ATTI DEGLI APOSTOLI

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Atti - Capitolo 22 Arringa di Paolo ai Giudei di Gerusalemme

Messaggio  annaxel il Sab Gen 31, 2015 3:15 pm

Atti - Capitolo 22
Arringa di Paolo ai Giudei di Gerusalemme

[1]«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi». [2]Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più. [3]Ed egli continuò: «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. [4]Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, [5]come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.

[6]Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; [7]caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? [8]Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. [9]Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. [10]Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia. [11]E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco. ...continua
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Gen 31, 2015 8:15 pm

Paolo parla alla folla ebraica, e quando sentono che parla la loro lingua si sentono ancora di più rassicurati nel sentirlo, e parla di come perseguitava prima la dottrina del Figlio di Dio per poi esserne uno dei suoi più grandi predicatori. Gesù stesso apparve a lui sulla via di Damasco dove vi fu una grande luce e in quella luce Gesù gli parlò dicendogli di entrare in quella città e che in seguito gli venne detto ciò che doveva fare per Lui...
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Andrea il Dom Feb 01, 2015 8:20 am

IV Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

Santo(i) del giorno : B. Anna Michelotti, vergine e fondatrice (1843-1888),  B. Luigi Variara, missionario S.D.B. e fondatore (1875-1923)
image Per saperne di più sui Santi del giorno...

Letture del giorno

Meditazione del giorno : San Bonaventura
« Una dottrina nuova insegnata con autorità »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28.
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.
Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:
«Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».
E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo».
E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

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capitolo 22

Messaggio  annaxel il Dom Feb 15, 2015 6:13 pm

12]Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti, [13]venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. [14]Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, [15]perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. [16]E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.

[17]Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi [18]e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me. [19]E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te; [20]quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano. [21]Allora mi disse: Và, perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Feb 15, 2015 7:45 pm

Ananìa salva Saulo dalla sua cecità e gli preannuncia la sua missione: predicare il Vangelo, e lo invita a farsi battezzare.

Saulo allora ritornò a Gerusalemme, e in estasi vide il Signore che gli diceva di uscire da quella città perchè non accetteranno la Sua Parola in quei luoghi, allora Saulo gli disse che tutti coloro che professavano la Sua Fede li faceva imprigionare e percuotere, e anche quando Stefano lo lapidarono era presente e approvava quella morte. Ma Gesù gli disse che la sua missione era andare a convertire i pagani.
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Paolo, cittadino romano

Messaggio  annaxel il Lun Feb 16, 2015 2:17 pm

Paolo, cittadino romano

[22]Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!». [23]E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria, [24]il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.

[25]Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?». [26]Udito ciò, il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!». [27]Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò: «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì». [28]Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!». [29]E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Feb 16, 2015 3:46 pm

Paolo comincia a parlare, quando ad un certo punto la folla dice che non deve più vivere e un tribuno lo fa imprigionare per flagellarlo per colpa di coloro che gridavano contro di lui.

Allora Paolo chiese al centurione se era lecito flagellare un cittadino romano, questi si spaventò e andò dal tribuno che subito gli chiese se era romano e lui disse che lo era. Allora pieno di paura lo liberò dalle catene e lo lasciò andare perchè era romano di nascita.
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  annaxel il Sab Feb 21, 2015 2:22 pm

Comparsa davanti al sinedrio

[30]Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro.
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Capitolo 23

Messaggio  annaxel il Sab Feb 21, 2015 2:24 pm

Capitolo 23

[1]Con lo sguardo fisso al sinedrio Paolo disse: «Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in perfetta rettitudine di coscienza». [2]Ma il sommo sacerdote Anania ordinò ai suoi assistenti di percuoterlo sulla bocca. [3]Paolo allora gli disse: «Dio percuoterà te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la legge e contro la legge comandi di percuotermi?». [4]E i presenti dissero: «Osi insultare il sommo sacerdote di Dio?». [5]Rispose Paolo: «Non sapevo, fratelli, che è il sommo sacerdote; sta scritto infatti: Non insulterai il capo del tuo popolo».

[6]Paolo sapeva che nel sinedrio una parte era di sadducei e una parte di farisei; disse a gran voce: «Fratelli, io sono un fariseo, figlio di farisei; io sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti». [7]Appena egli ebbe detto ciò, scoppiò una disputa tra i farisei e i sadducei e l'assemblea si divise. [8]I sadducei infatti affermano che non c'è risurrezione, né angeli, né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. [9]Ne nacque allora un grande clamore e alcuni scribi del partito dei farisei, alzatisi in piedi, protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest'uomo. E se uno spirito o un angelo gli avesse parlato davvero?». [10]La disputa si accese a tal punto che il tribuno, temendo che Paolo venisse linciato da costoro, ordinò che scendesse la truppa a portarlo via di mezzo a loro e ricondurlo nella fortezza. [11]La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato per me a Gerusalemme, così è necessario che tu mi renda testimonianza anche a Roma».....continua
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Feb 22, 2015 9:35 am

Paolo parla al sinedrio del suo operato e dice di aver agito sempre correttamente, ad un certo punto però il sommo sacerdote Anania ordinò che Paolo fosse percosso sulla bocca e Paolo replicò che con la scusa della legge osava percuoterlo e i presenti gli dissero che lui era il sommo sacerdote di Dio, e Paolo si scusò dicendo che è scritto di non insultare mai il capo del popolo.

Sadducei e farisei si riunirono, mentre i sadducei negavano l'esistenza di angeli, spiriti e nemmeno resurrezione i farisei invece a queste cose ci credevano e alla fine il capo dei farisei disse che non trovava colpa alcuna in Paolo perchè forse un angelo gli aveva parlato davvero. Paolo allora preferì essere condotto nella fortezza dove la notte dopo il Signore gli disse di avere coraggio e di come aveva professato la fede a Gerusalemme così doveva fare a Roma.
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Complotto dei Giudei contro Paolo

Messaggio  annaxel il Sab Feb 28, 2015 3:29 pm

Complotto dei Giudei contro Paolo

[12]Fattosi giorno, i Giudei ordirono una congiura e fecero voto con giuramento esecratorio di non toccare né cibo né bevanda, sino a che non avessero ucciso Paolo. [13]Erano più di quaranta quelli che fecero questa congiura. [14]Si presentarono ai sommi sacerdoti e agli anziani e dissero: «Ci siamo obbligati con giuramento esecratorio di non assaggiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo. [15]Voi dunque ora, insieme al sinedrio, fate dire al tribuno che ve lo riporti, col pretesto di esaminare più attentamente il suo caso; noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo prima che arrivi».

[16]Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere del complotto; si recò alla fortezza, entrò e ne informò Paolo. [17]Questi allora chiamò uno dei centurioni e gli disse: «Conduci questo giovane dal tribuno, perché ha qualche cosa da riferirgli». [18]Il centurione lo prese e lo condusse dal tribuno dicendo: «Il prigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha detto di condurre da te questo giovanetto, perché ha da dirti qualche cosa». [19]Il tribuno lo prese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: «Che cosa è quello che hai da riferirmi?». [20]Rispose: «I Giudei si sono messi d'accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, col pretesto di informarsi più accuratamente nei suoi riguardi. [21]Tu però non lasciarti convincere da loro, poiché più di quaranta dei loro uomini hanno ordito un complotto, facendo voto con giuramento esecratorio di non prendere cibo né bevanda finché non l'abbiano ucciso; e ora stanno pronti, aspettando che tu dia il tuo consenso».

[22]Il tribuno congedò il giovanetto con questa raccomandazione: «Non dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni».
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Feb 28, 2015 7:22 pm

I nemici di Paolo pur di ucciderlo complottano una congiura contro di lui astenendosi con un digiuno e lo dicono persino ai sommi sacerdoti e agli anziani che dicono di continuare il digiuno però per riportarlo vivo a loro con la scusa di riesaminare il suo caso per poi ucciderlo.

Il figlio della sorella di Paolo venne a sapere di questo complotto e disse a Paolo ciò che aveva visto e sentito, e Paolo per nulla intimidito chiamò un centurione e gli disse di portare il nipote dal tribuno. Il centurione ubbidì e portò il ragazzino dal tribuno che gli riferì tutto e che aspettavano l'ordine da parte sua che abbiano il consenso di ucciderlo.

Allora il tribuno congedò il nipote di Paolo raccomandandosi di non dire a nessuno che lo aveva informato di tutto questo.
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Trasferimento di Paolo a Cesarea

Messaggio  annaxel il Mer Mar 11, 2015 3:41 pm

Trasferimento di Paolo a Cesarea

[23]Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: «Preparate duecento soldati per andare a Cesarèa insieme con settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto. [24]Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perché sia condotto sano e salvo dal governatore Felice». [25]Scrisse anche una lettera in questi termini: [26]«Claudio Lisia all'eccellentissimo governatore Felice, salute. [27]Quest'uomo è stato assalito dai Giudei e stava per essere ucciso da loro; ma sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato, perché ho saputo che è cittadino romano. [28]Desideroso di conoscere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio. [29]Ho trovato che lo si accusava per questioni relative alla loro legge, ma che in realtà non c'erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di prigionia. [30]Sono stato però informato di un complotto contro quest'uomo da parte loro, e così l'ho mandato da te, avvertendo gli accusatori di deporre davanti a te quello che hanno contro di lui. Stà bene».

[31]Secondo gli ordini ricevuti, i soldati presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipàtride. [32]Il mattino dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza. [33]I cavalieri, giunti a Cesarèa, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono Paolo. [34]Dopo averla letta, domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilicia, disse: [35]«Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori». E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode.

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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mar 12, 2015 9:55 am

Si preparano i romani per far trasferire Paolo, e il centurione avverte il governatore che anche se di un altro credo, Paolo è cittadino romano e che ha fatto scatenare disordini tra la sua gente per motivi appunto riguardanti la sua nuova religione. Inoltre aggiunge che contro di lui è stato organizzato un complotto e gli dice di stare attento a chi lo accusa.

Paolo viene trasferito ad Antipàtride, dove viene ricevuto dal governatore che dopo aver letto la lettera, e dopo aver saputo che era della Cilicia, gli disse che lo ascolterà quando saranno presenti anche gli accusatori. E lo lasciò nel pretorio di Erode.
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Atti - Capitolo 24 Il processo davanti a Felice

Messaggio  annaxel il Mer Mar 25, 2015 2:04 pm

Atti - Capitolo 24  

Il processo davanti a Felice

[1]Cinque giorni dopo arrivò il sommo sacerdote Anania insieme con alcuni anziani e a un avvocato di nome Tertullo e si presentarono al governatore per accusare Paolo. [2]Quando questi fu fatto venire, Tertullo cominciò l'accusa dicendo: [3]«La lunga pace di cui godiamo grazie a te e le riforme che ci sono state in favore di questo popolo grazie alla tua provvidenza, le accogliamo in tutto e per tutto, eccellentissimo Felice, con profonda gratitudine. [4]Ma per non trattenerti troppo a lungo, ti prego di darci ascolto brevemente nella tua benevolenza. [5]Abbiamo scoperto che quest'uomo è una peste, fomenta continue rivolte tra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è capo della setta dei Nazorei. [6]Ha perfino tentato di profanare il tempio e noi l'abbiamo arrestato.[7]. [8]Interrogandolo personalmente, potrai renderti conto da lui di tutte queste cose delle quali lo accusiamo». [9]Si associarono nell'accusa anche i Giudei, affermando che i fatti stavano così.
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mar 26, 2015 4:13 pm

Questo Tertullo è davvero un personaggio oscuro: accusa Paolo davanti al governatore Felice, prima fa il leccapiedi dicendo che grazie alle sue leggi ora vivono in pace e poi dice che Paolo con la sua nuova fede crea disordini e rivolte. E naturalmente anche i Giudei gli davano ragione.
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Atti - Capitolo 24 Discorso di Paolo davanti al governatore

Messaggio  annaxel il Gio Apr 09, 2015 10:14 am

Discorso di Paolo davanti al governatore

[10]Quando il governatore fece cenno a Paolo di parlare, egli rispose: «So che da molti anni sei giudice di questo popolo e parlo in mia difesa con fiducia. [11]Tu stesso puoi accertare che non sono più di dodici giorni da quando mi sono recato a Gerusalemme per il culto. [12]Essi non mi hanno mai trovato nel tempio a discutere con qualcuno o a incitare il popolo alla sommossa, né nelle sinagoghe, né per la città [13]e non possono provare nessuna delle cose delle quali ora mi accusano. [14]Ammetto invece che adoro il Dio dei miei padri, secondo quella dottrina che essi chiamano setta, credendo in tutto ciò che è conforme alla Legge e sta scritto nei Profeti, [15]nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. [16]Per questo mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini. [17]Ora, dopo molti anni, sono venuto a portare elemosine al mio popolo e per offrire sacrifici; [18]in occasione di questi essi mi hanno trovato nel tempio dopo che avevo compiuto le purificazioni. Non c'era folla né tumulto. [19]Furono dei Giudei della provincia d'Asia a trovarmi, e loro dovrebbero comparire qui davanti a te ad accusarmi, se hanno qualche cosa contro di me; [20]oppure dicano i presenti stessi quale colpa han trovato in me quando sono comparso davanti al sinedrio, [21]se non questa sola frase che gridai stando in mezzo a loro: A motivo della risurrezione dei morti io vengo giudicato oggi davanti a voi!».
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Apr 10, 2015 8:18 am

Paolo parla davanti al governatore dicendo che ha insegnato la sua nuova fede nel tempio ma non ha mai incitato il popolo ad una rivolta. Ammette inoltre che lui venera il Dio dei suoi padri che per gli stranieri è una setta, dicendo che sia per i giusti che per gli ingiusti ci sarà un giudizio divino, e che a causa della sua nuova fede egli viene giudicato ingiustamente sia davanti al sinedrio che davanti a lui.
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La cattività di Paolo a Cesarea

Messaggio  annaxel il Mar Apr 21, 2015 3:58 pm

La cattività di Paolo a Cesarea

[22]Allora Felice, che era assai bene informato circa la nuova dottrina, li rimandò dicendo: «Quando verrà il tribuno Lisia, esaminerò il vostro caso». [23]E ordinò al centurione di tenere Paolo sotto custodia, concedendogli però una certa libertà e senza impedire a nessuno dei suoi amici di dargli assistenza.

[24]Dopo alcuni giorni Felice arrivò in compagnia della moglie Drusilla, che era giudea; fatto chiamare Paolo, lo ascoltava intorno alla fede in Cristo Gesù. [25]Ma quando egli si mise a parlare di giustizia, di continenza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e disse: «Per il momento puoi andare; ti farò chiamare di nuovo quando ne avrò il tempo». [26]Sperava frattanto che Paolo gli avrebbe dato del denaro; per questo abbastanza spesso lo faceva chiamare e conversava con lui.

[27]Trascorsi due anni, Felice ebbe come successore Porcio Festo; ma Felice, volendo dimostrare benevolenza verso i Giudei, lasciò Paolo in prigione.
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Apr 21, 2015 5:10 pm

Felice informato bene della nuova dottrina rimanda il caso di Paolo al nuovo tribuno e lascia che i suoi amici lo vengano ad assistere.

Dopo un pò di tempo Felice si recò da Paolo insieme alla moglie Drusilla che era giudea per sentirlo parlare della sua nuova fede, e quando Paolo parlava di giustizia divina si spaventò e gli disse che per ora le cose andavano bene come stavano. Lui in realtà sperava che Paolo lo pagasse, ma lui invece si limitava a conversare spesso con lui.

Porcio Festo divenne il nuovo governatore dopo due anni e Felice per dimostrare la sua fedeltà ai giudei fece rimanere Paolo in carcere.
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Atti - Capitolo 25

Messaggio  annaxel il Gio Apr 23, 2015 2:55 pm

Atti - Capitolo 25

Paolo si appella a Cesare

[1]Festo dunque, raggiunta la provincia, tre giorni dopo salì da Cesarèa a Gerusalemme. [2]I sommi sacerdoti e i capi dei Giudei gli si presentarono per accusare Paolo e cercavano di persuaderlo, [3]chiedendo come un favore, in odio a Paolo, che lo facesse venire a Gerusalemme; e intanto disponevano un tranello per ucciderlo lungo il percorso. [4]Festo rispose che Paolo stava sotto custodia a Cesarèa e che egli stesso sarebbe partito fra breve. [5]«Quelli dunque che hanno autorità tra voi, disse, vengano con me e se vi è qualche colpa in quell'uomo, lo denuncino».

[6]Dopo essersi trattenuto fra loro non più di otto o dieci giorni, discese a Cesarèa e il giorno seguente, sedendo in tribunale, ordinò che gli si conducesse Paolo. [7]Appena giunse, lo attorniarono i Giudei discesi da Gerusalemme, imputandogli numerose e gravi colpe, senza però riuscire a provarle. [8]Paolo a sua difesa disse: «Non ho commesso alcuna colpa, né contro la legge dei Giudei, né contro il tempio, né contro Cesare». [9]Ma Festo volendo fare un favore ai Giudei, si volse a Paolo e disse: «Vuoi andare a Gerusalemme per essere là giudicato di queste cose, davanti a me?». [10]Paolo rispose: «Mi trovo davanti al tribunale di Cesare, qui mi si deve giudicare. Ai Giudei non ho fatto alcun torto, come anche tu sai perfettamente. [11]Se dunque sono in colpa e ho commesso qualche cosa che meriti la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle accuse di costoro non c'è nulla di vero, nessuno ha il potere di consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesare». [12]Allora Festo, dopo aver conferito con il consiglio, rispose: «Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai».
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Apr 23, 2015 7:29 pm

I sommi sacerdoti e i capi dei Giudei, odiavano Paolo e davanti a Festo lo volevano a Gerusalemme tramando la sua morte durante il viaggio, ma Festo disse loro che chiunque avesse qualcosa contro Paolo che lo denunciassero.

Dopo otto giorni Paolo fu ricondotto davanti a Festo e ai Giudei che lo colpevolizzavano di molte cose senza riuscire a provarle. Allora Paolo disse che non aveva commesso nessun torto ne contro Roma e nemmeno contro i Giudei, e che si appellava alla giustizia di Cesare, allora Festo dopo aver tenuto consiglio disse che sarà giudicato secondo l'appello di Cesare.
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Paolo compare davanti al re Agrippa

Messaggio  annaxel il Gio Apr 30, 2015 2:02 pm

Paolo compare davanti al re Agrippa

[13]Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce, per salutare Festo. [14]E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re il caso di Paolo: «C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, [15]durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono con accuse i sommi sacerdoti e gli anziani dei Giudei per reclamarne la condanna. [16]Risposi che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato sia stato messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa. [17]Allora essi convennero qui e io senza indugi il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo. [18]Gli accusatori gli si misero attorno, ma non addussero nessuna delle imputazioni criminose che io immaginavo; [19]avevano solo con lui alcune questioni relative la loro particolare religione e riguardanti un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere ancora in vita. [20]Perplesso di fronte a simili controversie, gli chiesi se voleva andare a Gerusalemme ed esser giudicato là di queste cose. [21]Ma Paolo si appellò perché la sua causa fosse riservata al giudizio dell'imperatore, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare». [22]E Agrippa a Festo: «Vorrei anch'io ascoltare quell'uomo!». «Domani, rispose, lo potrai ascoltare».

[23]Il giorno dopo, Agrippa e Berenìce vennero con gran pompa ed entrarono nella sala dell'udienza, accompagnati dai tribuni e dai cittadini più in vista; per ordine di Festo fu fatto entrare anche Paolo. [24]Allora Festo disse: «Re Agrippa e cittadini tutti qui presenti con noi, voi avete davanti agli occhi colui sul conto del quale tutto il popolo dei Giudei si è appellato a me, in Gerusalemme e qui, per chiedere a gran voce che non resti più in vita. [25]Io però mi sono convinto che egli non ha commesso alcuna cosa meritevole di morte ed essendosi appellato all'imperatore ho deciso di farlo partire. [26]Ma sul suo conto non ho nulla di preciso da scrivere al sovrano; per questo l'ho condotto davanti a voi e soprattutto davanti a te, o re Agrippa, per avere, dopo questa udienza, qualcosa da scrivere. [27]Mi sembra assurdo infatti mandare un prigioniero, senza indicare le accuse che si muovono contro di lui».
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Re: ATTI DEGLI APOSTOLI

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Apr 30, 2015 8:07 pm

Dopo un pò di tempo il re Agrippa con Berenice andarono da Festo e lui espose al re il caso di Paolo, di come lo accusavano gli anziani e i sommi sacerdoti di molte cose ma soprattutto di un tale Gesù morto che lui però aveva visto vivo. Lui rispose che non si poteva accusare un uomo senza un giudizio e una difesa ma costui voleva essere giudicato dall'imperatore in persona, ed ora lo teneva prigioniero in attesa del giudizio di Cesare. Allora Agrippa disse a Festo di voler ascoltare quell'uomo e lui disse che l'avrebbe ascoltato il giorno dopo.

Agrippa e Berenice il giorno seguente furono ricevuti da tutti i cittadini più in vista della città, gli portarono anche Paolo dinanzi e Festo disse che lui era l'uomo che a Gerusalemme non lo volevano più in vita per le cose che diceva, lui l'aveva interrogato senza avere motivi per condannarlo a morte e allora lui chiese di essere giudicato da Cesare. Ma ora stava dinanzi al re Agrippa per avere un motivo scritto delle accuse che gli facevano perchè gli sembrava inutile condannare un uomo senza avere una documentazione delle accuse che si facevano contro di lui.
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Capitolo 26 - Discorso di Paolo davanti al re Agrippa

Messaggio  annaxel il Mer Mag 13, 2015 3:13 pm

Discorso di Paolo davanti al re Agrippa

[1]Agrippa disse a Paolo: «Ti è concesso di parlare a tua difesa». Allora Paolo, stesa la mano, si difese così: [2]«Mi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi discolpare da tutte le accuse di cui sono incriminato dai Giudei, oggi qui davanti a te, [3]che conosci a perfezione tutte le usanze e questioni riguardanti i Giudei. Perciò ti prego di ascoltarmi con pazienza. [4]La mia vita fin dalla mia giovinezza, vissuta tra il mio popolo e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei; [5]essi sanno pure da tempo, se vogliono renderne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto nella setta più rigida della nostra religione. [6]Ed ora mi trovo sotto processo a causa della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri, [7]e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. Di questa speranza, o re, sono ora incolpato dai Giudei! [8]Perché è considerato inconcepibile fra di voi che Dio risusciti i morti?

[9]Anch'io credevo un tempo mio dovere di lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazareno, [10]come in realtà feci a Gerusalemme; molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con l'autorizzazione avuta dai sommi sacerdoti e, quando venivano condannati a morte, anch'io ho votato contro di loro. [11]In tutte le sinagoghe cercavo di costringerli con le torture a bestemmiare e, infuriando all'eccesso contro di loro, davo loro la caccia fin nelle città straniere.

[12]In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con autorizzazione e pieni poteri da parte dei sommi sacerdoti, verso mezzogiorno [13]vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio. [14]Tutti cademmo a terra e io udii dal cielo una voce che mi diceva in ebraico: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Duro è per te ricalcitrare contro il pungolo. [15]E io dissi: Chi sei, o Signore? E il Signore rispose: Io sono Gesù, che tu perseguiti. [16]Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora. [17]Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando [18]ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me.

[19]Pertanto, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste; [20]ma prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di convertirsi e di rivolgersi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione. [21]Per queste cose i Giudei mi assalirono nel tempio e tentarono di uccidermi. [22]Ma l'aiuto di Dio mi ha assistito fino a questo giorno, e posso ancora rendere testimonianza agli umili e ai grandi. Null'altro io affermo se non quello che i profeti e Mosè dichiararono che doveva accadere, [23]che cioè il Cristo sarebbe morto, e che, primo tra i risorti da morte, avrebbe annunziato la luce al popolo e ai pagani».


Ultima modifica di annaxel il Mer Mag 20, 2015 3:18 pm, modificato 1 volta
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