IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Pagina 10 di 11 Precedente  1, 2, 3 ... , 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mer Dic 09, 2015 2:34 pm

Affaticati e oppressi sono le donne e gli uomini del terzo millennio, corrono e corrono per raggiungere mete che in realtà risulteranno effimere. Sono passati moltissimi anni da quando Gesù pronunciò quell'invito senza tempo: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Gesù non viene come giudice implacabile, ma offre un carico leggero da portare, perché lui stesso si farà carico di tutti i nostri problemi. Colui che invita ad aver fede in lui è il solo modello di salvezza; mite e umile di cuore,principi che salveranno il mondo.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2929
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Gio Dic 10, 2015 8:22 am

Giovedi della II settimana dell' Avvento

VANGELO (Mt 11,11-15)

Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

OMELIA

"Non è sorto uno più grande di Giovanni Battista" : è l'elogio che Gesù tesse per colui che grida la sua presenza e l'addìta al mondo come l'"Agnello" che toglie il peccato dal mondo. E' l'elogio della fede autentica e del testimone coraggioso, da annoverare tra coloro che s'impadroniscono del Regno di Dio. Possiamo dire che Giovanni giunge anzitempo alla grotta e s'impegna personalmente a spianare la via al Signore, pronto poi a scomparire quando egli si manifesterà al mondo. Giovanni impersona la figura di Elia, del grande profeta rapito su un carro di fuoco e che deve tornare nella pienezza del tempo. Profezia e realtà s'intrecciano misteriosamente nell'evento del natale di Cristo! Ancora una volta Egli viene, ci sollecita ad un incontro nelle fede per renderci suoi testimoni dinanzi al mondo. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Nel brano evangelico odierno ci viene indicato uno spartiacque: finora la storia è stata segnata da violenze e guerre. Tutta la storia del popolo ebraico è marcata dalla lotta per la conquista della terra, difendendola dai nemici esterni e interni. Il Regno, ci dice Gesù, chiedendoci in questo modo tutta la nostra attenzione, è proprio una conquista! Con Lui cambia tutto: il Regno è un dono! Non lo si conquista con le armi, ma con il desiderio, quasi violento, di appartenervi, di non lasciarselo sfuggire. I piccoli diventano la misura di accesso, come quel piccolo di cui ci parla il profeta Isaìa, quel vermiciattolo, che si fida del suo Dio. Come il profeta Elìa e come lo stesso Giovanni Battista, figure che sembrano spiccare per la loro veemenza e forza, ma che a ben vedere, sono i piccoli innamorati di quel Regno che Gesù finalmente porta. Occorre tenere accesa in noi questa stessa loro passione, questo stesso loro desiderio di appartenere a Dio. È lo stesso entusiasmante compito di custodire e coltivare quel bel pezzettino di Regno, quel bel volto di Dio che sta nel nostro cuore. Nessuno può strapparci questa ricchezza consegnataci con il Battesimo, anche se attorno a noi si respira violenza e contraddizione. È irrinunciabile la nostra relazione con Dio, la nostra preghiera, l’ascolto della sua Parola, il nostro affidarci fiduciosi al suo amore. L’ha fatto già con il piccolo popolo d’Israele, il suo vermiciattolo, l’ha fatto con i profeti e con tutti i poveri in Spirito. Lo fa anche con noi, ogni giorno, se davvero è questo il nostro appassionato desiderio. «Beati i miti perché erediteranno la terra» (Mt 5,5): ecco la “violenza” sana che ribalta la storia.

PREGHIERA

«Signore, tu vedi il mio desiderio. Desidero te. E a chi mi rivolgerò per avete te, Dio, se non a te? Dilata la mia anima per il grande desiderio, si protenda in avanti e sempre più si renda capace di accogliere ciò che occhio non vide. […] Posso desiderarti, Dio, posso appassionatamente cercarti, posso anelare a te con tutta l’anima» (sant’Agostino, Comm. Vg. Gv, 34,7). Non permettere, Dio della mia vita, che si spenga in me questa fame e sete di te. Amen.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Dic 10, 2015 10:49 am

Giovanni Battista ha tutta l'ammirazione e il rispetto di Gesù dicendo che tra i nati di donna nessuno è più grande di lui, perchè Giovanni è l'ultimo profeta che doveva venire per preparare la strada e soprattutto i cuori al Messia che deve venire al mondo, in più dice che secondo le Scritture è addirittura lui l'ultimo Elia che doveva nascere sulla terra.
king
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Gio Dic 10, 2015 2:30 pm

 Gesù parla di  Giovanni come un grande personaggio, ma nello stesso tempo paragona il più piccolo nel Regno sarà più <grande> di Giovanni. Il discorso che fa Gesù sembra strano, ma coloro che apparterranno al Regno saranno< grandi>. Giovanni sarà l’ultimo dei profeti, con lui si sono realizzate le profezie del profeta Malachia-3,23: 23]Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga
il giorno grande e terribile del Signore,
[24]perché converta il cuore dei padri verso i figli
e il cuore dei figli verso i padri;
così che io venendo non colpisca
il paese con lo sterminio.
Il Battista è venuto a concludere la promessa dell’antica alleanza; un nuovo Regno  si realizzerà, Giovanni il precursore accompagnerà questo passaggio, perché tutto sarà diverso, Colui che avevano annunciato i profeti sta per venire…. è Gesù e il suo Natale non potrà mai essere sostituito.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2929
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Venerdi della II settimana dell' Avvento

Messaggio  Andrea il Ven Dic 11, 2015 8:13 am

Venerdi della II settimana dell' Avvento

VANGELO (Mt 11,16-19)

Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell'uomo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!". È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "È indemoniato".
È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori". Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Parola del Signore.

OMELIA

C'è per noi il rischio, a causa delle nostre distrazioni, di non accorgerci degli inviti e delle celesti sollecitazioni che il buon Dio ci offre ripetutamente. Non danziamo nella gioia, non siamo partecipi del lutto. E' l'apatia del cristiano, dell'uomo in genere che non è più capace di meravigliarsi di Dio, non è più partecipe del suo pianto. Gli apatici sembra siano in numero crescente su questo nostro mondo, l'indifferenza è un grave peccato quando è rivolta a Dio, che mai cessa di trasfonderci la vita e la grazia. Perfino di fronte al Natale, all'evento più meraviglioso e coinvolgente della storia si può rimanere indifferenti, distratti, apatici. In questo è racchiusa la più grande infelicità del mondo, privi di gioia e di esaltanti emozioni, si piomba nel baratro del nulla, del fatuo, dell'evanescente. Ecco perché sin dalle prime battute dell'Avvento siamo stati sollecitati a svegliarci dal sonno con la promessa di una liberazione vera e totale! (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Non sempre i bambini accolgono con gioia e disponibilità quello che gli viene proposto! Gesù usa questo paragone semplice ed evidente per rimproverare gli uomini del suo tempo: essi sono un po’ come dei bambini capricciosi, che, alle proposte dei loro compagni, sanno solo lamentarsi, sempre insoddisfatti di tutto. Come ce li sentiamo terribilmente vicini questi bambini, sempre scontenti di tutto quello che gli succede! E Gesù, molto duro, sembra quasi dire, a loro come a noi: non solo non sapete cosa volete, ma neanche di cosa avete bisogno! Perché noi crediamo di sapere cosa manca alla nostra pace, ma in realtà, chiudendoci a ciò che non corrisponde alle nostre aspettative, impediamo a Dio di entrare nella nostra vita e, in una continua lamentela, ci rendiamo la vita impossibile, lasciandoci prendere da questo capriccio accidioso che fa diventare tutto pesante e ci toglie la pace e la felicità. Ma, alla fine: sappiamo veramente ciò che desideriamo? «È Dio che desiderate quando nulla vi soddisfa», diceva san Giovanni Paolo II ai giovani durante la GMG del 2000. Quel Dio che però non si lascia chiudere nei nostri schemi, che è sempre più grande di ogni nostra prospettiva, più imprevedibile di ogni nostra aspettativa, quel Dio che nella sua grandezza decide di farsi piccolo per portarci quella pace che tanto desideriamo e che tanto ci manca. Oggi la liturgia ci chiede questo: aprire gli occhi sulla nostra vita accogliendo con disponibilità quanto essa stessa ci offre, senza contrastarla a priori, ma cercandovi dentro i segni della benevolenza di Dio. Perché l’opera di Dio si compie comunque: Natale arriverà. Saremo capaci di riconoscere, nella semplicità di un bambino, il grande dono che Dio ha già deciso di farci?

PREGHIERA

Donami, Signore, un cuore che sappia accogliere con gratitudine e gioia quanto hai già preparato per me, rivelandomelo nello scorrere semplice dei giorni. Che possa gioire sempre dell’opera che compi in me. Amen.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Dic 11, 2015 10:36 am

Gesù paragona a chi non ascolta le sue parole a dei bambini che dicono a dei compagni cocciuti e testardi che hanno suonato il flauto e non avete ballato, paragone che si riferisce alla Parola di Gesù che dà gioia, poi dice abbiamo cantato un lamento e non avete pianto, quando Gesù si rivolge a delle persone che non rispondono come vorrebbe quando parla con durezza. Poi nomina Giovanni Battista che aveva un rigore di vita duro e penitenziario, mentre il Figlio dell'Uomo che è venuto a salvare i peccatori e mangia e beve con loro viene considerato anch'egli un peccatore. Però dice Gesù che chi lo apprezza per le sue opere ha riconosciuto in Lui la Sua grandezza.
pale
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Ven Dic 11, 2015 2:48 pm

Dopo 2000anni, le parole di Gesù: «A chi posso paragonare questa generazione?
Sono ancora valide; cosa è cambiato dall’ora? Siamo ancora come quei bambini, che nulla li soddisfa? Ho siamo cresciuti in quel messaggio che Gesù ci ha lasciato? Oggi è tempo di riflessione, un tempo in cui dobbiamo saper cogliere nei segni di questa generazione, cosa sia giusto per noi. Davanti a noi si presentano due strade, quella più difficile ci porterà a Gesù, quella più facile, così impostiamo le nostre vite ci allontanerà da Colui che si è fatto uomo per la nostra salvezza.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2929
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Sab Dic 12, 2015 8:07 am

Sasbato della II settimana dell'Avvento

VANGELO (Mt 17,10-13)

Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto.


+ Dal Vangelo secondo Matteo
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Parola del Signore.


OMELIA

L'israelita fedele, quando sente ormai prossima la sua fine nel tempo, ripete per tre volte: "E' venuto, è venuto, è venuto". L'allusione evidentemente è rivolta al Messia e vuole essere un atto di fede finale nel dubbio che l'atteso delle genti sia nato e non sia stato visto, accolto e riconosciuto. Il monito del Vangelo di oggi è rivolto a noi distratti e disattenti ai passaggi del Signore e dei suoi profeti. Anche noi potremmo meritare il rimprovero di Gesù: sono venuto e non mi avete riconosciuto. "Ho paura del Signore che passa", affermava Sant'Agostino; il timore dovrebbe essere maggiore in noi, ancora più facilmente vittime di imperdonabili distrazioni. Dio parla e ci parla in molti modi. Media la sua parola con gli eventi della storia e con le voci dei suoi profeti, ma è la sua voce, il suo messaggio che è per noi e attende risposte di gratitudine e di libera adesione a Lui. Ci parlerà ancora con il Suo natale. A noi la risposta generosa e riconoscente. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Ai tempi di Gesù, Elìa era riconosciuto come il più grande profeta di tutti i tempi. Vissuto in tempi di paganesimo dilagante, era rimasto solo a difendere la fedeltà all’Alleanza con Dio; Israele vive nell’idolatria adorando i nuovissimi Baal, divinità cananee, portate dalla regina Gezabele. Elìa lanciò una sfida ai 400 sacerdoti di Baal, per dimostrare quale fosse il Dio autentico davanti al popolo; sfida che si era risolta con una schiacciante vittoria di Elìa. Questo profeta passionale e pieno di zelo, sofferente e tragico, non era morto, ma era scomparso tra le nubi su di un carro di fuoco. Il popolo d’Israele non aveva un corpo da seppellire, né una tomba da venerare e attendeva il suo ritorno perché a lui era collegata la venuta del Messia. Il profeta doveva preparare la strada al Messia. Non si tratta di un ritorno fisico di Elìa, ma dell’apparizione di un profeta che avrebbe ricalcato le orme del grande profeta Elìa. In questo senso, non era difficile dire che l’Elìa atteso, in realtà, era già venuto: si trattava di Giovanni il Battista, come Elìa pieno di zelo e di rabbia contro il malcostume del popolo. Ma il nuovo Elìa non è stato riconosciuto; è stato visto come un fenomeno da baraccone. Tragico destino dei profeti di ieri e di oggi, troppe volte scambiati per fenomeni da baraccone, ignorati e non accolti, che suscitano stupore ma non conversione, messi da parte o uccisi. Attenti a non ripetere lo stesso errore, impariamo a riconoscere i tanti segni di profezia che accompagnano la nostra vita, senza sminuirli o interpretarli secondo le nostre categorie, che “costringono” gli avvenimenti ad andare secondo una sequenza ben precisa mentre, in realtà, vanno in modo diverso da come ce lo aspettiamo.

PREGHIERA


Fa’, o Signore, che il nostro cuore sia aperto a tutto ciò che ci porta, oggi, all’incontro e alla conoscenza di te. Elìa, Giovanni Battista e i tanti profeti che calpestano le nostre strade, tutti ci ricordano di restare desti, di non lasciarci impigrire nell’attesa del tuo ritorno alla fine della storia. Fa’, o Signore, che possiamo essere “profeti” gli uni per gli altri.


Ultima modifica di Andrea il Sab Dic 12, 2015 8:16 am, modificato 2 volte

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Dic 12, 2015 8:14 am

Gesù dice ai suoi discepoli che il profeta Elia è già venuto ma non lo hanno riconosciuto, è lui che ha organizzato l'Avvento del Messia ma gli scribi hanno preferito farlo arrestare e poi condannare, ed è sempre per colpa loro che anche lui dovrà soffrire. Naturalmente Gesù stava parlando di Giovanni Battista che è stato il suo Precursore e che hanno ucciso così come uccideranno anche il Figlio di Dio.
Crying or Very sad
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Dom Dic 13, 2015 8:18 am

Domenica della III settimana dell' Avvento

VANGELO (Lc 3,10-18)

E noi che cosa dobbiamo fare?

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Parola del Signore.

OMELIA

L'insegnamento di Cristo, la nostra libera adesione alla sua dottrina, assunta con il battesimo e ribadita con la Cresima, implicano la nostra continua conversione. Un salmista definisce la Parola di Dio «lampada ai miei passi, luce sul mio cammino». Ciò vuol dire che tutta la nostra vita deve orientarsi a Dio e questo accade realmente soltanto quanto alla fede seguono le opere. La prima virtù da praticare è però la carità, che è amore, gratitudine e lode a Dio e rispetto del nostro prossimo, che amiamo con lo stesso amore. Ecco allora il senso dell'insegnamento di Giovanni Battista: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Per aprirsi al Signore bisogna uscire dalla morsa dell'egoismo. Soltanto dando amore agli altri siamo irrorati a nostra volta dalla grazia divina. La stessa efficacia dei sacramenti è in parte condizionata dalle nostre interiori disposizioni. Lo stesso Natale influirà salutarmene su di noi se disponiamo il nostro animo all'accoglienza del Signore che viene. Il battesimo in Spirito Santo e fuoco sarà la nostra energia, la nostra luce, la fonte del nostro bene, se con umiltà accettiamo l'umiltà e l'immensità del presepio. Solo lì le grandezze fatue del mondo e tutte le umane presunzioni vengono infrante. Il Battista afferma questa verità dicendo che la pula sarà separata da grano e arsa nel fuoco inestinguibile. Nella fredda grotta del Presepio già arde il fuoco che è e sarà per noi irrorazione dello Spirito e fuoco sacro per ardere di amore divino. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

In questa liturgia ci sono due gioie che si cercano, si intrecciano, si raccontano: la gioia dell’uomo e quella di Dio! L’uomo ha sete di gioia e la Parola di oggi sembra quasi imporci un’obbedienza a questo anelito interiore. Non ci è chiesto uno sforzo, ma di stare uniti, con semplicità, a Dio che gioisce, che revoca una condanna, che dà la salvezza. Ecco la gioia di Dio che cerca quella dell’uomo! La mia gioia, dunque, dimora nella gioia di Dio, che è contento della mia esistenza; «gioirà per te», dice, infatti, il profeta Sofonìa. Il fatto che Dio sia felice di noi, di averci creati, di riversare in noi il suo amore gratuito, ci basta. Ogni cuore attende sempre questa creatività di Dio che dice il suo amore per noi. Il Vangelo ribadisce per tre volte una domanda che sorge dalla proposta che Dio fa all’uomo: cosa dobbiamo fare? Si tratta di fare né più né meno ciò che la vita ci chiede. Nel rispondere alle varie persone che lo interrogavano, infatti, Giovanni ribadisce una responsabilità propria di ciascuno, richiama al rispetto del proprio dovere, al compimento della propria missione. Per ogni categoria di persone c’è una risposta chiara, personale. Si è felici là dove Dio ci chiama a stare, facendo ciò che ci è chiesto di fare, senza fuggire dalla realtà. Si può partecipare alla sua gioia, entrando con serenità nella vita, nelle relazioni, con le sue fatiche e le sue bellezze, in quella quotidianità che Dio prepara per noi. È importante, allora, che anche noi ci poniamo quella stessa domanda, che non la lasciamo naufragare nella superficialità: “cosa devo fare?”. E imparare così a gioire della nostra vita con Colui che per primo gioisce con noi.

PREGHIERA

Signore, Dio mio, mia unica gioia, «voglio te, giustizia e innocenza bella. Accanto a te una pace profonda e una vita imperturbabile. Chi entra in te, entra nella tua gioia, non avrà timori e si troverà sommamente bene nel sommo Bene» (sant’Agostino, Confessioni, 2,8,16).


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Dic 13, 2015 11:40 am

Giovanni esorta la gente che viene da lui a non essere avidi, di dare a chi ha bisogno e di non maltrattare la gente, perchè Colui che viene dopo di lui cioè Gesù tratterà tutti secondo le proprie opere: chi si comporterà bene sarà come frumento nel suo granaio, ma chi non si comporterà bene con il prossimo sarà come paglia che brucia inesorabile, lui li battezza con l'acqua ma Lui battezzerà nello Spirito Santo e Giovanni è solo il Suo Precursore che è venuto per spianare la strada ad un Grande.
flower
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Lunedi della III settimana dell' Avvento

Messaggio  Andrea il Lun Dic 14, 2015 7:56 am

Lunedi della III settimana dell' Avvento

VANGELO (Mt 21,23-27)

Il battesimo di Giovanni, da dove veniva?

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».
Gesù rispose loro: «Anch'io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch'io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: "Dal cielo", ci risponderà: "Perché allora non gli avete creduto?". Se diciamo: "Dagli uomini", abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch'egli disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Parola del Signore.

OMELIA

La gente umile, dal cuore semplice, si accorge immediatamente che il parlare di Cristo è diverso da quello degli scribi e dei farisei: «Rimanevano colpiti dice l'evangelista - dal suo insegnamento, perché parlava con autorità e non come i loro scribi». Non era perciò necessario interrogare Cristo come fanno i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo, sarebbe stato sufficiente aprire mente e cuore per comprendere l'autenticità e la novità del suo messaggio. L'evangelista Marco ci riferisce ad ulteriore conferma che «il Signore operava insieme con loro (con gli apostoli) e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano». Tutta la vita di Cristo è una splendida ed inequivocabile conferma della divina autorità che egli esercita per illuminare i cuori e redimere l'uomo dal peccato. È una autorità umano divina, che menava dalla sua persona, dalle sue parole e dalle sue opere. Un saggio proverbio popolare afferma però che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ci si turano le orecchie quando in chi parla vediamo un avversario o una persona che apertamente svela i nostri cattivi comportamenti e ci mette in crisi. Si turano orecchie, cuore e mente a chi vede insidiata la propria egemonia o compromesso il proprio potere; anche a chi, pur ammettendo la verità, non ha il coraggio di conformare la propria vita agli insegnamenti che gli vengono proposti si turano i sensi dell'anima. Ciò accade anche ai nostri giorni: esistono ancora i contestatori di mestiere, esistono ancora i sordi cronici ed inguaribili, che hanno sempre una verità diversa da proporre purché sia contraria a quella che viene proclamata. Se ciò è grave nei confronti degli uomini diventa peccaminoso nei confronti di Cristo. Egli incarna la verità, è la Verità. È la luce del mondo che illumina ogni uomo. Non dovrebbe più accadere che gli uomini, noi, preferiamo le tenebre alla Luce. Potremmo far trascorrere invano un altro Natale! (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Ciò che impedisce di credere e riconoscere Gesù che viene è la paura, ciò che vivono i personaggi del Vangelo. Hanno paura di essere scavalcati da Gesù, di dover lasciare la posizione che con tanta fatica hanno guadagnato e che ora gli permette di “vivere di rendita”. Hanno paura di lui perché li chiama a porsi delle domande, a muoversi dalla rigidità nella quale si sono rifugiati e dalla folla, perché mette in discussione la loro “rispettabilità”. Non riconoscono il bene che Gesù sta facendo anche nelle loro vite, perché sono bloccati da ciò che devono lasciare. La saggezza popolare dei proverbi ci insegna che non si può tenere il piede in due scarpe. Per trovare Gesù devono lasciare le loro convinzioni, non perché Gesù escluda la Legge dal suo annuncio, ma perché la trasfigura, le dona una luce diversa da quella che è l’applicazione formale di un codice legislativo. Hanno davanti l’opera di Dio ma nella tortuosità dei loro ragionamenti non la sanno riconoscere, perché la paura del nuovo li frena, perché troppo impegnati a calcolare cosa potrebbero perdere. In questo modo non riconoscono ciò che con semplicità gli viene donato, perché di Gesù è la semplicità e loro l’hanno persa di vista. Proviamo a domandarci quante volte anche noi perdiamo la semplicità della relazione perché abbiamo paura che la persona che ci parla voglia tenderci una trappola, e siamo già pronti a difenderci senza prestare molto ascolto a quello che ci viene detto. Gesù, oggi, con questa Parola, viene e ci invita a scrollarci di dosso la paura che non ci permette di riconoscere il bene che può nascere in noi dalle relazioni con gli altri.

PREGHIERA

«Considerai le mie debolezze… invocai per la mia salvezza l’intervento della tua destra. Vidi, pur col cuore ferito, il tuo splendore e, abbagliato, dissi: “Chi può giungervi?”. Fui proiettato lontano dalla vista dei tuoi occhi. Tu sei la verità che regna su tutto, io nella mia avidità non volevo perderti, ma volevo possedere insieme a te la menzogna. Così ti persi, poiché tu non accetti di essere posseduto insieme alla menzogna» (sant’Agostino, Confessioni, X, 41).

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Dic 14, 2015 11:24 am

Gesù agisce con autorità nel proclamare la Parola di Dio, e questo dà fastidio agli anziani e i capi dei sacerdoti che gli domandano con quale autorità agisce. Gesù prontamente dice loro che gli dirà con quale autorità agisce se loro risponderanno alla domanda su Giovanni Battista e il suo battesimo da dove veniva: da Dio o dagli uomini. Se rispondevano da Dio, Gesù gli avrebbe chiesto: perchè non gli avete creduto, mentre se rispondevano che veniva dagli uomini rischiavano di farsi il popolo nemico perchè Giovanni veniva considerato da loro un grande profeta. Alla domanda di Gesù rispondono che loro non lo sapevano, e Gesù disse loro che neanche lui avrebbe detto loro con quale autorità fa certe cose.
study
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Lun Dic 14, 2015 2:50 pm

Oggi, l’evangelista Matteo ci propone una controversia relativa alla questione dell’autorità di Gesù. protagonisti di questa controversia sono i capi dei sacerdoti e gli anziani. Gesù interrogato, risponde con una domanda ; il loro rifiuto di rispondere per paura e ipocrisia alla contro domanda di Gesù relativa all'autorità del Battista gli mette in crisi, qualsiasi risposta potrebbe recarli danno, così rispondano a Gesù: <Non lo sappiamo».
La risposta ricevuta motiva Gesù a fare altrettanto, ma ormai è chiaro il rifiuto di Gesù da parte delle autorità giudaiche, questo porterà a un duro giudizio su Israele.

avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2929
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Martedi della III settimana dell' Avvento

Messaggio  Andrea il Mar Dic 15, 2015 7:57 am

Martedi della III settimana dell' Avvento

VANGELO (Mt 21,28-32)

È venuto Giovanni, e i peccatori gli hanno creduto.


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore.

OMELIA

Fatti e non parole! È facile infatti proclamare verità, predicare il vangelo, proporre agli altri determinati comportamenti, ciò che conta è agire, è testimoniare con le opere quanto si afferma con la voce. La parabola che Gesù ci propone è quanto mai eloquente: può capitare a chiunque di dare un momentaneo ed istintivo diniego dinanzi ad un impegno che ci viene chiesto; può anche capitare al contrario, di dare con la stessa spontaneità un verbale assenso. Ciò che però determina il valore della nostra scelta e della nostra azione sgorga dall'adesione reale alla volontà di colui che ha chiesto il nostro impegno. Lo stesso Signore categoricamente afferma: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». Lo stesso Gesù, parlando della sua missione diceva: «Non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato». Dinanzi alla passione, mentre suda sangue nell'orto del Getsemani dice: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».Quando ci ha insegnato a pregare ci fa dire al Padre nostro: «Sia fatta la tua volontà». Quindi fare la volontà di Dio, a noi manifestata dallo stesso Cristo, è l'impegno primario di ogni cristiano, è il motivo principale della nostra preghiera, è la via per la nostra santificazione. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Questi due fratelli sembrano così lontani da noi, ognuno con le sue caratteristiche, con il suo modo di comportarsi. Eppure, se ci pensiamo bene, ognuno di noi può rispecchiarsi in loro. A volte siamo docili, tutto è facile, pronti a dire subito il nostro “sì” più vero; altre volte, quando la posta in gioco è più alta, o quando la stanchezza o lo scoraggiamento ci assalgono, diventiamo a un tratto come dei ribelli. Vogliamo decidere noi cosa fare e cosa non fare. Siamo esseri liberi, no? Nel nostro cuore inizia, allora, il combattimento tra la libertà, che pretendiamo di possedere e di gestire, e la Grazia, che ci spinge a mettere da parte il nostro “io” per obbedire alla voce di Dio. È fondamentale far venire alla luce i nostri “no”, i nostri rifiuti, le nostre fragilità e i nostri peccati. E questo, non per cadere nel vittimismo e vivere nei sensi di colpa, o di inferiorità, ma per permettere a Dio di far luce in noi. Senza la nostra volontà, Egli non può salvarci. Cerchiamo, dunque, di maturare in noi la consapevolezza che ci permette di scoprire cosa abbiamo veramente nel cuore; sarebbe già un passo avanti per essere sanati. Questo testo del Vangelo ci fa capire quanto sia reale, anche per ognuno di noi, il pericolo di partecipare, con apparente docilità, durante tutta la nostra vita, alle celebrazioni liturgiche e alle attività della Chiesa, dire dei “sì” solo superficiali, senza mai in realtà convertirci pienamente, senza mai conformare la nostra volontà a quella del Padre e diventare così finalmente come un “terzo ipotetico figlio” che dà subito la sua adesione al padre e poi fa quanto egli chiede. Gesù, ogni Natale, viene a fare proprio questo, ci viene a donare la possibilità di essere veramente cristiani.

PREGHIERA

Signore Gesù, all’inizio di questa giornata ti chiedo di entrare nella mia vita. Donami la grazia di saper riconoscere i miei peccati e i miei errori, illumina le tenebre che coprono il mio cuore, perché nella semplicità della mia giornata riesca, pian piano, a convertirmi e a conformare la mia volontà alla tua.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Dic 15, 2015 8:41 am

Gesù racconta una piccola parabola per far vedere ai capi dei sacerdoti e agli anziani quant'è grande la loro ipocrisia: il primo figlio risponde a suo padre che non ha voglia di andare a lavorare la vigna ma poi pentito ci va, il secondo figlio dice che ci va ma poi non va a lavorare. Naturalmente chi ha fatto la volontà del padre è il primo, perchè si è pentito di non aver ascoltato suo padre, e Gesù dice che coloro che vengono considerati peccatori entreranno nel Regno di Dio perchè hanno creduto alle parole di Giovanni il Battista, mentre loro che si sentono tanto giusti non si sono nemmeno pentiti di non avergli creduto.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mar Dic 15, 2015 4:32 pm

L’evangelista Matteo, oggi ci riporta quello che Gesù propose ai sacerdoti e agli anziani del popolo… è la storia di due fratelli, anche la nostra storia, perché in essi possiamo identificarci: a quale dei due fratelli ci sentiamo di appartenere? L’ideale sarebbe di rispettare quel <si>, senza ripensamenti, ma la misericordia di Dio è tanta che ci vuole bene anche se esitiamo, se quel <si> può momentaneamente essere ambiguo. Gesù, messaggero della volontà del Padre, parla chiaro; la generazione in cui è vissuto è stata testimone di tutto quello che ha fatto, sia in parole che opere, ma hanno rifiutato il suo messaggio, questo rifiuto renderà la salvezza impossibile, mentre, gli ultimi ritenuti così dagli uomini, entreranno nel Regno di Dio a pieno titolo, perché hanno visto e creduto e Dio li ha perdonati.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2929
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Mercoledi della III settimana dell' Avvento

Messaggio  Andrea il Mer Dic 16, 2015 8:11 am

Mercoledi della III settimana dell' Avvento

VANGELO (Lc 7,19-23)

Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».
Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?"». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Parola del Signore.

OMELIA


Quando l'attesa si fa più urgente, quando gli eventi del mondo sembrano precipitare nel baratro del male, l'invocazione di un salvatore diventa accorata. Lo stesso Giovanni, che aveva annunziato la presenza del Messia e l'aveva battezzato nel Giordano, raccoglie quest'ansia di certezza ed invia alcuni dei suoi discepoli per porgere a Gesù una precisa domanda: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?» Gesù rassicura Giovanni Battista e tutti noi. I segni, di cui parlavano le antiche profezie, e le opere che egli compie, manifestano in modo evidentissimo che il Regno di Dio si sta attuando, è già presente nella sua persona e nelle sue opere, si è calato ormai in modo definitivo nella storia del mondo: «andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Ecco come si manifesta concretamente il regno di Dio: è la salvezza delle anime e dei corpi, è la potenza di Dio che si pone a servizio dell'uomo. Fa tristezza il dover costatare che ancora oggi quell'interrogativo a cui è già stata data la più piena ed esauriente risposta, venga ancora ripetuto all'infinito. Ancora permane lo scandalo nei confronti di Gesù. Quel messaggio di salvezza, che ha coinvolto e coinvolge tutti gli uomini di tutti i tempi con preferenza per gli oppressi, i malati nel corpo e nello spirito, viene ancora ignorato e rifiutato. Fin quando permane l'interrogativo: «chi dobbiamo attendere?» e non sgorga la pienezza della fede, inevitabilmente Cristo non trova spazio ed accoglienza e altri regni tentano di instaurarsi sulla terra, altri salvatori si propongono. Coloro che si aprono alla buona Novella potranno godere invece di una pienezza che Giovanni, pur essendo un grande profeta, tra i nati di donna non è sorto uno più grande di lui, non ha potuto raggiungere. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Il Battista vive la sua personale crisi. Aveva incontrato Gesù al Giordano, quando lo aveva battezzato, e lo aveva riconosciuto come l’Agnello di Dio. Ora, invece, è nel dubbio, ha paura e ha bisogno di risposte. Se Gesù non è quello che dice, anche lui stesso non è più lui! È ammirevole il suo coraggio nel chiedere. Non si scandalizza del suo dubbio, gli dà voce, consapevole che questa sua domanda metterà in crisi anche i discepoli che sono chiamati a fare da tramite: è possibile che il loro maestro viva tale turbamento? Questo è il primo bell’insegnamento: avere il coraggio di dare voce alle nostre inquietudini, di metterle a confronto con persone sagge. È segno di umiltà e sapienza! Ma quant’è difficile fare pace con le nostre paure, che restano mascherate in noi, togliendoci tanta pace. Basterebbe dare un nome a queste incertezze! Anche Gesù non si scandalizza della domanda di Giovanni, di quel grande profeta! La domanda è lecita: quanta franchezza emerge nel rapporto tra Gesù e Giovanni! Dai Vangeli risulta che si siano incontrati davvero poche volte, ma ciò non mina la profonda relazione tra loro, la comune missione che sono chiamati a compiere. Al di là di ogni paura, ci è regalata sempre la certezza di un’intimità con il Signore che è fedele. Anzi, ogni incertezza è come un nuovo passo avanti nell’accogliere il suo amore per noi, nel riconoscerlo presente anche in ciò che per noi è un fallimento! Gesù viene a scomodarci, a toglierci le nostre false sicurezze, perché ci vuole incontrare nella nostra verità di uomini e donne bisognosi di Lui. Ecco, allora, l’ottava beatitudine, che non rientra nell’elenco classico: chi non si scandalizza di Gesù è felice! Perché Gesù è il primo a non scandalizzarsi di noi!

PREGHIERA

«Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te» (sant’Agostino, Confessioni, I,1). Mantieni viva in noi, Signore, questa inquietudine affinché non ci fermiamo nel cammino, ma desideriamo sempre cercare il tuo volto che si rivela a noi nelle imprevedibili sorprese dell’amore. Amen.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Dic 16, 2015 9:44 am

Giovanni Battista manda due dei suoi discepoli da Gesù per avere una conferma su di lui, cioè se colui a cui ha preparato la strada è finalmente venuto. I due discepoli fanno questa domanda a Gesù e lui risponde con i fatti di cui sono testimoni: i ciechi vedono, gli storpi camminano, i malati sono guariti, i lebbrosi sono purificati e ai poveri è annunciata la buona novella che vedono con i propri occhi, e sarà beato colui che non trova in Lui motivo di scandalo cioè di vergognarsi che il Figlio di Dio sta con i poveri e li istruisce sul Regno di Dio che è ormai sulla Terra.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mer Dic 16, 2015 4:20 pm

In questo brano, leggiamo che Gesù opera guarigioni e parla al popolo con sapienza, allora, perché Giovanni dubita e invia due dei suoi discepoli per avere una conferma? Cosa lo rende così dubbioso? Giovanni era un uomo e come noi abbiamo bisogno di certezze, questo dubbio però non scandalizza Gesù, vede in esso un  segno di umiltà, e alla domanda che i discepoli gli pongono:  "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?"»

Gesù non risponde subito, ma le sue opere parlano per lui: guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi.

Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
La salvezza annunziata ai poveri, sono proprio loro che indicano che Gesù è veramente colui che doveva venire.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2929
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Ven Dic 18, 2015 8:30 am

Venerdi della III settimana dell' Avvento

VANGELO (Mt 1,18-24)


Gesù è nato da Maria, sposa di Giuseppe, figlio di Davide.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Parola del Signore.

OMELIA

Per noi credenti l'espressione: «incinta per opera dello Spirito Santo» suona suadente e comprensiva perché la fede ci sostiene, ma come poteva Giuseppe, il promesso sposo di Maria, capire appieno quel grande    che si stava compiendo in lei? Le voci umane non sono assolutamente sufficienti a spiegare i misteri di Dio e gli occhi degli uomini si fermano talvolta, inesorabilmente, alle apparenze, da cui pensano di trarre l'evidenza dei fatti. Così gli uomini spesso si giudicano e si distruggono. Occorre perciò che a soccorso dei dubbi di Giuseppe intervenga ancora la voce di un Angelo del Signore a ripetere e scandire le verità riguardanti la prodigiosa maternità della vergine Maria. Ci sorprende nella vicenda il suo silenzio; viene da pensare che talvolta il Signore, prima ci coinvolge nei suoi misteriosi piani, mettendoci poi nei guai nei confronti degli uomini. Ancora una volta ci appare come i due protagonisti di un grande progetto di salvezza, siano coinvolti nella sofferenza del dubbio e nel rischio di un ripudio. Che sia un anticipo della passione del Cristo? Un invito a comprendere che per essere con lui sia necessario diventare realmente partecipi della sua storia? O forse ci si vuol dire che essere privilegiati da Dio non significa avere di conseguenza una garanzia di immunità dal dolore e dalla sofferenza? Certo è che la prediletta del Signore sarà la prima a condividere profondamente il martirio del figlio suo e la ritroviamo, dopo una serie di dolorose vicende, ai piedi della croce a offrire con gesto sacerdotale la vittima a Dio. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Ci sentiamo subito interdetti per l’incoerenza di Giuseppe. Se è giusto secondo la legge dovrebbe denunciare Maria e lapidarla! Il fatto che sia tormentato tanto da disobbedire alla dura prescrizione, ci dice che il geme della “nuova giustizia” lo abitava già. Questo è il primo bel messaggio di oggi: lasciarci interpellare dalle nostre incertezze, non lasciarci pilotare come bendati da ciò che appare scontato. Giuseppe ce lo insegna con una scelta profondissima. E qui raccogliamo un altro bellissimo insegnamento: nella disobbedienza alla legge egli fa sua la volontà di Dio. Risponde in modo adulto a questa provocazione di quel Dio cui è sempre stato fedele. Il disegno del Signore diventa il disegno di Giuseppe. Non compie un atto, ma agisce con coscienza, sa cosa deve fare. Quante volte facciamo la volontà di Dio, senza che questa diventi la nostra volontà. E poi un’altra parola di grande tenerezza: puntualmente, nella crisi dell’uomo, e qui in Giuseppe, Dio si fa presente. Si prende cura del travaglio, della lotta di questo uomo cui sta chiedendo di entrare per quella porta stretta che è la novità assoluta della paternità divina. Quanta premura nel mandare un angelo in sogno per dare luce alla lotta di Giuseppe. E quanti angeli vengono puntualmente mandati nelle nostre fatiche per darci conforto, suggerimento, o anche solo per rafforzarci nella fiducia. Spesso anche noi dormiamo: incapaci di affrontare la realtà, preferiamo allontanarla. Anche i tre discepoli nel Getsemani saranno presi da questo sonno! Eppure Dio non si scandalizza, né si indigna di fronte alla nostra debolezza! Egli prende anche questa umana fragilità e ci entra dentro, chiamandoci da lì, da queste nostre paure, a farci suoi collaboratori.

PREGHIERA

«Tieni saldi i miei passi sulle tue vie e i miei piedi non vacilleranno. Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio; tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole, mostrami i prodigi della tua misericordia… Io nella giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua immagine» (Salmo 17,5-6.15).

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Dic 18, 2015 9:57 am

Maria si trova incinta per opera dello Spirito Santo, Giuseppe inizialmente non capendo il disegno di Dio su di lei e soprattutto per Colui che doveva nascere pensò di ripudiarla in segreto. Ma Dio che conosce i pensieri e le perplessità di una cosa così grande mandò un angelo a Giuseppe che gli disse di non temere di prendere in sposa Maria, perchè il frutto del suo grembo è opera di Dio e che anche lui è stato chiamato ad esserne il padre e che quando nascerà lo chiamerà Gesù e la sua missione sarà di salvare gli uomini dai peccati. Destandosi dal sonno Giuseppe credette e prese con sè Maria sua sposa.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Ven Dic 18, 2015 4:04 pm

L’angelo Gabriele aveva già annunziato alla Vergine Maria il concepimento per mezzo dello Spirito Santo. L’uomo Giuseppe, è un uomo giusto e quello che è accaduto a Maria è più grande di lui, ma non può lasciare Maria al giudizio degli anziani, dove per un atto così si sarebbe applicata la lapidazione. In una situazione del genere bisogna capire lo stato in cui si trovava Giuseppe, ed ecco che Dio invia in sogno l’angelo che rassicurerà Giuseppe affidandogli il compito della paternità legale del Bambino che chiamerà Gesù (Dio salva).la profezia del profeta Is.7,14, si realizza con l’annuncio dell’Emmanuele (in ebraico <Dio con noi>. Gesù viene inserito nella storia degli uomini eppure Figlio di Dio, nato da una vergine per mezzo dello Spirito Santo. Matteo ci rivela in questo brano una prospettiva umana, Giuseppe, viene presentato in un delicato angoscioso atteggiamento di ricerca, Ma guidato dalla fede in Dio accetta il suo compito di padre putativo.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2929
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Sab Dic 19, 2015 8:23 am

Sabato della III settimana dell' Avvento

VANGELO (Lc 1,5-25)

La nascita di Giovanni Battista è annunziata dall'angelo.

+Dal Vangelo secondo Luca
Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abia, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". Zaccaria disse all'angelo: "Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni". L'angelo gli rispose: "Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo".
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini".
Parola del Signore.

OMELIA

Le letture odierne pare ci vogliano mostrare l'ambiente umano uomini e donne che Dio sceglie per venire in soccorso al suo popolo e salvarlo dai suoi nemici. Due donne sterili e una vergine che non conosce uomo, saranno madri di portatori di salvezza. La porterà Sansone agli Israeliti oppressi dai Filistei, l'annunzierà imminente nel Messia Giovanni, e la porterà definitiva e universale Gesù. Gli uomini, custodi di queste madri e dei loro figli, sono giusti e pii, e anche a loro Dio dà la prova del suo intervento: Manoach vede l'angelo del Signore ascendere nella fiamma del sacrificio; Zaccaria diventa muto: ed ecco sarai muto fino al giorno in cui queste cose avverranno; Giuseppe è assicurato in sogno dall'angelo. Tutta la storia della Salvezza dimostra questo modo di agire di Dio. L'umiltà, la pietà e la giustizia sono le disposizioni che attirano su di noi lo sguardo dell'Onnipotente. Dio ha guardato l'umiltà della sua serva. Il Dio Fedele premia la fedeltà delle sue creature; l'Onnipotente rende ricco il povero e innalza l'umile; Egli rende feconda la sterile e fa gioire la desolata. La Liturgia ci invita a vedere il Natale sullo sfondo di tutta la storia della Salvezza e a collocare in essa la nostra storia personale e comunitaria. O Radice di Iesse, che t'innalzi come segno per i popoli: vieni a liberarci, non tardare. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE



La tua preghiera è stata esaudita. È la parola di Dio per Zaccarìa ed Elisabetta: di classe sacerdotale, irreprensibili… ma non hanno figli. Una maledizione, a quel tempo, la sterilità, perché i figli erano la vera benedizione di Dio sulla vita di un uomo. Quante volte avranno pregato per un figlio? E come mai ora Zaccarìa non crede più alla sua stessa preghiera? Il tempo aveva raffreddato il suo cuore, che si era accomodato a vivere tutto come un dovere, nella fredda routine, fatta di gesti e segni, perfetti sì, ma incapaci di dare frutto: sterili, appunto, come loro due. È la prima cosa importante che ci insegna quest’uomo: la fede non è fine a se stessa e non può essere fatta solo di forma. Se non trasforma la vita di chi crede e non genera vita è inutile. Ci si trasforma in cadaveri che “fanno cose” ma non vivono la novità che il Signore desidera portare nella vita di ognuno. Al punto che non la si vede nemmeno, questa novità, quando arriva. Il desiderio di un figlio Zaccarìa ce l’ha dentro, e questo desiderio grida a Dio, è una preghiera prorompente… ma l’angelo si trova davanti il muro della sua incredulità. Niente arriva per chi non sa aspettare, diceva S. Weil, e così la salvezza offerta viene rifiutata. Zaccarìa non è pronto, ha paura: Dio, quando arriva, porta sempre una novità che sembra troppo più grande di noi. Il nostro errore è non credere all’infinita possibilità che Egli ha di cambiare la nostra vita: la grazia può davvero trasformarla radicalmente, riempire di futuro ciò che l’abitudine ha reso sterile. I doni di Dio sono impegnativi, ci scomodano, sempre. Noi possiamo dirgli di no, ma solo buttandoci nelle sue mani la salvezza potrà raggiungerci!

PREGHIERA

«Signore, facci vivere la nostra vita non come un giuoco di scacchi dove tutto è calcolato, non come una partita dove tutto è difficile, ma come una festa senza fine dove il tuo incontro si rinnovella, come una danza, fra le braccia della tua grazia» (M. Delbrêl).


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5754
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Dic 19, 2015 8:44 am

Zaccaria è il marito di Elisabetta e sono tutti e due dei timorati di Dio. Zaccaria in particolare era un sacerdote e quando toccò a lui fare l'offerta per l'incenso al Signore, ebbe la visione di un angelo che gli disse che sua moglie Elisabetta detta sterile, partorirà un figlio per preparare la strada al Signore che deve venire, avrà la forza d'animo di Elia per annunciare al popolo la via della rettitudine. Zaccaria non credette subito alle parole dell'angelo, e allora lui lo punì dicendo che sarebbe rimasto muto fino al giorno della nascita di suo figlio. La gente che non aveva visto l'angelo si meravigliò del fatto che Zaccaria gesticolava senza parlare, e solo allora tutti capirono che aveva avuto una visione del Signore e quando Elisabetta partorì suo figlio lodò il Signore per averle concesso di essere madre.
I love you
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1980
Età : 40
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 10 di 11 Precedente  1, 2, 3 ... , 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum