Pensieri del Gufo

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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Lun Apr 24, 2017 2:42 pm




Pensieri del Gufo

Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...

C'era una volta un gelso centenario, pieno di rughe e di saggezza, che ospitava una colonia di piccoli bruchi. Erano bruchi onesti, laboriosi, di poche pretese. Mangiavano, dormivano e, salvo qualche capatina al bar del penultimo ramo a destra, non facevano chiasso. La vita scorreva monotona, ma serena e tranquilla.

Faceva eccezione il periodo delle elezioni, durante il quale i bruchi si scaldavano un pò per le insanabili divergenze tra la destra, la sinistra e il centro. I bruchi di destra sostengono che si comincia a mangiare la foglia da destra, i bruchi di sinistra sostengono il contrario, quelli di centro cominciano a mangiare dove capita. Alle foglie naturalmente nessuno chiedeva mai un parere. Tutti trovavano naturale che fossero fatte per essere rosicchiate.

Il buon vecchio gelso nutriva tutti e passava il tempo sonnecchiando, cullato dal rumore delle instancabili mandibole dei suoi ospiti. Bruco Giovanni era tra tutti il più curioso, quello che con maggiore frequenza si fermava a parlare con il vecchio e saggio gelso. "Sei veramente fortunato, vecchio mio", diceva Giovanni al gelso. "Te ne stai tranquillo in ogni caso. Sai che dopo l'estate verrà l'autunno, poi l'inverno, poi tutto ricomincerà. Per noi la vita è così breve. Un lampo, un rapido schioccar di mandibole e tutto è finito". Il gelso rideva e rideva, tossicchiando un pò: "Giovanni, Giovanni, ti ho spiegato mille volte che non finirà così! Diventerai una creatura stupenda, invidiata da tutti, ammirata...". Giovanni agitava il testone e brontolava: "Non la smetti mai di prendermi in giro. Lo so bene che noi bruchi siamo detestati da tutti. Facciamo ribrezzo. Nessun poeta ci ha mai dedicato una poesia. Tutto quello che dobbiamo fare è mangiare e ingrassare. E basta".

"Ma Giovanni", chiese una volta il gelso, "tu non sogni mai?". Il bruco arrossì. "Qualche volta", rispose timidamente. "E che cosa sogni?". "Gli angeli", disse, "creature che volano, in un mondo stupendo". "E nel sogno sei uno di quelli?". "...Sì", mormorò con un fil di voce il bruco Giovanni, arrossendo di nuovo. Ancora una volta, il gelso scoppiò a ridere.

"Giovanni, voi bruchi siete le uniche creature i cui sogni si avverano e non ci credete!". Qualche volta, il bruco Giovanni ne parlava con gli amici. "Chi ti mette queste idee in testa?", brontolava Pierbruco. "Il tempo vola, non c'è niente dopo! Niente di niente. Si vive una volta sola: mangia, bevi e divertiti più che puoi! "Ma il gelso dice che ci trasformeremo in bellissimi esseri alati...". "Stupidaggini. Inventano di tutto per farci stare buoni", rispondeva l'amico.

Giovanni scrollava la testa e ricominciava a mangiare. "Presto tutto finirà...scrunch... Non c'è niente dopo...scrunch... Certo, io mangio..scrunch, bevo e mi diverto più che posso...scrunch... ma...scrunch...non sono felice...scrunch. I sogni resteranno sempre sogni. Non diventeranno mai realtà.

Sono illusioni!", bofonchiava, lavorando di mandibole. Ben presto i tiepidi raggi del sole autunnale cominciarono ad illuminare tanti piccoli bozzoli bianchi tondeggianti sparsi qua e là sulle foglie del vecchio gelso. Un mattino, anche Giovanni, spostandosi con estrema lentezza, come in preda ad un invincibile torpore, si rivolse al gelso. "Sono venuto a salutarti. E' la fine. Guarda sono l'ultimo. Ci sono solo tombe in giro. E ora devo costruirmi la mia!".

"Finalmente! Potrò far ricrescere un pò di foglie! Ho già incominciato a godermi il silenzio! Mi avete praticamente spogliato! Arrivederci, Giovanni!", sorrise il gelso.

"Ti sbagli gelso. Questo...sigh...è...è un addio, amico!", disse il bruco con il cuore gonfio di tristezza. "Un vero addio. I sogni non si avverano mai, resteranno sempre e solo sogni. Sigh!". Lentamente, Giovanni cominciò a farsi un bozzolo. "Oh", ribatté il gelso, "vedrai". E cominciò a cullare i bianchi bozzoli appesi ai suoi rami. A primavera, una bellissima farfalla dalle ali rosse e gialle volava leggera intorno al gelso. "Ehi, gelso, cosa fai di bello? Non sei felice per questo sole di primavera?".

"Ciao Giovanni! Hai visto, che avevo ragione io?" sorrise il vecchio albero. "O ti sei già dimenticato di come eri poco tempo fa?".

Parlare di risurrezione agli uomini è proprio come parlare di farfalle ai bruchi. Molti uomini del nostro tempo pensano e vivono come i bruchi. Mangiano, bevono e si divertono più che possono: dopotutto non si vive una volta sola? Nulla di male, sia ben chiaro. Ma la loro vita è tutta qui. Per loro la parola risurrezione non significa nulla. Eppure non sono felici...
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Lun Mar 27, 2017 11:02 am


Pensieri del Gufo
Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...

Un uomo aveva sempre il cielo dell'anima coperto di nubi nere. Era incapace di credere alla bontà. Soprattutto non credeva alla bontà e all'amore di Dio. Un giorno mentre passeggiava sulle colline che attorniavano il suo villaggio, sempre tormentato dai suoi dubbi, incontrò un pastore. Il pastore era un brav'uomo dagli occhi limpidi.
Si accorse che lo sconosciuto aveva un'aria particolarmente triste e gli chiese: "Che cosa ti rende così triste, amico?" "Mi sento immensamente solo".
"Anch'io sono solo, eppure non sono triste".
"Forse perché Dio ti fa compagnia...".
"Hai indovinato".
"Io invece non ho la compagnia di Dio.
Non riesco a credere che mi ama.
Com'è possibile che ami gli uomini uno per uno?
Com'è possibile che ami uno come me?"
"Vedi laggiù il nostro villaggio?", gli disse il pastore. "Vedi ogni casa?". Vedi le finestre di ogni casa?".
"Vedo tutto questo".
"Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell'arco della giornata. Forse tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra".
Per avere la gioia nel cuore basta aprire la finestra dell'anima
e lasciare entrare il sole di Dio.
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Gio Mar 16, 2017 3:07 pm

Pensieri del Gufo

Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...

Sapete come sono nati i deserti? Che ci crediate o no, tanto tempo fa, la terra intera era verde e fresca come una foglia appena spuntata: mille ruscelli correvano tra l'erba, e aranci, mandorle, ciliegie, datteri e melograni crescevano insieme sullo stesso ramo; il leone giocava con l'agnello e le tribù degli uomini vivevano in pace e non sapevano cosa fosse il male.

All'inizio dei tempi, il Signore aveva detto agli uomini: "questo giardino fiorito è tutto vostro, e vostri sono i suoi frutti. Badate però, che ad ogni azione malvagia io lascerò cadere sulla terra un granello di sabbia, e un giorno gli alberi verdi e l'acqua fresca potrebbero scomparire per non tornare mai più". Per molto tempo il suo monito venne obbedito e ricordato, finché un giorno due uomini litigarono per il possesso di un cammello, e appena la prima parola cattiva fu pronunciata il Signore gettò al suolo un grano di sabbia, così minuscolo e leggero che nessuno se ne accorse.

Ben presto alle parole seguirono i fatti, e molti nuovi granelli si formarono e caddero, mentre il piccolo mucchio di sabbia cresceva lentamente. Gli uomini allora si fermarono a guardarlo, incuriositi. "Cos'è questo, Signore?" chiesero a Dio. "Il frutto della vostra cattiveria", rispose Lui. "Tutte le volte che agirete ingiustamente, che alzerete la mano su un fratello, che mentirete e ingannerete, un granellino si aggiungerà agli altri. E chissà che un giorno la sabbia non copra la terra intera". Ma gli uomini si misero a ridere. "Anche se fossimo i più perfidi fra i perfidi, non basteranno milioni di milioni di anni perché questa polvere leggera riesca a farci del male. E poi, chi può aver paura di un pò di sabbia?".

Così ricominciarono a ingannarsi e a combattersi, uno contro l'altro, tribù contro tribù, finché la sabbia seppellì i pascoli verdi e i campi, cancellò il corso dei ruscelli e cacciò le bestie lontano in cerca di cibo. In questo modo fu creato il deserto, e da allora le tribù andarono vagando per il deserto, pensando alla verde terra perduta.

E qualche volta in pieno deserto, sognano e vedono cose che non ci sono più: laghi azzurri e alberi fioriti. Ma sono visioni che subito svaniscono: la gente li chiama miraggi.

Solo dove gli uomini hanno osservato le leggi di Dio ci sono ancora palme verdi e sorgenti pulite, e la sabbia non può cancellarli, ma li circonda come il mare fa con le isole. I viaggiatori le chiamano oasi, e là si fermano per trovare riposo e ristoro, ricordando ogni volta le parole del Signore alle tribù: "Non trasformate il mio mondo verde in un deserto infinito".

Ecco, ora sapete perché anche oggi, sulla terra i deserti continuano ad avanzare.
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Lun Mar 06, 2017 9:19 am

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Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo

Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...

In un villaggio abbandonato dagli uomini, sui fianchi di una montagna sperduta, non c'era più nessuno. Ma passando davanti alla piccola chiesa, spinto da non so quale istinto, sono entrato. E là sono stato abbagliato da una luce intensa, insostenibile! Era Dio. Dio in persona, Dio che pregava! Mi sono chiesto: chi sta pregando? Siamo noi che preghiamo Lui! Eppure Lui pregava.
Pregava l'uomo! Pregava me! Dubitava di me come io avevo dubitato di Lui! E diceva: «Uomo, se esisti dammi un segno della tua esistenza!». Ho gridato: «Mio Dio, sono qui!». E Lui: «Miracolo! Un'umana apparizione!».
lo ho continuato: «Ma, Dio mio, come puoi dubitare dell'esistenza dell'uomo, dal momento che sei stato Tu a crearlo?». «Sì, è vero. Ma è così tanto tempo che non ne vedo neanche uno nella mia chiesa che mi domandavo se per caso non l'avessi solo sognato!».
E io: «Allora, adesso puoi tranquillizzarti!». «Sì! Adesso posso gridare forte: l'uomo esiste io l'ho incontrato!».
Le prigioni sono chiuse giorno e notte e sono sempre piene.
Le chiese sono sempre aperte e dentro non c'è quasi mai nessuno.
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Dom Feb 19, 2017 3:25 pm


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Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
 Più taceva e più sapeva...

C'era una volta un grande violinista di nome Paganini. Alcuni dicevano che era strano. Altri che era angelico. Traeva dal suo violino note magiche. Una sera, il teatro dove doveva esibirsi era affollatissimo. Paganini fu accolto da un'ovazione. Il maestro impugnò il violino e cominciò a suonare nel silenzio assoluto. Brevi e semibrevi, crome e semicrome, ottave e trilli sembravano avere ali e volare al tocco delle sue mani. Improvvisamente, un suono diverso sospese l'estasi della platea. Una delle corde del violino di Paganini si ruppe. Il direttore si fermò. L'orchestra che accompagnava il violinista tacque. Il pubblico ammutolì. Ma Paganini non smise di suonare. Guardando la partitura, continuò a intessere melodie deliziose con il suo violino. Ma dopo qualche istante un'altra corda del violino si spezzò. Il direttore dell'orchestra si fermò. L'orchestra tacque nuovamente. Paganini non si fermò. Come se niente fosse, ignorò le difficoltà e continuò la sua deliziosa melodia. Il pubblico non si accorse di niente. Finché non saltò, con un irritante stridio, un'altra corda del violino. Tutti, attoniti, esclamarono: «Oh!». L'orchestra si bloccò. Il pubblico rimase con il fiato sospeso, ma Paganini continuò. L'archetto correva agile traendo suoni celestiali dall'unica corda che restava del violino. Neppure una nota della melodia fu dimenticata. L'orchestra si riprese e il pubblico divenne euforico per l'ammirazione. Paganini aggiunse altra gloria a quella che già lo circondava. Divenne il simbolo dell'uomo che sfida l'impossibile.

Libera il Paganini che c'è dentro di te. lo non so quali problemi ti affliggano. Può essere un problema personale, coniugale, familiare, non so che cosa stia demolendo la tua stima o il tuo lavoro. Una cosa so: di sicuro non tutto è perduto. Esiste ancora, almeno, una corda e puoi continuare a suonare. Impara a scoprire che la vita ti lascerà sempre un'ultima corda. Quando sei sconfortato, non ti ritirare. È rimasta la corda della perseveranza intelligente, del «tentare ancora una volta». La vita non ti strapperà mai tutte le corde. È sempre la corda dimenticata quella che ti darà il miglior risultato: la tua fede, la tua forza interiore, la tua speranza, coloro che ti amano.  
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Mer Nov 30, 2016 8:39 am

Pensieri del Gufo
Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...


In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto. Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva bello e robusto. Perché il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice. Un giorno , il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse: "Caro bambù, ho bisogno di te". Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia: "Signore, sono pronto. Fa di me l'uso che vuoi". La voce del Signore era grave: "Per usarti devo abbatterti !". Il bambù si spaventò: "Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi". "Mio caro, bambù", continuò il Signore, "se non posso abbatterti, non posso usarti". Il giardino piombò in un forte silenzio. Anche il vento smise di soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò: "Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi".
"Mio caro bambù", disse ancora il Signore, "non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie". "Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!". "Se non posso tagliarli, non posso usarti". Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volo via. Tremando, il bambù disse fiocamente: "Signore, tagliali".
"Mio caro bambù, devo ancora farti di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore". Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: "Signore, spacca e strappa". Così il Signore del giardino abbatté il bambù, taglio i rami e le foglie, lo spacco in due e gli estirpò il cuore.
Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità. Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell'amato bambù e diresse l'altra verso i campi inariditi. La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo. Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto. Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.
Noi la chiamiamo "sofferenza".
Dio la chiama "ho bisogno di te".
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Dom Nov 13, 2016 5:25 pm

Pensieri del Gufo
Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
più sapeva e più taceva
 più taceva e più sapeva...


In una calda sera di fine estate, un giovane si recò da un vecchio saggio:"Maestro, come posso essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita? Come posso essere sicuro che tutto ciò che faccio è quello che Dio mi chiede di fare?"...Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse: "Una notte mi addormentai con il cuore turbato, anch'io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande. Poi feci un sogno. Sognai una bicicletta a due posti. Vidi che la mia vita era come una corsa con una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare. Ma poi avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti. Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa. Dio rendeva la mia vita più felice ed emozionante. Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti? Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa e prevedibile. Era sempre la distanza più breve tra due punti. Ma quando cominciò a guidare lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo. Tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella! Anche se sembrava una pazzia, lui continuava a dire: «Pedala, pedala!». Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo: «Signore, ma dove mi stai portando?». Egli si limitava a sorridere e non rispondeva. Tuttavia, non so come, cominciai a fidarmi. Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell'avventura, e quando dicevo: «Signore, ho paura...», lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito una immensa serenità si sostituiva alla paura. Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di amore e gioia. Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio. Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio. E ripartimmo. Mi disse: «Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso». Così li regalai a persone che incontrammo, e trovai che nel regalare ero io a ricevere, e il nostro fardello era comunque leggero. Dapprima non mi fidavo di lui, al comando della mia vita. Pensavo che l'avrebbe condotta al disastro. Ma lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi. E io sto imparando a star zitto e pedalare nei luoghi più strani, e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il delizioso compagno di viaggio, la mia potenza superiore. E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, lui si limita a sorridere e dice: «Non ti preoccupare, guido io, tu pedala!»".
Non ti preoccupare, fai guidare Lui...ma pedala!
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Dom Giu 26, 2016 2:24 pm



Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse:

Confessione di un figlio, al di sopra di ogni sospetto...
«Ieri, sono stato a mangiare, in un ristorante!
Un pranzo passabile, ma che prezzi!
Ci serviva una cameriera, né bella, né gentile...
In tutto il pranzo, le avrò detto, cento volte:
"Grazie!".
Lei, neanche ci faceva caso, e aveva ragione:
è pagata, per fare quel lavoro!
Oggi, mia madre, come sempre, si è alzata,
per prendermi un bicchiere d'acqua...
Non so come, mi è sfuggito un: "Grazie!".
Non l'avevo mai fatto!
Mia madre si è messa seduta,
e mi è sembrato che, quasi, piangesse...
Conclusione: per far piangere mia madre, basta poco;
basta dire, un: "Grazie!", ogni tredici anni!».
Confessione di una madre, piena di sospetti...
«Oggi, mio figlio mi ha detto: "Grazie!".
Ho pianto... Che scema!
Spero, non se ne sia accorto: altrimenti, non me lo dice più,
per non farmi piangere...
Se, invece, si fosse accorto, che io, "la madre",
sono Lucia, che ho quarant'anni,
che spesso sono stanca, che a volte mi sento sola,
che spesso desidero parlare, uscire, che a volte sto male...».

"Se volete imparare, la crescita,
e il progresso personale, e la dignità,
per incominciare,
non c'è, un posto migliore, della vostra famiglia...".



Buona settimana a tutti
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Dom Giu 19, 2016 2:34 pm



Pensieri del Gufo

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Ad una vendita all'asta, il banditore sollevò un violino. Era impolverato, graffiato e scheggiato. Le corde pendevano allentate e il banditore pensava non valesse la pena di perdere tanto tempo con il vecchio violino, ma lo sollevò con un sorriso. "Che offerta mi fate, signori?" gridò. "Partiamo da...50 euro!". "Cinquantacinque!" disse una voce. Poi sessanta. "Sessantacinque!" disse un altro. Poi settanta. "Settanta euro, uno; settanta euro, due; settanta euro...". Dal fondo della stanza un uomo dai capelli grigi avanzò e prese l'archetto. Con il fazzoletto spolverò il vecchio violino, tese le corde allentate, lo impugnò con energia e suonò una melodia pura e dolce come il canto degli angeli. Quando la musica cessò, il banditore, con una voce calma e bassa disse: "Quanto mi offrite per il vecchio violino?". E lo sollevò insieme con l'archetto. "Cinquecento, e chi dice mille euro? Mille! E chi dice millecinquecento? Millecinquecento, uno; millecinquecento, due; millecinquecento e tre, aggiudicato!" disse il banditore. La gente applaudì, ma alcuni chiesero: "Che cosa ha cambiato il valore del violino?". Pronta giunse la risposta: "Il tocco del Maestro!".

Se in qualche circostanza della vita ci si ritrova come vecchi violini, inutili, impolverati, graffiati e scheggiati; niente paura. Abbiamo una certezza: siamo in grado di fare cose meravigliose. Basta "il tocco del Maestro"....


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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Mar Apr 26, 2016 2:09 pm

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Un giorno, la pietra disse: «Sono la più forte!». Udendo ciò, il ferro disse: «Sono più forte di te! Lo vuoi vedere?». Subito, i due lottarono fino a quando la pietra fu ridotta in polvere.
Il ferro disse a sua volta: «lo sono il più forte! Udendolo, il fuoco disse: «lo sono più forte te! Lo vuoi vedere?». Allora i due lottarono finché il ferro fu fuso.
Il fuoco disse a sua volta: «lo sì che sono forte!». Udendo ciò, l'acqua disse: «lo sono più forte di te! Se vuoi te lo dimostro». Allora, lottarono fin quando il fuoco fu spento.
L'acqua disse a sua volta: «Sono io la più forte!». Udendola il sole disse: «lo sono più forte ancora! Guarda!».    I due lottarono finché il sole fece evaporare l'acqua.
Il sole disse a sua volta: «Sono io il più forte!». Udendolo, la nube disse: «lo sono più forte ancora! Guarda!».    I due lottarono finché la nube nascose il sole.
La nube disse a sua volta: «Sono io la più forte!». Ma il vento disse: «lo sono più forte di te! Te lo dimostro». Allora i due lottarono fin quando il vento soffiò via la nube ed essa sparì.
ll vento disse a sua volta: «lo sì, che sono forte!». I monti dissero: «Noi siamo più forti di te! Guarda!». Subito i due lottarono fino a che il vento restò preso tra le catene dei monti.
I monti, a loro volta, dissero: «Siamo i più forti!». Ma sentendoli, l'uomo disse: «lo sono più forte di voi! E, se lo volete vedere ... ». L'uomo, dotato di grande intelligenza, perforò i monti, impedendo che bloccassero il vento. Dominando il potere dei monti, l'uomo proclamò: «lo sono la creatura più forte che esista!».
Ma poi venne la morte, e l'uomo che si credeva intelligente e tanto forte, con un ultimo respiro, morì.
La morte a sua volta disse: Sono io la più forte! Perché prima o poi tutto muore e finisce nel nulla”
La morte già festeggiava quando, inatteso, venne un uomo e, dopo soli tre giorni dalla morte, risuscitò, vincendo la morte.
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Lun Gen 18, 2016 10:28 am

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Più sapeva e più taceva
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Il Maestro era un vero campione nell'arte del tiro con l'arco. Una mattina, invitò il suo discepolo preferito a osservare una dimostrazione della sua abilità. Il discepolo lo aveva visto centinaia di volte, ma comunque obbedì al suo Maestro. Si recarono nel bosco accanto al monastero e raggiunsero un albero di quercia. Allora, il Maestro prese un fiore che aveva infilato nella sua cintura e lo mise su uno dei rami. Aprì la borsa che aveva portato con sé e tirò fuori tre oggetti: il suo splendido arco in legno pregiato, una freccia e un fazzoletto bianco ricamato. Poi si collocò a un centinaio di passi dal punto in cui aveva riposto il fiore. Chiese al suo discepolo di bendargli accuratamente gli occhi con il fazzoletto ricamato. Il discepolo lo fece. «Quante volte mi hai visto praticare lo sport nobile e antico del tiro con l'arco?», chiese il Maestro. «Ogni giorno», rispose il discepolo. «E sono sempre riuscito a colpire il centro del bersaglio da trecento passi?». «Certo!». Con gli occhi coperti da un fazzoletto, il Maestro piantò saldamente i piedi per terra, tirò indietro la corda con tutte le sue forze e poi scoccò la freccia. La freccia sibilò nell'aria, ma non colpì neanche l'albero, mancando il bersaglio con un margine imbarazzante. «L’ho colpito?», chiese il Maestro, rimuovendo il fazzoletto dagli occhi. «No, l’hai mancato completamente», rispose il discepolo. Con un po’di disagio il discepolo continuò: «Pensavo che tu volessi dimostrami il potere del pensiero e della sua capacità di eseguire magie». «Infatti ti ho appena insegnato la lezione più importante sul potere del pensiero», rispose il Maestro. «Quando vuoi conquistare un obiettivo, concentrati solo su di esso. Perché nessuno potrà mai colpire un bersaglio che non vede!».
Qual è la cosa, o la persona veramente importante per te?
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Lun Nov 30, 2015 1:28 pm

LUCI NELLA NOTTE! Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse:

Una volta centomila persone furono radunate allo stadio Meazza di Milano. All’improvviso un vecchio saggio, che parlava a quell’immensa assemblea, si interruppe: "Non abbiate timore; adesso si spegneranno le ‘luci’!". Piombò l’oscurità nello stadio, ma attraverso gli altoparlanti, la voce del vecchio saggio continuò: "Ora, io accenderò un fiammifero. Tutti quelli che lo vedono brillare, dicano semplicemente: ‘Sì’!". Appena quel puntino di fuoco si accese nel buio, tutta la folla gridò: "Si!"… Il saggio continuò a spiegare: "Ecco: una qualsiasi azione di bontà può brillare in un mondo di tenebre. Per quanto piccola, non passa mai inosservata agli occhi degli uomini e agli occhi di Dio. Ma voi potete fare di più! Ora, tutti quelli che hanno un fiammifero l’accendano!". E di colpo l’oscurità venne rotta da uno sconfinato tremolio di piccoli fuochi...

Se molti uomini di poco conto, in tanti posti di poco conto, facessero il bene anche nelle cose di poco conto, il futuro dell'umanità non ci apparirebbe così buio...
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Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Lun Nov 30, 2015 11:53 am



Sul dolce declivio di una collina delle Langhe viveva una prospera comunità di peschi.

In primavera, i loro fiori formavano una morbida nuvola rosa che faceva la gioia dei viandanti.

In mezzo ai peschi di lungo corso, era spuntato un giovane pesco, che cresceva vigoroso.

Quando le giornate di fine febbraio si fecero tiepide, il giovane pesco cominciò a chiedere:

«È ora? Possiamo fiorire?».

«Porta pazienza, ragazzo. È presto. Possono ancora venire venti freddi e anche qualche gelata.

Aspetta, verrà anche la tua ora!», gli diceva il vecchio ed esperto pesco accanto a lui.

Brontolando, il giovane pesco annuiva, ma gonfiava le sue gemme.

«Sono solo invidiosi, perché sono vecchi», rimuginava tra sé.

Una delle ultime sere di febbraio, illuminata da un sole particolarmente dolce, il giovane pesco tornò a chiedere:

«Adesso posso fiorire?».

Il vecchio pesco rispose: «No, ragazzo mio.

Non è ancora primavera. È probabile che vengano ancora giorni di freddo».

Il giovane pesco sbottò:

«Uffa! Voi grandi siete tutti così!

Sempre con i vostri "stai attento qui,

aspetta là, abbi pazienza ... ". Sono stufo delle vostre lagne!

C'è un bel sole e decido io per me!»,

E i boccioli del giovane pesco esplosero in magnifici fiori rosa.

«Guarda quel pesco: è già fiorito! È bellissimo!», dicevano i passanti ammirati.

Sulla collina era l'unico pesco fiorito e tutta l'ammirazione era per lui.

Il giovane pesco si pavoneggiava esultante.

Il sole di febbraio purtroppo dura poco.

E il giorno dopo una lama di aria gelida annientò crudelmente i fiori e i sogni del giovane pesco.



Non avere  fretta di sbocciare e stai attento a quelle esperienze che ti possono "bruciare"...

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Messaggio  annaxel il Lun Nov 23, 2015 10:02 am

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Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
 Più taceva e più sapeva...

Un gruppo di professori, tutti con successo nelle rispettive carriere, s'incontrò per far visita al loro vecchio insegnante. Subito la chiacchiera deviò sullo stress prodotto dall'attività e dalla vita in genere. Il professore offrì loro del caffè.
Andò in cucina e tornò con una caffettiera grande e una selezione di tazze molto varia.
Ce n'erano di porcellana, di plastica e di cristallo, alcune semplici, altre decorate, di forma comune e finemente stilizzate.
Tranquillamente disse loro che scegliessero una tazza e si servissero con il caffè appena preparato. Quando lo ebbero fatto, Il vecchio insegnante si schiarì la gola e con molta calma e pazienza parlò al gruppo: «Vi sarete resi conto che le tazze che apparivano migliori sono finite prima di quelle che erano semplici e rozze? Questo è naturale, poiché ognuno preferisce avere il meglio per sé. Ed è questo il motivo dei vostri molti problemi». E continuò: «Le tazze non cambiano la qualità del caffè. Infatti, la tazza contiene solo, o riveste, ciò che beviamo. Quello che a voi interessava era il caffè, non la tazza; ma istintivamente avete cercato le più belle. Provate a guardare le tazze degli altri. Adesso pensate a questo: la vita è il caffè. La fatica, i soldi, la posizione sociale sono semplici tazze, che le danno forma e supporto e il tipo di tazza che abbiamo non definisce né cambia in realtà la qualità della nostra vita. Perciò, se ci concentriamo solo sulla tazza, non riusciamo a gustare il caffè.
Gustate il caffè! La gente più felice non è quella che ha di più, ma quella che fa bene con ciò che possiede. Quindi, ricordate: vivete in modo semplice, in pace. Amate e comportatevi con generosità.
Siate solidali e solleciti. Parlate con amabilità. Lasciate il resto a Dio».
La persona più ricca non è quella che ha di più,
ma quella che si crea meno bisogni...
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Messaggio  annaxel il Dom Nov 15, 2015 6:10 pm

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Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...

Esiste una Banca che ogni mattina accredita la somma di ottantaseimilaquattrocento euro sul tuo conto. Ogni notte cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno.
Ognuno di noi possiede un conto in questa Banca.
Il suo nome?
Tempo.
Ogni mattina questa Banca ti accredita ottantaseimilaquattrocento secondi.
Ogni notte questa Banca cancella e dà come perduta qualsiasi quantità di questo credito che tu non abbia investito.
Questa Banca non conserva saldi né permette trasferimenti.
Ogni giorno ti apre un nuovo conto. Ogni notte elimina il saldo del giorno.
Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita è tua. Non si può fare marcia indietro.
Non esistono accrediti sul deposito di domani. Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.
Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, felicità e successo:
l'orologio continua il suo cammino. Ottieni il massimo da ogni giorno.
Per capire il valore di un anno, chiedi a uno studente che ha perduto un anno di studio.
Per capire il valore di un mese, chiedi a una madre che ha partorito prematuramente.
Per capire il valore di una settimana, chiedi all'editore di un settimanale.
Per capire il valore di un'ora, chiedi a due innamorati che attendono d'incontrarsi.
Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.
Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.
Per capire il valore di un millesimo di secondo,
chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d'argento alle Olimpiadi.
Dai valore ad ogni momento che vivi, e dagli ancor più valore se lo potrai condividere con una persona speciale,
tanto speciale da dedicarle il tuo tempo
e ricorda che il tempo non aspetta nessuno
"Non abbiamo che questi brevi attimi di vita per amare Gesù.
Il diavolo la sa molto bene e per questo cerca tutte
le vie per farceli perdere in un vano logorio..."
(S.Teresa di Lisieux)
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Messaggio  annaxel il Mer Nov 11, 2015 9:00 am


Pensieri del Gufo
Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...
Un noto professore ateo terminò la sua dotta conferenza in cui aveva
attaccato Gesù in tutti i modi con il classico: «Qualche domanda?».
Un ex notorio ubriacone, che si era convertito da poco,
si alzò e cominciò lentamente a sbucciare un'arancia. «Allora?».
Quello continuò imperturbabile e cominciò a mangiare uno spicchio dopo l'altro.
Infine chiese al professore: «Era dolce o asprigna?».
«Come faccio a saperlo? Non l'ho mica assaggiata!».
«Così con Gesù. Come fai a parlarne in questo modo, se non lo hai mai incontrato?».
E’ il principio più importante dell’educazione:
nessuno guida un altro dove non è mai stato ....
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Messaggio  annaxel il Lun Nov 02, 2015 6:04 pm

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Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...

Sono medico oncologo, con lunghi anni di lavoro professionale.
Cominciai a frequentare l'ospedale infantile e mi appassionai per l'onco-pediatria.
Vissi nella mia carne i drammi dei miei piccoli pazienti, innocenti vittime del cancro.
Fino al giorno in cui un angelo entrò nella mia vita.
Il mio angelo venne sotto la forma di una bambina di 11 anni.
Fu sottoposta per due lunghi anni a diversi trattamenti, manipolazioni, iniezioni e grandi sofferenze,
che coinvolgevano programmi di chemio e di radioterapia, ma non vidi mai il mio piccolo angelo tremare.
La vidi piangere spesso: vidi pure paura nei suoi piccoli occhi, ma questo è umano.
Un giorno, giunsi presto all'ospedale e vi trovai il mio angelo solo nella sua stanzetta.
Le chiesi di sua madre.
La risposta che mi diede, ancora oggi non riesco a raccontarla
senza riprovare una profonda emozione.
«Dottore», mi disse, «spesso la mia mamma esce dalla stanza per piangere, nascosta nei corridoi.
Quando io morirò, credo che rimarrà con molta nostalgia.
Ma io non ho paura di morire. lo non sono nata per questa vita».
Le chiesi: «Che cos'è la morte per te?».
«Guarda, dottore, quando siamo piccoli, spesso,
vogliamo dormire nella camera dei nostri genitori e,
al mattino, ci svegliamo nella nostra camera, vero ?».
«Sì. è vero», risposi.
E lei:«Un giorno andrò a dormire e mio Padre verrà a cercarmi e mi sveglierò nella sua casa.
Quella sarà la mia vera vita».
Rimasi impietrito, non sapevo che dire.
Sorpreso dalla maturità e dalla visione spirituale di quella bambina.
«E mia madre resterà con più nostalgia» aggiunse.
Emozionato, trattenendo le lacrime, chiesi: Che cosa significa per te "nostalgia", bimba mia?».
«Nostalgia è l'amore che rimane».
Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una miglior definizione,
più diretta e semplice della parola nostalgia:
è l'amore che rimane e non si allontana!
Che bello che esista la nostalgia, l'amore che rimane per sempre...
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Messaggio  annaxel il Mar Ott 27, 2015 11:56 am

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Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...
Racconta una leggenda sioux che, una volta, Toro Bravo e Nube Azzurra
giunsero tenendosi per mano alla tenda del vecchio stregone della tribù e gli chiesero:
«Noi ci amiamo e ci vogliamo sposare.
Ma ci amiamo tanto che vogliamo un consiglio che ci garantisca di restare per sempre uniti,
che ci assicuri di restare l'uno accanto all'altra fino alla morte. Che cosa possiamo fare?».

E il vecchio, emozionato vedendoli così giovani e così innamorati, così ansiosi di una parola bella, disse: «Fate ciò che dev'essere fatto. Tu, Nube Azzurra, devi scalare il monte al nord del villaggio. Solo con una rete, devi prendere il falco più forte e portarlo qui vivo,
il terzo giorno dopo la luna nuova.
E tu, Toro Bravo, devi scalare la montagna del tuono; in cima troverai la più forte di tutte le aquile. Solo con una rete prenderla e portarla a me, viva!».
I giovani si abbracciarono teneramente e poi partirono per compiere la missione.
Il giorno stabilito, davanti alla stregone, i due attendevano con i loro uccelli.
Il vecchio li tolse dal sacco e costatò che erano veramente begli esemplari degli animali richiesti.
«E adesso, che dobbiamo fare?», chiesero i giovani».
Prendete gli uccelli e legateli fra loro per una zampa con questi lacci di cuoio.
Quando saranno legati, lasciateli andare perché volino liberi».
Fecero quanto era stato ordinato e liberarono gli uccelli.
L'aquila e il falco tentarono di volare,
ma riuscirono solo a fare piccoli balzi sul terreno.
Dopo un po', irritati per l'impossibilità di volare,
gli uccelli cominciarono ad aggredirsi l'un altro beccandosi fino a ferirsi.
Allora, il vecchio disse: «Non dimenticate mai quello che state vedendo.
Il mio consiglio è questo: voi siete come l'aquila e il falco.
Se vi terrete legati l'uno all'altro, fosse pure per amore,
non solo vivrete facendovi del male,
ma, prima o poi, comincerete a ferirvi a vicenda.
Se volete che l'amore fra voi duri a lungo, volate assieme,
ma non legati con l'impossibilità di essere voi stessi».
Se realmente ami qualcuno, lascialo volare con le sue proprie ali...

Buona settimana a tutti
Don Carlo
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Re: Pensieri del Gufo

Messaggio  annaxel il Mar Ott 06, 2015 9:33 am

Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
  Più taceva e più sapeva...

Un ragazzo di 24 anni, guardando attraverso la finestra del bus, gridò:
«Papà, guarda, gli alberi ci vengono incontro!».
Il padre alzò lo sguardo verso di lui e sorrise.
Una giovane coppia seduta vicino rise per il comportamento infantile del giovane.
Il ragazzo tornò ad esclamare: «Guarda, papà, le nuvole ci seguono!».
La coppia non poté resistere e disse al padre del giovane:
«Perché non porta suo figlio da un bravo medico?».
L'uomo sorrise e rispose:
«Ci siamo appena stati, siamo usciti ora dall'ospedale.
Mio figlio era cieco dalla nascita e oggi per la prima volta può vedere».
Ogni persona del pianeta ha una storia.
Non giudicatela fino a quando non la conoscete bene.
Le verità vi stupiranno...
 inviato da Don carlo
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Messaggio  annaxel il Sab Ott 03, 2015 3:16 pm

Pensieri del Gufo
Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo
Più sapeva e più taceva
Più taceva e più sapeva...
Un iceberg, magnifica montagna di ghiaccio bianco e azzurro,
portato dalle onde del mare arrivò fin di fronte ad una spiaggia
che altro non era se non l'estremo lembo di un deserto.
Proprio davanti all'iceberg si affacciava una graziosa duna
di sabbia bionda e finissima.
La duna e l'iceberg si presentarono educatamente,
conversarono prima del più e del meno,
poi sempre più intimamente, e si innamorarono.
Si resero conto di non poter vivere l'uno senza l'altra
e decisero di sposarsi.
«Sei diventata matta?». Le amiche della duna la assalirono:
«Resterai appiccicata al ghiaccio, e il vento ti porterà in giro e ti disperderà».
“Sii ragionevole, figlio mio”, lo implorava la madre dell'iceberg,
«nulla sarà più come una volta.
La sabbia calda ti farà sciogliere completamente».
Ma non ascoltarono.
Entrambi invece decisero di sposarsi.
E quel lembo di deserto divenne un giardino fiorito...
A volte il cuore ha delle ragioni che la ragione non comprende...

....inviatemi da Don Carlo
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