamo per i meriti di Cristo e non per i nostri.

Ripetiamo spesso questa invocazione del ladro pentito, affidandoci alla misericordia di Dio.

Pensiero eucaristico. Questo Gesù, nostro Dio e nostro fratello, e il suo sacrificio noi rendiamo presente nella celebrazione eucaristica. Egli continua a essere nostro Capo, che si preoccupa della salvezza delle sue membra e perciò le illumina con la sua Parola e le nutre con il suo Corpo e Sangue. Preghiamo la Vergine Maria, che oggi festeggiamo nella sua Presentazione al Tempio, e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni, di seguire con fedeltà il Cristo e vivere da cittadini del suo regno.

20.11.2010 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 3288136406 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it

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