Una lettera di p. Claudio Traverso

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Re: Una lettera di p. Claudio Traverso

Messaggio  Andrea il Gio Giu 09, 2016 3:27 pm

Ricevuto a mezzo Facebook


Siamo tutti convinti che uccide più la lingua della spada. Pertanto, qualsiasi affronto, o maldicenza, o critica, o calunnia, sono gravi e possono pesare sul fratello quanto un’uccisione fisica. Peccato gravissimo è la calunnia: un male antico e sempre attuale. San Girolamo, nel momento di lasciare Roma e salpare per la Palestina, accusato di relazioni vergognose, protesta la sua innocenza e si sfoga scrivendo: «C’erano di quelli che mi baciavano le mani e intanto, con una lingua da vipere, mi calunniavano. A parole manifestavano dolore, e nel loro intimo gongolavano di gioia» (Lett. Ad Asella). Quante storie analoghe! L’insegnamento di Gesù apre dunque sulla malizia e le conseguenze di questi atteggiamenti che hanno spesso origine da un animo cattivo, invidioso del bene altrui, quando non perverso, al punto di giungere ad azioni di violenza inaudita. Tanto l’offesa quanto la maldicenza e i giudizi temerari, seppure non tutti della stessa gravità, chiedono una riparazione adeguata, per quanto la persona ferita non dimentichi facilmente l’affronto subito. Ma ripensare a un torto ricevuto, scavare nel passato, porta spesso a gonfiare a dismisura le offese, mettendosi nella situazione di non giungere mai al perdono e di entrare in uno stato di vera morbosità: un odio che duri tutta la vita. Si dà pure il caso che l’offeso non ammetta la possibilità di un errore involontario, una parola di troppo uscita senza cattiveria. Newman direbbe: “Siamo padroni delle parole non dette, ma siamo schiavi di quelle che ci siamo lasciati scappare”. E allora la vita si complica. Il mondo oscuro del sospetto e del rancore non produce che disastri, divide le persone, alimenta inimicizie, distrugge coppie e famiglie, quando poi non giunge alla vendetta finale con la violenza assassina. Gesù è chiaro: chiede amore per tutti e di non allargare le ferite, perché il male penetra anche dalle più piccole fessure. Dice che la malevolenza va estinta sul nascere e che bisogna tendere la mano al fratello, quando ci accorgiamo che nutre rancore contro di noi: un atto eroico, sempre, da far precedere a qualsiasi atto religioso. È Gesù a richiederlo: «Misericordia io voglio e non sacrifici» (Mt 9,13).



Grazie p. Claudio!

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p. Claudio Traverso da Facebook

Messaggio  Andrea il Sab Gen 23, 2016 8:43 am

Claudio Traverso

15 h ·
Arcivescovo di Guwahati: In Asia la religione non muore, i fedeli prendono forza dall’Eucaristia
Mons. Menamparampil è tra i relatori del Congresso Eucaristico Internazionale di Cebu, nelle Filippine. Egli è stato anche mediatore di conflitti tra vari gruppi etnici. Ad AsiaNews parla del valore del Congresso per la Chiesa cattolica dell’Asia e di come si può testimoniare oggi il Vangelo, anche in mezzo alle tensioni e alle violenze di “chi ci odia”. “Dalle sofferenze nei nostri cuori proviene la nostra profondità durante l’adorazione eucaristica”.

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Re: Una lettera di p. Claudio Traverso

Messaggio  silvia il Ven Gen 22, 2016 6:27 pm

Grazie Andrea per questa lettera di P.Claudio.
Io non frequento Facebook, perciò non la conoscevo.
Preghiamo e cerchiamo nel nostro mondo anche se limitato, di essere testimoni credibili. E coraggiosi!
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Una lettera di p. Claudio Traverso

Messaggio  Andrea il Ven Gen 22, 2016 8:40 am

Copia da Facebook

Claudio Traverso
21 ore fa ·
Durante il periodo in cui la guerra infuriava nel Libano io ho avuto modo di leggere una lettera di un giovane cristiano di 22 anni scritta un mese circa prima di essere ucciso. Stava preparandosi al sacerdozio e nella previsione di poter morire, scrisse ai suoi familiari: "Ho una sola cosa da chiedervi: perdonate di cuore a quelli che mi avranno ucciso; domandate con me che il mio sangue serva come riscatto per il Libano, come offerta per la pace, per l'amore che sono scomparsi nel nostro paese e nel mondo; che la mia morte insegni agli uomini la carità. ~ Signore vi consoli. Io non rimpiango questo mondo ma mi rattrista il pensiero della vostra tristezza. Pregate, pregate e amate i vostri nemici".
È una testimonianza viva della vittoria dell'amore cristiano.

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