IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Pagina 37 di 40 Precedente  1 ... 20 ... 36, 37, 38, 39, 40  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Lunedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Lug 06, 2015 8:26 am

Lunedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 9,18-26)
Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell'istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Parola del Signore.

OMELIA
Il brano odierno della Genesi ci mostra Giacobbe, sì in fuga da Esaù (sempre per la benedizione carpita con l'inganno), ma verso una dimensione di scoperta del Signore che si presenta come Colui che salva: la benedizione ricevuta "automaticamente" passa ad uno stadio di responsabilità ("Se Dio sarà con me... il Signore sarà il mio Dio"). La risposta di Giacobbe è quella della fede; di un affidarsi pienamente e completamente a Dio. Il voto che egli fa implica che la protezione di Dio lo accompagnerà fino a Carran, vale a dire ben oltre i confini del culto regionalistico. Infatti, c'era l'idea che la divinità avesse influenza soltanto nel territorio in cui riceveva onore. Un grande e accorato rapporto di fede lo si trova anche nel Vangelo in cui sia la fanciulla dodicenne che l'emoroissa ricevono la guarigione. Ma fede e guarigione, fede e miracolo vanno di pari passo? Sembrerebbe di sì! Anche se questa dinamica basata sul "do ut des" sembra creare degli eterni bambini. E allora come superare l'impasse? La fede che nasce da momenti in cui il dolore e lo sconforto sembrano prendere il sopravvento, deve essere rinvigorita giorno per giorno, imparando ad amare e invocare Dio non solo nel dolore, ma anche nella gioia. Ogni momento della nostra vita vissuto in grazia è come il santuario che Giacobbe erige in Betel: è un passo verso la conoscenza di Dio ma per andare oltre, verso l'ignoto, confidando solo nel Signore "nostro rifugio e nostra fortezza". (Padri Silvestrini)


Meditazione

Non si parla più dei “segni dei tempi”, tanto quanto se ne
faceva largo uso durante il Concilio. Tuttavia, i “segni” di una società
disgregata e malata sono più presenti che mai per aver distolto lo sguardo
dall’unico e vero “Segno”: Gesù Cristo. Stando al Vangelo di Marco, quando Gesù
cominciò a predicare le sue prime parole furono: «Il tempo è compiuto e il
regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15). Il Regno
di Dio è veramente presente in mezzo a noi: è finita l’attesa. Il Cristo
risorto è la sorgente della speranza affidabile, che non delude. In una cultura
contraddittoria come la nostra, la Chiesa del Risorto rimane un dispositivo di senso,
«una cittadella di speranza costruita ai margini della disperazione» (R.
Niebuhr). Perché, allora, tanta sfiducia nella vita? Gesù, per quanto
riluttante a fare miracoli, cede di fronte alle suppliche angosciate del capo
della sinagoga. Non sopporta le esternazioni chiassose della gente, le piagnone
prezzolate che strepitano e i flautisti che suonano il lamento. Accanto a sé
non vuole che mamma e papà per restituire con mano delicata la figliola ai suoi
genitori. La morte chiede rispetto e silenzio, tanto quanto il misterioso
prodigio della vita. Con altrettanta delicatezza Gesù tratta l’emorroissa che,
noncurante delle proibizioni legali, si spinge tra la calca con l’unico
desiderio di “toccare” il mantello del Signore. Gesù vede la sua profonda fede
e le restituisce la salute. Il miracolo è sempre potenza di fede e sempre si
compie, sebbene il nostro sguardo sia spesso oscurato dal dubbio e dalla
fragilità. Lui che portò su di sé le nostre sofferenze, con la sua grazia ci
risana. Se non ci libera dal dolore, ci preserva dalla disperazione.

Preghiera

Signore Gesù, uomo dei dolori, liberami da ogni angoscia e,
nell’ora della prova, aiutami ad assaporare la gioia di stare vicino a te per
essere accolto nella tua gloria.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Mer Lug 08, 2015 8:22 am

Mercoledì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 10,1-7)
Rivolgetevi alle pecore perdute della casa di Israele.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».
Parola del Signore.

OMELIA
Il regno di Dio deve coinvolgere l'intera umanità, iniziando dalle pecore disperse d'Israele. Gesù percorre le strade della Palestina annunciando la novità" del suo vangelo. Egli ha chiamato a se i dodici, affinché condividano con lui l'intimità dei giorni, ascoltino la sua predicazione, vedano le sue opere, imparino a conoscerlo e ad amarlo. Dovranno poi essere loro a continuare la sua missione nel mondo; dovranno andare come pecore in mezzo ai lupi, dovranno affrontare contrarietà e persecuzioni per il suo nome. Per questo oggi sentiamo Gesù che trasferisce a loro i suoi stessi poteri per dare forza soprannaturale al loro impegno e alla loro testimonianza. "Gesù diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità". Appare evidente che il Signore guarda il nostro mondo e il nostro spirito e ne scruta i mali più minacciosi e profondi; appare che egli viene a noi come medico e già molte volte ha guarito ogni sorta di malattie, viene come liberatore e redentore dell'uomo e per questo lo libera da ogni influsso del maligno. Strada facendo anche i suoi discepoli dovranno ripetere gli stessi segni per annunciare che è giunto a noi il Regno di Dio. L'annuncio e la testimonianza diventano così i segni di Dio per noi e gli strumenti umano-divini della chiesa. Il mandato dato agli Apostoli, si estenderà poi ai loro successori, a tutti i credenti e ai battezzati in Cristo. I seguaci scopriranno che, insito nella stessa vocazione cristiana, si racchiude il sacrosanto dovere di trasmettere la fede e tutti i benefici ricevuti da Dio. Veniamo così a sapere che non ci è lecito trattenere egoisticamente per noi i doni e i talenti che il Signore ci ha affidato: sono beni che di loro natura sono destinati ad estendersi, espandersi e crescere di generazione in generazione. Forse per troppo tempo questi doni e questo mandato sono rimasti monopolizzati da pochi prescelti. La chiesa, nel Concilio Vaticano II, ha riaffermato con forza il ruolo dei laici come testimoni della fede e missionari del Vangelo di Cristo. Così la missionarietà della chiesa ha avuto un nuovo impulso e un nuovo vigore, ma soprattutto a guadagnarne sono stati gli stessi fedeli che hanno potuto così crescere nell'appartenenza e nell'impegno e hanno potuto sperimentare che questa è opera disinteressata ed evidente manifestazione della grazia divina. (Padri Silvestrini)



Meditazione



È ricco di commozione il momento della scelta e del mandato.
Per Gesù non è l’inizio di una società organizzata di tutto punto. Quelli che
vedono un Gesù buono e compassionevole, vicino alle folle, non salutano una
Chiesa-struttura, bensì l’arrivo di un regno di giustizia, di amore e di pace,
che è sempre presente, con nomi, culture, sensibilità diverse e anche con uno
“che poi lo tradì”. Invero, è più difficile gestire la misericordia, che non
l’ossequio, a volte cortigiano, di una Chiesa distributrice di incarichi, di onori
e di carriere. I Dodici non partono come generali, ma con poteri spirituali,
come annunciatori, nel tempo, di una nuova alleanza tra Dio e il suo popolo.
Desideriamo sentirci dire, dagli uomini di Chiesa, che Egli ci ama, che è dalla
nostra parte, che guarisce le piaghe del nostro spirito: siamo peccatori
smarriti. Gesù ha promesso di essere sempre con noi. Di fatto lo è nella sua
Parola, nell’Eucaristia, con il suo Spirito che ci guida alla Verità tutta
intera, nella sua Chiesa. L’impresa degli Apostoli sembra essere disperata. Nel
vortice di una società dai mille volti, disgregata, la storia costruisce e
travolge: ogni tradizione si sgretola. Le nuove generazioni avanzano in tutti i
campi e, con loro, anche gli irrequieti innovatori profetici, spesso sprovveduti.
Ma poi? Dalla venuta di Cristo in avanti, qualcosa è destinato a rimanere per
sempre, secondo i piani di Dio: è il suo Regno d’amore. Tutto sta
nell’osservare i suoi comandamenti per “rimanere nel suo amore”. Le apparenze
burocratiche, se troppo importanti, sono come il velo di un fantasma. A noi,
come ai Dodici, spetta dire che la carità c’è e che «i confini della Chiesa
attraversano il cuore di ogni uomo» (Card. Journet).

Preghiera

La tua Chiesa, Signore, è santa nonostante i peccati dei suoi
figli, ma ci sono in noi zone non ancora raggiunte dalla tua grazia. Aiutaci a
crescere nella santità perché la Chiesa, sacramento universale di salvezza,
manifesti e attui nel mondo il mistero del tuo amore.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mer Lug 08, 2015 9:01 am

Il brano si apre con la lista dei Dodici, Gesù gli chiama per inviarli in missione. Si noti che Matteo, darà nome di Apostoli solo dopo la chiamata e la missione che gli vede come inviati del Signore. Gesù darà loro il compito di guarire ed insegnare il suo messaggio . I Dodici, nuovo Israele, devono iniziare la missione proprio da loro popolo, confidando solo in Dio. Il frutto della missione sarà la pace.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2671
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Lug 08, 2015 9:45 am

La missione dei dodici Apostoli è quella di Gesù: far conoscere l'amore del Padre attraverso di Lui predicando alle genti d'Israele, per primi, che il Regno è vicino, e la salvezza sta per entrare nel mondo.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Sabato della XIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Sab Lug 11, 2015 11:05 am

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,27-29)

In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Parola del Signore
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2671
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Lug 11, 2015 1:12 pm

Pietro ricorda a Gesù di aver lasciato tutto e tutti per seguirlo, e fa una domanda a nome di tutti: cosa ne avremo? E Gesù risponde che chi avrà lasciato tutti i beni terreni per seguire Lui, avrà la vita eterna e quando avverrà il tempo gli Apostoli siederanno su dodici troni assieme a Lui a giudicare le dodici tribù d'Israele, perchè loro per primi hanno creduto nella divina missione del Figlio di Dio.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Sab Lug 11, 2015 5:39 pm

Pietro, incarna l’uomo pratico, l’uomo che chiede a Gesù cosa avrà in cambio per averlo seguito. E’ un uomo sincero, senza peli sulla lingua, lui ha lasciato moglie e figli e vuole sapere….
La risposta di Gesù non lascia dubbi. Il <lasciare tutto> per il Signore è in realtà un trovare cento volte di più; soltanto il Signore, infatti, è capace di donare il bene più prezioso: la vita eterna.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2671
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Martedì della XV settimana del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Mar Lug 14, 2015 10:29 am


VANGELO (Mt 11,20-24)
Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
Parola del Signore.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2671
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Lug 14, 2015 6:09 pm

Sono parole dure quelle di Gesù nei confronti delle città di Corazìn, Betsaida e Cafarnao. In queste città Gesù ha predicato e fatto dei prodigi e nessuna di loro si è convertita veramente, ed ora Gesù predice per queste città la rovina più totale, perchè se nelle città di: Tiro, Sidone e anche Sodoma fossero avvenuti i prodigi del Figlio di Dio esisterebbero ancora, perchè in queste città non hanno mai conosciuto il Figlio dell'Uomo, le città che invece lo hanno conosciuto non si sono degnate di Lui e per questo saranno punite agli occhi di Dio.
No
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Ven Lug 17, 2015 8:42 am

Venerdì della XV settimana delle ferie del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 12,1-8)
Il Figlio dell'uomo è signore del sabato.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: "Misericordia io voglio e non sacrifici", non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù riporta questa frase dell'Antico Testamento al termine di una ennesima controversia con i farisei. Leggiamo nel vangelo come loro si sono scandalizzati contro i discepoli di Gesù che, in giorno di festa, coglievano spighe per sfamarsi. I farisei erano certi di essere nel giusto, di fare la volontà di Dio perché compivano alla lettera le innumerevoli prescrizioni legali. Ma questo non è saggezza evangelica, non è caratteristica cristiana. Dio si è manifestato come liberatore e vuole che il nostro slancio verso di lui sia obbedienza, ma non un'obbedienza legalistica ma piuttosto l'obbedienza dei figli, l'obbedienza figliale. Noi siamo obbedienti ai suoi comandamenti proprio perché egli ci ha reso liberi, capaci di conoscere le situazioni, capaci di giudicarle, capaci di prendere le decisioni giuste per il bene nostro e degli altri. Il Signore vuole che viviamo nella carità ed ogni precetto, ogni comandamento è subordinato ad essa. Così la nostra vita renderà testimonianza a lui, Dio che crea gli uomini liberi.



Meditazione


C’è sempre qualcuno più grande. Non è questione di dispense dai
propri doveri, ma di valori: Gesù allarga gli orizzonti, diventando lui il
valore universale. È suonata l’ora decisiva del Regno messianico e, quindi,
Gesù è l’unico punto di riferimento in quella scala che non ha altra legge che
l’amore per Dio e per il prossimo. Gesù fa riferimento al profeta Osea (6,6)
quando afferma: «Misericordia io voglio e non sacrifici». Il Vangelo di oggi va
diretto al cuore della vita cristiana. Obbliga a verificare con quale spirito
si osservano i comandamenti e le pratiche religiose. Il rispetto esteriore
della legge è privo di valore, se non è una risposta personale alla chiamata
del Signore e a un’esigenza scritta nella coscienza cristiana. Gesù non
giustifica nessun tipo di lassismo, ma non condanna un san Vincenzo de’ Paoli
che scriveva: «Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato se, per il
servizio dei poveri, avete lasciato l’orazione. Non è lasciare Dio, quando si
lascia Dio per Iddio, ossia un’opera di Dio per farne un’altra. La carità è
superiore a tutte le regole». All’Eucaristia domenicale, la Pasqua della
settimana, può essere applicato quanto scriveva A. J. Hechel a proposito del
sabato ebraico: «Il sabato è il sacro nel tempo, potenza dell’eternità». Per un
cristiano è un dovere morale partecipare alla celebrazione della Messa e vivere
intensamente la domenica, giorno ricco di fraternità e di gioia cristiana. In
ordine al cammino della salvezza che ha il suo culmine in Cristo, san Giovanni
Paolo II, nella Lettera apostolica Dies Domini ha scritto: «La domenica, più che una “sostituzione” del sabato, è
la sua realizzazione compiuta» (n. 59).

Preghiera

Liberami, o Signore, dall’ipocrita vita di un agire senza amore
e dall’essere un cristiano truccato e di facciata. Nessuno mi deve possedere,
se non tu che sei Amore libero e liberante.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Lug 17, 2015 9:25 am

Per i farisei ogni cavillo è buono per criticare Gesù e i suoi discepoli, questa volta è perchè hanno fame e stanno mangiando del grano in un campo, e subito sottolineano a Gesù che loro stanno facendo una cosa non lecita di fare il giorno di sabato. Ma Gesù risponde citando le Scritture, che Davide e i suoi compagni mangiarono del pane nel tempio riservato ai sacerdoti, e ricordando loro che Dio vuole Misericordia e non Sacrificio, dice loro che il Figlio dell'Uomo è signore anche del sabato.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Lun Lug 20, 2015 8:36 am

Lunedi della XVI Settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 12,38-42)
La regina del Sud si alzerà contro questa generazione.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
Parola del Signore.

OMELIA
Quando la fede va alla ricerca del miracoloso, meraviglioso, della soddisfazione visiva, del segno, vuol dire che o è in crisi oppure non è mai cresciuta, non è divenuta mai adulta. Il "credere" si sostiene nella rinuncia del "vedere". In tale ottica, prima e seconda lettura paiono essere in antitesi. Infatti, mentre la prima è l'apoteosi dello straordinario, la seconda mette in guardia, ed anzi rimprovera, chi chiede un prodigio. In Esodo gli Israeliti rimpiangono la loro condizione servile, ciò voleva dire anche riconoscere la superiorità degli dèi stranieri rispetto all'unico Dio, poiché per la concezione antica il popolo era libero anche quando poteva mostrare la potenza della divinità preposta a sua difesa. La liberazione, il passaggio avviene mediante un atto di coraggio richiesto da Mosé (v. 13). È il medesimo coraggio di cui si ha bisogno nel credere senza appoggi sensibili. Come il popolo riluttante si affida a Dio, così la fede, benché tante volte non supportata da prove manifeste, dovrebbe abbandonarsi senza richiedere tante dimostrazioni. Non basta avere in testa delle teorie metafisiche che mettono in pace la nostra ragione, poiché davanti ad un evento qual è la resurrezione, accennato dall'evangelista (v. 40), tutti i sistemi, anche i più complessi, crollano. Il credere, dunque, non può essere sostenuto solo dal ragionamento, anzi questo in certi momenti è di ostacolo, deve quindi essere informato dall'amore. Credere ed amare fanno parte della stessa modalità di rapportarsi alle persone, e di conseguenza a Dio. Credere e amare però richiedono un po' di follia che dia il coraggio di saltare i precipizi o, per dirla biblicamente, attraversare un mare a piedi! (Padri Silvestrini)


Meditazione



«O funesta cecità delle menti canute!» vien da dire. I farisei
intervengono di nuovo contro Gesù, non più da soli, ma con gli scribi, gli
specialisti della Legge. Si presentano a lui con cattedratica sicumera e con
scaltra sufficienza, da politicanti di buona covata, due atteggiamenti che
ancora oggi caratterizzano un particolare mondo della nostra società.
Smascherano la loro malafede chiamando Gesù ora indemoniato, ora maestro, ma
questi dimostra di essere superiore all’inganno e all’adulazione. Contro di
loro il giudizio di Gesù è severissimo: sono «ciechi e guide di ciechi» (Mt
15,14). Il loro peccato è l’ostinazione nel rifiuto dell’evidenza: pur vedendo,
non vogliono vedere e Gesù è odiato e sarà crocifisso. Il disprezzo della fede
e la sistematica opposizione a qualunque influsso della grazia significa
rifiutare la salvezza. Tale indurimento può portare all’impenitenza
finale e alla rovina eterna. Gesù definisce gli scribi e i farisei “razza di
vipere”. Dobbiamo essere sempre vigilanti all’opera nefasta del neopaganesimo
che, con i suoi potenti mezzi, schiaccia tutto e tutti, anche chi vorrebbe
“vedere”. Gesù definiva “adultera” la generazione che non lo aveva accolto come
salvatore. Come definirebbe la nostra? Non accada anche a noi di sentirci dire:
«Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo
tempo non sapete valutarlo?» (Lc 12,56). Per la cosiddetta “cultura”
contemporanea vi è un’altra “salvezza”, non più quella di Dio, ma dell’uomo
che, nella sua orgogliosa cecità, cerca la propria identità a partire solo da
se stesso e produce morte; così facendo, si sta sempre più smarrendo e vaga
sotto un cielo senza stelle. Pare indifferenza verso Cristo, ma come sempre,
ancora oggi Gesù è amato e odiato.

Preghiera

O Gesù, tu sei più grande di Giona e di Salomone perché sei il
Signore. Il segno della tua presenza sia il tuo amore in me e il mio in te.
Ogni tradimento sia un ritorno per amarti di più.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Lug 20, 2015 10:13 am

Gli scribi e i farisei provocano Gesù dicendogli che vogliono da lui un segno, ma Gesù risponde che da lui non avranno nessun segno, perchè non hanno creduto subito in lui, e si paragona a Giona che dopo tre giorni che è stato nella pancia del pesce alla fine ha visto la luce paragonando la sua morte e la sua resurrezione. Per quanto riguarda la sua dottrina, la regina del sud interrogò Salomone per la fama della sua saggezza e dice che lui è più grande di Salomone e non hanno lo stesso creduto in lui.
flower
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Mar Lug 21, 2015 8:25 am

Martedi della XVI Settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 12,46-50)
Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
Parola del Signore.

OMELIA
Nel Vangelo di oggi troviamo due termini familiari: ascoltare e fare la volontà. Se nell'atteggiamento di ascolto, tutto il nostro essere si apre fiducioso verso l'altro, il fare la volontà sia di Dio che di un'altra persona, a prima vista, non ci sembra così positivo. Anzi, sappiamo, grazie alle scienze psicologiche, quanti meccanismi perversi possono nascondersi dietro. Ma l'ascolto è propedeutico al "fare la volontà", anzi questa si manifesta in pienezza quanto più si è capaci di tendere l'orecchio del proprio cuore, come piaceva dire a San Benedetto nella Regola, per scrutare i segni della presenza di Dio. In tal modo, il compiere la volontà divina non è un mero sottomettersi a qualcosa e/o a qualcuno che è più grande e potente di noi, sarebbe una sorta di fatalismo che ci ridurrebbe ad essere degli infelici, ma è un gesto profetico e come tale ci fa cogliere l'essenza stessa della realtà. Così, riconosciamo che ci sono legami che vanno ben al di là della carne e del sangue, che ci sono valori che superano le mode, e che la nostra contingenza può essere superata volgendo lo sguardo verso l'Assoluto. Un altro termine che possiamo desumere dalla prima lettura è il timore del Signore (v. 30). Ancora una parola abusata e ambigua, che però ha un'enorme importanza per il credente. Scoprire Dio, vuol dire anche restare abbagliati dalla sua potenza e provare quel senso di spavento e di ammirazione che coglie quando si è di fronte a qualcosa di immenso (pensate all'oceano in tempesta: staremmo ad ammirarlo per ore da una scogliera! - benché provochi emozioni di timore e di attrazione). Non dobbiamo avere paura. Ma il timore, timore buono, quello sì. (Padri Silvestrini)


Meditazione
Gesù mette sempre in questione l’uomo, tanto il credente,
quanto l’incredulo. Lo hanno avvertito le folle che lo seguivano come quelli
che erano in atteggiamento di aperta ostilità. Le tre categorie sopra ricordate
sono oggi ancora vive e sussisteranno sino alla venuta finale di Cristo. Eppure
Gesù non cataloga gli uomini, ma li chiama tutti a seguirlo personalmente e a
mettersi alla sua scuola. Aspetta la nostra risposta sincera, senza condizioni
o indugi, come si fa di fronte all’amore sincero e totalizzante. Aborrisce
dalle mezze misure, tant’è che si può essere solo con lui o contro di lui. Dà
il potere di far parte della sua famiglia a quelli che lo accolgono, che
credono nel suo nome, generati non dalla carne, ma dallo Spirito, non per
volere di uomo, ma da Dio (cfr. Gv 1,12-13). Questa è la volontà del Padre.
Così si forma la famiglia di Dio nella quale ci si deve riconoscere e amare
come “fratelli”. La fraternità, espressione forte dell’amore terreno, è la via
concreta per essere parenti di Dio (cfr. Mt 5,44-48). Le inimicizie, gelosie,
cattiverie, maldicenze, che serpeggiano anche tra i cristiani, scandalizzano i
lontani; di questa grave contro-testimonianza dobbiamo sentirci responsabili.
Per tale motivo Gesù ha insistito molto sull’amore e sul perdono dei nemici. Ci
invita alla conversione sotto la protezione materna di Maria, «parte della
Chiesa, un membro santo ed eccellente, superiore a tutti gli altri», come si
legge in un discorso di sant’Agostino. È “santa” perché «fece la volontà del
Padre e la fece interamente; perciò vale di più per essere stata discepola di
Cristo anziché madre di Cristo» (Disc. 72A,7). La fede non è astrattismo, ma un
rapporto vivo e personale con lui: chi più di Maria lo coltivò nel cuore?


Preghiera

Signore, tra razze, colori, culture, abitudini, temperamenti
diversi e gerarchie a non finire… è difficile vivere da veri fratelli, a gomito
a gomito, nella grande famiglia della Chiesa. Ma questa è la tua casa. Aiutami
a essere un membro il più possibile buono e paziente, vicino a tutti.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Lug 21, 2015 9:51 am

La famiglia di Gesù, tra cui anche sua Madre, era lì e volevano parlare con lui e quando lo avvertono che c'è la sua famiglia lui dice che è la folla la sua famiglia, perchè chi ascolta la sua Parola è per lui: fratello, sorella e madre. Con queste parole, Gesù non vuole rinnegare sua Madre e la sua famiglia, ma vuole dire che non basta essere imparentati con lui per farsi definire fratello o figlio, bisogna accettare la sua divina missione e averne pienamente rispetto.
study
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  silvia il Mer Lug 22, 2015 10:59 pm

Signore,aiutami a vedere la Tua Volontà.
Come sempre, anche ora, SI.
Sia fatta nella mia vita, la Tua Volontà.
Fai Tu.
Vedi che io non so, non vedo...
avatar
silvia

Numero di messaggi : 783
Età : 77
Località : Padova
Data d'iscrizione : 16.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Gio Lug 23, 2015 4:15 pm

Giovedi della XVI Settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Gv 15,1-8)
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli".
Parola del Signore.

OMELIA
Un Vangelo provocante, quello odierno, per il celebre paragone di Gesù che disse ai suoi discepoli: "Voi siete il sale della terra..., voi siete la luce del mondo". Si noti la dimensione universalistica, espressa in "la terra" e "il mondo", sono l'intera umanità. Grandissima missione, essere uomini e donne che danno sapore e senso alla vita, che danno luce e convinzioni agli altri. Con altrettanta evidenza tuttavia c'è il rischio di essere insipidi, di perdere quella novità a cui tutti dovrebbero poter guardare per imparare a sperare in Dio. Se i discepoli venissero meno al loro compito rispetto al mondo, non servirebbero più a nulla, anzi, rischiano di essere "gettati via e calpestati dagli uomini". "Voi siete", grande fiducia da parte del Signore per i suoi discepoli! Grande responsabilità per i discepoli nei confronti di coloro a cui sono mandati! "Voi siete", costituisce già un'entità, data certo come dono, in unione con Gesù, vera "luce degli uomini". La luce, che non può essere nascosta come una città elevata e che sarebbe assurdo metterla sotto il moggio come la lucerna in casa, sono le "buone opere" dei discepoli. Si tratta di quelle opere che rendono visibili "la giustizia, la misericordia, la pace, l'impegno sociale" dei discepoli per mezzo delle quali si rivelano autentici figli di Dio. Infatti questo dovere, coerente e pratico dei discepoli è un irraggiamento di quella luce che deve condurre gli uomini a riconoscere la fonte luminosa e sapienziale: il Padre che è nei cieli. E se volessimo leggere ancora quel "voi siete..." nella luce della festa della Patrona d'Europa, santa Brigida? "Voi, siete per il mondo..." Non risuonano forse queste parole come profezia?, come compito..., come funzione, come dovere? Di fronte al "mondo" che vede nelle cose materiali il valore supremo... l'Europa deve dare il sapore giusto all'umanità. Che compito, che missione... che responsabilità... (Padri Silvestrini)



Meditazione


Tre sono le parole che esprimono con forza il progetto di Dio
per l’umanità: vite, tralci, frutto. L’immagine che ne deriva è molto efficace,
tanto quanto quella di san Paolo che paragona la Chiesa a un corpo con molte
membra. Oltre alla vite, ai rami e ai frutti, vi è un “agricoltore” che, con
particolare cura, coltiva la crescita dell’albero in vista di “frutti”
abbondanti: se mancano, il tralcio insecchito lo recide, quello sano lo pota
perché produca di più. La Chiesa, prima ancora di essere un’organizzazione
visibile, con una gerarchia di servizio, è una vita di grazia che parte dal suo
Capo, Gesù, per diffondersi in tutte le membra, come fa la linfa con i rami.
Gesù Cristo è quindi il Capo di un’entità spirituale unica, santa, immortale e
universale, seppure imperfetta. Ne rallentano lo sviluppo i peccati e i difetti
dei suoi membri, specie dei ministri. Ma, permeando Gesù l’intero Corpo e
alimentando le membra con la pienezza della divinità, non c’è nessuno che non
sia raggiunto dal suo amore che vivifica, fortifica, perdona, risana. La
“vitalizzazione” non ha limiti, non conosce eccessi: Cristo è tutto in tutti!
Le potature, le prove che Dio permette, sono sempre e solo per la vita: questo
lenisce il dolore e consola. Quindi, per l’interconnessione tra il Capo e le
sue membra, la Chiesa è veramente il “Corpo mistico di Cristo”. Con tale
definizione si percepisce la forza della carità che fa i santi, il valore
universale della sofferenza, il danno sociale del peccato, la forza della
preghiera, il prodigio dell’essere la Chiesa sempre giovane e rimanere nei
secoli un faro di civiltà per l’umanità intera. La Vergine Maria è un membro
eminente di questo Corpo; in quanto Madre di Gesù è anche Madre della Chiesa.

Preghiera


Signore, amo la tua Chiesa nella quale sono nato e rigenerato
nella grazia. Aiutami a considerarmi un semplice tralcio della tua vite. Quando
la lama del tuo coltello penetra nel mio cuore, aiutami a intravedere la
bellezza dei frutti che saranno copiosi per poterti dire solo: grazie!


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Ven Lug 24, 2015 3:58 pm

Venerdi della XVI Settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 13,18-23)


Colui che ascolta la parola e la comprende, questi dà frutto.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.
Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno.
Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto.
Quello seminato su terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno".
Parola del Signore.

OMELIA


Il comprendere di cui parla la parabola evangelica di quest oggi ha certamente un senso più ampio di quello che gli potremmo attribuire. Un monaco certosino del XII secolo, Guigo, nella sua opera "Scala claustralium", indica quattro movimenti per la "comprensione" della parola: lectio, meditatio, oratio e contemplatio. La lettura attenta (o anche solo l'ascolto) è già disposizione di un animo teso alla ricerca, l'approfondimento tramite la meditazione fa penetrare progressivamente nel mistero di Dio, la preghiera lo fa vivere attraverso varie forme (lode, supplica, etc.), la contemplazione vi unisce tutto il nostro essere. Questi "gradi" tipicamente monastici non sono esclusiva dei monaci, possono essere applicati e sperimentati da tutti. Ma succederà che alcuni giorni la Parola sembrerà portare una percentuale molto bassa, ed in altri momenti, al contrario, altri giorni saremo "al settimo cielo". Niente paura! Noi stessi siamo di volta in volta quei personaggi citati nella parabola e la nostra gamma va dalla strada al terreno fertile. Gesù non vuole certo condannare o portare alla disperazione nessuno, non definisce cioè delle tipologie standardizzate per cui chiunque è salvo o condannato in partenza. Vuole soltanto dire che abbiamo poca costanza (sarebbe meglio dire poca fedeltà) e che non sempre siamo capaci di far fruttificare il dono ricevuto. La medesima cosa accade con gli israeliti nella prima lettura (Esodo): ricevono la parola, ma quante infedeltà accompagneranno il loro cammino e però anche quanti ritorni pieni di speranza e di buoni propositi. È la storia di sempre, è la storia di un Dio fedele e di un uomo sottoposto alla "umanità", ma questo Dio lo sa molto meglio di tanti giudizi impietosi su noi stessi e sugli altri. (Padri Silvestrini)


Meditazione
La parabola può essere letta tanto dalla parte dell’uomo,
quanto da quella di Dio. A neutralizzare l’azione di Gesù è tutto quanto si
rende impenetrabile alla sua Parola come per il seme sono la strada, i sassi, i
rovi. L’uomo, infatti, a differenza di ogni altra creatura, nell’esercizio
della propria libertà, ha la possibilità di sottrarsi all’azione di Dio.
Afferma l’Imitazione di Cristo: «Io, dice il Signore, non manco di parlare a
tutti. Ma molti sono sordi, muti e duri alla mia voce. Numerosi sono quelli che
ascoltano più volentieri il mondo piuttosto che Dio, e seguono più facilmente i
desideri della carne che la volontà di Dio. Il mondo promette cose da poco e
che durano poco; eppure lo si serve con grande smania. Io prometto cose
grandissime; eppure il cuore degli uomini resta torbido». Sono affermazioni che
fanno riflettere tutti, anche quelli che hanno buone disposizioni e dicono di
amare il Signore, non pensando che la Carità può lentamente diminuire fino a
scomparire con il peccato grave. Comunque, a Dio preme vivamente trovare
l’attimo giusto, quello in cui l’animo possa commuoversi, dubitare della
propria tracotante baldanza. In quel piccolo lembo di terra buona, il Signore
getta il seme della Vita. La strada della misericordia è sempre e solo quella
della miseria. A Dio basta poco per fare cose grandi, prodigiose e trasformare
i “cuori di pietra in cuori di carne”, suscitare un amore ardente come il fuoco
che può bruciare i rovi aggrovigliati delle passioni. «Bisogna avere grande
confidenza – diceva santa Teresa di Gesù – né mai soffocare i desideri, ma
credere che con l’aiuto di Dio e con la nostra buona volontà, possiamo arrivare
anche noi, a poco a poco, se non subito, dove arrivarono molti Santi».
Preghiera
«Signore mio Dio, tu sei tutto il mio bene. Ricordati della tua
misericordia e riempi il mio cuore con la tua grazia; tu, che non permetti che
resti vana la tua opera. Signore, insegnami a fare la tua volontà; insegnami a
stare degnamente e umilmente accanto a te» (da L’Imitazione di Cristo).

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Lug 24, 2015 8:07 pm

Gesù spiega la parabola ai suoi discepoli perchè diventino come il grano che produce tanto, glielo dice perchè un giorno dovranno divulgarla loro stessi quando lui non ci sarà più e vuole anche che chi li ascolterà non siano come il terreno della strada dove viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato e nemmeno come il terreno sassoso che accoglie la Parola con gioia ma appena avvengono le tribolazioni lasciano perdere la Parola di Dio, e neanche come il terreno spinoso che non dà frutti perchè si è troppo occupati dalle preoccupazioni del mondo. Gesù vuole che siamo tutti come il terreno buono, che accoglie la sua Parola nel cuore e la mette in pratica nel cuore producendo molto.
flower
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  silvia il Sab Lug 25, 2015 11:01 pm


           <<Signore, insegnami a fare la tua volontà; insegnami a
stare degnamente e umilmente accanto a te» (da L’Imitazione di Cristo).
   
avatar
silvia

Numero di messaggi : 783
Età : 77
Località : Padova
Data d'iscrizione : 16.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Lun Lug 27, 2015 8:29 am

Lunedi della XV Settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 13,31-35)
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Parola del Signore.

OMELIA
Nel brano evangelico di oggi, Gesù parla in parabole ed usa immagini della vita comune palestinese: il granello di senapa ed il lievito. Egli non ama un linguaggio colto. Il suo insegnamento passa attraverso immagini semplici e comprensibili per chi lo ascolta. Ma questa apparente semplicità non ci deve ingannare. Gesù è attento infatti, alle cose più piccole ed insignificanti ma da esse trae degli insegnamenti profondi. E' importante per noi considerare ciò; il nostro atteggiamento molte volte è opposto quando cerchiamo di esaltare troppo l'apparenza più che la sostanza. Anche nella vita possiamo essere attratti da molte cose che in realtà sotto il loro aspetto gradevole ed allettante si dimostrano superflue. Vi è un duplice rischio in questo atteggiamento legato all'apparenza. Da una parte si rischia di non soddisfare le vere esigenze del nostro corpo e dello spirito e dall'altro vi è il rischio di diventare noi stessi succubi di oggetti, macchinari e quanto altro riempie artificiosamente la nostra vita. La libertà dell'uomo e la sua dignità, così spesso proclamata, si potrebbe perdere in una schiavitù che alla fine potrebbe banalizzare la vita stessa. (Padri Silvestrini)



Meditazione
Meditare la Parola del Signore significa mettersi in ascolto di
Dio. A proclamare e rivelare in noi le “cose nascoste”, più che l’opera dei
teologi, è l’azione della grazia del Signore che «illumina ogni uomo» (Gv 1,9).
Nelle Confessioni, sant’Agostino parla di un «Dio altissimo e vicinissimo,
remotissimo e presentissimo» (6,3,4). Gesù, nel dialogo con la Samaritana,
ammette che si può «adorare ciò che non si conosce» (Gv 4,22). Meditare è
quindi rientrare in se stessi, nel silenzio, mettersi di fronte al Signore,
cuore a cuore, in amorevole ascolto e riflessione della sua parola. In
quest’atteggiamento dello spirito è possibile penetrare in quelle “cose
nascoste fin dalla fondazione del mondo”, cioè nei misteri del Padre che Gesù è
venuto a rivelare, ma che possono scoprire solo i “piccoli”, cioè gli umili, i
poveri, quelli che hanno il cuore puro e aperto alla luce di Dio. Il sapere
accademico e l’“uomo naturale” – come scrive san Paolo – non possono
comprendere le cose dello Spirito di Dio. Solo all’uomo spirituale è dato di
conoscere il pensiero del Signore (cfr. 1Cor 2,10-16). Le due parabole rivelano
il risultato di quest’opera stupenda di Dio che supera ogni immaginabile
dimensione. Sono l’effetto dirompente della presenza divina in noi e nella
Chiesa! Ecco l’arcano che Gesù rivela: l’uomo è un essere capace di contenere
un’altra vita. Simile a un granello di senape, come al pizzico di lievito, è il
regno di Dio messo in noi con la fede. Con Gesù – «la pienezza di Colui che
tutto in tutti riempie» (Ef 1,23) – tali sono le condizioni tanto della nostra
intima relazione con Dio, quanto dello sviluppo della Chiesa che, pur in mezzo
a difficoltà e sofferenze, continua a crescere e svilupparsi. Questa è tutta la
speranza dei credenti.


Preghiera

«O Dio che nella tua provvidenza hai voluto estendere il regno
di Cristo sino agli estremi confini della terra, per rendere partecipi tutti
gli uomini dei benefici della redenzione, fa’ che la tua Chiesa sacramento
universale di salvezza manifesti e attui nel mondo il mistero del tuo amore»
(dalla Liturgia).


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Lug 27, 2015 9:03 am

Gesù paragona il Regno dei Cieli prima ad un granello di senape che è il più piccolo di tutti i semi, ma quando cresce diventa un albero grande in cui gli uccelli vengono a fare il nido tra i suoi rami. Il Regno dei Cieli è quindi una cosa piccola piantata nel nostro cuore ma se la coltiviamo con amore diventa immensa e accoglie tutti. Poi Gesù dice che il Regno dei Cieli è simile ad un lievito in una pasta che dopo poco tempo viene lievitata. Con questo Gesù dice che il Regno dei Cieli è sempre una cosa piccola ma chi crede in esso diventa una cosa buona e grande.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Lun Lug 27, 2015 5:01 pm

Tutto il discorso parabolico è improntato sulla contrapposizione discepoli è folla. Gesù narra a tutti le parabole, ma solo i discepoli le comprendono e, in privato, ricevono ulteriori spiegazioni. Sembra che solo loro siano in grado di accogliere il messaggio del Regno; la folla e i discepoli sono divisi dal saper accogliere o rifiutare la parola del Signore. La parabola del granello di senape e del lievito vuole indicare che il Regno si sviluppa, da un lato, grazie alla risposta positiva dell’uomo, ma il motore che alimenta il tutto è la forza interna che ogni uomo riceve dall’ascolto e l’accettazione della parola del Signore. La fiducia nella sua parola è la spinta ad aver fiducia negli apparenti insuccessi del Regno. Le parabole sono un invito all’uomo a riflettere su realtà diverse, quale quelle del regno dei cieli
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2671
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Martedi della XV Settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Lug 28, 2015 8:23 am

Martedi della XV Settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 13,36-43)
Come si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.

OMELIA
«Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e buono...» (Es 34, 6s). Le affermazioni che oggi leggiamo ci riempiono il cuore di gioia e sono un inno alla speranza. Se quando ci si allontana da Dio il timore cresce, tuttavia insieme ad esso dovrebbe aumentare la fiducia di non essere mai abbandonati e/o lasciati a noi stessi. Il Signore conosce fin troppo bene il limite a cui è sottoposta la condizione umana, e si china sulla sua creatura per risanarla e infonderle coraggio. Dopo la scena tremenda della rottura delle tavole dei dieci comandamenti, ce ne viene proposta un'altra armoniosa e quasi surreale. Dio parla con chiunque voglia consultarlo e si rivolge a Mosè faccia a faccia. Eppure questo è un episodio tutto costruito sulla richiesta di perdono, evidentemente, per Dio, la domanda di cancellare la colpa è già indice di cambiamento di vita. Il Dio misericordioso lo si ritrova nel Vangelo, in cui non è interpellata solo la comunità cristiana, ma tutto il mondo. Il Regno di Dio è infatti una realtà che concerne tutti gli uomini, al di là del credo religioso e al di là di qualsivoglia differenziazione. Il grano e la zizzania crescono dovunque, l'importante, anche qui, è saper attendere il tempo di Dio, in cui tutto il male e tutto il bene saranno svelati nella loro pienezza.



Meditazione

Lo sdo contro il male, che appare inarrestabile, sempre piùegn
violento e crudele, e che, a volte, può farci dubitare dell’esistenza di Dio,
trova nella spiegazione di Gesù la sua risposta conforme alla misericordia e
alla giustizia contro gli operatori di iniquità. Oggi il male di sempre ha
mezzi che ne ingigantiscono la presenza e l’efficacia. Satana lavora, semina
violenze, guerre, morte; chi non lo considera un essere esistente, ma solo un
simbolo del male, va contro l’insegnamento della Chiesa. Satana semina la sua
zizzania dappertutto, anche in “ambienti santi”. In un discorso di sant’Agostino
si legge: «Ma dove mai
il nemico non ha seminato la zizzania? Quale specie, quale campo di frumento ha
trovato e non vi ha seminato la zizzania? L’ha seminata forse tra i laici e non
tra i chierici o tra i vescovi? Oppure l’ha forse seminata tra i coniugati e
non l’ha seminata tra coloro che fanno professione di castità? Oppure l’ha
seminata tra le maritate e non l’ha seminata tra le religiose consacrate a Dio?
Oppure l’ha seminata nelle case dei laici e non nei conventi dei monaci? L’ha
sparsa dappertutto, l’ha seminata in ogni luogo. Che cosa non ha lasciato
frammisto alle erbacce? Ma ringraziamo Dio, poiché Colui che si degnerà di
separare, non può sbagliare»
(Disc. 73/A,3). Al tribunale di Cristo nulla di segreto rimarrà
nascosto. La grande storia avrà il suo giudizio vero e, altrettanto, la nostra
vita. Dio, che conosce ciò che c’è nel cuore dell’uomo, sarà misericordioso e
giusto. I giudizi umani appariranno allora con le loro ambiguità, gli errori e
gli oscuri compromessi della legge: applicata per i nemici, interpretata per
gli amici. Il fuoco sarà inevitabile per chi non si converte e la giustizia
troverà finalmente la sua verità.

Preghiera

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco
dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose
della tua misericordia.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Lug 28, 2015 8:47 am

Gesù è il seminatore buono che semina la Parola nel nostro cuore, sta a noi decidere se accoglierla o meno e diventare o seme buono oppure zizzania. Alla fine del mondo i mietitori cioè gli angeli sceglieranno sia chi ha accolto la Parola del Signore che la zizzania seminata dal diavolo e quest'ultima verrà bruciata nel fuoco eterno, mentre che accoglie Gesù, splenderà come il sole nel Regno dei Cieli.
flower
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1698
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 37 di 40 Precedente  1 ... 20 ... 36, 37, 38, 39, 40  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum