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LA FORZA E' NELL'UNITA'

Messaggio  annaxel il Dom Ott 01, 2017 11:07 am

LA FORZA E' NELL'UNITA'
Alcuni anni fa vi era una squadra che aveva i giocatori più bravi e più famosi sul mercato calcistico, tutti campioni, ma la squadra non faceva che perdere, perché i giocatori non erano uniti; ciascuno voleva emergere a scapito degli altri. La squadra non era una famiglia.
Una squadra di provincia aveva giocatori comuni, di media bravura, ma con­seguiva risultati inaspettati e sbalorditivi, perché era unita, era una famiglia. L’allenatore, a chi gli chiedeva il segreto di tante vittorie, ripeteva che lui allenava la squadra a diventare “famiglia”.
È proprio vero quel che dice Gesù: “chi rimane in me e io in lui pro­duce molto frutto, perché senza di me non potete far niente.”
E Gesù è là dove due o tre sono uniti nel suo nome. “Lì ‑ dice ‑ io so­no in mezzo a loro. Se io sono con voi, chi sarà contro di voi?”
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Il cespuglio spinoso Bruno Ferrero - "A volte basta un raggio di sole")

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 3:05 pm

Il cespuglio spinoso
Bruno Ferrero - "A volte basta un raggio di sole")



Era cresciuto sui fianchi del monte e si era inebriato di aria e di sole. Ma dopo i primi tempi in cui era un germoglio verde tenero, i suoi rametti contorti e sgraziati si erano coperti di spine sgradevoli ed appuntite...
Era detestato dagli uccelli e dalle pecore, alle quali senza volerlo strappava bioccoli di lana quando lo sfioravano. Perfino le capre, che non sono schizzinose e brucherebbero anche le pietre, lo evitavano.
Gli altri cespugli e gli arbusti sfoggiavano fiori e foglie e taluni perfino frutti. Il povero cespuglio spinoso produceva solo spine... Il vento della sera gli portava il disprezzo e la derisione delle altre piante.
Ma quando Dio volle parlare a Mosè, scelse l'umile cespuglio spinoso sui fianchi della montagna. E il cespuglio divenne il trono di Dio, splendente più del sole, ardente di luce e di fuoco come se ognuna delle sue spine si fosse trasformata in una pietra preziosa dai mille riflessi di luce purissima...
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Basta un piccolo gesto...

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 3:00 pm

Basta un piccolo gesto...
Un Rabbi raccontava questa storia: " Un uomo morì e fu portato innanzi al tribunale celeste. I suoi peccati e le sue buone azioni vennero posti sulla bilancia e i peccati pesavano più delle buone azioni.
All'improvviso venne buttata una pelliccia sul piatto delle buone azioni e poiché questo lato divenne più pesante, l'uomo venne mandato in Paradiso.
Disse l'uomo all'angelo che lo scortava: "Non riesco a comprendere perché è stata aggiunta la pelliccia". L'angelo rispose: "Una fredda sera d'inverno viaggiavi su una slitta e un pover'uomo ti chiese un passaggio. Lo hai preso e, notando i suoi abiti leggeri, lo hai avvolto nella tua pelliccia per riscaldarlo. Quest'atto di bontà ti ha salvato".
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Il sole muto

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 2:57 pm

Il sole muto
Ad un raduno di astri e pianeti con tutti gli abitanti della volta celeste, si fece una richiesta formale al sole perché intervenisse con la sua autorevole parola per risolvere problemi di rapporti fra i vari abitanti del....cielo.
Alle varie riunioni del "condominio" celeste partecipava sempre anche il sole... ma non parlava mai...
Allora molti degli intervenuti, irritati con lui, gli chiesero perché non dicesse una parola influente ed efficace per sciogliere la freddezza di rapporti che man mano si manifestavano fra i componenti la società azzurra...
Finalmente il sole aprì bocca e spiegò perché non parlava e perché non aveva proprio nulla da dire: "Io vengo per essere il sole e quindi per portare quel calore di cui tutti hanno bisogno. Cerco di essere calore e vita e non sento il bisogno di parlarne. Se ne parlassi sono certo che nessuno mi crederebbe...Essendo calore, tutti, anche senza avvedersene, vengono da me beneficati. L'unica parola da dire per me è "fare il sole per tutti."
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 2:54 pm


Caino e Abele erano troppi
Nella stanza di Andrea non ci stava più niente. Non ci si passava neppure, se non saltellando fra le varie cose che occupavano il pavimento. La prima reazione di chi voleva mettere un po' d'ordine sarebbe stata quella di buttare dalla finestra tutto ciò che ingombrava, tutto ciò che sembrava superfluo.
Ma, esaminata ogni cosa e constatato che ogni oggetto era necessario, ci chiedemmo quale sistema adottare per reperire un po' di spazio. Ad Antonio brillò la soluzione appena s'accorse che lo spazio maggiore era occupato da sette voluminose scatole di cartone. Non poteva disfarle, né scomporle. Le doveva tenere così.
Capì che in camera di Andrea si poteva risolvere il grande problema di mettere ordine appena notò che le scatole erano tutte e sette di diversa grandezza: le sette scatole potevano stare insieme, ma non una accanto all'altra e neppure una sull'altra, ma una dentro l'altra. Ciascuna entrava esattamente nell'altra; la più grande conteneva la più piccola e tutte e sette occuparono unicamente lo spazio della più voluminosa. Entrando nella stanza non si vedevano più sette scatole, ma una sola.
Ecco trovato l'ordine; ecco debellato il disordine. Sette scatole, una scatola sola: trovato l'ordine, trovato lo spazio.
Non è vero che siamo troppi in famiglia, nel mondo. Questa impressione nasce dal fatto che siamo nel "disordine", nella divisione, nella discordia.
Oggi si parla molto del pericolo della superpopolazione della terra. Si ricorre a metodi a dir poco delittuosi per sfoltire il temuto sovraffollamento dell'umanità. Lo spazio di vivibilità risulta evidente appena impariamo che siamo fatti non per vivere uno separato dall'altro e tanto meno uno contro l'altro. Ai tempi di Caino ed Abele gli spazi della terra erano immensi. Eppure si rivelarono tanto ristretti e invivibili che il fratricida Caino eliminò Abele.
Lo spazio per l'uomo non lo dà il metro umano, ma il cuore di Dio. Bello e significativo un proverbio che ho imparato in Sicilia: "La casa contiene quanti vuole il cuore del padrone di casa." Il segreto dello spazio di vivibilità è l'unità; l'ha portato Gesù: "Padre che tutti siano Uno" - "Io in te e tu in me. Così anch'essi in noi siano una cosa sola." Ecco l'ordine. Ecco il Paradiso: Essere uno; essere Gesù.
S.Agostino ha una felicissima espressione a proposito: "Dove c'è ristrettezza umana, si allarghino gli spazi della Carità". In Paradiso non c'è posto per due, in cielo non entra la divisione. Entra soltanto l'unità: Gesù.
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LA CITTA’ NUOVA di P. Andrea Panont

Messaggio  annaxel il Mer Set 20, 2017 2:59 pm

LA CITTA’ NUOVA
di P. Andrea Panont

In America vi sono città chiamate Nuova Treviso, Nuova Vicenza,Nuova Padova, ecc..,perché emigranti di Treviso, di Vicenza, di Padova, andando a vivere nel nuovo mondo, hanno cercato di raggruppare in una medesima località le proprie abitazioni per essere aiutati nella vita e nello svolgimento del proprio lavoro dalla comunanza di lingua e di mentalità. Questi nuclei hanno così formato città le cui tradizioni e norme di convivenza rispecchiano quelle delle città dì origine: ecco perché Nuova Treviso, Nuova Padova, Nuova Vicenza.
Duemila anni fa un Emigrante lasciò la sua patria, il Cielo, per venire ad abitare sulla terra. Anche lui portò nella nuova regione le tradizioni, i costumi, le norme della sua patria, il Cielo, e della sua famiglia, la SS.ma Trinità. Girando, insegnando, vivendo diffondeva una nuova mentalità, la mentalità del Paradiso; molti, incontrandolo, ne sentirono la forte attrattiva e cominciarono a far proprio e a vivere lo stile dell’illustre Migrante.
Ad un tratto acquistarono coscienza di aver vissuto fino a quel momento da orfani e di soffrire i mali dell’orfanezza e delle divisioni dettate da odio e violenza. Ma venivano guariti dall’orfanezza appena, seguendo Gesù, ascoltandolo, si rendevano conto di avere un Padre, un Papà che da sempre li aveva amati di un amore senza limiti, nè condizioni. Allora capirono l’importanza del suo comando: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.
Vivendo questa norma da Gesù portata dal Paradiso in terra, il comandamento nuovo, si sentivano guarire dai mali delle divisioni, delle rivalità, dell’odio, sentivano di vivere la vita stessa della Trinità.
Dio, presente in mezzo a coloro che praticano l’amore reciproco, rende nuove tutte le cose: il Cielo si è riversato sulla terra, la terra è diventata la Nuova Città, la Gerusalemme Nuova, la Chiesa.
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Caccia al tesoro

Messaggio  annaxel il Mer Set 20, 2017 2:53 pm

Caccia al tesoro
Tra le varie manifestazioni d'una festa si era indetta una caccia al tesoro.
Uno strano concorrente non voleva iniziare a giocare se prima non avesse ricevuto spiegazione di tutti i passaggi necessari per arrivare al tesoro.
Gli organizzatori si premurarono di dirgli che non occorreva conoscere in anticipo tutti i passaggi da fare per arrivare al tesoro, si doveva solo partire obbedendo alla prima istruzione per la prima mossa. Ogni altra mossa avrebbe trovato spiegazione e suggerimento dalla precedente.
Contento del chiarimento, iniziò il gioco. Man mano che proseguiva incontrava volta per volta direttive e avvertimenti per continuare il gioco fino alla fine.
La vita è proprio una caccia al tesoro che puoi concludere vittoriosamente se la vivi momento dopo momento, tappa dopo tappa, giorno dopo giorno. Ad ogni passaggio, in ogni circostanza della vita che ti si presenta, tu puoi trovare la luce giusta e necessaria per continuare fino al nuovo passaggio.
Vivi l'attimo presente e potrai con serenità trovare il bandolo della matassa e, passo-passo, dipanarla tutta. Non ti venga in mente di saltare un qualunque passaggio ... perderesti l'orientamento. La volontà di Dio non manca mai di rivelarsi ad ogni singolo passaggio.
Dio è più interessato di me e di te a farci trovare quel tesoro che, sia nella ricerca che nella sua scoperta, è lo scopo della mia e della tua vita. E via via t'accorgerai che sia il traguardo, come ogni singola tappa del percorso hanno la medesima importanza, l'identico valore: è lo stesso Gesù che è via, verità e vita; è luce, percorso e traguardo di ogni battito del cuore e di ogni respiro.
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Giu 14, 2017 5:23 pm


Un Amore smisurato, un Amore senza remore, un Amore gratuito, che non aspetta il contraccambio, l'Amore di Dio.

Questo mistero di Amore che Dio ha riversato su di noi tramite suo Figlio Gesù e che continua ad effondere oggi tramite lo Spirito Santo.

Un Amore creatore, capace di "fare nuove tutte le cose" e che é perfetto nelle tre persone della Trinità.

Così siamo invitati ad amare anche noi, come il Padre ama il Figlio e il Figlio ama il Padre. Come lo Spirito Santo ci suggerisce continuamente, come un fiume in piena che riversa la sua acqua verso il mare beneficando tutto quanto incontra per la sua via.

Dentro di noi c'é l'Amore di Dio Padre, l'Amore di Gesù suo Figlio e la potenza dello Spirito Santo. Abbiamo l'occorrente per essere invincibili e per non aver bisogno di nessun altro. Dio solo basta, come diceva Santa Teresa d'Avila.

A chi ha Dio, nulla manca. Che il Signore ci dia di sperimentare questa meraviglia e di non temere alcunché.

L'Amore può tutto e nessuna forza può prevalere contro di esso. L'Amore é Dio.


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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Mag 17, 2017 4:13 pm


[size=18]UN GRANDE AMORE

di Bruno Ferrero

Dopo vari anni di matrimonio scoprii una nuova maniera di mantener viva la scintilla dell'amore.

Mia moglie mi raccomandò di uscire con un'altra donna! «io però ho scelto te», protestai.

«Lo so. Ma ami anche lei. La vita è molto breve, dedicale tempo».

Accettai. L'altra donna a cui mia moglie voleva che facessi visita, era mia madre.

Gli impegni di lavoro e i figli mi permettevano di farle visita solo occasionalmente.

Una sera le telefonai per invitarla a cena e al cinema.

«Che ti succede? Stai bene?" mi chiese. Mia madre è il tipo di donna che pensa che una chiamata

serale o un invito sorprendente sia indice di notizie cattive.

«Ho pensato che sarebbe bello passare un po' di tempo con te», le risposi.

«Mi piacerebbe moltissimo» disse.

Quel venerdì mentre, dopo il lavoro, la andavo a prendere ero nervoso. Era il nervosismo che precede un appuntamento. E quando giunsi alla sua casa, vidi che anch'ella era molto emozionata. Un bel sorriso sul volto, irradiava luce come un angelo.  

«Ho detto alle amiche che dovevo uscire con mio figlio e quasi mi invidiavano», mi spiega mentre entrava in macchina. Mi attendeva sulla porta con il suo soprabito, era stata dalla parrucchiera e il vestito era quello dell'ultimo anniversario di nozze.
Andammo a un ristorante non particolarmente elegante, ma molto accogliente. Mia madre mi prese a
braccetto come se fosse "La Prima Dama della Nazione". Quando ci sedemmo presi a leggerle il menu. I suoi occhi riuscivano a leggere solo le scritte pili grandi. Quando andai a sedermi di fronte a lei, alzai lo sguardo: la mia mamma, seduta dall'altro lato del tavolo, mi guardava con ammirazione. Un sorriso felice si delineava sulle sue labbra.

«Ero io che ti leggevo il menu, quand'eri piccolo. Ti ricordi?»
«Adesso e ora che ti riposi e che mi permetta di restituirti il favore», risposi.

Durante la cena facemmo una gradevole conversazione: niente di straordinario. Ci aggiornammo sulla nostra vita. Parlammo tanto che perdemmo il film che ci eravamo proposti di vedere.

«Verrò ancora fuori con te, solo però se permetti a me di invitarti», disse mia madre quando la portai a casa sua. Accettai, la baciai, la abbracciai.

«Come hai trovato la ragazza?», volle sapere mia moglie.

«Molto piacevole. Molto più di quanto immaginavo», le risposi.

Alcuni giorni dopo mia madre morì di infarto, e avvenne cosi velocemente che non si poté fare niente. Poco tempo dopo ricevetti un avviso dal ristorante dove avevamo cenato mia madre e io e un invito che diceva: «La cena è stata pagata in anticipo».  

Mia madre era sicura di non poterci essere, ma pagò lo stesso per due: «Per te e per tua moglie, non potrai mai capire cosa ha significato per me quella serata. Ti amo!».

In quel momento compresi l'importanza di dire a tempo debito «ti amo» e di dare ai nostri cari lo spazio che meritano; niente nella vita sarà più importante di Dio e della tua famiglia: dalle il tempo perché possano sentirsi amati.
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Mag 17, 2017 4:09 pm

La vecchietta che aspettava Dio

C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: «Oggi verrò a farti visita». Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio.

Dopo un pò, qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: «Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini ! Sto aspettando Dio nella mia casa! Vai via!». E sbatté la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era ? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: «Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!». E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò un vecchio cencioso. «Gentile signora, un pezzo di pane... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa...» - implorò il povero. «Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!» - disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare.

Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: «Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto.......!».


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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Lun Mag 08, 2017 4:59 pm

L'AMORE VINCE, SEMPRE

Questa é una storia breve, semplice, ma vera.

Non occorrono cose strabilianti per farci meditare sull'Amore,

che veramente possa essere oggi una speranza in un domani migliore.

---------------------

Il cuore del musulmano Mazen che ora batte nel petto di un ebreo.



A Gerusalemme si può ancora sperare contro ogni speranza.

Dopo l'attentato alla discoteca di Tel Aviv del primo giugno 2001, che ha causato la morte di venti persone, un colono ebreo spara a Mazen, un ragazzo di 33 anni.

I genitori vanno alla moschea e qui l'imam suggerisce loro di donare gli organi del figlio; non necessariamente a un musulmano, ma a chi ne ha necessità più urgente.

Ora un giovane ebreo vive con il cuore di un nemico.

Sì, c'é ancora speranza!
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Apr 26, 2017 3:15 pm

Ma oggi è anche la festa della Divina Misericordia, quella che procede appunto dalle piaghe aperte di Gesù, e si riversa su di noi come un fiume che lava ogni colpa, ogni dolore e ogni pena. Gesù rivelò a Santa Faustina che chi si sarebbe affidato alla sua misericordia venerandone l'immagine, non sarebbe perito: "Prometto che l'anima che venererà questa immagine non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma soprattutto nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come mia propria gloria". Coraggio dunque amici: se rimaniamo in Lui, non siamo solo in cammino verso la gloria, ma siamo già sua propria gloria.






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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Apr 26, 2017 3:08 pm



Non aspettare...dillo oggi

C'era una volta un ragazzo nato con una grave malattia, una malattia di cui non si conosceva la cura. Aveva raggiunto l'età di 17 anni, ma poteva morire in qualsiasi momento. Aveva vissuto sempre in casa sua, con l'assistenza di sua madre.

Stanco di stare in casa, decise un giorno di uscire, almeno una volta. Chiese il permesso a sua madre. Lei acconsentì. Camminando nel suo quartiere vide diversi negozi. Passando per un negozio di musica, guardando dalla vetrina, notò la presenza di una tenera ragazza della sua età. Fu amore a prima vista. Aprì la porta ed entrò guardando nient'altro che la ragazza. Avvicinandosi poco a poco, arrivò al bancone dove c'era la ragazza. Lei lo guardò e gli chiese sorridente: "Posso aiutarti?"

Egli stava già pensando che quello era il sorriso più bello che avesse mai visto nella sua vita. Nello stesso istante sentì il desiderio di baciarla. Balbettando le disse: "Si, eeehhhmmm, uuuhhh... mi piacerebbe comprare un CD". Senza pensarci, prese il primo che vide e le diede i soldi. "Vuoi che te lo impacchetti?" - Chiese la ragazza sorridendo di nuovo. Egli rispose affermativamente annuendo. Lei andò nel magazzino, tornò con il pacchetto fatto e glielo consegnò. Lui lo prese ed uscì dal negozio.

Tornò a casa e da quel giorno in poi andò al negozio ogni giorno per comprare un cd. Faceva fare il pacchetto sempre alla ragazza e poi tornava a casa per riporlo nell'armadio. Egli era molto timido per invitarla ad uscire e nonostante provasse non ci riusciva. Sua madre si interessò alla situazione e lo spronò a tentare, così egli il giorno seguente si armò di coraggio e si diresse al negozio.

Come tutti i giorni comprò un altro cd e come sempre lei gli fece una confezione. Lui prese il cd e, in un momento in cui la ragazza era distratta, posò rapidamente un foglietto con il suo numero di telefono sul bancone; dopodichè uscì di corsa dal negozio.

Qualche giorno dopo squillò il telefono a casa del ragazzo. La mamma rispose al telefono: "Pronto?" Era la commessa del negozio di musica che chiedeva di suo figlio. La madre afflitta cominciò a piangere mentre diceva: "Non lo sai?... è morto ieri!"

Ci fu un silenzio prolungato interrotto dai lamenti della madre. Più tardi la madre entrò nella stanza del figlio per ricordarlo. Decise di iniziare guardando tra la sua roba. Aprì l'armadio. Con sorpresa si trovò di fronte ad una montagna di cd impacchettati. Non ce ne era nemmeno uno aperto. Le procurò una curiosità vederne tanti che non resistette: ne prese uno e si sedette sul letto per guardarlo; facendo ciò, un biglietto uscì dal pacchettino di plastica. La madre lo raccolse per leggerlo. Diceva: "Ciao!!! Sei bellissimo! Ti andrebbe di uscire con me?? TVB...(ti voglio bene) Sofia."

La madre emozionata ne aprì altri e trovò altri bigliettini: tutti dicevano la stessa cosa.

Questa è la vita, non aspettare troppo per dire a qualcuno quello che senti. Dillo oggi stesso. E' fondamentale e forse indispensabile per il fratello. Non aspettare più. Dì a tutti che li ami, che sono "speciali" per te, perché figli dello stesso Padre e tuoi fratelli. Domani potrebbe essere troppo tardi.

A volte basta un gesto, una parola d'amore, per cambiare la vita al fratello o solo per rendergliela almeno un po' più gradita.
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Mer Apr 26, 2017 3:03 pm

La gola

Una volta una mamma, preoccupata per la figlia che aveva preso la brutta abitudine di abbuffarsi di dolci, si recò da Gandhi. Lo scongiurò: "Per favore, Mahatma, parla tu con mia figlia in modo da persuaderla a smettere con questo vizio. Accetti?".

Gandhi rimase un attimo in silenzio, un po' imbarazzato, poi concluse: "Riporta qui tua figlia fra tre settimane, e allora parlerò con lei, non prima". La donna se ne andò perplessa, ma senza replicare.

Tornò, come le era stato proposto, tre settimane dopo, rimorchiandosi dietro la figlia, golosa, insaziabile. Stavolta Gandhi prese in disparte la ragazza e le parlò dolcemente, con parole semplici e assai persuasive. Le prospettò gli effetti dannosi che possono causare i troppi dolci. Quindi le raccomandò una maggiore sobrietà.

La madre, allora, dopo averlo ringraziato, nell'accomiatarsi, gli domandò: "Toglimi una curiosità, Mahatma... Mi piacerebbe sapere perché non hai detto queste cose a mia figlia tre settimane fa".

"Tre settimane fa - rispose tranquillamente Gandhi - il vizio di mangiare i dolci l'avevo anch'io!".

Solo l'esempio permette di parlare; solo chi è può colpire a tal punto da poter essere ascoltato.
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CRISTO E' RISORTO, E' VERAMENTE RISORTO.

Messaggio  annaxel il Lun Apr 24, 2017 2:48 pm


Dopo la settimana santa, passata a contemplare le vicende umane di Cristo, finalmente la gioia oggi scoppia nei nostri cuori e li rompe, rompe i nostri cuori argillosi, aridi, cinici, egoisti...

CRISTO E' RISORTO, E' VERAMENTE RISORTO.

Dopo momenti di panico, di solitudine, di dubbio, dove é vero che ci era stato annunciato che non sarebbe finita lì con la morte, ma é anche vero che il dubbio ci assillava continuamente: "...ma sarà vero? Oppure davvero tutto é finto e siamo perduti?", finalmente scoppia la gioia e gli occhi stavolta piangono di stupore, di incredulità, di meraviglia.

Siamo spettatori dell'immenso potere di Dio che ha risuscitato dai morti suo Figlio, siamo veramente felici con una gran voglia di gridare a tutto il mondo CRISTO E' RISORTO!

Sì, gridiamolo a tutto il mondo, manifestiamo con la nostra vita questa notizia strabiliante, annunciamo a tutti coloro che incontreremo e che ci vedranno con la faccia raggiante di gioia che Cristo é l'unico Salvatore del mondo e non ve n'é altri, che Cristo é l'unico che non delude, che vale la pena dare la vita per i fratelli perché é una gioia poter assomigliare a Lui, nostro creatore, nostro fratello, nostro Dio.

CRISTO E' RISORTO, E' VERAMENTE RISORTO.      
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Lun Mar 27, 2017 10:59 am

L'arcobaleno
Cieco dalla nascita l’uomo seduto sulla panchina percepì la presenza umana dal calore che essa emanava. Un altro uomo infatti, silenzioso, si era avvicinato e seduto accanto a questo suo “simile”, che viveva nel buio senza che si vedesse.
L’uomo che viveva nel buio avvertì, attraverso questo calore, la vita e provò il forte desiderio di assaporarla, parlando a questa presenza. E così ad un tratto, con voce calma e profonda domandò: “Che cos’è un arcobaleno? Ne ho sentito parlare molto nella mia oscurità, ma oggi mi hanno detto che è apparso: in molti me lo hanno descritto, ma io non ho capito di cosa si tratti perché non ho la percezione di ciò che chiamiamo “colore”. Posso comprenderlo come fenomeno fisico, ma sembra che sia molto di più di tutto questo!”.
“E’ vero rispose l’uomo che viveva nei colori, rendendosi conto di quanto fosse difficile descrivere qualcosa che si poteva solo immaginare, “l’arcobaleno è meraviglioso, è molto di più di un fenomeno fisico!”
Allora cominciò a parlare all’uomo delle tenebre del “blu” descrivendogli il mare. “Il mare, oh si il mare io lo conosco, ho annusato il profumo del mare in ogni stagione, l’ho annusato nei momenti di calma e durante la burrasca e ho sentito il suo sapore salato. So cosa intendi quando parli del colore “blu”.
E poi gli parlò del “giallo” e dell’”arancione”, descrivendogli il sole e, con suo stupore, l’uomo delle tenebre, gli rispose che conosceva questi due colori, perché conosceva il calore del sole durante le tappe della sua vita diurna.
Ma ancora più grande fu la sua emozione quando, descrivendogli il colore “verde”, l’uomo gli descrisse la bellezza dell’erba, di un prato, delle fronde di un albero che le sue mani attente tante volte avevano accarezzato.
Queste mani che tante volte avevano colto il rosso di una rosa o gli altri suoi sensi che avevano regalato il colore delle viole, di una strada bagnata, di un tramonto infuocato, delle nuvole trasportate dal vento.
Ora era l’uomo nelle tenebre che, con trasporto, spiegava cosa fosse l’arcobaleno e quanto bello e meraviglioso fosse questo fenomeno e quanta vita fosse racchiusa nei suoi colori. Fu così che l’uomo che viveva nei colori pianse perché per la prima volta nella sua vita si accorse di quanto fosse rimasto nel buio fino a quel momento.
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Messaggio  annaxel il Gio Mar 16, 2017 3:04 pm



MONUMENTO DI BARATTOLI



Passavamo con alcuni amici vicino ad una piazza: a un tratto uno di loro mi dice: “Guarda: quello è un monumento di barattoli! Un artista li ha raccolti e, col suo estro geniale, ne ha fatto un bellissimo monumento”.

Con dei barattoli un monumento? Da ciò che non ha valore, che è get­tato via, che va perduto, fare un monumento, compiendo, oltre tutto, opera ecologica? La cosa mi sembrava strana, molto curiosa; guardo e vedo che effettivamente il monumento è composto di barattoli.

Allora mi sono detto: “Io sono un barattolo, tu sei un barattolo, noi siamo barattoli: da soli, come siamo, dove siamo, siamo senza valore; ma è venuto l’artista divino, ci ha raccolti, ci ha messi insieme in maniera artistica, lavorandoci col suo Vangelo: ne è nato un monumen­to, il monumento, Gesù. È Lui che ce lo dice: dove due o più sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.”

Un niente, unito ad altri niente, “barattoli” uniti nell’amore recipro­co, fanno Gesù, ed è anche opera ecologica, perché Gesù è venuto a salvare ciò che era perduto.
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Gio Mar 16, 2017 3:02 pm

ESISTONO DUE DEI

di Paulo Coelho
Esistono due dei.
Il dio che ci hanno insegnato i nostri professori,
e il Dio che insegna a noi.
Il dio del quale la gente suole parlare,
e il Dio che parla con noi.
Il dio che impariamo a temere,
e il Dio che ci parla di misericordia.
Esistono due dei.
Il dio che sta nei Cieli,
e il Dio che partecipa alla nostra vita quotidiana.
Il dio che esige il nostro pagamento,
e il Dio che perdona i nostri debiti.
Il dio che ci minaccia con i castighi dell'inferno,
e il Dio che ci mostra il cammino migliore.
Esistono due dei.
Un dio che ci allontana per le nostre colpe,
e un Dio che ci chiama con il Suo amore.
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Gio Mar 16, 2017 3:00 pm

E' questione di fede

Oggi ho attraversato come al solito la strada, facendo attenzione al torrente continuo di macchine. Di solito tendo a guardare con fastidio e con un certo dispetto il traffico aggressivo e incessante.

Ma oggi mi sono sorpreso a seguire gli autisti con un occhio benevolo. Mi ripetevo: “Se fosse mio fratello, se fosse mio padre, se fosse mia sorella, quel tale o quella tale …”. Questo esercizio mi rendeva più attento e comprensivo verso ogni automobilista.

Se il solo pensiero che chi mi passa accanto può essere mio fratello, mi dona amabilità verso il prossimo, chissà quanto amore e quanta gentilezza può suscitare in me verso tutti il solo pensiero – che é poi atto di fede – che ogni automobilista é Gesù. Questo mi porta su un altro piano, mi dona la capacità di rapportarmi con gli altri come con un altro me stesso. Trattando gli altri come tratti Gesù, valorizzi meglio anche te stesso.

Capisco che non viene spontaneo pensare così; non è naturale l’atto di fede. Non è neppure solo questione di fede, ma piuttosto di fede esercitata. La fede non manca in nessuno: è stata donata da Dio ad ogni uomo che nasce in questo mondo.

Va solo esercitata, ti dona una seconda natura, ti fa gigante. Se non eserciti con la vita il tuo credo, finirai con il credere ciò che vivi o come vivi.

La palestra per esercitare quotidianamente la fede è la carità fraterna. Chi non ricorda la Rudolf che, poliomielitica, è diventata una famosa atleta. Il solo esercizio caparbio, ogni giorno allo stadio, l’ha portata a gareggiare e vincere la medaglia d’oro alle olimpiadi.

Il Signore ha donato a me, come a tutti, il piccolo seme della fede. È, come dice il vangelo, il piccolo grano di senapa che, cresciuto, diventa un grande albero. Dono prezioso da far crescere esercitandolo. Esercita la fede chi ama concretamente il prossimo. La fede vissuta è capace di far di te, pigmeo, un gigante nella vita. La fede esercitata è capace di sviluppare in te un atleta, un santo.
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Lun Mar 06, 2017 9:17 am

Dio nel pozzo
Una comitiva di zingari si fermò al pozzo di un cascinale.
Un bambino di circa cinque anni uscì nel cortile, osservandoli ad occhi sgranati.
Uno zingaro in particolare lo affascinava, un pezzo d'uomo che aveva attinto un secchio d'acqua dal pozzo e stava lì, a gambe larghe, bevendo.
Un filo d'acqua gli scorreva giù per la barba di fuoco, corta e folta, e con le mani forti si reggeva il grosso secchio di legno alle labbra come se fosse stata una tazza.
Finito che ebbe, si tolse la fusciacca multicolore e con quella si asciugò la faccia.
Poi si chinò e scrutò in fondo al pozzo.
Incuriosito, il bambino si alzò in punta di piedi per cercare di vedere oltre l'orlo del pozzo che cosa stesse guardando lo zingaro.
Il gigante si accorse del bambino e sorridendo lo sollevò da terra tra le braccia.
"Sai chi ci sta laggiù?", chiese. Il bambino scosse il capo.
"Ci sta Dio", disse.
"Guarda!", aggiunse lo zingaro e tenne il bambino sull'orlo del pozzo.
Là, nell'acqua ferma come uno specchio, il bambino vide riflessa la propria immagine.
"Ma quello sono io!".
"Ah!", esclamò lo zingaro, rimettendolo con dolcezza a terra. "Ora sai dove sta Dio".
Bruno Ferrero da Quaranta Storie nel Deserto -LDC
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Re: inviati da....Don Carlo

Messaggio  annaxel il Dom Feb 19, 2017 3:20 pm

LA PRIORITÀ DELLE COSE
Un giorno un anziano professore fu contattato per tenere una lezione sulla gestione efficace del tempo ad un gruppo di manager di alcune società degli Usa nell'ambito di uno stage di aggiornamento. Aveva a disposizione solo un'ora per svolgere il suo argomento.
Quando entrò nell'aula si fece immediatamente silenzio e dopo un cenno di saluto ai presenti l'anziano docente si avvicinò lentamente alla cattedra e guardò ad uno ad uno i partecipanti pronti a non perdere una parola di quello che si sarebbe detto. Disse poi loro: "Faremo un esperimento."
Prese da sotto il tavolo un grosso vaso di vetro con un'ampia imboccatura, forse di 25 litri di capacità e una quindicina di sassi delle dimensioni di una palla da tennis. Ad uno ad uno infilò i sassi dentro il vaso e quando questi raggiunsero l'imboccatura chiese: "E' pieno il vaso?" Tutti risposero di si.
Aspettò qualche secondo e disse: "Davvero?!"
Chinandosi prese una grossa ciotola piena di ghiaia e lentamente la versò nel vaso in modo che tutti gli spazi tra i sassi furono riempiti fino all'imboccatura.
Chiese nuovamente: "E adesso il vaso e' pieno?" Ci fu qualche commento e borbottio e qualcuno intuendo qualcosa disse che probabilmente non lo era.
"Bene!", disse l'anziano docente.
Si chinò ancora e prese un secchio contenente sabbia molto fine e ne riempì il vaso nuovamente fino all'imboccatura di modo che non vi era alcun spazio ormai visibile tra i sassi e la ghiaia. Di nuovo domandò: " E ora e' pieno il vaso?"
"No!", fu la risposta comune. Infatti il professore prese una brocca e lentamente versò acqua che riempì tutti gli spazi rimasti tra i granelli di sabbia, fino all'orlo.
"Quale grande verità ci mostra questo esperimento?" Uno dei più audaci disse: "Se guardiamo bene la nostra agenda possiamo sempre trovare spazi di tempo da riempire con impegni che altrimenti dovremmo rimandare!"
"No!", fu la secca risposta del professore che disse: "Se non mettete nel vaso prima i sassi grossi dopo non potrete più metterli se avrete riempito il vaso con cose meno importanti come la ghiaia e la sabbia. Così quali sono le cose veramente importanti nella vostra vita? Se non le metterete al primo posto, il senso della vita, la bellezza del creato, il tempo che vivete ora, le persone che vi sono care o quello a cui tenete veramente, non avrete dopo più la possibilità di occuparvene, se avrete riempito la vostra vita di cose trascurabili....."
Nel silenzio generale il docente uscì lentamente dall'aula.
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Messaggio  annaxel il Dom Feb 19, 2017 3:19 pm


Gocce di Rugiada
(brano tratto dalla rivista Pregare)
Il maestro sentenziò:
Se la pietra dicesse: "Una pietra non può costruire una casa", non si avrebbero case.
E se la goccia dicesse: "Una goccia non può formare un fiume", non si avrebbero fiumi.
E se il chicco di grano dicesse: "Una spiga non può fare un campo", non si avrebbe raccolto.
E se l'essere umano dicesse: "Un gesto d'amore non può salvare l'umanità", non si avrebbero mai né giustizia, né pace, né dignità, né felicità sulla terra.
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Messaggio  annaxel il Dom Feb 19, 2017 3:17 pm

Il comandamento dell’amore
Gesù Cristo insegna ai suoi discepoli il comandamento dell’amore, la nuova legge del Vangelo che sostituisce per sempre la legge pagana del vecchio uomo: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”.
Il nostro spirito trema sentendo le esigenze di questo nuovo comandamento. Non è forse più facile aggredire chi ci aggredisce e amare chi ci ama? Forse è a questo che ci spingerebbero i nostri sensi, è questa la voce dell’anima umiliata non ancora raggiunta dalla luce del Dio di Gesù Cristo, del solo vero Dio.
Ecco perché l’amore di carità è un precetto insolito, che apre ad un nuovo orizzonte antropologico la civiltà antica e ogni civiltà umana possibile.
Visto da questo orizzonte, l’uomo, ogni uomo, appare creato a immagine e somiglianza di Dio e non più formato secondo una natura disuguale e arbitraria, come invece credevano i pagani. Liberato dai suoi peccati grazie all’azione redentrice di Cristo e rinnovato dall’azione dello Spirito, l’uomo, ogni uomo, è il tempio in cui risplende lo Spirito di Dio. Dio ama l’uomo per se stesso, a tal punto che consegna alla morte suo Figlio.
Dal momento che Dio ci ama in questo modo e ci ha fatti partecipi del suo amore, noi non possiamo che perdonare il nostro prossimo e aiutarlo perché viva e si sviluppi.
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Messaggio  annaxel il Lun Feb 06, 2017 9:33 am

IL BOSCAIOLO
di Bruno Ferrero
C’era una volta un boscaiolo che si presentò a lavorare in una segheria. Il salario era buono e le condizioni di lavoro ancora migliori, per cui il boscaiolo volle fare bella figura. Il primo giorno si presentò al caporeparto, il quale gli diede un’ascia e gli assegnò una zona del bosco. L’uomo, pieno di entusiasmo, andò nel bosco a fare legna. In una sola giornata abbattè diciotto alberi.
“Complimenti” gli disse il caporeparto. “Va avanti così”
Incitato da quelle parole, il boscaiolo decise di migliorare il proprio rendimento il giorno dopo. Così quella sera andò a letto presto.
La mattina dopo si alzò prima degli altri e andò nel bosco. Nonostante l’impegno, non riuscì ad abbattere più di quindici alberi. “Devo essere stanco” pensò. E decise di andare a dormire al tramonto. All’alba si alzò deciso a battere il record dei diciotto alberi. Invece quel giorno non riuscì abbatterne neppure la metà.
Il giorno dopo furono sette, poi cinque, e l’ultimo giorno passò l’intero pomeriggio tentando di abbattere il suo secondo albero.
Preoccupato per quello che avrebbe pensato il caporeparto, il boscaiolo andò a raccontargli quello che era successo, e giurava e spergiurava che si stava sforzando ai limiti dello sfinimento.
Il caporeparto gli chiese: quando è stata l’ultima volta che hai affilato la tua ascia?
Affilare? Non ho avuto il tempo di affilarla: ero troppo occupato ad abbattere alberi.
Ognuno faccia le sue riflessioni: quando hai affilato l’ultima volta la tua ascia?
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Messaggio  annaxel il Lun Feb 06, 2017 9:26 am

LA CONQUISTA DELLA PENNA D'AQUILA
In un villaggio indiano, il consiglio dei saggi ha deciso che la "prova di forza e coraggio" che i giovani indiani dovranno superare l'indomani, consiste nel raggiungere in canoa la riva opposta del lago dove, in un posto segreto, e' nascosta una penna d'aquila dorata: chi la troverà, avrà vinto .
Il mattino dopo, tutti sono indaffarati nei preparativi. Quand'ecco arrivare  Falco Stanco, un vecchio indiano che abita dall'altra parte del lago. Egli si avvicina ai ragazzi e dice loro: "Devo tornare dalla mia tribù. Se dovessi fare il giro del lago a piedi non arriverei che a notte inoltrata. Qualcuno di voi mi potrebbe portare sulla sua canoa?".
Tutti, chi prima, chi poi, si scusano dicendo che per via della gara, hanno fretta di arrivare per primi.
Ma uno di loro, Penna Bianca, non sa dirgli di no.
Viene dato il segnale di partenza e tutti balzano sulle loro canoe.  E' iniziata la grande prova.
Un po' più di fatica fa Penna Bianca che deve remare per due; la sua canoa e' più pesante, ora che con lui c'e' anche Falco Stanco.
Gli altri commentano la sua poca furbizia. Proprio lui che e' tra i ragazzi più abili e coraggiosi.
Anche Penna Bianca, vedendosi indietro, teme che arriverà troppo tardi. Ma poi guarda Falco Stanco che sorride felice e sente interiormente una voce che lo rassicura: "Hai fatto bene, Penna Bianca, hai fatto bene!".
Uno dopo l'altro tutti arrivano e corrono a cercare nei posti più impensati la "penna d'aquila dorata".
Arriva anche Penna Bianca. Teme che ormai i suoi compagni abbiano scovato il prezioso trofeo. Ma nessuno ancora l'ha trovato.
Saluta Falco Stanco e  corre anche lui alla caccia.
Ma il vecchio indiano lo trattiene: "Ieri sera, Bisonte Nero, il grande capo, mi ha detto: "A quello dei piccoli indiani che ti porterà sull'altra sponda, consegnerai questa!"
E tira fuori, da sotto il suo poncho, fra lo stupore di tutti, una... meravigliosa penna d'aquila; la penna d'aquila dorata!"
"Sì, continua Falco Stanco, mettendo una mano sulla spalla di Penna Bianca- hai vinto la prova perché ciò che più vale nella vita è la forza dell'amore e tu hai dimostrato di averla quando mi hai  preso sulla tua canoa".
Se fai attenzione, t'accorgerai che chi ti sta accanto ha per te la "chiave di casa"; non puoi ignorarlo.


Ultima modifica di annaxel il Lun Feb 06, 2017 9:34 am, modificato 1 volta
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