Vangelo di Gesù - Anno A

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Sabato della III settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Dom Dic 18, 2016 8:35 am

Sabato della III  settimana di Avvento


VANGELO (Mt 1,1-17)


Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

+Dal Vangelo secondo Matteo
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.


Parola del Signore.


OMELIA


L'evangelista Matteo per preparaci alla prossima venuta di Cristo, inizia il suo racconto con una lunga e, apparentemente, monotona genealogia; un elenco di nomi, di cui solo di alcuni ne conosciamo le storie e, tra l'altro, non tutte edificanti. Si parla di generazioni passate, appare però evidente come tutte siano orientate e convergano come un punto fermo ed ultimo della storia. Gesù Cristo, alfa e omega, principio e fine. L'insegnamento che possiamo ricavarne è di primaria importanza: sembra talvolta che gli eventi umani abbiano un corso segnato quasi esclusivamente da noi, per cui stentiamo a vederne gli sbocchi finali. Per noi è difficile saper rispondere alla domanda «dove va la storia?» Tale difficoltà dipende da una parte dai nostri limiti, non sappiamo leggere «i segni dei tempi», dall'altra, istintivamente, se non illuminati dalla fede, ci limitiamo e accontentiamo a registrare la cronaca quotidiana dei fatti. Il Vangelo ci sollecita fortemente a legare la storia a Dio e Dio alla storia. Questo è il motivo per cui gli eventi raccolti e narrati nella bibbia diventano storia sacra, proprio perché letti alla luce di Dio. La buona gente è solita dire, a mo' di proverbio: «l'uomo propone e Dio dispone», oppure «non si muove foglia che Dio non voglia»; ciò è verissimo se sappiamo leggere la vita nostra personale e quella del mondo alla luce della salvezza e della redenzione. Noi, credenti in Cristo non possiamo neanche minimamente pensare che il mondo rimanga esclusivamente in balia degli uomini o che Dio ne perda il controllo. Solo Lui è in grado di coniugare, con l'infinita sua sapienza, la libertà degli uomini, anche di quelli che si rendono responsabili delle peggiori malvagità, è il suo progetto universale di salvezza. La venuta del Figlio suo Gesù Cristo, ormai prossima, serva a ripeterci questa indispensabile garanzia che la storia, anche quella dei nostri giorni, è nelle mani di Dio. (Padri Silvestrini)




MEDITAZIONE


Su numerose colonne e capitelli della Borgogna, Giuseppe è rappresentato così: seduto in un angolo, in contemplazione del bambino, davanti all'asino nella loro fuga verso l'Egitto; oppure visitato e istruito dall'angelo in sogno. Egli è seduto, pensoso, quasi sempre leggermente indietro, in margine, e lo scultore lo rappresenta con molta ispirazione. A che cosa pensa, quali riflessioni gli passano per la testa, e nel cuore?
Ecco la donna che egli ama ed ecco il bambino che è pronto a proteggere. Ecco le domande e i problemi che lo agitano. Ed ecco le notti insonni, gli incontri notturni, le domande che si è posto senza sosta e le risposte che ha ricevuto in sogno. Poiché: "Il Signore le dà ai suoi in sogno" - è allora che ha visto chiaro nel piano misterioso di Dio. È in sogno che si riconosce la realtà, che la si penetra dall'esterno, dalla superficie, e che si vedono le cose più profonde. E Giuseppe vede, e guarda, e sorveglia il bambino, vegliando sulla madre. Egli è pronto ad agire e a vivere come Dio gli ha indicato. Ma, nel corso dei suoi giorni, egli continuerà a riflettere sulla vita che Dio gli ha riservato. E il bambino che egli alleva come suo? Si dice che l'immagine che i bambini si fanno di Dio sia segnata da quella che hanno del loro padre. Si dice che sia difficile trasmettere e proclamare che Dio è un buon padre se l'esperienza personale del padre ha lasciato segni negativi. Che uomo doveva essere Giuseppe, come ha gestito il suo ruolo di padre, quando si pensa al modo in cui il figlio che ha allevato parla del Padre celeste!
Dr. GABRIELE MILLER


Ultima modifica di Andrea il Lun Dic 19, 2016 8:15 am, modificato 1 volta

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Domenica della IV settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Dom Dic 18, 2016 8:53 am

Domenica della IV settimana di Avvento

VANGELO (Mt 1,18-24)


Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.


Dal Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa "Dio con noi".
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.


Parola del Signore.

OMELIA


Il dubbio, di qualunque genere esso sia, qualunque sia il motivo che lo genera, chiunque sia a soffrirne, è sempre causa di angoscia e compromette la nostra interiore serenità. Non per niente il Signore Gesù proclamerà solennemente al mondo che solo la verità ci rende completamente liberi. Il dubbio di Giuseppe deve essere stato particolarmente atroce e tormentato, riguardava infatti l'innocenza, lo splendore, la purezza e l'onesta della promessa sposa, della Vergine Maria, già definita dall'Angelo "piena di grazia" e, ai suoi occhi, evidentemente, con i segni della maternità. Da che mondo è mondo una donna resta incinta per opera d'uomo e come poteva Giuseppe, anche se "uomo giusto", comprendere che ciò che lui vedeva in Maria, era invece opera dello Spirito Santo, dell'amore fecondo di Dio? Elisabetta comprenderà il mistero di Maria per un intervento dello stesso Spirito. A Giuseppe verrà in soccorso un Angelo del Signore. Per noi l'unico soccorso dinanzi ai probabili dubbi, è solo la fede e la preghiera. Queste sono le virtù che ci occorrono per entrare nei misteri di Dio ed accoglierli, non per l'evidenza della ragione, ma solo per quel dono gratuito di Dio. Far tacere la nostra logica e muoversi in quella luce soprannaturale è la via sicura del credente, è l'unico strumento per accogliere ciò che trascende la stessa ragione umana. Quanti presumono invece di giudicare Dio e le cose di Dio solo con la fioca luce della mente e incorrono inevitabilmente nei dubbi, negli errori e nelle negazioni assolutamente gratuite... È necessario dinanzi alle nostre debolezze, ricorrere alla potenza del Signore, occorre umilmente invocare lo Spirito Santo affinché nella luce divina si sciolgano tutte le nostre incertezze e tutti i nostri dubbi. Anche il Natale richiede tutta la nostra fede umile ed attenta. Un salmista afferma: "nella tua luce, Signore, vediamo la luce", senza la Luce anche i presepi si oscurano e vuotano del Cristo. (Padri Silvestrini)


Ultima modifica di Andrea il Dom Dic 18, 2016 3:53 pm, modificato 2 volte

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Dic 18, 2016 10:21 am

Giuseppe è turbato dalla gravidanza di Maria e pensa di ripudiarla in segreto, perchè nonostante tutto la rispetta.
Ed ecco che in sogno gli appare un angelo del Signore che gli dice che ciò che sarà generato da lei viene dallo Spirito Santo e quindi da Dio, e che lui sarà il padre di quel bambino che chiamerà Gesù e che salverà il mondo dai peccati, perchè si adempisse la Scrittura che la Vergine darà alla luce il "Dio con noi". A queste parole Giuseppe ubbidì alle parole dell'angelo e prese per sposa Maria.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Dom Dic 18, 2016 4:49 pm

Il brano che oggi leggiamo nel Vangelo è centrato sull'adempimento della profezia di Is. 7,14: “...ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio e gli porrà nome Emmanuele (7,14). “ l' annuncio della nascita dell'Emanuele (in ebraico <Dio con noi>, vuole mostrare le due identità di Gesù, inserito nella storia degli uomini eppure Figlio di Dio, nato da una vergine, per opera dello Spirito Santo. Matteo , vuole dimostrare la duplice prospettiva; Maria dovrà imporre al bambino il nome di Gesù, cioè <il Signore salva> e l'uomo Giuseppe che solo per fede accetta di collaborare a questo disegno che nella logica umana sembrava impossibile. Giuseppe, uomo giusto, contribuirà al disegno divino, trasmettendo al Figlio di Dio il titolo messianico di “Figlio di Davide”.
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Lunedi della IV settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Lun Dic 19, 2016 8:10 am

Lunedi della IV settimana di Avvento


VANGELO (Lc 1,5-25)


La nascita di Giovanni Battista è annunziata dall'angelo.

+Dal Vangelo secondo Luca
Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abia, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". Zaccaria disse all'angelo: "Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni". L'angelo gli rispose: "Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo".
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini".


Parola del Signore.


OMELIA


Le letture odierne pare ci vogliano mostrare l'ambiente umano uomini e donne che Dio sceglie per venire in soccorso al suo popolo e salvarlo dai suoi nemici. Due donne sterili e una vergine che non conosce uomo, saranno madri di portatori di salvezza. La porterà Sansone agli Israeliti oppressi dai Filistei, l'annunzierà imminente nel Messia Giovanni, e la porterà definitiva e universale Gesù. Gli uomini, custodi di queste madri e dei loro figli, sono giusti e pii, e anche a loro Dio dà la prova del suo intervento: Manoach vede l'angelo del Signore ascendere nella fiamma del sacrificio; Zaccaria diventa muto: ed ecco sarai muto fino al giorno in cui queste cose avverranno; Giuseppe è assicurato in sogno dall'angelo. Tutta la storia della Salvezza dimostra questo modo di agire di Dio. L'umiltà, la pietà e la giustizia sono le disposizioni che attirano su di noi lo sguardo dell'Onnipotente. Dio ha guardato l'umiltà della sua serva. Il Dio Fedele premia la fedeltà delle sue creature; l'Onnipotente rende ricco il povero e innalza l'umile; Egli rende feconda la sterile e fa gioire la desolata. La Liturgia ci invita a vedere il Natale sullo sfondo di tutta la storia della Salvezza e a collocare in essa la nostra storia personale e comunitaria. O Radice di Iesse, che t'innalzi come segno per i popoli: vieni a liberarci, non tardare. (Padri Silvestrini)


RIFLESSIONE


Zorea è una città che si trova nel territorio che aveva ricevuto Dan, figlio di Giacobbe. Nazireo significa consacrato (Nm 6,l-21). Per mezzo di voti i nazirei s’impegnano a servire il Signore in modo speciale e perciò si astengono da vino e aceto, non si tagliano i capelli e non si contaminano con i morti. Al termine dei voti offrono a Dio un sacrificio. Sansone e Samuele furono nazirei a vita. Perché Dio per compiere le sue opere sceglie i poveri, gli ultimi, quelli che agli occhi del mondo non valgono niente? Perché sceglie donne sterili? Il povero è chi conosce di essere un nulla al di fuori di Dio. Poveri sono coloro che, affetti da disturbi di ogni tipo, riconoscono che sono amati da Dio. Tutti questi poveri sono disponibili a fare posto nella loro vita a Dio e alla sua onnipotenza. Invochiamo lo Spirito Santo, cioè chiamiamolo dentro di noi per renderci coscienti che dobbiamo essere disponibili a Lui e converta il nostro cuore verso di Lui. 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Dic 19, 2016 6:08 pm

Zaccaria il futuro padre di Giovanni il Battista ha la visione di un angelo che gli dice che sarà il padre di un bambino che preparerà la strada al futuro e grande Figlio di Dio. Lui non crede alle parole dell'arcangelo Gabriele perchè sia lui che sua moglie Elisabetta sono avanti negli anni e l'angelo allora lo "punisce" rendendolo muto fino al giorno in cui il bambino verrà alla luce, e tornato a casa e dopo alcuni giorni Elisabetta si trovò incinta e lei se ne rallegrò perchè ora si sentiva una donna come tutte quante le altre.
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Martedi della IV settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Mar Dic 20, 2016 9:03 am

Martedi della IV settimana di Avvento

VANGELO (Lc 1,26-38)


Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio.

Dal Vangelo secondo Luca
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.


Parola del Signore.

OMELIA


E' frequente per l'uomo la tentazione di cercare la salvezza ricorrendo agli umani artifici: il re Acaz ha immolato il proprio figlio agli dei pagani, convinto di garantirsi così un futuro prospero e sicuro per il proprio regno, ma la garanzia del futuro non consiste in questo, protesta il profeta Isaia. I segni e i progetti di Dio trascendono di gran lunga le attese degli uomini; Egli ci sorprende e ci stupisce preannunciando per bocca del profeta prima e poi con l'annuncio del suo Angelo, l'avvento e la nascita di un bimbo da una vergine: nella nascita prodigiosa del figlio di Dio e nella sua immolazione sulla croce sarà riposta la vera salvezza dell'umanità, in quella nascita sperimenteremo la presenza del Signore tra noi e in lui riponiamo la nostra speranza. Il Figlio sarà immolato, ma non a dei pagani, ma al vero Dio, che da quella morte farà scaturire la salvezza universale. In questo contesto scopriamo la sublimità del ruolo che lo stesso Dio affida alla Vergine Maria; così lei entra a pieno titolo nella nostra storia come vergine e madre feconda. (Padri Silvestrini)




RIFLESSIONE



Guardate Maria, viene l'angelo e le dice: «Rallegrati Maria, sei piena di grazia». Che sconvolgimento avrà provato in quellîstante! «Il Signore è con te»: è la frase tipica che annuncia le missioni alle quali Dio manda i profeti. «Io sono con te». Capisci che è grande questo? «Ecco tu sarai madre del figlio dell’Altissimo». Lei ha già deciso di essere vergine d'accordo con Giuseppe, ma si interroga su cosa significhino queste parole, vuole essere consapevole. Poi arriva a capire e dice subito: «Si faccia di me secondo la tua parola». E il verbo si è incarnato, è diventato uno di noi! Così è tutta la nostra giornata, è il Signore che viene e ti dice: «Vieni, camminiamo insieme». Permettetemi un paragone. Qual è il compito della mamma? È di fare riconoscere il papà. La mia mamma mi diceva: «Dai, che sta per arrivare il papà». E noi facevamo festa al papà, perché la mamma faceva festa. Non avremmo mai potuto fare festa al papà se la mamma non gli avesse fatto festa. L'avvento è la grande festa di Maria: è lei che ci apre il cuore a Gesù, ci apre il cuore a Dio, ci trasforma. Abbandoniamoci in lei!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mar Dic 20, 2016 3:31 pm

“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Tutto è iniziato da quell'assenso che Maria pronunciò a Gabriele, l'angelo inviato da Dio. Maria accettò per fede quel disegno di Dio nei suoi confronti, pur conoscendo la profezia di Isaia rivolto alle vergini del popolo di Israele, Maria rimase turbata, ma l'angelo la esortò a non temere e attraverso un segno( la gravidanza di Elisabetta), spiegò... perché nulla è impossibile a Dio.
Nell'annunciazione celebriamo l'umiltà di Colei che da creatura diviene la Madre di Dio...<riempita di grazia>, è il dono che Dio a voluto per Maria; la luce e la santità per la Madre del Signore.
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Mercoledi della IV settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Mer Dic 21, 2016 9:05 am

Mercoledi della IV settimana di Avvento

VANGELO (Lc 1,39--45)



A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».


Parola del Signore.

OMELIA


Entrati nel cuore dell'Avvento, prossimi al Natale, la liturgia ci introduce sempre più nel cuore della Vergine. La consapevolezza del dono della maternità divina avrebbe potuto legittimamente indurre Maria a immergersi in una adorante e solitaria contemplazione del mistero che si stava compiendo in lei. Oggi invece la vediamo sollecita salire in fretta verso la montagna per prestare gli umili soccorsi di cui ha bisogno Elisabetta, prossima alla maternità. È bello costatare come i misteri di Dio si svelino quando sono irrorati dall'amore e dalla carità fraterna: «Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo». Amore genera amore e la luce di Dio illumina i suoi misteri: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?». La luce dello Spirito Santo, che emana da Maria, pervade il cuore di Elisabetta. Le è così consentito, nella gioia, di scorgere le realtà profonde ed invisibili ad occhio umano: Maria non è più la giovane parente che conosceva da sempre, ma la Madre del Signore, la benedetta fra tutte le donne, che ha creduto alla parola del Signore e porta nel grembo verginale il Dio della vita. Ancora così Dio ci si fa conoscere, attraverso la vie dell'amore, amore verso di Lui e verso i nostri fratelli. Quando l'amore diventa un vissuto quotidiano e un abito che stabilmente ci adorna, Dio è con noi e noi siamo con Lui: è il massimo della gioia possibile a noi, esseri viandanti verso il cielo. (Padri Silvestrini)



RIFLESSIONE



Maria è prima di tutto il punto di riferimento dei credenti; non solo, è anche il modello di credente. Questo canto di Elisabetta coglie Tessenza stessa di Maria e di ogni persona credente e non credente; non è una discriminazione e una divisione, ma è piuttosto la traiettoria di un cammino comune ed è come un richiamo a darsi la mano. Maria è la madre dei credenti: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». Questo atteggiamento di Maria va confrontato con quello di Abramo; lo trovate in Genesi 15,6: «Egli [Abramo] credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia». Credere al Signore vuol dire darsi fiduciosamente a lui. Questo atto del credere ha trasformato la sua vita, per cui lui è diventato il giusto, come Maria che ha creduto al nostro Signore; in quell'atto del credere ha modificato tutta la propria esistenza. Nella mia vita, tutti i problemi che ho li metto nelle mani della Madonna, perché lei ha il compito di curarci come figli e di portarci alla conoscenza di Gesù e, attraverso Gesù, del Padre e di tutta la nostra vita spirituale.


Ultima modifica di Andrea il Gio Dic 22, 2016 8:36 am, modificato 1 volta

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Dic 21, 2016 10:31 am

Maria va da Elisabetta e appena la saluta il bambino che è dentro di lei sussulta di gioia e le dice a cosa deve che la Madre di Dio venga da lei, per Maria è una sorpresa il saluto di Elisabetta che le dice che lei è benedetta fra tutte le donne, perchè lei ha creduto subito a ciò che il Signore le ha detto. Maria e anche Elisabetta sono orgogliose della loro gravidanza perchè Elisabetta concepirà colui che preparerà la strada al futuro Re del Cielo mentre Maria sarà la Madre del Figlio di Dio atteso sin dall'Antico Testamento.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mer Dic 21, 2016 3:08 pm

Nell'episodio che Luca ci presenta oggi, leggiamo dell'incontro di due madri in attesa della nascita dei loro bambini, la gioia che traspare illumina tutta la scena...Maria, si reca
Ain- Karem in Giudea, per portare aiuto alla cugina Elisabetta, la mano di Dio è su di loro, e quando avviene l'incontro il bimbo (Giovanni) di Elisabetta sussulta nel grembo; è la gioia che nasce dall'incontro con il Signore. In questo brano, la figura di Maria non viene esaltata tanto per la maternità quanto per la sua fede < Beata colei che ha creduto>. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! Maria, è colei che ha permesso con il suo <Fìat> la salvezza dell'umanità, ancora, oggi è:”Maria è la strada più breve che porta a Gesù”.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Gio Dic 22, 2016 8:15 am

Giovedi della IV settimana del tempo Ordinario


VANGELO (Lc 1,46-55)


Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. 
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».


Parola del Signore.

OMELIA


La poesia, quella vera, sgorga dalla capacità di sentire interiormente e profondamente l'essenza stessa dei messaggi più belli, traducendoli poi in parole, senza sminuirne l'intensità. È quanto riesce mirabilmente a Maria, proclamata pubblicamente da Elisabetta, Madre del Signore. Lei si rivolge a Colui che l'ha amata esaltandola nella verginità e rendendola madre del Cristo. Lei vuole esaltare e magnificare l'opera divina che in lei s'adempie, ma che è per l'umanità intera. Esulta nel Signore che riconosce come suo salvatore, perché Egli l'ha vista povera ed umile e l'ha esaltata operando in lei «cose grandi». Sente che il suo ruolo è ormai aperto a Dio e al mondo. Sente, con viva intensità, che alla compiacenza divina farà riscontro nei secoli la perenne beatitudine che verrà proclamata per lei dagli uomini di tutti i tempi. Tutti coloro che faranno parte della schiera dei salvati, coloro che volgeranno lo sguardo a Cristo, non potranno non vedere Lei, la madre. Tutti coloro che vorranno benedire il Signore per la redenzione apportata agli uomini, sicuramente troveranno nel canto di Maria le parole migliori per lodare e ringraziare il Signore. I giovani e i meno giovani che vorranno trovare motivi di gioia autentica e duratura, motivi per cantare dal profondo del cuore e conservarne l'eco benefico per tutti i giorni della vita, ancora oggi, ricorrono efficacemente al canto della giovane vergine di Nazaret. La chiesa ha fatto suo l'inno di Maria e ogni giorno, quando il sole volge al declino e si recita la preghiera serale del vespro, monaci, religiosi e religiose, sacerdoti e semplici fedeli, cantano con Maria il Magnificat, per lodare Dio e per proclamarla ancora «beata». (Padri Silvestrini)



RIFLESSIONE



L’animo di Maria manifesta quello che lei ha nel cuore e lo espone quando esplode nell’inno di grazie dopo che Elisabetta, piena di Spirito Santo, ha riconosciuto in lei la madre di Dio. «L'anima mia magnifica il Signore», cioè non sto più in me stessa dalla contentezza, dalla gioia, vedendo la grandezza di Dio. D'altra parte lei era piena di grazia, quindi libera dal peccato, il suo cuore era totalmente puro per cui poteva vedere Dio. «Dio ha guardato la nullità mia». La persona che cammina avanti nel Signore arriva a capire il proprio nulla e la propria grandezza. Il proprio nulla in quanto persona a sé stante, la propria grandezza in Dio. Non è più Maria che conta, ma è il Signore che in lei si manifesta. Poi ancora dice: «Ha fatto cose grandi dentro di me l’Onnipotente». Lei intendeva che Colui che portava nel suo seno era la grandezza infinita, cioè era veramente la salvezza. Vorrei che tutte voi, sorelle, come la Madonna poteste dire, cantando: «Cose grandi ha fatto in me l’Onnipotente, Santo è il suo nome». Allora andrete di luce in luce, di comprensione in comprensione!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Dic 22, 2016 11:57 am

Maria esulta dicendo il famoso Magnificat, in cui dice che tramite Lei si compirà la salvezza del suo popolo come aveva promesso ad Abramo e alla sua discendenza. L'Onnipotente non ha scelto una donna di rango superiore ma una piccola Vergine che crede in Lui e l'ha scelta per la Sua innocenza e la sua umiltà. E da ora innanzi i superbi e i re dovranno guardare non alla loro potenza ma alla potenza di Dio.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Gio Dic 22, 2016 2:34 pm

Il canto del Magnificat che Maria proclama è un canto di gioia di chi a scoperto ciò che ha compiuto in lei la misericordia del Signore. Maria, ricordando ( il cantico di Anna) 1 Sam 2, esprime in questo canto di lode tutta la misericordia che il Signore ha dimostrato verso il suo popolo, non è un inno privato, ma è un canto universale il quale Maria si fa portavoce a nome di tutti i redenti. Maria l'umile serva del Signore ci conduce verso Gesù e il Magnificat non canta ciò che deve accadere, ma quel che nella nascita di Gesù si è realizzato.
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VANGELO (Lc 1,57-66) Nascita di Giovanni Battista.

Messaggio  Andrea il Ven Dic 23, 2016 8:44 am

Venerdi della IV settimana di Avvento

VANGELO (Lc 1,57-66)


Nascita di Giovanni Battista.

Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.


Parola del Signore.

OMELIA


Anche Maria, la Vergine Madre, nel suo cantico aveva lodato il Signore per la sua misericordia. Fanno la stessa cosa i vicini e i parenti di Elisabetta alla notizia che si è compiuto per lei il tempo del parto. Questo è sempre motivo di gioia perché una nuova vita viene in questo mondo, nel caso della nascita di Giovanni, così vuole Elisabetta che si chiami il suo bambino, ci sono motivi speciali per rallegrarsi e benedire il Signore. Quel bambino ha una missione davvero speciale da compiere: sarà il precursore del Cristo, colui che ha il compito di preparargli immediatamente la strada. Lo dovrà additare al mondo come l'Agnello che togli i peccati del mondo. Già la sua nascita prodigiosa viene accolta da molti come un'attesa di fausti eventi futuri. La gente si chiedeva: «Che cosa sarà mai questo bambino?». Lo scopriranno dopo non molti anni quando il Precursore sulle rive del Giordano, inizierà la sua vibrante predicazione. Il lieto evento tra l'altro segnerà la fine del mutismo del padre Zaccaria, il che ha un significato che trascende quello letterale. «Aprire la bocca dei muti» è appunto una dei compiti messianici, è quindi normale che tale azione salvifica inizi dal padre del Battista. Sarà poi Gesù a completare quell'opera quando insegnerà ai suoi apostoli e tramite loro ad ognuno di noi, a chiamare Dio con il nome di Padre. (Padri Silvestrini)


RIFLESSIONE


Elisabetta era sterile, aveva supplicato Dio che la rendesse feconda. Dio l'ha esaudita avendo misericordia di lei e di suo marito Zaccaria, divenuto muto perché non aveva creduto all'angelo che gli aveva annunciato che Elisabetta, sterile, avrebbe avuto un figlio. La nostra vita è immersa in Dio. Egli, per le sue opere, non sceglie né i potenti, né i sapienti, ubriachi di sé stessi e del loro orgoglio, ma sceglie gli umili che sono consapevoli che fuori di Dio la loro vita è un nulla. Tu a chi appartieni?

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Ven Dic 23, 2016 2:57 pm

La scena della nascita del Battista ha il suo centro nel Benedictus che Zaccaria, padre di Giovanni, riacquistando la parola dopo la nascita del bambino ringrazia Dio con questo canto di gioia, perché Dio ha dato compimento alla profezia della nascita di Giovanni, e il bambino appena nato, avrà la missione di preparare la strada al Signore che viene. Il cantico è preceduto dalla discussione relativa al nome del bambino; (Giovanni, che significa Dio fa grazia ora.)  sarà il suo nome.



Ultima modifica di annaxel il Sab Dic 24, 2016 8:49 am, modificato 1 volta
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Dic 23, 2016 4:29 pm

Elisabetta partorisce suo figlio e lo vuole chiamare Giovanni, la parentela si oppone perchè nessuno della famiglia si chiama così allora chiedono consiglio a Zaccaria che ricordandosi della profezia dell'Angelo chiede una tavoletta e vi scrive che sarà Giovanni il suo nome. Dopo questo gesto di fede a Zaccaria ritornò la voce glorificando Dio, e tutti si chiedevano chi sarà in futuro quel bambino perchè la mano di Dio era con lui. La gente si chiede chi sarà mai Giovanni, essi non sanno che è il Precursore del Cristo che deve venire, e lui avrà il compito di preparare i cuori della gente alla Sua Venuta.
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Sabato della IV settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Sab Dic 24, 2016 8:22 am

Sabato della IV settimana di Avvento


VANGELO (Lc 1,67-79)


Verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».


Parola del Signore.

OMELIA


Dinanzi alle meraviglie del Signore, viene spontaneo cantare con accenti poetici. Oggi ascoltiamo l'inno di Zaccaria, il padre di Giovanni battista. Lo ascoltiamo e preghiamo con lui in vista del Natale. La preghiera al Dio d'Israele va oltre la motivazione della nascita prodigiosa di Giovanni. Dio ha visitato e redento il suo popolo e ha suscitato una salvezza potente, fedele alle sue promesse. Si è ricordato della sua alleanza, del suo giuramento di liberarci dalle mani dei nemici. Ribadisce la missione del suo bambino: sarai chiamato profeta dell'Altissimo e andrai dinanzi al Signore a preparargli le strade. Poi ci lascia intravedere il sole che sorge dall'Alato per rischiarare quelli che sono nelle tenebre e nell'ombra della morte. La missione di Giovanni è intimamente legata a quella di Gesù. È il canto della redenzione ed è diventato il canto perenne dei redenti. Ogni giorno infatti la chiesa lo canta con tutti coloro che pregano l'Ufficio divino delle lodi. La meraviglia e il canto fanno parte della nostra preghiera di ogni giorno che diventa particolarmente intensa quando come Zaccaria, come Maria, come il vecchio Simeone diventiamo capaci di comprendere al meglio tutto quello che il Signore ha fatto e fa per noi, le meraviglie della sua grazia. Dovremmo spesso perciò benedire il Signore ed esclamare: «Quanto sono grandi le tue opere, Signore, tutto hai fatto con saggezza». Lo dovremmo gridare a Natale. (Padri Silvestrini)



RIFLESSIONE


Dio è diventato l’Emmanuel, il Dio con noi. Cristo Gesù è il sole che sorge e rischiara coloro che sono nelle tenebre e nell'ombra della morte, ed avvia un cammino di pace universale. In un preciso momento della storia, più di 2000 anni fa, Dio è venuto in mezzo a noi. Si è preso un corpo umano, pur rimanendo Dio. È cresciuto in sapienza e grazia, ha patito, è stato condannato a morte, è stato crocifisso, è risorto, si è tolto dalla presenza a noi visibile, vive in una dimensione diversa dalla nostra, rimane in mezzo a noi, a noi che lo rendiamo contemporaneo alla storia. Dio è venuto a visitarci e la sua visita permane in una modalità sua, non come piacerebbe a noi. Egli ci salva perché fa di noi tutti un popolo solo. La caratteristica di chi lo segue davvero è l'essere un tutt'uno con gli altri che seguono Cristo. La via che fa diventare un popolo solo è la condivisione di vita con tutti, a partire dagli ultimi. Convertirsi a Cristo è ritrovare se stessi per l'eternità.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Sab Dic 24, 2016 8:48 am

Benedetto il Signore, Dio di Israele,*
perché ha visitato e redento il suo popolo
e ha suscitato per noi una salvezza potente*
nella casa di Davide suo servo,
come aveva promesso*
per bocca dei suoi santi profeti di un tempo,
salvezza dai nostri nemici*
e dalle mani di quanti ci odiano;
così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri*
e si è ricordato della sua Santa Alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo nostro padre*
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore in santità e giustizia*
al suo cospetto per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo,*
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza*
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,*
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte,*
e dirigere i nostri passi sulla via della pace.
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Domenuca, Natale del Signore

Messaggio  Andrea il Dom Dic 25, 2016 8:38 am

Domenuca, Natale del Signore


VANGELO (Gv 1,1-18)


Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

Dal Vangelo secondo Giovanni
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.


Parola del Signore.

OMELIA


E' nato! Nasce oggi per noi. È vivo tra noi. Il Verbo si è fatto carne. Dio è diventato uomo, è il più piccolo di noi. L'ha accolto prima il seno verginale di Maria, ora una grotta e una mangiatoia. Vuole immergersi così nelle viscere della terra, nel nostro mondo. Chiede accoglienza e un po' di calore umano. Vuole scuoterci dal nostro torpore e dalle nostre assurde distrazioni. Viene ad operare un recupero totale della nostra umanità. Vuole distoglierci dalla antica e perenne tentazione di poter agire senza di Lui o contro di Lui. Egli sa che la vera miseria che ci opprime consiste nell'aver perso la nostra primitiva identità: non siamo più in grado di comprendere e vivere la nostra figliolanza e la nostra fraternità divina. Ci ritroviamo estranei e pellegrini senza meta. Mostrandoci nello specchio limpido della sua natura il volto di Dio, egli vuole farci recuperare l'iniziale nostro splendore. Questa è la luce vera del Natale, questa dobbiamo sorbire nella fede, in questo senso noi guardiamo le luci che brillano dovunque: vogliamo la luce vera che illumina ogni uomo, vogliamo la grazia che ci santifica e rende presente in noi la divinità. Il Natale vero avviene allora dentro di noi: è una nascita misteriosa ma reale, diventa orientamento per la vita, diventa amore alla vita, diventa gioia della verità e certezza di essere amati per essere poi a nostra volta capaci di amare. In quella nascita c'è un germe di vita nuova, c'è un monito da non disattendere, c'è una grande lezione, grande di umiltà e di autentica grandezza. Sono le virtù più urgenti per tornare a Dio. (Padri Silvestrini)



RIFLESSIONE


«Il verbo era presso Dio e il Verbo era Dio». Il Figlio di Dio, che è Dio uguale al Padre, si è reso visibile a noi con un corpo simile al nostro. In lui c'è la perfetta natura di Dio e la perfetta natura umana nell'unica Persona, per cui egli è vero Dio e vero uomo. Incontrandoci in lui, noi ci incontriamo con Dio, perché è Dio apparso in mezzo a noi. Gesù, venendo a noi, ci ha dotati di un nuovo organismo soprannaturale. Ci ha partecipato la vita divina per cui siamo capaci di pensare secondo Dio e non secondo gli uomini, di avere gli stessi sentimenti di Gesù superando quelli malati dovuti al peccato; ci ha partecipato la sua capacità di accogliere sempre il bene, di essere tutto bene senza alcun male; ci ha fatto figli suoi non di nome soltanto, ma realmente; ci ha trasformati in fratelli; ci ha fatto un popolo nuovo. Si tratta di una nuova vera creazione. L'amore di Dio diffuso nei nostri cuori è la nuova lingua universale. Il Natale non sia tanto il ricordo della nascita di Cristo, quanto piuttosto l'accettazione di Cristo che nasce dentro di noi.

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Lunedi nell'ottava di Natale

Messaggio  Andrea il Lun Dic 26, 2016 9:11 am

Lunedi nell'ottava di  Natale


VANGELO (Mt 10,17-22)



Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.".


Parola del Signore.

OMELIA


Le feste che seguono immediatamente il Natale hanno un nesso evidente con la nascita del Cristo. Oggi la lapidazione del diacono Stefano, primo martire, ci parla in modo evidente della sorte che toccherà al Figlio di Dio, nato bambino. Ci parla del prezzo del nostro riscatto, ci parla delle trame oscure che gli uomini vanno ordendo da sempre contro di lui. Ci descrive in anticipo una storia assurda, che si snoda nei secoli. Ci parla del peccato del mondo e della storia vera della Chiesa di Cristo. Si snoda già da oggi quel mirabile ed incessante duello tra le forze del male che vorrebbero chiudere definitivamente in un sepolcro di morte prima il Cristo e poi i suoi seguaci. Tutti i persecutori della Chiesa dovrebbero finalmente capire che il sangue dei martiri, da Santo Stefano fino a quello dei nostri giorni, è stato sempre il seme che l'ha fecondata di nuovi figli e l'ha resa sempre più sposa degna del martire divino. Il martirio del Santo di oggi ricalca fedelmente, nei suoi tratti essenziali, quello di Cristo. Ancora una volta viene condannato un innocente, che si "vendica" con il suo perdono. Così egli diventa il vero vincitore e i cieli si aprono su di lui. (Padri Silvestrini)



RIFLESSIONE



Il giorno di Pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per santificare continuamente la Chiesa e perché i credenti avessero accesso al Padre per mezzo di Cristo in un solo Spirito. Lo Spirito Santo dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio e in essi prega e rende testimonianza dell'adozione filiale (Gal 4,6). Lo Spirito Santo è amore. Chiunque nella Chiesa va contro l'amore, spegne lo Spirito Santo, o meglio lo soffoca. Santo Stefano è il trionfo dell'amore. Avere il coraggio di amare non significa non avere paura; il coraggio è vincere la paura per un amore più, grande. Solo l'amore spiega l'esistenza, per il resto ci si difende e basta. Quando tu ami trovi mille modi per superare gli ostacoli; quando tu non ami più trovi mille scuse per difenderti dal dare la vita. Leggete la vita dei grandi, come Martin Luther King o monsignor Romero. Quest'ultimo, a chi gli chiedeva se aveva paura, una volta rispose: «Sì, tanta, ma non fino ad abbandonare i miei campesinos». L'amore alla sua gente gli faceva vincere la paura che provava, ed entrava così nella gioia: «Così consumo la mia vita», diceva.


Ultima modifica di Andrea il Lun Dic 26, 2016 3:50 pm, modificato 4 volte

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Lun Dic 26, 2016 11:18 am

Martirio di Stefano
55Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio 56e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio».

Stefano, il primo martire cristiano, era uno dei primi sette diaconi, il cui dovere era quello di porsi al servizio della Chiesa e degli apostoli. Come servo di Cristo
il brano ci parla della sorte del missionario, che sarà la stessa del Maestro, cioè la persecuzione. Essa richiede la perseveranza e, sopratutto, la fede che scaccia ogni paura, donando un coraggio che non viene dall'uomo ma dallo Spirito Santo, inviato da Dio in soccorso di coloro che danno testimonianza con la propria vita. nel momento della sua morte, Stefano, pregando perché i suoi assassini chiese che fossero perdonati, una preghiera che diede frutti più tardi, con la conversione di san Paolo. Santo Stefano, il cui nome significa “corona”, si procurò la corona del martirio dopo essersi donato al servizio di Cristo.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Mar Dic 27, 2016 8:39 am

Martedi neee' ottava di Natale


VANGELO (Gv 20,2-8)


L'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala corse e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.


Parola del Signore.

OMELIA


Gesù è la Parola della vita. In lui questa vita si è manifestata e si è fatta sensibile, per essere trasmessa a noi. Gli apostoli l'hanno veduta in tutta la sua concretezza e verità e ne rendono testimonianza. "Il Verbo è divenuto carne, noi l'abbiamo visto e l'abbiamo toccato con le nostre mani. Adesso lo annunziamo". Questo annunzio degli apostoli però ha uno scopo preciso: "Perché anche voi siate in comunione con noi". Dunque dobbiamo essere insieme con gli apostoli, dobbiamo, come loro, diventare testimoni di Cristo e della sua Chiesa. E' facile essere testimoni se non ti chiedono grandi cose... una messa di domenica, qualche digiuno o qualche sacrificio... Ma questo non basta. Il nostro essere Cristiani è di ogni giorno, è la testimonianza di qualsiasi posto dove ci possiamo trovare: al lavoro, dentro la metropolitana affollatissima, per strada, con i famigliari a casa... Affinché quelli che ci avranno guardato da fuori possano affermare: questi sono i Cristiani - guarda come loro si amano... Utopia? o l'essere o non essere dei Cristiani? (Padri Silvestrini)



RIFLESSIONE


Gesù è vivo, Gesù è risorto, Gesù è nella pienezza della sua divinità ed è nella pienezza della sua umanità; risorto in quanto uomo e Dio, sarà sempre anche uomo perché nell'unità della sua persona la natura divina e la natura umana coesistono. Per cui Gesù è Dio-uomo e noi, in quanto uomini, in quanto natura umana, siamo già uniti a Gesù e tutto il processo di redenzione, di resurrezione è già dentro di noi, c'è già in noi tutta questa pienezza di vita: Gesù è vivo e noi siamo uniti a lui. Tutta l'esistenza cristiana è una comunione con lui, in lui e per lui. In lui ci uniamo al Padre per mezzo dello Spirito: siamo questa meravigliosa realtà che deve manifestarsi e nella misura in cui si manifesta salva, qui, oggi, su questa terra.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mar Dic 27, 2016 1:53 pm

Nella lettura del Vangelo di oggi, vediamo il discepolo “che Gesù amava” correre con tutte le forze, spinto proprio da quest’amore, verso il luogo in cui il Signore aveva riposato dopo aver lottato con la morte. Anche Pietro raggiunse il luogo dove Gesù era stato deposto...Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette..cosa vide? Cosa videro i due discepoli?
Videro le bende e il sudario - oggetti della morte - abbandonati dal Signore della vita: le potenze delle tenebre erano state vinte nella tomba vuota, ma cosa avevano capito durante il tempo vissuto con Gesù? Cosa è rimasto nei nostri cuori di questi eventi che hanno cambiato il mondo?
Nel cuore di Giovanni appare la luce della certezza che lo porterà a riconoscere nella risurrezione il trionfo dell’amore, dove una nuova alba sarebbe spuntata: l'alba della fede. ..la nostra fede ha le stesse certezze di Giovanni?
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Mercoledi nell' Ottava di Natale

Messaggio  Andrea il Mer Dic 28, 2016 8:43 am

Mercoledi nell' Ottava di Natale


VANGELO (Mt 2,13-18)


Erode mandò ad uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.

Dal Vangelo secondo Matteo
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall'Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».


Parola del Signore.


OMELIA


È molto significativa la festa di oggi. Si ode un pianto ed un lamento ed è il pianto straziato di madri alle quali vengono strappati via i propri figli in tenera età che vengono poi barbaramente trucidati. Una storia senza fine. È la festa degli innocenti di tutti i tempi uccisi con Cristo e per Cristo, immedesimati con Lui nel martirio e assunti con lui nella gloria dei santi.. Davvero il Verbo incarnato, il salvatore dl mondo, ha coinvolto e coinvolge ancora nella sua passione tutti i dolori del mondo, tutte le vittime innocenti. Già un salmista, prima della venuta del Signore, affermava: "le mie lacrime nell'otre tuo raccogli". Una storia che non finisce mai di stupirci e di inquietarci: il dolore e le sofferenze umane assunte a valore salvifico come quelle di Cristo. Per questo Sant'Agostino asseriva che bisogna che aggiungiamo del nostro ai patimenti di Cristo. Queste realtà, intrise di mistero e pregnanti di umane realtà, ci aiutano a leggere in modo diverso la storia del mondo e la nostra storia personale. Apre una squarcio sulla tremenda realtà del dolore umano e soprattutto sul dolore dell'innocente, quello che maggiormente ci turba e ci sconvolge. Pur restando un mistero, ora possiamo comprendere, alla luce di Cristo e di tutta la storia della sua chiesa che la sofferenza e il martirio ci innestano a lui nella croce e nella gloria. (Padri Silvestrini)



RIFLESSIONE


La giustizia umana non c’è, c'è l’approssimazione, lo sforzo, ma la giustizia vera è Dio, è lui che rende giuste le cose. Questa giustizia l'aveva Giuseppe; da dove la deduciamo? Perché appena l'angelo gli ha detto: «Non temere di prendere Maria, quello che è avvenuto in lei è per opera dello Spirito Santo», immediatamente ha obbedito, perché la sua giustizia era immettersi nella volontà di Dio pienamente. Quando poi, dato che il re Erode Antipa cercava il bambino per poterlo uccidere, l'angelo lo avverte in sogno perché vada via, immediatamente lui parte. Quando l'angelo ancora gli appare gli dice: «Vai, sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino». Lui si alza e va. Se tu guardi Giuseppe e guardi come Dio conduceva il suo popolo, vedi che c'è la stessa cosa: nel deserto il popolo non si muoveva se Dio non dava il via. Il popolo si muoveva soltanto quando la nube, simbolo della presenza misteriosa di Dio, si posava sul tabernacolo e indicava la direzione in cui muoversi. È qui il cammino della giustizia di Dio, e Giuseppe è proprio così! Il modo di agire di Dio è irrazionale, cioè il Signore spinge all'estremo perché l'uomo si accorga che è Dio che conduce il suo popolo. Tutto è strano per l'uomo, ma nulla è strano per Dio che conduce per mano i suoi figli, non certamente alla moda degli uomini, ma secondo Dio!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

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