Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Sab Set 30, 2017 1:44 pm

Gesù annuncia chiaramente, per la seconda volta, la sua morte, ma i discepoli non capiscono e non vogliono capire ciò che egli dice.
In contrasto con l'ammirazione della folla, risalta il secondo annuncio della passione, cui segue una dura osservazione sull'incompressione dei discepoli. L'annunzio della sofferenza e della morte è per loro troppo scandaloso.
Bisognerebbe invece fare nostre le parole di Paolo apostolo: “Quanto a me, non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo”(Gal 6, 14). 
"Esser consegnato nelle mani degli uomini". In queste parole è racchiuso tutto il mistero dell’amore di Dio nei confronti della sua creatura.
Dio consegna nelle nostre mani Colui che salverà il mondo, accettando di consegnarsi in balia delle nostre mani
rimette a noi, uomini di ieri e di oggi la salvezza di ciascun fratello, affinché in ogni uomo donna bambino che soffrano, ricevano l'amore che Gesù dalla croce ci ha donato.
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Domenica della XXIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Ott 01, 2017 8:21 am

Domenica della XXIII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 

Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 21,28-32
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: “Il primo”. E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli”. 


Parola del Signore.





OMELIA 


C'è una frase conclusiva, comune alle due parabole della XXVI e XXVII domenica, che svela il segreto intendimento del discorso complessivo di Gesù: “Perciò vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare” (Mt 21,41). La domanda posta da Gesù è la seguente: “Chi è allora il vero destinatario della promessa, il vero credente?”. Anche la parabola dei due figli deve essere letta in questa prospettiva. Molte volte, infatti, può verificarsi una forma di sintonia solo apparente, perché ultimamente interessata, tra la nostra volontà e quella del Padre. Siamo capaci di dirgli dei “sì” speciosi e superficiali, non maturati al sole di quella vera obbedienza interiore, che puō solamente essere il frutto di una profonda conversione a Dio. Una forma di obbedienza disobbediente perché non tocca le radici del nostro cuore e non cambia la nostra esistenza. In questa ipotesi è vero che, pur immersi in una vita ancora disordinata, coloro che hanno deciso di seguire Cristo, senza reticenze e senza cercare in ultima analisi il loro interesse, si riscatteranno e avranno la precedenza nel regno dei cieli. La parabola ci fa capire quanto sia anche per noi reale il pericolo di partecipare, con apparente docilità, durante tutta la nostra vita, alle celebrazioni liturgiche e alle attività della Chiesa, senza mai diventare veri cristiani.



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù scelse dodici uomini fra coloro che lo seguivano assiduamente, ai quali diede il nome di apostoli (Lc 6,13). Dopo questo fatto il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Essi andarono e svolsero la missione che era stata loro affidata. Appena ritornati si riunirono attorno a Gesù, pieni di gioia ed entusiasmo per i risultati positivi raggiunti. La missione era andata proprio bene; nel nome di Gesù persino i demoni si erano sottomessi a loro. Gesù li avverte del pericolo di sopravalutare questi successi visibili. Bisogna tenere presente che il grande successo è la conversione del cuore, è il cammino verso la santità che garantisce il possesso della vita eterna, della vita con Dio per sempre. La conversione del cuore ci fa vivere nella giustizia di Dio che è amore, verità, gioia per tutti. 


Ultima modifica di Andrea il Mer Ott 04, 2017 8:55 am, modificato 1 volta

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ott 01, 2017 9:37 am

Gesù racconta agli scribi e agli anziani la parabola dei due figli, facendo capire che non basta dire di si a Dio e poi non fare la sua volontà, e che coloro che vengono considerati peccatori dalla gente saranno accolti nel Regno di Dio perchè hanno creduto a Giovanni il Suo Precursore, venuto da loro sulla via della giustizia e loro non gli hanno creduto così come non credono nemmeno a Lui a cui Giovanni aveva preparato la strada dei cuori prima che Gesù venisse.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Dom Ott 01, 2017 10:59 am

Con questo brano, Matteo sottolinea la gravità del rifiuto di Gesù da parte delle autorità giudaiche e aggiunge la minaccia severa della condanna. In questo brano, parabola propria di Matteo, rispecchia la nostra vita. Gesù ci fornisce i criteri che devono orientare il nostro vivere: non basta il professarsi cristiani, frequentare dei riti o dire delle preghiere per far contento Dio, ma occorre dire quel “sì”, con i fatti.
Siamo tutti suoi figli. A tutti è data la stessa possibilità di fare la sua volontà, anche se in situazioni e occasioni diverse.  Non diamo motivo al Signore di dirci:....
 ….Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli”. 
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Lun Ott 02, 2017 8:50 am

Lunedi della XXIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 18,1-5.10
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

 
Parola del Signore. 


OMELIA 


Sì, esistono gli angeli custodi, eccome! Come per gli arcangeli, togliere gli angeli dalla Scrittura, purificarla da tutte quelle pagine che a noi uomini maturi e smaliziati fanno sorridere significherebbe tradire pesantemente la logica di Dio. Come già vi ho detto, ribadisco: non ho nessun problema al credere che esista una dimensione nello spirito che mi supera e che non riesco a capire o contenere. Esistono e ci sono messi accanto per proteggerci, aiutarci, stimolarci, scuoterci. Amo pensare agli angeli custodi come a spiriti con personalità e caratteri diversi e – spero – meno zuccherosi delle improbabili rappresentazioni di fine '800. Il problema di fondo è che restano disoccupati, il più delle volte perché non solo non rivolgiamo mai loro la parola, ma neppure ci passa per la testa di prestare loro attenzione... Scherzo sempre quando incontro qualche parrocchiano scampato ad un incidente e gli dico: "So che il tuo angelo custode è in ospedale in prognosi riservata!" Vi svelo un segreto da prete: quando devo incontrare delle persone o affrontare situazioni difficili do un colpo al mio angelo che si metta in contatto con l'angelo della persona che sto per incontrare; funziona; garantito: provateci! Gli angeli, tuoi amici, ci sono dati Signore per camminare sulle strade del Regno con maggiore sicurezza. Converti i nostri cuori alla loro e alla tua presenza, Signore, e aiutaci a non ostacolare la loro opera in noi! (Paolo Curtaz)


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Prima che credere a delle verità, la fede è un darsi. La fede è una relazione con Gesù e mentre cresce questa 
relazione, cresce la mutua comprensione, la mutua conoscenza, cioè nel senso biblico, il mutuo possesso. Quello che è fondamentale è che comprendiamo che è una conoscenza di relazione: frequentandosi ci si conosce, conoscendosi ci si frequenta, cioè è un rapporto, una relazione vitale con Gesù che si fa conoscere da noi. Questa relazione con lui precede necessariamente ogni altra relazione: nessun’altra relazione riesce a raggiungere la sua pienezza se questa relazione non va avanti, non si sviluppa. In fondo il nostro star male per il 95% proviene tutto da noi, isolati in noi stessi e quindi eternamente scontenti e alla ricerca sempre di una causa; in realtà non c'è una causa, c'è una assenza di Qualcuno. La nostra relazione vitale con Gesù sta alla base del nostro benessere, della nostra pace. Allora viene una domanda: «Signore, a che punto è la mia relazione vitale con te?»; ancor più cruciale è la domanda: «Signore, tu sei al centro del mio cuore, sì o no?». La nostra fede è piccola, gridiamo al Signore: «Aumenta la nostra fede. Facci vedere le meraviglie del tuo amore. Fa’ che cadano le cateratte dai nostri occhi e possiamo, o Signore, essere totalmente posseduti da te. Signore facci entrare in te che sei amore!». 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Ott 02, 2017 10:11 am

I discepoli di Gesù chiedono a Lui chi è il più grande nel Regno dei Cieli e Gesù risponde chiamando un bambino e dicendo che se non si diventa umili e puri come i bambini non si entra nel Regno dei Cieli e chi si fa umile come loro nel Regno di Dio diventa un grande. Poi aggiunge di non disprezzare mai un bambino perchè i loro Angeli stanno sempre con loro contemplando Dio.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Lun Ott 02, 2017 1:45 pm

I discepoli pongono a Gesù una domanda: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». La risposta di Gesù non si fa attendere; convertirsi, ovvero diventare piccoli e disponibili, senza difesa e senza diritti, come i bambini del tempo, disposti ad accogliere con la semplicità di un bambino la parola di Gesù. Dio, vuole la nostra felicità, e lo fa ponendoci accanto gli angeli custodi, di cui oggi la liturgia celebra la festa. Una presenza quella degli angeli custodi da accogliere con rispetto. Infatti, nel libro dell’Esodo si legge: Così dice il Signore: «Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa». Qui, come in altre pagine della Bibbia, (ma anche nella nostra vita) possiamo contemplare la promessa di Dio: “Non temere, io sono con te”. Sì, sempre il Signore è con noi, anche quando ci troviamo nel buio più nero. Gli angeli sono come le stelle, ci rasserenano e illuminano i nostri passi.
 
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Martedi della XXIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Ott 03, 2017 8:34 am

Martedi della XXIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme

 
+ Dal Vangelo secondo Luca 9,51-56
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. 


Parola del Signore. 



OMELIA 


La seconda parte del Vangelo di Luca comincia da qui, dal versetto 51 del nono capitolo: Gesù si avvia a Gerusalemme. Bisogna innanzi tutto notare l'importanza che Luca attribuisce alla città santa di Gerusalemme. È il luogo in cui Gesù porterà a compimento la sua missione, con la redenzione di tutto il mondo. È per questo che il Vangelo di Luca comincia a Gerusalemme (con l'annuncio della nascita di Giovanni Battista a Zaccaria nel tempio) e termina a Gerusalemme (con la preghiera dei discepoli al tempio dopo l'ascensione di Gesù). Durante il cammino di Gesù verso Gerusalemme, san Luca riferisce i diversi avvenimenti e i diversi insegnamenti di Gesù, primo fra tutti il rifiuto dei Samaritani di ascoltare l'annuncio della "Buona Novella". Gesù calma le violente reazioni dei discepoli e si dirige verso un altro villaggio. Sant'Agostino dice: "Temi Dio che passa una volta e non fa più ritorno!". Sì, nella nostra vita spirituale, è molto importante accorgersi della venuta della grazia di Dio ed essere pronti ad accoglierla. "Deus non deserit nisi desertatur". "Dio non abbandona se non viene abbandonato". Ancora oggi nel mondo, quanti rifiutano la "Buona Novella". Nel mondo quante menzogne, calunnie, attacchi e critiche ingiuste si sono fatte e si fanno contro il Papa e il Vaticano, contro tutto ciò che è cattolico. Ma la Chiesa cattolica e la Santa Sede non rispondono. Si comportano come Gesù nei confronti dei Samaritani. Perché la verità non ha bisogno di essere difesa: si difende da sola. 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Qual è la differenza tra il sacerdote, il levita e il samaritano? I primi due credevano di potere continuare il loro cammino umano senza la vittima della prepotenza, del sopruso, dell'odio; invece il samaritano aveva capito che non poteva andare avanti come uomo trascurando quella persona nel bisogno, perché ne andava della sua stessa identità. Per questo si è fatto carico di lui. Come avrebbe potuto altrimenti continuare a camminare come uomo? L’indifferenza è sempre la negazione dell'uomo. L'uomo si difende da colui che gli dà fastidio. In che modo? A mio parere la psicologia di Caino è eternamente presente nell'uomo. Caino ha ucciso il fratello Abele, però dopo averlo ucciso doveva convincersi, per poter continuare a vivere, che c'era una estraneità tra lui e Abele, non poteva essere suo fratello. La realtà nuova da cui devono derivare tutti i principi morali è questa: «Come infatti il corpo pur essendo uno ha molte membra, così anche Cristo»: Cristo risorto, vivo, fondamento della nostra speranza, ma anche sostegno del nostro impegno, metro di misura. Non posso far restare l'uomo senza casa, senza tetto, senza mangiare perché io così strazio la mia identità in Cristo, perché sono nel peccato, perché altrimenti io non assumo la novità del Cristo, e strazio quella che è l'unica speranza del mondo, l'unica salvezza: Cristo Signore! 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ott 03, 2017 2:19 pm

Gesù sa che è venuta la sua ora ed è per questo motivo che prende la ferma decisione di recarsi a Gerusalemme, e manda dei messaggeri per preparargli la strada, andarono in un villaggio di Samaritani e non lo vollero accogliere e Giacomo e Giovanni chiesero che fossero puniti come Dio voleva ma Gesù che ha sempre predicato la misericordia, li rimproverò, e andarono in altri villaggi.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mar Ott 03, 2017 5:07 pm

Gesù prende la decisione di compiere il viaggio verso Gerusalemme che in realtà è l'inizio del cammino verso il Padre.Gesù con i suoi discepoli stanno per andare a Gerusalemme per la Pasqua. Gesù sa che cosa sarebbe successo: rimane con i suoi discepoli, non fugge, non si ritira. Egli è davvero «con noi».il cammino veso Gerusalemme è arduo, non mancano gli ostacoli, ma la meta è Gerusalemme; neppure quando viene rifiutato dalle persone di un villaggio di Samaritani va avanti, rimproverando i suoi discepoli per desiderare la distruzione del villaggio. Solo Luca ricorda, questo episodio, ma è importante,  visti  i rapporti che essi avevano con i giudei, ma diviene l'occasione per sottolineare l'atteggiamento errato dei discepoli,  che ancora non si rassegnano alla persecuzione e vorrebbero rifugiarsi nella violenza. L'invito di Gesù è di andare oltre i nostri risentimenti,le offese ricevute, ma se guardiamo a Lui, tutto sarà più facile perché  oltre noi stessi troviamo la mano di Dio.





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Mercoledi della XXIII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Ott 04, 2017 8:37 am

Mercoledi della XXIII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30
In quel tempo, Gesù disse: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti, che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero". 


Parola del Signore. 


OMELIA 


"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le ha rivelate ai piccoli". Queste parole di Gesù, vibranti di commozione, la Chiesa ha scelto per presentarci Francesco d'Assisi nel giorno della sua festa. Quanto eloquenti esse ci appaiono nella luce del "Poverello"! Egli è stato certamente uno di quei "piccoli", a cui il Padre ha rivelato i misteri del suo regno. Glieli ha rivelati in un modo così profondo e toccante che l'esperienza spirituale dell'Assisiate è diventata punto di riferimento e luminosa sorgente di ispirazione per innumerevoli schiere di credenti nel corso dei secoli. "Ti benedico, o Padre...". Guardando alle splendide manifestazioni della spiritualità francescana nei tempi passati e nel presente, anche noi ci sentiamo spinti a ripetere le parole di Gesù e a ringraziare il Padre per l'inestimabile dono che, nel "Poverello", ha fatto alla Chiesa. Francesco conobbe veramente il mistero di Cristo. Illuminato dalla fede capì che, al centro di tale mistero, stavano la passione, morte e risurrezione del Verbo incarnato. Lo capì e ne trasse le conseguenze con coraggiosa coerenza, senza indulgere a "glosse" deformanti o, comunque, riduttive. Nessuno meglio di lui ha potuto far sue e ripetere, con l'eloquenza di una vita misurata sul Vangelo, le parole di Paolo: "Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo" (Gal 6,14). Fu proprio da questa condivisione della passione di Cristo che Francesco derivò quel senso di interiore libertà nell'annuncio del Vangelo, grazie a cui - come scrive san Bonaventura - "non temeva censori e predicava la verità con estremo coraggio". Anche lui, infatti, poteva ripetere con l'Apostolo: "D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi, poiché io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo" (Gal 6,17).



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù ringrazia il Padre perché ha rivelato tutta la novità rivoluzionaria ai piccoli e l'ha tenuta nascosta ai 

sapientoni di questo mondo che non sono disponibili a rinunciare ai loro ragionamenti per accettare il nuovo mondo. Francesco d'Assisi, nel massimo della prova va dal Papa e chiede il riconoscimento della sua vocazione; tutti sono bardati e gli hanno preparato un papiro da leggere; mentre lo legge gli cade a terra (così nel film di Zeffirelli) e comincia a dire: «Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono; guardate i gigli del campo....» tutti i cardinali cominciano a scandalizzarsi e il Papa invece si alza e dice: «Ma questo ci predica il Vangelo», scende, si inginocchia e dà a lui il riconoscimento. Mettetevi nelle condizioni dello Spirito. Togliete l'orgoglio che uccide. Siate liberi, "giullari dello Spirito Santo”. Tenetevi vivi, non soffocate lo Spirito, non infognatevi nelle cose del mondo.  

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ott 04, 2017 9:11 am

Gesù ringrazia il Padre perchè le cose che dice non le ha rivelate ai sapienti ma alla gente umile, e che nessuno conosce il Padre se non il Figlio e invita tutti di venire a Lui il cui giogo è dolce e il Suo peso leggero facendo riferimento alla Sua Parola che accoglie tutti e ama tutti coloro che si rifugiano nel Signore. S. Francesco ha preso il Vangelo alla lettera, ha sperimentato più di ogni altro che la Parola di Gesù è tutto ciò di cui ha bisogno un uomo appagato da Dio, ed è per questo motivo che è il Patrono d'Italia perchè è stato il povero più ricco d'Italia.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Gio Ott 05, 2017 8:53 am

Giovedi della XXvi Settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


La vostra pace scenderà su di lui. 

+ Dal Vangelo secondo Luca 10,1-12
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai per la sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!" Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio". Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: "Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino". Io vi dico che, in quel giorno, Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città". 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Gesù allarga la schiera dei suoi seguaci. È ancora Lui a chiamarli. Affida loro il compito, già svolto dal Battista, di preparargli la strada nei luoghi dove intendeva recarsi a dare il suo annuncio di salvezza. Il mondo da evangelizzare è una messe abbondante, ma gli operai sono pochi. Il loro primo compito è quello di pregare il padrone della messe, il buon Dio, affinché mandi operai in numero adeguato alla vastità della messe. Gesù invita a chiedere il dono della chiamata, della vocazione speciale a consacrare in modo elusivo, la propria vita all'evangelizzazione. È un'intenzione di preghiera, suggerita dallo stesso Cristo, perciò è un sacrosanto dovere di tutta la Chiesa, di ogni fedele, impetrare questo dono per tanti giovani. Il fatto che Gesù invii i suoi come pecore in mezzo ai lupi potrebbe sembrare temerario e crudele. Noi sappiamo però, tutta la storia lo conferma, che sorretti dallo Spirito Santo, i suoi testimoni saranno sempre vincitori. Non hanno infatti verità proprie da annunciare o ideologie umane da sostenere e difendere. Essi portano un annuncio di liberazione e di amore e di pace universale, il messaggio stesso di Cristo, che ha potuto loro garantire, che insieme e persecuzioni, avranno un premio eterno. Alla sua Chiesa poi ha dato una garanzia di vittoria: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa». Le norme che poi Gesù detta ai suoi «missionari» riguardano, oltre quello primario di annunciare il Regno di Dio, la loro fiducia da riporre soltanto nella provvidenza divina, l'interiore libertà da umane preoccupazioni, l'umiltà nell'accettare eventuali rifiuti senza sgomentarsi per questo e la convinzione che l'avvento dell'umana ed universale liberazione è ormai imminente. Sarà il frutto della Croce e della risurrezione, ma si espanderà ancora per l'opera si tanti inviati, che sulla scia dei dodici e dei primi settantadue discepoli, andranno, sparsi per il mondo, che Dio ha liberato il suo popolo. (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Padre Nostro»: la realtà intima di Dio è un nostro, non un mio. Solo Gesù, in tutto il Vangelo, dice «Padre mio e Padre vostro» (Gv 20,17), e lo distingue sempre perché lui ha una figliolanza essenziale che noi non abbiamo: noi siamo figli per adozione, per partecipazione, ed Egli è figlio per natura. È un Padre che ci ama, però non vuole che noi pensiamo con la nostra mente e vogliamo con il nostro cuore che lui ci ami come vorremmo essere amati noi; lui ci ama come lui sceglie di amarci. L'atto di abbandono in lui è lasciarsi amare come lui ci vuole amare. È un passo questo che ci trasferisce nel mondo nuovo, cioè nel mondo di Dio, il mondo della giustizia di Dio. Quando io dico «Venga il tuo regno» è come se dicessi; «Io voglio essere nel mondo di Dio, non nel mondo degli uomini, separato da Dio»; al di fuori del mondo di Dio non ci può essere mondo. «Rimetti a noi i nostri debiti...», cioè perdona le nostre colpe, come noi perdoniamo coloro che noi riteniamo persone che ci offendono e ci attaccano. Quanto è duro condonare uno che ti crede colpevole di una cosa di cui non sei colpevole, è terribile! Se voi perdonate a tutti, ma davvero, e accettate di camminare con uno che vi giudicherà sempre colpevole, mentre voi non potete dimostrare la vostra innocenza e lo siete, ricordatevi che siete sbarcati nel regno di Dio! 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Ott 05, 2017 11:37 am

Gesù chiama a sè altri settantadue discepoli per far conoscere alla gente l'avvento del Regno di Dio, e dà a costoro delle istruzioni ben precise: di portare con loro solo il necessario e di salutare la casa che li ospiterà dicendo "Pace a questa casa!", di guarire gli infermi e di proclamare che il Regno di Dio è vicino. Però se entreranno in una città che non li accoglierà dovranno scuotere la polvere dai loro piedi. E infine, aggiunge Gesù, nel giorno del Giudizio Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città perchè non ha riconosciuto i messaggeri del Figlio di Dio.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Gio Ott 05, 2017 1:51 pm

La missione dei settantadue discepoili è un racconto di Luca, dove vuole descrivere la missione dei Dodici. Settantadue è il numero dei popoli conosciuti al tempo di Gesù. Luca, vuole ricordare che la missione è per tutti i popoli, per il mondo intero. In questo brano, sottolinea lo stile povero della missione; il Signore invia i suoi discepoli, preparandoli alla persecuzione e all'insuccesso, così l'urgenza alla conversione proclamato dai settantadue."Pace a questa casa!" sono le parole che i discepoli inizieranno l'annuncio del Regno..
Dunque, augurare la pace significa creare proprio questa disposizione di cuore nelle persone: è un modo per annunciare agli altri che Dio vuole riempirci delle sue benedizioni, di cui proprio la pace è segno distintivo.
Augurare la pace alle persone è davvero un bel modo per annunciare in semplicità il messaggio della Buona novella.

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Venerdi della XXVI settimana del tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Ott 06, 2017 9:04 am

Venerdi della XXVI settimana del tempo Ordinario


VANGELO


Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato. 

+ Dal Vangelo secondo Luca 10,13-16
In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato». 


Parola del Signore. 


OMELIA 

Si potrebbe credere che, quando Gesù si lamenta del rifiuto con cui si scontra il suo messaggio, ci si debba riferire soltanto al suo tempo e alle città menzionate nel Vangelo. Invece no: questo rifiuto è una sofferenza che egli vive tuttora. Anche se non è più fra noi visibilmente, Gesù è presente nella sua Chiesa, che è un miracolo permanente nella storia del mondo. Ed è lui che, attraverso i suoi sacerdoti, "i servitori dell'inutile, di ciò che non si mercanteggia, non si calcola, non si paga" come spesso sono considerati nel mondo secolarizzato, continua a chiamare gli uomini alla conversione, alla fede nelle verità soprannaturali. Così, quando si vedono, nelle città della nostra Europa, molte chiese splendide ma vuote, diventate quasi dei "musei" visitati da migliaia di turisti curiosi, alla ricerca di opere d'arte, si potrebbe forse sentire Gesù che, proprio oggi, dice: "Se a Mosca o a Pechino si fossero realizzati miracoli come qui in Occidente...". Nell'Europa dell'Est, in anni e anni di persecuzione comunista, ci sono state molte testimonianze cristiane, molti martiri, spesso poco conosciuti o addirittura ignorati da quella parte della Chiesa che, invece, godeva della libertà! Nel XX secolo la Chiesa in Croazia ha sofferto molto. La vittima più famosa di queste persecuzioni è l'arcivescovo di Zagreb, il card. Alojzije Stepinac, in seguito ad un processo manipolato condannato a 16 anni di prigione, dove morì nel 1960. È stato un vero martire di questo secolo e un grande testimone della fede cattolica. Dobbiamo imparare a riconoscere i segni di Dio e a non trascurarli! 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



La conseguenza della preghiera di domanda è il dono dello Spirito Santo; Dio ascolta la preghiera e ti dà lo Spirito Santo! Hai cercato il Regno di Dio, la sua volontà, che il suo nome venga santificato, hai chiesto di essere come Lui vuole e così ti sei reso disponibile allo Spirito Santo! Ci vuole la perseveranza nella preghiera e Gesù porta l’esempio di colui che è già a dormire con i suoi figli, viene uno che bussa, bussa, e lui si alza perché non ne può più del tormento. Il Signore dice che dovete chiedere senza smettere, perché mentre chiedi e non ottieni tu manifesti sempre di più la tua povertà, il tuo nulla, e allora il Signore diventa il tuo tutto. In tutte le preghiere non ascoltate le umiliazioni subite, il Signore vi attira a sé in maniera stupenda, credetelo! Vivi su questa terra ma col cuore in cielo cioè col Signore dentro di te, e non sarai più in ansia! 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Ott 06, 2017 10:13 am

Gesù rimprovera aspramente le città in cui ha compiuto prodigi e non si sono convertite dicendo che se nelle città peccatrici del passato avessero visto ciò che Dio aveva fatto per loro si sarebbero convertite, e che nel giorno del Giudizio queste ultime saranno trattate meno duramente di loro. Poi dice che chi non ascolta i suoi discepoli, non ascolta nemmeno Lui, e chi non ascolta Gesù non ascolta nemmeno Colui che l'ha mandato cioè Dio Padre che ha mandato il Suo Figlio Unigenito per convertire i cuori e fare ascoltare a tutta l'umanità l'importanza della Sua Parola.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Ven Ott 06, 2017 6:02 pm

Gesù nella sua vita pubblica ha visitato molte città, la sua parola i suoi miracoli, testimoniavano la sua missione; era venuto per convertire il cuore degli uomini. Ha svelato il volto di un Dio misericordioso, grande nell'amore, che chiede all'uomo amicizia e collaborazione. Ma tutti non hanno capito il suo messaggio ed è stato rifiutato...oggi, Luca ci fa presente il dolore e la delusione di Gesù nei riguardi di chi rifiuta il suo messaggio...  «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite...... ancora oggi, molti, rifiutano di ascoltare il Signore, ma “E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato”. 
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Sab Ott 07, 2017 8:52 am

Sabato della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli

+ Dal Vangelo secondo Luca 10,17-24
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Gesù affidando la sua missione agli apostoli e ai loro successori li dota di poteri speciali, garantisce loro la sua assistenza e la sua presenza perenne, scaccia da loro ogni paura, li rende pronti ad ogni evenienza, anche all'insuccesso e alle persecuzioni. Li manda come agnelli in mezzo ai lupi, ma profetizza per loro una vittoria finale certa: "non prevarranno". Comprendiamo in questo contesto la gioia, quasi esplosiva dei discepoli che, al ritorno da una missione, hanno potuto costatare, quasi toccare con mano, la verità delle promesse di Cristo. Essi hanno sperimentato che la potenza del Signore si è trasferita in ciascuno di loro: "anche i demoni si sottomettono nel tuo nome". Gesù condivide la loro gioia, esulta nello Spirito Santo, rende grazie al Padre per aver rivelato ai "piccoli" i misteri del suo Regno e ribadisce le sue promesse esplicitandole ulteriormente. Oggi ben comprendiamo cosa significhi nella realtà storica "camminare sopra i serpenti e i scorpioni e sopra ogni potenza del nemico"; quel "sopra" ci indica l'oggetto della nostra fede e la dimensione umana ed escatologica della missione che Cristo ha affidato a tutti noi credenti. Ci ricorda anche che i criteri di giudizio per valutare l'efficacia del nostro operare per Lui sono anch'essi al disopra dei raziocini umani. Egli ha voluto però donarci di una speciale promessa, insita nella natura stessa della missione e del mandato e che sarà il motivo più profondo della nostra gioia: "rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti in cielo". (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Gesù scacciava i demoni e liberava le persone perché fossero piene di Dio. C'erano quelli che avevano tanto odio contro di lui da arrivare a dirgli che scacciava i demoni in nome di Beelzebul. Ma Gesù diceva che scacciava i demoni con il dito di Dio, quindi il regno di Dio era giunto a loro. Non è più la nostra persona che deve trionfare, farsi vedere. Lascia perdere tutte queste stupidaggini: Gesù ti ha usato misericordia e ti ha liberato, va’ e annunzia il Regno di Dio! 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ott 07, 2017 10:14 am

I settantadue discepoli ritornano da Gesù pieni di gioia, perchè nel Suo Santo Nome si sottomettono a loro i demoni, Gesù allora dice che vedeva Satana cadere dai cieli come una folgore, e di rallegrarsi non solo perchè ha dato loro potere di scacciare i demoni ma soprattutto perchè i loro nomi sono scritti nei Cieli. Gesù allora esulta nello Spirito Santo ringraziando il Padre perchè Lui non si è rivelato ai sapienti e ai dotti ma alle persone semplici, e coloro che credono nel Figlio credono anche nel Padre. Poi in disparte dice loro che molti profeti e re avrebbero voluto vedere e sentire ciò che vedono e ascoltano e che il merito di questo privilegio è di Dio Padre che così ha voluto.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Dom Ott 08, 2017 8:26 am

VANGELO 

Darà in affitto la vigna ad altri contadini. 
+ Dal Vangelo secondo Matteo 21,33-43
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». 
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». 
Parola del Signore. 

OMELIA 
La parabola dei vignaioli omicidi è di un realismo tale che potremmo considerarla come una teologia della storia. L'omicidio è l'apogeo di una infedeltà continua, che nasconde naturalmente ingratitudine. È la storia dell'umanità e quella di ogni uomo, con i nostri limiti, le nostre ingiustizie, la nostra avarizia, le nostre ambizioni. Noi reagiamo spesso così davanti al bene che riceviamo dai nostri simili. Noi agiamo spesso così davanti alla bontà di Dio. Siamo dei cattivi amministratori, che cominciano commettendo il grave errore di credersi padroni del regno e il minimo potere ci disturba, anche quello di Dio, assoluto ma non dominatore. Noi non ci troviamo al posto che dovremmo occupare, e ci piacerebbe vietare l'ingresso nel regno a coloro che vogliono entrarci. L'atteggiamento di Dio differisce completamente dal nostro. Ci ama allo stesso modo; ma non tollera che i suoi figli non mangino il pane che egli offre loro e che per di più si ostinino ad impedire agli altri di mangiarlo. Noi ci sbagliamo in tutto. E proprio quando ci sentiremo più sicuri, verremo privati dei nostri doni, perché non possediamo, anche se lo crediamo, alcuna esclusività. È necessario che scopriamo Cristo come pietra angolare dell'edificio in pietre vive che è la Chiesa, alla quale siamo stati introdotti con il battesimo. Cerchiamo con coraggio di produrre frutti per raggiungere il regno dei cieli. 

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Domenica della XXVII settimana del Tempo Ordina

Messaggio  Andrea il Dom Ott 08, 2017 8:30 am

Domenica della XXVII settimana del Tempo Ordina


VANGELO 


Darà in affitto la vigna ad altri contadini. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 21,33-43
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». 
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


La parabola dei vignaioli omicidi è di un realismo tale che potremmo considerarla come una teologia della storia. L'omicidio è l'apogeo di una infedeltà continua, che nasconde naturalmente ingratitudine. È la storia dell'umanità e quella di ogni uomo, con i nostri limiti, le nostre ingiustizie, la nostra avarizia, le nostre ambizioni. Noi reagiamo spesso così davanti al bene che riceviamo dai nostri simili. Noi agiamo spesso così davanti alla bontà di Dio. Siamo dei cattivi amministratori, che cominciano commettendo il grave errore di credersi padroni del regno e il minimo potere ci disturba, anche quello di Dio, assoluto ma non dominatore. Noi non ci troviamo al posto che dovremmo occupare, e ci piacerebbe vietare l'ingresso nel regno a coloro che vogliono entrarci. L'atteggiamento di Dio differisce completamente dal nostro. Ci ama allo stesso modo; ma non tollera che i suoi figli non mangino il pane che egli offre loro e che per di più si ostinino ad impedire agli altri di mangiarlo. Noi ci sbagliamo in tutto. E proprio quando ci sentiremo più sicuri, verremo privati dei nostri doni, perché non possediamo, anche se lo crediamo, alcuna esclusività. È necessario che scopriamo Cristo come pietra angolare dell'edificio in pietre vive che è la Chiesa, alla quale siamo stati introdotti con il battesimo. Cerchiamo con coraggio di produrre frutti per raggiungere il regno dei cieli. 

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Messaggio  Andrea il Dom Ott 08, 2017 8:45 am

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Messaggio  Andrea il Dom Ott 08, 2017 8:50 am

Domenica della XXVII Settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Darà in affitto la vigna ad altri contadini. 


+ Dal Vangelo secondo Matteo 21,33-43
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». 
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». 
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Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ott 08, 2017 11:25 am

Gesù racconta ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo la parabola dei vignaioli omicidi, facendo capire che i vignaioli sono loro e il figlio del padrone della vigna è Gesù che loro denigrano sempre, e che a suo tempo il Regno di Dio verrà dato non a loro ma a persone veramente degne che produranno i frutti che Dio vuole.
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