da un post di Antonio Socci

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Re: da un post di Antonio Socci

Messaggio  annaxel il Lun Mar 20, 2017 2:00 pm

GUARDATE BENE QUESTA FOTO…

Posted: 18 Mar 2017 01:58 PM PDT

foto dall’Osservatore romano)



E’ stata scattata a Praga negli anni bui del comunismo, fra il 1978 e il 1988. Un qualunque passante avrebbe considerato quest’uomo un normale lavavetri, un operaio qualsiai.
Ma quest’uomo in realtà era anche un prete, Miloslaw Vlk, e mentre faceva il lavavetri esercitava di nascosto il suo ministero che non gli era consentito esercitare alla luce del sole: “Confessava per strada, nei vicoli, persino nelle sale d’attesa del tribunale. Celebrava la messa clandestinamente nelle case. «Sono stati gli anni più benedetti della mia vita», ha confidato. In quel periodo ha svolto segretamente la sua attività pastorale con piccoli gruppi di laici” (Osservatore romano).
Crollato il comunismo, nel 1990 fu nominato vescovo da Giovanni Paolo II e nel 1991 arcivescovo di Praga.
Nel 1994 papa Wojtyla – che ben conosceva la Chiesa perseguitata, avendone fatto parte – lo creò cardinale.
“Momenti per lui indimenticabili sono state le visite di Giovanni Paolo II a Praga nel 1990 (con tappa a Velehrad), nel 1995 (con tappe a Olomouc e a Ostrava) e nel 1997 (con tappa a Hradec Králové), e di Benedetto XVI nel 2009: «Passare con il Papa per le strade del centro di Praga dove avevo lavato i vetri è un’esperienza molto particolare» aveva confidato” (Osservatore romano).
Oggi quest’uomo di Dio è “nato al cielo”, a 85 anni, dopo una grave malattia, e merita la nostra più ardente preghiera. La sua testimonianza ci ricorda che la vera Chiesa è quella perseguitata. E ci ricorda il grande pontificato di Giovanni Paolo II che a questa gloriosa “Chiesa del silenzio” ha dato una voce potente, tanto da scuotere il mondo intero.

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Antonio Socci
(foto dall’Osservatore romano)
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Re: da un post di Antonio Socci

Messaggio  annaxel il Lun Nov 21, 2016 5:47 pm

STRANI FENOMENI FISICI AL SANTO SEPOLCRO ?
Posted: 19 Nov 2016 07:32 AM PST
santo-sepolcro
E’ un giallo quello del sepolcro di Gesù riaperto in questi giorni. Cosa è stato ritrovato? Accadono davvero fenomeni misteriosi in quel luogo unico al mondo?

Vediamo anzitutto la cronaca. Per alcuni lavori di consolidamento alla basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, è stato disposto di aprire quello che la tradizione bimillenaria afferma essere il luogo della sepoltura di Gesù.

Il 26 ottobre scorso un team di restauratori dell’Università Nazionale Tecnica di Atene ha rimosso la lastra di marmo che copriva la roccia su cui (nel pomeriggio di venerdì 7 aprile dell’anno 30) fu deposto il corpo di Gesù (quella tomba, scavata nella roccia, dicono i Vangeli, apparteneva a un autorevole membro del Sinedrio, Giuseppe d’Arimatea, amico e discepolo di Gesù).

Il 27 ottobre scorso “Repubblica” riferiva: “Fredrik Hiebert, archeologo residente della National Geographic Society che partecipa al progetto di restauro ha spiegato che per l’analisi scientifica dei reperti ci vorrà del tempo, anche per la notevole quantità di materiale rinvenuto, ma si è detto ottimista sul fatto la lastra rinvenuta possa essere quella citata dalle Sacre Scritture”.

Il 31 ottobre, il National Geographic, in esclusiva, pubblicava un servizio di Kristin Romey che informava dettagliatamente sul lavoro dei tecnici: “I ricercatori hanno anche ritrovato le tracce delle pareti della grotta, oggi racchiusa dall’Edicola… è stato possibile portare alla luce l’originaria roccia calcarea. ‘È questa la Sacra Roccia venerata da secoli, ma solo oggi possiamo effettivamente vederla’, ha commentato Antonia Moropoulou, principale supervisore scientifico dei restauri”.

La Romey ha riportato anche le parole di Dan Bahat, ex archeologo capo della città di Gerusalemme: “Forse non possiamo essere assolutamente certi che il sito della basilica sia l’effettivo sito di sepoltura di Gesù, ma di certo non ce n’è un altro che possa aspirare all’identificazione con altrettanta autorevolezza, e quindi non abbiamo motivi per dubitare della sua autenticità”.

In pochissimi giorni sono stati fatti i lavori e la tomba è stata richiusa. Adesso i reperti ritrovati saranno studiati a lungo.

STRANI FENOMENI

Ma il sito cattolico d’informazione “Aleteia” il 9 novembre ha pubblicato un articolo nel quale si parla di alcuni strani fenomeni verificatisi durante questi lavori.

Prima di tutto “un ‘dolce aroma’ che emanava dalla tomba”, cosa che – secondo Aleteia – “ricordava le manifestazioni olfattive associate a certi santi”.

Su questo bisogna essere molto cauti, quasi scettici, perché potrebbe essersi trattato di autosuggestione o di residui di unguenti profumati, anche depositati lì dai pellegrini lungo i secoli.

Ma è l’altro fenomeno segnalato da “Aleteia” che più incuriosisce:

“In secondo luogo, certi strumenti di misurazione impiegati dagli scienziati sono stati alterati dalle perturbazioni elettromagnetiche. Quando venivano collocati in verticale sulla pietra sulla quale ha riposato il corpo di Cristo, gli apparecchi smettevano di funzionare o funzionavano male. La direttrice dei lavori, Antonia Moropoulou, ha affermato che è difficile immaginare che qualcuno abbia messo a rischio la propria reputazione per un ‘trucco pubblicitario’ ”.

Questo è un fenomeno molto interessante, ma purtroppo, al momento, non se ne sa di più. Il sito cattolico riporta anche un’altra dichiarazione dell’archeologo Fredrik Hiebert, della National Geographic Society, all’Associated Press: “Quello che abbiamo riscontrato è sorprendente”.

Tuttavia non sembra che queste parole si riferiscano ai fenomeni fisici anomali segnalati poco prima. Che dunque, per ora, non hanno altre conferme.

COME PER LA SINDONE?

In ogni caso Marco Tosatti, autorevole vaticanista e studioso della Sindone, ha fatto un’associazione d’idee fra questi presunti fenomeni fisici e quanto si è venuto scoprendo, negli ultimi anni, sull’immagine impressa nel telo che – proprio su quella pietra tombale appena riportata alla luce – avvolse il corpo di Gesù.

Quella pietra infatti – se è l’autentica roccia su cui fu deposto Gesù – è il luogo fisico su cui avvenne la resurrezione. Un evento unico nella storia verificatosi a contatto diretto con essa. Perciò – in via ipotetica – potrebbe anche essere plausibile che la pietra ne porti delle misteriose tracce fisiche, così come le porta la Sindone.

Nel caso della Sindone sappiamo – dalla medicina legale – che il lenzuolo ha sicuramente avvolto il corpo morto di un uomo crocifisso, che quel corpo non è rimasto dentro al lenzuolo per più di 42 ore (perché non vi è traccia di putrefazione) e infine sappiamo (dai coaguli sanguigni) che il corpo si è sottratto alla legatura del lenzuolo senza alcun movimento fisico.

E’ come se avesse attraversato il lenzuolo stesso, dunque un corpo di carne, ma glorificato, non più sottoposto ai limiti di tempo e di spazio. E’ precisamente la caratteristica che aveva il corpo risuscitato di Cristo secondo il Vangelo dove infatti si legge che – dopo la resurrezione – Gesù entrò in un Cenacolo che aveva le porte sbarrate (Gv 20,19). Anche i nostri corpi, insegna la Chiesa, saranno divinizzati.

Dunque Tosatti ricorda – a proposito della Sindone – una delle ipotesi recenti che è stata formulata da Giuseppe Baldacchini, fisico, già dirigente presso il Centro di Ricerca ENEA di Frascati, Roma Atomic, Molecular and Optical Physics, Condensed Matter Physics, Cryogenics.

Rispondendo ad una domanda sul suo studio sul sacro telo lo scienziato ha dichiarato:

“la mia preparazione di fisico mi ha permesso di fare delle ipotesi sulla possibilità che l’immagine fosse dovuta ad un’esplosione di energia. E questa ipotesi è stata verificata in laboratorio con l’uso di sorgenti laser molto particolari. Dopo un lungo lavoro, abbiamo dimostrato che in realtà in certe condizioni queste sorgenti laser possono produrre le immagini simil-sindoniche. È chiaro che con queste sorgenti veniva simulata un’esplosione di luce. Quindi che un lampo di luce che abbia prodotto questa Sindone è stato corroborato da misure scientifiche di un certo spessore”.

Se dunque l’immagine della Sindone – tuttora inspiegabile – è stata formata da un’improvvisa, fortissima e misteriosa energia, sprigionatasi dal corpo, si tratta di un evento soprannaturale che però ha lasciato una traccia fisica sulla materia direttamente a contatto con il corpo.

Tosatti si chiede se c’è qualche “collegamento” fra il fenomeno ipotizzato dagli esperimenti di Bandacchini “e le anomalie inspiegabili avvenute agli strumenti di misurazione elettromagnetica posti sul sepolcro”. E conclude: “L’interrogativo è quantomeno affascinante”.

IL LUOGO PIU’ SACRO

D’altra parte – al di là dei fenomeni fisici riscontrati sulla pietra del Santo Sepolcro – la cosa più importante per i cristiani è il significato spirituale di quella roccia di Gerusalemme: “Questo” disse Giovanni Paolo II “è il luogo più sacro del mondo. Questa tomba vuota è la testimone silenziosa dell’evento centrale della storia umana”.

Perché gli uomini non sono stati fatti per morire. “Dio non ha creato la morte”, dice la Bibbia. E a questa profonda ingiustizia si ribella la nostra natura, perciò Cristo – sconfiggendo la morte – ha risposto al nostro desiderio più profondo.

Anzi, forse ancor più forte è il nostro desiderio che non muoiano le persone che amiamo: “Ama chi dice all’altro: tu non puoi morire”, scrisse Gabriel Marcel.

E qui c’è da ricordare l’intuizione geniale e struggente di Dante il quale, nel canto XIV del Paradiso, dice che la felicità dei beati sarà piena non tanto (o non solo) per la resurrezione dei propri corpi, ma per quella delle persone amate (“per le mamme/ per li padri e per li altri che fuor cari”).

Cosicché nulla andrà perduto di ciò e di coloro che abbiamo amato. Nemmeno quel certo sorriso e quello sguardo. Riavremo tutto e molto di più. In una misura di gioia inimmaginabile alla nostra fantasia terrena. Questa è la promessa cristiana per i beati.

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Antonio Socci

Da “Libero”, 19 novembre 2016

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da un post di Antonio Socci

Messaggio  annaxel il Sab Ago 20, 2016 3:02 pm

ho trovato molto interessante questo post di Antonio Socci e desidero condividerlo con voi

QUEI “MURI APPESI AI CROCIFISSI”. SIENA E L’ANIMA DELL’EUROPA. CIO’ CHE RESTA SALDO NEI SECOLI E I FALLIMENTI DELLE CASTE DI POTERE

Posted: 17 Aug 2016 01:54 PM PDT

duomo
“Tenet”, due volte la parola latina “Tenet” a forma di croce palindromica, con la N al centro e il Tau ai quattro vertici. Così è scritto nel cosiddetto “quadrato magico” che – sconosciuto a tutti – sta da secoli inciso su un lato del Duomo di Siena.

“Tiene”. E’ la Cattedrale che “tiene”, perché è fondata sulla “pietra angolare” che è Cristo. Ricorda il motto dei certosini: “Stat crux dum volvitur orbis”, cioè fissa resta la croce, come asse dell’universo, mentre il mondo ruota e il tempo divora la vanità e la gloria mondana.

Dunque “tenet” la fede millenaria degli avi e dei santi di Siena, a cui si appoggia la povera fede dei senesi di oggi, ma anche il loro accanito amore alla tradizione.

Ed è stato emozionante, lunedì – per la solenne Messa della Madonna Assunta in cielo, a cui sono dedicati il Duomo e il Palio di agosto (e perfino il campanone sulla Torre del Mangia) – dopo la consacrazione, al momento in cui il vescovo ha elevato l’Ostia e il Calice, assistere all’irrompere del suono alto e limpidissimo delle chiarine (simbolo dell’antica repubblica di Siena) con tutte le bandiere delle contrade innalzate che si sono inchinate all’eucaristico re dell’universo.

In questa misteriosa città, di cui la Madonna è Regina, tutto grida la passione per la bellezza, cioè per la fede cattolica. “Tenet” questa fede millenaria. Sia pure come piccola luce, oggi, nei cuori.

IL TRACOLLO

Altro, a Siena, non tiene. Anzi, frana tutta una storia per il malgoverno, l’incultura e l’arrogante ideologia che da settant’anni soffocano questa antica città.

La malinconia e lo stordimento di Siena, in questo agosto 2016, contrastano col suo cielo blu cobalto e con l’allegro sventolare delle bandiere.

E’ lo smarrimento di una città che era economicamente ricchissima fino a ieri e che di colpo si trova terremotata. Scoprendo di essere l’epicentro di un possibile sisma che potrebbe dissestare tutto il sistema bancario italiano e quindi europeo con conseguenze catastrofiche.

Siena, per tutta l’Europa, fu un faro di civiltà, arte e ricchezza finanziaria già nel Duecento. Era – fino a ieri – una città che aveva la banca più antica del mondo e la più solida del Paese (finché Mps è stato governato da Dc e Psi cioè fino agli anni Novanta). La banca rovesciava ricchezza sulla città.

Poi è arrivata la casta del “progresso” e in dieci anni sappiamo com’è finito quello che era stato costruito in 500 anni.

Lo stesso Renzi ha dichiarato: “Le responsabilità di una parte politica della sinistra, romana e senese, sono enormi”.

Ora la banca verrà salvata (ad alto costo), ma il suo rapporto con Siena no. Mps non significa solo patrimonio finanziario, ma anche culturale e spirituale: come sapeva Ezra Pound che proprio al Monte dedicò i suoi Cantos, perché questa antica banca era nata dalla predicazione francescana contro l’usura ed era cresciuta per la sapienza cristiana dei governanti antichi della città.

SATOR

Dicevo del cosiddetto “quadrato magico” (definizione impropria) che sta nascosto sul lato della cattedrale di fronte al Palazzo arcivescovile.

Perché c’entra con la storia e con la cronaca, anche bancaria, della città?

Il pittore belga Jean Claude Coenegracht – che ha dipinto il palio d’agosto – ha raffigurato il Quadrato, fra tanti piccoli simboli, ma quando gliene hanno chiesto il motivo ha dato una risposta che fa cascare le braccia: “Solo perché il Drappellone starà per giorni al Duomo…”.

Evidentemente ha distrattamente rappresentato quel crittogramma, ma senza conoscerne il significato e senza volerlo scoprire. Del resto anche a Siena sono pochissimi a sapere dell’esistenza del “Quadrato” sul Duomo. Sintomo di quel vuoto culturale che non sa più leggere i simboli di tutta l’antica tradizione.

Il significato del Quadrato invece merita di essere scoperto.

Intanto diciamo che è composto di cinque parole latine di cinque lettere ciascuna: “SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS”.

Se provate a trascriverle una sopra all’altra scoprirete che formano un palindromo perfetto: si legge la stessa frase da sinistra a destra e da destra a sinistra, dall’alto verso il basso e viceversa.

Non si sa quale raffinata mente lo abbia inventato. E’ stato per molto tempo un rompicapo per gli studiosi.

Infatti veniva trovato su edifici o codici antichi (specie biblici) nei posti più diversi: in Etiopia, in Egitto, in Cappadocia, su alcuni amuleti copti, su manoscritti greci e latini. E soprattutto su chiese (a San Lorenzo a Rochemaure, a Tremori, a Capestrano, a Magliano, a Verona).

I ritrovamenti più clamorosi a Watermoor, in Inghilterra, nella contea di Gloucester, su un edificio della prima metà del III secolo d.C. e a Doura Europos, sull’Eufrate, sul muro dell’archivio della XX coorte romana, denominata Palmyrenorum, stanziata là fra il 196 circa e il 256 d.C.

Infine a Pompei, la città sommersa dalla lava del Vesuvio nella devastante eruzione del 79 d.C., il Quadrato fu trovato sulla colonna della grande palestra vicina all’Anfiteatro e sul colonnato della casa di Publio Paquio Proculo.

Il Quadrato non è un gioco enigmistico, anche se fu un vero genio a inventare questo messaggio cifrato, pieno di significati teologici nascosti forse a causa della persecuzione neroniana contro i cristiani.

Nel corso del tempo si è perso il suo significato profondo ed è rimasto il suo uso “protettivo” tramandato dalla tradizione. Poi è slittato sempre più verso un più banale uso apotropaico e ha finito per diventare addirittura un amuleto per i superstiziosi.

IL SEGRETO SVELATO

Finché alcuni studiosi nel Novecento sono giunti a scoprire il mistero cristiano che si cela in questo crittogramma. Infatti la frase del Quadrato, anagrammata, dà due volte PATER NOSTER che, a causa della presenza di una sola N, posta al centro, si può trascrivere solo in forma di croce.

Ai quattro angoli della “crux dissimulata” vanno una A e una O, evidente citazione dell’Apocalisse dove Cristo si definisce “l’alfa e l’omega” cioè “il Principio e la Fine, Colui che è, che era e che viene”.

Vi sono mille implicazioni storiche e rimandi biblici (a Ezechiele e all’Apocalisse) che ho esplicitato nel mio saggio “La Guerra contro Gesù” e che fanno del Quadrato una vera summa di teologia.

La stessa figura geometrica del quadrato ha una simbologia antica e profonda: evoca la perfezione dei quattro lati associata al Tetragramma ebraico, le quattro lettere del Santo Nome di Dio.

Svelato l’enigma diventa chiaro anche il significato letterale della frase, che è duplice. “Sator” infatti sta per “Seminatore” e anche per “Salvatore”. Il significato di “Arepo” rimanda al carro trainato dal cavallo o all’aratro (che per i padri della Chiesa era simbolo della croce di Cristo). “Rotas” significa il sole e il ciclo del tempo.

Così la frase rimanda al Creatore che governa saldamente (Tenet) la creazione nel tempo. Ma c’è pure una seconda possibile traduzione che rimanda al Salvatore, che è anche il Seminatore evangelico, il quale governa e domina (Tenet) con l’aratro-croce il cosmo e la storia, facendo crescere l’opera di Dio, le opere della Grazia, il suo Regno.

Nel “Carmen de providentia Dei” lo Pseudo Prospero d’Aquitania (ca. 415 d.C.), scrive: “Cum sator ille operum teneat momenta suorum”, cioè “con il Salvatore egli sostenga, aiuti, doni la forza delle sue opere”. Si potrebbe tradurre: “Con Cristo Salvatore, Dio faccia crescere il suo Regno, faccia venire il suo regno. Venga il tuo regno” (eccoci tornati al Pater noster). La vera regalità, il vero potere appartiene a Dio.

Ecco perché i senesi antichi vollero il Quadrato sui pilastri della Cattedrale. Sapevano che solo la Croce dà solidità e verità alle opere umane destinate tutte all’inevitabile fallimento.

Come dice una canzone di Gianna Nannini: “quei muri appesi ai crocifissi”… Questa è Siena, da qui viene la sua bellezza e la sua antica ricchezza, le sue grandi opere di carità, la sua arte e pure la sua banca.

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Antonio Socci

Da “Libero”, 17 agosto 2016

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