inviati da....Don Carlo

Pagina 1 di 3 1, 2, 3  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

LACITTA' NUOVA

Messaggio  annaxel il Dom Dic 10, 2017 9:53 am

La città nuova
In America vi sono città chiamate Nuova Treviso, Nuova Vicenza, Nuova Padova etc., perché emigranti di Treviso, di Vicenza, di Padova, andando a vivere nel nuovo mondo, hanno cercato di raggruppare in una medesima località le proprie abitazioni per essere aiutati nella vita e nello svolgimento del proprio lavoro dalla comunanza di lingua e di mentali¬tà. Questi nuclei hanno così formato città le cui tradizioni e norme di convivenza rispecchiano quelle delle città d’origine: ecco perché Nuo¬va Treviso, Nuova Padova, Nuova Vicenza.
Duemila anni fa un Emigrante lasciò la sua patria, il Cielo, per veni¬re ad abitare sulla terra. Anche lui portò nella nuova regione le tra¬dizioni, i costumi, le norme della sua patria, il Cielo, e della sua famiglia, la SS.ma Trinità. Girando, insegnando, vivendo diffondeva una nuova mentalità, la menta¬lità del Paradiso; molti, incontrandolo, ne sentirono la forte attrat¬tiva e cominciarono a far proprio e a vivere lo stile dell’illustre Emigrante.
Ad un tratto acquistarono coscienza di aver vissuto fino a quel momento da orfani e di soffrire i mali dell’orfanezza e delle di¬visioni dettate da odio e violenza. Ma venivano guariti dall’orfanez¬za appena, seguendo Gesù, ascoltandolo, si rendevano conto di avere un Padre, un Papà che da sempre li aveva amati di un amore senza limiti, né condizioni. Allora capirono l’importanza del suo comando: “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.”
Vivendo questa norma da Gesù por¬tata dal Paradiso in terra, il comandamento nuovo, si sentivano guari¬re dai mali delle divisioni, delle rivalità, dell’odio, sentivano di vi¬vere la vita stessa della Trinità.
Dio, presente in mezzo a coloro che praticano l’amore reciproco, ren¬de nuove tutte le cose: il Cielo si è riversato sulla terra, la terra è diventata la Nuova Città, la Gerusalemme Nuova, la Chiesa.

avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

La casa perfetta

Messaggio  annaxel il Gio Dic 07, 2017 8:42 am

La casa perfetta
Un pastore protestante era particolarmente conosciuto nella zona per i suoi polemici attacchi verso la devozione dei cattolici nei confronti della Vergine Maria.
Mancavano pochi giorni all'8 dicembre e una notte quell'uomo ebbe un sogno. Gli apparve un angelo che lo portò in un villaggio pieno di case. "Voglio che tu scelga una casa per il tuo unico e amato figlio" gli disse l'angelo.
Il pastore non si dimostrò sorpreso che l'angelo sapesse quanto lui amava quel suo unico figlio: era o non era un angelo? Così l'uomo e la creatura celeste attraversarono in lungo e largo il villaggio. Il pastore esaminava attentamente ogni casa. Amava così tanto suo figlio che voleva solo il meglio per lui. Ma con suo disappunto si accorse che tutte le case avevano qualche difetto: una era senza tetto, un'altra era un deposito di immondizia, l'altra ancora sembrava lì lì per cadere...
"Non vedo una casa che possa andare bene per mio figlio" disse l'uomo all'angelo. "E' possibile invece costruire la casa che ho in mente per lui?" "Dimmi la casa che hai in mente" rispose l'angelo" e sarà fatta in un istante".
Il pastore descrisse la casa ideale per suo figlio: doveva essere pulita, bella... perfetta. Appena ebbe finito di parlare la casa apparve davanti ai suoi occhi.
"Perché hai scelto questa casa per tuo figlio?" chiese l'angelo. "Come posso permettere che mio figlio viva nelle case che abbiamo visto?" replicò il pastore protestante. "Sono tutte sporche e malridotte. Per mio figlio voglio il meglio!" "Le tue parole sono la risposta alle tue critiche sulla devozione all'Immacolata" disse l'angelo.
"Non capisco..." "Non stavi preparando un sermone per criticare la devozione cattolica all'Immacolata Concezione?" "Sì! - rispose il pastore - ma non vedo che cosa questo abbia a che fare con la scelta delle case." "Quando Dio stava cercando una donna che diventasse la Madre del Suo Figlio - disse l'angelo - non ne trovò nessuna di adatta, perché ogni creatura umana é imperfetta e macchiata dal peccato. Nel Suo amore e nella Sua sapienza Dio ha voluto che una donna fosse perfetta, immacolata, non contagiata dal peccato, in modo che fosse un'abitazione degna per il Suo unico Figlio.
Se tu, imperfetto come sei, vuoi il meglio per tuo figlio, pensi che Dio si accontenti di meno per Suo Figlio? Per questa ragione c'é l'Immacolata Concezione. La dimora di Cristo, Maria, doveva essere perfetta per accogliere Colui che é Perfetto"
Risultati immagini per immacolata concezione
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

IL FIGLIO MAGGIORE

Messaggio  annaxel il Gio Dic 07, 2017 8:36 am


r IL FIGLIO MAGGIORE
Disse un anziano: "Il pmomento per un ateo è quando si sente grato e non sa chi ringraziare".
Un giorno Dio entrò in Paradiso e scoprì, con sua grande sorpresa, che erano tutti lì. Neppure un'anima era stata mandata all'inferno. La cosa gli dette fastidio: non era suo dovere essere giusto? E, in ogni caso, cos'era stato creato a fare l'inferno se non era usato?
Così disse all'Arcangelo Gabriele: " Chiama tutti a raccolta davanti al mio trono e leggi i Dieci Comandamenti". Furono chiamati tutti. Gabriele lesse il primo comandamento. Allora Dio disse: "Tutti quelli che hanno peccato contro questo comandamento se ne vadano immediatamente all'inferno". Alcune persone si staccarono dalla folla e se ne andarono tristemente all'inferno.
Una cosa simile accadde dopo la lettura del secondo comandamento ... e del terzo ... e del quarto ... e del quinto ... A quel punto la popolazione del paradiso era diminuita notevolmente. Dopo la lettura del sesto comandamento andarono all'inferno tutti, tranne un eremita, grasso, vecchio e calvo.
Dio alzò gli occhi e chiese a Gabriele: "Questa è l'unica persona rimasta in paradiso?". "Sì", disse Gabriele. "Bene", disse Dio. "E' piuttosto solo qui, non è vero? Di' a tutti quanti di tornare indietro!".
Quando l'eremita grasso, vecchio e calvo sentì che sarebbero stati perdonati tutti, s'indignò. E gridò a Dio: "Non è giusto! Perché non me l'hai detto prima?".
"Ah! Un altro fariseo smascherato! Un altro figlio maggiore. L'uomo che crede nelle ricompense e nelle punizioni ed è un assertore della più rigida giustizia" replicò Dio
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

La bambola di sale

Messaggio  annaxel il Lun Nov 20, 2017 2:07 pm

La bambola di sale
Fra i racconti di uno scrittore indiano ho letto questa favola: "la bambola di sale". Un bambola che aveva sempre sentito parlare del mare, ma non l'aveva mai visto.
Manifestava spesso agli amici il suo desiderio di conoscere il mare, finché questi, per accontentarla, la portarono sulla cima della duna più alta, da cui si poteva vedere il mare.
La bambola di sale rimase affascinata dal mare, dai suoi colori, dal suo profumo, dalle onde che si infrangevano sulla spiaggia e spumeggiavano sugli scogli.
Da principio si accontentò di vederlo da lontano, di contemplarlo dal­l'alto e serbarlo nell’immaginazione ogni volta che se ne distaccava.
Ma presto fu presa dalla brama di vederlo più da vicino. Gli amici la portarono sulla riva dove già le onde cominciavano a lambirle i pie­di. Ella si accorse che i piedi le sparivano. Allora disse, rivolgen­dosi al mare: "sei bello, ma sei cattivo!" "Perché dici così?" ‑ rispose il mare ‑ "non sai che in un rapporto d'amore si deve esser sempre dispo­sti a perdere qualcosa di sé" Convinta dalla risposta, la bambola di sale cominciò ad avanzare sempre più nel mare e, man mano che avanza­va, il suo corpo scompariva.
Quando già l'onda le lambiva il viso, prima che anche la bocca svanis­se, rispose: Ah! adesso ho capito: io sono il mare!
Conoscenza piena del mare e piena trasformazione in lui sono contempo­ranee per la bambola di sale; essa possiede il mare nel momento in cui avverte di esserne posseduta.
Conoscere il mare era il sogno della bambola di sale, ma non meno ar­dente il sogno del mare di trasformare la bambola in sé.
Conoscere Dio è il sogno dell’uomo; ma egualmente Dio sogna di trasformare l'uomo in sé, di ricomporre nell’uomo la propria immagine.
Dio si è fatto uomo per trasformare l'uomo in Dio.
La strada maestra per conoscere Dio è amarlo, lasciandosi amare da lui.
"Chi perde la sua vita per me, la trova."
Amare Gesù ci trasforma in lui. Cibarci della sua Parola, dell'Eu­carestia è il grado più alto di questa trasformazione. Dice S. Agostino: Signore, ci hai fatti per te....
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Innescare l'Amore

Messaggio  annaxel il Dom Nov 05, 2017 8:55 pm

Innescare l'Amore
Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente.
Quando il frate portinaio aprì la pesante porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo,
un magnifico grappolo d'uva.


"Frate Portinaio", disse il contadino, "sai a chi voglio regalare questo
grappolo d'uva che è il più bello della mia vigna?".
"Forse all'abate o a qualche padre del convento".
"No, a te!".
"A me?". Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia.
"Lo vuoi dare proprio a me?".
"Certo, perché mi hai sempre trattato con amicizia
e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo d'uva ti dia un po' di gioia".
La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui.


Il frate portinaio mise il grappolo d'uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne un'idea: "Perché non portare questo grappolo all'abate per dare un po' di gioia anche a lui?". Prese il grappolo e lo portò all'abate.

L'abate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che c'era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: "Porterò a lui il grappolo, così si solleverà un poco".

Così il grappolo d'uva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò, infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate a sudare sui fornelli,
e glielo mandò.



Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano (per dare un po' di gioia anche a lui), questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò ad un altro, che pensò bene di darlo ad un altro. Finchè, di frate in frate, il grappolo d'uva tornò al frate portinaio (per portargli un po' di gioia).
Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia.



Non aspettare che inizi qualche altro.
Tocca a te, oggi, cominciare un cerchio di gioia.
Spesso basta una scintilla piccola piccola per far esplodere una carica enorme.
Basta una scintilla di bontà e il mondo comincerà a cambiare.
L'amore è l'unico tesoro che si moltiplica per divisione: è l'unico dono che aumenta quanto più ne sottrai.
E' l'unica impresa nella quale più si spende, più si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani ne avrai più di prima.


Buona settimana a tutti
Don Carlo

NOTA:
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

IL FABBRO

Messaggio  annaxel il Dom Nov 05, 2017 8:52 pm

[size=13Il fabbro
Si racconta di un fabbro che, dopo una gioventù piena di vizi, decise di dare una svolta alla sua inutile esistenza: Dio divenne l'unico punto di riferimento della sua vita. Durante molti anni lavorò con onesta, correttezza, praticò il bene e il senso del dovere, però, malgrado tutta questa sua dedizione, sembrava che nulla andasse bene nella sua vita, al contrario, i suoi problemi e i suoi debiti crescevano di giorno in giorno.
Una bellissima sera, un amico che era andato a trovarlo, e che provava compassione per questa sua situazione difficile, gli disse: "E' realmente una cosa molto strana che, dopo aver deciso di cambiare la tua vita e diventare un uomo timoroso di Dio, la tua vita abbia cominciato a peggiorare. Non voglio diminuire la tua speranza, però, nonostante la tua fede in Dio, non hai migliorato in niente la tua vita".
Il fabbro non rispose subito, aveva riflettuto queste cose parecchie volte, senza capire quello che stava succedendo nella sua vita, però, siccome voleva dare una risposta al suo amico, cominciò a parlare, e finì per trovare la spiegazione che cercava. Ecco cosa disse il fabbro: "In questa officina io ricevo il ferro prima di essere lavorato e devo trasformarlo in spade. Sai tu come si fanno le spade? Prima si scalda il ferro ad una caloria infernale fin che non diventa di un rosso vivo, subito dopo, senza nessuna pietà, prendo la mazza più pesante che ho e comincio a martellarlo parecchie volte finché il pezzo non prende la forma desiderata subito dopo lo immergo dentro un secchio pieno di acqua fredda, e tutta l'officina si riempie di rumore e di vapore, perché il pezzo molto caldo immerso nell'acqua fredda scoppietta a causa del violento cambiamento di temperatura. E devo ripetere questa operazione parecchie volte se voglio ottenere una spada perfetta, una sola volta non è sufficiente!"
Il fabbro fece una lunga pausa e poi proseguì: "A volte il ferro che ho tra le mie mani non sopporta questo trattamento. Il calore, le martellate e l'acqua fredda lo riempiono di screpolature. Ed è in questo momento che mi rendo conto che mai si trasformerà in una bella lama di spada ed è allora che lo butto in una montagna di ferri vecchi che tu vedi all'ingresso della mia officina".
Fece un'altra pausa e il fabbro così terminò: "So che Dio mi sta mettendo nel fuoco della sofferenza. Accetto le martellate che la vita mi dà, e a volte mi sento tanto freddo e insensibile come l'acqua che fa soffrire l'acciaio. Però, l'unica cosa che penso è: Dio mio, non smettere, fintanto che non riesco a prendere la forma che ti aspetti da me. Fammela prendere nella maniera che ti sembra migliore, impiegaci tutto il tempo che vuoi, però per favore, non mi buttare mai nel mucchio dei ferri vecchi che non servono a niente!"

"Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l’oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore." (Sir 2, 4-5)


][/size]
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

LA FORZA E' NELL'UNITA'

Messaggio  annaxel il Dom Ott 01, 2017 11:07 am

LA FORZA E' NELL'UNITA'
Alcuni anni fa vi era una squadra che aveva i giocatori più bravi e più famosi sul mercato calcistico, tutti campioni, ma la squadra non faceva che perdere, perché i giocatori non erano uniti; ciascuno voleva emergere a scapito degli altri. La squadra non era una famiglia.
Una squadra di provincia aveva giocatori comuni, di media bravura, ma con­seguiva risultati inaspettati e sbalorditivi, perché era unita, era una famiglia. L’allenatore, a chi gli chiedeva il segreto di tante vittorie, ripeteva che lui allenava la squadra a diventare “famiglia”.
È proprio vero quel che dice Gesù: “chi rimane in me e io in lui pro­duce molto frutto, perché senza di me non potete far niente.”
E Gesù è là dove due o tre sono uniti nel suo nome. “Lì ‑ dice ‑ io so­no in mezzo a loro. Se io sono con voi, chi sarà contro di voi?”
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Il cespuglio spinoso Bruno Ferrero - "A volte basta un raggio di sole")

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 3:05 pm

Il cespuglio spinoso
Bruno Ferrero - "A volte basta un raggio di sole")



Era cresciuto sui fianchi del monte e si era inebriato di aria e di sole. Ma dopo i primi tempi in cui era un germoglio verde tenero, i suoi rametti contorti e sgraziati si erano coperti di spine sgradevoli ed appuntite...
Era detestato dagli uccelli e dalle pecore, alle quali senza volerlo strappava bioccoli di lana quando lo sfioravano. Perfino le capre, che non sono schizzinose e brucherebbero anche le pietre, lo evitavano.
Gli altri cespugli e gli arbusti sfoggiavano fiori e foglie e taluni perfino frutti. Il povero cespuglio spinoso produceva solo spine... Il vento della sera gli portava il disprezzo e la derisione delle altre piante.
Ma quando Dio volle parlare a Mosè, scelse l'umile cespuglio spinoso sui fianchi della montagna. E il cespuglio divenne il trono di Dio, splendente più del sole, ardente di luce e di fuoco come se ognuna delle sue spine si fosse trasformata in una pietra preziosa dai mille riflessi di luce purissima...
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Basta un piccolo gesto...

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 3:00 pm

Basta un piccolo gesto...
Un Rabbi raccontava questa storia: " Un uomo morì e fu portato innanzi al tribunale celeste. I suoi peccati e le sue buone azioni vennero posti sulla bilancia e i peccati pesavano più delle buone azioni.
All'improvviso venne buttata una pelliccia sul piatto delle buone azioni e poiché questo lato divenne più pesante, l'uomo venne mandato in Paradiso.
Disse l'uomo all'angelo che lo scortava: "Non riesco a comprendere perché è stata aggiunta la pelliccia". L'angelo rispose: "Una fredda sera d'inverno viaggiavi su una slitta e un pover'uomo ti chiese un passaggio. Lo hai preso e, notando i suoi abiti leggeri, lo hai avvolto nella tua pelliccia per riscaldarlo. Quest'atto di bontà ti ha salvato".
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Il sole muto

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 2:57 pm

Il sole muto
Ad un raduno di astri e pianeti con tutti gli abitanti della volta celeste, si fece una richiesta formale al sole perché intervenisse con la sua autorevole parola per risolvere problemi di rapporti fra i vari abitanti del....cielo.
Alle varie riunioni del "condominio" celeste partecipava sempre anche il sole... ma non parlava mai...
Allora molti degli intervenuti, irritati con lui, gli chiesero perché non dicesse una parola influente ed efficace per sciogliere la freddezza di rapporti che man mano si manifestavano fra i componenti la società azzurra...
Finalmente il sole aprì bocca e spiegò perché non parlava e perché non aveva proprio nulla da dire: "Io vengo per essere il sole e quindi per portare quel calore di cui tutti hanno bisogno. Cerco di essere calore e vita e non sento il bisogno di parlarne. Se ne parlassi sono certo che nessuno mi crederebbe...Essendo calore, tutti, anche senza avvedersene, vengono da me beneficati. L'unica parola da dire per me è "fare il sole per tutti."
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 2:54 pm


Caino e Abele erano troppi
Nella stanza di Andrea non ci stava più niente. Non ci si passava neppure, se non saltellando fra le varie cose che occupavano il pavimento. La prima reazione di chi voleva mettere un po' d'ordine sarebbe stata quella di buttare dalla finestra tutto ciò che ingombrava, tutto ciò che sembrava superfluo.
Ma, esaminata ogni cosa e constatato che ogni oggetto era necessario, ci chiedemmo quale sistema adottare per reperire un po' di spazio. Ad Antonio brillò la soluzione appena s'accorse che lo spazio maggiore era occupato da sette voluminose scatole di cartone. Non poteva disfarle, né scomporle. Le doveva tenere così.
Capì che in camera di Andrea si poteva risolvere il grande problema di mettere ordine appena notò che le scatole erano tutte e sette di diversa grandezza: le sette scatole potevano stare insieme, ma non una accanto all'altra e neppure una sull'altra, ma una dentro l'altra. Ciascuna entrava esattamente nell'altra; la più grande conteneva la più piccola e tutte e sette occuparono unicamente lo spazio della più voluminosa. Entrando nella stanza non si vedevano più sette scatole, ma una sola.
Ecco trovato l'ordine; ecco debellato il disordine. Sette scatole, una scatola sola: trovato l'ordine, trovato lo spazio.
Non è vero che siamo troppi in famiglia, nel mondo. Questa impressione nasce dal fatto che siamo nel "disordine", nella divisione, nella discordia.
Oggi si parla molto del pericolo della superpopolazione della terra. Si ricorre a metodi a dir poco delittuosi per sfoltire il temuto sovraffollamento dell'umanità. Lo spazio di vivibilità risulta evidente appena impariamo che siamo fatti non per vivere uno separato dall'altro e tanto meno uno contro l'altro. Ai tempi di Caino ed Abele gli spazi della terra erano immensi. Eppure si rivelarono tanto ristretti e invivibili che il fratricida Caino eliminò Abele.
Lo spazio per l'uomo non lo dà il metro umano, ma il cuore di Dio. Bello e significativo un proverbio che ho imparato in Sicilia: "La casa contiene quanti vuole il cuore del padrone di casa." Il segreto dello spazio di vivibilità è l'unità; l'ha portato Gesù: "Padre che tutti siano Uno" - "Io in te e tu in me. Così anch'essi in noi siano una cosa sola." Ecco l'ordine. Ecco il Paradiso: Essere uno; essere Gesù.
S.Agostino ha una felicissima espressione a proposito: "Dove c'è ristrettezza umana, si allarghino gli spazi della Carità". In Paradiso non c'è posto per due, in cielo non entra la divisione. Entra soltanto l'unità: Gesù.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

LA CITTA’ NUOVA di P. Andrea Panont

Messaggio  annaxel il Mer Set 20, 2017 2:59 pm

LA CITTA’ NUOVA
di P. Andrea Panont

In America vi sono città chiamate Nuova Treviso, Nuova Vicenza,Nuova Padova, ecc..,perché emigranti di Treviso, di Vicenza, di Padova, andando a vivere nel nuovo mondo, hanno cercato di raggruppare in una medesima località le proprie abitazioni per essere aiutati nella vita e nello svolgimento del proprio lavoro dalla comunanza di lingua e di mentalità. Questi nuclei hanno così formato città le cui tradizioni e norme di convivenza rispecchiano quelle delle città dì origine: ecco perché Nuova Treviso, Nuova Padova, Nuova Vicenza.
Duemila anni fa un Emigrante lasciò la sua patria, il Cielo, per venire ad abitare sulla terra. Anche lui portò nella nuova regione le tradizioni, i costumi, le norme della sua patria, il Cielo, e della sua famiglia, la SS.ma Trinità. Girando, insegnando, vivendo diffondeva una nuova mentalità, la mentalità del Paradiso; molti, incontrandolo, ne sentirono la forte attrattiva e cominciarono a far proprio e a vivere lo stile dell’illustre Migrante.
Ad un tratto acquistarono coscienza di aver vissuto fino a quel momento da orfani e di soffrire i mali dell’orfanezza e delle divisioni dettate da odio e violenza. Ma venivano guariti dall’orfanezza appena, seguendo Gesù, ascoltandolo, si rendevano conto di avere un Padre, un Papà che da sempre li aveva amati di un amore senza limiti, nè condizioni. Allora capirono l’importanza del suo comando: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.
Vivendo questa norma da Gesù portata dal Paradiso in terra, il comandamento nuovo, si sentivano guarire dai mali delle divisioni, delle rivalità, dell’odio, sentivano di vivere la vita stessa della Trinità.
Dio, presente in mezzo a coloro che praticano l’amore reciproco, rende nuove tutte le cose: il Cielo si è riversato sulla terra, la terra è diventata la Nuova Città, la Gerusalemme Nuova, la Chiesa.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Caccia al tesoro

Messaggio  annaxel il Mer Set 20, 2017 2:53 pm

Caccia al tesoro
Tra le varie manifestazioni d'una festa si era indetta una caccia al tesoro.
Uno strano concorrente non voleva iniziare a giocare se prima non avesse ricevuto spiegazione di tutti i passaggi necessari per arrivare al tesoro.
Gli organizzatori si premurarono di dirgli che non occorreva conoscere in anticipo tutti i passaggi da fare per arrivare al tesoro, si doveva solo partire obbedendo alla prima istruzione per la prima mossa. Ogni altra mossa avrebbe trovato spiegazione e suggerimento dalla precedente.
Contento del chiarimento, iniziò il gioco. Man mano che proseguiva incontrava volta per volta direttive e avvertimenti per continuare il gioco fino alla fine.
La vita è proprio una caccia al tesoro che puoi concludere vittoriosamente se la vivi momento dopo momento, tappa dopo tappa, giorno dopo giorno. Ad ogni passaggio, in ogni circostanza della vita che ti si presenta, tu puoi trovare la luce giusta e necessaria per continuare fino al nuovo passaggio.
Vivi l'attimo presente e potrai con serenità trovare il bandolo della matassa e, passo-passo, dipanarla tutta. Non ti venga in mente di saltare un qualunque passaggio ... perderesti l'orientamento. La volontà di Dio non manca mai di rivelarsi ad ogni singolo passaggio.
Dio è più interessato di me e di te a farci trovare quel tesoro che, sia nella ricerca che nella sua scoperta, è lo scopo della mia e della tua vita. E via via t'accorgerai che sia il traguardo, come ogni singola tappa del percorso hanno la medesima importanza, l'identico valore: è lo stesso Gesù che è via, verità e vita; è luce, percorso e traguardo di ogni battito del cuore e di ogni respiro.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Giu 14, 2017 5:23 pm


Un Amore smisurato, un Amore senza remore, un Amore gratuito, che non aspetta il contraccambio, l'Amore di Dio.

Questo mistero di Amore che Dio ha riversato su di noi tramite suo Figlio Gesù e che continua ad effondere oggi tramite lo Spirito Santo.

Un Amore creatore, capace di "fare nuove tutte le cose" e che é perfetto nelle tre persone della Trinità.

Così siamo invitati ad amare anche noi, come il Padre ama il Figlio e il Figlio ama il Padre. Come lo Spirito Santo ci suggerisce continuamente, come un fiume in piena che riversa la sua acqua verso il mare beneficando tutto quanto incontra per la sua via.

Dentro di noi c'é l'Amore di Dio Padre, l'Amore di Gesù suo Figlio e la potenza dello Spirito Santo. Abbiamo l'occorrente per essere invincibili e per non aver bisogno di nessun altro. Dio solo basta, come diceva Santa Teresa d'Avila.

A chi ha Dio, nulla manca. Che il Signore ci dia di sperimentare questa meraviglia e di non temere alcunché.

L'Amore può tutto e nessuna forza può prevalere contro di esso. L'Amore é Dio.


avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Mag 17, 2017 4:13 pm


[size=18]UN GRANDE AMORE

di Bruno Ferrero

Dopo vari anni di matrimonio scoprii una nuova maniera di mantener viva la scintilla dell'amore.

Mia moglie mi raccomandò di uscire con un'altra donna! «io però ho scelto te», protestai.

«Lo so. Ma ami anche lei. La vita è molto breve, dedicale tempo».

Accettai. L'altra donna a cui mia moglie voleva che facessi visita, era mia madre.

Gli impegni di lavoro e i figli mi permettevano di farle visita solo occasionalmente.

Una sera le telefonai per invitarla a cena e al cinema.

«Che ti succede? Stai bene?" mi chiese. Mia madre è il tipo di donna che pensa che una chiamata

serale o un invito sorprendente sia indice di notizie cattive.

«Ho pensato che sarebbe bello passare un po' di tempo con te», le risposi.

«Mi piacerebbe moltissimo» disse.

Quel venerdì mentre, dopo il lavoro, la andavo a prendere ero nervoso. Era il nervosismo che precede un appuntamento. E quando giunsi alla sua casa, vidi che anch'ella era molto emozionata. Un bel sorriso sul volto, irradiava luce come un angelo.  

«Ho detto alle amiche che dovevo uscire con mio figlio e quasi mi invidiavano», mi spiega mentre entrava in macchina. Mi attendeva sulla porta con il suo soprabito, era stata dalla parrucchiera e il vestito era quello dell'ultimo anniversario di nozze.
Andammo a un ristorante non particolarmente elegante, ma molto accogliente. Mia madre mi prese a
braccetto come se fosse "La Prima Dama della Nazione". Quando ci sedemmo presi a leggerle il menu. I suoi occhi riuscivano a leggere solo le scritte pili grandi. Quando andai a sedermi di fronte a lei, alzai lo sguardo: la mia mamma, seduta dall'altro lato del tavolo, mi guardava con ammirazione. Un sorriso felice si delineava sulle sue labbra.

«Ero io che ti leggevo il menu, quand'eri piccolo. Ti ricordi?»
«Adesso e ora che ti riposi e che mi permetta di restituirti il favore», risposi.

Durante la cena facemmo una gradevole conversazione: niente di straordinario. Ci aggiornammo sulla nostra vita. Parlammo tanto che perdemmo il film che ci eravamo proposti di vedere.

«Verrò ancora fuori con te, solo però se permetti a me di invitarti», disse mia madre quando la portai a casa sua. Accettai, la baciai, la abbracciai.

«Come hai trovato la ragazza?», volle sapere mia moglie.

«Molto piacevole. Molto più di quanto immaginavo», le risposi.

Alcuni giorni dopo mia madre morì di infarto, e avvenne cosi velocemente che non si poté fare niente. Poco tempo dopo ricevetti un avviso dal ristorante dove avevamo cenato mia madre e io e un invito che diceva: «La cena è stata pagata in anticipo».  

Mia madre era sicura di non poterci essere, ma pagò lo stesso per due: «Per te e per tua moglie, non potrai mai capire cosa ha significato per me quella serata. Ti amo!».

In quel momento compresi l'importanza di dire a tempo debito «ti amo» e di dare ai nostri cari lo spazio che meritano; niente nella vita sarà più importante di Dio e della tua famiglia: dalle il tempo perché possano sentirsi amati.
[/size
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Mag 17, 2017 4:09 pm

La vecchietta che aspettava Dio

C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: «Oggi verrò a farti visita». Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio.

Dopo un pò, qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: «Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini ! Sto aspettando Dio nella mia casa! Vai via!». E sbatté la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era ? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: «Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!». E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò un vecchio cencioso. «Gentile signora, un pezzo di pane... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa...» - implorò il povero. «Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!» - disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare.

Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: «Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto.......!».


avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Lun Mag 08, 2017 4:59 pm

L'AMORE VINCE, SEMPRE

Questa é una storia breve, semplice, ma vera.

Non occorrono cose strabilianti per farci meditare sull'Amore,

che veramente possa essere oggi una speranza in un domani migliore.

---------------------

Il cuore del musulmano Mazen che ora batte nel petto di un ebreo.



A Gerusalemme si può ancora sperare contro ogni speranza.

Dopo l'attentato alla discoteca di Tel Aviv del primo giugno 2001, che ha causato la morte di venti persone, un colono ebreo spara a Mazen, un ragazzo di 33 anni.

I genitori vanno alla moschea e qui l'imam suggerisce loro di donare gli organi del figlio; non necessariamente a un musulmano, ma a chi ne ha necessità più urgente.

Ora un giovane ebreo vive con il cuore di un nemico.

Sì, c'é ancora speranza!
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Apr 26, 2017 3:15 pm

Ma oggi è anche la festa della Divina Misericordia, quella che procede appunto dalle piaghe aperte di Gesù, e si riversa su di noi come un fiume che lava ogni colpa, ogni dolore e ogni pena. Gesù rivelò a Santa Faustina che chi si sarebbe affidato alla sua misericordia venerandone l'immagine, non sarebbe perito: "Prometto che l'anima che venererà questa immagine non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma soprattutto nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come mia propria gloria". Coraggio dunque amici: se rimaniamo in Lui, non siamo solo in cammino verso la gloria, ma siamo già sua propria gloria.






avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Apr 26, 2017 3:08 pm



Non aspettare...dillo oggi

C'era una volta un ragazzo nato con una grave malattia, una malattia di cui non si conosceva la cura. Aveva raggiunto l'età di 17 anni, ma poteva morire in qualsiasi momento. Aveva vissuto sempre in casa sua, con l'assistenza di sua madre.

Stanco di stare in casa, decise un giorno di uscire, almeno una volta. Chiese il permesso a sua madre. Lei acconsentì. Camminando nel suo quartiere vide diversi negozi. Passando per un negozio di musica, guardando dalla vetrina, notò la presenza di una tenera ragazza della sua età. Fu amore a prima vista. Aprì la porta ed entrò guardando nient'altro che la ragazza. Avvicinandosi poco a poco, arrivò al bancone dove c'era la ragazza. Lei lo guardò e gli chiese sorridente: "Posso aiutarti?"

Egli stava già pensando che quello era il sorriso più bello che avesse mai visto nella sua vita. Nello stesso istante sentì il desiderio di baciarla. Balbettando le disse: "Si, eeehhhmmm, uuuhhh... mi piacerebbe comprare un CD". Senza pensarci, prese il primo che vide e le diede i soldi. "Vuoi che te lo impacchetti?" - Chiese la ragazza sorridendo di nuovo. Egli rispose affermativamente annuendo. Lei andò nel magazzino, tornò con il pacchetto fatto e glielo consegnò. Lui lo prese ed uscì dal negozio.

Tornò a casa e da quel giorno in poi andò al negozio ogni giorno per comprare un cd. Faceva fare il pacchetto sempre alla ragazza e poi tornava a casa per riporlo nell'armadio. Egli era molto timido per invitarla ad uscire e nonostante provasse non ci riusciva. Sua madre si interessò alla situazione e lo spronò a tentare, così egli il giorno seguente si armò di coraggio e si diresse al negozio.

Come tutti i giorni comprò un altro cd e come sempre lei gli fece una confezione. Lui prese il cd e, in un momento in cui la ragazza era distratta, posò rapidamente un foglietto con il suo numero di telefono sul bancone; dopodichè uscì di corsa dal negozio.

Qualche giorno dopo squillò il telefono a casa del ragazzo. La mamma rispose al telefono: "Pronto?" Era la commessa del negozio di musica che chiedeva di suo figlio. La madre afflitta cominciò a piangere mentre diceva: "Non lo sai?... è morto ieri!"

Ci fu un silenzio prolungato interrotto dai lamenti della madre. Più tardi la madre entrò nella stanza del figlio per ricordarlo. Decise di iniziare guardando tra la sua roba. Aprì l'armadio. Con sorpresa si trovò di fronte ad una montagna di cd impacchettati. Non ce ne era nemmeno uno aperto. Le procurò una curiosità vederne tanti che non resistette: ne prese uno e si sedette sul letto per guardarlo; facendo ciò, un biglietto uscì dal pacchettino di plastica. La madre lo raccolse per leggerlo. Diceva: "Ciao!!! Sei bellissimo! Ti andrebbe di uscire con me?? TVB...(ti voglio bene) Sofia."

La madre emozionata ne aprì altri e trovò altri bigliettini: tutti dicevano la stessa cosa.

Questa è la vita, non aspettare troppo per dire a qualcuno quello che senti. Dillo oggi stesso. E' fondamentale e forse indispensabile per il fratello. Non aspettare più. Dì a tutti che li ami, che sono "speciali" per te, perché figli dello stesso Padre e tuoi fratelli. Domani potrebbe essere troppo tardi.

A volte basta un gesto, una parola d'amore, per cambiare la vita al fratello o solo per rendergliela almeno un po' più gradita.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Apr 26, 2017 3:03 pm

La gola

Una volta una mamma, preoccupata per la figlia che aveva preso la brutta abitudine di abbuffarsi di dolci, si recò da Gandhi. Lo scongiurò: "Per favore, Mahatma, parla tu con mia figlia in modo da persuaderla a smettere con questo vizio. Accetti?".

Gandhi rimase un attimo in silenzio, un po' imbarazzato, poi concluse: "Riporta qui tua figlia fra tre settimane, e allora parlerò con lei, non prima". La donna se ne andò perplessa, ma senza replicare.

Tornò, come le era stato proposto, tre settimane dopo, rimorchiandosi dietro la figlia, golosa, insaziabile. Stavolta Gandhi prese in disparte la ragazza e le parlò dolcemente, con parole semplici e assai persuasive. Le prospettò gli effetti dannosi che possono causare i troppi dolci. Quindi le raccomandò una maggiore sobrietà.

La madre, allora, dopo averlo ringraziato, nell'accomiatarsi, gli domandò: "Toglimi una curiosità, Mahatma... Mi piacerebbe sapere perché non hai detto queste cose a mia figlia tre settimane fa".

"Tre settimane fa - rispose tranquillamente Gandhi - il vizio di mangiare i dolci l'avevo anch'io!".

Solo l'esempio permette di parlare; solo chi è può colpire a tal punto da poter essere ascoltato.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

CRISTO E' RISORTO, E' VERAMENTE RISORTO.

Messaggio  annaxel il Lun Apr 24, 2017 2:48 pm


Dopo la settimana santa, passata a contemplare le vicende umane di Cristo, finalmente la gioia oggi scoppia nei nostri cuori e li rompe, rompe i nostri cuori argillosi, aridi, cinici, egoisti...

CRISTO E' RISORTO, E' VERAMENTE RISORTO.

Dopo momenti di panico, di solitudine, di dubbio, dove é vero che ci era stato annunciato che non sarebbe finita lì con la morte, ma é anche vero che il dubbio ci assillava continuamente: "...ma sarà vero? Oppure davvero tutto é finto e siamo perduti?", finalmente scoppia la gioia e gli occhi stavolta piangono di stupore, di incredulità, di meraviglia.

Siamo spettatori dell'immenso potere di Dio che ha risuscitato dai morti suo Figlio, siamo veramente felici con una gran voglia di gridare a tutto il mondo CRISTO E' RISORTO!

Sì, gridiamolo a tutto il mondo, manifestiamo con la nostra vita questa notizia strabiliante, annunciamo a tutti coloro che incontreremo e che ci vedranno con la faccia raggiante di gioia che Cristo é l'unico Salvatore del mondo e non ve n'é altri, che Cristo é l'unico che non delude, che vale la pena dare la vita per i fratelli perché é una gioia poter assomigliare a Lui, nostro creatore, nostro fratello, nostro Dio.

CRISTO E' RISORTO, E' VERAMENTE RISORTO.      
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Lun Mar 27, 2017 10:59 am

L'arcobaleno
Cieco dalla nascita l’uomo seduto sulla panchina percepì la presenza umana dal calore che essa emanava. Un altro uomo infatti, silenzioso, si era avvicinato e seduto accanto a questo suo “simile”, che viveva nel buio senza che si vedesse.
L’uomo che viveva nel buio avvertì, attraverso questo calore, la vita e provò il forte desiderio di assaporarla, parlando a questa presenza. E così ad un tratto, con voce calma e profonda domandò: “Che cos’è un arcobaleno? Ne ho sentito parlare molto nella mia oscurità, ma oggi mi hanno detto che è apparso: in molti me lo hanno descritto, ma io non ho capito di cosa si tratti perché non ho la percezione di ciò che chiamiamo “colore”. Posso comprenderlo come fenomeno fisico, ma sembra che sia molto di più di tutto questo!”.
“E’ vero rispose l’uomo che viveva nei colori, rendendosi conto di quanto fosse difficile descrivere qualcosa che si poteva solo immaginare, “l’arcobaleno è meraviglioso, è molto di più di un fenomeno fisico!”
Allora cominciò a parlare all’uomo delle tenebre del “blu” descrivendogli il mare. “Il mare, oh si il mare io lo conosco, ho annusato il profumo del mare in ogni stagione, l’ho annusato nei momenti di calma e durante la burrasca e ho sentito il suo sapore salato. So cosa intendi quando parli del colore “blu”.
E poi gli parlò del “giallo” e dell’”arancione”, descrivendogli il sole e, con suo stupore, l’uomo delle tenebre, gli rispose che conosceva questi due colori, perché conosceva il calore del sole durante le tappe della sua vita diurna.
Ma ancora più grande fu la sua emozione quando, descrivendogli il colore “verde”, l’uomo gli descrisse la bellezza dell’erba, di un prato, delle fronde di un albero che le sue mani attente tante volte avevano accarezzato.
Queste mani che tante volte avevano colto il rosso di una rosa o gli altri suoi sensi che avevano regalato il colore delle viole, di una strada bagnata, di un tramonto infuocato, delle nuvole trasportate dal vento.
Ora era l’uomo nelle tenebre che, con trasporto, spiegava cosa fosse l’arcobaleno e quanto bello e meraviglioso fosse questo fenomeno e quanta vita fosse racchiusa nei suoi colori. Fu così che l’uomo che viveva nei colori pianse perché per la prima volta nella sua vita si accorse di quanto fosse rimasto nel buio fino a quel momento.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Gio Mar 16, 2017 3:04 pm



MONUMENTO DI BARATTOLI



Passavamo con alcuni amici vicino ad una piazza: a un tratto uno di loro mi dice: “Guarda: quello è un monumento di barattoli! Un artista li ha raccolti e, col suo estro geniale, ne ha fatto un bellissimo monumento”.

Con dei barattoli un monumento? Da ciò che non ha valore, che è get­tato via, che va perduto, fare un monumento, compiendo, oltre tutto, opera ecologica? La cosa mi sembrava strana, molto curiosa; guardo e vedo che effettivamente il monumento è composto di barattoli.

Allora mi sono detto: “Io sono un barattolo, tu sei un barattolo, noi siamo barattoli: da soli, come siamo, dove siamo, siamo senza valore; ma è venuto l’artista divino, ci ha raccolti, ci ha messi insieme in maniera artistica, lavorandoci col suo Vangelo: ne è nato un monumen­to, il monumento, Gesù. È Lui che ce lo dice: dove due o più sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.”

Un niente, unito ad altri niente, “barattoli” uniti nell’amore recipro­co, fanno Gesù, ed è anche opera ecologica, perché Gesù è venuto a salvare ciò che era perduto.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Gio Mar 16, 2017 3:02 pm

ESISTONO DUE DEI

di Paulo Coelho
Esistono due dei.
Il dio che ci hanno insegnato i nostri professori,
e il Dio che insegna a noi.
Il dio del quale la gente suole parlare,
e il Dio che parla con noi.
Il dio che impariamo a temere,
e il Dio che ci parla di misericordia.
Esistono due dei.
Il dio che sta nei Cieli,
e il Dio che partecipa alla nostra vita quotidiana.
Il dio che esige il nostro pagamento,
e il Dio che perdona i nostri debiti.
Il dio che ci minaccia con i castighi dell'inferno,
e il Dio che ci mostra il cammino migliore.
Esistono due dei.
Un dio che ci allontana per le nostre colpe,
e un Dio che ci chiama con il Suo amore.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Gio Mar 16, 2017 3:00 pm

E' questione di fede

Oggi ho attraversato come al solito la strada, facendo attenzione al torrente continuo di macchine. Di solito tendo a guardare con fastidio e con un certo dispetto il traffico aggressivo e incessante.

Ma oggi mi sono sorpreso a seguire gli autisti con un occhio benevolo. Mi ripetevo: “Se fosse mio fratello, se fosse mio padre, se fosse mia sorella, quel tale o quella tale …”. Questo esercizio mi rendeva più attento e comprensivo verso ogni automobilista.

Se il solo pensiero che chi mi passa accanto può essere mio fratello, mi dona amabilità verso il prossimo, chissà quanto amore e quanta gentilezza può suscitare in me verso tutti il solo pensiero – che é poi atto di fede – che ogni automobilista é Gesù. Questo mi porta su un altro piano, mi dona la capacità di rapportarmi con gli altri come con un altro me stesso. Trattando gli altri come tratti Gesù, valorizzi meglio anche te stesso.

Capisco che non viene spontaneo pensare così; non è naturale l’atto di fede. Non è neppure solo questione di fede, ma piuttosto di fede esercitata. La fede non manca in nessuno: è stata donata da Dio ad ogni uomo che nasce in questo mondo.

Va solo esercitata, ti dona una seconda natura, ti fa gigante. Se non eserciti con la vita il tuo credo, finirai con il credere ciò che vivi o come vivi.

La palestra per esercitare quotidianamente la fede è la carità fraterna. Chi non ricorda la Rudolf che, poliomielitica, è diventata una famosa atleta. Il solo esercizio caparbio, ogni giorno allo stadio, l’ha portata a gareggiare e vincere la medaglia d’oro alle olimpiadi.

Il Signore ha donato a me, come a tutti, il piccolo seme della fede. È, come dice il vangelo, il piccolo grano di senapa che, cresciuto, diventa un grande albero. Dono prezioso da far crescere esercitandolo. Esercita la fede chi ama concretamente il prossimo. La fede vissuta è capace di far di te, pigmeo, un gigante nella vita. La fede esercitata è capace di sviluppare in te un atleta, un santo.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2938
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 1 di 3 1, 2, 3  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum