Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Dom Ago 20, 2017 12:29 pm

Con il brano relativo alla donna cananea, Matteo ricorda il viaggio di Gesù nel territorio di Tiro e Sidone, fuori da Israele in terra pagana. L'incontro di Gesù con la donna pagana, il loro dialogo l'implorazione insistente della donna affinché liberi sua figlia da un demonio, mette in luce la fede della donna cananea, ma Gesù opera solo dopo l'intercessione degli apostoli e la perseveranza della donna che con piena fiducia in Lui chiede la guarigione della figlia. L'episodio mostra come con Cristo la salvezza diventi universale e raggiunga ogni uomo della terra, non solo i membri del popolo eletto.
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Lunedi della XX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Ago 21, 2017 8:19 am

Lunedi della XX settimana del Tempo Ordinario


VANGELO


Se vuoi essere perfetto, vendi quello che possiedi e avrai un tesoro nel cielo. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,16-22)
In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze. 
Parola del Signore. 


OMELIA 


Il passo dal libro dei Giudici, la cui lettura inizia oggi e si protrarrà per quattro giorni, narra le vicende del popolo di Israele nella terra di Canaan. Esso si contamina con gli idoli delle popolazioni indigene tanto da provocare l'ira del Signore. Benché Dio susciti degli uomini, i giudici, che richiamano al rispetto dell'alleanza, gli Israeliti non tramandano più la fede dei loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del Signore. La fede è una "memoria", che si trasmette e richiede sì coloro che annunciano, ma anche chi ascolta e accoglie. Lapalissiano, viene da dire! Vero, ma non sempre esistenzialmente consequenziale, anche quando si hanno tutte le buone disposizioni. Il racconto evangelico, ad esempio, esprime una situazione del genere. C'è un giovane che si accosta a Gesù pieno di entusiasmo, per ricevere una parola di salvezza. È, da quello che si arguisce e da ciò che dice, un pio israelita, distante quindi dai comportamenti di infedeltà visti nella prima lettura. Egli vuole la vita eterna, la ricerca nell'osservanza della legge, ma l'insoddisfazione lo conduce al rabbì di Nazareth. Però la risposta che ne riceve lo colma di tristezza. Questa consiste in una richiesta radicale, in una spogliazione totale da ciò che "quel tale" possedeva. Ascoltare e accogliere non sono la medesima cosa. Ci si può dedicare alla preghiera, alla lectio divina, a pratiche di pietà, si può anche essere moralmente e "religiosamente" osservanti, ma se alla base non c'è un atteggiamento di povertà esistenziale, una coscienza della grandezza e provvidenza di Dio che ci sostiene, "perché egli sa di cosa abbiamo bisogno", non si è pronti a possedere le ricchezze dell'alleanza con Dio. Israele, nel libro dei Giudici, benché arrivato nella terra promessa, non riesce a gustarne i frutti, così ciascuno di noi, può credere di essere nel Regno di Dio, come spesso ci sentiamo dire, ma non riuscire a viverlo in pienezza: i vari idoli impediscono di usufruirne. (Padri Silvestrini)



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



«Sforzatevi di entrare per la porta stretta», fate presto! Altroché andare a discutere su quanti si salvano, quanti non si salvano. Imbocca la strada, non perder tempo dietro queste. discussioni! «Molti cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno». Vi siete spiegati il mistero di questa affermazione? Mi viene in mente un paragone: se io ho una porta stretta e ho addosso sette cappotti non ci passo. Se voglio entrare bisogna che tolga i cappotti. Molti si sforzano di entrarci dentro, ma non vogliono perdere neanche un cappotto, li vogliono tenere tutti! In realtà cosa vuol dire il Signore? «Io ti voglio unito completamente a me, cioè voglio che tu non abbia più nessun idolo, che li butti via tutti! Voglio che tu non spenda la tua vita per ciò che non vale. Devi cambiare completamente, cioè devi mettere me al centro del tuo cuore! Non puoi dirmi: "Signore, ti do qualcosa, guarda, ti do qualcosa di me, ogni tanto faccio una piccola buona azione!”. No, io ti ho nel cuore e tu mi devi avere nel cuore! Io e te, sempre insieme, camminiamo in una novità di vita». Il Signore vuole me! Il Signore mi chiede di cambiare completamente vita. La cosa è stupenda perché finalmente arrivi a capire che o dai tutto o non puoi avere la pienezza della vita. Allora ecco che dici: «Signore, vieni, ti spalanco le porte!».

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Ago 21, 2017 12:39 pm

Un tale chiede a Gesù cosa deve fare per avere la vita eterna e Gesù gli dice di osservare tutti i comandamenti di Dio, e il tale risponde che tutte quelle cose le ha sempre osservate. Allora Gesù gli dice che gli manca solo una cosa per essere veramente degno di Lui: vendere i propri averi a darli ai poveri cosicchè avrà un tesoro dal cielo e poi di seguirlo. A queste parole quel giovane se ne andò triste perchè aveva molti averi. Questo brano del Vangelo di Matteo sottolinea l'importanza di seguire Gesù: senza remore e con Lui solo al centro dei nostri pensieri perchè chi pensa ad altro non è degno di Lui.
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Martedi della XX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Ago 22, 2017 8:38 am

Martedi della XX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce.


+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.



Parola del Signore. 


OMELIA 


Maria di Nazaret aveva scelto una vita di dono totale a Dio, come vergine. Ma Dio decise altrimenti. Ciò che colpisce, nell'Annunciazione, è che una "religione pura" esige un dialogo vivente e costante fra Dio e ogni uomo. Qui Dio ha pronunciato la sua ultima Parola a Maria, perché si compissero le parole che, nella storia di Israele, erano state dette ad Abramo, a Mosé e ai profeti. Essi avevano ascoltato e obbedito; lasciarono entrare nella loro vita la Parola di Dio, la fecero parlare nelle loro azioni e la resero feconda nel loro destino. I profeti sostituirono alle loro proprie idee la Parola di Dio; anche Maria lasciò che la Parola di Dio si sostituisse a quelle che erano le sue convinzioni religiose. Di fronte alla profondità e all'estensione di questa nuova Parola, Maria "rimase turbata". L'avvicinarsi del Dio infinito deve sempre turbare profondamente la creatura, anche se, come Maria, è "piena di grazia". Assolutamente straordinario è poi che questo Dio non solo si avvicina a Maria, ma le offre il proprio Figlio eterno perché divenga il suo Figlio. Come è possibile che il "Figlio dell'Altissimo" diventi suo Figlio? "Lo Spirito Santo scenderà su di te". Come scese sul caos, in occasione della creazione, lo Spirito Santo scenderà su Maria e il risultato sarà una nuova creazione. L'albero appassito della storia fiorirà di nuovo. "Maria disse: Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". Nell'Annunciazione si ha il tipo di dialogo che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo vorrebbe avere con ciascuno di noi. L'esperienza di Maria a Nazaret sottolinea questa verità per tutto il popolo di Dio. Il suo "sì" in risposta all'offerta divina e il cambiamento drammatico di vita che ne sarebbe seguito, mostrano che la venuta di Dio in mezzo a noi esige un cambiamento radicale. Ma, cosa più importante, l'Annunciazione a Maria ci pone di fronte ad una grande verità: ognuno di noi ha avuto un'"annunciazione" personale. Sto esagerando? No di certo. Se esaminate la vostra vita passata, troverete un'esperienza che è stata decisiva; forse non ebbe allora conseguenze immediate, o almeno non vi sembrò, ma, ripensandoci adesso, vi accorgete che è stata fondamentale, sia essa la scuola che avete frequentato, un libro che avete letto, un discorso che avete ascoltato, una frase delle Scritture che vi ha colpito, gli amici a cui vi siete sentiti uniti o un ritiro che avete fatto. Era il Dio di Maria di Nazaret che si annunciava a voi. Voi avete dunque avuto una "vostra" annunciazione. E se non avete risposto "sì", o se avete pronunciato soltanto un "sì" timido? Basta riconoscere l'annunciazione ora e cercare di recuperare il tempo perduto vivendo per Dio e per gli altri. "Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA


«Maria, tu sei benedetta fra tutte le donne, perché tu sei colei che da sempre, fin dal primo istante, sei piena del favore di Dio. Non sei semplicemente benedetta, come tutte le dorme possono esserlo, ma tu sei “la benedetta”, perché nessuna donna è santa fin dal primo istante del proprio essere». La sua santità si esprime con queste parole: «Ecco, sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola». La santità si esprime nella volontà di Dio, la volontà del santo, e questa santità e già dentro ognuno di noi, perché siamo tutti immersi nel battesimo e abbiamo raggiunto Maria. Siamo stati concepiti nel peccato, per la redenzione di Cristo l'abbiamo raggiunta, ma gli esiti del peccato permangono dentro di noi. In Maria non c'erano gli esiti del peccato, c'era però la limitatezza della creatura, infatti lei si turbò quando l'angelo le disse queste cose. La fede di Maria, madre dei credenti, è una fede progressiva che non esclude le ombre, gli interrogativi, le incertezze, la ricerca, e per questo Maria capisce tutti noi, perché cammina con noi nella comprensione del mistero. Affido a Maria il vostro impegno nella vita di santità e conversione.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ago 22, 2017 12:31 pm

Oggi si festeggia Maria Regina dell'universo, che al saluto dell'arcangelo Gabriele che le annuncia che diventerà la futura Madre del Figlio di Dio, lei dice semplicemente che è la serva del Signore e accetta la sua missione di Madre di Dio. Dobbiamo imparare da Lei il valore dell'umiltà, qualunque donna al suo posto si sarebbe sentita una privilegiata, mentre Maria si sente solo una serva nelle mani di Dio che per il suo ruolo di Madre di suo Figlio sarà premiata e proclamata Regina del genere umano.
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Mercoledi della XX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Ago 23, 2017 8:35 am

Mercoledi della XX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO

 
Sei invidioso perché io sono buono

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,1-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo". Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».


Parola del Signore. 


OMELIA 


Una favola per dire che ad Israele non serve un re e una parabola per cacciare l'invidia. L'atteggiamento antiregale di Israele è noto e di esso si faranno portavoce soprattutto i profeti. Solo il Signore è re. Scelte alternative portano unicamente ad "un rovo", mettersi alla sua ombra può costare caro, poiché non è né sicuro, né dà refrigerio nella calura. Fuor di metafora, anzi di favola, Iotam non ne vuole proprio sapere di altri re all'infuori del Signore. Nella parabola evangelica, nota e super commentata, il padrone si comporta stranamente; infatti chi darebbe mai il medesimo salario ad uno che lavora un'intera giornata e ad un altro che invece ha lavorato solo un'ora? E allora in questa parabola c'è qualcosa che doveva rodere la prima comunità, per cui l'autore del vangelo di Matteo si sforza, tramite essa, di dirimere una controversia sorta tra i credenti. E molto probabilmente essi sono da ricercarsi proprio tra quegli ebrei convertiti che mal sopportavano di essere trattati alla pari dei "gentili". Insomma, un po' di rispetto per la "nobile discendenza"! Pare di sentirli, come sembra sentire tanti cristiani che ancor oggi ricercano "primi posti", proprio perché sono arrivati per primi. Lo si è detto altre volte, Dio ha un metro di misura diverso dal nostro, e poi vorrà pur dire qualcosa il fatto che vive nell'eternità e non nella dimensione temporale! Il cristiano ha il dovere di accogliere l'altro al di là di qualsiasi pregiudizio e soprattutto di qualsivoglia invidia. Meno si dà spazio a questo sentimento e più si è disponibili a vedere i valori positivi che sono nell'altro. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù fa un tentativo estremo per salvare la classe dirigente: richiama con forza, con verità cocente, i capi alla conversione. Questi mantenevano la legge di Mosè come un giogo insopportabile per il popolo, impedendo l’azione di salvezza della misericordia di Dio Padre. Essi vedevano l’uomo fatto per la legge e non la legge fatta per l’uomo, al fine di conservare inalterato il loro potere. Gesù mette in luce tutte le loro ipocrisie ma essi non si convertono, fanno resistenza; in pratica si sostituiscono a Dio. Il loro orgoglio li acceca. La classe dirigente voleva la morte di Gesù al più presto perché la verità che donava li disturbava. Ma proprio con la morte di Gesù, che essi pensavano l'unica via di liberazione, esplode un mondo nuovo, il mondo di Gesù. Tu sei in questo nuovo mondo. Benedici il Signore!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ago 23, 2017 9:46 am

Gesù con questa parabola vuole dirci che siamo tutti uguali di fronte a Dio, e che Dio è un padrone buono che dà prima agli ultimi cioè a tutti coloro che sono emarginati dalla società o poveri o disagiati e dopo a coloro che hanno già la loro condizione di privilegiati. E' per questo motivo che Gesù dice che nel Regno di Dio gli ultimi saranno i primi e i primi ultimi non perchè questi ultimi meritano un castigo, ma perchè gli ultimi sono poveri e indifesi di fronte ai primi e Dio guarda prima alla loro povertà.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mer Ago 23, 2017 2:15 pm

 Gesù, con questa Parola, annuncia che l'agire di Dio è benevolo verso tutti i suoi figli, anche quando dovessero apparire immeritevoli; e che la grazia gratuita del Padre non è profusa sulla base di meriti acquisiti, ma in forza della chiamata e della prontezza della risposta.  La vigna è immagine del popolo di Israele; l'agire stupefacente sul piano della giustizia sociale messa in atto dal padrone della vigna crea dei malumori fra i lavoratori della prima ora che si sentano penalizzati nei confronti degli ultimi arrivati, ma l'attenzione rivolta dal Signore agli <ultimi>, mostra la sua gratuità e la sua generosità.
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Giovedi della XX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Ago 24, 2017 12:57 pm

Giovedi della XX settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Ecco davvero un Israelita in cui non c'c falsità. 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,45-51)
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret”. Natanaèle gli disse: “Da Nàzaret puo venire qualcosa di buono?”. Filippo gli rispose: “Vieni e vedi”. Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità”. Natanaèle gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi”. Gli replicò Natanaèle: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose piu grandi di queste!”. Poi gli disse: “In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo”.

 
Parola del Signore. 


OMELIA 


La festa di un apostolo ha sempre nella liturgia il rimando alla Chiesa. Oggi, la lettura dell'Apocalisse, nella visione della sposa dell'Agnello, ne mette in risalto tutti i pregi e lo splendore che le viene da Dio stesso. Il numero dodici è tra i piu frequenti in questo breve brano; il fondamento poi su cui risiede tutta la costruzione sono i dodici apostoli ad indicare che la fede della Chiesa trova la sua ragion d'essere sull'esperienza che essi hanno avuto del Cristo morto e risorto e sulla testimonianza che ne hanno dato. Sappiamo che Bartolomeo è identificato con il personaggio del vangelo di Giovanni il cui nome è Natanaele. Figura ironica e sprezzante, ma altresì pronta a dare credito alle parole di Gesù, il quale lo rimbecca subito dicendogli che quelle cose dette erano quisquilie in confronto a ciò che avrebbe visto in seguito. Addirittura gli preannuncia una visione di gloria. Abbiamo detto che la risposta di Natanaele a Filippo appare carica di ironia, ma non è del tutto ingiustificata. Infatti, proviamo a immaginare la scena: arriva Filippo e con molta enfasi annuncia di aver trovato il Messia: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù figlio di Giuseppe di Nazareth!". Se uno ci facesse una rivelazione simile ex abrupto non risulteremmo molto gentili nella risposta! Da questo episodio insignificante, potremmo essere invitati a riflettere sulle modalità del nostro annunzio. Molti cristiani, sebbene con retta intenzione, quando parlano del Cristo lo fanno con tale enfasi da suscitare in chi li ascolta rifiuto di ciò che dicono, benché sia vero e santo. La semplicità della testimonianza, insieme ad una conoscenza illuminata dall'intelligenza della persona di Cristo, può evitare molte rispostacce e, al contrario, provocare interesse e coinvolgimento. Non facciamo insomma come chi va a visitare malati, anche molto gravi, e dice parole quali: "Come sei fortunato tu, a soffrire per Gesù". La risposta a tale tipo di stupidità, credo sia sulla bocca di tutti noi. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Natanaele era un filosofo, uno molto colto che ragionava a lungo, e dice: «Può venir qualcosa di buono da Nazareth?»; Filippo lo frega subito, dicendogli: «Vieni, vedi, fa’ poche storie, smetti di ragionare, segui il Signore». Quante volte vi sarete demandati: «Sarà che da me può venire fuori qualcosa di buono?» Magari hai una storia di peccato, di falsità, di inganno, di vuoto e dici: «Cosa vuoi che di me faccia il Signore, di cosa vuoi che io sia capace? Può mai venir fuori da me qualcosa di buono?» E il Signore ti dice: «Vieni, seguimi!». Tu rispondi: «Ma come, Signore, io non ho studiato - come i discepoli che erano semplici pescatori - non sono preparato». Ma il Signore ti dice lo stesso: «Vieni, seguimi». Pensate a Sant'Agostino che scrive che a sedici, diciassette anni cercava nuovi modi di peccare perché quelli che conosceva li aveva già usati tutti! E il Signore gli dice: «Vieni, mi interessi tu, ho io fiducia in te, seguimi». Ad un certo punto della vostra vita non andate più a pescare tra i ricordi dicendo: «Mi è mancato l'affetto dei genitori, io ero sempre così, e adesso sono così...». Ad un certo punto bisogna uscire da queste cose, altrimenti si rimane perpetuamente bambini. Bisogna guardare Cristo, il quale ti dice: «Seguimi», basta, nient'altro! La grande forza è nella sequela di Gesù. 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Ago 24, 2017 9:12 pm

Filippo chiama Natanaele a vedere il Messia che viene da Nazareth, e lui risponde che non può venire niente di buono da quel paese e segue Filippo. Gesù appena lo vede dice che Natanaele è in vero israelita che non mente mai, e dopo alcune conversazioni Natanaele dice a Gesù che è il Figlio di Dio. Gesù certe volte si nasconde in piccole cose ma quando qualcuno lo riconosce, in questo caso Natanaele, dice che vedrà cose più grandi come il Figlio dell'Uomo che è venuto sulla terra, e gli angeli del Cielo scenderanno e saliranno su di Lui.
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Venerdi della XX settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Ago 25, 2017 8:47 am

Venerdi della XX settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Amerai il Signore Dio tuo, e il tuo prossimo come te stesso. 


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,34-40)
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


La frantumazione della legge aveva fatto degenerare in uno sterile formalismo la religiosità del popolo d'Israele. Finalmente c'è qualcuno che cerca l'essenziale e vuole scoprire una gerarchia nella selva dei precetti: "Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?" L'interrogante non è mosso proprio da zelo autentico; è un dottore della legge che ritiene ancora una volta di mettere in imbarazzo il Signore. La richiesta conserva comunque tutta la sua validità ed importanza. Gesù, sapendo di parlare con un fariseo, riprende un testo del Deuteronomio, dove è contenuta la Toràh, il cammino della vita. Secondo Gesù tutto s'incentra nell'appello all'amore a Dio e al prossimo: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». È un'anticipazione del comandamento nuovo che lo stesso Gesù scandirà e non solo a parole. Ci appaiono evidenti le motivazioni teologiche del comando del Signore: Dio è amore nella sua essenza, egli è il nostro creatore e Signore, ci ha creati per sé, per amore e ci ha quindi legati a se con vincoli indissolubili da vivere, sperimentare e godere nel tempo e nell'eternità. Creatore e creatura, come genitore e figlio, istintivamente, salvo aberranti deviazioni, sono uniti dall'amore. Quando poi prendiamo coscienza che quell'amore si spinge fino all'immolazione, al dono della vita in una ineguagliabile passione, fino alla morte, il bisogno di ricambiare quell'immenso dono diventa urgenza insopprimibile. Facciamo un prodigioso passaggio dalla somiglianza connaturale, impressa in noi con la creazione, a quella soprannaturale scaturita dalla redenzione. Non siamo quindi più schivi ed estranei di Dio, ma figli ed eredi e come tali abbiamo l'onore e l'ardire di chiamarlo con l'appellativo di Padre. È poi normale che in lui ci scopriamo anche fratelli, essendo figli dell'unico Signore che sta nei cieli. Accomunàti dall'unica fede, amati dall'unico Padre, in cammino verso lui insieme come umanità e come chiesa, la nostra fraternità non può non essere vissuta che nell'amore, in Dio, nostro Padre, Padre di tutti. (Padri Silve-strini) .



MEDITAZIONE  QUOTIDIANA



In ogni momento il Signore viene ed in ogni momento è la fine del mondo, nel senso che in ogni momento il Signore ti si propone e ti dice: «Eccomi, andiamo!» . Pensiamo alla fine del mondo, non pensiamo invece al momento presente in cui il Signore ‘è a fianco di noi, e ci dice: «Andiamo, andiamo!». È ora sempre perché la nostra vita è l'incontro continuo con Colui che viene e se noi vediamo questo davvero non ci fa più paura il giorno in cui verrà definitivamente a prenderci, perché siamo sempre con lui. Quel “vegliate” è lo sguardo di contemplazione a Dio, è l'essere in Gesù. È il Signore che viene, per fare crescere il suo regno in voi e in tutti gli altri. Rimanete in Gesù e vedrete che tutto cambia: dalla fase della paura e della insicurezza, del mantenere la propria sicurezza nelle cose che si posseggono, passerete alla grande libertà dei figli di Dio e sentirete che siete un mondo nuovo diverso, vi cercherete, vi farete festa quando vi vedrete, e il peso del peccato, della morte, scompare. Siate la festa di Dio in questo mondo!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Ago 25, 2017 10:24 am

Un dottore della Legge interroga Gesù chiedendogli qual è il più grande comandamento e Gesù risponde che è: amare Dio sopra ogni altra cosa e amare il prossimo allo stesso modo, da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti, dice Gesù. Rispondendo così a questo dottore della Legge Gesù vuole farci capire che Dio bisogna amarlo con tutto noi stessi e il nostro prossimo allo stesso modo per essere veramente considerati figli di Dio, prima di ogni altra cosa ci deve essere l'amore al primo posto perchè è il più grande comandamento.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Ven Ago 25, 2017 3:54 pm

«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
E' la domanda tranello che i farisei pongono a Gesù....
Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». 
Matteo , così descrive la terza disputa che verte su qual'è il più grande precetto della legge, che Gesù enunzia citando insieme Dt6,5 (amore per Dio) e Lv 19,18 ( amore per il prossimo.). Rendendoli così inseparabili.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Sab Ago 26, 2017 8:54 am

Sabato della XX settimana del Tempo Ordinario


VANGELO

 
Dicono e non fanno.


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». 

Parola del Signore.



OMELIA 


Questo brano del Vangelo introduce una serie di rimproveri rivolti agli scribi e ai farisei. E proprio san Paolo, un fariseo, opporrà alla lettera della legge che uccide lo Spirito che invece dà la vita. Il principale rimprovero riguarda il cattivo uso del potere, la vanità e l'ipocrisia di coloro che siedono per giudicare, reclamando per sé un'autorità che deriverebbe loro da Mosè (At 23,3). C'era infatti il rischio che la nuova comunità cristiana dimenticasse che i suoi membri erano servitori gli uni degli altri e che cedesse alla sete di onori (Mt 20,24-28). "Molti sono coloro che servono Dio a parole, ma che si allontanano da lui nella vita", dice san Gregorio. Del resto, Matteo ha già ricordato : "Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 5,20). Ma è proprio perché noi serviamo il nostro Maestro e Signore (Gv 13,13) che vogliamo rispettare per intero la Legge, per mezzo dell'amore per colui che è venuto a portarla a compimento e che continua ad insegnarla attraverso i successori di Pietro e degli apostoli.



MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Nella nostra mente vediamo la nostra opera, il nostro lavoro, il nostro impegno e ci sembra che sia nostro. Non è così! Il disegno è di Dio e lui lo porta avanti anche se noi ci addormentiamo, anche se noi, risvegliandoci, non abbiamo più l'olio per riaccendere le lampade che si sono spente. Quel disegno va avanti. Purtroppo se io non sono presente e attento, perdo il corso della storia là dove mi aspettavano, dove mi volevano. È la mia capacità di scelta che può fermare la storia, ed è la mia capacità di scelta che può far mandare avanti il progetto di Dio, ma quel progetto va avanti lo stesso. Certo che se dico di no ci rimettono coloro che mi aspettavano e Dio dovrà riparare in un modo o in un altro, ma mai come se avessi detto il mio sì. Io sono previsto da Dio e lui tiene alla mia capacità di scelta e si propone continuamente perché mi inserisca nel progetto di Dio, in un alveo divita, in un piano stupendo, in un canto continuo! Smettila di fare il sapiente di questo mondo ma immettiti sempre più nell’umiltà e nella fraternità. Dalla mattina alla sera tutto si riduce a scegliere per entrare nella via della vita, nella via della luce e uscire da quella stanchezza che non viene mai dalla vita, ma dalla non vita.


Ultima modifica di Andrea il Dom Ago 27, 2017 9:14 am, modificato 1 volta

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ago 26, 2017 11:37 am

Gesù dice che al posto delle vere guide del popolo che erano Mosè e i Profeti ora vi sono i farisei, che sono degli ipocriti e delle guide false di cui bisogna imitare solo ciò dicono ma di non seguirli nel loro modo di fare che è solo per farsi vedere dalla gente. Chi veramente crede in Dio chiama Maestro uno solo cioè Gesù ed è Lui la loro vera guida nel regno dei Cieli dove vi è il loro vero Padre Celeste e chi vuole essere grande deve diventare servitore di tutti solo così potrà essere grande agli occhi di Dio.
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Domenica dellA xxi Settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Ago 27, 2017 8:53 am

Domenica dellA xxi Settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

 
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-20)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. 


Parola del Signore. 



OMELIA


 
Quando Gesù chiese ai suoi discepoli: "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?", le loro risposte rispecchiarono le diverse teorie e speculazioni riguardo Gesù diffuse nella loro cultura. Se la stessa domanda fosse posta da Gesù oggi, le risposte sembrerebbero forse più colte, ma sarebbero molto simili. Invece di evocare Elia, Giovanni Battista o Geremia, si evocherebbero forse le speculazioni dell'ultimo convegno sulla cristologia, oppure ancora i risultati di un recente sondaggio. Possiamo immaginare che Gesù ascolterebbe gentilmente, forse sorridendo. Poi però giunge la vera e propria domanda: "Voi chi dite che io sia?". Non possiamo più rifugiarci dietro ad opinioni di altri, siano essi teologi o conduttori di dibattiti televisivi. Gesù vuole la nostra risposta personale. Dobbiamo prendere posizione personalmente nei suoi confronti. È quello che succede con l'atto di fede. Gesù lancia una sfida a ogni uomo e a ogni donna direttamente e personalmente: "Tu, chi dici che io sia?". La nostra risposta possa essere quella di Pietro: "Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente". La nostra risposta possa essere quella della Chiesa, che fu fondata da Cristo su Pietro come su una pietra, affinché il "credo" diventasse un "crediamo": Crediamo in Dio, Padre onnipotente..., in un solo Signore Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio..., per opera dello Spirito Santo... incarnato nel seno della Vergine Maria. 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA


Cos'è il talento? È la nostra vocazione che concretizza nella storia il Vangelo. Ogni persona è chiamata, con responsabilità personale, a partecipare alla vita di Dio, a Dio che chiama. Non sai chi ha ricevuto di più e chi ha ricevuto di meno, ma ognuno ha ricevuto secondo quello che doveva ricevere. Ogni persona è necessaria alla redenzione del mondo, alla storia. Ognuno di noi in sé e per sé è inutile, ma perché Dio l'ha voluto, ognuno di noi è indispensabile nel suo Regno. Nessuno quindi può dire: «Io non valgo niente, io valgo poco, lo ho ricevuto di più, io ho ricevuto di meno». Questi sono i ragionamenti di chi non si rapporta a Dio ma sempre agli uomini e fa degli uomini il suo dio. Poi notate il premio che viene dato a coloro i quali hanno fatto fruttare il talento: «Prendi parte alla gioia del tuo padrone». L'essere stati chiamati ad avere un compito nella storia secondo Dio è già partecipazione alla vita di Dio, ma non dopo, quando avremo finito questa vita. Momento per momento tu prendi parte alla gioia del tuo padrone, e quando rifiuti di compartecipare alla vita con Lui attraverso la vocazione specifica che hai, là c'è l'inferno, là c'è pianto e stridore di denti, ci sono le tenebre. La vita è partecipazione alla vita di Dio, è partecipazione alla redenzione, è partecipazione alla storia, è presenza all'uomo, e come suo termine ha la partecipazione alla gioia di Dio.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ago 27, 2017 9:47 am

Pietro alla domanda di Gesù che chiede ai suoi discepoli chi è Lui per loro, risponde che Lui è il Cristo il Figlio del Dio Vivente. A queste parole Gesù gli dice che Pietro è beato perchè non è stato Lui a capirlo ma è Dio Padre che glielo ha rivelato e per questo motivo gli dà il primato su tutti gli Apostoli chiamandolo Pietro e dicendogli che lui avrà le chiavi del regno dei Cieli e che su questa pietra di fede costruirà la futura Chiesa cristiana.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Dom Ago 27, 2017 1:35 pm

Gesù disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Questa domanda che Gesù rivolse ai discepoli interpella anche noi. Chi è per noi Gesù Cristo? Pietro illuminato dallo Spirito di Dio...
“Tu, sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente”. La professione di fede di Pietro risuona nella Chiesa di ogni tempo; per questa risposta Gesù proclama la beatitudine di Pietro: “Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli”.  Pietro, sarà la <roccia> su cui Gesù fonderà la sua Chiesa. A questa Chiesa è promessa la vittoria sulla morte e sulla azione del maligno. Le chiave che Gesù consegna a Pietro, sono le chiavi del Regno dei cieli e il <legare e sciogliere> indicano l'autorità di aprire e chiudere l'accesso al Regno, tramite la Chiesa. Il primato di Pietro sarà trasmesso ai suoi successori.
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Lunedi della XXI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Ago 28, 2017 8:35 am

Lunedi della XXI settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Guai a voi, guide cieche. 


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,13-22)
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. Guai a voi, scribi e f

arisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: "Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l'oro del tempio, resta obbligato". Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? E dite ancora: "Se uno giura per l'altare, non conta nulla; se invece uno giura per l'offerta che vi sta sopra, resta obbligato". Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per 
quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso»


Parola del Signore. 


OMELIA

 
Da queste poche righe, noi scopriamo il clima religioso in cui Gesù è cresciuto e, in particolare, le controversie apparentemente meschine a cui è stato posto di fronte. Certo egli, nella sua statura, domina le meschinità che lo circondano. Che profonda differenza fra il suo mettersi al servizio del prossimo, fra il suo offrirsi quotidianamente e, ben presto, fra la sua passione... e questi uomini senza religione! Gesù "maledice", cioè non "dice del male", ma "dice il male". In questo "Guai a voi" non si deve vedere una semplice protesta, un sospiro d'impotenza di fronte a un comportamento deplorevole. Gesù smaschera il male, cerca di aprire gli occhi agli uomini che, non ancora del tutto induriti, possono essere liberati dallo choc della verità. La forza dell'invettiva è ancora al servizio dell'amore. 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



A Bernardette Soubirous fu chiesto: «Perché la Madonna ha scelto te per apparire?», e lei ha risposto: «Se la Madonna avesse trovato una più miserabile di me, avrebbe scelto lei». Aveva ragione? Padre Pio quando era applaudito dai tantissimi pellegrini che andavano da lui, diceva: «Se sapessero chi sono io!». Era giusto ciò che diceva? I santi sono totalmente presi dall'amore di Dio che anche un peccato veniale lo avvertono come un qualcosa che noi peccatori non comprendiamo e per questo essi si mettono sempre all'ultimo posto. Mettersi all'ultimo posto è un atto di profonda onestà; mettersi al primo posto è separarsi dagli altri. Mettersi all'ultimo posto è avere il coraggio della verità. Mettersi all'ultimo posto è non tenere ciò che ci separa dagli ultimi, è mettere la nostra spalla sotto la loro croce, è condividere la loro vita, è andare a cercare coloro che tutti rifiutano, è rispondere bene ai "vu cumprà”, ai pulivetri, agli zingari. Prova, e la luce del Signore ti illuminerà.


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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Ago 28, 2017 10:45 am

Gesù chiama i farisei: ipocriti e guide cieche, e li accusa di chiudere le Porte del regno dei Cieli con le loro chiacchiere e con il loro modo di fare che per Gesù è inaccettabile. Per Gesù è importante una fede di cuore e non una fede di apparenza come quella dei farisei, e con il loro modo di fare che per Gesù è inqualificabile, offendono Dio e tutti coloro che hanno veramente una fede sincera e non di "fronzoli" che per Gesù è inutile perchè non rispettano nè Dio e nemmeno la Sua autorità e divinità di Padre Celeste.
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Martedi della XXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Ago 29, 2017 8:49 am

Martedi della XXII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista. 

+ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,17-29)
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. 


Parola del Signore



OMELIA 




Nel martirio di Giovanni il Battista si manifesta tutta la potenza del peccato, quando esso entra in un cuore e si stabilizza per sempre. Un solo peccato prende dimora in noi e subito una moltitudine di altri peccati vengono commessi, quasi con naturalezza. Se all'inizio la coscienza ha qualche fremito a causa del timore del Signore, che come tenue luce ancora la illumina, con il passare del tempo questa luce si spegne e l'uomo si abbandona al male in un crescendo inarrestabile. Per questo urge mettere ogni attenzione a non cadere mai nel primo peccato. Questa sovente è anche la nostra intenzione: quella di non giungere mai al peccato mortale. Se questa è la nostra volontà, perché poi irrimediabilmente si cade e si precipita di peccato in peccato, fino a giungere ai più odiosi crimini e nefandezze? La risposta ce la offre il Libro del Siracide. Esso così insegna: "Qui spernit mòdica paulatim dècidet". "Chi disprezza le piccole cose cadrà a poco a poco" (Sir 19,1-2). Si comincia sempre dalle piccole cose, dai piccoli peccati veniali, dalle piccole trasgressioni. Si comincia da ciò che non fa paura, perché non mette in allarme la coscienza. Si inizia con le piccole cose, poi queste divengono sempre più grandi, fino al tonfo irreparabile, fino alla morte dell'anima e della stessa coscienza, che giunge a soffocare la verità nell'ingiustizia. Il peccato poi si fa struttura, coalizione, progetto, attesa dell'ora propizia e conveniente. Una volta che si cade in questa rete e trappola di morte, anche se uno volesse tornare indietro non può, non ce la fa. È obbligato dal suo peccato a commettere altri peccati. Per cui è il peccato stesso che richiede ed esige una moltitudine si altri peccati, quasi come a coprire quelli precedenti, ignorando che mai un peccato potrà coprire un altro peccato, anzi il peccato successivo altro non fa' che ingrandire quello precedente. Erode ha commesso un peccato di adulterio. Si è presa in moglie la moglie di suo fratello ancora vivente. Questo non era consentito da alcuna legge. Si portò il peccato nella sua casa. Con il peccato conviveva. Ecco a cosa lo spinge questo peccato: ad uccidere Giovanni il Battista. Da solo l'adulterio non sarebbe stato sufficiente. Ad esso si aggiunge la malizia della figlia di Erodiade, della stessa Erodiade congiuntamente all'impudicizia dello stesso Erode e della sua stoltezza ed insipienza. Sempre si comincia con il poco. Poi però non ci si ferma più. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Donna purissima, che non hai conosciuto neanche il più piccolo peccato veniale, Angeli e Santi Dio, aiutateci a non disprezzare i piccoli peccati veniali. Sono essi che ci aprono la via verso la perdizione eterna. 
(Movimento Apostolico) 


Ultima modifica di Andrea il Mer Ago 30, 2017 8:44 am, modificato 2 volte

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ago 29, 2017 1:35 pm

San Giovanni Battista è stato l'ultimo dei Profeti dell'Antico Testamento e il primo del Nuovo dato che è stato il Precursore di Gesù per preparargli la strada prima che Lui venisse nel Giordano per essere battezzato da lui e cominciare la Sua Missione: diffondere il Vangelo. In questo passo del Vangelo di Marco viene narrato il suo martirio per colpa di una donna iniqua che usa la danza della figlia per ucciderlo, visto che Erode non ne aveva il coraggio ma siccome aveva giurato ai commensali del suo compleanno di mantenere la sua parola lo fece decapitare e i suoi discepoli saputolo lo misero in un sepolcro. La sua Parola però come quella di Gesù vivrà per sempre.
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Mercoledi della XXI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Ago 30, 2017 8:36 am

Mercoledi della XXI settimana del Tempo Ordinario


VANGELO


Siete figli di chi uccise i profeti. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,27-32)
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all'esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: "Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti". Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri". 


Parola del Signore. 


OMELIA 


"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità". Ascoltiamo ancora una solenne invettiva scagliata da Cristo contro gli scribi e i farisei. L'immagine con cui li descrive e perfino ripugnante: sepolcri pieni di putredine: davvero l'ipocrisia è un orribile misto di marciume, ammantato all'esterno da veli seducenti. Quando prevale in noi l'idea di apparire belli e il desiderio di carpire l'altrui ammirazione senza avere le prerogative per ottenerli, ci dipingiamo di falsità e ci copriamo di maschere, senza però riuscire a celare completamente la nostra vera identità. Gesù ci dice che diventiamo sepolcri imbiancati. Lo stesso Signore ci ammonisce che non possiamo nemmeno trarre vanto andando a scavare nella nostra storia cercando lustro dai nostri antenati o traendo vanto dalle altrui gesta. Possiamo anche scoprire di essere figli di profeti o di santi, ma se poi non siamo capaci di ripetere in noi le loro gesta rassomigliamo a coloro che vogliono adornarsi delle vesti altrui. Possiamo anche noi diventare con la nostra vita uccisori di profeti quando non seguiamo i loro esempi. Potremmo incorrere nel peccato di far morire la fede e la santità di coloro che ci hanno preceduto e ci hanno lasciato i loro splendidi esempi. Sembra che una delle ragioni della crisi della nostra fede cattolica cristiana derivi proprio dal fatto che si è interrotta quella catena d'oro di trasmissione sulle cui maglie si è trasmessa per secoli di storia. Manca infatti la pratica cristiana dove si è smesso di viverla e di testimoniarla. (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Gesù parlava con autorità perché egli è la sorgente della verità, è il figlio unigenito del Padre, è Dio come il Padre, è la verità stessa, è il bene pieno, è la sapienza incarnata! In secondo luogo, egli vive la verità che annuncia. «Chi viene dietro a me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». In altre parole: «La vita di chi mi segue diventerà luminosa». Ogni uomo che vive in Gesù, diventa speranza per i poveri. Essi infatti, “vedono" che il cambiamento può avvenire e la giustizia attuata. Gesù è la verità che tu cerchi, la via che vuoi percorrere, la vita che tu brami. Grazie, Signore Gesù!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ago 30, 2017 10:23 am

Gesù paragona gli scribi e i farisei a dei sepolcri imbiancati perchè sembrano giusti davanti alla gente ma dentro di loro sono iniqui e ipocriti. Poi dice loro che come i loro padri anche loro uccidono i profeti con la loro cattiveria e che loro sono peggio dei loro padri perchè non hanno riconosciuto in Gesù il Figlio di Dio e lo trattano male perchè è contro di loro e perchè non accetta il loro modo di fare che è contro Dio.
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Giovedi della XXI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Ago 31, 2017 8:27 am

Giovedi della XXI settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Tenetevi pronti. 


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,42-51)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo. Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda", e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti". 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Il vangelo della liturgia odierna appare quasi lugubre, angosciante, paragonando il Signore ad un ladro che viene nella notte. Talvolta ci costruiamo un'immagine della fede in Dio edulcorata, e oggi vi si indulge fin troppo, ma non riusciamo a capirne la serietà e l'impegno che essa comporta. Mi sembra che le due letture siano un richiamo ad intendere la nostra scelta di fede come momento fondante della nostra stessa esistenza. Volevo proporvi uno stralcio di Padre Enzo Bianchi, ve lo propongo a commento delle due letture e provate a considerarlo come una seria riflessione non sulle "cose ultime", ma "sulle cose importanti": «E' sconcertante come oggi la fede sia relegata ad essere una cosa tra le altre, accanto al lavoro, al footing, allo studio, alla dieta. Ci pensavo perché oggi, a causa del tema "fuoco", ricordavo la sistematica reazione di una catechista quando, in occasione del loro ritiro per la cresima che fanno in monastero, racconto ai ragazzini che il fuoco è uno dei simboli della fede e che come il cero pasquale, simbolo di Cristo, si consuma facendo fuoco, così anche noi dovremmo bruciare per la nostra fede. Così poi racconto sempre l'apologo della famosa farfalla che per conoscere il segreto del fuoco decide di immergervisi. "Una sola farfalla ora conosce il mistero del fuoco - dice alla fine della storia la saggia farfalla al raduno delle altre farfalle - ma lei sola ora lo sa e lo comprende". Beh ogni volta che racconto la storia alla fine mi devo sorbire la catechista che si sente in dovere di "ridimensionare" i ragazzini e non sconvolgerli troppo, dicendo che noi non dobbiamo pensare che la fede vuol dire consumarsi, morire, ma che invece è una bella cosa che fa calore, che splende... e così se i ragazzini se un attimo, forse, hanno pensato di trovarsi di fronte ad una cosa seria, subito dopo il "sano intervento ridimensionatore" tirano un sospiro di sollievo perché capiscono che possono inserire la fede dopo il nuoto e prima dei cartoni animati. Beh io credo che questa cosa alla fine la scontiamo, se appunto Dio è fuoco divorante. Porsi il problema della morte, della nostra morte, è l'unico modo per porsi il vero problema del senso della vita, che infatti oggi spesso sfugge. Ci chiediamo più come e per che cosa vogliamo vivere e morire? Per che cosa consumiamo le nostre energie?». (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA


La Parola di Dio non fa altro che manifestare il Regno di Dio. Accogliere la Parola di Dio è accogliere il Regno di Dio; se l’accogli, agisce dentro di te con forza inaudita e si manifesta continuamente. Tu non lo sai perché, non è dovuto all'uomo, i nostri limiti sono troppo grandi, ma è perché ha una forza interna. Tu hai aderito a Cristo, hai detto di sì, allora il Regno di Dio opera. Tutte le volte che tu metti la vita con la vita del fratello nelle forme più svariate, subito tu vedi che si rivela il Regno di Dio, perché gli altri chiedono: «Perché?» Allora tu annunci la parola che libera, perché il Regno di Dio è Gesù che per mezzo dello Spirito opera dentro di te e tu lo accogli con semplicità.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

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