Introduzione ai Vangeli

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Re: Introduzione ai Vangeli

Messaggio  Anna Giacomina il Mar Feb 26, 2008 10:40 pm

Nella traduzione italiana che ho io che e' la Traduzione interconfessionale in lingua corrente, il vangelo di Marco termina con queste parole " Le donne uscirono dalla tomba e scapparono via di corsa, tremanti di paura. E non dissero niente a nessuno perche' erano spaventate".
Resto quindi della mia idea che finire il vangelo cosi' avrebbe dato un messaggio non di gioia che Gesu' era risorto ma di paura soltanto e non sarebbe stato certo incoraggiante per chi cercava di avvicinarsi al cristianesimo nascente. Penso sia stata una buona idea continuare il vangelo di Marco e finirlo con un messaggio di fede nella Risurrezione e di speranza.
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Re: Introduzione ai Vangeli

Messaggio  annaxel il Mar Feb 26, 2008 3:03 pm

Anna Giacomina ha scritto:No, Andrea, non sono d'accordo. Se Marco avesse voluto finire il suo vangelo cosi' che messaggio avrebbe trasmesso? un messaggio di paura e non certo una "buona novella". Considerando che il suo vangelo era diretto ai non credenti, questo sarebbe stato davvero uno strano modo di concluderlo!

..credo che la parola timore non si debba associarla a paura, ma pi¨ allo stupore di quello che avevano visto e sentito.
Il silenzio e il timore delle donne lo leggo pi¨ come di chi Ŕ arrivato alle soglie del mistero di Dio.
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La doppia finale di Marco

Messaggio  annaxel il Mar Feb 26, 2008 2:48 pm

Riguardo alla fine del Vangelo di Marco, ho trovato questa spiregazione, scritta da un docente dell'istituto teologico di Firenze:
Come ogni lettore pu˛ facilmente verificare (cf. ad esempio la nota della Bibbia di Gerusalemme a Mc. 16,1-8 e qualsiasi commento esegetico) il Vangelo di Marco presenta qui una doppia finale: i W. 1-8 costituiscono il termine reale del Vangelo, mentre i W. 9-20 sono considerati un'aggiunta successiva, assente dai migliori codici greci a nostra disposizione.
la situazione Ŕ ancora pi¨ complicata dalla presenza di una terza finale, che per lo pi¨ Ŕ riconosciuta ancora pi¨ tardiva.
Pur non essendo opera di Marco, la seconda finale(Mc. 16,9-20) rimane tuttavia per la chiesa un testo ispirato e conserva una piena autoritÓ
canonica; essa Ŕ testimonianza preziosa della profonda visione che della risurrezione del Signore avevano le prime comunitÓ cristiane.
Il Vangelo di Marco termina comunque al versetto 8.
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Re: Introduzione ai Vangeli

Messaggio  Anna Giacomina il Dom Feb 24, 2008 7:09 pm

Siccome nel verso precedente si parla chiaramente dell'Ascensione di Gesu', io direi che il verso da te sottolineato sta ad indicare che il Signore non ha abbandonato la Sua Chiesa ma e' sempre presente e lavora con essa e attraverso di essa e con i Suoi miracoli conferma cio' che gli apostoli una volta e i Suoi sacerdoti oggi vanno predicando.
Altre opinioni? fatevi sentire Exclamation
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La fine del Vangelo di Marco

Messaggio  Andrea il Dom Feb 24, 2008 3:15 pm

Involontariamente eccoci a commentare la fine del Vangelo di Marco.

Nell' ultimo paragrafo c'e scritto:

19 Il Signore Ges¨, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava
la parola
con i prodigi che l`accompagnavano.


Come spiegare l'ultimissima frase??

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Re: Introduzione ai Vangeli

Messaggio  Anna Giacomina il Dom Feb 24, 2008 11:09 am

No, Andrea, non sono d'accordo. Se Marco avesse voluto finire il suo vangelo cosi' che messaggio avrebbe trasmesso? un messaggio di paura e non certo una "buona novella". Considerando che il suo vangelo era diretto ai non credenti, questo sarebbe stato davvero uno strano modo di concluderlo!
Piu' probabile secondo me che il finale sia andato perso, tutto qui. Ma ovviamente e' solo la mia opinione Wink

William Barclay (da me gia' citato) non ritiene possibile che il vangelo di Marco si fermasse al verso 8 del cap.16. Piu' probabile secondo lui che - siccome per un certo periodo la Chiesa ha preferito usare i vangeli di Matteo e Luca e non usava molto quello di Marco - fosse rimasta una sola copia di quello di Marco e che la parte finale del rotolo su cui era scritto sia stata in qualche modo strappata e sia andata perduta.

Si sa comunque per certo che i versi che seguono (Mc.16:9-20) non sono in nessuno dei primi manoscritti e che solo versioni piu' tarde di essi li contengono. Inoltre il greco in cui sono scritti e' cosi' diverso dallo stile precedente che cio' dimostra che non sono opera dello stesso autore.
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La fine del vangelo di Marco

Messaggio  Andrea il Dom Feb 24, 2008 4:37 am

Giacomina ci parla delle tre possibilita`che ci sono circa l'interruzione del Vangelo di Marco. Io opterei per la prima. PerchŔ? Ma per il semplice fatto che voleva farci capire che il resto Ŕ nella mani del Signore! Non credete?

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Re: Introduzione ai Vangeli

Messaggio  Anna Giacomina il Sab Feb 23, 2008 9:22 pm

Ancora delle brevissime considerazioni:

Chi era Marco?

L'autore del Vangelo di Marco , come pure gli autori degli altri 3 vangeli, non ci dice il suo nome. Vuole che tutta l'attenzione sia su Gesu'.
Il suo nome deriva dal latino Marcus e questo ci dice che, sebbene fosse ebreo, aveva delle connessioni romane di cui pero' non sappiamo nulla.
Il suo secondo nome era Giovanni ed era spesso conosciuto come Giovanni Marco.
Egli fu, per cosi' dire, assistente personale prima di Barnaba che era suo cugino poi di Paolo. Accompagno' Barnaba e Paolo nel loro primo viaggio missionario ma quando raggiunsero le coste dell'Asia Minore Marco si ritiro' e non sappiamo perche'.
In seguito Paolo e Barnaba litigarono per colpa di Marco in quanto Barnaba voleva portarlo con se' nel secondo viaggio e Paolo non lo voleva. Fini' che Paolo e Barnaba in seguito a questa discussione decisero di andare ognuno per la sua strada.
Infine Marco divenne l'assistente di Pietro. Da questo legame Marco ricevette le informazioni necessarie per scrivere il Vangelo.
Inizialmente Marco' agi' da interprete, traducendo i sermoni di Pietro in latino ma in seguito, su richiesta di alcuni membri delle congregazioni romane, egli li trascrisse in maniera permanente.
Il Vangelo di Marco riflette molto l'impetuosita' di Pietro. E' tutto azione, e soprattutto la prima parte e' scritta in uno stile incalzante. La seconda parte invece "rallenta" e tutto e' descritto con piu' calma, fino alle ultime settimane e poi l'ultimo giorno di cui e' descritta ogni ora.
Lo stile di Marco e' un capolavoro giornalistico; tutto punta al momento finale della morte di Gesu' e si ferma davanti alla Croce.

Il contenuto del Vangelo di Marco

Il Vangelo di Marco pone Pietro in cattiva luce, vi e' infatti piu' enfasi sui suoi difetti che sui suoi pregi; quasi come se Pietro volesse che il lettore venisse a conoscere i suoi difetti.
Cosi' Marco include le parole di Gesu' a Pietro " Va' via lontano da me Satana!" e anche il commovente racconto del tradimento di Pietro, senza pero' poi far vedere come Gesu' lo avesse perdonato, cosa che troviamo invece in Giovanni.

Il Vangelo di Marco mostra un grande entusiasmo per i miracoli di Gesu'. Marco include 18 miracoli mentre include solo 4 parabole e soltanto un discorso importante nel capitolo 13.

Il Vangelo di Marco ha un finale molto particolare, finisce infatti nel bel mezzo di una frase. Nei primi manoscritti troviamo infatti che finisce al capitolo 16 verso 8 con la frase "perche' avevano paura..." che poi nei manoscritti seguenti e' stato cambiato in "tremanti di paura". Resta comunque il fatto che il Vangelo finisce improvvisamente e con questa nota di paura. La domanda e': perche'?
Ci sono 3 possibilita':
1) Marco voleva finire il suo vangelo cosi', lasciando il finale aperto...
2) Gli e' stato impossibile finirlo per motivi che non sappiamo - arrestato?morto?
3) Il finale e' andato perduto, mutilato dai suoi persecutori o strappato da Pietro forse perche' rivelava qualcosa di troppo prezioso ed intimo per Pietro e che lui non voleva nessuno sapesse (come per esempio una eventuale apparizione di Gesu' risorto a Pietro) ?
Non sapremo mai per certo come mai, sappiamo pero' che altri finali sono stati aggiunti e anche se non sono le parole esatte di Marco , sono pur sempre Parola di Dio.

Essendo il vangelo piu' breve dei 4, e' il piu' facile a leggersi tutto in una volta e resta valido il consiglio di leggerlo a voce alta o a noi stessi o meglio ancora a qualcun altro.
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La parola greca "evangelion"

Messaggio  Andrea il Ven Feb 22, 2008 2:52 pm

Una precisazione sulla pronuncia del greco. Purtroppo il resto del mondo ha seguito le teorie di Erasmo, il quale pare che dormiva anche quando aveva gli occhi aperti... altrimenti non si spiega perche` la parola "evanghelion" con caratteri greci e con la pronuncia di Erasmo si debba leggere "euanghelion"! il signor Erasmo non accetta la pronuncia greca dei dittonghi. Ma la parola evanghelion dalla quale deriva la parola VANGELO con la "V", dimostra il contrario. Chi sbaglia allora? La tradizione ecclesiastica? Lo stesso si puo` asserire con il "Kyrie eleison" . siccome la "i" della parola eleison, in greco si scrive con la "eta" il Kyrie eleison si dovrebbe pronunciare "Kyrie eleeson" visto che per Erasmo la H greca si pronincia "E". Pero` per fortuna c'e` chi pensa di sollevare un discussione su questo fatto e tornare alla musicalita` del greco antico seguento le regole che nel greco moderno resistono ancora dopo tanti secoli. questa musicalita` sicuramente non si ottoene con la pronuncia erasmiaca: ne deriva proprio una pronuncia barbara....

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Re: Introduzione ai Vangeli

Messaggio  Anna Giacomina il Ven Feb 22, 2008 9:51 am

Continuo con la mia breve introduzione;


Ognuno degli autori dei 4 vangeli aveva in mente un gruppo di persone in particolare a cui si rivolgeva (oggi si direbbe una audience). Studi molto attenti rivelano che Matteo e Giovanni hanno scritto i loro Vangeli per gente che gia' credeva.
Matteo si preoccupa dei nuovi credenti e il suo vangelo e' arrangiato in modo tale che ci insegna come essere discepoli.
Giovanni invece ha scritto per chi era credente gia' da molto tempo, per incoraggiarli nella fede in Gesu' e per ribattere alle eresie su Giovanni Battista e su Gesu' stesso.

Invece Marco e Luca sono stati scritti soprattutto per i non credenti.
Marco si preoccupa di stimolare l'interesse dei suoi lettori dando notizie su Gesu' cosicche' possano credere in Lui.
Luca, unico autore Gentile della Bibbia, indirizza il suo vangelo ai Gentili come lui affinche' possano conoscere Gesu'.

Abbiamo gia' detto che ci sono similarita' nei vangeli, soprattutto nei primi tre. Infatti il 95 % di Marco e' incluso in Matteo e Luca, a volte con parole molto simili o uguali addirittura.
I primi 3 vangeli sono conosciuti come i vangeli sinoptici. Questi riflettono una visione comune di Gesu' mentre invece Giovanni scrive in maniera totalmente indipendente e diversa.
Alcune cose si trovano solo in Marco ma sia Matteo che Luca hanno usato molto del suo materiale, anche se in modo diverso.
Matteo ha usato dei "pezzetti" di Marco e li ha mescolati con il suo materiale, mentre invece Luca ne ha preso dei pezzi interi usandoli cosi' come sono.

Naturalmente tutto questo ha portato a dibattere: sono stati Matteo e Marco ad usare Luca o Matteo e Luca ad usare e espandere Marco o e' stato Marco ad abbreviare Matteo e Luca?
E' molto probabile che Matteo e Luca abbiano aggiunto al vangelo di Marco ma sia Matteo che Luca hanno del materiale che e' unico a loro.

Marco e' stato molto probabilmente il primo dei vangeli ad essere stato scritto.
Marco divide il suo vangelo in due parti con un "intervallo" nel mezzo.
La prima parte parla del ministero di Gesu' nel nord, in Galilea. La seconda parte invece riguarda il ministero di Gesu' nel sud, in Giudea.
A parte un incidente in Nazaret in cui gli abitanti hanno cercato di gettare Gesu' giu' dalla rupe, Gesu' era molto popolare nel nord e migliaia di persone lo seguivano. Invece era molto ostacolato nel sud e li' ha incontrato molti problemi. Le autorita' ebraiche gli erano ostili e pochi lo seguivano.
Marco sfrutta tutto questo per creare un'atmosfera come di suspense in cui dal nord amico Gesu' passa al sud e quindi alle ostilita' e poi alla morte.

Il secondo vangelo che e' stato scritto e' quello di Luca. Egli riscrive Marco ma ci aggiunge anche materiale suo e del materiale comune anche a Matteo che viene probabilmente da una sorgente comune - scritta od orale - conosciuta sia a Matteo che a Luca e chiamata dagli studiosi del Nuovo testamento "Q" dalla parola tedesca "Quelle" che vuol dire appunto sorgente.

Per concludere possiamo cosi' brevissimamente riassumere:

QUATTRO VANGELI

Marco - Figlio dell' Uomo
Matteo - Re dei Giudei
Luca - Salvatore del mondo
Giovanni - FIglio di Dio


TRE STADI

Cio' che Gesu' fece - Marco
Cio' che Gesu' disse - Matteo/ Luca
Chi era Gesu' - Giovanni
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Re: Introduzione ai Vangeli

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Feb 21, 2008 8:22 pm

Grazie Andrea per la precisazione. Mi fido totalmente di te perche' se non lo sai tu il greco.... Laughing Shocked
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Un particvolare sull' introduzione

Messaggio  Andrea il Gio Feb 21, 2008 4:45 pm


La parola greca "evangelion" usata ai tempi del Nuovo Testamento, descriveva l'annuncio di notizie di grande importanza fatto da un banditore che veniva mandato di villaggio in villaggio con questo preciso scopo
.
Mi permettera`, spero la cara Giacomina di completare la spiegazione che da` alla parola "evanghelion'. La parola e` composta da due altre parole "ev" in greco scritto "EY", e "anghello". La prima si puo` tradurre in bello, piacevole e la seconda in "annunciare" o "proclamare". E da queste viene la parola. in geco, "evanghelion" che sarebbe il mezzo con il quale questa bella notizia ci viene trasmessa.

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Introduzione ai Vangeli

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Feb 21, 2008 2:10 pm

Penso sia una cosa ben fatta fare una specie di introduzione ai Vangeli e cercare di capire perche' sono stati scritti, quale intenzione ci fosse da parte degli autori a scrivere cio' che hanno scritto ecc.
Faro' quindi un piccolo sommario tratto da un libro di David Pawson, pastore protestante. Spero la cosa non scandalizzi nessuno ma certe volte i nostri fratelli protestanti sanno spiegare la Bibbia meglio di noi e questo non lo dico solo io ma siamo in molti. Very Happy Se poi uno vuole capire meglio l'Antico Testamento, dovrebbe chiedere l'aiuto anche di un rabbino perche' solo gli ebrei possono spiegare bene certe tradizioni ecc ecc. Ma per il momento ci accostiamo solo ai Vangeli ed e' gia' un lavoro arduo!!

Comincerei quindi - riassumendo ovviamente molto - da



Che cosa e' un Vangelo?

Un Vangelo non e' l'autobiografia di Gesu', perche' Gesu' non ha mai scritto nessun libro, ma non e' neppure semplicemente una biografia perche' piu' di un terzo delle pagine di ogni Vangelo descrive la morte di Gesu' e nessun biografo userebbe un terzo del suo libro per descrivere la morte del soggetto.

La parola greca "evangelion" usata ai tempi del Nuovo Testamento, descriveva l'annuncio di notizie di grande importanza fatto da un banditore che veniva mandato di villaggio in villaggio con questo preciso scopo.
Notizie come la morte dui un imperatore o la sconfitta di un nemico sono tipici esempi di questo genere di notizie.
Allo stesso modo il Vangelo e' l'annuncio di una notizia cosi' importante che deve essere per forza condivisa con altri. E' una notizia che implica che il mondo non potra' piu' essere lo stesso una volta che la gente ha sentito questa notizia.
Come il banditore leggeva ad alta voce l'annuncio che doveva dare, cosi' anche i Vangeli dovevano esser letti ad alta voce e anche noi potremmo trarne un gran beneficio se li leggessimo ad alta voce anche quando li leggiamo per noi stessi.

Perche' sono stati scritti?

La ragione per cui i Vangeli sono stati scritti nella forma in cui li abbiamo adesso e' semplice. Nei primi anni dopo l'Ascensione di Gesu' al Cielo, la Chiesa crebbe e, con il ministero degli apostoli, si diffuse in tutto l'impero romano. I nuovi convertiti volevano quindi un resoconto della "buona novella" da coloro che avevano visto tutti questi avvenimenti in prima persona.
Coloro che erano stati testimoni oculari di cio' che Gesu' aveva detto e fatto scrissero quindi cio' che avevano visto ed udito.

Perche' ci sono 4 vangeli?

Ad alcuni puo' sembrare che i Vangeli si ripetono e che quindi uno solo sarebbe stato sufficiente. In realta', l'avere 4 racconti di cio' che Gesu' ha fatto e detto, ci da' modo di capire meglio il quadro generale visto sotto 4 diverse angolature. Come se prendessimo 4 foto diverse di una stessa cosa per far vedere come realmente e'.
Cosi' il Signore ha ispirato 4 persone diverse a scrivere quello che hanno visto e udito.
Ognuno di loro riporta il messaggio di Gesu' e cio' che scrivono e' quindi Parola di Dio,ispirata da Dio, pero' lo scrivono secondo il loro stile e avendo in mente a chi questo messaggio era indirizzato.

Come differiscono i Vangeli l'uno dall'altro?

Quando un personaggio famoso muore, vengono scritti varie cose dopo la sua morte.

1) I primi necrologi ci dicono quello che quel tale aveva fatto.
2) Piu' tardi la gente si incuriosisce e vuol sapere cosa quella persona aveva detto e cosi' vengono pubblicati i suoi scritti, le sue lettere ecc...
3)Poi si arriva al terzo stadio in cui si vuole scoprire chi era veramente quella persona e se ne esamina il carattere e le motivazioni che l'hanno fatta agire in un certo modo.
I 4 Vangeli seguono in maniera molto marcata questo esempio.
Marco si concentra soprattutto su quello che Gesu' ha fatto, le Sue azioni, e ci racconta i Suoi miracoli, la Sua morte e Risurrezione.
Matteo e Luca oltre a tutto questo includono molto di piu' riguardo alla Sua predicazione.
Giovanni invece non e' solo interessato in quello che Gesu' ha fatto e detto ma essenzialmente e' interessato nella Sua identita', in chi fosse veramente Gesu'.

I Vangeli hanno senza dubbio molte cose in comune tra loro, ma ogni evangelista aveva pero' un suo scopo principale nello scrivere cio' che scrive.

Marco,che ha scritto il primo vangelo, per esempio, vede Gesu' come il Figlio dell'Uomo.
Luca, che ha scritto il secondo vangelo, vede Gesu' come Salvatore del mondo.
Matteo, che ha scritto il terzo vangelo, dipinge Gesu' come il Re dei Giudei.
Giovanni, autore del quarto vangelo, ci presenta Gesu' come il Figlio di Dio.


continua.....
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