Ascoltiamo don Dolindo

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Ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  Andrea il Dom Mar 09, 2014 2:47 am

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La preghiera penitenziale

La penitenza umile e sincera è il segreto della nostra riabilitazione e, fatta in unione con Gesù Cristo, è il mezzo più efficace per ottenere veramente le grazie divine. A che vale la preghiera se l'anima rimane ancora nella miseria delle sue colpe? I castighi di Dio sono un richiamo alla nostra coscienza, precisamente per farci emendare dalle colpe; pregare per essere liberati dal castigo, senza emendarsi e senza far penitenza è lo stesso che volere la continuazione del castigo. È logico, anche tu, se bussi alla porta e ti si risponde di dentro, ma non ti si apre, torni a bussare, perché lo scopo tuo nel picchiare è quello di entrare.
Un'anima tribolata innanzi tutto deve fare penitenza ed emendarsi anche dei più piccoli difetti per togliere così la causa della sua tribolazione; deve aprire le porte del cuore perché Dio entri e rinnovarsi spiritualmente perché Egli non la percuota più. Sarebbe stolto lamentarci dell'inondazione dell'acqua, senza pensare che abbiamo noi lasciato aperto il rubinetto e ostruito il discarico: l'acqua non cessa d'inondare la stanza se non si chiude il rubinetto e non si lascia libero il discarico. Le grazie pioverebbero sulla nostra vita se ad esse lasciassimo libero il varco, invece noi ne ostruiamo il passaggio; imploriamo la luce tenendo le imposte chiuse, e pretendiamo che le grazie penetrino in una vita chiusa alla grazia o piena di miserie e di detriti. Questa è la vera ragione per la quale non siamo ascoltati, e per la quale certe grazie si fanno attendere; se vuoi raccogliere il frumento nel tuo granaio, non lo riempire di rifiuti, liberalo, ripuliscilo, rendilo vuoto, ed il grano lo riempirà.
È necessario togliere dalla propria vita le cattive abitudini, i vizi e le miserie spirituali, ed è indispensabile esercitarsi in atti contrari ai vizi che ci hanno attirato il flagello, e menare una vita santa. 

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Re: Ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  Andrea il Dom Mar 09, 2014 9:43 pm









Dolindo Ruotolo - sacerdote e terziario francescano - è stato insieme a Padre Pio da Pietrelcina ruota del carro della Chiesa del XX sec. Un amanuense dello Spirito Santo, una Sapienza infusa dall'alto, un taumaturgo di non minor potenza del confratello cappuccino, uno stigmatizzato di Cristo già nel nome, un figlio prediletto della Vergine iniziato alla sapienza delle Scritture, un servo fedele che volle essere il nulla del nulla in Dio e il tutto di Dio negli uomini.




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Re: Ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  Andrea il Ven Mar 14, 2014 6:24 am

Ave Maria, Francesco

Si potrebbe dire quasi che come un violino ha quattro corde e su di esse si suonano tutte le melodie possibili, così nei quattro Vangeli, quasi su corde mirabili, risuonano le armonie della misericordia e della grazia di Dio, rivelate non ai sapienti orgogliosi, ma ai piccoli – come disse Gesù Cristo medesimo –, benedicendo il Padre.

(Padre Dolindo)

Sito ufficiale:

http://www.dolindo.org/

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Re: Ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  Andrea il Ven Mar 21, 2014 6:51 am

Ascoltiamo Don Dolindo

Donna ecco il tuo figlio

Sul Calvario la fece madre perché praticamente Essa era la Redenzione. Nello spasimo del suo amore infinito, piagato da tutte le parti, Egli non dette immediatamente la vita all'umanità, ma dette la fecondità alla Madre. L'opera sua culminò in quella parola meravigliosa: "Donna ecco il tuo figlio". Dal Calvario non venne direttamente sulle creature la Redenzione, come dal padre non vengono direttamente i figlioli. Il padre è la vita, ma la madre è la fecondità; Gesù Cristo spasimò per fecondare divinamente Maria di tutti i frutti dell'umano riscatto; e difatti, quando egli l'ebbe fatta madre, si sentì senza vita e gridò: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
È un mistero mirabile: nell'eccesso del suo amore tutta la vita sua l'aveva data a Maria; aveva riversato in Lei la divina potenza di tutta la generazione futura, si era esaurito, si trovò vuoto, gridò nello spasimo dell'abbandono, perché aveva vuotato in Maria la piena che sgorgava da Lui, e si trovò inaridito come fiume la cui sorgente è deviata. Per questo gridò: "Ho sete, era l'inaridimento, dell'amore che non trovava in Sé più stilla di vita; era la pianta che aveva dato il frutto e si era disseccata; la Redenzione era tutta in Maria, è tutta in Maria. È un assurdo ricercarla direttamente nel Cristo che per amore di Maria s'è disseccato. Solo così si può intendere come le grazie si attingono tutte dalla Vergine SS. e come da Essa ci viene ogni bene. 



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Re: Ascoltiamo don Dolindo

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