Vangelo di Gesù anno A

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Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Dom Lug 30, 2017 3:23 pm

Il Vangelo di oggi: Mt 13,44-52


In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».



Chi legge questo brano del Vangelo che Matteo ci propone, non può fare a meno di notare il verbo <trovare> che accompagna ogni atto di questo racconto: tutti i protagonisti trovano qualcosa di prezioso  che cambierà la loro vita in una immensa gioia.
Così si presenta il Dio di Gesù, come il portatore di una gioia ineguagliabile.
Ed è la gioia a spingere il bracciante a raccogliere tutti i suoi risparmi per avere denaro sufficiente a comperare il campo in cui è nascosto il tesoro.
È la gioia, anche se non viene esplicitata, a muovere il mercante di perle che, nel suo girovagare, trova la perla più preziosa di tutte, e che lo spinge a vendere tutto ciò che ha per averla.
Entrambi vendono tutto ciò che possiedono.
Nulla uguaglia la gioia dell'incontro con Dio e dello scoprirsi amati da Dio.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Lug 30, 2017 8:01 pm

Il regno dei Cieli è qualcosa di prezioso che va trovato e che quando riusciamo a trovarlo è come un tesoro nascosto in un campo oppure come una perla preziosa, cioè cose a noi care che dobbiamo anche saper proteggere. Il regno dei Cieli è anche come una rete che prende tanti pesci alcuni buoni e altri cattivi, allusione al Giudizio Universale in cui si separeranno le persone buone che andranno in Paradiso e i cattivi che andranno invece alla punizione eterna.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Lun Lug 31, 2017 12:02 pm

Lunedi della XVIII settimana del Tempo Ordinario
Messaggio Andrea Oggi alle 6:29 am

Lunedi della XVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 13,31-35)
Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un' altra parabola: «Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami». Un'altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti». Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.
Parola del Signore.


OMELIA
Nel quadro dell’Esodo e della religione dell’alleanza questo episodio di infedeltà e di apostasia, l’adorazione del vitello d’oro, indica quanto lenta e difficoltosa sia un’autentica maturazione di fede. Non erano bastati i segni e i prodigi compiuti da Dio per mezzo di Mosè, non era bastata la vittoria sul faraone, il passaggio liberatore sul mar Rosso, la manna e le quaglie date in nutrimento al popolo durante il lungo peregrinare nel deserto. Non erano bastati perché si richiedeva un prezzo molto alto per l’uomo: la fiducia incondizionata nella potenza di Dio, una condizione di indefinito pellegrinare e disponibilità interiore. A differenza dei culti della natura, la religione dell’alleanza richiede la capacità di intima adesione a una legge morale che, sebbene scritta su tavole di pietra, risponde alle esigenze più profonde della natura umana; ma soprattutto richiede capacità di intimo rapporto dialogale con Dio che interviene nella storia. La religione dell’alleanza promuove l’uomo a ritrovare in se stesso, sia pure in capi carismatici come Mosè, la maturità di un rapporto con Dio che lo conduce a essere autenticamente libero , a realizzare la piena immagine della libertà della persona umana. Secondo la religione dell’alleanza la tendenza perversa più radicale nell’uomo è proprio l’idolatria; cioè rifiutare di interpretae un rapporto personale e interiore con Dio, abdicare alla libertà e autonomia morale cui ti chiama il vero Dio, per costruirti idoli fatti a tua propria immagine e somiglianza, proiezioni della tua propria debolezza, che non sono affatto capaci di liberarti perché sono muti come te, carichi delle contraddizioni e delle ambiguità che tu stesso vi hai deposto. La vera salvezza per l’uomo si ha quando comincia ad aprirsi al Dio totalmente altro, al Dio che si fa incontro.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Normale nel mondo è colui che investe denaro per accumulare sempre più, per avere successo, per riuscire, per conquistare. In realtà c'è una vera anormalità! Se uno ragiona radicalmente secondo Cristo, viene definito pazzo, gliel’hanno detto anche a Gesù, i suoi lo andavano a prendere perché dicevano: «È impazzito» (Mc 3,21) perché realmente richiamava una realtà definitiva, ultima. È tutta questa realtà che deve essere manifestata. Costruiamo una nuova società basata esclusivamente sullo stupore di essere figli di Dio, di essere l’uno nell'altro e di essere un popolo diverso, dove non ci sono più né ricchi né poveri, dove non ci sono più differenze sociali; finalmente una società che non è più poggiata sul possedere, sull’investire per avere, sull’arricchirsi per separarsi, ma impostata sulla libertà stupenda che viene dall’essere figli di Dio, dove i primi saranno gli ultimi e dove gli ultimi saranno i primi perché coloro che erano ultimi per primi hanno capito il grido di Dio!
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Lug 31, 2017 12:16 pm

Il Regno dei Cieli per ogni cristiano è come qualcosa di piccolo come un seme di senape o un pò di lievito che se viene coltivato o impastato con amore diventa una cosa grande dentro di noi. E' questo il messaggio di Gesù: che se lasciamo che il Regno dei Cieli entri dentro di noi esso diventerà come un grande albero oppure una grande pasta lievitata che riesce a fare diventare anche noi dei "grandi" nella fede.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Mar Ago 01, 2017 11:11 am

VANGELO (Mt 13,36-43)

Come si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,36-43)
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.


OMELIA

«Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e buono...» (Es 34, 6s). Le affermazioni che oggi leggiamo ci riempiono il cuore di gioia e sono un inno alla speranza. Se quando ci si allontana da Dio il timore cresce, tuttavia insieme ad esso dovrebbe aumentare la fiducia di non essere mai abbandonati e/o lasciati a noi stessi. Il Signore conosce fin troppo bene il limite a cui è sottoposta la condizione umana, e si china sulla sua creatura per risanarla e infonderle coraggio. Dopo la scena tremenda della rottura delle tavole dei dieci comandamenti, ce ne viene proposta un'altra armoniosa e quasi surreale. Dio parla con chiunque voglia consultarlo e si rivolge a Mosè faccia a faccia. Eppure questo è un episodio tutto costruito sulla richiesta di perdono, evidentemente, per Dio, la domanda di cancellare la colpa è già indice di cambiamento di vita. Il Dio misericordioso lo si ritrova nel Vangelo, in cui non è interpellata solo la comunità cristiana, ma tutto il mondo. Il Regno di Dio è infatti una realtà che concerne tutti gli uomini, al di là del credo religioso e al di là di qualsivoglia differenziazione. Il grano e la zizzania crescono dovunque, l'importante, anche qui, è saper attendere il tempo di Dio, in cui tutto il male e tutto il bene saranno svelati nella loro pienezza.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Davanti ad ogni situazione, è necessario assumersi la propria responsabilità. Non bisogna lavarsene le mani. Non si può scaricare sugli altri la risposta, o dire in maniera elegante: «Si arrangino», come fanno i discepoli di fronte alla folla che ha fame. Gesù è molto deciso: «Date loro voi stessi», cioè «Scoprite il cuore, spremete
le meningi, datevi da fare, non chiudete gli occhi; dopo aver visto, non fate finta di non aver visto». Datevi da fare, e non piangete! I cristiani si piangono sempre addosso perché non hanno voglia di uscire dai loro sepolcri! Fate posto, accogliete! Che bello quando non ci saranno più i ricoveri dei vecchi perché tutti i vecchi saranno nelle nostre famiglie; quando non ci saranno più i manicomi perché i matti usciranno e verranno a guarire i matti che sono fuori dal manicomio! Che bello quando non ci saranno più le mense dei poveri perché le nostre case offriranno sempre un pasto a Cristo che passa e i cristiani si organizzeranno perché non ci sia più nessuno solo nel mondo! Questo è il nostro lavoro! Trasformate in Vangelo vivente le vostre famiglie, cosa fate altrimenti?

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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ago 01, 2017 8:25 pm

Gesù spiega ai suoi discepoli la parabola della zizzania, allusione al Giudizio Universale in cui il Padre che ha seminato il buon seme cioè le persone buone, sarà separato dalla zizzania che poi sarebbero i cattivi, seminata dal diavolo e i mietitori che poi sarebbero gli angeli separeranno gli uni dagli altri e la zizzania sarà bruciata all'Inferno mentre i buoni risplenderanno come il sole in Paradiso dove li attenderà Dio Padre Onnipotente.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Mer Ago 02, 2017 10:06 am

[size=16 Mercoledi della XVIII settimana del Tempo Ordinario
Messaggio Andrea Oggi alle 7:59 am

Mercoledi della XVIII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mt 13,44-46)

Vende tutti i suoi averi, e compra quel campo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».


Parola del Signore.


OMELIA


La vita dei santi ci mostra in che modo essi abbiano vissuto la rivoluzionaria scoperta del tesoro del Vangelo. Sant'Antonio abbandona tutto, all'età di diciotto anni, per andare a vivere nel deserto; san Francesco d'Assisi prende alla lettera le parole che gli chiedono di non portare con sé, in cammino, né bisaccia né bastone; sant'Ignazio si converte alla lettura della vita dei santi nel suo ritiro forzato di Manresa; santa Teresa, alla fine della sua vita, dice: "Non mi pento di essermi donata all'amore". Il tesoro nascosto nel terreno della nostra vita chiede non solo di essere scoperto, ma anche di essere anteposto a tutto quanto. Per scoprirlo occorre lo sguardo perseverante di un cercatore che non si fermi sulla via. Ma, una volta capito che proprio là si trova il lieto messaggio, capace di dare senso alla nostra esistenza e di portare la salvezza al mondo, esclamiamo con sant'Agostino: "A lungo ti ho cercata, bellezza nascosta, tardi ti ho trovata; io ti cercavo fuori di me, e tu eri in me!". Saremo in grado oggi di dire al Signore che è il nostro tesoro? Diciamoglielo con tutto lo slancio di cui è capace il nostro cuore, donandoci a lui. Il tesoro non si nega a chi lo scopre, si lascia possedere per nascondersi poi di nuovo. Si dà a chi è pronto a perdere tutto pur di impossessarsene. Il solo modo per ottenerlo veramente è di darci a lui, dal momento che riconosciamo in lui il nostro Signore e il nostro Salvatore, Gesù Cristo. Questa perla di grande valore, che ha dato la propria vita per riscattarci dal potere del male, vuole farsi conquistare da noi in cambio della nostra fede e del nostro abbandono al suo amore, qualunque sia la nostra richiesta o il nostro modo di vita. Rivolgendoci a lui dicendo "Mio Signore e mio Dio", noi possiamo possederlo e, insieme, farne dono agli altri. Questo tesoro, infatti, ha questa particolarità: per poterlo tenere, bisogna dividerlo con altri; esso si sottrae invece a chi vorrebbe privarne gli altri. L'"Amen" che oggi pronunceremo nel ricevere il Corpo di Cristo possa manifestare la nostra gratitudine e, insieme, il nostro desiderio di farne dono ai fratelli.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Mer Ago 02, 2017 10:09 am

Le parabole del tesoro e della perla ci parlano entrambe dell'importanza del Regno di
Dio per ottenere il quale ha senso vendere e lasciare ogni altra cosa.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ago 02, 2017 6:02 pm

Per ogni uomo la scoperta del Regno di Dio dev'essere qualcosa di speciale e di prezioso, come un tesoro o una perla preziosa, dice Gesù, sta a noi cercarlo e tenercelo stretto quando lo troviamo.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Gio Ago 03, 2017 10:11 am

Giovedi della XVIII settimana del Tempo Ordinario
Nuovo messaggio Andrea Oggi alle 6:58 am

Giovedi della XVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 13,47-53)


Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi.


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni
nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.


Parola del Signore.



OMELIA

Leggiamo ancora una parabola del Regno e della fine del mondo. Affluiscono pesci buoni e pesci cattivi nella rete gettata dal Signore nel mare del mondo. Noi, specie se ci annoveriamo nell'ambito dei buoni, siamo impazienti di vedere la selezione finale. Procura un enorme fastidio vedere pasci cattivi appesantire inutilmente la rete con il rischio di farle strappare, come irrita vedere che la zizzania invade il campo e addirittura sembra prevalere sul grano buono, che appare come mortificato da quell'erbaccia. Il Signore sa che il male ci infastidisce, sa del nostro zelo e della nostra impazienza, mentre noi non siamo in grado di comprendere né il suo amore né la sua giustizia, né la sua pazienza. I tempi di Dio sono molto diversi dai nostri: Egli vede in chiave di eternità, noi siamo impauriti dal tempo che ci sfugge per condurci alla fine. Il nostro senso di giustizia e molto approssimativo e sommario. Egli, il Signore. Solo Lui, sa coniugare perfettamente amore e giustizia, misericordia ed equità, presente e futuro... Dobbiamo saper attendere quell'ultimo giorno e imparare sin da ora che l'argomento dell'esame sarà l'amore sentito e manifestato concretamente nella carità operosa. Allora vedremo anche la sorte dei pesci cattivi e della zizzania. Vedremo ardere anche i fastelli dei tralci secchi, ma soprattutto comprenderemo che i primi a beneficiare dell'attesa e della pazienza di Dio siamo stati proprio noi. Allora la nostra perplessità o incomprensione di oggi si cambierà in canto di lode e di benedizione in eterno. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE QUOTIDIANA

Quella donna, che veniva da Canaan, quindi pagana, si prostra ai piedi di Gesù. Per Dio nessuno è straniero; egli è Padre di tutti, tutte le genti sono salvate da lui. È la fede il nuovo elemento che unisce tutte le genti in un solo popolo. Dio ci ha chiamati a gridare con la vita che siamo tutti figli di Dio e non c'è più nessuno straniero. Siamo stati scelti da Dio fin dall’eternità per manifestare che Dio è Padre di tutti. In che modo lo manifestiamo? Il mondo ci capisce solo dalla nostra vita perché manifestiamo in noi, in questo corpo mortale, la vita del figlio di Dio che è dentro di noi, ed immergendoci in Cristo ci immergiamo nella misericordia di Dio!

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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Gio Ago 03, 2017 11:04 am

 Nella parabola di quest'oggi il soggetto sono i pesci che sono pescati nella rete; pesci buoni e meno buoni. I pescatori, una volta giunti sulla riva, si siederanno per raccogliere e separare i pesci buoni dai cattivi, e questi ultimi verranno gettati via. Gesù si riferisce al Giudizio finale; intende dire che il Regno di Dio è aperto a tutti, a tutti è donata questa opportunità di salvezza, ma nel Regno di Dio vi entreranno solo coloro che alla fine dei tempi saranno ritenuti i “pesci buoni”, cioè coloro che avranno fatto la volontà del Padre. Gli altri, ovvero coloro che hanno deciso di non seguire il Signore (i “pesci cattivi”), saranno “gettati nella fornace ardente”, in quelle tenebre dove non si “vede” il Signore, dove non si gode della Sua presenza e della Sua gloria.
Non sappiamo quando il Signore ci chiamerà, ma le nostre certezze devono avere solo una meta:il Regno di Dio. Gesù ci ha tracciato la strada affinché nel Giudizio finale possiamo essere riconosciuti come" pesci buoni".... arduo è il cammino, ma conoscendo la strada, dobbiamo avere la pazienza di sapersi ogni giorno bisognosi di essere ri-pescati e la perseveranza nell'amore che accompagnerà la nostra vita.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Ago 03, 2017 1:50 pm

Una rete viene gettata in mare e raccoglie ogni genere di pesci alcuni buoni e alcuni cattivi...
Un'altra parabola che allude al Giudizio Divino di Dio: quelli buoni resteranno quelli cattivi verranno gettati via, e la folla capisce questa parabola e dice a Gesù che hanno capito. Poi Gesù aggiunge che uno scriba che diventa discepolo di Dio è come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose vecchie e cose nuove. cioè la sua vecchia mentalità con una più nuova e più giusta.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Ven Ago 04, 2017 9:50 am


Rispondere citando Venerdi della XVIII settimana del Tempo Ordinario
Messaggio Andrea Oggi alle 6:43 am

Venerdi della XVIII settimana del Tempo Ordinario



VANGELO (Mt 13,54-58)

Non è costui il figlio del falegname? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Parola del Signore.


OMELIA

Nel Vangelo di oggi abbiamo una reazione all'insegnamento di Gesù. L'evangelista Matteo precisa dove nasce la contestazione a Gesù. Non nelle strade, non tra il popolo dove Gesù ha operato, guarito, consolato e perdonato i peccatori. Nasce nella sinagoga dove Gesù ha la pretesa di insegnare. La classe colta, che non comprende l'insegnamento di Gesù, è quella che si dimostra più restia ad accettare il suo messaggio di salvezza. Gesù non è attaccato sul contenuto del suo insegnamento ma disprezzato per le sue umili origini; Egli non proviene dalla classe sacerdotale e vuol pretendere di insegnare la sua dottrina nella sinagoga! Può capitare anche noi di non voler accettare un consiglio o un insegnamento. Può, allora succedere che siamo tentati a colpire quelli che riteniamo i nostri avversari sul piano personale. Gesù invece ci insegna a non disprezzare ciò che ci sembra umile. E' l'invito a non giudicare dalle apparenze e nel saper accettare tutti senza nessun pregiudizio. (Padri Silvestrini)



MEDITAZIONE QUOTIDIANA


La persona umana raggiunge il massimo della propria libertà nel momento in cui prende decisioni, sceglie, giudica. L'uomo è la sua scelta. Il mondo si modifica in bene o in male in ogni scelta che l'uomo compie. Se scegliamo secondo l'ottica di Dio entriamo nelle libertà dei figli di Dio e il mondo si trasforma in «un nuovo cielo e in una nuova terra» (cfr. Ap 21,1); se scegliamo secondo l'ottica mondana, noi entriamo nella schiavitù del peccato e la creazione viene sottoposta alla violenza (Rm 8,l9-23). Alla domanda: «Chi te lo fa fare?», il mondo risponde: l'interesse immediato, il piacere, l'attuazione di un proprio progetto di vita, la sicurezza riposta nel possesso, l'affermazione dell'Io. Per noi cristiani l'ottica è scegliere ciò che è giusto agli occhi di Dio, essere continuamente nel Padre, non aver nulla di nostro da difendere, essere servi del suo amore, essere disponibili fino ad espiare il peccato del mondo, essere solo un gesto d'amore su questa terra. Che i sentimenti di Cristo siano dentro di voi in modo che sappiate guardare tutto con gli occhi di Cristo in un'ottica diversa da quella che vede il mondo.

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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Ven Ago 04, 2017 10:45 am

La sua "venuta" a Nazaret è identica alla sua "venuta" nella nostra vita. A Nazaret va in scena tutta la nostra vita, quella di ogni giorno, fatta di piccole e semplici cose. Anche noi abbiamo bisogno di Gesù che ci aiuti nella nostra quotidianità, abbiamo bisogno di Lui che guidi la nostra poca fede. Da quel giorno nella sinagoga di Nazaret sono passati 2000anni, ma i contrasti sulla sua identità sono accesi, spesse volte nascosti dalla cenere del tempo, ma basta una scintilla per riattivare quel fuoco di incredulità, dimentichi che è RISORTO!
Spesso le nostre case divengono sinagoghe dove non vogliamo vedere ne ascoltare la voce di Lui che ci parla: è Cristo vivo in tuo marito, in tua moglie, in tuo figlio.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Ago 04, 2017 10:46 am

Gesù torna nella sua patria, dov'era conosciuto da tutti semplicemente come il figlio del falegname Giuseppe e di sua moglie Maria, non comprendono il suo nuovo ruolo cioè di Salvatore del mondo, per loro è rimasto sempre uno come tanti ed era per loro motivo di scandalo. Gesù allora a causa della loro incredulità disse che un profeta è disprezzato di più nella sua patria, e a causa di ciò fece pochi prodigi.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Sab Ago 05, 2017 9:33 am

Sabato della XVIII settimana del Tempo Ordinario
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Sabato della XVIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 14,1-12)


Erode mandò a decapitare Giovanni e i suoi discepoli andarono a informare Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!». Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta. Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Parola del Signore.


OMELIA


La liturgia di oggi ci propone una delle pagine più crudeli del Vangelo: il martirio di Giovanni Battista. Il precursore del Signore lo anticipa anche con l'effusione del sangue in nome della verità. Il suo coraggio è premiato con la corona gloriosa del martirio. La difesa dei valori fondamentali della vita non può ammettere compromessi. E' duro, per noi applicare fino in fondo questa legge. Siamo tentati a considerare questo episodio con un brillante esempio della vita di un santo ma che è lontano dalla nostra vita. Volgiamo invece l'attenzione di Erode, che sembra riluttante ad essere complice di quello che è un omicidio eppure compie un gesto obbrobrioso. Erode, senza rendersene conto, è costretto però, costretto ad accettare il martirio di Giovanni non solo dal desiderio di vendetta di Erodìade; è proprio la sua condotta di vita che lo conduce inesorabilmente a scelte drammatiche. E' qui l'insegnamento anche per noi, in tutte le situazioni della vita e non necessariamente così estreme. E' l'invito a considerare sempre la nostra condotta di vita piuttosto che colpevolizzare sempre «gli altri» per scelte che sentiamo non conformi alla vera giustizia. Cerchiamo di vedere quanto effettivamente noi siamo costretti a subire i condizionamenti esterni o piuttosto non siamo sempre alla ricerche di scusanti per i nostri atteggiamenti. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE QUOTIDIANA


«Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Il rinnegamento è perdere ciò che non è me stesso, perché la nuova creatura, Cristo, regni dentro di me. Non è un rinnegare per negare, è un rinnegare per affermare la novità della vita. Sarebbe assurdo ogni rinnegamento di noi stessi se non ci fosse quell’andar dietro a Gesù perché è lui la creatura nuova. «Prenda la sua croce e mi segua»: ci si incammina in un cammino di amore e di salvezza, quindi si è disposti a prendere la croce. Quante volte vi ho detto che chi dice di amare e non è capace di soffrire per chi ama, è una barzelletta! La caratteristica dell’amore su questa terra sarà sempre quella di essere un amore crocifisso: non per nulla Gesù ha voluto rimanere crocifisso con noi. La croce ci sarà sempre, però è croce che dà la vita.


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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Sab Ago 05, 2017 10:15 am

Il racconto di Matteo si apre con la scena dell'assassinio del Battista da parte di Erode Antipa, tetrarca della Giudea. La morte tragica di Giovanni, il precursore, anticipa quella di Gesù. Giovanni, l'ultimo dei profeti, il più grande, che, con il suo martirio compiuto dal potere omicida di Erode, apre la strada al Messia: Gesù.
La debolezza di Erode è la nostra debolezza, paura di lasciarsi conquistare da Dio, paura di lottare con Cristo nel deserto delle tentazioni, essere "martiri" con Lui, e sperimentare che l'uomo non vive di solo pane ma di ogni parola che esce dalla bocca del Padre.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ago 05, 2017 11:26 am

Erode ha paura...
Ha timore di quello che ha fatto, su istigazione di Erodiade cioè di aver fatto decapitare Giovanni Battista, ed ora vede in Lui: Gesù, che ha il potere di fare prodigi. Lui però non sa che il compito di Giovanni era di preparare la strada al Messia, ed ora che Gesù si è rivelato ha paura di quello che ha fatto.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Mar Ago 08, 2017 11:45 am

Re: Vangelo di Gesù - Anno A
Messaggio Andrea Oggi alle 6:24 am

Martedi della XIX settimana del Tempo Orsinario




VANGELO (Mt 15,1-2.10-14)



Ogni pianta, che non è stata piantata dal mio Padre celeste, sarà sradicata.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Riunita la folla, disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l'uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l'uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».

Parola del Signore.


OMELIA


La domanda che scribi e farisei rivolgono tendenziosamente a Gesù, offre al Maestro l'occasione per continuare la catechesi circa il perfezionamento della legge antica. Così, egli ne approfitta per svolgere una riflessione sulla purità. Il nucleo della purezza, insegna, è il cuore, perché da qui nascono i gesti e le parole. Il «puro-impuro» non lo si stabilisce in base a ciò che entra nell'uomo o lo tocca, ma in base a quanto esce dal cuore. È come se Gesù ci dicesse che la bocca dell'uomo va intesa come megafono del cuore, quindi dei sentimenti e dei pensieri, invitandoci a non fermarci all'esterno, ma a considerare l'interno, il centro della vita. Dal cuore nascono le intenzioni malvagie e le cattiverie. Ed è sempre dal cuore dell'uomo che scaturiscono i sentimenti buoni, le intenzioni di carità, la disponibilità verso i fratelli, gli atteggiamenti di misericordia. Di conseguenza la nostra bocca può assomigliare a un vulcano che erutta distruzione, oppure a una sorgente di doni, una preziosa sorgente di acqua fresca e salutare. Ma la questione vera è il cuore. È attraverso un cuore purificato che entriamo in comunione con Dio Padre e con i fratelli. È attraverso questo cuore che orientiamo la vita nel bene e nel male e operiamo le scelte importanti. Liberiamo allora il cuore e la mente dagli ostacoli che ci tengono lontani dall'amicizia con Dio, e impariamo a generare gesti e parole di pace.

MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Gesù rivela la sua passione e morte. Dopo aver rivelato che lui è il Figlio di Dio, adesso può manifestarsi e dire qual è il disegno del Padre su di lui, disegno che accetta totalmente. Gesù svela la sua libertà nell'amore al Padre che prevede questo suo passaggio attraverso la morte per la redenzione degli uomini. In tal modo i suoi apostoli arrivano a capire che facendo società con Gesù e mettendo la loro vita con la vita di Gesù, non possono ritirarsi, non possono stare con lui solo quando compie i miracoli o quando si trasfgura sul monte, e poi tirarsi indietro quando è crocifisso. È la nostra storia: una volta accettato di stare con Gesù, non possiamo tirarci indietro quando il Signore ci chiede di condividere la sua croce per la resurrezione, per la salvezza. D'altra parte non c'è redenzione, non c'è salvezza senza passare per la croce! Redenzione vuol dire riportare l'uomo al suo essere primitivo, come era nel disegno del Padre, e non si può riportarlo senza passare attraverso la crocifissione. Questo elemento lo scegliamo liberamente e coscientemente anche noi: è una conseguenza necessaria dell'amore!


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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Mar Ago 08, 2017 1:09 pm

 La vita dei farisei era fondata su l'osservanza fedele di ogni minimo precetto della Legge. 
Il valore della tradizione e al problema dell'impurità rituale., portano i farisei ad non accogliere la persona di Gesù, ma tutto è dettato da un comportamento ipocrita , che sostituisce l'amore di Dio all'osservanza di norme esteriori.
Il testo evangelico testimonia come per Gesù non ci sia più nulla che renda impuro l'uomo, se non il suo peccato. Perciò non si tratta di abolire la legge sulla purità di cibi, ma interiorizzarla.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ago 08, 2017 6:01 pm

Gesù condanna il comportamento dei farisei, essi rimproverano Lui e i suoi discepoli perchè mangiano senza lavarsi le mani e allora Gesù risponde a tutti che non è ciò che esterno a rendere impura una persona ma ciò che dice. Allora i suoi discepoli gli dicono che a sentire questo i farisei si sono scandalizzati, ma Gesù risponde che ogni pianta che non è stata piantata dal Padre Suo verrà sradicata, cioè chi non ascolta veramente Chi dovrebbe essere ascoltato non è degno di nota, e che i farisei sono guide cieche che non vanno prese in considerazione perchè inducono il popolo all'ipocrisia.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Mer Ago 09, 2017 10:52 am

Mercoledì 9 Agosto 2017
XIX Settimana del Tempo ordinario
VANGELO
Ecco lo sposo! Andategli incontro!
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene". Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora".
Parola del Signore.

OMELIA
Le letture bibliche per le feste dei santi hanno lo scopo di farci comprendere come questi amici di Dio hanno vissuto e incarnato eroicamente la Parola di Dio con perfetta coerenza. Santa Teresa Benedetta della Croce, in secolo Edith Stein, Vergine e martire, è rimasta affascinata da una voce misteriosa che l'ha convinta e avvinta con profondi e inscindibili legami di amore allo Sposo divino. È questa in sintesi la storia della sua conversione e della sua piena adesione a Cristo. «Ecco, la condurrò nel deserto». Sì, proprio da un dialogo e da una proposta divina di intimità sgorga la convinta risposta di un totale dono di sé al Signore. «Parlerò al suo cuore. Mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza». È un vero atto sponsale con cui in antico Dio solennemente legava a sé il suo popolo con una alleanza perenne: «Io sono il tuo Dio, tu sei il mio popolo». Era una promessa di reciproca fedeltà sempre mantenuta da Dio, molte volte tradita e disattesa dal popolo eletto. Ora alle anime predilette e pronte a rispondere, il Signore dice amorevolmente: «Ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore». La sposa che conosce",
ama e si sente amata è vigilante e trepidante quando è in attesa dello sposo, come le vergini sagge del brano evangelico. Poiché la sposa è ignara dell'ora dell'arrivo dell'amato, ha con sé ardente la lampada dell'amore e un buon rifornimento di olio, che significa la perseveranza, la vigilanza e la prontezza nell'ascolto. Sono le condizioni per entrare a far parte del gioioso corteo nuziale degli eletti e poi per essere ammessi con l'abito nuziale al festoso banchetto. «Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". Dinanzi a Dio non sono mai ammessi colpevoli ritardi: Dobbiamo affermare sempre il suo primato nella nostra vita. «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora». (Padri Silvestrini)
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Mer Ago 09, 2017 11:19 am

Oggi, la Liturgia della Parola ci presenta una parabola che solo Matteo scrive, quelle delle dieci vergini. Matteo scrive questa parabola nel contesto della lunga attesa e come viverlo; esortando al discernimento e alla vigilanza, dal momento che nessuno può conoscere il quando del ritorno del Signore. Vivere nell'attesa del ritorno del Signore non significa dimenticare il presente, ma la consapevolezza del suo ritorno deve stimolare l'uomo ad un impegno nella vita di tutti giorni. Nella stoltezza delle vergini c'è un po' di noi, affaticati da una vita sempre di corsa, spesse volte ci dimentichiamo di alimentare la nostra fede, e l'olio che deve illuminare la fede ci viene a mancare rischiando che Gesù nel buoi della vita non ci riconosca....non permettiamo che il nostro olio finisca perchè ciò che conta è <entrare nella gioia del Signore> con la luce della fede.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ago 09, 2017 1:43 pm

Per Gesù il Regno dei Cieli significa anche saper aspettare il giorno in cui si rivelerà al mondo. Come dieci vergini che aspettano lo sposo, e bisogna anche saper portare le nostre virtù come l'olio in piccoli vasi per la lampada che serve per la luce eterna come hanno fatto le cinque vergini sagge, chi invece non è in grado di aspettare è come le cinque vergini stolte che non portano con sè una riserva di olio e vengono escluse da Dio e dallo Sposo e dice loro di vegliare perchè non sono state prudenti come le altre.
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Re: Vangelo di Gesù anno A

Messaggio  annaxel il Gio Ago 10, 2017 8:53 am

Giovedi della XIX settimana del Tempo Ordinario
Messaggio Andrea Oggi alle 6:21 am

Giovedi della XIX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Gv 12,24-26)


Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.


OMELIA


La figura di un martire così lontano da noi crea non pochi problemi. Alle già scarse notizie si aggiunga che il suo ricordo si è sedimentato in tradizioni che ne offuscano la veridicità storica. È come se celebrassimo un personaggio mitologico che poco o niente ha a che fare con la fede. È solo la Parola di Dio che può dare spessore a questi santi, ormai messi nel dimenticatoio se non fosse per i vari onomastici che vi si celebrano. Il servizio e il martirio sono due componenti basilari del dinamismo cristiano, attraverso di essi la fede trova la sua pienezza e la sua ragion d'essere. Sarebbe interessante sapere quale risonanza aveva nella vita di questi santi la parola che abbiamo letta e come percepivano il "dare testimonianza", qual era la loro relazione con la morte che essi affrontavano coerentemente con la loro scelta di servizio. Ma ciò che si chiede ad un tempo così lontano, non si può fare a meno di vederlo intorno a noi in molte persone che vivono il loro cristianesimo con slancio e semplicità. Il celebrare i martiri ha senso in quanto in essi celebriamo tutti quei cristiani che nella vita testimoniano Cristo attraverso i piccoli, ma altrettanto dolorosi, martirii quotidiani. Insieme a san Lorenzo ricordiamo i genitori che soffrono per i loro figli senza perdere la speranza in Dio, coloro che sono oppressi dalla malattia e sanno fare del loro dolore una fonte positiva di bene, tutti coloro che pur vivendo situazioni disagiate economiche, fisiche e morali sanno mantenere viva la loro fede. Non è forse anche questo martirio? E se vissuto in unione alle sofferenze di Cristo non diventa servizio a favore di tutti i fratelli? "Se il chicco di grano caduto in terra non muore...". (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù prende l'esempio del chicco di grano che se non muore rimane solo; se invece muore produce molto frutto, e ci dischiude orizzonti infiniti. Ci dice che chi s’incapsula in se stesso, si chiude cioè nel suo egoismo ed egocentrismo, si autodistrugge. L'uomo infatti è un "essere per". È una originalità destinata ad essere in comunione. L'identità vera dell’uomo è essere se stesso per gli altri. L'uomo diventa veramente se stesso quando diventa popolo. Quando l'uomo capisce che è un essere per gli altri e si dona, raggiunge la sua pienezza ed esce dalla sua solitudine.

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