Vangelo di Gesu' - Anno C

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Ven Nov 18, 2016 4:46 pm

Il Tempio, luogo di preghiera dove veniva custodita L'Arca dell'Alleanza”; ai tempi di Gesù, nel cortile riservato ai “ gentili”, si era allestito un vero mercato, ed è verso di loro che Gesù riversa la sua ira gridando a gran voce tutto il suo sdegno: «Sta scritto: "La mia casa sarà casa di preghiera". Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». La misericordia che caratterizza il messaggio di Gesù non è messa in discussione dalla durezza del gesto profetico di Gesù, ma vuole restituirlo alla sua reale vocazione: “Casa di preghiera”.dopo 2000anni, conoscitori del Vangelo, siamo rimasti come i “gentili” dell'epoca, divisi dagli interessi personali trascurando la parte spirituale della vita.
Mammona, il prestigio, il possesso, il profitto, il gusto del potere ci portano a dimenticare che siamo sue creature e che un giorno ritorneremo al Padre, dove saremo giudicati nel bene e nel male che abbiamo operato su questa terra.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  silvia il Ven Nov 18, 2016 11:14 pm



Preghiamo!
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Andrea il Sab Nov 19, 2016 9:03 am

Sabato della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 20,27-40)



Dio non è dei morti, ma dei viventi.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: "Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello". C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
Parola del Signore.

OMELIA


Torna il tema della risurrezione dei morti, argomento sollecitato dai sadducei i quali negano che ci sia una risurrezione dopo la morte. Adducono un argomento da un fatto accaduto o sicuramente possibile. È il caso di una vedova senza figli che, in successione, prima di morire, diventa moglie di sette fratelli senza lasciare prole. La prassi tra l'altro era stata prescritta da Mosè. «Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie?». Ecco la domanda insidiosa che rivolgono a Gesù, convinti di averlo messo in serie difficoltà. La risposta del Maestro è davvero illuminante per noi: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito». Gesù ci lascia intravedere una realtà completamente diversa da quella che viviamo in questo mondo. Dopo la nostra morte, se giudicati degni della risurrezione, diventiamo Figli di Dio, come gli angeli, vivi nello spirito e in intima comunione tra noi nell'unico amore che tutti attrae e unisce. Possiamo quindi dedurre che, pur non annullando quegli affetti e vincoli umani che ci hanno legato quaggiù, in cielo vivremo la pienezza dell'amore e la pienezza non ammette differenze e gradi. Per i sadducei Gesù aggiunge una argomentazione biblica che sarebbe dovuta risultare molto efficace per loro: «Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui». Per noi cristiani l'argomento definitivo, fondamentale per la nostra fede è legato alla risurrezione di Cristo. San Paolo così ci illumina: «Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini». Risuona in noi come voce potente e suadente il grido pasquale di Cristo: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno». (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


«Nella speranza siamo stati salvati (Rm 8,24). La redenzione, la salvezza, secondo la fede cristiana, non è un semplice dato di fatto: ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente; il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino. Ma di che genere è mai questa speranza per poter giustificare l’affermazione secondo cui a partire da essa, e semplicemente perché essa c’è, noi siamo redenti? Dobbiamo ascoltare la testimonianza della Bibbia sulla speranza. “Speranza” è una parola centrale della fede biblica, al punto che in diversi passi “fede” e “speranza” sembrano interscambiabili. Così nella Lettera agli Ebrei e nella I Lettera di Pietro che esorta i cristiani ad essere sempre pronti a dare una risposta circa il logos – il senso e la ragione – della loro speranza (cfr 3,15): “speranza” è l’equivalente di “fede”. Quanto sia stato determinante per la consapevolezza dei primi cristiani l’aver ricevuto in dono una speranza affidabile, si manifesta anche là dove viene messa a confronto l’esistenza cristiana con la vita prima della fede o con la situazione dei seguaci di altre religioni. Compare come elemento distintivo dei cristiani il fatto che essi hanno un futuro: sanno che la loro vita non finisce nel vuoto. Solo quando il futuro è certo come realtà positiva, diventa vivibile anche il presente. Il cristianesimo non è soltanto una “buona notizia”: il Vangelo è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova».


PREGHIERA



La tua Parola, Signore, illumina le nostre. “La Parola zittì chiacchiere mie” scrisse Clemente Rebora. Ti prego di far crescere in me il gusto della tua Parola. Che le mie analisi e valutazioni non vadano a cercare conferme in quello che tu dici: nascano dall’ascolto, poiché “luce ai miei passi è la tua Parola”.


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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Nov 19, 2016 11:07 am

I sadducei pongono a Gesù il quesito della donna e dei sette fratelli che l'hanno avuta come moglie, e Gesù risponde che Dio è Dio dei viventi e non dei morti, come aveva detto a Mosè che Lui era il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, cioè di coloro che credono in Lui e seguono il Suo Divino volere.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Sab Nov 19, 2016 2:53 pm

All'interno del giudaismo del tempo si viveva una controversia riguardo la realtà della risurrezione. I farisei affermavano la concretezza della risurrezione mentre i sadducei la negavano, e proprio loro pongono a Gesù un caso che riguardava il levirato... la risposta di Gesù al ridicolo caso è improntata a far capire ai suoi interlocutori il preconcetto che la risurrezione sia come un prolungamento <fisico> di questa vita terrena. Gesù non intende descrivere nei dettagli la vita dei risorti, ma mostrare l'esistenza di un dopo la morte e come saremo rispetto alla vita terrena. Al centro del testo non c'è la questione del matrimonio dopo la risurrezione, quanto l'annunzio gioioso della risurrezione, basato sulla parola della Scrittura:Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
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Lunedi della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Nov 21, 2016 8:09 am

Lunedi della XXXIV settimana del Tempo Ordinario[/color]


VANGELO (Lc 21,1-4)


Vide una vedova povera, che gettava due monetine.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Parola del Signore.


OMELIA



Il vangelo di oggi suscita nell'ascoltatore un sentimento di benevolenza verso la povera vedova che, confusa tra ricchi che fanno risuonare le loro monete, getta quasi furtivamente i suoi due spiccioli nel tesoro del tempio. Eppure quel "tic" fatto dalla sua offerta suona più forte degli altri. Non solo, attira l'attenzione del Signore Gesù, che richiama quella dei suoi discepoli notando come lei abbia donato più di tutti i ricchi perché ha dato tutto quello che aveva, privandosi anche del necessario alla vita. Fa notare agli apostoli, ancora lontani dalle massime del discorso della montagna e così ammagliati dall'apparenza, il valore del dono fatto a Dio con retta coscienza e piena disposizione a privarsi di quanto ci è caro o necessario. Anche per noi del terzo millennio il fatto suona come una lezione quanto mai urgente. Siamo così pronti ad ammirare e magari invidiare chi riesce ad aprirsi la strada nel mondo dello spettacolo, della politica, del successo, del benessere... da dimenticare tanti atti di eroismo compiuti nel segreto, a volte nella famiglie dove la presenza di malati, di disabili, di anziani richiede ogni giorno una disponibilità eroica. Vi ricordate la storia di Samuele? Dio richiama a questa realtà anche la sua storia, quando è in casa di Jesse per ungere il futuro re d'Israele al posto di Saul: Gli uomini guardano l'apparenza, io invece guardo il cuore, gli disse. Sarei contento se questo brano del vangelo desse coraggio e voce a chi appunto nel segreto compie il suo dovere con amore e piena dedizione. Annoverati nel numero dei salvati, seguiranno l'Agnello nell'esultanza indicibile. Vissuti nell'umiltà e nel servizio dei fratelli, sulla loro bocca non si è trovata menzogna ma solo sincerità e benevolenza. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE



«Fratelli miei – predicava Agostino – ponete attenzione a ciò che dice Cristo Signore stendendo la mano verso i suoi discepoli: “Questa è mia madre, questi i miei fratelli. Chi fa la volontà del Padre, che mi ha mandato, mi è fratello, sorella e madre”. Non fece forse la volontà del Padre la Vergine Maria, la quale per fede credette, per fede concepì, fu scelta perché da lei venisse a noi la salvezza, fu creata da Cristo, prima che Cristo fosse fatto nel suo seno? Santa Maria fece la volontà del Padre e la fece interamente; e perciò vale di più per Maria essere stata discepola di Cristo anziché madre di Cristo». Maria ha preceduto nel cammino tutti quelli che lo stanno ascoltando in quella casa e quelli che verranno in seguito. Scrive Benedetto XVI nella enciclica Deus caritas est: «In quanto credente che nella fede pensa con i pensieri di Dio e vuole con la volontà di Dio, Maria non può essere che una donna che ama… Lo vediamo nell’umiltà con cui accetta di essere trascurata nel periodo della vita pubblica di Gesù, sapendo che il Figlio deve fondare una nuova famiglia e che l’ora della Madre arriverà soltanto nel momento della croce, che sarà la vera ora di Gesù». Guardando con grato stupore alla sua obbedienza, al suo sì incessantemente rinnovato fino ai piedi della croce, chiediamo a Maria la forza di fare in noi, come lei fece, la volontà del Padre. Questa obbedienza è possibile per la spinta dello Spirito di Cristo, che invochiamo per intercessione della Vergine con l’invocazione del beato Paolo VI: «Vieni, Spirito Santo, vieni per Maria, e da’ a noi un cuore grande, aperto alla tua silenziosa e potente parola ispiratrice, solo beato di palpitare col cuore di Dio».


PREGHIERA



O Maria, icona della Chiesa, Sposa senza ruga e senza macchia, che imitandoti conserva verginalmente integra la fede, salda la speranza, sincera la carità, sostienici nel tendere all’eterna e unica Beatitudine. Tu che hai fatto la volontà del Padre, pronta nell’obbedienza, coraggiosa nella povertà, accogliente nella verginità feconda, ottieni dal tuo divin Figlio che lo sappiamo testimoniare con una esistenza trasfigurata (san Giovanni Paolo II).

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Nov 21, 2016 9:31 am

Per Gesù non è importante la quantità di un gesto, specie se è fatto con amore, ma la qualità. I ricchi gettavano nel tesoro del tempio il superfluo mentre una povera vedova per Lui aveva messo più di tutti perchè aveva donato ciò che aveva per vivere.
I love you
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Lun Nov 21, 2016 6:51 pm

Oggi nella ricorrenza della "Presentazione di Maria al Tempio". La Chiesa ci presenta il brano di Luca, dove una povera vedova dona due monetine in offerta al Tempio....il dono della vedova diviene  agli occhi di Dio un immenso valore, come trovò di immenso valore il “SI” di Maria, umile fanciulla, che accettò quello che Dio li chiedeva...i due doni offerti da due donne (eccezione per i tempi) ci parlano di una fede che entrambi avevano verso Dio, la vedova offre tutto quello che possedeva( e sappiamo tutti quanto era difficile  per una vedova sopravvivere) Maria offre tutta se stessa per il disegno di Dio. Le due donne sono unite da due gesti apparentemente diversi, ma entrambi unite da un grande valore:    la generosità dei loro cuori, che nessun ricchezza potrà uguagliare.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Andrea il Mar Nov 22, 2016 8:51 am

Martedi della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 21,5-11)


Non sarà lasciata pietra su pietra.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.


Parola del Signore.


OMELIA


Siamo ormai abituati a notizie catastrofiche. Basta aprire il giornale, radio oppure telegiornale per restare sconvolti. Le notizie, anche più macabre rimbalzano, si rincorrono, si accavallano, lasciando nell'animo un senso di disgusto, dal quale siamo subito distolti da notizie di ben altro genere: scandali, tragedie familiari, storie di amore, fame nel mondo, visione di innocenti affamati con la pancia gonfia, magari assaliti da una nuvola di mosche, anch'esse affamate... Si avvicina il giudizio di Dio. Il Figlio dell'uomo ha una corona d'ora e in mano una falce ben affilata. Gli esecutori della sua giustizia sono quattro angeli con altrettante falci, ognuno con compiti particolari ben precisi di distruzione. Non dovremmo ascoltare con la stessa leggerezza l'annunzio di un giudizio che si prospetta così severo. I giudicati sono io, siamo tutti noi. Si parla di spada affilata che viene a purificare il mondo, di rumori di guerre, di distruzioni e di sofferenze, perfino di falsi profeti che nella confusione aggiungono ancora angoli di oscurità. Suonerebbe quasi ironica la frase di Gesù: Non lasciatevi incantare da questi falsi profeti. State tranquilli. E' invece un avvertimento saggio, e rassicurante, fondato non tanto sulla nostra bravura o sul nostro coraggio quanto sulla sua parola di verità, che può salvare anche in mezzo alle più catastrofiche distruzioni. Da noi si attende fiducia e rettitudine nella vita civile e in quella di fede. La scrittura ci dà un avvertimento: se non vogliamo essere giudicati da Dio, giudichiamoci da noi stessi con umiltà e sincerità. Egli accoglierà il nostro pentimento. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE



Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».


PREGHIERA



È bella, Signore, la vita non perché sempre piacevole, ma perché una promessa fondata sulla risurrezione del tuo Figlio. Ogni giorno che spunta è un bene che nasce sul nostro orizzonte di uomini.


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Mercoledi della XXXIV settimana del tempo ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Nov 23, 2016 8:12 am

Mercoledi della XXXIV settimana del tempo ordinario

VANGELO (Lc 21,12-19)


Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita»


Parola del Signore.

OMELIA



La visione che ci presenta l'odierna Liturgia della Parola, mentre ci porta a contemplare le meravigliose opere di Dio, rapendoci al di sopra della volta celeste, annuncia anche le dure prove riservate a chi vuol servire il Signore. E' meravigliosamente bello poter unire la nostra voce con quella dello stuolo innumerevole di fedeli che hanno vinto la santa battaglia della vita, che non si sono lasciati ingannare dalle attrattive del male e quindi rendono grazie a Dio per la sua protezione. Grandi e meravigliosi le opere di Dio! Non solo le opere della creazione, ancor più quelle della redenzione dell'uomo. Tutte le genti alla fine dovranno riconoscere che solo il nostro Dio ha giusti giudizi e quindi dinanzi a Lui si prostreranno perché lui solo è santo e degno di adorazione. Ma quale la via che viene indicata per raggiungere questa beata assemblea? Ce lo dice San Luca: persecuzioni, prigioni, giudizi dinanzi a sinagoghe e governatori... Non basta! Anche qualche cosa di più grave e di inaudita sofferenza: tradimenti da parte di genitori, fratelli, parenti e amici: pena di morte per alcuni, per tutti odio a causa del nome di Gesù. In questi tragici eventi agli amici di Dio verrà data l'opportunità di rendere testimonianza alla verità, senza che si diano pensiero di preparare difesa alcuna. Parlerà lo Spirito di Gesù che non permetterà che non cada nemmeno una capello dal capo dei suoi amici. Dinanzi a questa previsione di Gesù, non si deve fare molto sforzo per vedere anche nei giorni nostri la verifica di quanto viene annunciato: persecuzioni contro la Chiesa e il Papa nel nostro mondo occidentale, tanto da voler distruggere con accanimento l'opera del Signore, prendendo pretesto da debolezze umane; persecuzione e martirio nelle regioni musulmane dove i seguaci di Gesù sono discriminati, impediti nella preghiera, perseguitati, messi a morte, costretti alla fuga o a una vita di terrore con chiese date alle fiamme, villaggi distrutti, privati dei diritti umani, derubati dei loro beni, tutto con la indifferenza di governi e di autorità civili. Ma la fiducia nella Parola del Signore dà sempre certezze di vittoria. La morte offre la corona del martirio, la spogliazione di beni, eterna gloria nei cieli, la persecuzione rende simili a Cristo, incompreso dal suo stesso popolo, rifiutato, crocifisso ma fatto risuscitare dal Padre e seduto sul trono per l'eternità. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE


Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».


PREGHIERA



È bella, Signore, la vita non perché sempre piacevole, ma perché una promessa fondata sulla risurrezione del tuo Figlio. Ogni giorno che spunta è un bene che nasce sul nostro orizzonte di uomini.


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Giovedi della XXXIV settimana del Tempo ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Nov 24, 2016 8:42 am

Giovedi della XXXIV settimana del Tempo ordinario

VANGELO (Lc 21,20-28)


Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».


Parola del Signore.

OMELIA


La liturgia della Parola odierna ci offre uno spettacolo raccapricciante di rovina e di distruzione. Giovanni nell'Apocalisse ci descrive la distruzione di Babilonia, volendo indicare con questo nome la potenza di Roma che tanto sangue di martiri ha fatto scorrere nei primi tre secoli della Chiesa. La descrizione ha una forza espressiva impressionante: una grossa pietra viene gettata in mare indicando che con le stessa violenza precipiterà nella rovina la grande città, forse Roma pagana. Da ora in poi in essa regnerà sovrano il silenzio e la morte e diventerà covo di demoni e di animali dei fatti. I redenti dal Signore invece intoneranno un inno di lode e di ringraziamento a Dio. Anche in Luca si parla di distruzione, però quella di Gerusalemme che avverrà con estrema violenza e sofferenza. Un avviso per i credenti di allora. Non recatevi a Gerusalemme, allontanatevene se vi trovate entro la sue mura. I suoi abitanti saranno passati a fil di spada e i superstiti, recati prigionieri in tutti i paesi. La storia ci informa che questa immane distruzione avvenne per opera di Tito negli anni 70 dopo la nascita di Gesù. Molti prigionieri furono portati a Roma a costruire il grande Colosseo. La storia degli uomini nei suoi ricorsi ci fa rivivere queste immani tragedie: imperi e uomini che sembravano eterni sono spazzati via dalla faccia della terra, esecrati per la loro tirannia totalitaria. Se ce ne fosse bisogno, anche questa ineluttabile scomparsa di super potenze e super uomini ci confermano nella fiducia di essere tra gli invitati al banchetto dell'Agnello" o anche vedere prossima la nostra liberazione quando vedremo accadere segni particolari, premonitori della prossima fine di questo mondo: "Alzatevi e levate il capo perché la vostra liberazione è vicina. Per chi si fida di Dio, ogni avvenimento viene letto come un suo atto di amore. Anche la mia fine, nella volontà del Signore. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE



Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».


PREGHIERA



È bella, Signore, la vita non perché sempre piacevole, ma perché una promessa fondata sulla risurrezione del tuo Figlio. Ogni giorno che spunta è un bene che nasce sul nostro orizzonte di uomini.


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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Gio Nov 24, 2016 2:39 pm

Le parole profetiche di Gesù non hanno tempo, la storia ci racconta di fatti che ci parlano di morte e distruzione, di una Gerusalemme assediata e distrutta, ma pensando a quello che accade oggi nel mondo vediamo che tutto si sta ripetendo... cristiani perseguitati, guerre che annientano persone innocenti, per non parlare della natura che si ribella...allora qual'è l'invito di Gesù... siamo chiamati a non temere perché il tempo attuale e il tempo della testimonianza e fiduciosi nell'aiuto di Lui stesso attenderemo il suo ritorno.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Nov 24, 2016 3:41 pm

Gesù con un linguaggio apocalittico dice che Gerusalemme sarà devastata dai pagani ma anche da Dio stesso, ma coloro che hanno avuto fede in Lui potranno alzare il capo perchè la loro liberazione sarà vicina. Con liberazione, Gesù vuole dire la liberazione dal peccato che Lui è venuto a togliere sulla terra con il sacrificio della Croce, chi ha creduto in Lui si salverà chi lo ha condannato ha condannato se stesso.
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Venerdi della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Nov 25, 2016 8:40 am

Venerdi della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 21,29-33)


Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno»
.
Parola del Signore.


OMELIA


Abbiamo imparato senza sforzi a comprendere l'avvicendarsi delle stagioni attraverso i segni che la natura stessa spontaneamente ci fornisce. Quando il fico comincia a cacciare i propri fiori che saranno il frutto gradevole che conosciamo, diciamo che l'estate è vicina. I fatti che accadono intorno a noi e dentro di noi hanno pure un loro linguaggio. L'avvento del Regno ha le sue concrete manifestazioni nella storia, anche se percepirne i segni, non può essere frutto di un intuito umano. È come un granellino di senapa gettato nel campo, quasi invisibile ad occhio nudo; occorrerà quindi del tempo prima che cresca e diventi un arbusto. Occorre quindi la luce dello Spirito e la divina sapienza per avvertirne la presenza e la crescita. L'arrivo e lo schieramento dell'esercito romano preannuncerà la prossima distruzione di Gerusalemme. L'espandersi del messaggio di Cristo tra le genti, anche se tra inevitabili persecuzioni e lotte, sarà il segno che Dio sta recuperando spazio nella storia del mondo e nei cuori degli uomini. I cambiamenti saranno radicali, le novità importanti e fondamentali esigono che le cose vecchie scompaiano per far posto al nuovo. La Verità esalta e distrugge allo stesso tempo, ma l'unico risultato è appunto l'avvento del Regno, la conferma della storia alle verità perenni di Cristo. Il mondo subirà le sue trasformazioni cosmiche nel corso dei secoli, i cieli e la terra passeranno, ma, Gesù ci dice: "Le mie parole non passeranno". Siamo quindi confortati da verità perenni ed inconfutabili. Una di queste ci ripete, in questi giorni conclusivi dell'anno in cui spesso ascoltiamo profezie di eventi catastrofiche: "Non temete, Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". (Padri Silvestrini)

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Nov 25, 2016 9:51 am

Gesù dice che il cielo e la terra cambieranno come l'albero di fico e tutti gli alberi, ma le sue parole non saranno mai dimenticate da nessuno, perchè la Sua Parola è eterna e sarà tramandata. Non importa se ci saranno cataclismi e disgrazie, tutto ciò che Egli dice sarà di consolazione per coloro che credono in Lui e darà loro la forza di farlo conoscere a tutti coloro che credono alle sue parole di vita eterna.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Ven Nov 25, 2016 4:00 pm

L'avvento del Regno di Dio, è illustrato dalla parabola del fico. Come l'uomo sa riconoscere nella natura i tempi delle stagioni, così deve essere nel riconoscere nella vita di tutti i giorni la venuta del regno di Dio, alla luce della parola di Gesù che rimane al di là di ogni possibile sconvolgimento della storia. La lettura di questo brano invita il cristiano di oggi al recupero della virtù del <discernimento>, del saper leggere i <segni dei tempi>, segni della presenza di Dio nella nostra storia e guardare al futuro, nella speranza del ritorno del Signore.
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Sabato della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Nov 26, 2016 8:30 am

Sabato della XXXIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 21,34-36)


Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

Parola del Signore.


OMELIA


C'è un annuncio di salvezza e di vittoria nell'Apocalisse: da Gerusalemme, immagine della chiesa, sgorga la sorgente di una fecondità nuova e prodigiosa, è il trionfo definitivo della Vita e della Luce. E' il trionfo di Cristo, garanzia di vittoria per tutti i credenti: "Ecco, Io verrò presto!" Siamo così fortificati nella speranza e nella fede e introdotti nel tempo che ci proietta verso la sua venuta, verso l'Avvento. Il cristiano, illuminato dalla fede e sorretto dalla speranza non si "appesantisce" in ubriachezze e affanni perché è costantemente proiettato ed attratto dai beni che valgono per l'eternità. Il tempo che vive e quello che attende e che verrà, non lo coglie mai di sorpresa e tanto meno lo spaventa. Le scelte, le rinunce, il costante orientamento verso il vero bene, sono possibili solo se la preghiera ci ricongiunge al Signore, che ci illumina e ci fortifica e mai desistiamo dall'essere vigilanti. Il mondo che ci circonda, spesso ci tenta e ci affascina, il mondo di Dio, sembra tanto lontano da apparire irraggiungibile, mai però dobbiamo dimenticare che è la nostra mèta e la nostra felicità ultima. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».


PREGHIERA



È bella, Signore, la vita non perché sempre piacevole, ma perché una promessa fondata sulla risurrezione del tuo Figlio. Ogni giorno che spunta è un bene che nasce sul nostro orizzonte di uomini.



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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Nov 26, 2016 12:01 pm

Gesù dice ai suoi discepoli di stare sempre attenti, perchè quando arrivi il giorno del Giudizio non siano impreparati e di non badare alle cose terrene ma di aspettare il ritorno del Figlio dell'uomo con la preghiera.
Gesù dice queste cose non perchè i suoi discepoli abbiano paura ma perchè quando arriverà quel giorno tutta l'umanità sia preparata al suo ritorno.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Sab Nov 26, 2016 6:16 pm

L’avvertimento, l’esortazione che costituisce questo brano di Vangelo si applica anche alla nostra situazione presente, all’importanza, al significato e al valore del tempo che viviamo.  Maràna tha! Vieni Signore Gesù!
L'attesa va vissuta senz' appesantirsi in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita. Nel momento che saremo chiamati all'incontro con Lui, il nostro cuore deve essere veglio nell'attesa, certi che il nostro fare sia fatto tutto per amore  di Cristo. Non facciamo il male, ma operiamo il bene con coraggio in modo che così possa piacergli.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Andrea il Dom Nov 27, 2016 8:28 am

Domenica I di Avvento

VANGELO (Mt 24,37-44)


Vegliate, per essere pronti al suo arrivo
.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».

Parola del Signore
.


OMELIA


L'Avvento è attesa di un grande avvenimento che non può passare inosservato nella vita dell'umanità, come in quello di ogni uomo, specialmente se credente. E' come il sole che appare e fa notare la sua presenza anche se è coperto da oscure nubi. E' necessario quindi mettersi in movimento e cercare Lui, l'atteso delle genti e accorrere dove lo si può trovare, come ci suggerisce la prima lettura: occorre destarsi da un sonno che ci impedisce di vedere il sole che sorge e che illumina tutta la nostra vita, ci esorta San Paolo. E' necessario vegliare per riconoscere i segni del tempo, senza lasciarci sorprendere da eventi che possono sconvolgere tutta la nostra vita. Il messaggio per ognuno è chiaro: vivere la propria esistenza con impegno, serietà e costanza nell'attesa della venuta del Signore. Anche gli avvenimento della fede più forti possono lasciarci indifferenti. Presepi, natale, musica... son cose da bambini, si suole dire. Ma il vangelo ci ripete che se non diventate come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli. Se tu fratello, che sei pellegrino su questo mondo ti sei adagiato nelle tue realtà umane, come se durassero eternamente, scuotiti da questo ipnotismo che ti impedisce di vedere il succedersi degli interventi del Signore per la tua salvezza. Non a caso il brano del vangelo ci riporta al tempo di Noè, quando la gente mangiava, beveva, si divertiva senza darsi pena della tragedia che si avvicinava. Anche oggi molti delle nostra gente, anche credente, nonostante le tragedie che si susseguono su questo nostro pianeta: tsunami, inondazioni, terremoti, smottamenti, incidenti, stragi della discoteca, terrorismo, strage di gente innocente... vivono nella dimenticanza del giorno del Signore, nella superficialità e forse nel rifiuto di Dio senza nemmeno pensare che da un momento all'altro si potrebbe essere chiamati a comparire dinanzi a lui per rendere conto della propria vita. L'avvento ci sprona a fermarci un poco, a riflettere verso quale direzione è orientata la nostra vita, a mettere un po' di ordine nella nostra coscienza. Quindi preghiera personale e comunitaria, lettura della Parola di Dio, partecipazione alle iniziative parrocchiali o diocesane, sotto la protezione e la guida della Madonna, nel tempo liturgico che maggiormente le si addice. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE



Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».


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È bella, Signore, la vita non perché sempre piacevole, ma perché una promessa fondata sulla risurrezione del tuo Figlio. Ogni giorno che spunta è un bene che nasce sul nostro orizzonte di uomini.

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