Padre Claudio Traverso ci scrive

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Padre Claudio Traverso ci scrive

Messaggio  Andrea il Mar Giu 16, 2015 8:54 am

Padre claudio Traverso ci scrive tramite Facebook.


Claudio Traverso
21 h · 

Amici miei, abbiate un sogno ! Il sogno di tutta la vita.
La vita umana che ha un sogno è lieta. Una vita che segue un sogno si rinnova di giorno in giorno.
Ma ricordate: se questo sogno sarà piccolo anche il frutto della vostra vita sarà piccolo.
Se questo sogno sarà basso anche la vostra vita sarà meschina.
Ma se il vostro sogno sarà bello, sarà grande, sarà originale, anche la vostra vita sarà bella grande e originale.
Un simile sogno non può avere di mira l'interesse egoistico.
Il vostro sogno deve mirare a rendere lieti non soltanto voi ma anche gli altri, tutta l'umanità e anche quelli che verranno dopo.
E se il vostro sogno farà gioire tutta l'umanità farà gioire anche il Signore !
Proprio così: il sogno che dovete perseguire deve corrispondere all'intenzione del Signore !


grazie Padre!


Ultima modifica di Andrea il Gio Mar 24, 2016 3:10 pm, modificato 1 volta

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Re: Padre Claudio Traverso ci scrive

Messaggio  Andrea il Mar Mar 15, 2016 8:41 am

Padre Claudio ha scritto:


Claudio Traverso
23 h ·
Signore, sulla Croce hai dato la vita per noi, sulla Croce riacquisti ogni giorno per noi dalla misericordia del Padre quanto abbiamo perduto nel peccato e nel male.

Copiato da Facebook

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Re: Padre Claudio Traverso ci scrive

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Mar 15, 2016 12:16 pm

Anch'io ho dei sogni da realizzare pubblicare il mio romanzo e con esso arrivare al cuore della gente!
Prego Dio che si realizzi, e che questa sia la volontà del Signore!
Very Happy Embarassed flower
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Solennità di Pentecoste, da Padre Claudio Traverso.

Messaggio  silvia il Mer Mag 11, 2016 6:42 pm

SOLENNITA’ DI PENTECOSTE

Intanto diciamo subito che pentecoste è una parola greca che significa 50° giorno. Tanti giorni infatti sono trascorsi dalla Pasqua di Risurrezione del Signore Gesù.
Durante il tempo pasquale la liturgia ci ha fatto meditare sulla presenza del Risorto nella Chiesa, sul dono dello Spirito, sulla Chiesa in quanto segno e annuncio della vita nuova nata dalla Pasqua del Signore.
In questa solennità della Pentecoste che celebre la manifestazione dello Spirito Santo al mondo, cominciando da Gerusalemme, noi abbiamo bisogno di prendere coscienza della straordinaria importanza ed efficacia del dono dello Spirito Santo anche a ciascuno di noi, lo Spirito che Gesù ci dona per la nostra salvezza e per la nostra santificazione.
In questo nostro mondo siamo abituati ad una estrema concretezza, accogliamo quello che vediamo e tocchiamo. Ma nella vita di fede, nella vita spirituale ciò non è sufficiente e rischiamo di non dare importanza e in qualche modo di rifiutare i doni spirituali e gli aiuti straordinari che il Signore risorto ci offre.
Consideriamo gli effetti della presenza accolta dello Spirito Santo nella nostra vita: Lo Spirito Santo costituisce l’anima, la linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano: è l’Amore di Dio che fa del nostro cuore la sua dimora ed entra in comunione con noi. Lo Spirito Santo sempre sta con noi, sempre è in noi: è nel nostro cuore. Lo Spirito stesso è “il dono di Dio” per eccellenza (cfr Gv 4,10), è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali.
Lo Spirito Santo rende il cristiano «sapiente». Questo, però, non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto; una persona sapiente non ha questo, nel senso di Dio, ma nel senso che «sa» di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio; sa questa saggezza che Dio dà ai nostri cuori. Il cuore dell’uomo saggio in questo senso ha il gusto e il sapore di Dio.
Il dono dell'intelletto: non si tratta qui dell’intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza. E’ chiaro allora che il dono dell’intelletto è strettamente connesso alla fede. Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto. Lo stesso Gesù ha detto ai suoi discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi farà capire tutto quello che io vi ho insegnato.
Attraverso il dono del consiglio, è Dio stesso, con il suo Spirito, a illuminare il nostro cuore, così da farci comprendere il modo giusto di parlare e di comportarsi e la via da seguire. Ma come agisce questo dono in noi?
Nel momento in cui lo accogliamo e lo ospitiamo nel nostro cuore, lo Spirito Santo comincia subito a renderci sensibili alla sua voce e a orientare i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre intenzioni secondo il cuore di Dio. Nello stesso tempo, ci porta sempre più a rivolgere lo sguardo interiore su Gesù, come modello del nostro modo di agire e di relazionarci con Dio Padre e con i fratelli. Il consiglio, allora, è il dono con cui lo Spirito Santo rende capace la nostra coscienza di fare una scelta concreta in comunione con Dio, secondo la logica di Gesù e del suo Vangelo. In questo modo, lo Spirito ci fa crescere interiormente, ci fa crescere positivamente, ci fa crescere nella comunità e ci aiuta a non cadere in balia dell’egoismo e del proprio modo di vedere le cose. Così lo Spirito ci aiuta a crescere e anche a vivere in comunità. La condizione essenziale per conservare questo dono è la preghiera. Sempre torniamo sullo stesso tema: la preghiera! Ma è tanto importante la preghiera. Pregare con le preghiere che tutti noi sappiamo da bambini, ma anche pregare con le nostre parole. Pregare il Signore: “Signore, aiutami, consigliami, cosa devo fare adesso?” E con la preghiera facciamo spazio, affinché lo Spirito venga e ci aiuti in quel momento, ci consigli su quello che tutti noi dobbiamo fare. La preghiera! Mai dimenticare la preghiera. Mai! Nessuno, nessuno se ne accorge quando noi preghiamo nel bus, nella strada: preghiamo in silenzio col cuore. Approfittiamo di questi momenti per pregare, pregare perché lo Spirito ci dia il dono del consiglio.
E ci farà bene anche chiedere al Signore che ci dia il dono della fortezza.
Non bisogna pensare che il dono della fortezza sia necessario soltanto in alcune occasioni o situazioni particolari. Questo dono deve costituire la nota di fondo del nostro essere cristiani, nell’ordinarietà della nostra vita quotidiana. Come ho detto, in tutti i giorni della vita quotidiana dobbiamo essere forti, abbiamo bisogno di questa fortezza, per portare avanti la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra fede: "Tutto posso in Colui che mi dà forza" ci suggerisce San Paolo.
Il dono della pietà non si identifica con l’avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati. Questo legame col Signore non va inteso come un dovere o un’imposizione. È un legame che viene da dentro. Si tratta di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione. Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore.
Il dono del timore di Dio non significa avere paura di Dio: sappiamo bene che Dio è Padre, e che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona, sempre; per cui non c’è motivo di avere paura di Lui! Il timore di Dio, invece, è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, con rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio: l’abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene.
Quando lo Spirito Santo prende dimora nel nostro cuore, ci infonde consolazione e pace, e ci porta a sentirci così come siamo, cioè piccoli, con quell’atteggiamento - tanto raccomandato da Gesù nel Vangelo - di chi ripone tutte le sue preoccupazioni e le sue attese in Dio e si sente avvolto e sostenuto dal suo calore e dalla sua protezione, proprio come un bambino con la sua mamma e il suo papà! Questo fa lo Spirito Santo nei nostri cuori: ci fa sentire come bambini nelle braccia del nostro papà. In questo senso, allora, comprendiamo bene come il timore di Dio venga ad assumere in noi la forma della docilità, della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza. Tante volte, infatti, non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È proprio nell’esperienza dei nostri limiti e della nostra povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l’unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le braccia di suo Padre. Certo Dio è mistero ma per amarlo e ringraziarlo ogni momento è sufficiente per noi renderci conto del suo infinito amore e della sua infinita misericordia. Certo dobbiamo ricordarci che abbiamo una grande e personale responsabilità di come viviamo la nostra vita cristiana e di fede, e San Paolo ci mette in guardia con forza: "Non contristate lo Spirito, non spegnete lo Spirito Santo...", ma siamo invitati caldamente ad accogliere la fede, ad accogliere la presenza di Dio nel nostro cuore. Pertanto non siamo mai senza gli aiuti necessari e possiamo camminare con fiducia verso la pienezza della nostra esistenza, affrontando momenti facili e difficili, lasciandoci accompagnare volentieri dalla dolce presenza di Gesù e di Maria al nostro fianco, spendendo come possiamo, meglio che possiamo la nostra vita per il bene, a gloria di Dio e in spirito di solidarietà nei confronti dei nostri fratelli.
BUONA PENTECOSTE !
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