ascoltiamo don Dolindo

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Re: ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Mar Gen 20, 2015 9:43 pm

Chi può vivere senza di Te, o dolcissima Regina? Tu sei veramente la stella del mondo, l'allegrezza delle anime, il rifugio degli afflitti! Dove manchi Tu, manca la primavera, manca la luce, manca la vita, perché per Te è fiorita la grazia, ci ha illuminati l'eterna luce, ci ha vivificati il Redentore. Tu dunque o Maria, donaci la luce, donaci la salvezza, e fa' che fiorisca ancora una volta di fiori soprannaturali la vita umana, tutta materializzata dal vizio, dall'ignoranza, dalla mancanza di Fede. Splenda novellamente sulle morte generazioni la tua luce mattutina, e venga dopo di Te il Sole Eterno, il Re trionfante per regnare novellamente nei cuori e nelle nazioni. Il mondo sta sotto un incubo di morte, come il popolo ebreo non attende dalle sue forze che l'esterminio, non ha altra speranza che Te sola, o Maria. O Ester Immacolata, prega per il mondo, ed alla nuova luce che ti coronerà sulla terra, nella gloria della tua Assunzione, trai appresso di Te, nell'ideale divino, le morte generazioni, e fa' splendere sulla terra la luce dei Cieli. Amen.

Bella sei tu, Madre di Dio
Tutta bella sei tu, o Maria. La tua fede in Dio, fu come l’occhio dell’anima tua immacolata; beata perché credesti all’annunzio dell’Angelo, e al tuo ecce ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum, come per un delirio di infinito amore, il Verbo di Dio s’incarnò in te per lo Spirito Santo. Bella sei tu, Madre di Dio. Gli donasti te stessa dandogli l’umana carne, e il Verbo ti si donò facendosi tuo Figlio.
Bella nello splendore dello Spirito Santo che ti fecondò; bella per la tua verginità consacrata dalla infinita purezza di Dio, intimamente unita a Lui col tuo amore materno; bella sei tu per questo ineffabile amore, amica di Dio.
Bella sei tu, madre del Redentore, che raccolse le anime come gregge del suo ovile; per la fede come testimonianza di Dio, eterna verità, testimonianza sulla terra dell’altezza eterna che si rende a Dio con la confessione della bocca, sorriso di amore a Colui che solo è. Tu sei la Regina della Chiesa di Dio, tu sola, perché tu sola sei la sposa dello Spirito Santo, tu sola la madre del Redentore. Bella come la luna, attrai le anime a Dio con la fede, per la tua bellezza. Senza la luce tua non si diradano le tenebre della notte delle anime. Fulgida come il sole, la tua bellezza attrae le anime nel fulgore della santità; terribile a satana, come esercito schierato, sei tu che dissipi con la potente forza della tua materna protezione le insidie di satana alle anime ed alla Chiesa. Senza una viva devozione a te, o Maria, il mondo cristiano decade, la perfezione delle anime consacrate a Dio si oscura, si sconvolgono i regni, viene meno la pace.  Smile


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Ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Mer Gen 14, 2015 11:29 am

Ascoltiamo don Dolindo

Principi senza valore morale

Lo spirito del mondo dolorosamente è così insidioso e sottile, che è penetrato anche tra le anime consacrate a Dio, sotto l'apparenza di aggiornamento ai tempi, sotto l'illusione di potere così penetrare più facilmente nelle anime. Questo spirito maledetto induce a vivere secondo i precetti e le tradizioni degli uomini. Si crede così di essere sapienti seguendo la natura, di promuovere facilmente un culto spontaneo, senza opprimere l'anima con precetti severi di rinunzia, di penitenza e di santa povertà, senza costringerla con la santa obbedienza, ma lasciandola in libertà.
Gonfiando l'orgoglio con secondare la natura, si pretende di poter meglio promuovere nelle anime l'umiltà ed il disprezzo del corpo.
Secondando le passioni che insorgono violenti, quando l'anima è lasciata in balia del mondo, si presume di lasciare essa al proprio istinto, che inclina sempre al male, alla propria coscienza, che inclina sempre a giustificare come giusta ed equilibrata ogni esigenza della natura e della carne, si presume di lasciare al disordine la cura dell'ordine, alla superbia l'esercizio della santa umiltà, ai sensi disordinati dalle seduzioni del mondo la forza per essere puri e casti.
Questi principi di morte sono i criteri che si hanno nella stessa formazione delle anime le quali debbono essere luce del mondo e sale della terra, e per questo si hanno molte volte anime che ottenebrano con false dottrine e con gli scandali, e fanno sembrare scipite le massime dei Santi e del medesimo Vangelo.
Da questi principi senza valore né psicologico né morale, che servono solo per saziare la carne, vengono dolorosamente le apostasie di tante anime da Dio, l'illanguidimento della fede nei cristiani, e il dilagare funesto della corruzione del mondo.
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Ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Mar Gen 13, 2015 5:42 pm

Forte come la morte fu l’Eterno Amore che per il Figlio tuo, vinse la morte che aveva colpito il genere umano col peccato; inesorabile come l’inferno, perché aveva vinto satana ricacciandolo nell’inferno. Geloso il Verbo di Dio della salvezza delle creature sue, geloso della gloria del Padre, s’incarnò in te, o Maria, per opera dello Spirito Santo, lampada eterna di fuoco e di fiamma che unì il Verbo al Padre e il Padre al Verbo, Figlio di Dio, e questi a te. Le soffocanti acque del peccato e le irruenti fiumane dell’iniquità umana non poterono impedire l’azione dell’Eterno Amore in te, perché l’amore divino è misericordia, lampada di fuoco e di fiamma che riscalda e purifica, che si dona, donando il Verbo di Dio, ricchezza eterna. Anche sulla terra un uomo, per l’amore, offrirebbe tutte le ricchezze della sua casa, disprezzandole come un nulla. E Dio per l’Eterno Amore offrì il suo Figliuolo, e lo donò alla povera umanità, donandolo a te, o Maria, quasi fosse un nulla, perché si umiliò fino alla morte e alla morte di Croce. Non poteva Dio manifestarci di più il suo amore, non poteva che donare il suo Figlio, infinita ricchezza, per avere il nostro amore.
(Padre Dolindo)

    Ascoltiamo don Dolindo
O Maria, sei tu che attrai la grazia di Dio
La tua bellezza, o Maria, è prima di tutto nell’anima tua immacolata, amica di Dio, soave per la pienezza della grazia, splendida come Gerusa-lemme, perché piena di grazie, Dio vive in te e tu in Lui; sei tempio vivo di Dio, come lo era quello di Gerusalemme, perché in te si raccolse il Santo dei Santi, sei fortezza, perché debellatrice di satana, esercito di vittoriose sconfitte al nemico di Dio. Bella sei tu, o Maria, e la Chiesa ripete come eco tra i monti e le valli della terra desolata dal peccato: Tutta bella sei tu, o Maria.
La tua fede in Dio, fu come l’occhio dell’anima tua immacolata; beata perché credesti all’annunzio dell’Angelo, e al tuo ecce ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum, come per un delirio di infinito amore, il Verbo di Dio s’incarnò in te per lo Spirito Santo. Bella sei tu, Madre di Dio. Gli donasti te stessa dandogli l’umana carne, e il Verbo ti si donò facendosi tuo Figlio. Bella nello splendore dello Spirito Santo che ti fecondò; bella per la tua verginità consacrata dalla infinita purezza di Dio, intimamente unita a Lui col tuo amore materno; bella sei tu per questo ineffabile amore, amica di Dio.
Bella sei tu, madre del Redentore, che raccolse le anime come gregge del suo ovile; per la fede come testimonianza di Dio, eterna verità, testimonianza sulla terra dell’altezza eterna che si rende a Dio con la confessione della bocca, sorriso di amore a Colui che solo è. Gregge che viene dalla lavanda, per il Battesimo. Gregge fecondo di due gemelli, l’oriente e l’occidente, gregge condotto al pascolo della vita, da te, o Maria, attratto dalla tua bellezza perché tu sei la Regina della Chiesa di Dio, tu sola, perché tu sola sei la sposa dello Spirito Santo, tu sola la madre del Redentore.
Bella come la luna, attrai le anime a Dio con la fede, per la tua bellezza. Senza la luce tua non si diradano le tenebre della notte delle anime. Fulgida come il sole, la tua bellezza attrae le anime nel fulgore della santità; terribile a satana, come esercito schierato, sei tu che dissipi con la potente forza della tua materna protezione le insidie di satana alle anime ed alla Chiesa. Senza una viva devozione a te, o Maria, il mondo cristiano decade, la perfezione delle anime consacrate a Dio si oscura, si sconvolgono i regni, viene meno la pace.
Come eri bella, o Maria, in queste aspirazioni ardenti dell’anima tua, alle quali dobbiamo se il Figlio di Dio si incarnò in te, e per il suo sacrificio ci redense! Senza di te, non germoglia la vigna di Dio, e perciò ora e per i secoli sei tu che attrai nella Chiesa e nelle anime la grazia  Very Happy
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Don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Dom Gen 11, 2015 11:48 am

Gesù è nostro amico nel Santo Tabernacolo, e la visita al Sacramento è la Santa Comunione di questa amicizia. Quando voi entrate nella chiesa per visitare Gesù, e la lampada fioca vi dice dove Egli si trova, sentite nel cuore un santo raccoglimento ed una pace arcana; vi pare di essere quasi estranei al mondo che si muove al di fuori. Voi parlate a Gesù, Egli parla a voi intimamente, e quella visita costituisce lo sfogo santo e soave di un reciproco amore. Si capisce bene che visitare Gesù non significa andare a curiosare in chiesa, né significa sentire in un momento la soavità della sua amicizia. Appena voi andate a Lui Egli vi guarda, vi benedice, e poco per volta comincia ad orientarvi, dirò così, verso di lui.

(Padre Dolindo)

   Volgiamo gli occhi al Cielo
Siamo chiamati dal Signore al banchetto della vita eterna, e non possiamo rifiutarci di prendervi parte senza essere puniti severamente. A che servono le aspirazioni terrene? Le occupazioni della vita presente ci rendono schiavi e sono piene di spine; occorre volgere gli occhi al Cielo, e occuparci, prima di tutto, di conquistarlo.
Dolorosamente la vita vertiginosa delle nazioni moderne concentra gli uomini negli affari materiali, o li rende asserviti a Cesare: o s’idolatra la materia, come si fa negli Stati apostati, o s’idolatra l’uomo, il potere e lo Stato, come avviene spesso nelle nazioni cosiddette d’ordine; bisogna invece sottomettersi a Dio e persuadersi che dobbiamo amarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente. In questo sta il sommo Comandamento della Legge, in questo la suprema ragione della nostra vita. Tutto è vanità fuorché amare Dio, e tutto ci è di angustia fuori di Lui. Il prossimo dobbiamo amarlo per amore di Dio, non per simpatia naturale o, peggio, per semplice convenienza; è necessario riguardare in lui l’immagine del Signore, e rispettarlo come tempio vivente di Dio. È questa la vera base dell’armonia umana, è la legge suprema che non può dimenticarsi senza andare incontro alla rovina, come lo abbiamo sperimentato e sperimentiamo tuttora in tutta la terra. Disinganniamoci sulle concezioni della vita che ci danno gli uomini moderni, i quali l’hanno resa insopportabile tanto nelle nazioni in rivolta quanto in quelle cosiddette d’ordine. Volgiamo gli occhi a Dio e pensiamo che Egli solo è tutto per noi. Al grido scellerato degli apostati, opponiamo il grido del nostro amore, alle chimere della fantasia umana opponiamo la nostra fede, ad aspirazioni folli, a felicità ipotetiche opponiamo la nostra incrollabile aspirazione alla vita eterna. 
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Messaggio  cassarà palma il Sab Gen 03, 2015 3:43 pm

Ave Maria

Io credo, o Gesù, queste altissime verità, che la Chiesa non cessa di ricordarmi, proprio perché la fede in questo mistero di fede, continuamente rinnovato, mi fa conversare con te vivo e vero, e mi unisce a te. Se rimanessi ore e ore innanzi al tuo trono, ripetendoti: Io credo, o Gesù, che sei qui vivo e vero, quanto sentirei in me la tua vita! La Chiesa si espande innanzi a te con atti di fede, perché la fede forte in te genera l’amore, e perché quando promettesti questo dono ineffabile, richiedesti dai tuoi una fede assoluta. Perciò, ancora una volta, io credo, io credo, o Gesù, che Tu sei qui vivo e vero, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Ecco il Pane degli angeli divenuto Cibo dell’uomo viatore, il vero pane dei figli che non può darsi a chi si abbrutisce nel peccato. O buon Pastore, o Gesù, vero Pane di vita, abbi pietà di noi. Nutrici e difendici; facci vedere i tuoi beni nella terra dei viventi. Tu che tutto sai e tutto puoi, che ci alimenti nel nostro cammino mortale, fa’ che noi ci uniamo a te come tuoi eredi e commensali, insieme con i santi cittadini del Cielo. Amen. Alleluia.

(Padre Dolindo)

Auguriamo Buon Anno a tutti e tante benedizioni dall’Immacolata per voi e le vostre famiglie


Abbiamo bisogno di una guida
(Supplica a Gesù del 15 settembre 1917 di una sua figlia spirituale)
Le nostre anime hanno sete di Te. Attraici, congiungici familiarmente a Te, guidaci al porto della vita.
Noi vogliamo essere tue, ma siamo deboli, siamo misere creature, abbiamo bisogno di una guida, di un angelo terreno che ci sia luce celeste per andare a Te e solo a Te.
Tu ce l’hai dato. Il suo cuore ha un solo palpito: tutto per Te.
E noi non vogliamo vivere che per piacere a te, per glorificarti e guadagnarti i cuori. Il suo esempio ci è di sprone nella santa impresa che tanto dovrebbe essere a cuore, perché tutto ritorni all'ideale cristiano. Facci con lui forti e ben provviste di munizioni, donaci la luce, donaci l'amore.
Egli ci ha fatto un poco penetrare il più alto mistero, egli ci ha parlato della Potenza, Bontà e Santità della Trinità santa. Ora abbiamo cominciato a contemplare la creazione.
Ebbene mentre egli scrive, tieni il tuo Cuore presso il suo, stillagli goccia a goccia ciò che Tu vorrai scrivere.
E tu, o divina sapiente, o Maria, che più assomigli alla poten-za del Padre, alla sapienza del Figlio, alla tenerezza dello Spirito Santo, fa’ che come il tuo divin Figliolo, egli non porti la pace ma la spada. Fa’ che egli sconvolga il mondo per la tua gloria, fa’ che egli distrugga per riedificare, e Gesù ne faccia la sua lira. Canti e-gli Lui solo, sempre; canti egli, e sia l'agitatore delle anime, canti egli, e faccia delle anime tutte un infinito coro che glorifichi, o Gesù, Te solo in tutte le cose, Te sopra tutte le cose, Te solo sem-pre.
Se l'angelico Pane ci nutre, fa', o Gesù, angelica la nostra vi-ta, facci passare sulla terra come morti al mondo; sia questo misero nostro corpo come il sudario che ci inviluppi, sia egli la tomba della nostra gloriosa risurrezione. E facci, o Gesù, piccoli e santi; facci, o amore, liberi e forti e dona al nostro padre ed a noi tutte la tua pace. 




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Messaggio  cassarà palma il Gio Gen 01, 2015 11:37 am

Ascoltiamo Don Dolindo
Il Cuore di Maria abbraccia tutto il genere umano per ottenergli misericordia, ma lo illumina con la luce della verità, lo rimette nella via della verità, esortandolo ad essere fedele alla dottrina della Chiesa, e lo richiama alla integrità della vita cristiana con la penitenza. Dunque, l’anima di Maria ha sul Cuore l’umanità come scolpita su pietre preziose per l’amore materno col quale l’abbraccia, ed in questa stretta di misericordia appare e si manifesta nei suoi Santuari, per esortare le anime alla preghiera, alla penitenza ed alla conversione.

(Padre Dolindo)

La preghiera penitenziale
La penitenza umile e sincera è il segreto della nostra riabilitazione e, fatta in unione con Gesù Cristo, è il mezzo più efficace per ottenere ve-ramente le grazie divine. A che vale la preghiera se l'anima rimane ancora nella miseria delle sue colpe? I castighi di Dio sono un richiamo alla no-stra coscienza, precisamente per farci emendare dalle colpe; pregare per essere liberati dal castigo, senza emendarsi e senza far penitenza è lo stesso che volere la continuazione del castigo. È logico, anche tu, se bussi alla porta e ti si risponde di dentro, ma non ti si apre, torni a bussare, perché lo scopo tuo nel picchiare è quello di entrare.
Un'anima tribolata innanzi tutto deve fare penitenza ed emendarsi anche dei più piccoli difetti per togliere così la causa della sua tribolazio-ne; deve aprire le porte del cuore perché Dio entri e rinnovarsi spiritual-mente perché Egli non la percuota più. Sarebbe stolto lamentarci dell'i-nondazione dell'acqua, senza pensare che abbiamo noi lasciato aperto il rubinetto e ostruito il discarico: l'acqua non cessa d'inondare la stanza se non si chiude il rubinetto e non si lascia libero il discarico. Le grazie pio-verebbero sulla nostra vita se ad esse lasciassimo libero il varco, invece noi ne ostruiamo il passaggio; imploriamo la luce tenendo le imposte chiuse, e pretendiamo che le grazie penetrino in una vita chiusa alla grazia o piena di miserie e di detriti. Questa è la vera ragione per la quale non siamo ascoltati, e per la quale certe grazie si fanno attendere; se vuoi rac-cogliere il frumento nel tuo granaio, non lo riempire di rifiuti, liberalo, ri-puliscilo, rendilo vuoto, ed il grano lo riempirà.
Nei flagelli sociali, come erano per i Romani del VII secolo le inva-sioni dei Longobardi, nelle pene giornaliere, nelle angustie delle persecu-zioni, nell'incertezza e nel dolore, bisogna prima di tutto far penitenza; non basta solo confessarsi, bisogna emendarsi e riparare le proprie colpe; per questo è tanto opportuno per implorare grazie, il recitare con vero spi-rito di umiltà i sette Salmi penitenziali, unendosi così alle espiazioni che Gesù Cristo ha fatto per noi. È necessario togliere dalla propria vita le cat-tive abitudini, i vizi e le miserie spirituali, ed è indispensabile esercitarsi in atti contrari ai vizi che ci hanno attirato il flagello, e menare una vita santa.
Togliamo dalla nostra vita cristiana tutto quello ch'è peccaminoso, imperfetto e viziato, rispondiamo alla voce di Dio che ci chiama, ed il Cielo si aprirà sopra di noi in una grande abbondanza di grazie Smile
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Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 31, 2014 10:25 am


Il Magnificat dell’umiltà
Elévati, anima mia, abbassandoti, e scendi nelle profondità del tuo nulla perché la misericordia divina ti ricolmi di beni. L’umiltà che non si abbandona alla misericordia non è umiltà: è dispetto della propria miseria; l’umiliazione che non volge lo sguardo a Dio, confidando, non è riconosci-mento vero della propria impotenza ma è agitazione dello spirito nel fa-stidio di una bruttura che lo diminuisce innanzi all’occhio dell’orgoglio. Non è il desiderio di Dio, ma l’aspirazione di una vanità spirituale. Chi cade nelle onde e si agita affonda; chi si abbandona gridando e invocando aiuto galleggia ed è tratto alla riva. O mio Signore, io non mi stupisco di essere peccatore, poiché di questo solo è capace l’anima mia. Non mi meraviglio d’essere impotente ad ogni bene, poiché senza di te sono nulla. Godo di es-sere un nulla, perché rifulga di più la luce della tua grandezza. Il peccato mi addolora, e Tu sai quanto ho pianto per averti offeso, ma Tu mi hai redento col tuo Sangue. Vorrei farti ora l’esposizione di tutte le mie bassezze, e con-templarle per cantarti in tutti i toni: Io sono nulla e peccato, e Tu sei tutto e infinita Santità. Tutto quello di cui si dilettò l’anima mia fuori della tua Legge è per me un obbrobrio, ma il pentimento ha mutato la soddisfazione in amoroso rammarico, ha attratto il tuo sguardo, e mi ha colmato di pace.
Oh, la grande beatitudine di riconoscermi peccatore e di piangere per averti offeso! E perché sono così beato? Perché Tu mi guardi con miseri-cordia. Spuntano dall’anima mia tanti piccoli fiori sulla mota delle mie lor-dure, perché il Sole eterno l’ha illuminata, e nel lezzo delle mie iniquità si apre un germoglio olezzante, perché Tu mi usi misericordia. Oh come riful-ge la potenza della tua grazia nella mia nullità, e come si allieta l’anima mia peccatrice nei fulgori della santità del tuo Nome. Hai fatto in me cose grandi purificandomi, fortificandomi, nutrendomi, perdonandomi, e hai santificato la mia vita nel tuo Nome, o Santissima Trinità. Mi hai dato un desiderio ar-dente di riparare e hai acceso in me le fiamme dello zelo; così la tua miseri-cordia passa da te nel mio cuore e dal mio cuore pentito a quelli che ti te-mono. Son peccatore e mi hai vinto con la potenza della tua grazia, disper-dendo i disegni vani del mio orgoglio; sono stato ribelle al tuo amore inal-berandomi, e Tu mi hai umiliato ma, umiliandomi, mi hai esaltato con la tua grazia.
Ho fame di te, mio Dio, saziami; ho vergogna di tutte le miserie che considerai come ricchezze della vita, svuotami. Accoglimi nelle braccia del tuo amore misericordioso, ricordandoti della tua bontà, e fammi riposare nel tuo amore secondo le tue promesse, ora e nei secoli eterni. Così sia. 
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Messaggio  cassarà palma il Dom Dic 28, 2014 11:02 am


All’annunzio dell’angelo Maria si turbò
Maria fu Arca di Dio, del Verbo Eterno che in Lei si incarnò; fu l’anima sua che determinò il compimento del grande mistero, poiché Dio volle il consenso di questa sua eletta creatura per cominciarne il compimento. Nell’annunciazione di Maria si manifestò l’anima sua: intelletto e volontà. Il colloquio che ebbe con l’angelo fu atto del suo intelletto, della sua ragione; il suo fiat fu consenso della sua volontà, determinato dalla luce della ragione e della manifestazione dalla divina Volontà. L’anima sua, perciò, fu in una perfetta manifestazione: intelletto che scruta, ragione che pondera, volontà libera che acconsente. L’anima è libera solo nell’assenso, determinato dall’intelletto e dalla ragione. Non può dirsi libera nel pensiero e nella ragione, perché è legata alla verità. Fuori della verità, l’intelletto brancola nella fantasia e nel capriccio; il suo pensiero è illusione ed errore. Non c’è cosa più assurda perciò del libero pensiero, del quale l’apostasia moderna si è stoltamente gloriata, quasi come se si fosse liberato da ceppi, e fosse ritornato vittorioso alla sua nobiltà. La Chiesa non limita la libertà quando condanna l’errore; richiama l’intelletto e la ragione nella luce della verità. Solo allora l’uomo è veramente libero, e la sua volontà si determina nei confini della volontà di Dio, che è verità ed amore, e tratta l’uomo con riverenza.
All’annunzio dell’angelo che la glorificava piena di grazia e piena di Dio, Maria si turbò, perché quella glorificazione non le sembrava verità, urtando con la sua profonda umiltà. L’intelletto suo le diceva che era nullità, proprio perché Dio era con lei. La sua luminosa ragione, nella luce della pienezza di Dio, le faceva apparire come piccolezza estrema quello che era in Lei pienezza di grazia. Era logico; nella pienezza infinita della luce divina, la sua grazia appariva come lampada fioca che spariva innanzi a quella pienezza fulgente d’infinite e semplicissime perfezioni. Anche quando fu piena di Dio per il Verbo Eterno fatto suo Figlio, l’intelletto suo e la sua ragione non potettero farle avere altro apprezza-mento di se stessa che di essere nullità. Invece di sentirsi elevata per l’annunzio dell’angelo, si turbò.
L’anima sua profondamente riflessiva, abituata alla considerazione meditata della parola di Dio, ed alla contemplazione della divina grandezza, si turbò, perché sentiva nelle parole dell'angelo il tono solenne della parola divina, e nello splendore angelico la manifestazione della grandezza di Dio. Si turbò per profonda umiltà, ma non si sconvolse; l’anima sua placidamente si attivò nelle sue facoltà; l’intelletto pensò, e la ragione ponderò le parole dell’angelo. Pensava, dunque rifletteva, che cosa fosse quel saluto, dunque ponderava, pensava; non dice il sacro testo pensò dunque, era un’azione continuativa di quell’intelletto sublimemente equilibrato nel giudizio, nella ragione e nella libertà.
Era un tabernacolo di Dio, tanto che l’angelo nel salutarla, compreso della bellezza interiore di Lei per la pienezza di grazia, la esaltò come tabernacolo di Dio, e nello stesso tempo era la più perfetta immagine di Dio nell’umanità tutta: Benedetta tu fra le donne. Il Signore la creò con perfettissima armonia di potenze e con ammirabili riflessi nella sua natura umana, perciò ancora l’angelo la chiamò benedetta fra le donne. 
(Maria Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, Elev. IV, p. 327)Smile
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Re: ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 24, 2014 2:21 pm



Salve, o Maria, piena di grazie, più santa dei Santi, più eccelsa dei cieli, più gloriosa dei Cherubini, più onorevole dei Serafini, e venerabile più d’ogni altra creatura. Salve, o colomba, che ci porti la pace, e ci annunzi Colui che ci preserva dal diluvio della perdizione ed è il porto della salvezza; colomba rifulgente di purissimo candore come argento, ed avvolta dai raggi dello Spirito Santo, come da fulgori di oro. Salve, amenissimo paradiso di Dio, piantato dalla sua benignissima ed onnipotente destra, pieno dei profumi del giglio e germogliante immarcescibili rose. Salve, edificio sacrosanto ed immacolato, dimora purissima di Dio sommo Re; salve, monte di Dio fertilissimo ed ombreggiato, nel quale fu nutrito l’Agnello divino che portò i nostri peccati e le nostre infermità; monte dal quale si staccò, senza concorso umano, la pietra che abbattette la potenza di satana. Salve, trono santo di Dio, Altare divino, casa di gloria, ornamento incomparabile, tesoro eletto, propiziatorio di tutto l’universo e cielo splendente che canta la gloria di Dio.

(Padre Dolindo)








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Re: ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 24, 2014 2:19 pm

All’annunzio dell’angelo Maria si turbò
Maria fu Arca di Dio, del Verbo Eterno che in Lei si incarnò; fu l’anima sua che determinò il compimento del grande mistero, poiché Dio volle il consenso di questa sua eletta creatura per cominciarne il compimento. Nell’annunciazione di Maria si manifestò l’anima sua: intelletto e volontà. Il colloquio che ebbe con l’angelo fu atto del suo intelletto, della sua ragione; il suo fiat fu consenso della sua volontà, determinato dalla luce della ragione e della manifestazione dalla divina Volontà. L’anima sua, perciò, fu in una perfetta manifestazione: intelletto che scruta, ragione che pondera, volontà libera che acconsente. L’anima è libera solo nell’assenso, determinato dall’intelletto e dalla ragione. Non può dirsi libera nel pensiero e nella ragione, perché è legata alla verità. Fuori della verità, l’intelletto brancola nella fantasia e nel capriccio; il suo pensiero è illusione ed errore. Non c’è cosa più assurda perciò del libero pensiero, del quale l’apostasia moderna si è stoltamente gloriata, quasi come se si fosse liberato da ceppi, e fosse ritornato vittorioso alla sua nobiltà. La Chiesa non limita la libertà quando condanna l’errore; richiama l’intelletto e la ragione nella luce della verità. Solo allora l’uomo è veramente libero, e la sua volontà si determina nei confini della volontà di Dio, che è verità ed amore, e tratta l’uomo con riverenza.
All’annunzio dell’angelo che la glorificava piena di grazia e piena di Dio, Maria si turbò, perché quella glorificazione non le sembrava verità, urtando con la sua profonda umiltà. L’intelletto suo le diceva che era nullità, proprio perché Dio era con lei. La sua luminosa ragione, nella luce della pienezza di Dio, le faceva apparire come piccolezza estrema quello che era in Lei pienezza di grazia. Era logico; nella pienezza infinita della luce divina, la sua grazia appariva come lampada fioca che spariva innanzi a quella pienezza fulgente d’infinite e sempli-cissime perfezioni. Anche quando fu piena di Dio per il Verbo Eterno fatto suo Figlio, l’intelletto suo e la sua ragione non potettero farle avere altro apprezza-mento di se stessa che di essere nullità. Invece di sentirsi elevata per l’annunzio dell’angelo, si turbò.
L’anima sua profondamente riflessiva, abituata alla considerazione meditata della parola di Dio, ed alla contemplazione della divina grandezza, si turbò, perché sentiva nelle parole dell'angelo il tono solenne della parola divina, e nello splendore angelico la manifestazione della grandezza di Dio. Si turbò per profonda umiltà, ma non si sconvolse; l’anima sua placidamente si attivò nelle sue facoltà; l’intelletto pensò, e la ragione ponderò le parole dell’angelo. Pensava, dunque rifletteva, che cosa fosse quel saluto, dunque ponderava, pensava; non dice il sacro testo pensò dunque, era un’azione continuativa di quell’intelletto sublimemente equilibrato nel giudizio, nella ragione e nella libertà.
Era un tabernacolo di Dio, tanto che l’angelo nel salutarla, compreso della bellezza interiore di Lei per la pienezza di grazia, la esaltò come tabernacolo di Dio, e nello stesso tempo era la più perfetta immagine di Dio nell’umanità tutta: Benedetta tu fra le donne. Il Signore la creò con perfettissima armonia di potenze e con ammirabili riflessi nella sua natura umana, perciò ancora l’angelo la chiamò benedetta fra le donne. 
(Maria Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, Elev. IV, p. 327)Laughing
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Re: ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 03, 2014 9:07 am

Ave Maria, Francesco

Onoriamolo Gesù senza rispetto umano, e senza curarci di quelli che riguardano l’amore di Dio e la carità verso il prossimo come riprovevoli esagerazioni. Ci sono sempre quelli che, vedendo impiegate per Dio certe attive intelligenze o certe qualità preziose, dicono con rammarico che un ingegno vivace o una mente feconda e organizzatrice non debbono perdersi e quasi sperperarsi in attività spirituali e mistiche. Vorrebbero che si donasse a Dio chi è povero di mente e di cuore, e considerano come un peccato o una sventura che gli si doni chi è ricco di spirituali qualità. Darebbero volentieri a Dio, nella carriera ecclesiastica, un figlio deficiente, ma credono un male dargliene uno di vivace e spiccata intelligenza, perché pensano che potrebbe fare carriera nel mondo. Questa è una mentalità simile a quella di Giuda, ed è ingiurioso per Dio. È sintomo di un cuore avaro col Signore e ladro della sua gloria, d’un cuore che vive non elevandosi a Dio, ma portando sempre con sé la borsa degli interessi umani. Quando si pensa a raccogliere denaro e ricchezze, il cuore s’immeschinisce e non è capace di apprezzare la generosità dell’amore che si dona a Dio. (Padre Dolindo)
 
Ascoltiamo
Il fondamento della vita dello spirito
Siamo nelle mani di Dio e sottoposti alle sue leggi nello sviluppo fisico, e siamo nelle sue braccia paterne per ciò che riguarda l’alimento e ciò che è necessario ai bisogni quotidiani. Egli sa ciò che ci occorre, e solo chi non crede in Lui vivente, come i pagani, ed ha come divinità degli idoli, può credere di doversene preoccupare fino a ridurre la vita a una ricerca assillante del mangiare, del bere e del vestire.
Dio vive veramente, è veramente, e vuol dimostrare la sua realtà, prov-vedendo a chi cerca prima il regno eterno e la sua giustizia, cioè la gloria divina e la santità della propria vita.
Basta dunque pensare a quello che può servire ai bisogni quotidiani, ba-sta a ciascun giorno il suo affanno, senza pretendere di dover assorbire tutte le attività per crearsi una posizione di sicurezza assoluta che praticamente non raggiunge neppure lo scopo di privarci dell’affanno quotidiano della vita.
L’insegnamento di Gesù Cristo è di un’importanza grandissima e riguarda le basi medesime della vita cristiana e del carattere che deve distinguerla da quella dei pagani. Non si tratta soltanto di delicate esortazioni a confidare nella divina provvidenza, ma dell’indirizzo pratico della vita e della giornata, nel pellegrinaggio terreno; si tratta di porre come fondamento la vita dello spirito e come accessorio la vita del corpo, mentre il mondo o quelli che pretendono essere anche suoi servi, essendo servi di Dio, stabiliscono come accessorio ciò che è spirituale, credendo esagerato tutto quello che si fa per l’anima, e riducono la vita ad una preoccupazione assillante di guadagni, di ricchezze, di benessere, di divertimenti e di peccati che sono la rovina della vita stessa. Potremmo dire che, in questo problema e nella sua risoluzione pratica, si vede qual è la bandiera dei figli di Dio, e perciò è necessario approfondirlo.
Certamente la vita materiale, con i suoi bisogni e le sue necessità, ci trae e tenta di prendere il sopravvento sulla vita spirituale. Se si pensa solo a quel che occorre in una casa, al cibo, alla bevanda, alla biancheria, al vestito, all’arredamento, alle più piccole cose c’è da credere che ne rimanga assorbita la giornata. Se si cucina, per esempio, occorre far prima la spesa, con le relative contrattazioni; poi bisogna preparare il cibo, e questo spesso assorbe ore intere; poi cuocerlo con cura, per evitare le possibili recriminazioni. Quando è pronto e va al desco familiare, dopo poco occorre ripulire le stoviglie, rimettere tutto a posto, e poi ricominciare per la cena. Se viene la sarta o il sarto, il calzolaio, il barbiere, ecc., la giornata viene assorbita tutta e, se vengono occupazioni straordinarie, sembra insufficiente. A questo si aggiungano il lavoro, l’ufficio, l’impiego, il commercio, e la vita appare attanagliata dalle premure temporali.
Che cosa si dà allo spirito e a Dio in tutto questo assillo quotidiano? Di-sgraziatamente nulla o quasi nulla, se non si crede addirittura la religione e la pietà una bega da teste vuote o da gente oziosa Smile
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ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Mer Nov 26, 2014 12:57 pm

Ave Maria, Francesco

Maria, Madre del Verbo incarnato, attinse da Lui la santità, che in Lui era infinita; raccolse per prima e straordinariamente il frutto dei meriti del Figlio suo, frutto di santificazione ineffabile, che la nostra povera mente non potrà mai intendere appieno. Dette al Verbo di Dio la vita corporale, e attinse da Lui una vita di ineffabile santità. Come un piccolo lume accende una fiamma ed è poi tutto avvolto dalla fiamma che ha accesa, così Maria generando il Verbo di Dio dalla sua carne, per opera dello Spirito Santo, fu tutta illuminata dalla Sapienza Eterna di Dio e tutta fecondata dai doni, dai frutti, dai carismi dello Spirito Santo e dalle beatitudini della più alta perfezione. La Legge di Dio, perciò, in Lei fu un mirabile splendore di vita, di sapienza e di amore.


Ascoltiamo Don Dolindo

Scegliere la parte migliore
Se si pensa che tutto passa nella vita, chi può pensare o supporre che possa avere importanza ciò che finisce e possa valere nulla ciò che dura eternamente? Si può dire che tutto lo sconcerto della vita nostra è fondato proprio sulla poca o nessuna valutazione dei beni eterni e di ciò che ad essi ci conduce. La preghiera, la Messa, i Sacramenti, la Parola di Dio sono sempre l’ultima cosa per moltissimi uomini.
Per i genitori, per esempio, la scuola ha un’importanza capitale per i figli, dovendoli avviare verso una qualunque professione, ma tante volte per essi non ha alcun peso la vita spirituale che deve avviarli alla vita eter-na.
Se una figlia deve sposarsi, tutto è poco: dote, corre-do, spese di lusso, ma se deve farsi monaca tutto è esagera-to. Non importa nulla che la figlia, sposandosi, se ne vada lontano; anzi si giudicano poco meno che isteriche le sue lacrime nel distacco; ma se, dandosi a Dio, deve per poco allontanarsi, quel dolore appare insopportabile e si cercano tutti i mezzi per impedirlo.
Se un figlio deve affrontare i pericoli più gravi per una professione, non fa niente, ma se deve fare una piccola rinuncia per farsi sacerdote, sembra una pazzia.
È una pena grande constatare questa incoscienza per ciò che è eterno, quasi che fossimo solo per questa vita e per questa terra. Gridiamolo al mondo che vorrebbe allettarci con le sue fantasmagorie: solo una cosa è necessaria; quello che è temporale ci viene tolto e quello che è eterno non ci viene mai sottratto. Chi si dà a Dio sceglie la parte migliore anche in riguardo alla vita pre-sente, e questa non offre mai disinganni, ma è ricca di pace e di soddisfazioni incomparabili.  Smile
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Ascoltiamo don Dolindo

Messaggio  cassarà palma il Lun Nov 10, 2014 6:45 am

Ave Maria, Francesco

La Chiesa, nella sua Fede è incrollabile, nella sua morale è incontaminata, nella sua vita è invincibile, nel suo amore è perenne: La sua storia è una vittoria, è un trionfo, è una luce smagliante. Siamo fedeli alla Sposa del Re d'Amore, e tutto quello che ne offusca la gloria non ci scandalizzi mai. Non ci facciamo illudere da altri ideali che ci si presentano come goffe e false copie della Chiesa. Nessuna potenza umana può scimmiottare la Sposa del Re d'Amore, come nessuno può dare al fiore di carta la vita. Solo la Chiesa può essere intransigente, perché la sua intransigenza non è irruenza di dominio autocratico, ma è carità. Solo la Chiesa può essere dominatrice totalitaria, perché Essa sola ha la pienezza dei tesori del Cielo. Solo la Chiesa può riunire le genti nell'unità che non ammette tentennamenti, perché Essa sola è infallibile! Tutti gli ideali umani dunque si sfasciano, e la pretesa forza dei loro atteggiamenti si riduce ad una posa goffa che termina nel dissolvimento e nella rovina. La Chiesa è casa fondata sulla pietra, le misere organizzazioni umane sono fondate sull'arena, ed al primo scroscio di pioggia si sfasciano. Uno solo sia il nostro amore: il Re divino e la Sua SS. Madre; uno solo il nostro nido di pace: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

(Padre Dolindo)

Ave Maria, Francesco

La Chiesa, nella sua Fede è incrollabile, nella sua morale è incontaminata, nella sua vita è invincibile, nel suo amore è perenne: La sua storia è una vittoria, è un trionfo, è una luce smagliante. Siamo fedeli alla Sposa del Re d'Amore, e tutto quello che ne offusca la gloria non ci scandalizzi mai. Non ci facciamo illudere da altri ideali che ci si presentano come goffe e false copie della Chiesa. Nessuna potenza umana può scimmiottare la Sposa del Re d'Amore, come nessuno può dare al fiore di carta la vita. Solo la Chiesa può essere intransigente, perché la sua intransigenza non è irruenza di dominio autocratico, ma è carità. Solo la Chiesa può essere dominatrice totalitaria, perché Essa sola ha la pienezza dei tesori del Cielo. Solo la Chiesa può riunire le genti nell'unità che non ammette tentennamenti, perché Essa sola è infallibile! Tutti gli ideali umani dunque si sfasciano, e la pretesa forza dei loro atteggiamenti si riduce ad una posa goffa che termina nel dissolvimento e nella rovina. La Chiesa è casa fondata sulla pietra, le misere organizzazioni umane sono fondate sull'arena, ed al primo scroscio di pioggia si sfasciano. Uno solo sia il nostro amore: il Re divino e la Sua SS. Madre; uno solo il nostro nido di pace: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

(Padre Dolindo)



Ave Maria, Francesco

La Chiesa, nella sua Fede è incrollabile, nella sua morale è incontaminata, nella sua vita è invincibile, nel suo amore è perenne: La sua storia è una vittoria, è un trionfo, è una luce smagliante. Siamo fedeli alla Sposa del Re d'Amore, e tutto quello che ne offusca la gloria non ci scandalizzi mai. Non ci facciamo illudere da altri ideali che ci si presentano come goffe e false copie della Chiesa. Nessuna potenza umana può scimmiottare la Sposa del Re d'Amore, come nessuno può dare al fiore di carta la vita. Solo la Chiesa può essere intransigente, perché la sua intransigenza non è irruenza di dominio autocratico, ma è carità. Solo la Chiesa può essere dominatrice totalitaria, perché Essa sola ha la pienezza dei tesori del Cielo. Solo la Chiesa può riunire le genti nell'unità che non ammette tentennamenti, perché Essa sola è infallibile! Tutti gli ideali umani dunque si sfasciano, e la pretesa forza dei loro atteggiamenti si riduce ad una posa goffa che termina nel dissolvimento e nella rovina. La Chiesa è casa fondata sulla pietra, le misere organizzazioni umane sono fondate sull'arena, ed al primo scroscio di pioggia si sfasciano. Uno solo sia il nostro amore: il Re divino e la Sua SS. Madre; uno solo il nostro nido di pace: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

(Padre Dolindo)

La carità di Gesù
Impariamo ad avere una carità delicata per chi soffre, non lo rimproveriamo neppure delle sue colpe quando ha l'anima esacerbata, non gli ricordiamo i castighi che lo hanno colpito. Stimiamoci sempre peggiori degli altri, non cadiamo nella volgarità ributtante di rinfacciare i torti ricevuti, le debolezze del carattere, l'ignoranza, l'inesperienza, la mancanza di educazione. Non ci eleviamo mai a maestri innanzi Ascoltiamo don Dolindo
Imitiamo a chi soffre, ma mostriamoci piut-tosto come servi, pronti ad ogni ufficio di carità; non mostriamo di disistimare chi è colpito dalla sventura, ancorché fosse colpito per sua colpa; imitiamo la carità di Gesù Cristo che non solo riabilita il peccatore, ma lo arricchisce, gli mostra un amore più grande di quello che porta ai giusti medesimi, lo riguarda come sua parte prediletta, come unico scopo della sua Incarnazione.
Nel parlare non trascendiamo mai in volgarità, non insultiamo, non gridiamo, poiché chi vuoi veramente far del bene ad un povero peccatore sofferente non può e non deve amareggiarlo, ma deve lenire le piaghe con la carità di Gesù Cristo. Non usiamo mai un parlare subdolo, acre, velenoso, sospettoso, pieno d'insinuazioni, palliandolo con lo zelo, con la pietà, col rispetto dovuto a Dio, perché la pietà avvelenata dall'ira, dall'invidia, dalla vendetta e dal risentimento è al cuore più amara del fiele, e serve solo a generare il disgusto per tutto quello che è santo. Se veramente amiamo il bene di un peccatore, preghiamo per lui, sacrifichiamoci, umiliamoci, conso-liamolo e facciamogli sentire riflessa nella nostra vita la bontà e la carità del Signore Very Happy





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Messaggio  cassarà palma il Mar Nov 04, 2014 10:47 am

Ave Maria, Francesco

La tua bontà, o Maria, faccia conoscere al mondo la grazia che hai trovata presso Dio, ottenendo con le tue preghiere il perdono ai rei, la salute agli infermi, la forza alle anime deboli, la consolazione agli afflitti, il soccorso e la liberazione a quelli che sono in pericolo. Regina clemente, i servi tuoi che lodano ed invocano il tuo Nome dolcissimo, siano ripieni da Gesù Cristo dei suoi doni, affinché possano raggiungerti un giorno nella gloria.

(Padre Dolindo)

Ascoltiamo don Dolindo
Che cosa mirabile è la Sacra Scrittura!
La Sacra Scrittura è come un vasto e ubertoso campo, con alberi colossali, con fiori soavissimi, con sterpi inariditi, con erbe selvatiche. È il campo di Dio, dove sono trapiantate tutte le umane attività, buone e cattive. I suoi racconti così belli e freschi, così pieni di fascino e d'insegnamenti, così ricchi di misteri e di riflessi eterni, sono come boschetti ricchi di ogni sorta di vegetazione e di profumo.
I salmi, i cantici, le preghiere sono come il gorgheggio placido e so-ave degli uccelli del campo, o come il placido risuonare di dolcissime me-lodie lontane, che dal cielo giungono a noi sulle ali della divina ispirazione. I libri guerrieri sono come i forti venti di questo campo che scuotono il torpore; i libri Sapienziali sono come aiuole fiorite; i libri legali ne sono come la palizzata e la siepe; il Cantico dei Cantici è come il canto pastorale del Re d'Amore; le voci dei Profeti sono come l'eco dei monti eterni ripercossa nella nostra valle!
Che cosa mirabile è la Sacra Scrittura! È come un mare pieno di vita nascosta dalle sue onde! V'è lo zefiro e la tempesta, il forte riflesso del sole ed il pallido candore della luna e delle stelle, la nave magnifica che solca le acque, la Chiesa Cattolica, figurata in tanti modi nel Libro Divino.
Tutti i libri umani sono come il sillabario del pensiero, di fronte, alla profonda sapienza del Libro Divino.
Nessuno può leggere la Sacra Scrittura senza farsi guidare, poiché oggi specialmente, le anime sono così povere di spirito e di vita sopranna-turale, che certe cose potrebbero leggerle a modo umano, con fini e con preoccupazioni umane. Ma in generale deve dirsi che se Dio ha conservato la memoria di certi delitti, lo ha fatto per uno scopo altissimo. Il male oggi si conosce purtroppo da tutti, grandi e piccoli, e si conosce sotto la falsa luce di affascinanti colori. Gli episodi raccontati nella Scrittura, quando non sono letti per morbosa curiosità, ci danno il santo odio e l’avversione al male, per la grazia interna che ne accompagna la lettura. Essi sono allora come il siero che si ricava dalle medesime infezioni e immunizza contro i malanni. Certe medicine sono salutari per uso esterno, e sono mortali per uso interno. Alcuni racconti della Scrittura sono per uso esterno; l'anima se ne serve come disinfettante; non li beve, non li assorbe, ma uccide con quel veleno l'attrattiva al male. In questo bisogna farsi regolare dal proprio direttore, che conosce le debolezze e le necessità dell'anima, e la guida nel nome santo di Dio.  Smile  Very Happy  Smile
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Messaggio  cassarà palma il Gio Ott 30, 2014 9:00 am

Ave Maria, Francesco

Che importa a noi, sapere se sono pochi o molti quelli che si salvano? Ciò che è necessario, per noi, è salvarci e, poiché non c’è un destino di perdizione per alcuni o di salvezza per altri, salvarci dipende dal nostro sforzo nel fare il bene e dal nostro filiale appello alla divina misericordia. Più che sapere il numero degli eletti, bisogna sforzarsi di appartenervi, senza presumere di poter avere una posizione di privilegio nel Paradiso solo perché la si è avuta sulla terra, facendo parte del popolo eletto. Gesù esortò ad entrare in Cielo per la porta stretta, cioè per la via delle rinunce alle passioni disordinate e della fedeltà alla divina Legge. Il mondo crede stretta e opprimente questa via, e Gesù la chiama stretta in questo senso, ma, in realtà, la vera porta stretta e opprimente è quella del male, perché stringe l’anima nei lacci della più terribile schiavitù. La porta del Cielo appare stretta, ma in realtà è immensamente larga e bella; basta introdurvisi per intenderlo.

(Padre Dolindo)

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Tutti siamo peccatori
Non c'è chi sia giusto, neppure uno, infatti, se si con-sidera la giustizia e la santità integralmente, tutti sono peccatori, ed anche le anime più buone hanno la loro trista soma di peccati passati e di imperfezioni presenti. Non c 'è persona sapiente che conosca veramente la grandezza di Dio, e sia compresa appieno della sua infinita realtà.
C'è sempre in ogni anima qualche linea oscura nel luminoso spettro della fede, qualche esitazione più o meno nascosta nel professarne le verità, qualche confusione nell'approfondirne la realtà. C'è sempre in ogni anima qualche giorno caliginoso nel quale il cielo eterno le sparisce, e si trova come im¬mersa nelle tenebre dell'ignoto e della materia, senza vedere più splendere al disopra della natura e della materia la fulgida luce di Dio, del Dio vivente, unico, personale, trino nelle Persone, Creatore e Padrone di tutte le cose, Provvidenza e Giustizia infinita che domina tutto, misericordia ed amore che tutto dispone e tempera con infinità bontà.
Non c'è chi cerchi Dio con pienezza d'amore, e gli si doni con assoluta dedizione. Anche nelle anime più sante c'è qualche riserva nel cercarlo, qualche attacco alla terra, qualche zona isolante dove la grazia sua non rifulge e non può liberamente operare. Chi si converge su di se stesso e si esamina spassionatamente non potrà non riconoscere in se stesso qualcuna di queste deficienze e di queste miserie. Tutti hanno traviato peccando, tutti quanti sono guasti per difetto di virtù, per miserie di carattere o per debolezza di volontà, non c'è chi faccia il bene integralmente, non ce n'è neppure uno; basterebbe pensare ai santi; a questi ful¬gidi astri della Chiesa, a queste meraviglie di grazia so¬prannaturale, tutti compresi di profondissima umiltà nel Considerare la propria coscienza, fono al punto di proclamarsi per profonda convinzione i più grandi peccatori. Very Happy
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Messaggio  cassarà palma il Lun Ott 27, 2014 2:48 pm

Ave Maria, Francesco

O Maria, o Maria, ci attragga il Cielo, che è la nostra patria, mentre ferve intorno a noi l’angustiante vita del mondo. A che cosa giovano le cose presenti se non a rendere più pesante il nostro cammino? Ci aggravano come catene, ci tormentano come spine, ci deludono perché vanità, ci macchiano di colpe e ci cagionano la più grande infelicità. Traici a Dio solo, o Madre nostra dolcissima, e fa’ che noi eleggiamo la parte migliore che scegliesti Tu, e che non ci sarà giammai tolta in eterno. Staccaci dall’allettamento della vita, prima che la vita si stacchi da noi; liberaci da tutte le aspirazioni terrene prima che siamo costretti a lasciarle, rendici cittadini del Cielo, pur peregrinando in terra, ed accoglici nelle tue braccia materne in vita e in morte, per riporci Tu nelle braccia della divina misericordia e renderci partecipi dell’eterna gloria. Così sia.

(Padre Dolindo)

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O Maria, quanto debbo amarti
Tra questi pensieri, solenni come i Cieli e splendenti come soli nella povera anima mia sacerdotale, che cosa posso fare io avvicinandomi all’Altare, io che sono pieno di miserie? Mi getto ai tuoi piedi o Mamma mia, mi riconosco peccatore, pur riconoscendomi tuo figlio, sperando da Te un aiuto speciale per non essere profanatore dell’azione divina che vado a compiere. Tu mi sei Mamma, mi guardi, mi ami, mi sostieni, ed io piango ai tuoi piedi benedicendo la tua materna bontà, e mi ti dono come bimbo perché Tu mi ammanti di luce, di adorazione, di amore e di profonda umiltà nella celebrazione della Messa.
Innanzi a Te, purissima rosa di vita, di sapienza e di amore, sbocciata dalla Vita, dalla Sapienza e dall’Amore Eterno, sento il bisogno di vivere di amore, d'immergermi nella luce di Dio, di donargli tutto me stesso, di riscaldarmi al caldo del tuo Cuore, o Mamma mia. Sono tanto meschino innanzi a Te, eppure oso andare all'Altare per generare eucaristicamente anch’io il Verbo Emanato, per dare anch’io al Signore una lode infinita nel Verbo suo, e per ardere nella fiamma dell'Eterno Amore, che con la sua fiamma consumò quest’olocausto d'infinito valore. Sono come lebbroso in tanto splendore, e grido a Te, Mamma mia, vestendomi dei Sacri paramenti: Nascondimi in Te, nascondimi in questi lini come nel tuo Cuore; purificami, innestami al tuo candore, fammi bocciolo tuo, o Rosa splendente, perché io mi dischiuda per Te sull’Altare in un profumo di amore, e non lo profani col lezzo della mia miseria.
Mi umilio profondamente, ma sono ricco di pace e di amore, perché la mia Mamma mi supplisce e copre col suo fulgido manto la mia nullità. Ho chiusi gli occhi dell’anima nel profondo raccoglimento che mi dà la presenza di Maria, ed ho il cuore nel suo cuore, la mente nei suoi pensieri, le mani nelle sue mani e la vita tutta affidata alla sua materna bontà. Essa sia nel mio Sacerdozio per supplire la mia indigenza, io sia nella luce della sua maternità per trattare Gesù col suo amore; Essa offra per me al Padre il Figlio suo, ed io lo doni per Lei al Padre… O Maria, quanto debbo amarti e come debbo vivere stretto a Te per non profanare il mio altissimo ministero!  Very Happy


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Messaggio  cassarà palma il Gio Ott 23, 2014 10:11 am

Ave Maria, Francesco

O Maria, o Maria, da quella fiamma che si ergeva sul tuo Cuore doloroso partiva la voce della Redenzione e della liberazione: Padre, perdona loro, e la voce che ti faceva Madre di tutti, come eri madre sua: Ecco i tuoi figli… E la fiamma divampava dalla Croce che era un roveto di dolori per il Figlio tuo e per te; per il Figlio tuo, che non s’acquetò nel riposo della morte senza arderne fino all’ultimo nel suo amore, senza che tu non avessi consunta in quella fiamma tutto il tuo dolore, incombusta nell’immolante ardore, perché eri viva nel tuo dolore mentre il tuo Figlio moriva… Ancora una volta incombusta nella fiamma della morte che nel tuo Figlio era fiamma di amore… crepitava la fiamma nel monte di Dio, si effondeva il tuo calore nell’umanità e nei secoli, e tu sola, o Maria, non effondevi che lacrime di dolore. O mistero di amore in una umile scena: una fiamma e un roveto, o grandezza divina in un unico simbolo… O Gesù, o Maria… o fiamma d’amore, o spine di dolore!

(Padre Dolindo)



Ascoltiamo don Dolindo
La benedetta fra le donne
Non basta considerare Maria nel mistero della sua divina maternità attraverso i simboli e le figure dell’Antico Testamento, che formano in noi la mentalità per intendere quel grande mistero, luce della nostra salvezza per il Verbo di Dio incarnato; bisogna considerare la benedetta fra le donne nello splendore meraviglioso della sua anima piena di grazie. Nel momento stesso, infatti, nel quale si compì in Maria l’Incarnazione del Verbo di Dio per il fiat di umile cooperazione e di completa obbedienza alla volontà di Dio che Essa disse, piena di Spirito Santo, Maria sentì il bisogno di effonderlo, ed in fretta andò a visitare sant’Elisabetta. Andò in fretta perché era tutta luce, e la luce anche materiale si effonde in fretta, percorrendo trecentomila chilometri al minuto secondo. Quell’espressine del Vangelo di san Luca: “Maria in quei giorni stessi andò in fretta alla montagna… ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta, la quale al suo saluto… fu ripiena di Spirito Santo” (Lc 1,29-30) rivela la pienezza della luce divina che inon-dava Maria ed il suo bisogno di effonderla.
Non vi andò per controllare la verità di ciò che le aveva detto l’angelo della maternità della sua parente per miracolo di Dio, essendo questa sterile ed avanzata negli anni, ma vi andò solo per santificarla e per santificare il figlio che essa aveva concepito. Se avesse voluto accertarsi della verità di ciò che aveva detto l’angelo per confermarla sulla volontà di Dio che chiedeva il suo consenso per mandare in terra il Figlio divino, che si sarebbe incarnato in Lei senza il concorso di uomo, avrebbe dato il suo consenso dopo il controllo della verità.
Maria aveva concepito il Verbo di Dio incarnato, per opera dello Spirito Santo, ne aveva piena l’anima, ne era stata tutta vivi-ficata, ed alle parole di sant’Elisabetta che riconosceva in Lei la divina maternità: “Donde a me questo onore, che la madre del mio Signore venga a me?” (Ivi 42), non seppe rispondere che con un mirabile cantico che erompeva dall’anima sua: “Magnificat anima mea Dominum, et exultavit spiritus mus in Deo salutari meo” (Ivi 46,47). Era dunque l’anima sua che si manifestava in quel momento, e noi dobbiamo considerare la grandezza di quest’anima piena di grazia per approfondirne la magnificenza.   Smile
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Messaggio  cassarà palma il Mer Ott 22, 2014 11:32 am

Ave Maria, Francesco

Pregando innanzi al Trono di Dio – Liberaci da ogni male, da ogni peccato, dalla tua ira, dalla morte repentina ed improvvisa, dalle insidie di satana, dall’ira, dall’odio, da ogni cattiva volontà e dallo spirito di fornicazione. Liberaci dalla folgore e dalla tempesta, dal flagello del terremoto, dalla peste, dalla fame e dalla guerra, e soprattutto dalla morte eterna. Non guardare i nostri demeriti, o Gesù, perché noi non siamo degni di essere esauditi; liberaci da questi mali e da questi pericoli per il mistero della tua santa Incarnazione, per la tua nascita, per il tuo Battesimo e per il tuo santo digiuno, per la tua croce e Passione, per la tua morte e sepoltura, per la tua santa Resurrezione per la tua ammirabile Ascensione, per la venuta dello Spirito Santo Paraclito. Liberaci nel giorno del Giudizio, nel quale dovremo dar conto di tutte le nostre azioni.

(Padre Dolindo)

 Ascoltiamo don Dolindo
O Maria, Tu solo puoi illuminarci
Ogni peccato produce una tempesta interiore spavento-sa, eppure ci si cade; ogni degradazione suscita il desiderio della liberazione dai lacci del male, perché sono ritorte dell'a-nima, eppure si continua a degradarsi; si sente lo spasimo dei ceppi e si ha cura di stringerli, si avverte l'oppressione della prigione e si ha cura di sbarrarla, si ha la soffocazione dell'au-ra del mondo e la si respira a larghi polmoni asfissiandosi. È terribile!
Le perverse abitudini ci fanno piangere, eppure non ne tronchiamo nessuna; sarebbe facile dire recisamente no alla prepotenza della curiosità, della dissipazione, della gola, dell'ira, eppure non ce ne liberiamo! Condiscendiamo, cediamo, ci diamo prigionieri, cadiamo miseramente dalla pace della grazia di Dio nell'orrore delle passioni, come angeli ribelli precipitati dal Cielo! Abbiamo lo sguardo dell'a-nima per esplorare le magnificenze dello spirito, ed esploriamo le fogne; ci accorgiamo che non ci sono stelle nella melma, eppure la fissiamo; che non ci sono gioielli nel greto, eppure lo frughiamo! O Maria, Tu sola puoi spezzare le catene che ci avvincono, Tu solo puoi illuminarci, trarci in alto, renderci novelle creature e ridonarci a Dio nella piena libertà del cuore!
Non è possibile liberarsi dalla schiavitù dei sensi se non si spezzano tutti i legami che essi stringono intorno all'anima; bisogna liberarsi da questo corpo di morte, dal demonio che lo agita, dal mondo che lo lusinga, e santificarsi. La santità è vera e piena liberazione dalla schiavitù; il Santo è l'unico uomo veramente libero di quella libertà che ci ha data il Signore. Niente è capace di avvincerlo alla terra, ed il suo cuore dilatato dall'amore e ricco di grazia, vola sempre al di sopra dell'atmosfera terrena, quasi areostato, più leggero dell'aria, che sale, sale e si ferma trionfante nel silenzioso e sereno azzurro dei cieli.  Smile
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cassarà palma

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Re: ascoltiamo don Dolindo

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