Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Pagina 1 di 8 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Sab Ago 12, 2017 8:32 am

Sabato della XIX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO  secondo Matteo (Mt 17,14-20)


Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile. 

+ Dal Vangelo 


In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell'acqua. L'ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: "Spòstati da qui a là", ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».


Parola del Signore. 


OMELIA

 
"Nulla è impossibile a Dio": egli è l'onnipotente, il suo stesso pensiero è in se creativo. A chi agisce nel suo nome viene dato il potere di compiere le sue stesse opere. Egli ha promesso: "In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch'egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre ". In questo contesto comprendiamo la delusione e l'amarezza di Gesù sentendo dire da un padre che implora la guarigione del figlio epilettico: "L'ho portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo". Deve costatare di avere a che fare con una generazione incredula e perversa e con discepoli ai quali deve dire di non aver potuto scacciare quel demonio: "Per la vostra poca fede". È significativo che Gesù non chiede ai suoi e a noi una fede eroica, ma ci dice semplicemente: «Se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: "Spostati da qui a là", ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile». Dobbiamo ricordarci però che i doni di Dio, la fede è sicuramente uno dei più importanti, sono conservati in vasi di argilla ed sono simili alle lampade delle vergini che attendono l'arrivo dello sposo nel cuore della notte: devono essere opportunamente alimentate e con prudenza bisogna conservare sempre una scorta si olio. Ciò significa concretamente: la pratica della vita cristiana, la frequenza ai sacramenti, le opere buone, la carità fraterna. Mosè nella prima lettura di oggi ci ricorda i precetti da vivere ed insegnare: "Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai". Così quel granellino di fede potrà germogliare anche in ciascuno di noi. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù sembra dare una risposta piuttosto sbrigativa a una domanda, che poteva essere approfondita con grande utilità, se non dei farisei, almeno dei credenti di tutti i tempi. Lo fa, perché non può che prendere atto della visuale ristretta degli interroganti, che si limita a porsi nell'ottica dello stretto obbligatorio e del lecito a tutti i costi; Gesù vuole abituare i suoi a ben altri orizzonti. Invita i credenti ad approfondire l'argomento alla luce degli avvenimenti pasquali, che permetteranno di intendere in pienezza, come Gesù abbia vissuto il suo «matrimonio» con l'Israele di tutti i tempi. Prima degli avvenimenti pasquali, avrebbero capito ben poco tutti, anche se si fosse impegnato a spiegarlo a fondo. Chi non afferra il significato profondo del matrimonio e della verginità cristiana, troverà sempre il modo di aggrapparsi a giustificazioni per evadere. Sono doni che vengono dall'alto e che vanno chiesti con insistenza e amore.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ago 12, 2017 8:52 am

Un uomo chiede aiuto a Gesù: suo figlio è epilettico e sta così male che neppure i suoi discepoli sono riusciti a scacciare il demonio che è in lui. Allora Gesù dice di portarlo da Lui e dopo aver minacciato il demonio il ragazzo guarì. Poi i suoi discepoli gli chiesero perchè loro non sono riusciti a guarirlo e Gesù risponde che è stato per la loro poca fede, e che se avessero avuto fiducia in Lui anche solo come un granello di senape potevano compiere prodigi e miracoli eccezionali.
Rolling Eyes
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Sab Ago 12, 2017 1:48 pm

L'episodio, riguarda la guarigione del giovane epilettico, e sottolinea l'impotenza dei discepoli separati da Gesù. Il dialogo tra Gesù e il padre del ragazzo indemoniato serve a mostrare la ragione dell' insuccesso subito dai discepoli:  la loro poca fede .Eviden­temente quella dei discepoli è davvero poca, se Gesù dice che essa non arriva nemmeno alla grandezza di un granello di senape... "O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi?". E' il grido di Gesù che risuona anche per noi, generazione di poca fede  che, pur conescendo le sue opere  non siamo capaci di fidarci di Dio e di abbandonarci al suo volere: fonte di eterno amore.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Domenica della XIX settimna del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Ago 13, 2017 8:41 am

Domenica della XIX settimna del Tempo Ordinario


VANGELO  secondo Matteo (Mt 14,22-33)



Comandami di venire verso di te sulle acque. 


+ Dal Vangelo 


 Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra sponda, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: “è un fantasma!” e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio!”. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


La paura e la mancanza di coraggio rappresentano un notevole ostacolo ad una vita di fede e d'amore. Anche noi, proprio come gli apostoli sulla barca, possiamo lasciarci paralizzare dalla paura, che ci impedisce di vedere quanto Cristo ci sia vicino. Egli è l'Emmanuele, il Dio-con-noi, ed è anche il Dio della natura, che comanda alle tempeste e a tutte le forze distruttrici: "Egli annunzia la pace... La sua salvezza è vicina a chi lo teme" (Sal 85,9-10); anche quando ci sembra di essere su una barca a "qualche miglio da terra e... agitata dalle onde, a causa del vento contrario", egli non è mai lontano da ognuno di noi. Come san Pietro, dobbiamo essere pronti a rischiare la nostra sicurezza e l'eccessiva preoccupazione per noi stessi, se vogliamo che la nostra fede si rafforzi. Cristo dice ad ognuno di noi: "Vieni". Per rispondere e per andare a lui, a volte, dobbiamo attraversare le acque della sofferenza. Che cosa succede, allora, quando, sentendo la forza del vento, cominciamo ad avere paura e ad affondare? Per superare la paura si deve seguire l'esempio di Gesù: "Salì sul monte, solo, a pregare". La fede si rafforza solo con una pratica regolare della preghiera. 


Ultima modifica di Andrea il Dom Ago 13, 2017 2:18 pm, modificato 3 volte

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ago 13, 2017 11:26 am

Gesù dopo che la folla ebbe mangiato, voleva stare un pò da solo a pregare e dice ai suoi discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva. Mentre pregava si accorse che c'era molto vento e allora camminò sulle acque per raggiungere gli altri, che vedendolo credettero di vedere un fantasma, ma Gesù li rassicurò dicendo loro che era Lui, e allora Pietro per metterlo alla prova chiese se poteva raggiungerlo camminando sulle acque e Gesù gli disse di venire e mentre stava quasi per raggiungerlo un forte vento fece vacillare l'apostolo che gridò a Gesù di salvarlo. Allora Gesù lo rimproverò perchè aveva dubitato e tutti gli altri discepoli sulla barca si prostrarono davanti a Lui dicendo che Lui era davvero il Figlio di Dio.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Dom Ago 13, 2017 1:15 pm

Come i di discepoli di allora, anche noi siamo spaventati dagli eventi che minacciano la nostra vita, spese volte il vento che ci investe è talmente forte che mette in pericolo la fede in Colui che tutto può. Siamo figura di Pietro, spinto da fede genuina, anche se momentanea, cammina sulle acque e va incontro a Gesù; presto la fede viene meno, la paura prevale e Pietro cade, come capiterà ancora.  No, non è capace, come noi non siamo capaci, di camminare davvero su ciò che ci spaventa, Vorremmo, ma non siamo così coraggiosi.
Solo il Maestro può dominare le paure che frenano il totale abbandono a Lui. Noi non siamo capaci, ma il Signore ci sfida, ci spinge ad osare.... E' in quei momenti di paura che Gesù verifica la nostra fede, allora coraggio! Ricordiamoci che al timone c'è Lui, che non permetterà mai che la sua barca affondi.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Lunedi della XIX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Ago 14, 2017 8:51 am

Lunedi della XIX settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Lo uccideranno, ma risorgerà. I figli sono liberi dal tributo. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,22-27)
In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: "Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà". Ed essi furono molto rattristati. Quando furono giunti a Cafarnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: "Il vostro maestro non paga la tassa?". Rispose: "Sì". Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: "Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?". Rispose: "Dagli estranei". E Gesù replicò: "Quindi i figli sono liberi. Ma per evitare di scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te".

 
Parola del Signore.


OMELIA 


La prima parte di questo vangelo la si comprende bene, è il secondo dei tre annunzi della passione, sappiamo la profondità teologica che questi hanno nei sinottici, ma la seconda parte, quella del tributo e della moneta nella bocca del pesce ci è difficile afferrarla, stentiamo ad immaginarci una storia che sembra uscita da un libro di fiabe. I commenti che si trovano su tale pericope sono tutti improntati a rapporti cristiano e stato, chiesa e società, pagare o meno le 
tasse non provocando scandalo, all'essere, insomma, buoni cristiani e bravi cittadini. Cose queste che hanno una loro bontà e che pur giuste, non mettono tuttavia in evidenza il fatto che Gesù qui sta nuovamente proclamando la sua divinità. Le applicazioni pratiche non dovrebbero mai far perdere di vista che i vangeli sono stati scritti non come una istruzione morale ma come un'opera catechetica atta a far comprendere il fondamento della fede, il quale risiede nella proclamazione del Cristo vero Figlio di Dio, uguale al Padre nella sostanza, e che è morto ed è risorto. Tale realtà, al tempo in cui l'evangelista scrive, aveva trovato il suo compimento e la sia pur breve tradizione di allora che cercava di metterla in risalto. Allora, ciò che deve spiccare è il breve discorso di Gesù e non tanto la conclusione, che pur avendo un suo valore didattico, non ha certamente la portata delle parole di Cristo, che si proclama, Figlio di Dio e uguale al Padre, al quale l'unico tributo è la figliale obbedienza. (Padri Silvestrini)



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù dice; «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso». Cosa vuol dire il Signore con queste parole? Qual è l'effetto che produce il fuoco? Il primo effetto è che brucia e purifica, infatti se mettete l'oro, che è sempre una mistura, il fuoco lo purifica e diventa veramente oro. La vita di Gesù è il fuoco che accende la nostra vita e ci purifica. Gesù è il fuoco, ma il fuoco soprattutto cosa fa? Quando un pezzo di ferro viene buttato nella fornace, nel forno, che qualità acquista? Da pezzo di ferro rigido, diventa malleabile. Da freddo come diventa? Caldissimo. Da tetro, opaco che era, come diventa? Luminoso! Noi siamo quel ferro: opachi, duri, tignosi, oscuri... e invece, buttati nella fornace di Gesù, il nostro cuore si trasforma. Questo forno si accende forte forte durante la Messa, nel momento della consacrazione, preparato dalla Parola di Dio. Guardatevi se siete opachi!

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Ago 14, 2017 11:18 am

Gesù preannuncia la Sua Morte e in seguito Resurrezione ai suoi discepoli e loro ne sono rattristati perchè non capiscono le sue parole. Giunti a Cafarnao alcuni chiedono a Pietro se il Maestro non paga la tassa per il tempio e lui dice che la paga, dopo un quesito a Pietro, Gesù gli dice di pescare il primo pesce che trova e di pagare la tassa per entrambi. Gesù accetta tutto quello che gli viene imposto agli uomini e lo fa per dare un buon esempio per chi crede in Lui e perchè tutti accettino le regole fatte dagli altri.
Wink
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Lun Ago 14, 2017 5:25 pm

Questo brano inizia con l'annuncio di Gesù su di un evento che cambierà il mondo:  "Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà"... per due volte Matteo ci riporta l'annuncio sulla passione di Gesù, ma oggi si legge:Ed essi furono molto rattristati.....solo rattristati?continua....
Matteo proclama, con questo racconto, la libertà dei discepoli. Ogni ebreo adulto era tenuto a versare una tassa annuale per il tempio di Gerusalemme, così viene richiesta anche a Gesù. Gesù si serve di questa richiesta per svelare il suo mistero, per dirci qual è la vera relazione che esiste tra Lui e il Padre. Lui è il Figlio del Padre e come tale non deve pagare alcuna tassa. Gesù pagherà la tassa, sottomettendosi ad essa per non scandalizzare i piccoli nella fede. Così agendo, insegna ad ogni suo discepolo di essere sempre irreprensibile. l
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Assunzione della Beata Vergine

Messaggio  Andrea il Mar Ago 15, 2017 8:50 am

Assunzione della Beata Vergine

VANGELO 



Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente: ha innalzato gli umilI


+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Parola del Signore. 


OMELIA 


La festa dell'Assunzione è purtroppo nota ai più solo come "Ferragosto", ma è la più importante tra quelle della Madonna: celebra il mistero della nostra risurrezione che nella persona di Maria (la sola tra tutti!) è già avvenuto. E' come celebrare quindi la nostra pasqua, ciò che in noi deve ancora avvenire e che avverrà, dunque è la nostra festa, la festa di ciò che saremo. Maria è entrata con il corpo nella vita divina, nella gloria; vive già da ora la vita di risorta. Questa festa è antichissima anche se la proclamazione del dogma dell'assunzione risale solo al 1950. Ma perché è stata fissata il 15 Agosto? Basta guardarsi attorno. L'estate è al culmine, i colori sono al massimo della loro densità: le rose, i girasoli, il blu del mare, il verde delle foreste. È tutto molto intenso ... si potrebbe dire che più di così ... si muore. La natura infatti muore, sfiorisce, ma solo perché è arrivata alla sua pienezza; muore sì, ma per consumazione, per pienezza di vita. La vediamo quasi "sfatta", ma solo per il suo eccesso di fioritura. La festa di oggi ci vuole dire anche un po' questo: Maria è colei che ha vissuto appieno la sua vita in Cristo. Sempre e ovunque ci si imbatterà su Maria che tiene in braccio il bambino: è la rappresentazione che prende nome di Theotokos, la madre di Dio. Maria è anzitutto questo: il trono di Gesù, luogo dell'ostensione, un supporto per lui, è il suo corpo e infatti solitamente lei è raffigurata enorme e lui piccinissimo. Lei è la visibilità di Gesù e questo, in fondo, è il ruolo della chiesa. Solo dal XIII secolo in poi Maria viene raffigurata sempre più da sola, senza il bambino. Questo riflette un cambiamento anche della mariologia e della pietà mariana: è infatti da questo momento che inizia la degenerazione di questa figura e del suo messaggio, così importante per ogni cristiano. Solo in riferimento a Cristo, infatti, Maria ha senso. Solo in quanto Madre di Dio, vera credente, arca dell'alleanza, tenda del convegno, immagine del popolo di Dio, sposa, figlia, corpo di Cristo, sua visibilità, luogo visibile dell'ostensione di qualcosa che è sempre tanto piccolo. Solo così si comprende davvero questa maestosa figura. 
Quando invece la si staccherà da questo mistero, non la si comprenderà più. Quando infatti, e saranno molte le omelie a farlo oggi, si parla delle sue grandi virtù, della sua esperienza, di quello che faceva, di quanto ha gioito o sofferto, semplicemente non si sa cosa si dice, perché il vangelo tace completamente su tutto questo. La sua esperienza è stata la sua, originale e particolarissima quanto può esserlo la mia e la tua, tanto più quella di Maria fu la sua come quella di nessun altro. Se sia stata una donna esemplare o una "madre snaturata" non ne sappiamo poi gran che. Certo ha vissuto in modo quanto mai vicino e inaudito l'esperienza della fede e in questo ci è davvero madre e modello. Ma più ancora: guardando a lei dovremmo vedere cosa accade a noi: 
impariamo a vederla come sorella. (a cura delle Benedettine del Monastero di San Luca Fabriano) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Oggi la Vergine Maria sale, gloriosa, in cielo. Quale ha dovuto essere l'esaltazione degli angeli e dei santi, quando hanno potuto ascoltare la sua voce, e vedere il suo volto ed esultare, infine, della sua presenza benedetta! E per noi, fratelli amatissimi, quale occasione di solennità nella sua Assunzione gloriosa! Quale causa di gaudio e quale fonte di gioia, oggi! La presenza di Maria illumina il mondo intero, tanto il cielo risplende, irradiato dalla luce della Vergine santissima. È dunque a ragione che risuonano nei cieli il rendimento di grazie e la lode. Perché non abbiamo quaggiù una città permanente, e cerchiamo quella in cui oggi la Vergine Maria è giunta. Se noi siamo già iscritti nel numero degli abitanti di quella città, è bene oggi ricordarcene e condividere quella gioia per la quale oggi esulta la città di Dio. Essa ricade oggi come rugiada gioiosa sulla nostra terra. Sì, ella ci ha preceduti, la nostra Regina, ci ha preceduti ed è stata ricevuta con tanta gloria che con fiducia questi piccoli servi seguono la loro sovrana gridando: "Conducici con te, Maria, noi accorriamo all'odore dei tuoi profumi!". 
SAN BERNARDO


Ultima modifica di Andrea il Mar Set 19, 2017 9:40 am, modificato 1 volta

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ago 15, 2017 11:31 am

Nel giorno di Ferragosto si celebra l'Assunzione di Maria in Cielo. Lei è stata la futura Madre del Figlio di Dio, e quando il Figlio è asceso al Cielo ha voluto che anche la Sua Santissima Madre venisse in Cielo anima e corpo. Lei ha creduto subito alle parole dell'Altissimo, Elisabetta sua parente l'ha chiamata: "benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno", e nonostante Maria fosse stata una privilegiata all'annuncio dell'Angelo lei si è definita semplicemente l'ancella del Signore. Per la sua umiltà e devozione al Figlio è stata premiata ed è ora la Protettrice degli Uomini e un Modello di Santità.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Mercoledi della XIX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Ago 16, 2017 8:25 am

Mercoledi della XIX settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 

Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore. 


OMELIA 



Sgorga dal comandamento dell'amore il dovere di correggere il fratello. Molti per dovere e per missione debbono assolvere a tale compito perché maestri, educatori e comunque impegnati nell'insegnamento. La chiesa tutta, sin dalle origini, per comando dello stesso Cristo, ha ricevuto il mandato di andare di annunciare e di testimoniare le verità rivelate. Così il Regno di Dio si sta estendendo sino agli estremi confini della terra. Nella vita quotidiana sperimentiamo continuamente debolezze ed errori; ciò è insito nella nostra fragile natura umana. Come è importante e salutare allora che ogni volta ci sia accanto a noi un fratello che pieno di amore intervenga a darci la salutare correzione! Occorre però da ambo le parti, in chi corregge e in chi riceve l'ammonizione, la bella virtù dell'umiltà, che ci consente di dare e di accogliere quanto viene suggerito nel modo migliore. Invocare la libertà dell'individuo per esimersi dal correggere o dal ricevere la correzione è un gravissimo errore che induce al lassismo e a gravi mancanze di carità cristiana. È intimamente legata alla correzione fraterna la legge del perdono, la capacità di sciogliere i lacci del male, i desideri di vendetta e le barriere dell'odio. Senza questa virtù dovremmo rassegnarci a vivere in continua tensione, in incessanti conflitti famigliari e di ben più ampie proporzioni, come frequentemente accade. Dovremmo essere per vocazione e per grazia, costruttori di pace perché datori di perdono. Non dovremmo mai dimenticare che Cristo si è incarnato, ha accettato la passione e la morte proprio per garantirci il perdono, per scioglierci dai lacci del male e garantirci la risurrezione finale. (San Gratiliano) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù evidenzia alcune condizioni per la sua sequela, propone come scelta radicale la scelta della povertà. «Riceverai cento volte tanto»: è tutto vero, perché appena tu non possiedi più niente, non hai più nulla, sei totalmente libero e immediatamente crei una nuova parentela con tutti e trovi tanti fratelli e tante sorelle, tante case e campi. In fondo la scelta radicale ultima è quella della libertà, perché tu entri completamente nell'amore e allora sei libero, libero, libero! Pensate che novità di vita! Se lo Spirito Santo vi desse l'amore capace di dire: «Gesù, faccio vita con te»! Fare vita col Signore significa che lui riempie completamente il tuo essere. La sequela del Signore chiede alcuni atteggiamenti e scelte fondamentali, ma noi siamo ammalati e condizionati dalla mentalità di questo mondo! Liberatevi dalle ideologie di questo mondo, entrate nel mistero della persona di Cristo! 

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ago 16, 2017 3:01 pm

Gesù dice che se una persona sbaglia bisogna ammonirla, o da sola o con tre testimoni oppure addirittura con tutta la comunità, se ti ascolta bene ma se non dà retta a nessuno allora la puoi ignorare come un estraneo, perchè errare è umano ma ostinarsi a non ascoltare per Gesù non è accettabile. Inoltre Gesù dice che se due o tre si mettono d'accordo per chiedere qualcosa al Padre Suo che è nei Cieli, Egli la concederà perchè dove c'è fede in Dio c'è anche Gesù in mezzo a loro.
I love you
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Gio Ago 17, 2017 8:43 am

Giovedi della XIX settimsns del Tempo Ordinario



VANGELO 


Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,21- 19,1)
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo 
malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.


Parola del Signore. 


OMELIA 


Il racconto dal libro di Giosuè ripropone la pagina certamente più epica del passaggio del Mar Rosso. Infatti, qui gli Israeliti si trovano "solo" a guadare un fiume, ma esso è il confine che li divide dalla terra promessa e dunque riveste un'importanza fondamentale per la storia di questo popolo disperso per tanti anni nel deserto. Le cose non saranno state di certo così facili, la convivenza e/o lo scontro con altre popolazioni indigene avranno senz'altro portato delle integrazioni a scapito della purezza della fede, oppure delle lotte per salvaguardarne l'integrità. Ma tutto questo ci dice ancora una volta che quella del credente è una vita in cui bisogna ricominciare sempre da capo, in cui occorre attraversare mari (o fiumi) che ci fanno agognare la terra promessa. È insomma un essere "gettati" senza sicurezze nel grande mare dell'avventura con Dio che ci provoca a scoprire sempre nuovi orizzonti, a dirigerci verso mete inesplorate, ad osare di continuo senza farci troppe domande. È il medesimo procedimento che dovremmo applicare per il perdono cristiano, così come è espresso nel vangelo. Anche questa maniera essenziale di "esserci" del cristiano, si sostanzia come una magnifica avventura, in cui si è chiamati, non solo a dare il perdono, ma ad essere segno del medesimo perdono di cui ognuno di noi è stato fatto oggetto da parte di Dio. Il perdono, però, non è qualcosa che si improvvisa dall'oggi al domani, ma cresce con il crescere della consapevolezza di essere stati amati prima di tutto noi dal Signore. E queste possono risuonare ancora una volta come belle 
espressioni prive di qualsivoglia contenuto. E di nuovo occorre sottolineare come il cristianesimo si vive sulla propria pelle, facendone esperienza, non è un espressione intellettuale o cultuale. Esperienza di vita. Concreta. Viva. D'ogni giorno... (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUAOTIDIANA


Non esiste più il concetto; «Io sono tanti anni che lo servo e allora devo avere di più dell'amicizia di Dio rispetto a te che sei arrivato adesso». No, non ha senso, perché l’uguaglianza è fondata sul dono gratuito di Dio. Gli uomini sono tutti uguali perché a tutti Dio offre la sua salvezza. Non ci sono altri elementi che fondano una giustizia e un rapporto di giustizia tra gli uomini se non questo. Ogni uomo è uguale perché a ciascuno viene proposta la salvezza, perché è immagine di Dio, è figlio di Dio, perché Dio offre un rapporto con lui a tutti, sempre e ovunque. Dal momento che uno accetta la salvezza di Dio, vive questa salvezza ed estrinseca anche la sua dignità, la manifesta. Ma la dignità la aveva già da prima, perché la dignità proviene dal fatto che Dio fa la proposta, e quando Dio fa la proposta vuol dire che l'uomo ha un’infinita dignità perché è nel punto di partenza il principio di dignità, non nella quantità della corrispondenza! Fra di noi non c'è chi vale di più e chi vale di meno! Non c'è differenza fra di noi, o stima, o rapporto in base alle diverse funzioni. Il rapporto è tutto sul fatto che Dio, nella sua infinita bontà, ci offre la salvezza.


_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Ago 17, 2017 10:38 am

Pietro chiede a Gesù quante volte dovrà perdonare il proprio fratello e Gesù risponde: "fino a settanta volte sette!" vale a dire: sempre! Poi racconta una parabola di un servo che doveva una grande somma al suo padrone che alle suppliche del servo gli condona il debito. Poi incontrando un suo compagno che gli doveva denaro lui lo supplicò di avere pazienza con lui, ma il servo malvagio lo fece gettare in prigione e i compagni vedendo l'accaduto lo riferirono al padrone che sdegnato con quel servo perchè non aveva avuto pietà del suo compagno lo diede in mano ai suoi aguzzini finchè non avesse pagato tutto. E Gesù conclude dicendo che così farà il Padre Suo che è nei Cieli se non perdoneranno di cuore i fratelli. Per Gesù il perdono è molto importante perchè è così che si diventa suoi discepoli: perdonando. Così come farà Lui sulla Croce che perdonerà sia i suoi nemici che coloro che lo crocifissero.
I love you
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Gio Ago 17, 2017 11:08 am

La Parola del Vangelo é un'esortazione alla reciprocità del perdono, dono di Dio per ciascuno di noi e fondamento dell'esperienza comunitaria. Nella preghiera che Gesù ci ha insegnato (PadreNostro), emergere la richiesta di aiuto a Dio per essere perdonati e l'aiuto per perdonare i nostri fratelli. Gesù sapeva bene quanto sia arduo a l'uomo perdonare....in questo brano,
Gesù vuole farci comprendere quanto siamo debitori nei confronti di Dio e quanto egli sia misericordioso condonandoci questo debito che abbiamo contratto con lui a causa del peccato.... Allora con l'aiuto di Dio perchè non perdonare al fratello tutte le volte che ci hanno fatto del male?

avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Venerdi della XIX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Ago 18, 2017 8:17 am

Venerdi della XIX settimana del Tempo Ordinario

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Venrdi della XIX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Ago 18, 2017 8:27 am

Venrdi della XIX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. 


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,3-12)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: "Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne"? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca». 


Parola del Signore. 



OMELIA 


Se il discorso sul perdono di cui abbiamo parlato nel commento di ieri, spinge ad irrobustire la nostra fede e a viverla coerentemente, non meno esigente si mostra la richiesta di fedeltà di cui è portatore il vangelo odierno. L'episodio si inserisce all'interno di un'ennesima diatriba tra Gesù e i farisei. Questi, da rigidi custodi della legge sanno che c'è una norma, fatta risalire a Mosé, per cui è lecito ripudiare la propria moglie, ma Gesù vi si oppone decisamente facendo prevalere i diritti-doveri della persona sulla legge stessa. È la legge a servizio della persona e non questa sottomessa a quella. Nel libro di Giosuè troviamo una grande liturgia commemorativa, probabilmente una celebrazione di rinnovamento dell'Alleanza, in cui Israele fa memoria, attraverso l'ascolto, delle grandi gesta compiute da Dio in favore del suo popolo. Ascolto e Parola sono due dimensioni che troviamo in entrambe le letture. Se l'ascolto avviene come memoriale allora la Parola si attualizza: ciò che viene letto non è la storia di altre persone, ma è la mia storia, ne sono coinvolto personalmente. Così il vangelo ci indica che verso la Parola occorre una "fedeltà creativa": sappiamo quanto siano deleteri i fondamentalismi di ogni genere, specialmente dove hanno a che fare con il letteralismo. Preservare la lettera è certamente cosa buona, ma esserne ostinatamente vittime è distruttivo per sé e per gli altri. Non c'è bisogno di scandalizzarci per la rigidità dei farisei, pensiamo invece ai vari fondamentalismi, in campo religioso e non, che scorgiamo oggi in questo nostro mondo ed anche, perché no, dentro di noi! 
(Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



La salvezza è offerta a tutto il mondo, buoni e cattivi, e questa offerta è sempre presente, per cui ti consola perché puoi sempre riprenderti. Però il Signore ci dice: «Una volta che hai accettato l’invito, non fare orecchie da mercante, non fare il finto tonto». Il Signore viene a vedere se hai la veste nuziale, cioè le opere di giustizia che accompagnano la tua presenza. Ognuno di noi guardi il suo posto nella Chiesa ben bene, consideri come lo vive nella propria vocazione, vada fino in fondo con quella profonda responsabilità che viene da un bisogno enorme di amare. La nostra dignità richiede un'estrema serietà altrimenti ci verrà detto: «Amico, non hai la veste nuziale!».

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Ago 18, 2017 10:32 am

Gesù spiega ai farisei che vogliono metterlo alla prova, che all'inizio della Creazione Dio aveva creato l'uomo e la donna per stare insieme e che non bisogna dividere ciò che Dio unisce. Poi i farisei gli chiedono che se è così perchè allora Mosè ha concesso loro l'atto per ripudiare? E Gesù risponde che il grande profeta ha concesso questo per la durezza del loro cuore, ma Dio non la pensa come loro e chi ripudia la propria moglie per sposarne un'altra commette adulterio, perchè Dio Padre Onnipotente vuole l'unità non la divisione e chi accetta questo compie un grave peccato.
study
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Ven Ago 18, 2017 10:36 am

La controversia presentataci da Matteo prende lo spunto dall'interpretazione di Dt24,1-4, la norma sul divorzio. Alcuni maestri ritenevano la legge sul divorzio applicabile solo a casi molto gravi, per altri, invece anche per motivi di minore importanza.Gesù porta a nuova luce ciò che le leggi degli uomini avevano soffocato per mezzo di precetti umani. Ciò vale soprattutto per l’amore umano. che è l’espressione più vicina all'amore che Dio ha per ognuno di noi.  Gesù' rifiuta l'idea del divorzio e pone allo stesso tempo uomo e donna su un piano di parità. Il matrimonio è una chiamat, a fondamento dell'amore della coppia c'è la grazia con cui Dio ha reso uno quelli che erano due. Il brano richiama un'altra Parola importante di Gesù, che fa riferimento al “celibato”: “Vi sono alcuni che si sono fatti eunuchi per il Regno dei cieli”.In questa prospettiva vi sono alcuni chiamati a una vita vissuta interamente <per il Regno>, vita che esclude il matrimonio. L'essere <eunuchi> per chiamata e per scelta diviene un segno del valore assoluto del regno dei cieli.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Sabato della XIX settimana del Tem,po Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Ago 19, 2017 8:52 am

Sabato della XXV settimana del Tem,po Ordinario

VANGELO 


Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli.


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,13-15) 
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, 
infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Prendersi cura dei bambini e preoccuparsi di loro perché di essi è il regno dei cieli. L'amore di Gesù per i bambini ci deve far riflettere, soprattutto in un'epoca in cui, spesso, li si trascura o li si rifiuta in molti modi. Si richiede una grande generosità soprattutto ai genitori, ma anche a tutti noi nel nome di Cristo, perché non si tema di avere bambini, di dedicare più tempo e di pensare di più alla loro educazione. Potrebbe essere questo un modo di compiere ciò che piacque tanto al nostro Signore, quando le madri gli portarono i loro bambini perché imponesse loro le mani. Ciò implica il fatto che i bambini possano ricevere il sacramento del battesimo molto presto e che vengano ben preparati perché approfittino presto nella loro vita della confessione e, soprattutto, della santa Eucaristia, mentre assimilano a poco a poco la dottrina cristiana che viene loro insegnata perché siano in grado di rispondere alla vocazione ricevuta da Dio. Ciò non riguarda soltanto le madri, ma deve essere compreso, grazie all'aiuto di Cristo, da tutti i fedeli, sacerdoti e laici, così come non ci si deve curare solo dei bambini piccoli, ma del processo di formazione nel suo insieme: in ciò consiste il divenire simili ai bambini, cioè il divenire più simili a Cristo.



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



L’amare il Signore Dio nostro con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la forza è la conseguenza di una percezione profonda di Dio, ovvero nessun altro al di fuori di Dio può essere il termine della nostra vita, può essere lo scopo dell'esistenza, perché il Signore è solo lui, ed è colui nel quale la nostra vita si risolve. È colui dal quale veniamo, al quale andiamo, per il quale siamo stati creati. Di fronte a questo fatto tutto è di passaggio, non esistono scopi particolari, esiste uno scopo solo. Nessun altro può essere un assoluto al quale tu doni la vita e per il quale la spendi. L'unico per il quale anche razionalmente puoi spendere la vita è solo il tuo Signore. Spendendo la tua vita per lui entri in una comunione infinita, allora da Dio procede ogni rapporto, perché reso capace di un rapporto d'amore infinito. Se non hai questo rapporto d'amore con Dio, o non lo cerchi, quale rapporto ci può essere? La difficoltà o l'impossibilità di rapporto fra noi è sintomo di un mancato rapporto con Dio. Il fatto che non ami tuo fratello non è il male più grave; il male è un altro, è che tu non hai ancora il dono stupendo dell'esperienza dell'unicità del Dio della tua vita e del rapporto con lui.


Ultima modifica di Andrea il Dom Set 24, 2017 8:42 am, modificato 1 volta

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ago 19, 2017 10:34 am

Gesù accoglie i bambini a sè perchè secondo Lui a chi è come loro è il Regno dei Cieli, nel senso che come i bambini hanno bisogno di cure, di affetto, di una casa e di qualcuno che li protegga, così dovranno essere gli uomini che vanno alla ricerca di Dio e del Suo Regno.
sunny
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Sab Ago 19, 2017 2:19 pm

Non si entra nel Regno per la bravura o per l’importanza, ma soltanto perché si accetta di farsi piccoli e umili. Il gesto di Gesù è originato dal modo contrastante con cui i giudei trattavano i bambini: essi da una parte erano prospettiva di ricchezza e di benedizione per la famiglia, desiderati e attesi con gioia; ma come persone erano esseri socialmente inutili, chiamati solo ad obbedire e a stare sottomessi agli adulti.  Gesù che si manifesta qui nell'accogliere i fanciulli, affidando loro il Regno dei cieli, perché essi sono i poveri in spirito di cui egli parla, chiamandoli “beati”, ovvero "felici". L'imposizione delle mani su di loro è un gesto di benedizione, segno che la salvezza è comunicata a quanti vivono, come i bambini del tempo di Gesù, la semplicità dei bambini sarà la logica che dovrà rivoluzionare gli aspetti più quotidiani della vita dell'uomo.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2828
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Dom Ago 20, 2017 9:15 am

VANGELO 



Donna, grande è la tua fede!


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,21-28)
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidóne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita. 

Parola del Signore. 


OMELIA 

Dio viene a noi, ma noi non sempre gli andiamo incontro. Si manifesta in molti modi diversi, ma non sempre viene riconosciuto e accolto dal suo popolo. A volte, tuttavia, viene accolto in luoghi e modi sorprendenti. Nel Vangelo di oggi, vediamo Gesù partire verso un luogo inatteso: la regione fra Tiro e Sidone, abitata da pagani. Il suo arrivo non passa inosservato: gli va incontro una donna cananea, qualcuno, dunque, che non apparteneva ad Israele. La donna è spinta verso Gesù dai suoi bisogni, non dalla fede. Quali siano i suoi bisogni e quali quelli della figlia è chiaro, tanto più che la donna li esprime a gran voce, con una violenta insistenza: implora la pietà di Gesù, grida perché egli la aiuti e, soprattutto, non desiste. La donna, tuttavia, non esprime solo e soprattutto i propri bisogni: riconosce, infatti, Gesù come Signore, come figlio di Davide. Il suo grido di disperazione si purifica così diventando preghiera. Del resto, quando a Messa diciamo o cantiamo: "Signore, abbi pietà", non ripetiamo, in un certo senso, le parole e la venerazione della donna cananea?



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Nella Chiesa siamo un'unità vivente: non c'è il superiore, l'inferiore; questi sono tutti nomi che abbiamo inventato noi; Gesù ha detto: «Voi siete tutti fratelli». Ci sono diverse funzioni, diversi ruoli. Sapete cosa sono le funzioni, i ruoli? Sono diverse manifestazioni di amore ma siamo tutti alla pari. «Voi siete tutti fratelli». Come nel corpo ogni parte ha le sue funzioni (le mie mani lavano, i piedi camminano) così io vado da quel mio fratello che ha delle specifiche funzioni. Se voglio lavarmi non vado a chiedere ai piedi che mi lavino le mani, è una cosa normale che lo facciano le mani. Sono funzioni diverse perché necessarie, ma in quanto provengono dall'amore sono tutte uguali. Sono distinte come servizio. La Chiesa è se stessa quando visibilizza la sua natura: società di uguali, con diverse funzioni tutte importanti, dalle più in vista (l'autorità) alle più nascoste (vita contemplativa). Siamo una società di uguali la cui dignità vien fuori dall'essere membra dello stesso corpo, dall'avere lo stesso padre e dal fatto che si sta a cuore allo stesso padre!


Ultima modifica di Andrea il Mer Set 20, 2017 9:06 am, modificato 1 volta

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5692
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ago 20, 2017 10:32 am

Gesù dice a quella donna cananea che non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini, e lei risponde che anche i cagnolini mangiano le briciole dei loro padroni, e a questa sensata risposta Gesù le dice che la sua fede è grande e da quel momento sua figlia guarì. Con questa metafora Gesù dice che non è bene prendere la Parola di Dio e darla agli animaletti e la cananea dice che anche questi possono assaggiarne un pò e vista la fede di quella donna Gesù esaudisce la sua preghiera.
albino
avatar
Giovanna Maria

Numero di messaggi : 1883
Età : 39
Località : Bisceglie
Data d'iscrizione : 20.09.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 1 di 8 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum