IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Pagina 4 di 11 Precedente  1, 2, 3, 4, 5 ... 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Ott 09, 2015 9:21 am

Gesù scaccia i demoni perchè è il Figlio di Dio, ma alcuni dicono che li scaccia per mezzo del demonio stesso. Allora Gesù dice che se un regno è diviso come potrà mai sperare di restare in piedi? Loro dicono che è per mezzo di Satana che li scaccia, allora alludendo ai suoi discepoli, per mezzo di chi li scacciano i demoni? Ma se invece Lui li scaccia per mezzo di Dio, significa che Dio è in mezzo a loro e che non l'hanno riconosciuto, perchè per Gesù non ci sono mezze misure: o si è con Lui o si è contro di Lui e che chi non raccoglie per mezzo suo disperde.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Sabato della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Ott 10, 2015 10:15 am

Sabato della XXVII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,27-28)

Beato il grembo che ti ha portato! Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Parola del Signore.

OMELIA

Non è la parentela o il vincolo di sangue a garantire la migliore comunione con Cristo. Non è questa neanche certezza di salvezza. Gesù lo dichiara anche a coloro che traevano vanto perché "figli di Abramo". Dalla folle si leva un grido che proclama beato il grembo che ha portato Gesù e il seno da cui Egli ha preso il latte. È evidente il riferimento a Maria santissima, la madre del Cristo; quella voce adempie tra l'altro una profezia che la stessa Madre aveva fatto nel suo canto di lode al Signore, nel Magnificat: "tutte le generazioni mi chiameranno beata". Gesù con la sua solenne affermazione: "beati piuttosto coloro che ascoltano la Parole di Dio e la osservano", non solo conferma e accresce la beatitudine di Maria, la donna dell'ascolto, ma la estende a tutti coloro che, come Lei, accolgono la Parola di Dio e la fanno fruttificare nelle opere della vita. In un passo analogo, lo stesso Cristo dice che coloro che l'ascoltano diventano per lui, fratello sorella e madre. Gesù ci invita quindi a contrarre con lui una parentela spirituale che sgorga dalla comunione nella Parola e nella vita e ha il suo culmine nell'Eucaristia. Uno dei testi più preziosi della cristianità è "L'imitazione di Cristo", un piccolo libro che conduce il lettore alla migliore unione con il Dio, modellando tutta la vita con quella di Gesù. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

La verità viene lodata davanti alla moltitudine, dopo lo smascheramento della falsità dei Giudei. Secondo san Bonaventura, nella persona che loda si nota la virilità e la modestia. La prima si nota nel fatto che levava la voce senza temere. La modestia si nota nel fatto che essa non è indicata per nome né è nobile, ma appartiene alla folla. «Da ciò appare chiaro che colui che loda il nome di Dio non deve essere timido, al punto da non avere il coraggio di lodare, né tronfio sì da arrossire nel lodare, bensì virile ed umile. Beato il ventre che ti ha portato: con tale espressione loda Cristo Figlio di Dio, levando la proclamazione della sua lode a partire dalla beatitudine della Madre; come dicesse: beata la donna che portò un figlio così eccellente. E giustamente, poiché era conveniente che, in tal modo, lodasse il sesso femminile, e non solo le donne, ma anche gli uomini» (Bonaventura, Commento a Luca XI, 58.59). Questa donna è tra quelli che nella predica di Gesù accolgono la parola di Dio. Vi può essere con Gesù una parentela spirituale, una maternità spirituale, che in un certo senso vale di più del legame di sangue che lega Maria a Gesù. Anche nella nostra vita di credenti il legame di fede dovrebbe valere di più di quello di carne. Spesso nei nostri rapporti o nella valutazione e nel discernimento sulla vita ci limitiamo spesso all’umanità, al troppo umano. È una valutazione nuova di tutto il regno della natura umana. Tutto ciò che è naturale nell’uomo viene pervaso dalla presenza personale di Dio e questo avviene attraverso i sacramenti, che stabiliscono tra i cristiani dei vincoli forti e duraturi, rigenerati dalla grazia. L’economia sacramentale è nutrita dalla fede sempre rinnovata dall’ascolto della Parola, e tende alla carità perché vede nell’altro la presenza di Cristo.

PREGHIERA

«Ne la corte del cielo, ond’io rivegno, si trovan molte gioie care e belle tanto che non si posson trar dal regno; e ‘l canto di quei lumi era di quelle; chi non s’impenna sì che là su voli, dal muto aspetti quindi le novelle» (Dante, Paradiso, X, 70-75).

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ott 10, 2015 11:27 am

Una donna che poteva essere una madre o una moglie o semplicemente una persona qualsiasi, dice a Gesù che è beata la donna che l'ha fatto nascere. Gesù dicendo che è beato piuttosto chi ascolta la Parola di Dio e la osserva, con queste parole Lui non vuole sminuire Sua Madre Santissima ma semplicemente vuole dire che chi crede in Lui è per Gesù veramente beato, esattamente come ha fatto sua Madre quando ha creduto nella maternità del Figlio di Dio.
I love you
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Domenica della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Ott 11, 2015 8:12 am

Domenica della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mc 10,17-30)

Vendi quello che hai e seguimi.

+ Dal Vangelo secondo Marco
[In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.

OMELIA

Il segreto del brano evangelico di oggi è tutto in quello sguardo che Gesù riserva a quel "tale" che gli era corso incontro con tanto entusiasmo, gettandosi ai suoi piedi e chiedendogli: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Gesù fissando su di lui lo sguardo, lo amò". E' un dettaglio di toccante tenerezza. La forza di quello sguardo e la carica di quell'amore spingono ad accogliere quanto lo Spirito ci può suggerire. Ma all'invito a lasciar tutto, si rattristò e "se ne andò"... Per quel "tale" le ricchezze hanno contato più di quello sguardo di amorevolezza. Per lui, la sicurezza offerta da quello che possedeva, "aveva molti beni", era un vantaggio a cui non avrebbe rinunciato per nessuna cosa al mondo. Neanche per seguire Gesù. Ecco perché le ricchezze possono essere pericolose. Ecco perché Gesù lancia quel famoso detto: "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". Tutto quello che si possiede a vario titolo, ossia tutto quello che "ci possiede", in definitiva ci impedisce di abbandonarci al progetto di Dio. Gesù dà senso alla vita, proiettandoci verso il futuro. Propone ad ogni uomo di andare oltre: "Una sola cosa ti manca". Al quel "tale" Gesù non fa discorsi spirituali, ma: "Lascia quello che hai, dà le tue ricchezze ai poveri, vieni con me, lotta con me per l'avvento del regno di Dio". Se quel "tale" ha fallito, "ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito" rispose Pietro a nome degli altri - che cosa ci toccherà? Allo sgomento che circolava nel gruppo per le parole severe, che erano state dette e per quanto avevano visto, Gesù si premura di avvolgere i suoi discepoli in un clima di affetto, come aveva fatto con l'uomo ricco, "figliuoli, riceverete cento volte tanto nel presente, insieme a persecuzioni, e nel futuro, la vita eterna". A tali beni, nel presente secolo, Gesù aggiunge anche le persecuzioni, come sorte dei discepoli, che li rende simili al loro Maestro e Signore, il quale ha accettato la passione per operare la redenzione. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Anche noi chiamiamo Gesù “Maestro buono”, perché Lui è l’unico nostro bene. Tutti, però, necessitiamo di una purificazione interiore per comprendere cosa intendiamo per bontà. Ecco perché subito Gesù rimanda il suo interlocutore a Colui che lo ha inviato e del quale Cristo è l’unico mediatore di bontà. Il desiderio della vita eterna è insito nel cuore dell’uomo ma l’uomo pensa che l’eternità sia “acquistabile” con le opere buone. Non che queste non abbiano valore, ma Gesù vuole anzitutto che ci educhiamo al passaggio dal fare all’essere, dal gestire il bene al lasciarsi gestire da Colui che solo è buono. “Fissatolo, lo amò”: lo sguardo fisso, l’interesse incondizionato di Gesù per tutto ciò che quel tale aveva vissuto non riescono purtroppo a raggiungerlo e convincerlo. L’uomo sarà sempre chiamato a scegliere e decidersi per Cristo, a dare un orientamento determinato alla sua vita. Ma il Signore Gesù vuole che, quando si decide di chiudere una porta per aprirne un’altra, lo si faccia per la gioia di essere amati e non con l’amaro in bocca per ciò a cui si rinuncia. Il nostro volto, fissato dall’Amore in persona, può correre dunque il rischio di farsi scuro e muovere passi di tristezza, invece di lasciarsi trasfigurare dagli occhi del Maestro e lasciar ardere il cuore dalla sua Parola. La corsa iniziale può tramutarsi in un lento cammino verso il tramonto per l’incapacità di cogliere le novità che Gesù ci dona. Lasciamoci guardare, amare e invitare dal Signore Gesù con le stesse parole dell’angelo Gabriele alla vergine Maria: nulla è impossibile a Dio! E, come Lei, abbandoniamoci a Colui che ci donerà cento volte tanto.

PREGHIERA

Sono io, Maestro buono, quel tale che tu guardi negli occhi con intensità di amore. Tu ogni giorno mi vieni incontro sulla strada per fissarmi negli occhi, per darmi un’altra possibilità di risponderti e di entrare nella tua gioia. Donami l’umile certezza di credere che la tua mano mi sorreggerà e mi guiderà là, dove tu mi attendi per donarmi null’altro che te stesso, unico sommo Bene.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ott 11, 2015 10:02 am

Un tale corre verso Gesù per chiedergli cosa deve fare per avere in eredità la vita eterna, Gesù risponde citando i comandamenti che Dio ha dato a Mosè, e quel tale dice che queste cose le ha osservate fin da piccolo. Allora Gesù, sentendo questa risposta data così limpidamente, lo amò, e gli disse che una sola cosa gli mancava: rinunciare ai suoi beni terreni e darli ai poveri, così da ricevere un tesoro dal Cielo cioè l'Amore di Dio, e di seguirlo. Quel tale non ebbe il coraggio di rivoluzionare così le sua vita perchè aveva molti beni e se ne andò triste. Allora Gesù disse che è molto raro che un ricco entri nel Regno dei Cieli, allora Pietro disse che loro avevano lasciato tutto per seguirlo, e Gesù rispose che chiunque abbia lasciato alle spalle beni terreni o anche affettivi per il Vangelo, avrà nel Regno di Dio molto di più, e la vita eterna.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Lunedi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Ott 12, 2015 8:07 am

Lunedi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,29-32)

Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore.

OMELIA

La ricerca e la pretesa dei «segni» coincide quasi sempre con la debolezza della fede ed è indice di umana presunzione che quasi vorrebbe sottoporre a giudizio e condizionare l'operato di Dio. Egli, nella sua infinita sapienza e nel suo amore senza limiti, a noi si rivela nei modi che ritiene migliori per noi. In Cristo, nella pienezza dei tempi, nell'incarnazione del Verbo, la rivelazione ha raggiunto il suo culmine e la sua completezza. Soltanto la cecità spirituale ci impedisce di comprenderla. L'acclamazione delle folle contrasta con il rifiuto e la contestazione dei soliti scribi e farisei. Neanche dinanzi al segno di Giona, neanche dinanzi all'annuncio di salvezza che Cristo proclama, neanche dinanzi alla sua morte e risurrezione quella generazione malvagia si convertirà. Ciò vuol dire che possiamo restare colpevolmente ciechi anche dinanzi ai segni più strepitosi ed evidenti. È sconvolgente dover constatare come la superbia dell'uomo possa giungere ad oscurare persino la potenza e l'amore di Dio. I segni vanno cercati nell'Amore, vanno percepiti con la più schietta umiltà, la virtù che alimenta anche la nostra fede. San Paolo ci offre uno splendido esempio di umiltà e di vera conversione: egli diventerà un intrepido araldo del Vangelo e predicherà al mondo pagano Cristo crocifisso e risorto, ma soprattutto con tutta la sua vita ne sarà un testimone credibile e santo. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

“Le folle si accalcavano”: quante volte i Vangeli registrano una situazione simile a questa. Gente che passa la notte fuori della porta di casa di Pietro, dove Gesù era ospite, malati e sofferenti che si fanno calare da un buco realizzato nel tetto, lebbrosi, ciechi e indemoniati che lo supplicano e lo cercano disperatamente per essere guariti. Gesù non approfitta per sé del suo successo, ma invita alla conversione. Anzitutto, colpisce che egli definisca chi lo sta cercando come appartenente a una generazione malvagia. Perché? Probabilmente Gesù vuole la ricerca non sia indirizzata verso l’esterno ma verso la propria interiorità, ovvero verso la consapevolezza di cosa ci sia nel cuore di chi dice di cercare il Signore. Gesù comprende e risponde: voi cercate il santone o lo stregone, voi credete di trovare colui che deve necessariamente dimostrarvi di essere potente per poter essere credibile. Ma Gesù offrirà loro solo il segno di Giona: la terra lo inghiottirà per tre giorni notti ma poi sarà restituito alla vita gloriosa del Padre. Per poter comprendere questo segno sarà necessario cogliere altri segni: la forza della Parola di Gesù, che invita a tornare a Colui che l’ha inviato in mezzo a noi, la dolcezza e la pienezza della sua sapienza, il cui sapore era già stato avvertito dalla Regina del Sud. Se c’è una vera condanna non sarà quella divina, ma sarà inflitta da coloro che hanno ascoltato, creduto e si sono convertiti: solo loro potranno dimostrare che, per chi non vuole credere, ogni segno non sarà mai sufficiente, e che la sordità alla parola del Signore è la causa del mutismo spirituale di chi non è capace di dire: “Signore, salvami!”.

PREGHIERA

Beato chi viene purificato e perdonato dal Signore. Ti ho manifestato il mio peccato, non ti ho nascosto il mio errore. Mi dicevo: confesserò al Signore le mie colpe! Tu mi hai liberato da tutto. Per questo ti prega ogni credente quando è in difficoltà. Può star tranquillo: non potrà essere sommerso da nessuna burrasca. Tu sei un rifugio. Tu rendi saggio l’uomo, gli indichi la strada, gli sai dare buoni consigli. I tuoi occhi seguono ogni persona con amore.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Ott 12, 2015 10:47 am

Gesù dice che la generazione, cioè le persone che vengono da lui per ottenere un segno, sono persone malvagie e cita il profeta Giona che fu un segno per gli abitanti di Ninive, convertendoli con il segno del pesce che lo inghiottì. Poi cita anche il re Salomone che fu interrogato dalla regina del sud per verificarne la sapienza, e ottenne conferma, ma ora vi è uno più grande di Salomone, cioè il Figlio di Dio che sarà inghiottito da un sepolcro come il pesce di Giona per poi risorgere.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Martedi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Ott 13, 2015 7:42 am

Martedi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,37-41)

Date in elemosina, ed ecco, per voi tutto sarà puro.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

Parola del Signore.

OMELIA

Non tutti i farisei erano nemici del Signore, alcuni di loro non potevano fare a meno di nutrire per il Maestro una segreta simpatia. Ricordiamo Nicodemo che di notte si recava da Gesù per ascoltarlo. Uno di loro invita Gesù a mensa. Occhi scrutatori si puntano su Lui per osservarlo e giudicarlo e subito rilevano una irregolarità a cui loro tanto tenevano: il Maestro non ha fatto le abluzioni rituali prima di prendere cibo. Gesù, che scruta i cuori e legge i loro pensieri, prende lo spunto per impartire una bella lezione sulla vera purezza, che non riguarda mani, coppe o stoviglie, ma primariamente il cuore e la mente. Egli dice che ci potrebbe capitare di veder tutto brillare all'esterno, perfino la nostra persona, ma poi avere la putredine nel cuore, essere incapaci di amare e di donare il bene sapientemente coltivato nel nostro spirito. Tante volte Gesù ha condannato duramente l'ipocrisia, ha richiamato alla vera autenticità delle espressioni religiose che sgorgano da un cuore puro e sincero. Corriamo tutti il rischio di accontentarci delle espressioni esteriori riducendo la nostra religiosità a fatue manifestazioni teatrali ed ipocrite. San Paolo a sua volta ci ricorda che le ragioni umane, la buona intelligenza, l'osservazione delle bellezze del creato, se non viste con l'occhio della fede, che a Dio ci conduce, non sono sufficienti per alimentare la nostra comunione con Dio. Il salmista ci ripete che soltanto con la Luce di Dio possiamo giungere alla Luce, soltanto con l'effusione dello Spirito il nostro cuore potrà ottenere quella purificazione vera che ci consente poi di sentire Dio in noi. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Gesù sta parlando e viene interrotto per ricevere un invito a pranzo; egli andò e si mise a tavola. A casa del fariseo, che si reputava degno di poter ospitare casa sua un così grande maestro o, forse, pensava che Gesù fosse degno di stare a tavola con lui, un osservante e un devoto quale egli riteneva di essere. Il fariseo vide e si meravigliò: ciò che ci colpisce ogni volta è che Gesù sia stato sempre squadrato da capo a piedi, tenuto nel mirino dai farisei, persone costantemente autoproclamatesi perfette e quindi abilitate a giudicare chi potesse essere degno della loro compagnia e, ancor di più, di essere definito persona gradita a Dio. Gesù, come al solito, non si fa intimidire da quegli sguardi: anzi, comprende tutta la meraviglia che si leggeva sul volto di quel fariseo, dato che non aveva compiuto ciò che la legge religiosa prescriveva prima di mettersi a tavola. E a provocazione implicita Gesù risponde con provocazione esplicita: «Voi pulite l’esterno ma dentro siete pieni di avidità e di cattiveria». Chissà se in queste parole quel fariseo è riuscito a cogliere l’eco del profeta Isaìa, che lui doveva conoscere molto bene: “Voi mi rendete culto ma io sono stanco dei vostri sacrifici e delle vostre liturgie, frutto dell’imparaticcio di usi umani”? Sta di fatto che Gesù mostra e dimostra tutta la sua libertà interiore: noi ci saremo sicuramente fatti intimidire dall’essere ospiti in casa d’altri, o avremmo preferito l’omertà alla verità. Gesù invece punta il dito su due gravi vizi dell’animo umano che presume della propria religiosità: l’avidità, che misura il valore di sé dal possesso dei beni e dal potere sulle persone, e la cattiveria, che finisce per essere l’unico criterio di discernimento per le proprie azioni esteriori, compiute in nome di Dio. “Stolti” ci definisce oggi Gesù: il Padre che vede nel segreto non ferma il suo sguardo su ciò che tutti possono vedere, perché sa bene che non è tutto oro quello che luccica. Egli guarda il sacrario della nostra anima, la nostra coscienza, sorgente d’acqua che va sempre purificata dalla Parola del Signore, affinché tutto il corpo viva nella luce.

PREGHIERA

Dammi, o Signore, la celesta sapienza; così che io apprenda a cercare e a trovare te, sopra ogni cosa; apprenda a gustare e ad amare te, sopra ogni cosa; apprenda a considerare tutto il resto per quello che è, secondo il posto assegnatogli dalla sapienza. Dammi la prudenza, per saper allontanare chi mi lusinga; dammi la pazienza, per sopportare chi mi contrasta. Perché qui è grande saggezza.



_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ott 13, 2015 9:56 am

Un fariseo invita Gesù a pranzo e si meraviglia che non si lava le mani prima di mangiare. Gesù intuisce questo suo pensiero e gli dà dello stolto, perchè i farisei puliscono tutto per far cosa gradita a Dio ma in realtà il loro cuore è pieno di cattiveria. Dovrebbero dare in elemosina quello che c'è all'interno del piatto per far piacere al Signore, invece di questi cavilli che Gesù considera ipocrisia e stoltezza.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mar Ott 13, 2015 2:38 pm

Non è la prima volta che Luca inserisce nel suo vangelo questo tipo di  requisitoria contro il fariseismo. Il fariseo è un uomo che si vanta di essere un perfetto osservante e devoto della legge, tanto da invitare Gesù alla sua mensa, ma quello che vede, rende il fariseo molto stupito nel vedere Gesù che non rispetta l’usanze,  sedendosi a tavolo senza aver fatto le abluzioni prima dei pasti. Gesù conoscendo i loro cuori si appresta a denunziare ogni forma d’ipocrisia religiosa, introducendo un riferimento nuovo, rivolto ai suoi discepoli e a coloro che vogliono seguire Gesù. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».


avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2673
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Mercoledi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Ott 14, 2015 8:07 am

Mercoledi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,42-46)

Guai a voi, farisei; guai a voi dottori della legge.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l'amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù ritorna ancora sugli adempimenti esteriori che vengono visti come esaustivi della nostra fede e come espressione unica della nostra adesione a Dio. Essere ligi alle leggi decretate dagli uomini è certamente espressione di giustizia, ma non possiamo limitare a tali adempimenti il nostro rapporto con il Signore. La giustizia e l'amore di Dio debbono avere il primato assoluto nella nostra vita perché hanno una dimensione e una profondità diversa; non si fermano alle apparenze, ma ci coinvolgono nella sincerità della vita. È ancor peggio poi trarre un futile vanto da un'appartenenza solo esteriore traendo in inganno il nostro prossimo. Non sono certo i titoli e le onorificenze che veramente ci qualificano agli occhi di Dio. Potremmo anche occupare i primi posti, strappare una certa stima dalla gente, che intimorita, ci saluta e ci onora, ma poi l'ipocrisia emerge e la menzogna, prima o dopo, riemerge e allora gli stessi che prima ci tributavano saluti e onori, ci «passano sopra», ci calpestano e ci allontanano. La predica senza la pratica è una menzogna conclamata, che genera scandalo e rende non credibile quanto proclamiamo solo con la voce. Sono ancora numerosi coloro che in nome di Dio tuonano sentenze e condanne dai pulpiti delle nostre chiese, mentre essi stessi si auto assolvono da ogni iniquità. È così che anche noi carichiamo di pesi insopportabili gli altri mentre noi ci dispensiamo dal toccarli. La «decina» da dare a Dio deve essere sempre adorna di sincerità e turgida di amore. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Per quattro volte in quattro versetti ricorre l’espressione “guai!”. Ciò significa, ci direbbero i biblisti, che questo martellante anatema doveva conficcarsi nel cuore di coloro che erano seduti a tavola con Gesù, quasi una sorta di rompighiaccio, con la speranza che la coscienza religiosa dei suoi commensali potesse ravvedersi e cambiare. Ma perché usare tanta veemenza? Perché un attacco così diretto di Gesù contro farisei e dottori della legge? Gesù ha sempre offerto la sua testimonianza della verità e della paternità di Dio. Ricordiamo l’episodio della cacciata dei venditori dal tempio: il Vangelo di oggi sembra rappresentarci le stesse sferzate, non provenienti da cordicelle ma dalla bocca stessa di quel Figlio che ha voluto, come suo cibo quotidiano, fare la volontà del Padre. Giustizia e amore: questo è il binomio sul quale Gesù non transige, queste le due virtù e i due fini per i quali vivere e sui quali verificarsi. La giustizia garantisce eguale dignità alle persone, l’amore è il valore aggiunto che deve presiedere a tutte le scelte e conformare a sé ogni comportamento. Qual è, allora, il peccato all’origine dei rimproveri di Gesù ai farisei? Sicuramente l’aver gonfiato eccessivamente se stessi sopravvalutando la propria persona, convinti dei propri meriti dinanzi a Dio. Ed è qui che arriva l’affondo del Signore: “la vostra visibilità non ha valore, non siete indispensabili, credete di essere qualcuno ma siete indifferenti per coloro dai quali vorreste essere elogiati e salutati”. Poi, la voce del dottore della legge, acceso dalla sua permalosità, che rivendica maggior rispetto da Colui che sta dando lezioni di rispetto. E anche per lui, rappresentante di tutta la categoria, c’è un rimprovero: la vita parla più delle parole e voi siete una contro-testimonianza vivente di quella legge che doveva rendere l’uomo libero dinanzi al suo Dio, e invece lo avete ridotto in un carcere spirituale in nome di Dio. E noi viviamo giustizia e amore, o giudichiamo solo se gli altri fanno ciò per cui noi difficilmente ci impegneremmo?

PREGFHIERA

Amore e giustizia io voglio cantare, voglio cantare inni a te, Signore. Agirò con saggezza nella via dell’innocenza: quando a me verrai? Camminerò con cuore innocente entro la mia casa.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ott 14, 2015 9:04 am

Parole dure quelle di Gesù ai farisei: loro pagano le decime di quello che hanno, si compiacciono dei saluti della gente e dei primi posti nelle sinagoghe, ma non lo fanno per amore verso il prossimo e verso Dio, lo fanno per essere ammirati dalla gente, e questo Gesù non lo tollera perchè il prossimo si aiuta con l'amore vero e non con beneficienza di apparenza. Uno dei dottori della Legge gli fa notare che parlando così offende anche loro, e Gesù risponde che anche loro caricano la povera gente di pesi insopportabili che loro non toccano nemmeno con un dito, e questi pesi sono le parole che dicono alla gente che non li capisce e loro pensano di fare del bene parlandone. Non si può parlare di Dio, secondo Gesù, con parole difficili ma con semplicità e amore.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mer Ott 14, 2015 5:08 pm

L’evangelista Luca chiude il capitolo 11 con l’esortazione a non comportarsi come i farisei. Uomini di legge che conoscono bene i dettami del Libro, ma la loro interpretazione è solo un fatto esteriore, perché l’amore per Dio deve nascere dai nostri cuori verso i fratelli, ed è per questo che Gesù grida: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l'amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
L’amore per Dio non esclude i doveri di un cittadino, ma l’onestà nei confronti del prossimo è legge per colore che si dichiarano uomini di fede, sempre pronti a giudicare l’operato del fratello, senza mai domandarsi se quello che fanno è gradito a Dio.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2673
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Giovedi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Ott 15, 2015 8:12 am

Giovedi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,47-54)

Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno", perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore.

OMELIA

I «guai» del Vangelo si contrappongono alle beatitudini. Sono l'inizio di severe condanne che Gesù proclama contro i falsi e gli ipocriti del suo tempo e di ogni tempo. L'ipocrisia ha svariate sfaccettature e spesso è subdola, si maschera di zelo e si ammanta di religiosità. Il Signore vede e denuncia tali comportamenti. È segno di falsità costruire belle tombe per i profeti, che hanno perseguitato e ancora rifiutato. Si stanno comportando allo stesso modo nei confronti del Cristo; anche per lui, giorno dopo giorno, stanno costruendo una tomba dopo aver tramato tante volte contro di Lui e dopo un'assurda e riprovevole condanna. È davvero triste la sorte del popolo prediletto: Dio lo ha scelto, si è posto personalmente alla sua guida, ha mandato i suoi messaggeri di verità, ha infine inviato lo stesso suo Figlio, ma ancora lo ha trovato pronto al rifiuto, alla persecuzione alla condanna. Di tutto però bisogna alla fine rendere conto a Dio. È grave per l'essere umano rifiutare il suo amore, non accogliere i suoi inviati, tradire la sua verità. I falsi profeti di ogni tempo hanno una colpa più grave perché usano la maschera per camuffarsi come inviati di Dio. Pretendono di essere i depositari e gli interpreti unici della verità, mentre invece essi non sono in grado di scoprirla e impediscono agli altri di entrarvi nella vera luce. Lo stesso Cristo ci mette in guardia da loro: «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete». (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


L’attacco di Gesù è contro l’ipocrisia. Ipocrita è colui che indossa una maschera e non si sottopone alla verifica di quanto le sue scelte di vita siano vicine o lontane dalla verità. E, di solito, l’ipocrisia è sempre complice della strumentalizzazione: si approfitta di alcuni accadimenti per darne un’interpretazione utile a chi ne vuole fare uso per fini personali. Ecco perché Gesù accusa coloro che vogliono glorificare i profeti martirizzati, nel passato della storia d’Israele, affinché il suono della loro voce non risuonasse più nelle orecchie e così il cuore degli Israeliti non fosse raggiunto da una parola che potesse rimproverarli delle loro nefandezze e della loro malizia. Questo meccanismo trova ora in Gesù un ostacolo forte, un fermo per arrestare finalmente la subdola logica dell’oppressione del debole. “A questa generazione sia chiesto conto del sangue”: ogni volta che anche noi ci turiamo le orecchie o chiudiamo la bocca a chi vuole ricordarci la verità di Cristo, in quel momento anche noi partecipiamo di quella generazione a cui Dio chiederà conto degli innocenti che non abbiamo aiutato, o delle ingiustizie di cui ci siamo resi complici. “Impugnare la verità conosciuta”, recita il Catechismo della Chiesa Cattolica per definire uno dei peccati più gravi contro lo Spirito Santo: dunque, in tutte le occasioni in cui impediamo ai fratelli nella fede di accedere alla conoscenza di Cristo, di sperimentare un’esperienza di fede più profonda, di poter maggiormente godere dei beni della salvezza, anche noi diventiamo come quei dottori della legge, che non sono entrati in comunione con Dio, né hanno permesso ad altri di entrarvi. Anche di questo ci sarà chiesto conto, e saremo giudicati proprio in base alle parole uscite della nostra bocca.

PREGHIERA

Signore Gesù, mandaci il tuo Spirito perché possiamo leggere la tua Parola liberi dai pregiudizi, perché possiamo meditare il tuo annuncio nella sua integrità e non selettivamente, perché possiamo pregare per crescere nella comunione con te e con i fratelli. Perché possiamo agire contemplando la realtà che viviamo ogni giorno con i tuoi stessi sentimenti e la tua stessa misericordia. Tu che vivi con il Padre e ci doni l’Amore. Amen.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Ott 15, 2015 11:06 am

Gesù continua a parlare in modo duro agli scribi e i farisei, i quali costruiscono tombe illustri per profeti che i loro padri hanno perseguitato ed ucciso. Per Gesù non è tollerabile: bisognava prima ascoltarli e seguirli i profeti che Dio ha mandato loro e dopo venerarli come santi, e da Abele fino al profeta Zaccaria il loro sangue chiede ancora giustizia. Poi parla dei dottori della Legge i quali hanno portato via la chiave della conoscenza, cioè la Parola di Dio a chi voleva conoscerla, e non l'hanno capita nemmeno loro.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Gio Ott 15, 2015 2:47 pm

Dio, prolungando l’azione dei profeti, mette davanti alle nuove generazioni l’ipocrisia, dei loro padri, ma pure la loro i quali costruiscono sepolcri, senza ripudiare le atrocità commesse dai loro padri. Ma essi hanno le loro medesime posizioni e nulla fanno affinché la parola di Dio venga raggiunta da tutti..ecco che Gesù ammonisce: Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito.
I farisei e i dottori della Legge si sentono offesi dalle parole di Gesù e non mancheranno di tendergli tranelli affinché le sue parole siano la sua stessa condanna.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2673
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Venerdi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Ott 16, 2015 8:00 am

Venerdi della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 12,1-7)

Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».

Parola del Signore.

OMELIA

Gesù parla alle folle che si accalcano per ascoltarlo, ma ha sempre una predilezione per i suoi discepoli che dovranno accogliere, annunciare e testimoniare il suo mandato. Li ammonisce di guardarsi dal prendere ad esempio il comportamento dei farisei, di ripetere la loro ipocrisia. La falsità momentaneamente può anche restare nascosta, trarre in inganno i più semplici e non essere riconosciuta dagli uomini. Ma Gesù ammonisce: «Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti». Il giudizio di Dio riguarderà quindi la nostra interiore sincerità e lealtà e ogni menzogna verrà svelata alla sua luce. Ai suoi occhi dovrà splendere la verità tutta intera per ristabilire la perfezione della giustizia, violata con le menzogne e le ipocrisie. Solo allora scopriremo che le vere vittime non sono coloro che in buona fede hanno subìto raggiri, inganni e violenze ma piuttosto coloro che ne sono stati gli autori. È in questa prospettiva che leggiamo la conclusione del brano evangelico di oggi. Il Signore vuole rassicurare i suoi e tutti coloro che subiranno persecuzioni nel corpo e nello spirito: non mancherà per essi una speciale protezione divina: «Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri». (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

“Al punto che si calpestavano a vicenda”: l’accalcarsi della gente non è sinonimo di inciviltà ma di forte desiderio di ascoltare colui che, unico, ha il coraggio di dire sempre la verità, guardando negli occhi coloro che gli stanno di fronte. E torna l’imperativo a prendere le distanze da tutto ciò che non aiuta l’uomo a rimanere fedele alla verità di Dio e alla verità di sé. Contro la falsità verso se stessi e verso gli altri c’è solo un antidoto: il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome, di rimproverare quando necessario, di mettere mente, cuore e corpo a servizio del Regno che viene. Certo, momenti di difficoltà sono inevitabili, situazioni di sconforto e persino pericolo di vita possono convincerci a indietreggiare e ritirarci da questo cammino di sequela e di fedeltà che Gesù propone. Ma ecco che per due volte ripete quell’espressione che attraversa come un filo rosso tutta la Sacra Scrittura: non abbiate paura perché Dio è con voi, non vi farà mancare il suo aiuto. Dobbiamo invece nutrire il timore di Dio, che è il devoto e filiale sentimento verso Colui che ci rivela essere creature al cospetto del Creatore, peccatori graziati dalla giustizia di Dio, destinatari dell’invito a partecipare per sempre alla sua vita e alla sua gioia. Chi non teme Dio è destinato alla Geenna: luogo del fuoco, delle immondizie, dell’estrema lontananza. Un tono leggermente ironico chiude questa pericope, ulteriore invito all’abbandono fiducioso in Dio: noi valiamo molto di più di tante cose a cui diamo eccessiva importanza. Non dobbiamo, quindi, aver paura di nulla! Sapere che i capelli del nostro capo sono “contati” ci dona la fiducia di saperci nelle mani di Colui che, da sempre, attende il nostro ritorno nella sua casa.

PREGHIERA

Gesù, ti presento tutte le mie paure e le mie insicurezze, i miei dubbi e le mie incertezze, il disprezzo che a volte sento di me stesso e della mia vita. Tu hai detto agli apostoli sul lago di Galilea in tempesta: “Coraggio, sono io, non temete!”. Dillo anche a me e nel mio cuore si placheranno le onde furiose dell’insicurezza e della paura. Liberami da ogni dubbio e incertezza irragionevole, da ogni disprezzo di me stesso e della vita. Sii tu il mio coraggio, la mia sicurezza, il mio punto d’appoggio, la mia forza di vivere e di agire. Amen.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Ott 16, 2015 11:21 am

Gesù parla ad una folla numerosa, li avverte di stare lontano dall'influenza dei farisei che è l'ipocrisia, perchè agli occhi di Dio non c'è nulla di segreto, e prima o poi tutto quello che si fa in male verrà rivelato. Inoltre dice di non temere chi potrà uccidere il loro corpo, potrà fare solo quello ma l'anima è sacra e nessuno potrà ucciderla e invece di temere chi ucciderà il corpo dovranno temere chi ha il potere di gettare nelle Geènna, e che la loro vita è preziosa davanti a Dio, che si occupa anche dei passeri e chi segue Gesù e le Sue Parole di vita eterna ha persino i capelli contati perchè protetti dal Signore.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Ven Ott 16, 2015 4:58 pm

L’evangelista Luca ritorna sull’ipocrisia farisaica, dove Gesù, circondato dalla folla ammonisce i suoi discepoli affinché non imitino i farisei nei loro comportamenti, ma forti della presenza di Dio affrontino le avversità della vita senza paura, perché il Padre conosce ogni cosa delle sue creature e le ama. Gesù invita i discepoli ad essere leali, sinceri, affinché il Padre ci trovi degni di condividere con lui le gioie della vita eterna.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2673
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Sabato della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Ott 17, 2015 7:57 am

Sabato della  XXVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 12,8-12)

Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Parola del Signore.

OMELIA

La testimonianza è indubbiamente lo strumento privilegiato dell'annuncio. Capita però che la verità vada spesso a cozzare contro la mala condotta dei reprobi e dei falsi. Questi poi sono spesso posti in autorità e sono quindi in grado di far tacere le voci scomode con ogni sorta di violenza. Dinanzi a queste difficoltà - è lo stesso Cristo a predirlo ai suoi - si troveranno gli apostoli e i loro successori. È in queste circostanze che urge maggiormente la forza per resistere alla tentazione del rinnegamento e dell'apostasia. Non saranno sufficienti le migliori forze umane, occorrerà la forza che viene da Dio stesso e che egli solo può dare. Sarà lo Spirito Santo a fortificare i deboli apostoli e dopo di loro la schiera sei seguaci. Con quella santa energia la Chiesa è uscita indenne dalle numerose e violenti persecuzioni che ha subito nel corso dei secoli. Dal sangue dei suoi martiri ha tratto anzi l'alimento migliore per rinvigorirsi ulteriormente e diffondere la sua luce nel mondo. Così è riuscita a rendere testimonianza al suo Sposo e Signore. Al trionfo dei martiri si contrappone la misera sorte dei persecutori e soprattutto di coloro che negano l'essenza stessa di Dio, il suo Amore. Questo peccato viene definito da Gesù, imperdonabile. Sì, perché il perdono sgorga soltanto dall'amore misericordioso e se questo si rinnega in nessun altro modo lo si potrà ottenere. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Torna più volte, in questa pericope evangelica, il termine “Figlio dell’uomo”, espressione netta e misteriosa che evoca l’identità umana e contemporaneamente escatologica con cui Gesù ha amato definirsi. E il Figlio dell’uomo è colui che sarà chiamato a giudicare, a emettere una sentenza di salvezza o di condanna in base a un criterio definito da un verbo che la Sacra Scrittura usa spesso nei momenti decisivi della storia della salvezza: il verbo conoscere. Esso evoca profonda unione, intima compenetrazione, complicità destinata ad aumentare nel tempo in un rapporto di feconda donazione. In questo brano, però, il verbo conoscere è utilizzato con un prefisso, divenendo ri-conoscere. Si tratta di un’azione che si ripete, che continua nel tempo e che chiede alla persona una costanza nel tempo, una vivacità nell’accadere, una decisione precisa nel compiere quel riconoscimento. Riconoscere Gesù dinanzi agli uomini significa testimoniare apertamente Cristo, senza esitazioni, allontanando da sé le tenebre dell’errore, proclamando la verità del Vangelo. Solo così si porteranno impressi nel profondo i segni di appartenenza al Figlio dell’uomo, il quale, notando questi segni nel nostro cuore, ci introdurrà al cospetto degli angeli. C’è poi un altro passaggio particolare: si può esitare nello schierarsi pro o contro Cristo in un atteggiamento di riflessione e maturazione nella fede, ma rifiutare volontariamente che lo Spirito purifichi le zone d’ombra del nostro mondo interiore, che illumini la mente per aprirla alla verità, significa decretare l’impossibilità del perdono di Dio. Il Padre, infatti, non violenterà mai la libertà dei suoi figli che, pur rimanendo sempre tali, rifiutano la comunione con Lui.

PREGHIERA

«Vieni, o Spirito Santo, e donami un cuore puro, pronto ad amare Cristo Signore con la pienezza, la profondità e la gioia che tu solo sai infondere. Vieni, o Spirito Santo, e donami un cuore grande, aperto alla tua parola ispiratrice e chiuso ad ogni meschina ambizione. Donami un cuore grande e forte, capace di amare tutti, e di compiere umilmente, fedelmente e coraggiosamente la volontà di Dio. Amen» (Paolo VI).

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Sab Ott 17, 2015 2:16 pm

Gesù continua ad ammonire i suoi discepoli. La grandezza della testimonianza non può essere velata; coloro che rinnegheranno Gesù sulla terra, non saranno riconosciuti davanti a Dio e ai suoi angeli, ma c’è qualcosa di molto importante, tanto da mettere in guardia i suoi discepoli: < Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato>
Cosa consiste questa bestemmia? E’ il rifiuto ostinato della salvezza offerta da Gesù, unito al fraintendimento totale della sua persona, considerando <male> e <demoniaco> ciò che invece è frutto dello Spirito Santo.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1864) scrive: La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo. 121 Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.

avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2673
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ott 17, 2015 2:21 pm

Gesù dice che chi lo rinnegherà anche lui lo rinnegherà davanti a Dio, ma a chi lo riconoscerà come Figlio dell'Uomo anche Lui lo riconoscerà. Poi dice che chi parlerà contro di Lui lo perdonerà, ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo non sarà perdonato. Inoltre, dice ancora ai suoi discepoli, prevedendo per loro tribolazioni e persecuzioni nel Suo Santo Nome, che quando li trascineranno nelle sinagoghe e nei tribunali, di non temere, perchè lo Spirito Santo dirà loro cosa devono dire davanti agli uomini, perchè è Dio che parlerà in vece loro.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Domenica della XXIX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Ott 18, 2015 8:25 am

Domenica della XXIX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mc 10,35-45)

Il Figlio dell'uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

OMELIA

Gesù ha annunziato per la terza volta la sua passione e morte ai Dodici in disparte, usando toni molto duri e realistici: lo condanneranno a morte, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo uccideranno. Nel vangelo odierno, ad immediato seguito di quelle dichiarazioni, i due figli di Zebedèo avanzano a Gesù un'ambiziosa domanda, una richiesta contraria al vangelo: questa gli dà l'occasione di approfondire ed esplicitare il tema della passione, associando ad essa la sorte dei suoi discepoli. Il vangelo ha capovolto il concetto di potere e di primato. Ricordiamoci che la nostra grandezza non sta nell'imporre a Gesù la nostra volontà. La vera grandezza del cristiano è nel servizio. Non è da escludere che nell'atteggiamento dei figli di Zebedèo si riflettono anche tensioni della chiesa nascente. Troppe volte nella chiesa siamo tentati di confondere autorità e potere. Ma bisognerebbe riflettere più spesso sul significato di queste parole: ministero, diaconia, servizio. Dobbiamo sempre essere disposti a condividere con gli altri le responsabilità, ad ascoltare le esigenze e i suggerimenti di tutti, a riconoscere che spesso chi non ha cariche ecclesiastiche, dimostra di avere capacità e generosità molto maggiori. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

La pazienza di Gesù è straordinaria, come pure la sua umiltà. Mentre cammina con i Dodici, due di loro all’improvviso gli domandano: “Maestro, noi vogliamo i primi posti accanto a te”. Giusto l’opposto di quanto fino a quel momento aveva insegnato loro. È inevitabile che tale pretesa procuri una discordia con gli altri. Ma Gesù non li condanna: li comprende nella loro debolezza e nel dialogo trova il modo di trasformare quel desiderio, preparandoli tutti a una scelta che ha un potere più grande: primeggiare nel servire e non nel comandare, perché ciò che fa la differenza dei discepoli con la logica del mondo è saper ribaltare i desideri di grandezza e di potere, sostenuti dalla potenza dell’amore. Per essere più comprensibile, Gesù offre se stesso come modello, ricordando di non essere venuto per farsi servire ma per servire e per «dare la propria vita in riscatto per molti». Ed è per questo che sta andando a Gerusalemme. Anche oggi c’è bisogno di chi lo imiti davvero e, accogliendo la sua Parola, sappia farsi come lui vero lievito del mondo per trasformarlo con l’amore. Dio non ci fa mancare modelli e testimoni che hanno saputo e sanno farsi “servi a tempo pieno”. Papa Francesco ci ricorda spesso che “il vero potere è il servizio”; e non manca occasione per stimolarci ad applicare a tutto campo questa fondamentale regola cristiana, prediligendo le categorie più umili e indifese. «Per il cristiano – egli afferma – andare avanti, progredire, significa abbassarsi» perché, vincendo la tentazione della «globalizzazione dell’indifferenza», ci facciamo servi dei poveri e degli ultimi, fino agli “scarti” che – ci ricorda – sono «la carne di Cristo». Parole da brivido, da meditare con piena apertura di cuore.

PREGHIERA

Signore Gesù, concedici la grazia di comprendere che il servizio è l’incarnazione più elevata dell’amore e, sul tuo esempio e quello della Mamma tua e nostra, fa’ che possiamo svolgerlo con la massima umiltà, senza badare ad alcuna ricompensa, se non quella di rendere lode e onore al Padre celeste. Amen.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ott 18, 2015 10:15 am

Giacomo e Giovanni chiedono a Gesù una cosa per loro importante: quella di sedere uno a destra e uno alla sinistra nella Gloria del suo Regno. Inizialmente Gesù rimane stupito da questa richiesta, poi chiede loro se sono in grado di bere il calice che lui berrà o il battesimo a cui verrà battezzato cioè la Sua Passione, e loro dicono di si, Gesù allora dice che anche loro subiranno tribolazioni ma alla loro richiesta, non sta a Lui decidere ma solo ai quali è stato preparato. Gli altri Dieci Apostoli sentendo quello che avevano chiesto a Gesù Giacomo e Giovanni, cominciarono ad arrabbiarsi contro di loro, e Gesù allora li chiamò a sè dicendo che tutti i capi e i governanti delle nazioni lo fanno opprimendo con il loro potere, ma tra loro non deve essere così, anzi, chi vuole diventare grande agli occhi di Dio deve essere il servitore e lo schiavo di tutta la comunità e di tutta l'umanità. Così come il Figlio dell'Uomo che non è venuto per farsi servire, ma per servire con la sua stessa vita.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1700
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Lun Ott 19, 2015 8:06 am

Lunedi della XXIX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 12,13-21)

Quello che hai preparato, di chi sarà?

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: "Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così - disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!". Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore.

OMELIA

I desideri umani, se non guidati dalla sapienza dello Spirito, sfociano inevitabilmente nella cupidigia; le necessità della vita, sull'onda della umana insaziabilità, si moltiplicano senza limite fino a farci credere di dover vivere sempre e soltanto nella situazione terrena. Ci convinciamo anche di essere noi soltanto i padroni del tempo e della vita e i destinatari delle nostre cose, chiudendoci in un insanabile egoismo. Siamo anche noi tentati di pensare come l'uomo ricco di cui ci parla il Vangelo di oggi,: una volta acquisite le nostre sicurezze, i nostri beni, riempiti i granai delle nostre bramosie, diciamo a noi stessi: "hai a disposizione molti beni per molti anni; riposati, mangia e bevi e datti alla gioia". Il Signore dà un giudizio completamente diverso della felice situazione in cui crede di essere quell'uomo. Egli lo definisce "stolto" perché ha sbagliato completamente i conti: ha saputo misurare l'entità delle sue ricchezze, ma non ha valutato la caducità del tempo e la vera destinazione di quei beni. Ha pensato ad una felicità solo terrena e si è dimenticato dell'eternità. Ecco perché il Signore non intende immischiarsi in faccende di eredità. Troppo spesso proprio in quelle circostanze emergono in modo violento l'attaccamento al denaro e agli interessi solo umani. Dovremmo ricordarci che la nostra vera vita non è quaggiù, dove tutto perisce, ma nell'eternità di Dio, dove le vere ricchezze si tramutano in gioia perenne. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

“Tenetevi lontani da ogni cupidigia”. L’invito di Gesù è lapidario e non lascia spazio a dubbi sulla chiarezza del suo insegnamento, peraltro ricorrente nel Vangelo, circa l’uso dei beni e il senso della ricchezza. Gesù non è contrario al possesso dei beni materiali, ma ci tiene a precisare che non sono questi a costituire la felicità. Chi vuole essere suo discepolo deve saperne usare con parsimonia e responsabilità, tenendo conto che, oltre al proprio sostentamento, il denaro può essere strumento di vera carità. Ciò che Gesù condanna, e da cui mette in guardia, è la cupidigia in tutte le sue forme. Ossia l’avidità, la bramosia, l’attaccamento sfrenato alle cose materiali e soprattutto al denaro che fa perdere il controllo delle reali necessità con conseguenze eccessive e incontrollabili; è il non sapersi accontentare, il volere sempre di più, senza essere mai soddisfatti di quello che si ha. Figuriamoci poi se, presi da questa “malattia”, si può essere capaci di apprezzarlo e di manifestare gratitudine. Con la parabola dell’uomo stolto Gesù ristabilisce un equilibrio indispensabile secondo il quale ogni vero discepolo dovrà imparare l’uso corretto dei beni materiali, preoccupandosi di accumulare soprattutto presso Dio, utilizzandoli in una logica di amore che, anziché dividere, ha il potere di rafforzare sentimenti di comunione e di fraternità. Valori che sono alla base della vera gioia che non si può comprare. Anche l’uomo della folla deve sapere che se vuole essere felice e stabilire un rapporto di giustizia che lo appaghi e lo assicuri per questa vita e per l’altra, non c’è via migliore da percorrere che quella di uscire da ogni abbaglio e fare dell’amore la preoccupazione più importante e criterio di ogni scelta.

PREGHIERA

Padre celeste, fa’ che questo invito di Gesù trovi accoglienza nella mia vita. Che io sappia ringraziarti ogni giorno per quello che mi doni e impari a usare dei beni materiali con quel distacco del cuore che mi faccia vivere l’attaccamento a te e alla tua volontà come unica grande ricchezza della mia vita.


Ultima modifica di Andrea il Mar Ott 20, 2015 8:21 am, modificato 1 volta

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5446
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 4 di 11 Precedente  1, 2, 3, 4, 5 ... 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum