Domenica della XVI settimana del Tempo Ordinario

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Domenica della XVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Lug 23, 2017 8:36 am

Domenica della XVI settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 13,24-43) 


Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?". Ed egli rispose loro: "Un nemico ha fatto questo!". E i servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?". "No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per 
bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio"». Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!.


Parola del Signore. 



OMELIA 


Seguitemi, andiamo su una collina per osservare dall'alto il campo di cui si parla nel Vangelo. Guardiamo cosa succede.  Noi non vediamo più il nemico, è molto tempo che è scomparso. Ciò che vediamo sono delle comunità. Vi sono i buoni cristiani, le persone tiepide, critiche, o complicate in seno alla Chiesa, i peccatori, gli indifferenti. Si fa fatica a distinguere chi fa parte del grano, chi della zizzania. Se continuiamo a guardare, notiamo delle piante che contengono sia del grano, sia della zizzania. Infine delle piante che cambiano. Il grano diventa zizzania e la zizzania grano. Nel campo regna la confusione. Vedo me stesso da qualche parte, sono tra il grano? O tra la zizzania? Vedo anche i miei colleghi: come mai quello lì è laggiù? È incredibile, si trova dove c'è un sacco di grano. Nel campo tutto ha il diritto di crescere, tutti hanno una possibilità. Poi vediamo, dalla nostra collina, i lavoratori. Tra di loro vi sono dei fanatici dell'ordine, dei giardinieri modello, degli artisti del paesaggio come al tempo rococò. Sognano giardini alla francese, in cui tutto è tagliato secondo le regole. Non vorrei cadere nelle loro mani. Sono pastori, o sceriffi che sorvegliano da vicino il loro settore? Ed ecco il contadino. Noi lo indoviniamo, più che vederlo veramente. È là ad aspettare, al fondo della sua casa. Aspetta, paziente, esultando già per la messe. Chiama con tutte le sue promesse colui - che dico? - coloro che vogliono venire a lui. Ripone la sua speranza in molti, in tutti, in tutto questo campo singolare. 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Provate a considerare tutta la portata di questa parola: «Rimanete in me». È un invito, è un ordine, è un assoluto, perché al di fuori di Dio tutto è vanità. Allora «Rimanete in me» è più di un ordine, di un invito: è l’enunciato di una realtà, della mia, della tua, della nostra realtà. Poi ci dice: «Io sono la vite, voi siete i tralci». Le cateratte dei nostri occhi ci impediscono di vedere il mistero profondo di Dio, però ci dà uno squarcio di questa grande realtà: noi siamo in Dio. «Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto». Perché? È 1a dichiarazione di una realtà: «Senza di me voi non potete far nulla». In Gesù è la pienezza della vita. O si rimane in lui, o non c'è la vita.

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Re: Domenica della XVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Lug 23, 2017 10:05 am

Con la prima parabola che Gesù spiega ai suoi discepoli, Gesù fa riferimento al Giudizio Universale e di come Dio Padre separerà i buoni che andranno in Paradiso e dai cattivi che invece hanno seguito il diavolo. Con la parabole del seme di senape e del lievito Gesù dice che il Regno di Dio è come un albero possente che accoglie tutti coloro che vogliono stare dalla parte di Dio, mentre con la parabola del lievito Gesù dice che la Parola di Dio è come una pasta tutta lievitata come chi vuole ascoltarla e custodirla nel cuore.
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Re: Domenica della XVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  annaxel il Dom Lug 23, 2017 2:45 pm


Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell'inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica
ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.
(Madre Teresa di Calcutta)


Le tre parabole non nascondono la difficoltà principale di questo compito: il male sembra prevalere e si guadagna sempre la sua visibilità, mentre il bene è segreto e nascosto.
Il regno dei cieli instaurato da Gesù non s'impone con la forza, perché l'uomo è per sua natura peccatore, solo l'amore può trasformarlo. Il male e il bene, l'amore e l'egoismo convivono nei nostri cuori, nelle nostre vicende private e nella storia; la costruzione del Regno di Dio è dunque la gara quotidiana e continua per far prevalere il bene, anzitutto in noi stessi.
Il racconto della zizzania e del grano dobbiamo vederlo come un racconto di vita vera, e Gesù lo spiaga bene ai suoi discepoli che non avevano capito...«Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».



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Re: Domenica della XVI settimana del Tempo Ordinario

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