Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Gio Set 21, 2017 1:59 pm

L'evangelista Matteo (Levi-Matteo), presenta la sua chiamata; quel <seguimi> detto da Gesù poteva avere solo un'unica risposta:< si alzò e lo seguì>. Il chiamato lascia tutto e aderisce a Gesù, cioè lo segue; si tratta di un “pubblicano”, cioè un esattore delle tasse al servizio dei romani, appartenente alla categoria di uomini considerati sfruttatori e strozzini, odiati dal popolo ed esclusi dalla comunità religiosa di Israele. Dire “pubblicano” equivaleva a dire “peccatore”.  L'episodio provoca una discussione sull'atteggiamento tenuto da Gesù verso i peccatori. Gesù incarna la <misericordia> di Dio, dove viene condannato il peccato e non il peccatore ed è così che Gesù risponde: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». 
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Venerdi della XXIV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Set 22, 2017 8:41 am

Venerdi della XXIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 

C'erano con lui i Dodici e alcune donne che li servivano con i loro beni. 


+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,1-3)
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

Parola del Signore. 


OMELIA 

È di primaria importanza il ruolo che le donne svolgono nella vita di Gesù. Sappiamo tutti della Madre sua, della vergine Maria. Quello delle altre donne è meno appariscente di quello degli Apostoli e dei Discepoli, ma non per questo meno incisivo. Cristo ha goduto dell'amicizia di alcune di loro come Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro; più volte egli si ritirava nella casa di Betania con i suoi discepoli e sappiamo in quelle circostanze di tutto lo zelo di Marta e del fervore che animava Maria, assetata della Parola del Signore. A loro restituì vivo il fratello, che da tre giorni era nel sepolcro. Oggi l'evangelista Luca ne menziona altre che erano state beneficate da Gesù: «C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni». È interessante la sottolineatura che Luca fa nel riferirci l'origine e la storia di quelle donne. Alcune di loro sicuramente sarebbero state definite donne non di buona fama e appartenenti a categorie che suscitavano il disprezzo dei giudei. Gesù ha un modo diverso di accogliere e di scegliere: egli accettando la loro preziosa collaborazione e annoverandole nella sua grande famiglia, vuole sottolineare ancora una volta che i prediletti del cuore sono i lontani che ritornano all'ovile, i peccatori e le peccatrici convertite. La storia conferma che spesso i più ardenti di amore, di gratitudine e di fervore apostolico, sono stati e sono ancora convertiti e convertite; persone che dopo aver sofferto la lontananza dal Signore, hanno poi goduto di un abbraccio di misericordia e si sono visti rivestiti di dignità nuova e ammessi dal Padre celeste al festoso banchetto nella casa paterna. È lo stile di Dio, spesso tanto diverso dalle nostre umane considerazioni. Quelle prime donne hanno poi segnato la storia sia nel testimoniare l'eroico coraggio di seguire Gesù fino al calvario, mentre gli apostoli erano in fuga, terrorizzati dagli eventi che rischiava di coinvolgerli in prima persona, sia nella schiera innumerevole di tante e tante altre, che si sono consacrate in modo totale ed esclusivo al Signore. (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Erode è divorato dalla sete insaziabile del potere: per poterlo mantenere è disposto a commettere anche le più feroci iniquità e, prigioniero del suo stupido orgoglio, taglia la testa a Giovanni Battista. Quante creature muoiono per salvaguardare gli interessi ignominiosi dei potenti in tutti i campi della vita? Quante volte ci si accorda anche con il diavolo per salvare il proprio posto sociale? Quante volte si sacrificano i deboli con i compromessi pur di difendere interessi ingiusti? L'uomo-padrone, che si sostituisce a Dio, prospera nell’ingiustizia e per mantenere il proprio potere ingiusto ha solo la guerra. L'uomo-padrone va sostituito con l'uomo-servo di Dio, obbediente alla legge di Dio che crea la società del gratuito, la civiltà dell'amore basata sull'amore di Cristo. Allora la pace sarà strutturale nella società e «giustizia e pace si baceranno».

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Set 22, 2017 11:38 am

Gesù nel predicare il Vangelo non è solo: ci sono con Lui sia i suoi amati Apostoli, che delle donne che li servivano con i loro beni, esse lo fanno per devozione a Gesù perchè hanno capito che non sono solo i miracoli che ha compiuto in loro sono importanti, ma anche la Sua Parola che dà vita è importante per la salvezza loro e del mondo intero.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Ven Set 22, 2017 2:20 pm

L'evangelista Luca è l'unico  che , sin dall'inizio della missione di Gesù, si ricorda delle donne, che, assieme agli Apostoli, seguono il Signore. Si tratta di donne che avevano fatto esperienza del potere di Gesù e che ora lo seguono. La novità non è solo nella presenza delle donne attorno a Gesù, ma anche e soprattutto l'atteggiamento in rapporto a loro, Gesù non ha paura di contaminarsi. A differenza dei maestri dell'epoca, Gesù accetta donne seguaci e discepole. La forza liberatrice di Dio, che agisce in Gesù, fa sì che la donna si alzi ed assuma la sua dignità.  Luca, vuole evidenziare il comportamento di Gesù con le donne,rendendolo agli occhi del mondo, un  modo sorprendentemente moderno: non ha problemi a parlare con loro in un epoca in cui la testimonianza delle donne non è accettata come qualcosa di valido, Gesù accoglie le donne e le considera testimoni, ed è a loro che affiderà il messaggio della resurrezione. 
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Sabatodella XXIV settimana del Tekpo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Set 23, 2017 8:54 am

Sabatodella XXIV settimana del Tekpo Ordinario


VANGELO 


Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza. 

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,4-15)
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Chi ha visto almeno una volta il bel gesto misurato e solenne del seminatore, il suo incedere tra i solchi con passo cadenzato, l'affondare la mano nel sacco per riempirla di seme e poi cospargerlo a pioggia nel campo, può ben comprendere quanto si addìca al buon Dio quell'immagine. Egli è il seminatore della vita, il fecondatore del seme, la fonte di ogni energia ... Il seme di Dio si cala nel campo dell'animo umano dove lo stesso Signore ha posto il terreno migliore e più fecondo. È da lì che poi Egli attende con paterna pazienza il germogliare del seme e poi i frutti da raccogliere. Il grande problema sta nella condizione del terreno su cui cade quel buon seme, sta nella situazione in cui si trova il nostro spirito, nella nostra capacità di accoglienza, o, ahimè, nel nostro rifiuto. Sassi, spine, strada, sono immagini eloquenti delle nostre umane situazioni, sono la misura della nostra religiosità, della nostra capacita di fare comunione con Dio mediante la Parola. Ci ricordano anche i tranelli della vita e le false valutazioni che ne facciamo dei valori. Purtroppo occorre attendere il momento del raccolto per 
poter valutare veramente gli effetti della cattiva preparazione del terreno; solo allora si valuta la perdita o si gode del frutto abbondante. Quanti rimpianti per le occasioni perdute! Quante amarezze per rifiuti inconsulti e stolti. Il terreno buono dove il seme feconda abbondantemente è quello spirito umile e docile che accoglie con amore la parola e la trasforma in azioni di grazie e di bontà. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Pietro era ben certo che Gesù era il Figlio del Dio vivente, inviato per compiere un cammino trionfale nella liberazione di Israele da ogni sudditanza. Gesù invece dice ai suoi apostoli che il Figlio di Dio, per compiere la sua missione di salvezza, dovrà passare attraverso la sofferenza, le umiliazioni, la morte in croce. Solo così arriverà alla risurrezione e attirerà tutti a sé. Per portare la vita nuova, Gesù e i suoi discepoli dovranno accettare la sofferenza, la persecuzione, la morte. L'uomo naturale rifiuta questa via da percorrere. Ma l’uomo nuovo, rinnovato per mezzo di Gesù, supera questo rifiuto, rinnega l'uomo vecchio, lo getta via per fare posto all'uomo nuovo, infatti chi è in Cristo è una nuova creatura.


Ultima modifica di Andrea il Mar Set 26, 2017 9:12 am, modificato 1 volta

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Set 23, 2017 9:31 am

Gesù racconta alla folla la parabola del seminatore, facendo capire che la fede ha molte reazioni in chi sente la Sua Parola, chi non è perseverante non sarà salvato mentre chi avrà fede produrrà e sarà salvato.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Sab Set 23, 2017 1:32 pm

La parabola del seminatore mette in risalto il coraggio e la fiducia nel contadino, che semina ovungue il seme senza badare al terreno, così il Signore annunzia a tutti la sua parola, nella fiducia che essa porti frutto. La domanda che i discepoli pongono a Gesù, porta alla spiegazione che riguarda la vita della Chiesa: quali le forze che impediscono alla comunità cristiana di accogliere la Parola e di essere così salvati.
Il seme produce frutto grazie alla perseveranza del contadino: se la parola di Dio vuole portare frutto deve essere annunciata, ascoltata, accolta nel cuore e creduta. Deve essere accolta e mantenuta saldamente, nonostante le tentazioni. Egli è il seminatore della vita, il fecondatore del seme, la fonte di ogni energia... Il seme di Dio si cala nel campo dell'animo umano dove lo stesso Signore ha posto il terreno migliore e più fecondo. È da lì che poi Egli attende con paterna pazienza il germogliare del seme e poi i frutti da raccogliere.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Dom Set 24, 2017 8:32 am

Domenica dell xxv settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 

Sei invidioso perché io sono buono? 
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,1-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo". Ma il padrone, rispondendo a uno i loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi". 

Parola del Signore. 


OMELIA 

Gesù ci svela quanto la sua logica sia diversa dalla nostra e la superi. Nella sua vigna c'è spazio per tutti e ogni ora può essere quella giusta. Così come ogni nostra situazione di vita deve essere la vigna che ci è affidata per curarla e metterla in grado di portare molto frutto e questo non per rinchiuderci egoisticamente in un ambito ristretto ma per riconoscerci, a partire dal concreto dell'esistenza, "lanciati sulle frontiere della storia", per essere cioè veri evangelizzatori e missionari. Siamo tutti pronti a riconoscerci tra gli operai che hanno accettato l'invito della prima ora, ma quale potrà essere la chiamata che il Signore ci riserva per l'ultima ora, per la sera della nostra vita? Riconoscersi tra i chiamati alla salvezza deve significare renderci disponibili ad accogliere ogni chiamata, anche la meno gratificante, la più difficile e dolorosa.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA

"Andate anche voi nella mia vigna!". Fratelli, vi domandate forse perché non si fanno venire tutti questi operai nella vigna del Signore allo stesso tempo? Vi risponderò che il disegno di Dio era di chiamarli tutti allo stesso tempo. Ma essi non vogliono venire alla prima chiamata, e ciò dipende dal rifiuto di coloro che sono chiamati. È il motivo per cui Dio stesso viene a chiamarli personalmente, alcuni al mattino presto, altri alle tre, alle sei, alle nove, gli ultimi infine alle undici. Cioè all'ora in cui egli pensa che essi rispondano al suo invito e si rechino a lui. È ciò che nota chiaramente l'apostolo Paolo nel suo caso: "Quando Dio si compiacque di scegliermi fin dal seno di mia madre" (Gal 1,15). Quando ciò è piaciuto a Dio, se non quando ha visto che Paolo rispondeva alla sua chiamata? Dio avrebbe voluto chiamarlo, certo, fin dall'inizio della sua vita; ma poiché Paolo non avrebbe risposto alla sua voce, Dio ha preso la decisione di non chiamarlo fino a quando ha visto che lui gli avrebbe risposto. È così che Dio ha chiamato il buon ladrone all'ultima ora, anche se avrebbe potuto farlo più presto, se avesse previsto che quest'uomo avrebbe risposto alla sua chiamata. Perché, se questi operai dicono che nessuno li ha assunti, bisogna ricordarsi della pazienza di Dio; sono gli operai che lo affermano, e non il padre di famiglia che non vuole turbarli nel loro lavoro. Egli dimostra di aver fatto, da parte sua, tutto ciò che ha potuto affinché essi possano venire sin dalla prima ora del giorno: "Egli uscì all'alba per prenderli a giornata". Così la parabola di Gesù ci dimostra, nel suo svolgimento, che gli uomini si danno a Dio in età diverse. E Dio vuole a tutti i costi impedire ai primi chiamati di disprezzare gli ultimi.
SAN GIOVANNI CRISOSTOMO

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Dom Set 24, 2017 8:47 am

VANGELO 


Sei invidioso perché io sono buono? 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,1-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo". Ma il padrone, rispondendo a uno i loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi". 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Gesù ci svela quanto la sua logica sia diversa dalla nostra e la superi. Nella sua vigna c'è spazio per tutti e ogni ora può essere quella giusta. Così come ogni nostra situazione di vita deve essere la vigna che ci è affidata per curarla e metterla in grado di portare molto frutto e questo non per rinchiuderci egoisticamente in un ambito ristretto ma per riconoscerci, a partire dal concreto dell'esistenza, "lanciati sulle frontiere della storia", per essere cioè veri evangelizzatori e missionari. Siamo tutti pronti a riconoscerci tra gli operai che hanno accettato l'invito della prima ora, ma quale potrà essere la chiamata che il Signore ci riserva per l'ultima ora, per la sera della nostra vita? Riconoscersi tra i chiamati alla salvezza deve significare renderci disponibili ad accogliere ogni chiamata, anche la meno gratificante, la più difficile e dolorosa.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



La realizzazione del progetto del Padre è costata molto a Gesù: persecuzione, croce, ignominia e morte, ma è risorto e vive per sempre. Cristo ha vinto la morte e chiunque vive in lui è una nuova creatura. La morte separa l’anima dal corpo, ma nella risurrezione Dio ci dona la riunificazione dell'anima e del corpo in una nuova vita. Così come Cristo è risorto e vive per sempre, anche noi risusciteremo l'ultimo giorno!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Set 24, 2017 9:46 am

Gesù con questa parabola di questo padrone della vigna che prende tutti a lavorare nella sua vigna, vuole farci capire che siamo tutti uguali di fronte a Dio, e che se paga gli ultimi prima di chi ha lavorato prima è perchè questi hanno più bisogno dell'Amore di Dio e quindi meritano più comprensione, perchè i primi sono i più privilegiati mentre gli ultimi sono i più indifesi e l'Amore di Dio è per tutti.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Dom Set 24, 2017 2:59 pm

La vigna è immagine classica del popolo di Israele. Matteo, con questo racconto capovolge il piano della giustizia sociale, il padrone della vigna rivela in realtà l'attenzione rivolta dal Signore agli <ultimi>, mostrando la sua gratuità e la sua generosità. Contestato dai lavoratori per il suo agire; il padrone, risponde a uno di loro, dicendo: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi. 
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Lunedi della XX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Set 25, 2017 9:22 am

Lunedi della XX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 

La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. 

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,16-18)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c'è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere». 


Parola del Signore. 

O
MELIA 

Luce. Parola semplice, parola meravigliosa. Per ognuno di noi è una parola carica di ricordi... Il lampo nella notte fa paura, i primi raggi del sole all'alba ridanno coraggio e speranza. C'è forse uno spettacolo più bello, un momento più esaltante di quando si raggiunge la cima di una montagna mentre spunta il sole? Come ogni avvenimento importante anche questo è preceduto da alcune prove. Dapprima la notte, una notte buia e fredda, a volte glaciale, resa ancora più penosa dai venti. Il momento tanto atteso tarda a giungere, bisogna aspettare, bisogna saper aspettare. Mentre le stelle sbiadiscono lentamente, l'orizzonte lontano si copre dolcemente di un alone chiaro, che si fa rosa col passare del tempo. Il momento atteso arriva, infine, quando una riga rossa sottile si staglia nel cielo e si ingrandisce a vista d'occhio verso l'est. Si leva il giorno. La luce della fede, questa luce preziosa, si accende nelle nostre anime allo stesso modo, se sappiamo aspettarla, sollecitarla con la preghiera. E la grazia segue la luce, la luce diventa grazia. Dio è presente. Con il battesimo noi abbiamo ricevuto questa piccola luce nel nostro cuore, nell'intimo della nostra anima. Ma può capitare che, col passare degli anni, la fiamma di questa piccola torcia diminuisca e tenda a spegnersi. Dobbiamo allora fare molta attenzione, vegliare e non accettare che si spenga definitivamente. Dobbiamo ravvivarla e conservarla sempre al centro della nostra vita in balia di dubbi e domande. Dobbiamo proteggerla e tenerla sempre accesa affinché possa illuminarci, guidarci nelle nostre scelte, nelle nostre decisioni o nelle nostre azioni, ed inondi tutta la nostra vita. Dobbiamo proteggerla e tenerla sempre accesa affinché la nostra vita sia essa stessa una luce per tutti quelli che incontriamo e che, come noi, cercano Cristo, fonte di ogni vera luce grazie al suo Amore infinito. 




MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Timoteo, figlio di padre pagano e di madre giudeocristiana, abbracciò il Cristo con l'aiuto di Paolo. Fu il primo vescovo di Efeso e Paolo lo definisce uomo di Dio, cioè tutto dedito al Signore. Paolo invita Timoteo a fuggire dalle discussioni cavillose, da invidie, litigi, maldicenze, sospetti cattivi, conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità. Come uomo di Dio deve tendere invece a ciò che è giusto agli occhi di Dio, alla pietà, a nutrire cioè sentimenti di compassione per le sofferenze altrui. Paolo esorta Timoteo a tendere alla fede, (alla relazione con Gesù basata sull’adesione piena alla sua vita e al suo insegnamento), alla carità (l'amore di Dio riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo), alla pazienza (capacità di soffrire per amore a causa di chi non è in Cristo Gesù), alla mitezza (fortezza basata sull’umile convincimento e non sull’imposizione violenta). Paolo scongiura Timoteo di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento, cioè l'intero deposito della fede che è Gesù, capo della nuova creazione. Vivere per Gesù, con Gesù, in Gesù è meraviglioso; mettere Gesù al centro del nostro cuore per fare di lui il cuore del mondo è la vita vera. 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Set 25, 2017 1:29 pm

Gesù parla alla folla e dice che non c'è niente di nascosto che non verrà alla luce agli occhi di Dio, e di fare bene attenzione alle sue Parole perchè a chi le ascolta sarà data la vita eterna mentre chi ascolta superficialmente sarà tolto tutto.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Lun Set 25, 2017 4:35 pm

 La parola di Dio è una lampada rassicurante che bisogna accendere nell'oscurità della notte. Se rimane chiusa nel libro della Bibbia, è come la lampada sotto un vaso.   La Parola, invece, vive di una vita propria, letta e riletta cento volte illumina le nostre profondità se abbiamo il coraggio di spalancare il nostro cuore. In questi tempi di fatica siamo chiamati come Chiesa ad interrogarci sulla Parola e a lasciarci interrogare dalla Parola. Accecati da tante luci, ci può sembrare insignificante la Luce che illumina i nostri cuori, ma è una luce che esce dalla Parola e con la sua potenza e la nostra testimonianza, alimenterà la fiammella che lo Spirito Santo, nel Battesimo, accende, per essere poi luce per tanti.





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Martedi della XX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Set 26, 2017 8:59 am

Martedi della XX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. 

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,19-21)
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


La prima lettura parla della "casa di Dio", la seconda, il Vangelo, della famiglia di Gesù. E' facile vedere il rapporto poiché nella Scrittura la parola "casa" può significare sia un edificio sia una famiglia. Per esempio quando la Bibbia parla della "Casa di Davide" può significare la sua abitazione, ma più spesso si tratta della famiglia, della stirpe di Davide. Chi ascolta le mie parole è per me fratello e madre... Ecco, se noi ascoltiamo la Parola di Dio e la mettiamo in pratica, diventiamo suoi fratelli, anzi sua madre   formiamo cioè la sua famiglia, siamo la "casa di Dio" siamo cioè nello stesso momento sua famiglia e suo tempio, cioè luogo dove lui abita. Si realizzano così le profezie di cui abbiamo letto nella prima lettura che Dio ha voluto abitare con gli uomini, non solo in mezzo a loro ma in loro, dentro di loro, per unirli tutti in un'alleanza che fa di essi un unico edificio, un'unica famiglia, e dirittura un unico corpo, il Corpo di Cristo. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gli apostoli non tolleravano che dei non cristiani operassero miracoli nel nome di Gesù. Lui però non ragiona come loro: Gesù guarda al bene che viene compiuto e al fatto che il suo nome venga annunziato. Chi impedisce il bene non è mosso dall'amore di Cristo. Per chiunque compie il bene gioisci, applaudi, aiuta: alla fine vedrai che tutto è a gloria di Dio!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Set 26, 2017 9:29 am

Gesù mentre sta con la folla che Lo ascolta gli mandano a dire che la Madre e i suoi fratelli lo aspettano, ma Gesù a questa notizia risponde che sua madre e i suoi fratelli sono vicino a Lui: sono coloro che ascoltano la Sua Parola e la mettono in pratica. Con queste parole Gesù non vuole ripudiare la Sua Santa Madre o la sua famiglia, ma fa capire che per essere suoi fratelli non basta un legame di sangue ma bisogna ascoltarlo e cercare la Sua Parola e metterla in pratica stando sempre vicino a Lui.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Mer Set 27, 2017 8:32 am

Mercoledi della XXV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO

 
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,1-6)
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni. 
Parola del Signore. 


OMELIA 


La costruzione della casa di Dio non è opera umana, edificare la Chiesa non è in potere degli uomini: solo Gesù ha questo potere e lo trasmette ai Dodici. Ma perché sia chiaro che quella loro non sia opera umana, chiede di non preoccuparsi di nulla, neppure di ciò che sembra indispensabile. La prima lettura ci mostra anche un altro aspetto. La costruzione è opera divina, noi dobbiamo portare come fondamento l'umile confessione dei nostri peccati: "Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia verso di te, mio Dio, perché le nostre colpe si sono moltiplicate". E' questa la condizione per "rialzare la casa di Dio", per "restaurare le rovine". Se mancano l'umiltà e il dolore per i peccati l'opera divina non si può effettuare e si avrà solo uno sterile tentativo umano. Se invece poniamo le autentiche fondamenta nell'umiltà e nel pentimento Dio può costruire e lo fa con la munificenza della sua misericordia. Ecco perché il salmo responsoriale ci invita: "Contemplate quel che il Signore ha fatto per voi, e ringraziatelo con tutto il vostro cuore". (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù è convinto che la conclusione del suo cammino terreno è molto vicina. Per questo risalta la sua determinazione di compiere la volontà del Padre fino all'estremo. Si mette in cammino decisamente. Gerusalemme è la città nella quale sono stati uccisi vari profeti. Gerusalemme è la città dove Gesù sarà elevato da terra. Dal momento di quell’innalzamento sulla croce, si creerà un flusso inarrestabile di genti che vanno da Gesù per accogliere la redenzione. Gesù morirà fuori dalle mura di Gerusalemme, assieme ai maledetti. Bisogna avviarsi decisamente verso Gerusalemme. La nostra Gerusalemme, verso cui bisogna camminare con decisione, è la società umana da redimere.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Set 27, 2017 8:46 am

Gesù chiama a sè i Dodici per dare loro un incarico molto importante: annunciare il Regno di Dio. Dice loro di portare con sè lo stretto indispensabile e di andare per le città e i villaggi per annunciare il Vangelo, e loro obbedirono andavano nel villaggi predicando e operando guarigioni perchè Gesù gli aveva dato questo potere. Gesù si fida dell'operato dei Dodici Apostoli, li ha scelti Lui ed ora li manda nel Suo Nome a compiere prodigi.
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Giovedi della XXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Set 28, 2017 8:24 am

Giovedi della XXII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose? 


+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,7-9)
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo. 


Parola del Signore. 

OMELIA 


Il Re Erode ha sentito parlare vagamente di Cristo, della sua dottrina nuova, delle sue opere, dei segni e prodigi che compie, ma tutto ciò ha generato in lui solo una divertita curiosità. Non è sorretto dalla fede e di conseguenza riduce tutto a dimensioni e ragionamenti umani. E' incapace di comprendere la chiamata divina, egli vorrebbe solo essere testimone di uno di quei miracoli dei quali tanto si parla. Il tiranno diventa la figura di tutti coloro che vorrebbero "vedere" Cristo, fidandosi della sola intelligenza, ignari che è impossibile all'uomo entrare nelle verità divine, senza il sostegno della fede e della grazia. Quanti ancora oggi vorrebbero "capire" Dio, ridurlo alle proprie dimensioni, pretendendo di darGli suggerimenti e direttive! Il salmista saggiamente ammonisce: "Nella tua luce, Signore, vediamo la luce". (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Quand'è che uno si volta indietro? Quando guarda la croce e vuol scappare via e il Signore gli dice: «Resta con me!». Hai una persona che soffre e ti viene voglia di mollarla e il Signore ti chiede: «Resta con me in croce!». Hai accolto un fratellino abbandonato ma ti vien voglia di buttarlo dalla finestra, e il Signore ti dice: «Resta con me in croce!». Quante volte viene la tentazione di tirarci indietro! Sulla croce la tentazione di tirarsi indietro è terribile: in quel momento nasce la vita, perché è nella croce che si genera la vita e se ti tiri indietro in quel momento tu cerchi il tuo buon Dio, il dolce Dio, invece lui vuole essere il tuo Dio amaro, ma tu cerchi il tuo dolce Dio: sta’ attento! Lì occorre il discernimento per non correre invano! Come fai altrimenti a discernere se è lo Spirito di Cristo o è il tuo spirito, o lo spirito del maligno che si traveste in spirito di luce?

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Set 28, 2017 12:19 pm

Il tetrarca Erode sente di parlare di Gesù ed è preoccupato perchè pensa che sia Giovanni il Battista che è morto a causa sua. Erode non cerca Gesù perchè ha fede in Lui ma solo perchè sa che Giovanni è morto e teme un suo ritorno anche in altre veci.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Gio Set 28, 2017 3:22 pm

Chi è Gesù? La figura di Erode Antipa, tetrarca di Galilea si affaccia nuovamente sulla scena; il potere politico è portato a chiedersi chi sia Gesù e, dunque, quanto egli sia realmente pericoloso; per rispondere davvero alla domanda  relativa all'identità di Gesù è però necessario cominciare e seguirlo; il rappresentate del potere, Erode, non è capace di farlo.
 Erode cercava di vedere colui di cui tutti parlavano, perché lo considerava un fenomeno da cui ci si aspettava opere spettacolari, e, quando lo incontrerà, resterà profondamente deluso dal fatto che il Signore non gli rivolgerà nemmeno la parola. Erode non aveva nessuna intenzione di incontrare la salvezza, ma era solo curioso di vedere la meraviglia di cui tutti parlavano. Quante persone fanno come Erode? ...per questo Gesù dirà: ...beati quelli che pur non avendo visto crederanno.



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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Ven Set 29, 2017 8:40 am

VANGELO 


Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo. 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,47-51)
In quel tempo, Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità”. Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi”.Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose piu grandi di queste!”. Poi gli disse: “In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo”. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli. E noi, in questa festa dei santi Arcangeli vogliamo fare proprio quel che fanno le schiere angeliche, le schiere celesti. Vogliamo dare gloria a Lui, gloria a Dio. Nella liturgia gli angeli vengono chiamati cooperatori, cooperatori del disegno di salvezza, sono al servizio di Dio e del Figlio dell'uomo, di Cristo. Non sappiamo molto degli angeli, anche se la Bibbia spesso ci presenta questi amici di Dio. Daniele nella prima lettura parla degli angeli in forma misteriosa. Nella profezia sul Figlio d'uomo Daniele dice: "Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a Lui, mille migliaia lo servivano e dieci mila miriadi lo assistevano". Il profeta non nomina gli angeli, parla di fuoco, parla di miriadi, parla veramente con un linguaggio misterioso... Noi spesso rappresentiamo gli angeli come uomini, uomini dal viso dolce, soave... Nella Scrittura invece loro appaiono come esseri terribili, esseri che incutono timore, perché sono la manifestazione della Potenza di Dio, della Santità di Dio. Dobbiamo però notare una cosa importante, una cosa che spesso ci sfugge. Abbiamo parlato degli Angeli nella profezia di Daniele. Ma se la rileggiamo bene, ci accorgiamo che in quel brano, non sono gli Angeli gli esseri più importanti... Dopo la Epifania di Dio, la manifestazione di Dio vediamo "uno, simile ad un figlio d'uomo". Ed è proprio lui e non gli Angeli ad essere introdotto fino al trono di Dio. È a lui che il Vegliardo "da' il potere, la gloria e il regno", è "a lui che tutti i popoli serviranno". Una cosa simile osserviamo anche nel brano evangelico di oggi... "Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire a scendere sul Figlio d'uomo". Anche qui gli angeli sono al servizio del Figlio d'uomo, di Gesù Cristo. Vediamo allora come la liturgia purifica il nostro culto, il nostro servizio. La nostra lode, la nostra adorazione non è rivolta ai santi, nemmeno quando si tratta degli angeli o arcangeli. La nostra lode e il nostro culto va indirizzato solo a Dio e al Figlio di Dio. Gli angeli sono solo servitori suoi che Dio, nella sua immensa bontà, mette anche al nostro servizio. Che cos'è che ci insegna questa festa di oggi, che cos'è che impariamo oggi dai santi Arcangeli? San Michele ci insegna il "Chi se non Dio!"... Come far significare nella/colla nostra vita che solo Dio importa, che solo Lui è il Signore della nostra vita, a Lui solo vogliamo dar la nostra gloria. San Gabriele, il grande annunciatore della volontà di Dio, del progetto di Dio. Egli ci dice come riconoscere il progetto divino nella nostra vita, come accettarlo... San Raffaele, colui che guida, colui che accompagna, conduce il mondo, noi verso il Signore... (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Natanaèle rimane subito affascinato da Gesù, perché gli fa intuire che lo conosce da sempre ed essendo un uomo dal cuore sincero, attraverso la luce che gli dà lo Spirito capisce che Gesù è il Messia promesso, e lo chiama con i titoli messianici: Figlio di Dio, re d'Israele. Gesù, il Cristo, ha fatto la scelta di non imporsi con la forza, con gli eserciti, di non costringere gli uomini a seguirlo con la violenza. Ha scelto di proporre all’uomo di seguirlo perché, come ha dimostrato, non c'è un altro in cui si possa essere salvi. Gesù non s’impone, ma si propone, perché ama e vuole che gli uomini rispondano per amore a lui. Egli con la sua vita e con la sua parola attira a sé tutti; ma non tutti si lasciano attirare. C'è chi lo accoglie in pienezza, c'è chi lo accoglie parzialmente, c'è chi lo tradisce. L'effetto Cristo c'è in tutto il mondo e si svilupperà nella misura in cui tanti affascinati da lui saranno disposti a dare tutto, anche la vita: Egli infatti è via, verità, vita. Cristo non delude perché non illude. Egli è la risposta al grido dell'uomo che cerca la pienezza della vita e della gioia. È la vera misura dell'uomo.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Set 29, 2017 9:58 am

Gesù incontra Natanaele e gli dice che lui è un vero israelita senza dubbio, poi dopo uno scambio di parole Natanaele gli dice che Lui è il Figlio di Dio e il vero Re d'Israele, e Gesù gli dice che vedrà cose più grandi come gli angeli che saliranno e scenderanno sul Figlio dell'Uomo. Oggi si festeggiano gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele sono i nostri protettori e servitori di Dio e anche di Gesù che Lo aiuteranno per tutta la Sua vita e anche nella nostra, essi ci guardano e ci proteggono dal male e ci aiutano nel nostro cammino.
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Sabato della XXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Set 30, 2017 8:43 am

Sabato della XXII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO


Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento
 
+ Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 9,43b-45)
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Gesù rivela ai suoi discepoli la verità sulla sua missione. Non è una previsione di gloria ma il preannuncio di un futuro difficile. I discepoli non riescono ancora a capire questa nuova prospettiva, della glorificazione della Croce e vogliono allontanare questi pensieri di morte, persecuzione e dolori. La giustizia, per loro non può avvalersi della morte di un innocente Il futuro per loro sembra buio e tenebroso, non tutti saranno in grado di accettare questa nuova missione. E' difficile adattare le proprie aspirazioni con i desideri del Signore, anche a noi sarà capitato tante volte di sperimentare la crudezza di questa realtà. La possibilità di salvezza sta proprio nel saper accettare il passaggio della nostra croce quotidiana. (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Gli uomini non hanno intenzione di convertirsi, di entrare nel Regno. Si difendono dalla conversione, diffamando coloro che vengono mandati da Dio per invitarli a cambiare. La conversione è innanzitutto un atto concreto e normalmente un atto che costa moltissimo! La conversione non è un sospiro dell’anima, non è un'idea, la conversione è un fatto. Tradotto in concreto, la conversione è la coincidenza della mia volontà con la volontà di Dio, è il mio ragionare alla moda di Dio, non più secondo la moda degli uomini, in concreto. Non vuol dire cincischiare sopra, ragionarci, pensare, che non è altro che un difenderti nel tentativo di gabbare Dio dicendo che ti converti a lui mentre in realtà non è vero. Convertirti vuol dire invece essere come ti vuole lui e questa conversione sanguina veramente. La conversione è il radicale rivolgersi a Dio nostro Padre. È in questa conversione a lui che noi andiamo di luce in luce.


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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Set 30, 2017 11:31 am

Gesù viene ammirato per le cose che fa, ma Lui dice che sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e chi gli sta intorno non capisce queste parole. Gesù certe volte volutamente non si fa capire perchè è troppo doloroso comprendere che la Sua Missione è salvare il mondo dai peccati morendo sulla Croce, ed ecco perchè le persone a Lui più care hanno paura di interrogarlo su ciò che dice.
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