IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Pagina 2 di 11 Precedente  1, 2, 3, ... 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Sab Set 19, 2015 4:44 pm

Sabato della XXIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 8,4-15)

Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza».

Parola del Signore.

OMELIA

Chi ha visto almeno una volta il bel gesto misurato e solenne del seminatore, il suo incedere tra i solchi con passo cadenzato, l'affondare la mano nel sacco per riempirla di seme e poi cospargerlo a pioggia nel campo, può ben comprendere quanto si addìca al buon Dio quell'immagine. Egli è il seminatore della vita, il fecondatore del seme, la fonte di ogni energia ... Il seme di Dio si cala nel campo dell'animo umano dove lo stesso Signore ha posto il terreno migliore e più fecondo. È da lì che poi Egli attende con paterna pazienza il germogliare del seme e poi i frutti da raccogliere. Il grande problema sta nella condizione del terreno su cui cade quel buon seme, sta nella situazione in cui si trova il nostro spirito, nella nostra capacità di accoglienza, o, ahimè, nel nostro rifiuto. Sassi, spine, strada, sono immagini eloquenti delle nostre umane situazioni, sono la misura della nostra religiosità, della nostra capacita di fare comunione con Dio mediante la Parola. Ci ricordano anche i tranelli della vita e le false valutazioni che ne facciamo dei valori. Purtroppo occorre attendere il momento del raccolto per poter valutare veramente gli effetti della cattiva preparazione del terreno; solo allora si valuta la perdita o si gode del frutto abbondante. Quanti rimpianti per le occasioni perdute! Quante amarezze per rifiuti inconsulti e stolti. Il terreno buono dove il seme feconda abbondantemente è quello spirito umile e docile che accoglie con amore la parola e la trasforma in azioni di grazie e di bontà. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE

Gesù parla alla folla attraverso le
parabole. Annuncia a tutti, così, i misteri del Regno, ma attende l’adesione
personale e libera di ciascuno perché ci sia una comprensione piena.
L’esperienza del seminatore, descritta nelle parabole, corrisponde agli usi del
tempo nella cultura palestinese: una semina abbondante e generosa, nella
fiduciosa attesa dei frutti. La strada, la pietra e i rovi rimandano alle
difficoltà allora ordinarie di ogni contadino, a differenza del terreno buono:
pronto a produrre germogli, nonostante la sua esiguità. Gesù scava in questo
quadretto di vita quotidiana e approfondisce il messaggio in esso nascosto alla
luce della novità che Egli annuncia. Non importa se buona parte del seme si
perde, mangiata dagli uccelli o per poca acqua o perché soffocata dai rovi. Ciò
che conta è quanto accade nella terra buona: una produzione incredibile,
sovrabbondante, sicura. Cento volte tanto! L’unica condizione richiesta dai
discepoli, perché la Parola porti frutto nella propria storia, è dunque un
ascolto attento, pieno di fiducia nella capacità che essa ha in se stessa di
trasformare il cuore e aprire la vita ai doni del Signore. Ecco la spiegazione,
o meglio l’applicazione, che riguarda il cammino dei credenti di ogni tempo. La
Parola accolta senza una decisione netta che dica di no al male non ci libera
dal maligno e perciò non salva. Un ascolto superficiale, che non cambia in
radice il cuore e la mente, lascia il tempo che trova o crea solo illusioni
momentanee. Non porta risultati positivi neppure un’esperienza di ascolto
avviata con sincerità ma sopraffatta da ansie e distratta da attrattive
seducenti. Solo l’ascolto umile e fedele permette alla Parola di dischiudere
tutta la sua ricchezza, impreziosendo la vita di ogni discepolo.

PREGHIERA

La tua Parola, Signore, è lampada per i
miei passi, luce sul mio cammino. Non mi stancherò mai di lasciarmi guidare dai
tuoi precetti. I tuoi comandi mi danno pace, i tuoi precetti infondono gioia
nel mio cuore. Rendimi strumento docile nelle tue mani. Apri nella mia vita
sentieri nuovi, perché io possa, con la mia sola presenza, annunciare a tutti
il tuo Vangelo di pace, giustizia, amore.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Set 19, 2015 9:08 pm

Gesù racconta la parabola del seminatore che i suoi discepoli inizialmente non capiscono, e lui allora la spiega: il seme è la Parola di Dio e il campo: il mondo, il seme caduto lungo la strada sono coloro che ascoltano la Parola ma poi gli uccelli cioè il diavolo porta via tutto ciò che era stato seminato perchè non credano di essere salvati come Dio promette. Il seme caduto sulla pietra sono coloro che accolgono la fede con entusiasmo ma non hanno radici e quando vengono le tribolazioni non credono più. Il seme caduto sui rovi sono coloro che ascoltano la Parola, ma poi vengono "soffocati" cioè attirati da altre cose più futili e in apparenza più gratificanti e quindi non maturano nella fede. Il seme caduto sul terreno buono sono invece coloro che ascoltano la Parola di Dio la mettono in pratica con cuore puro e portano frutto.
flower
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Dom Set 20, 2015 8:03 am

Domenica della XXV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mc 9,30-37)

Il Figlio dell'uomo viene consegnato... Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: "Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà". Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafarnao. Quando fu in casa, chiese loro: "Di che cosa stavate discutendo per la strada?". Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: "Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti".
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: "Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato".
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù ha scelto gente comune tra i suoi discepoli. Persone che hanno tutte le ambizioni umane, che non sono ancora completamente partecipi del suo Mistero d'amore. In loro prevale ancora una mentalità legata all'individualismo. Non era in loro la piena comprensione del messianismo di Gesù che oltrepassa le aspettative politiche per inserirsi in un messaggio universale di amore e misericordia. Gesù comprende questo loro atteggiamento; non lo critica apertamente, del resto ancora dovevano vivere il Mistero della passione e Resurrezione ma pure ciò non Gli impedisce di approfondire il suo insegnamento. Usa un bambino e lo pone a modello del suo insegnamento. Egli, vero uomo e vero Dio si è fatto piccolo nella natura umana e chiede che anche noi, nella nostra limitatezza dobbiamo diventare piccoli come Lui per partecipare alla sua natura divina. E' l'insegnamento per noi che stentiamo ad entrare in profondità nel suo Mistero di amore; forse perché troppo affannati dai diversi impegni della vita. E' un momento di riflessione pacata che vuol porta luce sulla nostra vita, forse troppo disordinata. E' un richiamo alla nostra essenzialità umana che trova, nel messaggio evangelico la sua espressione migliore. E' una esortazione a comprendere più a fondo il mistero della sua Morte e Resurrezione. E' un invito eucaristico ad apprezzare le cose piccole e trovare in esse la scintilla d'amore che Dio ha posto in tutto il suo creato. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


L’insegnamento di Gesù ai suoi discepoli si
fa sempre più insistente: la consegna del Figlio dell’uomo nelle mani dei suoi
avversari appare inevitabile e cruenta, fino alla sua uccisione. Ma il disegno
di Dio non viene bloccato: al terzo giorno ci sarà la risurrezione. Il silenzio
del gruppo non esprime alcun consenso o condivisione. Al contrario, i discepoli
seguono il Maestro senza capire il senso delle sue parole e le conseguenze che
esse hanno anche nei loro rapporti. Lungo la via, infatti, discutono su chi
deve primeggiare sugli altri e non hanno il coraggio di parlarne con Gesù, una
volta entrati in casa e interrogati da Lui. Hanno bisogno di una nuova
chiamata, alla quale rispondere con generosità e prontezza come la prima volta.
Così il Signore educa la sua comunità, con pazienza e fiducia, anche dinanzi
all’incomprensione e al rifiuto della logica evangelica. Parole e gesti aiutano
a entrare nel mistero che Egli rivela e compie. Una scelta deve caratterizzare
sempre la vita di ogni suo discepolo: quella di farsi ultimo fra tutti, per
poter servire ciascuno con amore e dedizione senza mettere da parte o escludere
nessuno. Ecco come si diventa grandi nel suo Regno. E il modello a cui guardare
non è chi conta di più o sa farsi meglio apprezzare per le sue doti, ma chi non
ha alcun valore e non gode di una benché minima considerazione. Il bambino
posto da Gesù al centro del gruppo pone i discepoli decisamente in imbarazzo,
vista la scarsa attenzione prestata allora ai piccoli. Accoglierne uno solo è
già fare spazio a Cristo nella propria vita, riconoscendo di essere figli di un
unico Padre che tutti ci ama di un amore infinito.


PREGHIERA


Dona, o Padre, alle nostre comunità di
vivere i rapporti fraterni nella libertà e nella pace. Nessuno primeggi
sull’altro o faccia prevalere il suo pensiero, le sue doti personali, neppure
la sua bontà. Fa’ che ci amiamo in spirito di autentica carità, pronti sempre a
riconoscere negli altri qualcosa che a noi manca e che il tuo Spirito dona per
la crescita comune. Saremo così veri testimoni di Gesù.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Set 20, 2015 10:02 am

Gesù sta per cominciare la Sua Passione, ma i suoi discepoli non capiscono le sue parole ed hanno paura a chiedergli spiegazioni. Per strada i Dodici discutono chi tra di loro è il più grande e quando Gesù entra in casa a Cafarnao chiede loro di cosa discutevano per la strada, e poi aggiunge che il più grande tra di loro sarà chi si farà servitore di tutti e prendendo ad esempio un bambino, dice loro che chi accoglie anche solo un bambino nel suo nome accoglie sia lui che chi l'ha mandato cioè: Dio Padre Onnipotente.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Lun Set 21, 2015 7:57 am

Lunedi della XXV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 9,9-13)

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore.

OMELIA

Fra le tante curiosità che vorremmo soddisfare sulla persona di Cristo c'è anche quella di poter ascoltare la sua voce; ciò non tanto per sentirne l'accento, ma per poterne comprendere la profondità e il fascino che esercitava sugli ascoltatori. Oggi lo sentiamo ancora una volta scandire un comando a una persona che per il ruolo che svolgeva, molti evitavano e non suscitava sicuramente simpatia; poi l'immediata risposta: «Egli si alzò e lo seguì». Il banco delle imposte dove sedeva Matteo poteva essere anche considerato una comoda poltrona e un buon mestiere, che garantiva un reddito sicuro e un discreto prestigio oltre che incutere timore. Non è perciò facile distogliere dalla loro posizione persone così ben accomodate e apparentemente soddisfatte. Gesù lo fa con un imperativo categorico: «Seguimi». Evidentemente il Signore voleva sin dal primo impatto rivelare una grandissima verità al suo futuro apostolo ed evangelista: la forza divina della sua Parola, quella parola che Matteo riporterà fedelmente nel suo Vangelo e che risuona ancora, grazie a lui, in tutto il mondo. Voleva poi che egli in prima persona potesse godere di una predilezione sicuramente immeritata ed insperata affinché potesse raccontare al mondo che Gesù non è venuto per i sani che non hanno bisogno del medico, ma per i malati. Voleva fare di Matteo, convertito dai suoi meschini e forse anche illeciti guadagni, un cantore della misericordia divina; voleva che proprio un pubblicano intonasse quel canto, che tanti e tante hanno poi ripreso e cantato con identico fervore. Voleva infine far comprendere a tutti che i chiamati da Cristo non sono santi prefabbricati, ma anime che, avendolo incontrato e ascoltato la sua voce, hanno il coraggio di seguirlo da vicino dando con tutta la vita una risposta di gratitudine al bene ricevuto dalla divina misericordia. Vediamo perciò in Matteo un primo anello di una catena d'oro, che ha portato la voce viva di Cristo fino a noi, con l'immediatezza con cui egli stesso l'ha accolta e ne ha goduto. Egli ci invita ad accogliere le sollecitazioni divine che ancora giungono a noi per farci conoscere la verità e renderci capaci di viverla nella gioia. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE


Questa pagina del Vangelo è solenne e
preziosa, pur nella sua forma scarna. Matteo, o chi ne raccoglie la
testimonianza, racconta la sua vocazione. È stato chiamato da Gesù
personalmente, proprio lui che con il suo lavoro esprimeva pubblicamente una
lontananza grave dalla legge del Signore e dal popolo sottomesso ai pagani. Lo
ha raggiunto una voce che ha parlato al suo cuore inquieto. Nel suo animo è
risuonata, con forza inimmaginabile, una Parola che porta con sé un’autorità
unica. Non si può far finta di niente e neppure rimandare o esitare nella
risposta. Occorre prendere posizione, subito. Poi ci sarà il tempo di capire,
approfondire, assimilare. È l’occasione da sempre attesa e mai trovata:
rinascere a vita nuova, vita buona e bella. A una sola condizione, esigente e
liberante: lasciare tutto il vecchio mondo alle spalle e andare con Gesù.
Matteo risponde con prontezza e coraggio, nella gioia trepidante di chi si rende
conto che da questo momento nulla sarà più come prima. E così ritrova subito
tutto ciò che aveva messo da parte: quel mondo fatto di gente come lui,
caratterizzata da inganni e soprusi, dominata dagli idoli del benessere e del
potere. Ma ora sono anch’essi con Gesù, raccolti attorno alla mensa per
condividere la gioia del perdono e la possibilità di ricominciare una nuova
esistenza. Si compie finalmente la parola del profeta: la misericordia prevale
sui sacrifici e Dio la gradisce più di ogni altra cosa. I malati ricorrono al
medico e i peccatori trovano nel Cristo l’offerta gratuita del perdono. Nasce
una nuova comunità, costituita da peccatori riconciliati: è la Chiesa, segno
credibile dell’amore misericordioso del Padre per tutti i suoi figli!


PREGHIERA

Ti preghiamo, Signore, per tutti i pastori
della Chiesa: siano sempre pronti a testimoniare con tenerezza la tua bontà e
sostengano il cammino del tuo popolo con l’esempio della loro vita. Annuncino
con gioia la tua misericordia e siano sempre strumento di riconciliazione in un
mondo tanto bisognoso di fraternità e di perdono.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Set 21, 2015 8:45 am

Matteo era un pubblicano, e i pubblicani all'epoca di Gesù venivano considerati peccatori perchè si diceva che derubassero la povera gente. Gesù non fa parzialità e quando vede Matteo e gli dice "Seguimi!" lo ascolta subito perchè un incontro con Gesù ti cambia la vita e questo Matteo lo sa, ed è per questo che lascia tutto e lo segue. Dopo Matteo ospita Gesù nella sua casa dove gli ospiti sono altri pubblicani e questo per i farisei era uno scandalo tant'è che chiedono ai suoi discepoli perchè il loro Maestro mangia insieme ai peccatori. E Gesù sentito questo dice che non sono i sani ad aver bisogno del medico ma i malati, e che lui è venuto per redimere non i giusti ma i peccatori, e che la Misericordia di Dio è per tutti.
I love you
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Lun Set 21, 2015 4:40 pm

Oggi la liturgia ci presenta la chiamata di Levi, cioè Matteo, l’evangelista che nel suo vangelo ci racconta la sua chiamata … Gesù lo vede mentre stava riscuotendo le tasse per i romani, era un esattore delle tasse, considerato un peccatore ,un collaborazionista dei romani. La sua chiamata provoca una discussione sull’atteggiamento tenuto da Gesù verso i peccatori, ma quello che per gli altri era scandalo per Gesù era solo la dimostrazione del profondo amore che Dio a verso i peccatori, l’incarnazione di quella <misericordia> per cui era stato inviato dal Padre, affinché tutti gli uomini fossero salvati. Gesù lo chiama. < seguimi > e lui lascia tutto e lo segue. La vita di Matteo ha un cambiamento radicale, tanto che farà parte dei discepoli che Gesù chiamerà Apostoli.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Martedi della XXV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Set 22, 2015 8:08 am

Martedi della XXV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 8,19-21)

Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Parola del Signore.

OMELIA

La prima lettura parla della "casa di Dio", la seconda, il Vangelo, della famiglia di Gesù. E' facile vedere il rapporto poiché nella Scrittura la parola "casa" può significare sia un edificio sia una famiglia. Per esempio quando la Bibbia parla della "Casa di Davide" può significare la sua abitazione, ma più spesso si tratta della famiglia, della stirpe di Davide. Chi ascolta le mie parole è per me fratello e madre... Ecco, se noi ascoltiamo la Parola di Dio e la mettiamo in pratica, diventiamo suoi fratelli, anzi sua madre formiamo cioè la sua famiglia, siamo la "casa di Dio" siamo cioè nello stesso momento sua famiglia e suo tempio, cioè luogo dove lui abita. Si realizzano così le profezie di cui abbiamo letto nella prima lettura che Dio ha voluto abitare con gli uomini, non solo in mezzo a loro ma in loro, dentro di loro, per unirli tutti in un'alleanza che fa di essi un unico edificio, un'unica famiglia, e dirittura un unico corpo, il Corpo di Cristo. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


L’evangelista Luca insiste nell’indicare le
condizioni indispensabili che consentono di far parte del gruppo di Gesù. Non
è, infatti, un gruppo qualsiasi, tantomeno una parte che si contrappone alle
altre. Al contrario, l’unico elemento richiesto è il rapporto con Lui, vissuto
non come diritto o pretesa qualsiasi ma come dono gratuito e sommamente
coinvolgente. Il contrasto tra i due atteggiamenti è fortemente evidenziato nel
nostro breve brano. Da una parte c’è la folla che gli sta vicino: non si dice
altro, ma si comprende bene dal contesto che essa è attorno a Lui, per
stabilire un rapporto diretto con il Maestro che agisce e parla in nome di Dio.
Dall’altra, ci sono i familiari in senso stretto, cioè la sua famiglia
d’origine: non riescono a stabilire un contatto diretto con Lui e restano
fuori, nel desiderio di poterlo vedere da vicino. La risposta di Gesù alla loro
pur legittima richiesta è sorprendente. Apre, infatti, una prospettiva nuova,
invitando tutti a guardare lontano e soprattutto a stabilire con Lui un
rapporto profondo, sostanzioso, che vada ben oltre il diritto naturale del
sangue e della parentela. È vero che Gesù ha una famiglia. È ancor più vero che
ognuno ne può far parte, senza privilegi o precedenze di alcun tipo. Ciò che
contraddistingue i membri di questa famiglia-comunità così particolare è il
rapporto con Lui, da cui nessuno è escluso. Un rapporto niente affatto
approssimativo, che lascerebbe ciascuno nella sua individualità. No, si tratta
invece di una relazione che nasce dall’ascolto sincero e fiducioso della sua
Parola e si prolunga nella vita quotidiana, dove le scelte richieste dalle circostanze
sono continuamente ispirate al suo insegnamento, o meglio diventano la
traduzione pratica della sua stessa Parola. Maria, sua madre, ne è l’esempio
più riuscito.


PREGHIERA


Aiutaci, o Maria, a diventare ascoltatori
attenti della Parola e discepoli fedeli del tuo Figlio Gesù. Faremo così anche
noi esperienza concreta della potenza del Vangelo nella nostra vita e formeremo
un’unica famiglia, dove i fratelli e le sorelle si accolgono nella gioia dello
Spirito e si mettono al servizio di tutti.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Set 22, 2015 9:21 am

Sembrano parole dure quelle di Gesù verso sua Madre e i suoi parenti, lui è attorniato da una folla di persone che cercano la sua Parola e la ascoltano volentieri e per questo motivo che dice che sua madre e i suoi fratelli sono loro, perchè loro lo cercano per una visita di cortesia mentre la folla lo cerca per sentirlo e anche perchè chi mette in pratica le sue parole anche solo ascoltando, è per lui: Madre e fratello.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mar Set 22, 2015 3:03 pm

Oggi è l’evangelista Luca che ci parla di un evento che coinvolge la famiglia di Gesù.  Luca colloca questo episodio in un contesto diverso da Marco, lo scopo  è evidenziare quale sia il valore di un modello di ascolto, tanto da considerare tutti coloro che vivono nell’ascolto della sua parola  <fratelli  e madre>. Il tono può sembrare irato, ma la presenza dei suoi parenti  diviene l’occasione per annunciare  quale sarà il rapporto tra noi e Lui, tanto da considerarci suoi parenti. La parola di Dio, accolta e vissuta, porta all’unione di Gesù, acquisendo una parentela spirituale nella famiglia di Dio.


Ultima modifica di annaxel il Mar Set 22, 2015 3:09 pm, modificato 1 volta
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Mer Set 23, 2015 8:04 am

Mercoledi della XXV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 9,1-6)

Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Parola del Signore.

OMELIA

La costruzione della casa di Dio non è opera umana, edificare la Chiesa non è in potere degli uomini: solo Gesù ha questo potere e lo trasmette ai Dodici. Ma perché sia chiaro che quella loro non sia opera umana, chiede di non preoccuparsi di nulla, neppure di ciò che sembra indispensabile. La prima lettura ci mostra anche un altro aspetto. La costruzione è opera divina, noi dobbiamo portare come fondamento l'umile confessione dei nostri peccati: "Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia verso di te, mio Dio, perché le nostre colpe si sono moltiplicate". E' questa la condizione per "rialzare la casa di Dio", per "restaurare le rovine". Se mancano l'umiltà e il dolore per i peccati l'opera divina non si può effettuare e si avrà solo uno sterile tentativo umano. Se invece poniamo le autentiche fondamenta nell'umiltà e nel pentimento Dio può costruire e lo fa con la munificenza della sua misericordia. Ecco perché il salmo responsoriale ci invita: "Contemplate quel che il Signore ha fatto per voi, e ringraziatelo con tutto il vostro cuore". (Padri Silvestrini)

Meditazione


Una nuova convocazione, ma questa volta per
partire e andare ovunque ad annunciare il Regno. Ecco l’esperienza che Gesù fa
fare ai suoi discepoli, ora che stanno imparando ad andare dietro a lui e ad
accogliere il suo insegnamento nella loro vita. Non sono ancora pronti del
tutto. Non importa. Per il Maestro è sufficiente la condivisione quotidiana,
che oramai caratterizza i Dodici. Ad essi affida un incarico speciale,
strettamente legato alla sua persona: dovranno annunciare ciò che Lui annuncia
e, agendo al suo stesso modo, andare incontro a malati e indemoniati per
guarirli dalle loro sofferenze e liberarli da ogni forma di schiavitù. Si
tratta dunque di una missione per nulla facile, che non può essere basata sulle
capacità o doti personali dei discepoli. Saranno accompagnati, infatti, dal
dono che il Signore pone in loro: il dono dell’amore divino, che solleva e
conforta, che libera e guarisce, che rende nuovi e restituisce a ciascuno la
propria dignità. È loro richiesta una cosa sola: fidarsi di Lui e non di se
stessi, essere disposti a far agire Lui attraverso le loro parole e i loro
gesti, renderlo presente con la forza del suo amore in ogni momento con uno
stile essenziale e povero. Ci vuole molto coraggio, nella certezza che non
saranno lasciati mai soli. Non è nemmeno assicurata la buona riuscita della
missione. Lì dove saranno accolti, potranno godere della benevolenza mostrata e
poi ripartire. Dinanzi invece al rifiuto ostinato e contagioso, senza
scoraggiarsi riprenderanno il cammino richiamando ciascuno alla propria
responsabilità. Questa è la missione della Chiesa, anche ai nostri giorni.

PREGHIERA

Signore Gesù, ti ringraziamo perché non fai
mancare uomini e donne che in ogni tempo ricordano alla tua Chiesa il dovere
urgente della missione, con il loro stile di vita e la santità delle loro
azioni. L’intercessione di san Pio da Pietrelcina ci ottenga di crescere nella
contemplazione della tua passione, per stare accanto a chi soffre e donare a
tutti la gioia della vita nuova dei risorti.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Set 23, 2015 9:22 am

Gesù chiama i Dodici per un'importante missione: annunciare il Regno di Dio nel Suo Nome. Dice loro di portare con loro lo stretto indispensabile, di cercare persone che saranno disposti ad accoglierli e di rimanere con loro, con chi invece li allontaneranno di uscire da quella città e scuotere la polvere dai loro piedi per far vedere il loro disappunto. Gli Apostoli uscirono e andarono di villaggio in villaggio annunciando il Regno di Dio e guarendo gli infermi. Per Gesù gli Apostoli sono molto importanti: saranno loro che un giorno prenderanno le redini della Sua Chiesa per guidarla, e per questo che li abitua ad andare di casa in casa, perchè un giorno sarà quella la loro missione: prendere il suo posto e rendere la sua Chiesa unita e fedele.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Giovedi della XXV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Set 24, 2015 7:51 am

Giovedi della XXV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 9,7-9)

Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Parola del Signore.

OMELIA

Il Re Erode ha sentito parlare vagamente di Cristo, della sua dottrina nuova, delle sue opere, dei segni e prodigi che compie, ma tutto ciò ha generato in lui solo una divertita curiosità. Non è sorretto dalla fede e di conseguenza riduce tutto a dimensioni e ragionamenti umani. E' incapace di comprendere la chiamata divina, egli vorrebbe solo essere testimone di uno di quei miracoli dei quali tanto si parla. Il tiranno diventa la figura di tutti coloro che vorrebbero "vedere" Cristo, fidandosi della sola intelligenza, ignari che è impossibile all'uomo entrare nelle verità divine, senza il sostegno della fede e della grazia. Quanti ancora oggi vorrebbero "capire" Dio, ridurlo alle proprie dimensioni, pretendendo di darGli suggerimenti e direttive! Il salmista saggiamente ammonisce: "Nella tua luce, Signore, vediamo la luce". (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


Una figura grigia quella del tetrarca
Erode. Non prende posizione, perché è debole. Tentenna, è incerto: si lascia
facilmente sedurre dal fascino ingannevole della bellezza e dai compromessi
necessari per conservare il potere. L’evangelista Luca ci consente di entrare
in qualche modo nel suo animo e di cogliere anche in lui un’agitazione forte,
causata da tutto ciò che si diceva riguardo a questo “rabbi” diverso da tutti
gli altri. Le opinioni che sono riportate rimandano alle varie interpretazioni
del suo ministero pubblico. Gesù è riconosciuto senz’altro come un profeta, per
le sue parole dette con autorità unica e per i suoi gesti forti, che mostrano
l’irruzione del regno di Dio nella storia degli uomini. Ma c’è chi avanza
un’identificazione ancora più inquietante. Per alcuni, infatti, Elìa – profeta
atteso per i tempi messianici – è finalmente ritornato. Per altri addirittura
si tratterebbe di Giovanni il Battista, risuscitato dai morti. Quest’ultima
versione supera ogni limite e mette Erode in uno stato d’animo pieno
d’inquietudine. Le domande si accavallano e non hanno risposta. Egli sa bene
cosa ha fatto e come si è conclusa tragicamente la vita del profeta che anche
lui ascoltava volentieri, ma che alla fine ha fatto zittire per sempre.
Debolezza, vigliaccheria, paura: sono sentimenti che si sovrappongono
all’improvviso e turbano quel mondo interiore fatto di tante zone d’ombra,
sempre rimosse nella speranza di averle definitivamente allontanate. Ma Gesù,
con la sua presenza misteriosa, è là e interpella anche lui. La ricerca di un
incontro diretto sembra acquietare la coscienza, che in realtà non vuole
aprirsi affatto al pentimento e alla conversione. Quando finalmente lo avrà
davanti rimarrà ancora più solo nella sua angoscia, perché Gesù non pronuncerà
per lui neppure una parola.

PREGHIERA

Signore, aiutaci a cercare il tuo volto nel
silenzio della preghiera, nell’ascolto della tua Parola, nella celebrazione dei
sacramenti e in particolare nell’Eucaristia. Non permettere che siamo vinti dal
male, ma donaci la forza di fare sempre scelte secondo coscienza, guidati unicamente
dalla luce del tuo Vangelo.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Set 24, 2015 9:17 am

Erode sente di Gesù che è Giovanni tornato in vita, o Elia o uno degli antichi profeti. Lui che ha fatto decapitare Giovanni si chiede come fa ad essere tornato in vita e voleva vederlo non per un bisogno di fede ma per accertarsi di aver compiuto definitivamente il suo "compito" di tiranno.
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Gio Set 24, 2015 2:16 pm

Chi è Gesù? Se lo, chiede Erode Antipa, tetrarca di Galilea, il carnefice del Battista. Il potere politico è portato a chiedersi chi sia Gesù e, dunque, quanto egli sia realmente pericoloso; per avere una risposta alla domanda è necessario cominciare a seguirlo; il rappresentante del potere, Erode, non è capace di farlo, di natura debole, facile alle manipolazioni di corte si lascia convincere che quello che Gesù predicava era un ostacolo al suo potere, ma nel suo cuore desiderava incontrarlo. L’incontro avverrà durante la passione di Gesù, ma Gesù non proferì parola, Erode indispettito e sobillato dagli anziani, lo rimandò a Pilato. ( Lc.23,9).
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Venerdi della XXV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Set 25, 2015 7:57 am

Venerdi della XXV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 9,18-22)

Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto.

+ Dal Vangelo secondo Luca
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell'uomo - disse - deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Parola del Signore.

OMELIA

Voci diverse e contrastanti parlano di Gesù: la voce stonata di Erode, le dicerie e le chiacchiere della gente, le false insinuazioni degli scribi e dei farisei, nemici dichiarati del Cristo. In un momento di intimità e di preghiera, in un luogo appartato, lontano dalle voci e dai rumori del mondi, lo stesso Signore rivolge ai suoi la domanda: "Chi sono Io secondo la gente?" Egli aveva detto loro: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli" (Mt 13,11), si attende perciò una risposta diversa, sicura e difatti l'ottiene per bocca di Pietro, che prendendo la parola risponde: " Il Cristo di Dio". Gesù a sua volta dirà: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli". Comprendere la piena verità di Cristo non è frutto del sangue e della carne, ma dono di Dio mediante la fede. Tale dono dovremmo chiedere incessantemente anche per noi. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


Tutti i momenti importanti del ministero di
Gesù sono segnati da una forte e prolungata esperienza di preghiera. Luca è
particolarmente attento a questa dimensione, che è evidenziata dall’inizio alla
fine del suo Vangelo. Più che farci entrare in questo dialogo personalissimo
con il Padre, l’Evangelista ce ne mostra le conseguenze soprattutto in
riferimento ai discepoli. Essi sono coinvolti non come semplici spettatori, ma
come protagonisti di un incontro che apre prospettive nuove. Ecco allora la
duplice domanda che si sentono rivolgere dal Maestro: prima le folle e poi essi
stessi, cosa pensano di lui? Chi è per loro? Potrebbe sembrare una questione
superflua, ma non è affatto così. Si tratta, infatti – a partire dalla considerazione
dell’ambiente circostante –, di formulare una risposta diretta, personale, che
tenga conto della propria esperienza. Quanto Pietro afferma riguarda ciò che
egli vive, insieme ai suoi amici. L’incontro con Gesù sta cambiando non solo la
loro vita quotidiana, ma il modo di pensare e di agire. Si apre veramente un
mondo nuovo: il mondo di un Dio finalmente vicino, prossimo, attento a ciascuno
e pronto a donare gratuitamente il suo amore misericordioso. Gesù accoglie tale
professione di fede nella sua sincerità, ma va ben oltre rivelando ai discepoli
la sorte a cui è destinato. Nessun messianismo trionfale, atteso da tanti,
allora come anche oggi. No, egli si presenta come il Figlio dell’uomo, figura
profetica che unisce in sé gloria e sofferenza. E annuncia ciò che lo aspetta:
il rifiuto grave della sua missione da parte delle autorità religiose, fino
all’uccisione. Ma la vittoria di Dio è assicurata: al terzo giorno ci sarà la
risurrezione. È la fede in Lui che fonda e sostiene la nostra speranza!

PREGHIERA

Signore Gesù, anche noi ti abbiamo
conosciuto, seguito e amato come i tuoi primi discepoli. E anche a noi tu
riveli il mistero della croce e della risurrezione, con cui ci liberi dal male
e ci introduci nella vita divina. Noi, come Pietro, professiamo la nostra fede
in te: crediamo che tu sei il Cristo di Dio, la nostra unica speranza, la
salvezza dell’umanità.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Set 25, 2015 8:25 am

Gesù prega in disparte e i suoi discepoli lo raggiungono e lui chiede loro che cosa la gente dice di Lui. Gli Apostoli rispondono che per alcuni è l'amato Giovanni Battista, altri Elia oppure uno degli antichi profeti tornato in vita. Allora Gesù chiede chi è lui invece per loro e Pietro risponde che è il Cristo di Dio. Gesù allora ordinò severamente di non dirlo a nessuno, perchè Lui non si vanta di essere il Figlio di Dio, ma anzi, quando sarà a Gerusalemme sarà rifiutato dagli scribi e dagli anziani di quel luogo e lo metteranno addirittura a morte, ma Dio Padre poi lo farà risorgere il terzo giorno.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Sab Set 26, 2015 8:11 am

Sabato della XXV settimana dal Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 9,43b-45)

Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Parola del Signore.

OMELIA

Gesù rivela ai suoi discepoli la verità sulla sua missione. Non è una previsione di gloria ma il preannuncio di un futuro difficile. I discepoli non riescono ancora a capire questa nuova prospettiva, della glorificazione della Croce e vogliono allontanare questi pensieri di morte, persecuzione e dolori. La giustizia, per loro non può avvalersi della morte di un innocente Il futuro per loro sembra buio e tenebroso, non tutti saranno in grado di accettare questa nuova missione. E' difficile adattare le proprie aspirazioni con i desideri del Signore, anche a noi sarà capitato tante volte di sperimentare la crudezza di questa realtà. La possibilità di salvezza sta proprio nel saper accettare il passaggio della nostra croce quotidiana. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

L’insistenza di Gesù sulla sorte che
l’aspetta a Gerusalemme è fortemente evidenziata dall’evangelista Luca.
Comprendiamo benissimo il disagio dei discepoli, che è anche il nostro quando
siamo posti come loro di fronte all’ostacolo dell’accanimento ingiustificato e
dell’avversione insistente per il bene compiuto. Gesù guarda avanti e non si
lascia ingannare. Un ascolto superficiale e approssimativo non garantisce la
fedeltà da parte di coloro che ora sono entusiasti del suo insegnamento. Verrà
il tempo della prova: è necessario prepararsi, per non soccombere. La premura
del Maestro è grande, perché egli conosce i discepoli uno per uno: sa cosa
portano nel cuore e il rischio che corrono se non saranno saldi nella fede.
Eppure le sue parole nascondono un mistero più profondo, da custodire e
contemplare pur senza poterlo ancora comprendere del tutto. Sarà la luce
pasquale a rischiarare il buio fitto che per ora è solo annunciato. In questa
dolorosa vicenda, dove si concentra drammaticamente l’assurdità e la cattiveria
umana, entra in gioco Dio stesso. Il Padre, infatti, trasformerà la “consegna”,
operata per mano degli uomini, da decisione per la morte in dono totale per la
vita. Il titolo cristologico a cui Gesù fa riferimento rimanda certo alla
dimensione gloriosa, descritta nel libro di Daniele. Ma allo stesso tempo
esprime tutta la misteriosa esperienza del Servo raccontata in Isaìa, dove è
descritta una dolorosissima vicenda mortale che diventa salvezza, vittoria e
vita piena. I discepoli seguono Gesù senza capire e neppure gli fanno domande.
Solo con la Pasqua vinceranno ogni paura.

PREGHIERA

Anche noi, Signore Gesù, ti seguiamo in
silenzio e tante volte restiamo sbigottiti, non capiamo. Donaci la luce del tuo
Spirito, perché non cadiamo nella tristezza e vinciamo ogni tentazione di
chiusura in noi stessi. Aiuta ognuno di noi a comunicare con la vita il Vangelo
della speranza e fa’ che la tua Chiesa sia sempre testimone gioiosa del tuo
amore fedele.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Set 26, 2015 10:03 am

Gesù in questo momento della sua vita viene ammirato per le cose che faceva, ma ai suoi dice che verrà il tempo in cui invece di essere ammirato sarà disprezzato dagli uomini. Gli Apostoli non potevano capire il mistero della Divina Redenzione del Maestro ed è per questo motivo che temevano le sue risposte su questo argomento.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Sab Set 26, 2015 2:12 pm

In contrasto con l’ammirazione della folla, risalta il secondo annuncio della passione. I discepoli non capiscono, si vergognano a chiedere spiegazioni, l’annuncio della sofferenza e della morte è per loro troppo scandaloso. < il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
I discepoli capiranno le parole di Gesù, solo dopo la sua Risurrezione. Una nuova mentalità, un nuovo cammino si presenta ai discepoli, un cammino dove la croce deve essere la loro meta, la nostra meta, perché la strada che porta a Gesù passa dalla croce.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Dom Set 27, 2015 8:34 am

Domenica della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mc 9,38-43.45.47-48)

Chi non è contro di noi, è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Parola del Signore.

OMELIA

Nella cultura ebraica i piccoli ed i bambini non rappresentano il valore che gli attribuiamo oggi noi. Soltanto quando il ragazzo entrava nell'età adulta aveva un suo ruolo specifico. Gesù, invece pone spesso la sua attenzione sui bambini. Loro sono al centro del suo messaggio d'amore. Abbiamo visto che li chiama a sé per redimere alcune controversie che sorgono nel seno del gruppo dei discepoli. Usa la loro semplicità come virtù evangelica da seguire nella nostra maturità della vita cristiana. Gesù è attento anche alle piccole cose: un granello di senapa, un pizzico di lievito, una manciata di sale, l'obolo della vedova, l'olio per alimentare le lucerne sono solo alcuni esempi. Oggi abbiamo ancora la presenza delle piccole cose e dei bambini ma in una diversa prospettiva. Gesù ci esorta a non scandalizzare i suoi piccoli. E' una utile indicazione perché nelle nostre azioni siano sempre nella prospettiva del bene; è un precetto valido per il progresso della nostra vita spirituale. Con questo insegnamento possiamo dare il giusto valore ad ogni cosa materiale; i beni terreni visti come strumento e non come fine è il un messaggio evangelico che scaturisce da queste pagine. Gli stessi nostri organi del corpo sono strumenti e non fine; anche le nostre buone azioni non hanno un fine in se stesse ma nel bene che producono: come chi scaccia i demoni. Il messaggio odierno ci richiama proprio alle finalità ultime della nostra vita terrena, come preparazione della vita nella gloria eterna. E' questa prospettiva che non ci deve mancare e che possiamo realizzare in terra se diamo il giusto peso a tutte le cose; anche a quelle che sembrano piccole ed insignificanti. Dio legge il nostro cuore e le nostre intenzioni e va al di là dell'aspetto materiale: lo ricordiamo scritto varie volte in tutte la Bibbia! (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Il Vangelo di Marco presenta Gesù che, dopo
la confessione di fede da parte di Pietro, indirizza il suo insegnamento in
modo speciale ai discepoli. Li prepara così allo scandalo della croce, che in
ogni caso li troverà incapaci di portare il peso. Le sue parole saranno alla
base del loro cammino di conversione e della testimonianza alla luce della
Pasqua, che li porterà ad annunziare la Buona Notizia fino ai confini della terra.
Innanzitutto, bisogna che ogni discepolo sia disposto a riconoscere il bene
compiuto nel nome di Cristo anche da chi non fa parte del suo gruppo. Non è
sempre facile, neppure ai nostri giorni. Gesù offre un criterio sicuro: agire
nel suo nome e non parlar male di lui. E ne dà anche la motivazione: chi non è
“contro” è certamente “per”. L’orizzonte poi si allarga ai gesti semplici (un
bicchiere d’acqua!) verso i discepoli di Cristo, garanzia di una ricompensa
divina, e alle ferite gravi inferte ai più piccoli nella fede, motivo per una
condanna senza scampo nei confronti dei colpevoli. Le parole di Gesù sono
durissime e così le dobbiamo cogliere anche noi, senza addomesticarle o peggio
ancora ignorarle. Ne va della serietà dell’annuncio e della credibilità dei
testimoni. Ecco perché il Signore insiste nella richiesta fatta a ogni
discepolo di essere deciso, coraggioso, radicale nella scelta: rispondere alla
sua chiamata comporta in ogni caso una rinuncia, dolorosa ma sempre salutare.
La mano, il piede, l’occhio rimandano a situazioni particolari in cui siamo
tentati di idolatrare noi stessi, senza cercare più la gloria di Dio. Si entra
nella vita solo se si è liberi per amare e si è membri del regno di Dio
all’unica condizione di servire unicamente Lui con tutto se stesso.


PREGHIERA

Signore Gesù, aiutami a essere tuo
discepolo nella vita di ogni giorno. Fa’ che io sia sempre coerente con la fede
che professo e fedele al Vangelo che mi mandi ad annunziare a tutti. Apri i
miei occhi e riscalda il mio cuore, perché possa accogliere ogni persona con
amore e sappia apprezzare il bene fatto con dedizione generosa, a vantaggio dei
piccoli e dei poveri.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Set 27, 2015 8:53 am

Giovanni riferisce a Gesù che un tale scacciava dèmoni nel suo nome e volevano impedirglielo perchè non era uno di loro. Gesù risponde che non c'è nessuno che possa operare prodigi nel suo santo nome e poi agire male contro il Maestro, perchè non è contro di lui. Poi dice che anche se avranno una piccola cosa nel suo nome avrà la sua ricompensa e che chi scandalizzerà chi lo segue è meglio per lui che muoia, e che se una qualsiasi parte del corpo ti dice di fare qualcosa di sbagliato, è meglio tagliarla che entrare tutto intero nel fuoco della Geenna dove si buttano i rifiuti e dove il fuoco c'è sempre. Gesù naturalmente non vuole questo, ma dice che chi vuole entrare nel Regno dei Cieli deve essere puro e semplice come chi lo segue con assiduità.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Lunedi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Set 28, 2015 8:12 am

Lunedi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 9,46-50)

Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
Parola del Signore.

OMELIA

Erano e sono frequenti gli interrogativi che i discepoli ponevano a Gesù. "Chi è il più grande" li sintetizza tutti. La voglia di primeggiare scaturisce da una perenne competizione che, più o meno consapevolmente e in misura ed intensità diversa, tutti viviamo nei confronti di chi vive insieme con noi e condivide la nostra stessa esperienza. La risposta di Gesù è disarmante e sconvolgente rispetto alla mentalità corrente ed istintiva dell'uomo. Egli afferma che per diventare grandi davvero e capaci di entrare ne suo Regno, occorre ritornare, in una autentica ed interiore conversione, allo spirito puro e semplice dei bambini. Essere piccoli significa godere della beatitudine che lo stesso Gesù proclama: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli". E' evidente che un simile atteggiamento dell'animo umano non è spontaneo o frutto solo di un buon carattere, ma sgorga solo dalla fede e dall'umiltà del cuore; è propria di chi si fida di Dio e a Lui si abbandona "come un bimbo svezzato in braccia a sua madre", come dice il salmista. L'esempio di Cristo dovrebbe avvincerci: Egli anche nello stremo della morte si affida al Padre: "Padre nelle tue mani affido il mio spirito". Tendere a questa virtù cristiana significa garantirsi una speciale protezione divina poiché Egli "esalta gli umili ed abbassa i superbi". (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

I Vangeli insistono sulla crescente
difficoltà dei discepoli a entrare nella logica di Gesù. Luca lo mette in evidenza
in modo particolare. La discussione che occupa i loro discorsi mentre sono
sulla via che li porta a Gerusalemme non ci sorprende. Tante volte anche noi ci
ritroviamo a pensare allo stesso modo, nonostante la buona volontà di seguire
il Signore. Prevale il desiderio nascosto di primeggiare, affermando noi stessi
e le nostre belle qualità. La reazione di Gesù sorprende, perché capovolge
radicalmente la prospettiva e smaschera così ogni ambizione. L’indicazione
chiara, con i gesti e la parola, mette in difficoltà chi cerca solo se stesso e
rivela la verità che ognuno di noi custodisce segretamente. Siamo piccoli, più
piccoli degli altri, bisognosi del loro aiuto per realizzare il progetto di
vita che ci fa grandi davanti a Dio. Impariamo a riconoscerci tali solo se ci
apriamo ai piccoli che ci sono accanto: è l’unico modo per seguire Cristo e
vivere da figli del Padre. È uno stile di vita che caratterizza pian piano ogni
scelta e segna in modo profondo tutte le relazioni, sia dei singoli, che delle
comunità. Non si potrà più discriminare nessuno. Né porre paletti all’azione
generosa di chi compie il bene in nome di Cristo, senza identificarsi
specificamente con la comunità ecclesiale. Il principio formulato da Gesù è
chiarissimo, con conseguenze straordinarie sulla vita stessa della Chiesa: chi
non è contrario a voi, chi non si oppone alla vostra scelta di fede, è in
qualche modo già unito a voi e misteriosamente vi appartiene. Si tratta di una
prospettiva altissima, che ci mette dinanzi alla nostra vocazione e al dono
della salvezza che Dio offre a tutti i suoi figli.

PREGHIERA

Padre, perdona le nostre colpe e guida il
nostro cammino sulla via della fraternità e dell’amore. Fa’ che il Vangelo sia
sempre il nostro unico criterio di riferimento, perché possiamo annunziare con
la vita il tuo disegno di salvezza e testimoniare a tutti la bellezza di essere
al servizio dell’unità dell’intera famiglia umana.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Set 28, 2015 10:56 am

Gesù dice che chi è piccolo è grande davanti a Dio, come un bambino che ama Suo Padre. Per Gesù infatti il valore più importante per chi lo segue è l'umiltà, chi si fa umile ai suoi occhi è un grande. Poi Giovanni dice che c'era un tale che scacciava spiriti impuri nel Suo Santo Nome e volevano fermarlo perchè non era dei loro, ma Gesù dice di lasciarlo fare perchè chi è con loro è per loro. Infatti per Gesù un altro valore importante è la fede: nessuno può fare prodigi nel Suo Nome senza aver fede in Lui, anche se non è uno dei suoi discepoli, la Sua Misericordia è per tutti.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Mar Set 29, 2015 8:30 am

Martedi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Gv 1,47-51)

Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi».Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».
Parola del Signore.

OMELIA

A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli. E noi, in questa festa dei santi Arcangeli vogliamo fare proprio quel che fanno le schiere angeliche, le schiere celesti. Vogliamo dare gloria a Lui, gloria a Dio. Nella liturgia gli angeli vengono chiamati cooperatori, cooperatori del disegno di salvezza, sono al servizio di Dio e del Figlio dell'uomo, di Cristo.
Non sappiamo molto degli angeli, anche se la Bibbia spesso ci presenta questi amici di Dio. Daniele nella prima lettura parla degli angeli in forma misteriosa. Nella profezia sul Figlio d'uomo Daniele dice: "Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a Lui, mille migliaia lo servivano e dieci mila miriadi lo assistevano". Il profeta non nomina gli angeli, parla di fuoco, parla di miriadi, parla veramente con un linguaggio misterioso... Noi spesso rappresentiamo gli angeli come uomini, uomini dal viso dolce, soave... Nella Scrittura invece loro appaiono come esseri terribili, esseri che incutono timore, perché sono la manifestazione della Potenza di Dio, della Santità di Dio. Dobbiamo però notare una cosa importante, una cosa che spesso ci sfugge. Abbiamo parlato degli Angeli nella profezia di Daniele. Ma se la rileggiamo bene, ci accorgiamo che in quel brano, non sono gli Angeli gli esseri più importanti... Dopo la Epifania di Dio, la manifestazione di Dio vediamo "uno, simile ad un figlio d'uomo". Ed è proprio lui e non gli Angeli ad essere introdotto fino al trono di Dio. È a lui che il Vegliardo "da' il potere, la gloria e il regno", è "a lui che tutti i popoli serviranno". L cosa simile osserviamo anche nel brano evangelico di oggi... "Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire a scendere sul Figlio d'uomo". Anche qui gli angeli sono al servizio del Figlio d'uomo, di Gesù Cristo. Vediamo allora come la liturgia purifica il nostro culto, il nostro servizio. La nostra lode, la nostra adorazione non è rivolta ai santi, nemmeno quando si tratta degli angeli o arcangeli. La nostra lode e il nostro culto va indirizzato solo a Dio e al Figlio di Dio. Gli angeli sono solo servitori suoi che Dio, nella sua immensa bontà, mette anche al nostro servizio.
Che cos'è che ci insegna questa festa di oggi, che cos'è che impariamo oggi dai santi Arcangeli? San Michele ci insegna il "Chi se non Dio!"... Come far significare nella/colla nostra vita che solo Dio importa, che solo Lui è il Signore della nostra vita, a Lui solo vogliamo dar la nostra gloria. San Gabriele, il grande annunciatore della volontà di Dio, del progetto di Dio. Egli ci dice come riconoscere il progetto divino nella nostra vita, come accettarlo... San Raffaele, colui che guida, colui che accompagna, conduce il mondo, noi verso il Signore... (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


L’evangelista Giovanni è molto attento a
farci entrare nella dinamica della fede, che nasce dall’esperienza graduale e
diretta dei primi discepoli con Gesù. Natanaèle accetta di andare da Gesù,
nonostante le perplessità che nutre sulle sue origini, troppo umili e per nulla
rispondenti alle attese messianiche del suo popolo. È la dinamica
esperienziale, poggiata sulla testimonianza personale: “abbiamo incontrato…
vieni e vedi”. Ma l’incontro è ancor più sconvolgente, per la conoscenza
profonda e l’amore vero da cui si sente avvolto. Il discepolato si nutre di
questi passaggi essenziali: l’essere guardati nell’intimo, non con il metro
imbarazzante del giudizio ma con le porte del cuore completamente spalancate.
Non ci si può più tirare indietro, senza tuttavia essere costretti a costruire
un rapporto che non toglie affatto la libertà. Ora il discepolo è nelle
condizioni per riconoscere chi ha davanti a sé: “il Figlio di Dio, il re
d’Israele”. C’è in questa prima professione di fede ancora tanto da purificare
e arricchire, ma il passo decisivo è stato fatto: Gesù è visto come il dono di
Dio che dà senso a tutte le attese umane, da cui è segnata la storia passata e
presente. A partire da questa adesione sincera, Egli può introdurre non solo
Natanaèle, ma tutti quelli che crederanno in lui nel mistero che ora finalmente
si compie: è annullata ogni distanza tra cielo e terra. Dio entra nella storia
degli uomini per condividerla fino in fondo e gli angeli ne sono i messaggeri privilegiati,
grazie ai quali tutti potranno incontrare il Padre e ascoltare la sua parola
nella vicenda storica di Gesù di Nazaret.

PREGHIERA

Noi ti lodiamo e ti benediciamo, o Dio,
perché nei tuoi angeli mostri anche a noi lo splendore della tua gloria e il
disegno sapiente della nostra salvezza. La tua Chiesa sperimenti ogni giorno la
tua presenza, sotto la protezione dell’arcangelo Michele per crescere nella
fede in te, Padre, dell’arcangelo Gabriele per nutrirsi del Vangelo del tuo
Figlio, dell’arcangelo Raffaele per sperimentare la potenza salutare del tuo
Spirito.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 2 di 11 Precedente  1, 2, 3, ... 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum