INCONTRI CON LA PAROLA

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INCONTRI CON LA PAROLA

Messaggio  Andrea il Mar Lug 08, 2014 4:47 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 375

Tagli indispensabili(Giudici 7, 2 )

Ormai sono diventate espressioni di tutti i giorni - sentiamo semprepiù spesso quelle parole - «riduzione»... «ridimensionamento»...«tagli». Li fanno tutte le imprese, ma li fanno soprattutto lefamiglie, adesso che circolano pochi soldi. Per aumentare (o perlomenomantenere) gli utili bisogna fare dei tagli. Altrimenti è lo sfascio.Così si taglia... per avere la possibilità di poter andare avanticon successo. Anche Dio crede nei tagli, nelle riduzioni - perché è la Sua stranamaniera di fare le cose grandi. Magari è quello che sta facendo conla tua vita in questo periodo. Di sicuro è quello che ha fatto con Gedeone - sta scritto nel librodei Giudici, capitolo 7, a partire dal versetto 2. C'era questasituazione - i Madianiti invadevano Israele anno dopo anno durante iltempo del raccolto e se lo portavano via, senza che nessuno fosse ingrado di fermarli. Dio chiama Gedeone a farlo - sebbene Gedeonerisponda di essere la persona meno qualificata per portare acompimento un compito del genere. Ovvio, questa obiezione la sentiamomolto spesso nella Bibbia - e anche oggigiorno. Gedeone comanda un esercito di 32mila uomini - per combattere l'armatamadianita che ne 132mila! E «il Signore disse a Gedeone: "La genteche è con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle suemani"». Sono sicuro che Gedeone non si è messo a ridere. Inferiorial nemico di 4 a 1, e Dio li considera troppo numerosi? Così Dio gliordina di lasciar tornare a casa chiunque ha paura di combattere - eimprovvisamente Gedeone si ritrova con 22mila uomini in meno. Ora gliIsraeliti sono inferiori al nemico di 6 a 1. Ma Dio vuole fareulteriori tagli, una drastica riduzione delle forze, e Gedeone finisceper ritrovarsi con un esercito di 300 uomini. Ora sono inferiori di 40a 1! Ma, miracolosamente, quella «forza» vince la battaglia, e iMadianiti non metteranno più piede in Israele!  Perché Dio segue strade così strane per vincere - riducendo,tagliando, portando via, rendendo le cose piccole e deboli? Dio lospiega a Gedeone: «Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire: Lamia mano mi ha salvato». E' una costante in tutta la Bibbia - Dio amavincere grandi battaglie con forze inadeguate. Permette che ci sianocontrattempi e situazioni impossibili in modo che possiamo vedere conchiarezza quanto Lui è grande e che solo a Lui va la gloria! Dio sa che noi abbiamo problemi col nostro orgoglio... che tendiamo acontrollare le persone... che ci fidiamo dei metodi che ci dannosicurezza. Così Lui permette situazioni dove, come Gedeone, non cirimane altro da dire - "Se qui c'è una vittoria, questa non è certoper merito mio!" Quindi se ora stai attraversando un periodo in cui tiritrovi fuori posto, senza munizioni, con zero risorse - se ti sembrache Dio ti abbia lasciato da solo e pieno di problemi - sappi chespesso questo prelude a una vittoria sorprendente! Dio sta compiendo quella meravigliosa addizione e sottrazione che Gliè tipica - Giovanni il Battezzatore la mette in questo modo: «Luideve crescere e io diminuire». Così Dio sottrae la quantità di teche c'è, per aumentare la quantità di Lui che c'è in quellasituazione. Sta riducendo te in modo che ci possa essere più Lui - inmodo da poterti mostrare una vittoria ben più grande di quella che tisaresti persino aspettato. Dio non sta facendo dei tagli per fartiperdere - ti sta ridimensionando per una vittoria così grande chealla fine la si può attribuire solo a Lui!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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INCONTRI CON LA PAROLA No 379

Messaggio  Andrea il Dom Mag 03, 2015 5:05 pm

Ho trovato la pagina di don Luciano e con gioia ricomi8ncio ad inserire le sue catechesi.

(Andrea)

Don Luciano
www.incontriconlaparola.com


INCONTRI CON LA PAROLA
No. 379 - Zona pericolosa
(1 Tessalonicesi 5, 9)

Non è mai piacevole sentire suonare un allarme ma, ammettiamolo,
molti campanelli di allarme ci sono amici. La suoneria della sveglia
al mattino - se non ci fosse perderesti il lavoro. L'allarme
anti-incendio quando c'è del fumo o del gas in una stanza. Nessuno di
noi di solito va in giro con suonerie di allarme addosso. Ma in alcune
case di riposo hanno escogitato un sistema. A volte ospitano anziani
afflitti da una grave perdita di memoria e totale disorientamento.
Così se per caso trovano una porta aperta escono dall'edificio e
girovagano per la città, non sapendo né chi sono né dove stanno
andando - comprese le strade trafficate! A queste persone la casa di
riposo fa loro indossare uno speciale braccialetto che fa scattare un
allarme quando stanno varcando la porta di uscita dell'edificio - in
questo modo il personale li blocca prima che possano cadere nei
pericoli. Quell'allarme può salvare le loro vite.

Quando ti muovi in un'area pericolosa di solito non te ne accorgi,
allora è bene avere con se qualche allarme che scatta. Ed è
importante prestare ascolto agli allarmi. Il Signore ti ha dotato di
un sistema di allarme che si chiama Spirito Santo. Ti è stato donato
- e chi te l'ha pagato è stato il sangue di Gesù. Gesù dice che lo
Spirito Santo «convincerà il mondo quanto al peccato» (Gv 16, Cool.
Allora, una delle attività dello Spirito è quella di far scattare
l'allarme quando entri in un'area spiritualmente a rischio. Un
pericolo che magari neanche avverti, ma che ti può danneggiare
gravemente.

Dio ti dice una cosa molto importante in 1 Tessalonicesi 5, 19.
Quattro parole: «Non spegnete lo Spirito». E continua dicendo:
«Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono». Quando lo Spirito
Santo parla alla tua coscienza, non ignorarlo. Non spegnere la sua
fiamma dentro di te. Non ignorare il suo campanello di allarme che ti
avvisa che stai oltrepassando la porta.

Lo Spirito Santo è in azione dentro il tuo cuore, la tua mente e la
tua coscienza lungo tutto l'arco della tua giornata, facendoti
percepire cosa Dio pensa a riguardo delle cose che stai dicendo, di
quelle che stai guardando, di ciò che stai ascoltando, su come stai
trattando il Suo tempio (il tuo corpo), di quello che stai pensando,
su quanto stai fantasticando, sulle ragioni che stanno alla base delle
tue azioni. E quando stai oltrepassando i limiti, Lui mette in azione
l'allarme - ti fa aprire gli occhi su quanto stai facendo, o magari ti
fa sentire il rimorso per quanto hai fatto. Il quieto allarme di Dio
che ti dice: "Stai oltrepassando la porta. Non te ne rendi conto, ma
stai entrando in un'area pericolosa".

Vedi, lo Spirito Santo sa molto bene dove ti porteranno le scelte che
stai facendo. Come gli anziani disorientati, il posto dove vuoi andare
sembra bello e senza pericoli. Ma Dio sa bene che ti porterà invece
su una strada molto trafficata e pericolosa - ma quando finisci per
accorgertene, probabilmente non sei più capace di uscirne. Nessun
peccato rimane isolato. Il primo compromesso magari è difficile, ma
raramente ci si ferma lì. Il prossimo peccato sarà sempre un po'
più facile, fino al giorno in cui ti troverai a fare quello che non
avresti mai pensato di poter fare, di essere diventato quello che non
avresti immaginato di diventare.

Forse recentemente hai smesso di sentire il campanello di allarme di
Dio, che ti mette in guardia dal vivere nella menzogna. O che ti fa
sentire pieno di vergogna e a disagio su ciò che stai guardando o
ascoltando. Forse ti sta mettendo in guardia su certi comportamenti
che recentemente stai avendo in famiglia. Magari il campanello di
allarme dello Spirito Santo sta cercando di farti uscire da quella
relazione sbagliata, quel rapporto pericoloso, da quella rabbia e
amarezza che sta crescendo in te.

L'allarme di Dio è chiaro - non spegnere lo Spirito. Ascolta il Suo
campanello di allarme. Tu non sai i pericoli che ci sono davanti a te.
Lui sì. Non oltrepassare quella porta e torna indietro. Ti porterà
dove non vorresti mai trovarti. Stai entrando in una zona pericolosa.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: INCONTRI CON LA PAROLA

Messaggio  Andrea il Mer Mag 20, 2015 8:55 am

Decontaminazione indispensabile (Esodo 3, 5)




Ho percorso innumerevoli volte la strada che da Cagayan de Oro porta a Malaybalay – la città più importante della provincia di Bukidnon, nelle Filippine. Quando l’autobus entrava nella provincia di Bukidnon, si fermava a un centro di disinfestazione e tutti i passeggeri dovevano scendere. In quella regione ci sono i maggiori allevamenti di bestiame delle Filippine, e come misura di prevenzione dovevamo passare su dei tappetini imbevuti di una sostanza disinfettante che inumidiva la suola delle scarpe ed era efficace contro il virus dell’afta epizootica. Era necessario disinfettarsi dai virus prima di entrare in un territorio che doveva rimanere sempre “pulito”.
Mentre i miei piedi calpestavano il tappetino disinfettante, la mia mente riandava alla scena di decontaminazione che sta scritta nella Parola di Dio. Tutti ricordiamo molto bene l’ordine che Dio ha dato ha Mosè quando gli ha parlato dal roveto ardente. Sta scritto in Esodo
3,5: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!».
A Giosuè fu dato un ordine simile quando incontrò il Signore a
Gerico: «Rispose il capo dell’esercito del Signore a Giosuè:
“Togliti i sandali dai tuoi piedi, perché il luogo sul quale tu stai è santo”» (Giosuè 5,15). C’è un importante simbolismo in questo comando del Signore a due dei Suoi più grandi servitori. Le tue scarpe sono probabilmente la parte più sporca e contaminata della tua persona, e portano in giro tutto lo sporco che hai raccolto da una parte o dall’altra. E Dio ti dice: “Non arrivare alla Mia Presenza con materiale infetto. Tira via tutto lo sporco che hai prima di venirmi vicino!”
Il che è qualcosa che troppo spesso ci dimentichiamo di fare. In un certo senso, pretendiamo di avvicinarci tranquillamente al Dio che è purezza assoluta con le nostre scarpe sporche – piene di immondizia. A Bukidnon non volevano che entrassi con le scarpe infette – e nemmeno Dio vuole che tu vada da Lui con tutta la sporcizia che hai accumulato. Andresti mai a trovare qualcuno che ti sta a cuore carico di sporcizia?
Questa potrebbe essere stata – o potrebbe ancora essere una ragione per cui le tue preghiere non sono ascoltate. Il Salmo 65,18 dice: «Se nel mio cuore avessi cercato il male, | il Signore non mi avrebbe ascoltato». Per questo è importante che tu ti confronti regolarmente col tuo peccato, chiedendo perdono a Dio e lavando ancora una volta le tue colpe col sangue di Gesù. Se sei sporco non aspetti una settimana prima di farti la doccia – e ti lavi regolarmente per togliere lo sporco dal tuo corpo. Cosa aspetti allora a incontrare la misericordia di Dio attraverso una confessione ben fatta?
Forse sei contaminato dalla durezza di cuore verso qualche persona, da risentimenti, dalla lussuria, dalla rabbia, da cose che non avresti mai dovuto permetterti di sentire o vedere. Ascolta che cosa Dio ti dice in 2 Corinzi 7,1: «Purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio».
Non portare lo sporco dove non bisogna – davanti al tuo Signore che è morto perché tu non abbia più da vivere come prima. Lascia le tue infezioni sul tappetino disinfettante cosparso col sangue di Gesù – e lascia che Lui ti purifichi di nuovo.
Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto
 
 don Luciano

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Re: INCONTRI CON LA PAROLA

Messaggio  Andrea il Sab Ago 15, 2015 3:05 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 359 - Anche se colpiti corriamo spediti
(2 Corinzi 4,16)

Pur essendo primavera, il freddo e la pioggia fanno pensare
all'inverno. Qualche settimana fa è venuto a trovarmi un vecchio
amico. La sua automobile aveva una vistosa botta sulla fiancata
posteriore. Mi ha raccontato che mentre stava uscendo dal parcheggio
l'automobile che sopraggiungeva, pur frenando, a causa del fondo
stradale bagnato dalla pioggia (e forse un po' gelato), ha battuto
contro la fiancata del suo veicolo. L'ammaccatura è vistosa, ma non
ha per nulla intaccato l'efficienza e le prestazioni dell'automobile
del mio amico. Quanti autoveicoli si vedono in giro tutti ammaccati ma
col motore perfettamente funzionante!

La stessa cosa è possibile anche a me e a te - sbattuti a volte
duramente e colpiti all'esterno, ma col motore che pompa vigorosamente
dentro. Una botta sulla carrozzeria non vuol dire un danno al motore -
ed è lui quello che ti fa andare avanti.

Questo fenomeno del "colpiti ma corriamo spediti" è spiegato molto
bene dalla Parola di Dio. In 2 Corinzi 4, dal versetto 16 in poi,
Paolo dice: «Non ci scoraggiamo». E questo è molto significativo se
consideriamo che nei versetti precedenti Paolo, parlando di se stesso,
dice: «Siamo infatti tribolati da ogni parte... siamo sconvolti...
perseguitati... colpiti». Ma nonostante tutte queste botte, Paolo non
si sente «schiacciato» né «disperato» né «abbandonato» o
«ucciso». Se ultimamente ti sei preso qualche botta, forse ti
potrebbe interessare sapere come Paolo ha fatto a tenere ben
funzionante il suo motore.

Lo ha scritto in 2Corinzi 4,16-17 - «Per questo non ci scoraggiamo,
ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello
interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo,
leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità
smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo
sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono
d'un momento, quelle invisibili sono eterne». Per il fatto che tu sia
ammaccato per di fuori non significa che tu debba smettere di
funzionare per di dentro. Se la carrozzeria perde i pezzi questo non
significa che dentro tu sia messo nelle stesse condizioni. Se il tuo
corpo è malato non significa che anche il tuo spirito debba essere
nelle stesse condizioni. Nella vita si possono perdere molte cose,
alcune delle quali anche importanti - ma non per questo devi perderti
d'animo! Questa è una scelta che solo tu puoi fare!

Paolo ha sperimentato che il suo Signore è Colui che fa nuove tutte
le cose - Colui che ricarica e ridona energia ogni giorno al suo
spirito. Ricordati, Dio ha promesso a quelli che sono stanchi e
sfiduciati ma confidano in lui che saranno quelli che «riacquistano
la loro forza» e «mettono ali come aquile» (Isaia 40,31). Come può
succedere questo?

Primo, devi fornirti della prospettiva di Dio. Questa prospettiva
distingue quello che in una situazione è "temporaneo" e quello che
invece è "eterno". Possiamo dire di ogni problema quello che diceva
mia nonna: "Mah! Passerà anche questo!" Questo modo di vedere le cose
le rende più vivibili. Sono pesanti... fanno male... ma non sarà
sempre così.

Secondo, devi avere in mente il grande quadro, il progetto finale.
Paolo rifiuta di restare incollato ai problemi che stava vivendo -
sono temporanei. Lui si concentrava invece sulla «quantità smisurata
ed eterna di gloria» che è stata preparata a chi ha saputo guardare
i problemi con la prospettiva giusta. Ti dice di non fissare «lo
sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili
sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne». Se guardi le cose
in questo modo, i tuoi problemi sono il «momentaneo, leggero peso
della nostra tribolazione», come dice Paolo.

Un'automobile può ricevere urti e essere ammaccata, ma questo non
pregiudica assolutamente il suo funzionamento. Quello che conta sono
le condizioni del motore. Puoi essere colpito e ammaccato, ma questo
non influisce sul tuo modo di essere. Quello che conta sono le
condizioni del tuo spirito. E Dio è pronto a rinnovarti il vigore e
lo spirito ogni nuovo giorno - se ti concentri sul tuo Signore invece
che sul tuo problema.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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