Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Nov 09, 2017 7:29 pm

Gesù sa che è venuta la sua ora e va a Gerusalemme per la Pasqua, lì vede il tempio con gente che vendeva animali da sacrificare e i cambiamonete e Lui non sopporta che un luogo di culto diventi un mercato, e per questo che caccia via i mercanti del tempio dicendo loro di portare via tutto e di non fare della casa del Padre Suo un mercato, i Giudei allora gli chiedono con quale autorità si permette di fare tutto questo e Gesù risponde che se distruggeranno il tempio Lui in tre giorni lo farà risorgere, loro non capendo il significato delle sue parole dicono che ci sono voluti quarantasei anni per costruirlo come può farlo risorgere in tre giorni? Ma Gesù parlava del tempio del Suo Corpo, e quando fu resuscitato dai morti i suoi discepoli si ricordarono di queste sue parole e credettero in Lui.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Ven Nov 10, 2017 8:55 am

Sabato della XXXI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. 

+ Dal Vangelo secondo Luca 16,1-8
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare". L'amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua". Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". Quello rispose: "Cento barili d'olio". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Rispose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta". Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce». 


Parola del Signore. 


OMELIA


Ascoltare da Gesù la parabola dell'amministratore infedele ci stupisce. Sia che si ispiri a un fatto realmente accaduto in quel tempo, sia che inventi di pura fantasia, come può il Signore lodare tale amministratore? È la domanda che ci facciamo. Osservando più da vicino, ci accorgiamo però che le lodi di Gesù non si riferiscono propriamente a quest'uomo e al suo agire colpevole: non lo approva completamente, né lo propone come esempio ai discepoli. Come uno gestisce i beni materiali è una questione che non interessa a Gesù. Il centro del paragone è un altro: si tratta dell'intelligenza. I figli della luce dovranno impararla da quest'uomo disonesto. Infatti avranno anch'essi dei conti da rendere. Gesù ci esorta a puntare tutto, assolutamente tutto, sull'intelligenza, e a misurare su di essa le nostre parole e le nostre scelte. L'intelligenza che egli esige non è quella di una migliore conoscenza delle cose, del sapere, del "know-how". Consiste piuttosto nel prendere le proprie decisioni alla luce della meta prefissata; è "la prua della conoscenza" (Paul Claudel) della nave della nostra vita che si dirige verso l'eternità. L'intelligenza ci insegna a non fermarci all'immediato e a guardare, invece, alla meta ultima, come già dicevano gli antichi Romani. Ciò potrebbe riguardare anche il buon uso dei nostri beni. Come si dice alla fine del Vangelo di oggi: "Procuratevi amici con la iniqua ricchezza" (Lc 16,9). Colui il cui animo s'attacca troppo alla ricchezza, è sulla cattiva strada. Ma l'intelligenza, che tutto dispone in funzione del proprio fine, non basta ai nostri sforzi. Se non ci si vuole ritrovare senza difesa, se si vuole avere Dio stesso non come giudice, ma come 
amico, bisogna seguire fin d'ora i suoi comandamenti e le sue esortazioni. Ottenere dall'uomo che sia attento ai segni dello Spirito: ecco ciò che Gesù si è proposto di fare per mezzo di tale parabola.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Io vedo se al Regno di Dio tu ci credi nella misura in cui tu sei impegnato per realizzare il regno di Dio su
questa terra. Pur trovandoci in un fiorire di atti con i quali si vuole portar avanti il Regno di Dio su questa terra, a mio parere oggi si corre anche un grosso rischio: che questi atti di vita significativi non maturino la coscienza di popolo. In altre parole ogni atto che poniamo dovrebbe essere sempre posto in base ad un criterio fondamentale: questo atto come costruisce il Regno di Dio? Come realizza la Chiesa? Come incide sulla storia? Come fare perché sia un popolo che agisce nel nome della Chiesa e per la storia? Io mi sono accorto che le attività diventano sempre più perfette ma non maturano il "noi" di popolo. Così pure facendo molto per il Regno di Dio non facciamo tutto, perché ciò che incide è la testimonianza di un popolo. Dobbiamo applaudire lo Spirito Santo che opera tanto, ma se non si matura che la responsabilità è di tutti, ne sminuiamo l'efficacia e non maturiamo come popolo.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Nov 10, 2017 9:16 am

Gesù racconta la parabola dell'amministratore disonesto, per far capire ai suoi discepoli che non basta essere buoni con gli altri ma bisogna essere anche scaltri e saper prendere l'iniziativa nella vita e saper vivere di espedienti come ha fatto quell'amministratore disonesto che al licenziamento dell'uomo ricco si è fatto accogliere nella casa dei debitori del suo padrone, e lo ha saputo "danneggiare" con astuzia meritandosi persino la lode del suo ex padrone perchè ha agito con scaltrezza.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Ven Nov 10, 2017 2:20 pm

 La parabola dell'amministratore disonesto, crea al lettore qualche problema d'interpretazione: lo spunto è lo scandalo dato dall'amministratore corrotto, il quale per giunta, per rimediare alle sue  malversazioni, decide di falsificare le ricevute dei creditori, perché, in caso di disgrazia , prendono le sue difese. Gesù approva tale atteggiamento. Quello che è diverso, però, è l’oggetto di questa furbizia: il regno dei cieli.   Luca ci porta a riflettere su chi noi siamo: siamo figli del mondo o della luce?
I figli del mondo sono appunto coloro che usano per sé i beni loro affidati, come se appartenessero loro, senza curarsi di un domani e di chi hanno intorno, e che si lasciano guidare solo dai loro bisogni; sono quelli che concentrano su se stessi tutte le loro energie e ambizioni. I figli della luce sono invece coloro che, illuminati dallo Spirito, riconoscono di essere chiamati a dare senso alla loro vita; sono coloro che volgono lo sguardo in alto, con gratitudine, verso un Dio creatore e padre, al quale sanno di dovere tutto; sono coloro che si lasciano guidare da un Dio che nelle scritture è chiamato «Consigliere mirabile» (Is 9, 5), i cui consigli sono dunque infallibili. 
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Sab Nov 11, 2017 8:44 am

Sabato della XXXI settimana dell Tempo Ordinario

VANGELO 


Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? 


+ Dal Vangelo secondo Luca 16,9-15
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Quando un padre smette l'amore per i propri figli diventa per loro padrone e despota e i figli diventano, di conseguenza, sudditi e schiavi. Non mancano nelle vicende umane storie di questo genere. Non solo gli uomini hanno il potere di soggiogare i propri simili, ma le cose del mondo e il denaro in modo particolare, esercita tale assurdo e subdolo potere. Nasce così l'alternativa, la scelta che ognuno nella propria vita è chiamato coerentemente ad operare. Di questa scelta il Signore oggi ci parla, volendo anzitutto, distoglierci dall'equivoco di non fare scelte e cadere così nell'intento disastroso di voler far coesistere in noi valori diversi e contrastanti. Rischiamo così una forma morbosa di schizofrenia personale e collettiva. Gesù vuole svelarci il potere ingannatore che il denaro esercita talvolta su di noi: può accaderci di diventarne schiavi e illusi dal suo fascino bugiardo perché «ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio». Ciò anche perché l'animo umano, se non illuminato dallo Spirito, è insaziabile nella sue bramosie. Dio non è padrone, ma padre di noi tutti e ci vuole come figli, liberi dagli inganni e dalle seduzioni. Se scegliamo di servirlo possiamo godere, già in questa vita, del suo amore e sentirci appagati e sazi nell'anima. I desideri migliori poi, noi credenti, li orientiamo nella speranza, verso i beni futuri, che non periscono perché eterni. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Per ognuno di noi il giorno della venuta del Figlio dell'uomo è il giorno della nostra morte, il giorno dell'ultimo respiro, dell'ultimo battito del nostro cuore. In quell’istante si manifesta la sapienza o la stoltezza della nostra vita. La sapienza consiste nell'avere vissuto per ciò che non muore e rimane per sempre con noi: amore, giustizia, verità, libertà vera, unione con Dio. È sapienza l'aver vissuto questi doni incomparabili sempre, in tutte le situazioni della vita. La stoltezza consiste nell'avere vissuto solo per aumentare il possesso delle cose, per la soddisfazione sessuale, per il potere, ed avere sacrificato, per queste cose che passano, i beni che rimangono per sempre. Nel momento dell'incontro con Dio splenderà la fedeltà coniugale, la fedeltà ai figli, l'essere stato padre degli orfani e difensore delle vedove, l'essere stato profumo di Cristo: tutto ciò rimarrà per l'eternità. Quale rimorso, in quel momento, l'avere vissuto nel male per il male. Ma tu vivi, e ne sono certo, nel bene che sei e che fai. Se non è così, comincia da oggi!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Nov 11, 2017 10:09 am

Gesù dice che non si possono servire due padroni che sono in netto contrasto tra loro e cioè: Dio e la ricchezza, servire quest'ultima vuol dire pensare alle cose materiali e non pensare a Dio, mentre servire Dio significa ambire a cose più importanti, come la vita eterna e la ricchezza spirituale. I farisei che sono attaccati ai soldi, sentendo queste parole si facevano beffe di Lui, ma Gesù disse loro che Dio conosce i loro cuori e ciò che per loro è giusto per Dio è abominevole.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Sab Nov 11, 2017 2:26 pm


Gesù affronta in questo brano il tema della ricchezza, che gli sta molto a cuore e che è presente in altri passi del Vangelo. Si parla di ricchezza ``disonesta'', frutto di ingiustizie, cupidigia, sopraffazioni; è la ricchezza che riempie il nostro cuore e ne diventa padrona, che guida le nostre scelte, ci rende schiavi e ci porta a tentare in ogni modo di sopraffare gli altri. Gesù non condanna la richezza, ma l'uso che l'uomo ne fa.
La ricchezza, poi, non è solo il denaro, ma tutte le nostre capacità, la nostra forza, la nostra intelligenza, la nostra cultura. Se tutto ciò che abbiamo (e che non dobbiamo dimenticare che ci è stato donato da Dio, quindi non può essere ingiusto finché non pensiamo di esserne i padroni) è usato per gli altri, non è ricchezza disonesta e ci conquisterà degli amici che ci guideranno verso la salvezza eterna .
Santa Teresina di Lisieux, scriveva:...

Gesù, lo so bene, l'amore si paga soltanto con l'amore, perciò ho cercato, ho trovato sollievo rendendoti amore per amore. «Usate le ricchezze che rendono ingiusti, per farvi degli amici i quali vi ricevano nei tabernacoli eterni». Ecco, Signore, il consiglio che tu dai ai tuoi discepoli dopo aver detto loro che «i figli delle tenebre sono più abili nelle loro faccende che i figli della luce». Figlia della luce, ho capito che i miei desideri di esser tutto, di far mie tutte le vocazioni, sono ricchezze che potrebbero rendermi ingiusta, allora le ho usate per farmi degli amici.

Santa Teresina di Lisieux, Storia di un'anima.
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Domenica della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Nov 12, 2017 8:40 am

Domenica della XXXII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Ecco lo sposo, andategli incontro!

Dal Vangelo secondo Matteo 25, 1-13
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora". 


Parola del Signore. 



OMELIA 


Ai tempi di Gesù la sposa aspettava nella casa dei genitori l'arrivo dello sposo. Dopo il tramonto del sole, lo sposo arrivava con un corteo nuziale per portarla nella sua casa. Alcune damigelle seguivano la sposa. Diverse ragioni potevano causare il ritardo dello sposo come, per esempio, lunghi discorsi con i genitori della sposa sui doni e sulla dote. Il tirare in lungo le trattative era di buon auspicio. Ma non è lo stesso per le spose di cui si parla nel Vangelo di oggi. Qui si tratta infatti del ritorno di Cristo e tutto è riassunto nelle ultime parole:
"Vegliate, dunque, perché non sapete nè il giorno nè l'ora", cioè: "Siate pronte per l'arrivo di Cristo". Così la parabola delle vergini poteva cominciare con questa frase: "Per il regno dei cieli accadrà come per le dieci vergini che uscirono, con le loro lampade, incontro allo sposo". Agli occhi di Gesù, è saggio chi veglia, cioè chi pensa sempre, nel suo animo, al giorno del ritorno del Signore e all'ora della propria morte, chi vive ogni giorno nell'amicizia di Dio, nella grazia santificante, e chi si rialza subito se, per debolezza, cade. Allora "Vegliate", perché nessuno, all'infuori di Dio, conosce il giorno e l'ora.



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Tu puoi vivere l'unione con Dio ma per pregare sempre hai bisogno dei tempi di preghiera, altrimenti corri il rischio di pregare te stesso invece del Signore. Ci vogliono i momenti di sosta. Io consiglio a ciascuno e a ogni casa di esporre l'orario della preghiera. Bisognerebbe che in ogni casa ci fosse un angolo della preghiera e che la moglie quando arriva il marito gli dicesse: «Vai a pregare un po’ che ti fa bene». E il marito quando vede che la moglie sta decadendo: «Vai a pregare che ti fa bene. E poi preghiamo tutti e due
insieme». Sposi che leggete, quante parole umane senza senso dite, perché non c'è più la Parola di Dio che entra in tutti e due! Come fate a salvare il vostro amore se non state con Lui che e la fonte dell'amore? Dio non vi toglie nulla, anzi accresce il vostro amore!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Nov 12, 2017 11:29 am

Gesù dice il Regno dei Cieli è simile a dieci vergini che vanno incontro allo Sposo che è poi Lui, per essere veramente degni di Gesù bisogna essere come le cinque sagge che portano con sè la riserva d'olio e sono così pronte da essere degne dello Sposo. Se invece siamo come quelle stolte non siamo degni del regno dei Cieli perchè non siamo stati vigili e attenti come quelle sagge. Per essere degni del Regno dei Cieli bisogna stare attenti al ritorno di Gesù sulla Terra perchè quando ritornerà dovremo essere preparati al Suo arrivo con la nostra attenzione ma anche con il nostro amore verso di Lui.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Lun Nov 13, 2017 8:42 am

Lunedi della XXXII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Se sette volte ritornerà a te dicendo: Sono pentito, tu gli perdonerai. 

+ Dal Vangelo secondo Luca 17,1-6
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: "Sono pentito", tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "Sràdicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Le diverse parole di questo brano si concatenano sorprendentemente, meglio di quanto sembrerebbe a prima vista. Scandalizzare significa qui non suscitare negli altri il biasimo ma, al contrario, indurre a confondere il bene e il male, distogliere da ciò che Dio attende e che è il vero bene. Si comprende allora come provocare la caduta o lo smarrimento del proprio fratello sia ancora più grave che cadere o ingannare se stessi. Si comprende soprattutto l'estrema responsabilità che deriva da questa cosa ammirevole: l'immensa solidarietà umana. Da un punto di vista generale, statistico, è inevitabile che avvenga lo scandalo. Ma non è mai necessario che io lo provochi e ne sia vittima. L'inevitabile non è una scusa ma una ragione precisa per stare in guardia. Ed è ancora troppo passivo: abbiamo la responsabilità bella e buona, pur senza giudicare, e nell'intento di perdonare senza limiti, di rivelare agli altri il male che seminano intorno a loro. Quale fede non esige ciò dagli uni e dagli altri? Ma la fede non è una questione di quantità: l'essenziale, è che essa sia, anche in embrione, la nostra fiducia in Cristo, il nostro slancio verso di lui, il nostro desiderio di lui. 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



«Avrete occasione di dare testimonianza»: la parola testimone in italiano è molto più povera della parola
greca "martirion" cioè “la vostra vita manifesterà la mia presenza, voi sarete i miei martiri”. Noi abbiamo ridotto la parola martire a colui al quale viene tolta la vita violentemente per il nome del Signore, ma tale parola ha una realtà molto più estesa: noi siamo tutti martiri del Signore nella misura che attuiamo la perdita della nostra vita in lui e la ritroviamo ritrasformata da lui. È troppo ridotta la parola martirio a chi ha sacrificato la propria vita per il Signore in maniera visibile e violenta, perché il sacrificio della vita per il Signore è infinitamente molto più forte e più vasto in altri mille martiri. Pensate soltanto alla condivisione di vita, che è il ribaltamento completo dell'esistenza in quanto modifica perché richiede l’appartenenza, perciò per natura sua è creazione nuova ed è martirion: vi chiede tutto, vi sradica tutto, vi porta via tutto. Se riducete il martirio al morire per Gesù, si dice: «Per carità io non sono degno di una morte così gloriosa» e la vita può continuare nella sua mediocrità... No invece, siate martiri nel quotidiano e delle volte costa tanto! Quando la tua professione diventa martirio, diventa testimonianza, è canto della vita. Siate nella morte totale di voi stessi perché Gesù viva!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Nov 13, 2017 10:47 am

Gesù dice che chi scandalizza dei poveri innocenti è condannato. E se un fratello sbaglia bisogna rimproverarlo e se chiede scusa anche per sette volte che ha sbagliato per sette volte bisogna perdonarlo, gli Apostoli allora chiesero a Gesù di accrescere la loro fede e Gesù disse che se comanderebbero con fede a un albero di sradicarsi e piantarsi in mare, gli obbedirebbe. Gesù con un linguaggio molto duro dice che chi fa del male a dei poveri innocenti, come: bambini, persone indifese o con malattie è molto meglio per colui che fa queste cose che muoia affogato perchè è un peccato imperdonabile per Gesù peccare contro l'innocenza.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Lun Nov 13, 2017 11:40 am


Le parabole che Gesù ci ha rivolto erano indirizzate a tutto il popolo, ma in questo brano, Gesù si rivolge in particolare ai discepoli, introducendo il tema dello scandalo all'interno della comunità. Il perdono e la fede, sono i cardini per seguire Gesù, ma non è facile per l'uomo perdonare, ed è per questo che gli apostoli, pregano il Signore: “Accresci in noi la fede!”. Con questo grido di aiuto hanno dimostrato di aver compreso che la fede, pur piccola come un granellino di senape, dà sempre speranza e coraggio e che senza Dio tutti i loro sforzi sarebbero vani.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Mar Nov 14, 2017 8:33 am

Martedi della XXXII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare. 

+ Dal Vangelo secondo Luca 17,7-10
In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: "Vieni subito e mettiti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu"? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Gesù, il Figlio di Dio, si è umiliato nella carne, si è fatto nostro servitore, ha lavato i piedi ai suoi apostoli, ha testimoniato per noi una amore senza limiti accettando la passione e la morte: tutto questo lo ha fatto solo per noi, per farci sedere di nuovo alla mensa di Dio e renderci di nuovo suoi commensali. Non possiamo e non dobbiamo però pretendere alcunché dal Signore perché il suo amore è un dono gratuito. San Paolo ci ricorda che è già difficile trovare qualcuno che sia disposto a dare la vita per una persona dabbene, Gesù però ci amati mentre eravamo peccatori e nemici di Dio, ci ha fatti oggetto di un amore misericordioso, di un amore cioè che gratuitamente perdona. Nessuna azione umana, per quanto santa e meritoria, può quindi compensare adeguatamente quell'amore infinito, ed è per questo che anche quando abbiamo fatto tutto quello che ci è stato ordinato dobbiamo concludere di essere servi inutili. Soltanto la bontà divina e la sua grazia interverranno a rendere meritorie le nostre azioni, perché lo stesso Signore ci garantisce che essere suoi servi significa poi regnare con lui. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



«La tua fede ti ha salvato»: si crea una relazione tra te e Gesù e allora ti ridimensioni. Altrimenti, volendo
fare da solo, arrivi al massimo della solitudine, dell'insicurezza, dell’imprecisione. Più ti leghi a Dio, più ti senti dire: «La tua fede ti ha salvato», perché ti porta nella giusta dimensione. Quando sei nel Signore sei
già nell’eterno, non c'è più niente di transitorio per te perché non ti leghi all’effimero ma canti già la gloria di Dio, la sua gioia, e con lui cammini nel mondo.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Nov 14, 2017 3:18 pm

Gesù dice che quando diffonderanno il Vangelo sulla terra dovranno essere umili e dire a loro stessi che hanno fatto solo il loro dovere. Con questo Gesù non vuole dire che evangelizzare la gente è un lavoro di poco conto, però come Lui è stato così umile di cuore da accettare la Volontà del Padre sino alla fine così dovranno fare tutti coloro che lo ascoltano e che lo seguono.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Mer Nov 15, 2017 9:20 am

Mwrcoledi della XXXII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca 17,11-19
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?”. E gli disse: “Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!”. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


La lebbra, il male in genere, crea delle distanze talvolta incolmabili. Molti malati nel corpo e nello spirito, ancora oggi debbono gridare forte per farsi ascoltare, perché emarginati dal consorzio civile e qualche volta anche dalle nostre chiese. Il grido dei dieci lebbrosi del Vangelo di oggi risuona come un'intensa preghiera: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi”. In quel grido è accomunato il gemito dei sofferenti del mondo, la sofferenza degli emarginati, di tutti coloro che per farsi sentire da qualcuno debbono gridare. Per loro e nostra fortuna l'udito e la sensibilità di Cristo e infinitamente più acuta della nostra. Gesù li vede anche se distanti, e dà subito loro un messaggio di speranza: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. Erano loro che dovevano, secondo la legge, dare le certificazione dell'avvenuta guarigione. Mentre vanno si accorgono di essere già guariti, uno solo, uno straniero, solo lui però sente immediatamente il bisogno di tornare indietro per lodare Dio e gettarsi, in atteggiamento di doverosa gratitudine, ai piedi di Gesù. Emergono due grandi insegnamenti per noi: non possiamo, come spesso accade, rifiutare la mediazione sacerdotale per avere la certezza del perdono di Dio, sono loro che debbono assolvere e sciogliere. La gratitudine a Dio poi è un sacrosanto dovere che mai dobbiamo smettere perché tutti siamo stati “guariti” e “salvati” da Cristo redentore. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONI QUOTIDIANE



In Zaccheo c'era inquietudine. Egli era capo degli esattori delle tasse. Era ricco, ma la sua ricchezza non era pulita. Avendo sentito parlare di Gesù la sua inquietudine si era accresciuta, tanto da non fargli sentire l'attaccamento al denaro come invincibile. L'incontro con Gesù è stato decisivo. Il movimento interiore operato dallo Spirito gli ha fatto rompere gli indugi. Persone nello stato interiore di Zaccheo ce ne sono tantissime. Li trovi nelle discoteche, negli stadi, nei pub, nel mondo del lavoro, nel mondo dell'arte. Il cuore umano cerca Dio: «Signore ci hai fatto per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te». Anche il tuo cuore, mentre leggi, vorrebbe vederlo, sentirlo, capirlo, e sentirsi dire le parole che Gesù ha detto a Zaccheo: «Scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua». Venga questa luce Signore, venga quest’incontro! Dobbiamo pregare perché aumentino gli uomini di Dio che fanno sentire la nostalgia di lui prima ancora che te lo annuncino.  

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mer Nov 15, 2017 10:56 am

 «Gesù maestro, abbi pietà di noi!».  È il grido di aiuto che i dieci lebbrosi rivolgono a Gesù. La lebbra, un male terribile che rendeva l'uomo un derelitto emarginato da tutti, ma Gesù, risponde al grido di aiuto, guarendoli.
Tutti i lebbrosi hanno ottenuto la guarigione, come avevano chiesto, ma uno di loro ha ricevuto di più: la salvezza. È stato salvato, non solo guarito, perché ha davvero avuto fede in Gesù, ha riconosciuto in lui non tanto il guaritore, quanto il Salvatore, il Figlio di Dio. La gloria di Dio può venire anche dagli stranieri, come dal lebbroso samaritano guarito nel corpo e nello spirito. Lo straniero e nemico, il samaritano, entrano a pieno titolo nella comunità dei credenti.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Nov 15, 2017 11:07 am

Dieci lebbrosi si presentano davanti a Gesù per pregarlo di farli guarire e Gesù dice loro di presentarsi ai sacerdoti e mentre questi vanno vengono purificati, uno solo torna da Gesù per ringraziarlo della sua guarigione: un samaritano, e Gesù osserva che erano dieci coloro che avevano chiesto di guarire ed è tornato a ringraziarlo solo uno straniero. Poi gli dice di andare perchè la sua fede lo ha salvato. Ringraziare Gesù per tutti i benefici che ci fà è il modo più umile e più semplice di riconoscere in Lui il Figlio di Dio che guarisce il corpo ma anche lo spirito con il Suo operato d'amore.
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Giovedi della XXXII settimana del Tempo Ortdinario

Messaggio  Andrea il Gio Nov 16, 2017 9:05 am

Giovedi della XXXII settimana del Tempo Ortdinario


VANGELO 


Il regno di Dio è in mezzo a voi. 

+ Dal Vangelo secondo Luca 17,20-25
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: "Eccolo qui", oppure: "Eccolo là". Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: "Eccolo là", oppure: "Eccolo qui"; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione». 



Parola del Signore. 


OMELIA 


Quando tra di noi parliamo dei regni umani il pensiero si indirizza subito a tutte le caratteristiche di cui sono connotati: lo sfarzo, la gloria, la potenza... I farisei, da sempre sognatori di potere, chiedono a Gesù quando verrà il Regno di Dio. La loro attesa è fortemente legata a criteri umani, sperano quindi che la manifestazione divina sia accompagnata da bagliori di grandezza e dal ripristino di glorie passate. La risposta del Signore sicuramente li delude, ma per noi invece è di grande conforto: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!». La presenza del Cristo già ha determinato l'avvento del Regno, l'accoglienza del suo vangelo e il vivere in conformità ad esso fa sì che il Regno sia dentro di noi. Occorre però tenere limpido lo sguardo della fede per «vedere» il giorno del Signore, per accorgersi dell'evento salvifico che egli porta a tutti noi, per godere della sua salvezza ed essere certi della sua e nostra risurrezione. A conclusione del brano Gesù ci ricorda una grande verità, che ci accompagnerà sempre: «ma prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa generazione»: anche ai nostri giorni, anche noi del terzo millennio, stiamo ripudiando il Signore e ripetendo la sua crocifissione, ma ancora una volta dentro l'assurdo del peccato del mondo, egli si erge a vittima e salvatore nostro. È l'inevitabile passaggio nei meandri della sofferenza da cui Dio sa trarre i motivi della salvezza!  (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Ognuno è chiamato a dare secondo la capacità che ha dentro di sé; ognuno ha una risposta personale nei confronti di Dio e non può evadere, fuggire, dando la colpa ad altri per quello che egli deve dare, ma ognuno è chiamato a dare se stesso per quello che è e per quello che ha. Non possiamo coprirci, non possiamo andare a cercare scuse: ad ognuno di noi è dato secondo la nostra capacità, perciò ognuno di noi è profondamente e personalmente responsabile. Quello che una persona deve compiere non può essere compiuto da un'altra. Venendo meno una persona, viene meno nella storia la redenzione. «A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». A prima vista uno potrebbe dire: «Ma che ingiustizia è questa! Cosa succede mai?». Invece è profondamente vero. Tutte le volte che ti impegni a conformare la tua vita a Cristo, più ti conformi, più vai in profondità; meno ti conformi e più ti impoverisci. Maggiormente condividi e più condividi ancora, meno condividi e più ti rinchiudi in te stesso. Più ami e più sei capace di amare, meno ami e maggiormente diventi freddo e meschino! Più sei buono e più diventi buono, più sei cattivo e più cattivo diventi. Non c’è uno star fermi. Non c’è un punto neutrale, non è possibile, o vivi o muori!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Nov 16, 2017 11:00 am

I farisei chiedono a Gesù quando verrà il Regno di Dio, e Gesù risponde che esso non viene attirando l'attenzione perchè è già in mezzo a loro. Poi disse ai suoi discepoli che quando il Figlio dell'Uomo sarà rifiutato da questa generazione allora capiranno tutto. Il Regno di Dio è Gesù stesso che manifesterà pienamente la Volontà di Dio Padre quando morirà sulla Croce, allora comprenderanno il Suo operato e quello dell'Onnipotente.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Gio Nov 16, 2017 3:00 pm

Gesù, in questo brano, risponde ad una domanda tipica dei suoi tempi: quando e come verrà il Regno? Gli scritti apocalittici, in particolare, annunziavano manifestazioni divine spettacolari e di grande potenza. Gesù, nella sua risposta, lega il tema del Regno a quello della venuta del Figlio dell'uomo. Essa avverrà senza segni particolari e, allo stesso tempo, non sarà nascosta nel segreto di pochi eletti, ma sarà visibile a tutti, perché sarà legata alla morte del Figlio dell'uomo.
«Il regno di Dio è in mezzo a voi!», ci dice Gesù. Non è soltanto una ricompensa futura, ma è un dono gratuito di cui già in questa vita possiamo godere. È in mezzo a noi nella misura in cui noi ci rendiamo docili alla collaborazione con lo Spirito Santo per costruirlo, nella vita quotidiana, in famiglia, nei luoghi di studio o di lavoro, nel tempo libero quando ci dedichiamo ad attività edificanti per noi e per gli altri, quando non ci dimentichiamo che sofferente e rifiutato ci ha donato la salvezza.
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Venerdi della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Nov 17, 2017 9:49 am

Venerdi della XXXII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà. 

+ Dal Vangelo secondo Luca 17,26-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l'uno verrà portato via e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà portata via e l'altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


È facile per noi cadere nella dimenticanza di Dio! È facile lasciarsi prendere dalle vicende ordinarie della vita ed essere impreparati e distratti circa i segni divini: accadde al tempo di Noè, quando stava per sopraggiungere il diluvio, accadde ai tempi di Lot, quando il fuoco distruttore stava per piovere sulla terra, accade anche oggi, quando terra trema, quando fango scende dalle montagne, quando onde anomale invadono le case... e seminano distruzione e morte per migliaia di persone, intende come sempre alle loro ordinarie occupazioni. La rivelazione e la manifestazione del Cristo risorto può sopraggiungere in ogni istante e dobbiamo perciò tenerci pronti all'inevitabile ed insindacabile giudizio divino. Il peccato, il rifiuto di Dio ci rendono come cadaveri su cui piombano famelici gli avvoltoi. Comprendiamo così che il castigo è la conseguenza inevitabile dei nostri errori; diventiamo distruttori di noi stessi e Dio ne è solo il triste testimone. È la mancanza di amore a generare l'odio, è dall'odio che sgorgano le vendette incrociate, le guerre che osiamo poi chiamare «sante». Essere vigilanti per noi credenti in Cristo, significa vivere nella fede, essere desti nell'attesa del Signore che viene, significa vivere la fraternità universale, anche quando questa dovesse costarci sacrifici e morte. A noi non è più concesso, dopo l'evento Cristo, di leggere la storia come cronaca di fatti più o meno importanti, dobbiamo far sì che la nostra sia davvero una storia sacra, in cui l'intervento di Dio è sempre presente. (Padri Silvestrini)





MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Il Signore che mi visita viene a farmi crescere in molteplici aspetti della mia vita, viene a donarmi qualcosa. E proprio in questa visita che ci fa il Signore, bisogna scoprire la bellezza del tutto, non la bellezza relativa a noi, ma la bellezza in sé, che riempie i nostri cuori. Beati quelli che hanno un cuore puro, che sono capaci cioè di scoprire la bellezza che vi è anche nel contrasto, nella contrapposizione, in ogni situazione. Anche nell'attimo umano più drammatico, come un incidente o nel caso in cui ci dovessero togliere la vita, c'è il pronunciamento di uno stupore, di una meraviglia, di aspetti della vita che non vengono mai vissuti e che sono positivi quanto più forti sono le situazioni! Allora è proprio vero che in tutte le condizioni di divisione familiare, di insopportabilità, di difficoltà di comunicazione, c'è però da scoprire quell’aspetto bellissimo che è dentro quel momento e che non va più via. In questa visione, di una bellezza senza fine, vi è una contemplazione e anche una gioia che ti riempie il cuore, perché non misuri più la tua gioia in base a quello che prendi e che ti poni in mente, per cui sei sempre tu il centro dell'universo; non provi più la gioia in base a quello che ti aspetti (e ti aspetti sempre una risposta adeguata a te, commisurata a te) ma il Signore ti dona quello che tu non potevi aspettarti. Apriti al mistero del Signore che ti visita! 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Nov 17, 2017 10:06 am

Gesù dice che quando si manifesterà il Figlio dell'Uomo, sarà come nei giorni di Noè o di Lot: tutti pensavano ai fatti loro fino a quando Dio non li ha puniti tutti e solo chi ha avuto fede nel Signore si è salvato. Con un linguaggio apocalittico Gesù vuole dire che quando verrà il giorno bisogna tenersi pronti e chi cercherà di salvare la propria vita la perderà ma chi la perderà la manterrà viva, nel senso che chi cercherà di salvarsi morirà ma chi non avrà paura di Lui sarà salvo.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Ven Nov 17, 2017 3:20 pm

Anche oggi il Signore ci invita alla vigilanza, a farci trovare pronti. Gesù è già venuto una volta nella storia e verrà di nuovo nella gloria alla fine dei tempi.   «I giorni del Figlio dell’uomo» sono indicati al plurale: non è un solo giorno! Per questo la Chiesa, nell’attesa dell’Ultimo giorno, rivive i misteri della vita di Gesù. La venuta del Figlio dell'uomo segna un preciso intervento di Dio al quale nessuno potrà sottrarsi. Nel brano del Vangelo di oggi, le parole di Gesù suonano un po' spaventose, ma non è il terrore il sentimento che esse vogliono ispirarci. Se lo lasceremo entrare ogni volta che passa a visitarci, non avremo più timore della sua venuta finale, sarà il nostro stesso cuore a desiderare di riposare nella sua pace. La vita terrena sia vissuta in vista della vita eterna, affinché tutte le cose che ci circondano non ci rendano schiavi, ma,accettando di vivere con esse ma non per esse. 
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Sabato della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Nov 18, 2017 9:17 am

Sabato della XXXII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 



Comandami di venire verso di te sulle acque. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 14,22-33
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, sale sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: “è un fantasma!” e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio!”. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Fin dal secolo XII nella basilica vaticana di San Pietro e in quella di San Paolo sulla via Ostiense si celebravano gli anniversari delle loro dedicazioni fatte nel secolo IV dai santi pontefici Silvestro e Siricio. La celebrazione di queste commemorazioni in tempi più recenti fu estesa a tutte le chiese di rito romano. Questa liturgia ripropone alla pietà dei fedeli l'esperienza di fede e di martirio dei santi apostoli Pietro e Paolo. 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Così dice il Signore: quando voi eravate nel deserto il vostro culto era molto povero, sotto una tenda, pero voi eravate tutti uguali; adesso mi avete costruito un tempio d'oro, sontuoso, perché mi dovevate relegare dentro un tempio, affinché voi vi poteste permettere di consumare tutte le vostre prostituzioni, col denaro e con le altre cose. Mi avete fatto un tempio ma io non ci sto, lì dentro. Avete tanti bisogni e per ogni bisogno trovate subito una risposta; una volta invece non sentivate quei bisogni. Adesso siete diventati ricchi, ma io non ci sto più. Il vostro santuario si è molto impoverito, vi siete trovati molte giustificazioni; e allora io come faccio a portare avanti il mio amore nel mondo se voi me lo oscurate? Questo discorso che Dio faceva al suo popolo lo fa anche a noi, oggi!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Nov 18, 2017 10:16 am

Gesù congela la folla e poi dice ai suoi discepoli di precederlo sull'altra riva e Lui salì su un monte a pregare. Avviene una tempesta e Gesù raggiunge i suoi camminando sulle acque e i discepoli credendo di vedere un fantasma vengono presi dal panico, ma Gesù li rassicura che è Lui, allora Pietro gli chiede di raggiungerlo e Gesù glielo concede ma un forte vento lo fa affondare sulle acque e chiede aiuto a Gesù che lo afferrò e lo rimproverò perchè aveva dubitato. Raggiunta la barca si prostrarono tutti davanti a Lui riconoscendolo come Figlio di Dio. Gesù non ha camminato sulle acque per essere lodato ma per aiutare ad avere fede in Lui tutti coloro che Gli credono e se noi affondiamo come Pietro nei nostri dubbi, Gesù è sempre pronto a farci riemergere.
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