Vangelo di Gesù - Anno A

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Giu 26, 2017 9:36 am

Gesù dice ai suoi discepoli di non giudicare nessuno per non essere giudicati ancora più severamente da Dio, e un altro difetto che Gesù non tollera è l'ipocrisia, perchè sappiamo tutti vedere i difetti degli altri che sono come pagliuzze, ma non vediamo i nostri che certe volte sono anche più grandi come travi. Quindi bisogna saper riconoscere prima i nostri difetti per poi correggere gli altri sui loro, altrimenti saremo considerati degli ipocriti agli occhi di Dio.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Lun Giu 26, 2017 4:25 pm

l Vangelo di oggi non è solo un monito a guardare il prossimo—e noi stessi—con la stessa misericordia di Dio.
Gesù ci dice:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.>>
L'uomo è portato a dare giudizi, ad imporre il proprio modo di essere, ma non è questo che ci dice Gesù, l'ipocrisia è la nostra condanna..siamo sempre pronti a giudicare, senza aver preso in considerazione noi stessi e i nostri peccati...tutto può cambiare se facessimo nostre le parole di Papa Francesco:Una volta ho sentito un detto bello: “Non c'è santo senza passato, e non c'è peccatore senza futuro!”. La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore, bisognosi del suo perdono. (Papa Francesco). 



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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Mar Giu 27, 2017 9:23 am

Martedi della XIII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 7, 6. 12-14) 


Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro

+ Dal Vangelo secondo Matteo 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!». 

Parola del Signore


OMELIA 


Confucio ha detto: "Non fate agli altri ciò che non volete che gli altri facciano a voi". Cristo ha detto: "Fate agli altri ciò che vorreste che gli altri facessero a voi". La nostra fede non deve essere sulle difensive. Noi abbiamo troppa tendenza a focalizzare i nostri esami di coscienza sui divieti. Non ho fatto nè questo nè quello, dunque non ho nulla da rimproverarmi. Quando mi capita di rimproverare amichevolmente a uno dei miei parrocchiani le sue rare apparizioni in chiesa, egli mi risponde, convintissimo: "Forse non vengo in chiesa, ma ciò non mi impedisce di essere un credente migliore di molti altri. Non uccido, non rubo, non tradisco nessuno, non faccio del male a nessuno...". Molto edificante, non è vero? Mi resta tuttavia il compito di portarlo a capire che la fede in Gesù Cristo non consiste unicamente nell'evitare il male, ma nel fare il bene. Che ciò gli stia bene o meno, un cristiano sarà giudicato in base all'amore, cioè la messa in atto della sua fede. I comandamenti di Dio dovrebbero servire come carta di tutte le religioni, di tutte le ideologie, di tutte le politiche, poichèrispondono a ciò che ognuno desidera nel più profondo di se stesso: vita, amore, rispetto, libertà, felicità... Non dovremmo prendere che una sola risoluzione nella nostra vita e applicarci a viverla nei confronti di tutto e contro tutto: "Metterci al posto di ciascuno dei nostri fratelli e agire come ameremmo che essi agissero nei nostri confronti". Il mondo andrebbe a meraviglia.



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù era stato già scacciato via da Nazaret: i suoi compaesani l'avevano preso e cercato di buttarlo giù dal precipizio (cfr Lc 4). Da allora Gesù è stato senza casa e senza tetto. A chi gli chiedeva: «Maestro, dove abiti?», diceva: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». Per un bel po’ di tempo Gesù ha girovagato, parlando del Regno, lui, Dio-uomo! Anche i barboni lo possono capire! Tutti quelli che vivevano dentro le mura della città avevano una identità: anche se si comportavano male, se litigavano, però erano un “noi”. Quando invece uno veniva gettato fuori dalle mura, non era più nulla: fuori le mura c'erano i condannati a morte, i lebbrosi, i pastori e i contadini, detti "cani della terra”. Gesù ha scelto di nascere e di morire fuori dalle mura, per essere accanto a quelli che si sentivano maledetti da tutti, eliminati, buttati via. Gesù ha voluto scendere con coloro che erano fuori dalle mura per portarli tutti dentro, per dire a quelli che sono dentro le mura che non saranno mai popolo di Dio se non riporteranno dentro tutti coloro che sono fuori. Se non li porteranno nel cuore, nella vita, nella concretezza dei fatti, non potranno mai essere popolo di Dio!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Giu 27, 2017 10:59 am

Gesù invita tutti a non dare cose preziose come le Parole dei Profeti o la Sua a persone che non se lo meritano perchè esse sono come perle preziose che vengono date gratuitamente a coloro che credono veramente in Dio.
Poi Gesù dice che la porta della perdizione è larga e sono molti quelli che vi entrano, mentre il Regno dei Cieli è come una porta stretta che va trovata e sono pochi quelli che la trovano, ma quando la riconoscono hanno la vita eterna.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mar Giu 27, 2017 11:16 am

Due detti di Gesù inquadrano la <regola d'oro>; siamo chiamati a fare agli altri ciò che vogliamo che gli altri facciano a noi. Una visione positiva, non riduttiva (non fare), che ci spinge ad osare, a immaginare, a immedesimarci nei panni altrui. Sapendo, però, che non tutti possono cogliere con la dovuta attenzione il messaggio del vangelo: a volte è meglio tacere che dare la perla del Regno in pasto a chi non vuole accoglierlo e capirlo. Chiamati a rendere testimonianza, non sempre è opportuno farlo se il contesto in cui siamo disprezza le cose che stiamo per dire.
La vita di un cristiano è chiamata, ogni giorno a prendere decisioni, davanti all'insegnamento di Gesù, ed è lì che la porta larga ci tenta perchè le fatiche quotidiane sono tante ed è umano cercare una scorciatoia...ma le scorciatoie ci conducano davanti
all'abisso, dove senza di Lui precipiteremo in un spirale senza ritorno.....il discorso della montagna che ci ha accompagnato in questo tratto di vita è un invito a fidarsi della parola del Signore che mai ci abbandonerà.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Mer Giu 28, 2017 9:34 am

Mercoledi della XIII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 7,15-20) 


Dai loro frutti li riconoscerete



+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».


Parola del Signore


OMELIA 



Si contano tremila sette negli Stati Uniti e duemilacinquencento in Europa. Ognuna di queste sette si attribuisce il monopolio della verità, e, di conseguenza, si adopera a convincervi che, fuori della loro dottrina, marcireste nell'errore. Da qualche tempo gli evangelisti televisivi degli Stati Uniti lamentano un calo di ascolto, dovuto ad alcune delle loro prediche, o al loro agire scandaloso. Tutti si ricordano di James Jones, in Guyana, che impose il suicidio a novecento dei suoi adepti. Il lavaggio del cervello (attentato supremo alla libertà) non fallisce mai i suoi obiettivi. I capi delle sette si impongono come investiti da Dio di una missione particolare e salvifica. Essi si considerano eletti, puri, e perciò dicono di essere incompresi e perseguitati. Essi posseggono la capacità di suscitare turbamento, paura e insicurezza nei loro adepti, di farli regredire in qualche modo, rendendoli incapaci di "essere" al di fuori del giro della setta. Alcuni capi giungono fino al punto di minacciare di morte coloro che osassero rinnegare "la loro fede". Il pericolo viene dal fatto che questi illuminati (o questi profittatori) recitano la persuasione come dei virtuosi, alternando dolcezza e fermezza con un'arte consumata. Essi "seducono" i loro "fans", che finiscono con l'inghiottire tutto con delizia. Ogni volta che la convinzione o la pratica religiosa indietreggiano, le sette prendono piede. L'intolleranza dei loro fondatori verso quelli che non pensano come loro giunge spesso fino all'aggressività. Purtroppo, non sembra che la carità abiti i loro cuori. E, senza carità, non si può essere che falsi profeti. Fu chiesto un giorno al pastore di una setta come andasse la sua chiesa: "Non molto bene - disse -, ma grazie a Dio le altre non se la cavano meglio". Grazie, Signore, della serenità che mi dà la tua Chiesa.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Il Signore veglia, il Signore è Dio anche quando apparentemente dorme. Tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio (Rm 8,28); perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati (Mt 10,30); neanche un passero cade a terra senza che il Padre lo sappia (Mt 10,29). Dio non gioca a dadi: ogni cosa, ogni avvenimento, ogni situazione è nelle sue mani. Tutto ciò che è apparentemente incomprensibile ha una chiarissima finalità d'amore. S. Teresa d’Avi1a era stata molto tentata, poi chiese a Gesù: «Dov’eri tu, o Signore?» E lui le rispose: «Io ero vicino a te: ti guardavo e ti amavo». Nulla ti turbi, nulla ti spaventi: Dio è vicino a te e tu sei una nuova creatura!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Giu 28, 2017 10:04 am

Gesù invita i suoi a stare alla larga dai falsi profeti che come ipocriti verranno a loro sotto apparenza buona ma in realtà sono cattivi, e li riconosceranno dalle loro opere come frutti cattivi su alberi cattivi perchè da un albero buono, cioè da una persona buona non può mai crescere niente di cattivo in caso contrario viene gettato nel fuoco e bruciato perchè non dia cattivi esempi a chi è veramente buono.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mer Giu 28, 2017 2:07 pm

Gesù non si stanca mai di aiutarci, sa bene che quando Lui salirà al cielo, molte insidie si presenteranno, e l'uomo sarà portato lontano dalla verità, allora......
Gesù aveva previsto questo pericolo e, non solo ci mette in guardia dai cattivi profeti che egli definisce “lupi”, ma ci dà anche un efficace segno di riconoscimento: «Dai loro frutti li riconoscerete». Essi non sono di Cristo perché portano divisioni e morte nelle comunità anziché concordia e vita. La parola di Gesù è senza tempo,  ma la verità è una sola:Gesù ci dice che il bene o, viceversa, il male si può riconoscere dai frutti, cioè da ciò che provoca attorno a sé.....Ci chiede solo di seguirlo e i frutti che daremo saranno buoni, perché saranno i suoi.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Gio Giu 29, 2017 8:45 am

Giovedi della XIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 16, 13-19) 


Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.


+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».


Parola del Signore


OMELIA 


Per capire l'azione e insieme la bellezza della narrazione del Vangelo, bisogna considerare il suo sfondo geografico. Cesarea di Filippo si estendeva ai piedi del monte Ermon. Una delle grotte era dedicata al dio Pan e alle ninfe. Sulla sommità di una rupe, Erode aveva fatto costruire un tempio in onore di Cesare Augusto, mentre Filippo, suo figlio, aveva ingrandito questa località dandole il nome di Cesarea. Venerare un idolo e un uomo dagli Ebrei era considerato un'opera satanica, e perciò la grotta era considerata l'ingresso del regno di Satana: l'inferno. Ci si aspettava che, un giorno o l'altro, gli abissi infernali scuotessero questa rupe e inghiottissero il tempio sacrilego. In questo luogo spaventoso, si svolse un dialogo fra Gesù, il Figlio del Dio vivente, e Simone, il figlio di Giona. Gesù parla di un'altra pietra sulla quale edificherà un altro tempio, la Chiesa di Dio. Nessuna potenza infernale potrà mai prevalere su di essa. Simone, in quanto responsabile e guardiano, ne riceve le chiavi, e così il potere di legare e di sciogliere, cioè l'autorità dell'insegnamento e il governo della Chiesa. Grazie a ciò, Simone ne è diventato la pietra visibile, che assicura alla Chiesa ordine, unità e forza. La Chiesa non potrà essere vinta nè da Satana nè dalla morte, poichè Cristo vive ed opera in essa. Ogni papa è il Pietro della propria epoca.



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù, nel vangelo, loda Pietro per la meravigliosa professione di fede, ma contemporaneamente gli fa notare che essa è il frutto di un’illuminazione dall’alto. Quando l’apostolo dimentica questo, incorre in errori non indifferenti. Cristo aggiunge che pregherà per Pietro affinché, dopo il suo peccato, si ravveda, diventi più umile e continui a riconfermare i fratelli nella fede.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Gio Giu 29, 2017 4:14 pm


L'ora di Gesù si stava avvicinando, presto sarebbe salito a Gerusalemme....solo con i suoi Apostoli, pone loro una domanda:
«La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù riconosce in questa risposta l'azione dello Spirito Santo...
E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Gesù dà a Pietro e a tutti i suoi successori il potere spirituale di continuare la sua opera nel mondo per mezzo del perdono dei peccati e della confermazione di ogni credente sulle vie del Vangelo. Questo compito di Pietro non è mai finito, ma continua ancora oggi per la salvezza di tutti noi.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Ven Giu 30, 2017 8:41 am

Venerdi della XIII settimana del Tempo Ordinario

[list="margin-right: 0px; margin-left: 0px; padding-right: 0px; padding-left: 0px; border: 0px; font-stretch: inherit; line-height: 20.48px; vertical-align: baseline; list-style: none; background-color: rgb(255, 255, 255);"]
[*]VANGELO (Mt 8, 1-4) 
[/list]

[list="margin-right: 0px; margin-left: 0px; padding-right: 0px; padding-left: 0px; border: 0px; font-stretch: inherit; line-height: 20.48px; vertical-align: baseline; list-style: none; background-color: rgb(255, 255, 255);"]
[*]
Se vuoi, tu puoi purificarmi
[*]
+ Dal Vangelo secondo Matteo 
Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.

[/list]
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro»
.
Parola del Signore

OMELIA 


La nostra lebbra è interiore! Si chiama orgoglio, erotismo, cupidigia! Se è così, rechiamoci da Gesù e, come i lebbrosi, inginocchiamoci davanti a lui nel Santo Sacramento e diciamogli: "Signore, se vuoi, tu puoi guarirmi". Se la nostra fede è intensa, se la nostra speranza è solida, se il nostro amore è profondo, Gesù stenderà la mano sulla nostra anima e dirà al nostro orecchio interiore: "Lo voglio, sii sanato". Noi saremo subito purificati dalla nostra lebbra interiore. Poi Gesù dirà: "Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va' a mostrarti al sacerdote. E confessati, affinchè ciò serva come testimonianza della tua riconciliazione per tutta la Chiesa!".

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Ven Giu 30, 2017 8:45 am

Venerdi della XIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 8, 1-4) 


Se vuoi, tu puoi purificarmi


+ Dal Vangelo secondo Matteo 
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

Parola del Signore



OMELIA 


La nostra lebbra è interiore! Si chiama orgoglio, erotismo, cupidigia! Se è così, rechiamoci da Gesù e, come i lebbrosi, inginocchiamoci davanti a lui nel Santo Sacramento e diciamogli: "Signore, se vuoi, tu puoi guarirmi". Se la nostra fede è intensa, se la nostra speranza è solida, se il nostro amore è profondo, Gesù stenderà la mano sulla nostra anima e dirà al nostro orecchio interiore: "Lo voglio, sii sanato". Noi saremo subito purificati dalla nostra lebbra interiore. Poi Gesù dirà: "Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va' a mostrarti al sacerdote. E confessati, affinchè ciò serva come testimonianza della tua riconciliazione per tutta la Chiesa!".



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



A che serve guarire il corpo se la persona rimane nei suoi peccati? Non solo non serve, ma aggrava la situazione perché con il corpo ristabilito in salute peccherà ancora di più se prima della guarigione del corpo non avrà guarito l'anima dal peccato. Nelle membra della Chiesa circola la vita di Dio. Il peccato blocca il circuito della vita divina. Questa vita intralciata (peccato veniale) o bloccata (peccato mortale) può essere rimessa in circolo con il sacramento della riconciliazione. La condizione per riavere la vita di Dio, frenata o bloccata nell'uomo, è chiedere perdono al sacerdote che ha il potere di rimettere o non rimettere il peccato. Tutte le volte che ognuno di noi riceve il perdono del peccato, migliora il circolo di questa vita in tutta la Chiesa. Riconciliandoti spesso con il Signore; il tuo cuore comincerà ad avere pace e ad essere nella gioia.

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Sabato della XIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Lug 01, 2017 8:52 am

Sabato della XIII settimana del Tempo Ordinario


 VANGELO (Mt 8,5-17)



Va', avvenga per te come hai creduto


+ Dal Vangelo secondo Matteo 

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va', avvenga per te come hai creduto». In quell'istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: "Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie".

Parola del Signore


OMELIA 


«Grida dal tuo cuore al Signore, grida nella notte, alza verso di lui le mani». La nostra preghiera talvolta assume toni struggenti, come il pianto del profeta per la rovina di Gerusalemme riportata nella prima lettura. È il pianto per la propria casa, la supplica di chi si vede minacciato nelle proprie radici. Altre volte la preghiera non è per noi, assomiglia a quella del centurione che presenta al Signore il servo malato, ed è una preghiera di intercessione. In ogni caso il Signore sa ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo, ma dobbiamo chiederglielo, perché non può darci ciò che non vogliamo. Solo dopo potra rispondere: «Va’, e avvenga per te come hai creduto». In questo cammino dobbiamo tener presente che i tempi di Dio non sono i nostri e che «Dio esaudisce sempre, ma non le nostre domande, bensì le sue promesse» (Bonhoeffer).


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù, nel suo amore divino, vede il peccatore come spazio del suo amore inventivo. Non perdete mai la vostra creatività, siate vulcani di iniziative! Diventa inventivo nel cuore del delinquente e così lo porti ad essere giusto! I farisei inventano la pena per il reato commesso, ed è schiavitù. Gesù invece dice: «Colui che pecca non cessa di essere persona». Gesù persegue nella nuova giustizia, che è giustizia completa, che rende giusti, anche se sa che ciò lo porterà in croce, e continua imperterrito. È nel mistero della croce che si vive appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre! Per conquistare l'amore della sua creatura, Dio ha pagato un prezzo altissimo: la morte del suo unico Figlio. Così mentre per il peccato di Adamo la morte era segno di un'enorme solitudine, in Cristo la morte diventa segno della comunione universale, tanto che dice: «Quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32). A quanta gente avete fatto volgere lo sguardo verso il Crocifisso?

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Sab Lug 01, 2017 3:18 pm

In questo brano, Matteo, mette in evidenza due miracoli di guarigione che Gesù opera: il centurione romano, cioè un pagano e la suocera di Pietro, una donna. Si tratta di due categorie di persone che la Legge considerava impure; i pagani e le donne erano eslusi dal culto del Tempio.
Gesù, servo di Dio, è venuto a liberare l'uomo dal male, mettendo in risalto la potenza del Signore, emerge anche l'atteggiamento del discepolo; quello del centurione pagano è un atto di fede, quello della suocere di Pietro di servizio.
Senza la fede la guarigione del servo non sarebbe stata possibile, ma anche per noi può avvenire quello che Gesù ha esaudito per il centurione: chiediamo a Gesù di sanare i fratelli anche se essi non credono.
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Donenica della XIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Lug 02, 2017 2:46 pm

Domenica della XIII settimana del Tempo Ordinario  



  VANGELO (Mt 10, 37-42)

[list="margin-right: 0px; margin-left: 0px; padding-right: 0px; padding-left: 0px; border: 0px; font-stretch: inherit; line-height: 20.48px; vertical-align: baseline; list-style: none; color: rgb(0, 0, 0); background-color: rgb(255, 255, 255);"]
[*]Va', avvenga per te come hai creduto


[*]+ Dal Vangelo secondo Matteo 
[*]In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".


[/list]
Parola del Signore


OMELIA



Quali sono le condizioni necessarie per seguire Gesù? Il vangelo può sembrare categorico e lasciare un po’ perplessi, quando parla, ad esempio, del distacco dal familiari. Di certo Gesù non vuole insegnarci il disprezzo per i parenti! Semplicemente ci invita a non anteporre nulla al suo amore. Ci sprona a liberare il nostro cuore dall’egoismo per lasciare spazio all’accoglienza. Accogliere lo splendido messaggio del vangelo e diventare veri e instancabili testimoni. Essere discepoli di Gesù non è certo cosa facile o naturale. Si è cristiani per scelta e non solo per nascita. Siamo pertanto chiamati a conoscere in profondità la nostra fede, a testimoniarla con entusiasmo e sicurezza anche a coloro che non si riconoscono in essa. E la ricompensa? Sia chi dà, sia chi riceve potrà sperimentare la gioia di una vita presente e futura illuminata dall’amore.




MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Siamo tanto prigionieri degli schemi di questo mondo e delle sicurezze che ci dà questo mondo! Dobbiamo inventare, nel senso di trovare, il vestito che corrisponde, dobbiamo dare a vino nuovo otri nuovi, altrimenti scoppiano e il vino nuovo si perde. La Chiesa è essenzialmente una comunione, e perché è comunione da origine a tutta una novità di strutture, dà origine alla società del gratuito, diventa scandalo per questo mondo, provocazione intensissima e forza enorme. Si esce dal devozionismo, dal propositismo, dal virtuosismo e si entra finalmente nella realtà. Il cristiano non è buono perché ha tante belle virtù, quella è la visione un po’ ellenistica della perfezione dell'uomo, il cristiano è buono perché è in un'altra realtà e quella realtà la coniuga a tutte le dimensioni. L'uomo cristiano santo che fa le grandi scalate del cielo da solo è un santo tanto malinconico: nessuno gli va dietro! Invece la Chiesa è una comunità di santi, cioè di rinnovati in Cristo che cambiano il cuore della storia e fanno di Cristo il cuore del mondo! 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Lun Lug 03, 2017 8:49 am

Lunedi della XIII settimana del Tempo Ordinario

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Lun Lug 03, 2017 11:38 am


VANGELO (Gv 20,24-29)
Mio Signore e mio Dio!
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Parola del Signore.




OMELIA
Vorrei raccontarvi una storia. Parla di un ragazzo. Aveva una decina di anni e non sapeva ancora cosa volesse dire essere malato. Sulla strada aveva improvvisamente notato qualcosa che non andava. Sentiva un dolore acuto, aveva freddo e non sapeva cosa fare. Al dolore si aggiungeva il fatto che nessuno si occupava di lui, che nessuno lo notava. Le persone passavano senza prestargli attenzione. Finì col rientrare a casa. Tremava, e sperava che qualcuno lo sentisse. In quel momento arrivò sua madre e se ne accorse. Gli disse: "Non stai bene. Sei malato". E nello stesso istante, il peggio passò. Il ragazzo pensò: "Qualcuno sa e vede come sto". Certamente è avvenuta la stessa cosa per i discepoli quando improvvisamente è apparso Gesù in mezzo a loro e hanno detto: "Vedete, sono io". Nell'istante stesso in cui si è mostrato a loro, la loro paura si è trasformata. Capisco che Tommaso si sia mostrato tanto riluttante quando gli hanno detto: "Abbiamo visto il Signore". Probabilmente non era così poco credente come sembra a prima vista. Forse aveva vagato per la strada senza sapere cosa fare, con una grande tristezza in fondo al cuore a causa degli avvenimenti recenti. Ed ecco che gli altri gli dicono: "Abbiamo visto il Signore e mangiato con lui". Sentiamo che Tommaso vorrebbe vedere di persona cose ancora più grandi. Gesù avvicina Tommaso con molta tenerezza. Tommaso può mettere la mano sulle sue ferite. Potrebbe capitare anche a noi, che abbiamo tutti un Tommaso in noi. Perché non siamo forse Tommaso quando diciamo: "Se non vediamo, non crediamo"? Gesù dice a Tommaso: "Vieni, puoi toccarmi". E poiché Gesù è così vicino a Tommaso e gli manifesta una tale tenerezza, egli non può che gridare, sconvolto: "Mio Signore e mio Dio!". Se capitasse a qualcuno tra noi di sentire il tenero amore e la presenza di Gesù, allora anche noi potremmo incontrarlo.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Lun Lug 03, 2017 2:11 pm

Signore Gesù,
siamo qui raccolti davanti a te.
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo,
da noi crocifisso e dal Padre Risuscitato.
Tu, Dio vivente, realmente presente in mezzo a noi.
Tu, la via, la verità e la vita:
Tu, che solo hai parole di vita eterna.
Tu, l'unico fondamento della nostra salvezza,
e l'unico nome da invocare per avere speranza.
Tu l'immagine del Padre e il donatore dello Spirito;
Tu, l'Amore: l'Amore non amato.
Signore Gesù, noi crediamo in Te,
ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore,
e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.
Signore Gesù rendici vigilanti nell'attesa della tua venuta.
(Giovanni Paolo II)
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Martedi della XIII settimana dek Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Lug 04, 2017 8:14 am

Martedi della XIII settimana dek Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 8,23-27) 



Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. 


+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore. 


OMELIA



È sorprendente leggere nel vangelo di oggi che Gesù dorme mentre si sta scatenando una violenta tempesta che scaglia onde minacciose sulla barca dei suoi discepoli. È ancora più sorprendente costatare nella storia e nella vita che lo stesso Signore appaia talvolta disinteressato e assente mentre vicende minacciose si abbattono sul mondo, sulla sua chiesa e sulle singole persone. Quel sonno e quel distacco ha scandalizzato e scandalizza molti, ha generato e genera spesso crisi di fede, ha indotto molti a parlare del silenzio di Dio, dell'assenza di Dio dal nostro mondo. Qualcuno è giunto a parlare della «morte di Dio» e, sulla stessa scia ha fortemente dubitato del suo amore per noi. Forse ci siamo dimenticati della causa della primordiale paura già percepita in modo intenso dai nostri progenitori, quando si sono ritrovati fuori del paradiso terrestre: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». È stato prima l'uomo a nascondersi a Dio, egli si è accecato nella presunzione di diventare come lui. il rapporto uomo - Dio era basato sull'amore, dopo il peccato lo vediamo contrassegnato dalla paura e dalla nudità; il recupero avviene ora mediante la fede, che ci consente di vedere solo attraverso un velo. Quando manca la fede le burrasche assumono dimensioni distruttive. È quasi sempre l'uomo a scatenarle, ma non è capace di riconoscere le proprie responsabilità, apportare i necessari rimedi, anzi le attribuisce a Dio e osa incolparlo; emana condanne contro quel Dio che egli volutamente ignora. Non è quindi il silenzio o il disinteresse o ancor meno l'assenza o la morte di Dio la causa delle nostre disfatte, ma l'oscuramento dell'anima, il buio della fede che genera tempeste, violenze, sopraffazioni ed è ancora la stessa mancanza a scatenare la paura in coloro che le subiscono. È di qualche giorno fa l'ammonimento del Signore che ci ricordava di non aver paura di coloro che possono uccidere il corpo, ma piuttosto di coloro che possono distruggerci dentro creando l'inferno nella nostra vita. Ai nostri giorni malessere profondo e decantato progresso convivono assurdamente insieme e sono pochi coloro che con intelligenza e sapienza ne sanno scrutare difetti e valori. Il salmista così ci ammonisce: «Non vantatevi». E agli empi: «Non alzate la testa!». Non alzate la testa contro il cielo, non dite insulti a Dio». Lo stesso Signore, dopo la sua passione e risurrezione così ci rassicura: «Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!». (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Tutti i miracoli di Gesù hanno lo scopo di accendere e sviluppare la fede, la relazione con Dio. Tra noi e Gesù c'è una relazione personale: lui ci ama e mi ama. Quando uno arriva a capire questo, non teme più niente. Il Signore non è che ti chiama a fare un'opera sociale; ti chiede di rispondere al suo amore. Quando tu preghi non vai a dire delle parole, ma ti metti in comunione con uno che è vivo e che per mezzo dello Spirito è in te. Quando tu ti incontri con Gesù sotto il segno del pane e del vino, tu ti incontri con uno che ti sta maturando, che ha messo il suo Spirito in te, che ti sta conducendo avanti nella sua vita: «Chi mangia di me, vive per me» (Gv 6,57). Non ha importanza il modo in cui lui è presente, sono questioni che interessano fino a un certo punto. Io so che Gesù è lì e sotto il segno del pane e del vino; io lo incontro e mi nutre. Io so che lui è lì, sotto il segno sacramentale del perdono e che mi riaggancia a sé. Io so che con Gesù parlo, con lui vivo. Allora da una vita impostata quasi per forza, si passa a un rapporto personale di vita con lui. Tutti i nostri mali vengono dal non arrenderci all'amore che Dio ha per noi.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mar Lug 04, 2017 3:49 pm

La tempesta sedata è uno dei tre miracoli che sottolineano l'autorità di Gesù. Seguire Gesù non è sempre facile; occorre una fede forte: gli apostoli, non hanno raggiunto ancora una fede forte che li renderà veri testimoni di Cristo; (piccoli nella fede) (Mt. 8, 25). Sarà l'ipisodio della tempesta sul mare che farà si che il loro grido non sarà più di spavento, ma una vera invocazione :<Salvaci Signore!>..... Gesù è colui che che può liberare l'uomo dalla potenza del male (il mare in tempesta), del demonio e del peccato.
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Mercoledi della XII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Lug 05, 2017 8:43 am

Mercoledi della XII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 8,28-34)

Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo? 
+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

Parola del Signore. 


OMELIA 

Alla luce della scrittura sacra nessuno può dubitare della presenza di satana nella storia dell'umanità. Fa la sua funesta apparizione sin dal principio: appare come il menzognero, il nemico di Dio e dell'uomo, capace di insinuarsi in modo subdolo nelle nostre scelte per indurci al male. Ha vari nomi: il serpente, il maligno, satana, diavolo, lucifero, tentatore: è ribelle a Dio avendo rifiutato il progetto della incarnazione di Cristo e il progetto di salvezza che egli come Padre ha pensato per noi nella sua infinita misericordia. Ha osato tentare lo stesso Cristo dopo il digiuno di quaranta giorni nel deserto e nel momento della sua agonia sulla croce. Ha creato il suo regno in aperta contrapposizione a quello di Dio. Nel suo domina l'odio, il disordine, il tormento e la morte. Si scaglia contro di noi nel tentativo di vanificare l'opera redentiva di Cristo e attirarci a se, nel suo inferno. Talvolta, con particolare violenza, s'insinua nello spirito dell'uomo sostituendosi alla sua volontà, infliggendogli ogni sorta di tormento e inducendolo al male verso se stesso e verso gli altri. È capace di pervadere vasti strati della nostra società, semina ovunque zizzania, anche nel campo della chiesa, dove lo stesso Signore sparge a piene mani il seme buono della sua parola e della sua grazia. Oggi ascoltiamo il grido satanico contro Cristo: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?». Non c'è più comunione tra Dio e satana e la Verità di Cristo, il suo essere vero Dio e vero uomo, il suo essere salvatore del mondo e liberatore dal male, la sua stessa presenza gli è motivo di tormento e causa di rovina. Pur essendo nella menzogna non possono fare ameno di riconoscere Cristo vero Dio, ammettere la sua missione liberatrice per l'uomo e sentire che egli ha la forza di scacciarli dagli indemoniati: «Se ci scacci, mandaci in quella mandria». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti". Dobbiamo comprendere lo stile evangelico e il reale significato che Matteo vuol dare alla narrazione: andare nei porci significa che lì il male ha la sua dimora, dove c'è l'immondezza e precipitare nel burrone ci induce a pensare agli inferi, al luogo della morte e dei dannati. Ciò che però più interessa è convincerci che Cristo è il nostro liberatore, che egli è più forte del male e che tutta la sua missione è un annuncio ed una realizzazione storica e perenne di salvezza. Va anche riscoperta la verità sul demonio alla luce della rivelazione, purificando ogni tendenza a misconoscerne la presenza nel nostro mondo o ad attribuirgli poteri che non gli appartengono. (Padri Silvestrini) 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mer Lug 05, 2017 11:24 am

Il passo del Vangelo ci offre l'occasione per riflettere sulla presenza del male nella nostra vita. Chi vuole seguire Gesù deve affrontare il maligno, ma Gesù è più forte, è il Figlio di Dio, come attestano i due indemoniati: “Che vuoi da noi, Figlio di Dio?”. 
Il Maestro è Signore anche delle tenebre, nulla lo può sconfiggere, nessuno lo può far indietreggiare. Gli sta a cuore la salvezza dei poveracci che hanno visto la loro vita ridursi ad una sopravvivenza crudele. E li salva.
Confidiamo sempre nel Signore, perchè dove arriva Gesù, le forze del male non possono resistere.
Ben diversa, invece, la reazione dei concittadini dei due sventurati che, vista la moria dei maiali, pregano gentilmente Gesù di andarsene. La fede e governo,   hanno sempre avuto qualche divergenza di vedute




6 Luglio 2017 Vangelo del giorno
Messaggio annaxel Ieri alle 2:07 pm

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VANGELO (Mt 9,1-8 )

Resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va' a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
Parola del Signore.



OMELIA

Ritornano, seppure con modalità differenti, i temi intravisti nella liturgia di ieri. Al noto brano di Genesi, in cui Abramo, obbedendo a Dio, si accinge a sacrificare Isacco suo figlio, fa eco l'altrettanto famoso passo del Vangelo di Matteo dove Gesù rimette i peccati al paralitico e lo guarisce. La liberazione, seppure con qualche forzatura, può essere il leit-motiv delle letture odierne. Abramo, e con lui tutto il popolo d'Israele, è liberato dall'oppressione di sacrificare il primogenito alla divinità, usanza comune nei popoli antichi. Ad una concezione di un Dio terribile e vendicatore si viene lentamente a sostituire quella di un Dio che fa alleanza con il suo popolo, gli dona una legge morale (il cui primo imperativo è il rispetto della vita), vi cammina insieme e lo fa progredire con la sua benedizione. Ma, non ci sono solo dei condizionamenti storici cui l'uomo è sottomesso: quando Gesù rimette i peccati al paralitico non vuole forse indicare che il male peggiore alberga nel cuore dell'uomo? Il problema vero siamo noi a noi stessi! Anzi è quanto di male abbiamo in noi e lo proiettiamo fuori di noi! Quindi cerchiamo di migliorare il nostro intimo per «guarire» l'esterno. L'unico «sacrificio» vero che va fatto è di contrastare quanto di negativo sappiamo esserci in noi per divenire costruttori di una umanità rinnovata in Cristo. (Padri Silvestrini)



Re: 6 Luglio 2017 Vangelo del giorno
Messaggio annaxel Ieri alle 2:46 pm

Per Gesù non sono necessarie tante parole, Lui guarda nel cuore degli uomini...e vede la grande fede degli amici, certi che il Signore potesse operare la guarigione del loro amico.
Questo episodio così particolare, nel quale il paralitico non chiede la guarigione, ma sono i suoi amici che lo chiedono con un gesto molto forte, portandolo da Lui!...non ha forse detto: “Chiedete e vi sarà dato....il silenzio è stata la richiesta più eloquente, la fede in Lui, la preghiera più insistente...
Questo brano pone l'accento sulla liberazione dal peccato: « Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.


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Ultima modifica di annaxel il Ven Lug 07, 2017 4:15 pm, modificato 1 volta
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Ven Lug 07, 2017 8:43 am

Venerdi della XIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 9,9-13)



 Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia
 io voglio e non sacrifici


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il 
vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore. 



OMELIA 


L'accoglienza che Cristo ha prodigato ai peccatori e ai pubblicani ha fatto scandalo. La comunità della tavola è in Oriente una forma di comunione che va al di là della semplice partecipazione al banchetto. Essa implica l'amicizia, la vicinanza, la fraternità; è un modo di offrire all'altro la possibilità di penetrare nella propria intimità. Coloro che si credevano puri e perfetti escludevano dalla loro tavola coloro che facevano parte della massa dei peccatori, secondo il canone del fariseismo. Gesù chiama un pubblicano peccatore - Matteo - e si lascia invitare, circondato da altri peccatori. Così facendo, Gesù offre la sua amicizia e la comunione con Dio a coloro che ne hanno più bisogno. In lui, è Dio stesso che si lascia invitare alla tavola dei poveri peccatori. Noi sappiamo che il comportamento di Gesù in quella occasione è stato una delle ragioni che spinsero il sinedrio a condannarlo a morte. È il mistero del paradosso cristiano: Dio, che viene per salvare gli uomini, è giudicato da coloro che si credono giusti; Dio, che offre la sua amicizia, scandalizza coloro che non conoscono la misericordia. Solo coloro che, come Matteo, sentono di essere peccatori avranno la felicità di vedere Dio seduto alla loro tavola e sfuggiranno all'orgoglio di credersi giusti.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Perché invitare tutti a convertirsi a Gesù? Perché Gesù è la vera misura dell'uomo; al di fuori di lui non c'è nessun'altra via per salvarsi. Se uno è guarito dalla malattia trovando la medicina buona dice a tutti qual è stata la medicina che l'ha guarito. Lasciamoci guarire da Cristo. Egli spezza le nostre catene: invidie, odio, gelosie, ubriachezze, falsità, riduzione del sesso a genitalità, megalomania, idolatria del denaro, ecc. Quando sei in crisi non riesci a filtrare le emozioni, ti lasci dominare da esse, ti lasci dominare dal peccato che è dentro di te, non riesci a dominare quella maledetta invidia e gelosia che corrode l'animo umano, hai paura di far brutta figura. Hai tutte malattie che occupano il cuore della gente, allora leggi la Parola del Signore! Lasciati guarire! Non giocare con i tuoi mezzi umani, dai il nome ai tuoi malesseri che non sono veri, ma sono la fame e la sete di Dio. Lasciati guarire dal Signore! Non dire che non hai tempo: trovalo sempre e nutriti del tuo Signore! Dio agisce anche nella stoltezza e nella pochezza umana, basta che trovi gente che gli dia mano libera. Liberiamoci dalla prosopopea del nostro orgoglio, delle nostre cose! Lasciamoci guarire da Cristo! Buttiamo via l'orgoglio che non serve a niente!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Ven Lug 07, 2017 4:48 pm

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati ». Con queste parole si è realizzato «ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie” ». La nostra vera malattia è il peccato, poiché è la sola cosa che ci allontana da Dio. Non dovremmo temere nulla se non di separarci dal Signore, dal suo amore, dal suo sguardo di bontà infinita.
Matteo in questo brano racconta se stesso: oggi racconta la sua chiamata, l'incontro con Gesù.
Levi-Matteo, era un esattore delle tasse, disprezzato dal suo stesso popolo perchè riscuoteva le tasse per i romani, ma Gesù lo chiama ad una vita nuova e Matteo riconosce in Gesù l'unica sua salvezza...accetta, e la misericordia di Dio per i peccatori lo renserà un uomo nuovo..l'atteggiamento di Gesù verso i peccatori provocherà una discussione sul suo attegiamento verso di essi... conoscendo i loro pensieri dirà:«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati ».
Beato colui che malato accetta la sua misericordia e sarà perdonato.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Sab Lug 08, 2017 9:27 am

Sabato della XIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 9,14-17) 



Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? 


+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano». 



Parola del Signore


OMELIA


La privazione temporanea e volontaria del cibo e delle bevande faceva parte dei sacrifici antichi e, con accezioni diverse, mirava alla purificazione dell'uomo per avere poi un approccio più facile ed intimo con i diversi riti in onore della divinità. L'ha praticato lo stesso Gesù per quaranta giorni, lontano dal consorzio umano, nel deserto, prima di intraprendere la sua missione pubblica e chiamare a se i suoi discepoli. Nella concezione cristiana tale significato ha assunto un valore più teologico e profondo: è principalmente la volontaria partecipazione al sacrificio di Cristo, è praticata come pena, come penitenza, come preparazione ai grandi eventi della salvezza, come la quaresima. I discepoli di Giovanni entrano in conflitto con quelli del Signore e gli domandano: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». L'appunto è rivolto direttamente ai discepoli, ma va a colpire lo stesso Cristo, che è il loro maestro e responsabile dei loro comportamenti. Gesù non esita a dare la spiegazione: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno». Il Signore vuole sublimare il significato e il valore del digiuno e nel contempo indicarne i momenti più opportuni. Gesù si autodefinisce «sposo» e annuncia che l'avvento del Regno che egli annuncia ed incarna con la sua presenza è motivo di gioia e di festa. Si sta quindi celebrando un banchetto nuovo e gli uomini, tutti gli uomini, i discepoli in prima persona sono gli invitati alle nozze. Non è pensabile pensare e proporre il digiuno mentre si celebrano le nozze e si è nel pieno della festa. Solo quando lo sposo non sarà più presente, perché violentemente tolto e condannato alla crudele passione, anche gli apostoli digiuneranno. Allora ecco la nuova concezione del digiuno, è determinato da un'assenza, da un lutto, da un distacco, da una forzata privazione e dall'attesa di un ritorno dello sposo. La gioia cristiana muore con Cristo e risorge con Lui. Ora fin quando non entreremo alle nozze finali nel banchetto celeste, viviamo nell'attesa della beata speranza e il digiuno diventa l'alimento necessario della fede e la testimonianza doverosa della nostra gratitudine verso colui che l'ha praticato ininterrottamente per trentatré anni, restando tra noi nell'umiliazione della carne. (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù manda i suoi discepoli come pecore in mezzo ai lupi e li invita a non mettersi in bocca ai lupi, ma a mettersi in mano a Dio, il quale li custodisce e li cura. In poche parole invita i suoi a essere saggi, determinati non dalla prudenza della carne e del sangue, ma dalla prudenza dello Spirito Santo. I discepoli di Gesù saranno calunniati e denunciati ai tribunali: Gesù garantisce loro l'assistenza dello Spirito Santo. Il dovere primario dei cristiani è predicare il vangelo per cui se saranno impediti in una città si spostino in un'altra. Le parole "prima che venga il figlio dell’uomo" non si riferiscono alla fine del mondo in generale, ma di Israele in particolare, avvenuta con la rovina di Gerusalemme e del suo tempio nel 70 dopo Cristo, epilogo della guerra dei romani contro Gerusalemme (66-70 d.C.). La nostra vita di credenti è stupenda perché i nemici di Cristo ci danno occasione di essere martiri per amore suo.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

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