Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

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Domenica della XXXIII setimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Nov 19, 2017 8:45 am

Domenica della XXXIII setimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo 25,14-30
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.] Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. [Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: "Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque". "Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone".] Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: "Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". "Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone". Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: "Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo". Il padrone gli rispose: "Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". 


Parola del Signore. 


OMELIA 



La parabola dei talenti parla della venuta di Gesù per il giudizio universale. Quando ritornerà, egli esigerà di sapere da noi come abbiamo usato il nostro tempo, cosa abbiamo fatto della nostra vita e dei talenti che abbiamo ricevuto, cioè delle nostre capacità. Il premio per il buon uso sarà la partecipazione alla gioia del Signore, cioè al banchetto eterno. La parabola racchiude un insegnamento fondamentale: Dio non misurerà né conterà i nostri acquisti, le nostre realizzazioni. Non ci chiederà se abbiamo compiuto delle prodezze ammirate dal mondo, perché ciò non dipende da noi, ma è in parte condizionato dai talenti che abbiamo ricevuto. Vengono tenute in conto soltanto la fedeltà, l'assiduità e la carità con le quali noi avremo fatto fronte ai nostri doveri, anche se i più umili e i più ordinari. Il terzo servitore, "malvagio e infingardo" ha una falsa immagine del padrone (di Dio). Il peggio è che non lo ama. La paura nei confronti del padrone l'ha paralizzato ed ha agito in modo maldestro, senza assumersi nessun rischio. Così ha sotterrato il suo talento. Dio si aspetta da noi una risposta gioiosa, un impegno che proviene dall'amore e dalla nostra prontezza ad assumere rischi e ad affrontare difficoltà. I talenti possono significare le capacità naturali, i doni e i carismi ricevuti dallo Spirito Santo, ma anche il Vangelo, la rivelazione, e la salvezza che Cristo ha trasmesso alla Chiesa. Tutti i credenti hanno il dovere di ritrasmettere questi doni, a parole e a fatti. 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Quando il fiore che è nel bocciolo riceve la luce del sole e si apre, non possiamo dire che muore: passa da una forma bellissima ad un'altra forma ancora più bella. La morte non è altro che il momento dell’aprirsi completamente della nostra esistenza a cui tutti aspiriamo, sia da credenti che da non credenti, da tutte le parti del mondo. Il momento più importante dell'esistenza nostra è proprio quell'istante in cui noi entriamo nella piena visione di Dio, la quale già avviene su questa terra per tanti amici del Signore. Noi dovremmo meditare molto di più sull'incontro con Dio, perché allora avremmo tutta una visione diversa della nostra esistenza che vive per quel momento. Proprio per la gioia che abbiamo di vivere nel Signore, seminiamo gioia nella vita secondo le nostre possibilità di amare, di donarci, di vivere. La nostra vita su questa terra non è altro che l'anticipo del Paradiso.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Nov 19, 2017 10:15 am

Gesù con la parabola dei talenti, vuole dire che nel giorno del Giudizio vorrà fare i conti con noi e con tutti i talenti che ci ha dato, se li avremo usati bene sia per noi che per gli altri saremo come i primi due servi e parteciperemo alla gioia di Dio, se invece avremo paura di Dio saremo dannati come il servo pigro. Tutto dipende da noi e dalla nostra condotta di vita.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Lun Nov 20, 2017 1:55 pm

La parabola dei talenti parla della venuta di Gesù per il giudizio universale.
Quando ritornerà, egli esigerà di sapere da noi come abbiamo usato il nostro tempo, cosa abbiamo fatto della nostra vita e dei talenti che abbiamo ricevuto, cioè delle nostre capacità. Il premio per il buon uso sarà la partecipazione alla gioia del Signore, cioè al banchetto eterno Il monito alla parabola è chiaro e ha una pospettiva meravigliosa: Dio si fida dell'intellignza e del cuore  dell'uomo, non per avere un vantaggio, per renderci partecipi di una vita, dove la felicità sarà sconfinata, perchè si parla della vita  eterna.
Come raggiungere questa meta? Accogliendo le responsabilità della vita, seguendo i comandamenti del Signore, camminando nella sua luce con giustizie e carità. Essere servi buoni e fedeli significa essere ricchi non di parole, ma di opere, disposti ogni giorno a osservare i doveri verso Dio e verso il prossimo.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Mer Nov 22, 2017 8:32 am

Martedi  della XXXIII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca? 


+ Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28
In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi". Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci". Gli disse: "Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città". Poi si presentò il secondo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque". Anche a questo disse: "Tu pure sarai a capo di cinque città". Venne poi anche un altro e disse: "Signore, ecco la tua moneta d'oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato". Gli rispose: "Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi". Disse poi ai presenti: "Toglietegli la moneta d'oro e datela a colui che ne ha dieci". Gli risposero: "Signore, ne ha già dieci!". "Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me"». Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Non è difficile ravvisare in questo uomo di nobile stirpe che parte per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi tornare, lo stesso Cristo. Domenica prossima, a conclusione dell'anno liturgico, celebreremo Cristo, Re dell'universo! La parabola delle mine o monete ci esorta ancora una volta, più che a smaniare di vana curiosità per le future manifestazioni, a far tesoro dei beni che il Signore gratuitamente ci ha dato e a perseverare nella fedeltà e nella vigilanza. Abbiamo una triste storia alle spalle: con il nostro peccato abbiamo lanciato un grido blasfemo contro il nostro Re e Signore: «Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi». È stata ed è la radice di ogni male, la premessa della peggiore infedeltà e la manifestazione della più assurda infedeltà. Ribellarsi a chi tutto ci dona soltanto per amore e per la nostra migliore felicità, è il peccato nella sua infima espressione. La vita stessa, il primo dono, la nostra intelligenza e la nostra volontà che ci rendono somiglianti a Dio, ci devono servire per moltiplicare ed accrescere quei doni, dando così lode a Colui che è la fonte del bene e la felicità piena vuole donarci come premio alla nostra fedeltà. Non importa valutare quanti talenti abbiamo ricevuto. Saremmo giudicati secondo giustizia e con misericordia, ma non potremmo accampare scuse. Tutti siamo in grado di raggiungere la santità, di impiegare al meglio quanto abbiamo ricevuto. Leggendo le vite dei santi ci accorgiamo che spesso quei nostri fratelli non erano particolarmente dotati, molti di loro forse avevano soltanto una mina... Eppure con eroica fortezza hanno saputo moltiplicarla e ricevere per questo il premio e la gloria. Troppo spesso ci capita di rassegnarci alla mediocrità, immemori delle dure parole del Signore: «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca». Chiediamo oggi al Signore di poter riconoscere in noi i doni ricevuti e farli moltiplicare per poter ricavarne il cento per uno. (Padri Silvestrini) 

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mer Nov 22, 2017 1:21 pm

Il brano di oggi ci parla attraverso la parabola delle <mine>. Gesù si trovava vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro. Il protagonista di questa parabola è un nobile che parte per divenire re, ma in verità si parla della venuta del regno di Dio. Il re della parabola, come Gesù nel caso di Zaccheo, non contesta il modo in cui servi hanno o non hanno guadagnato il denaro, quanto l'atteggiamento di fiducia o di sfiducia che essi hanno dimostrato nei confronti del suo ritorno.   Che cosa ne facciamo noi dei doni che abbiamo ricevuto da Dio? A quale dei tre servi somiglia il nostro atteggiamento? Ci preoccupiamo di cercare le opportunità migliori per mettere a frutto i nostri doni, o sfruttiamo semplicemente quelle poche o molte che ci capitano? O forse abbiamo fatto come quel terzo servo, considerando solo le aspettative del Signore e nascondendo la moneta in attesa del giorno in cui Egli ce ne chiederà conto?
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Nov 22, 2017 1:35 pm

Gesù con la parabola dell'uomo di nobile famiglia che partì per diventare re, lascia i soldi ai suoi servi e alla delegazione che lo rifiutava come re lui partì lo stesso e al suo ritorno come sovrano due dei suoi servi fecero fruttificare il suo denaro e uno invece aveva paura di lui e nascose il suo denaro in un fazzoletto gli disse che era un servo malvagio, gli tolse il suo denaro e a tutti coloro che non lo volevano come re li fece uccidere in sua presenza. Come questo re venne rifiutato dalla delegazione anche Gesù sarà rifiutato a Gerusalemme, ma a tutti coloro che non lo riconoscono nel giorno del Giudizio verrà il castigo divino.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Gio Nov 23, 2017 8:37 am

Giovedi della XXXIII settimana del Tempo ordinario


VANGELO 


Se avessi compreso quello che porta alla pace! 

+ Dal Vangelo secondo Luca 19,41-44
In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Gesù piange su una duplice immane sciagura che sta per colpire la città santa. Gerusalemme: non ha compreso la via della pace, ormai nascosta ai suoi occhi e per questa ragione è ormai già votata alla distruzione. Gli abitanti di quella città non hanno riconosciuto il tempo in cui sono stati visitati. Sant'Agostino soleva ripetere: «ho paura del Signore che passa!» Gesù sta percorrendo da anni le vie della Palestina predicando un Vangelo di conversione; egli si è presentato come il Messia, l'Inviato del Padre, la via della riconciliazione e della pace. Non è stato però compreso e proprio gli abitanti di Gerusalemme, la città prediletta da Dio, saranno gli esecutori di un assurdo giudizio e di una crudele condanna nei confronti del Cristo. Non hanno compreso la via della pace! Sollecitati alla fede con i segni e i prodigi sono rimasti colpevolmente nella loro ottusa cecità. Non ha più senso esistere quando si perde lo scopo per cui si è stati fatti; non avrà più senso quella città e neanche il suo tempio, luogo della dimora di Dio. Non resterà che pietra su pietra. Una chiesa senza Cristo e senza fedeli è solo pietra. È una gravissima responsabilità non riconoscere il tempo della visita del Signore. È venuto, ha bussato alla porta del tempio dove sembrava tutti l'attendessero, ma nessuno gli ha aperto. Si è rifugiato in una grotta e di lì, su quella roccia ha edificato la sua chiesa. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA




La vita cristiana suscita contrapposizioni e persecuzioni da parte di coloro che tengono incatenata la verità in comportamenti immorali e ingiusti. Dio che ci chiama a vivere nelle vie della verità, della giustizia e dell'amore, ci dona un'energia spirituale per cui siamo capaci di avere pazienza, cioè di avere la forza di affrontare la sofferenza che ci procura una società ancora totalmente immersa nella bramosia del potere, del sesso, del denaro. La sofferenza per la persecuzione viene però controbilanciata dalla gioia di essere stati trasferiti da Dio dalle tenebre dell'errore alla luce della verità del suo Figlio diletto, il quale ci ha redento, cioè riportati a Dio e liberati dal peccato. Avendo noi, come scopo della vita, la conformità a Cristo Signore, la prova ci fa crescere in Cristo Gesù. Crescere in Lui è la ragione della nostra vita. Più soffriamo per essere conformi a Cristo, più diventiamo conformi a lui, ragione della nostra vita. Quindi la gioia è nella prova.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Gio Nov 23, 2017 9:15 am

Il lamento di Gesù di fronte a Gerusalemme è, da un lato, un annunzio di ciò che accadrà alla città quando, nel 69/70 verrà distrutta dai romani; dall'altro è un pressante invito alla conversione: la venuta di Gesù nella città santa dev'essere intesa come occasione di salvezza. Sono passati più di 2000anni da quel pianto, ma, quante volte Gesù avrà pianto e piangerà ancora per le conseguenze della durezza del nostro cuore! Non è Dio che ci punisce perché non lo riconosciamo Signore della nostra vita, ma noi stessi siamo causa del nostro male, perché se ci allontaniamo da Lui, ci priviamo del nutrimento della nostra anima. Tutti i giorni veniamo visitati dal Signore, ma riconosciamo il suo bussare al nostro cuore?
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Nov 23, 2017 1:57 pm

Gesù piange sulla città di Gerusalemme perchè non ha riconosciuto il tempo in cui è stata visitata dalla vera via che porta alla pace, cioè: Gesù il Figlio di Dio. E per questo motivo sarà distrutta da nemici che la assedieranno e non lasceranno pietra su pietra perchè non ha riconosciuto quando è stata visitata dal Messia e anzi lo crocifiggeranno.
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Martedi della XXXIII settimana del Tempo Ordinari

Messaggio  Andrea il Lun Nov 27, 2017 8:49 am

Martedi della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

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LUNEDI' della XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Lun Nov 27, 2017 9:01 am

VANGELO
Vide una vedova povera, che gettava due monetine
.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,1-4
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».
Parola del Signore
.



OMELIA
Dal punto di vista letterario questo capitolo di san Luca può essere definito un apoftegma biografico: si tratta di un racconto di carattere ideale per mezzo del quale, a partire da un aneddoto della vita di Gesù, ci viene trasmessa una verità universale. Il racconto della vedova indigente, al di là del suo contesto storico e della cultura religiosa, è un avvenimento ricco di insegnamenti e prezioso per la nostra vita. Gli elementi fondamentali sono: a) Il contrasto tra il modesto obolo della povera vedova, bene accetto e gradito a Dio, e il dono del ricco, che è meno accetto e gradito a Dio. Siamo sul terreno della polemica con gli scribi (cf. Lc 20,47). Il ricco è lo scriba che dona qualcosa, ma con la sua offerta non rischia nulla. La sua elemosina e i suoi atti religiosi non hanno nessuna profonda ripercussione sulla sua esistenza. b) Nel Vangelo, l'offerta della vedova e quella del ricco non si limitano a un po' di denaro o di beni materiali: in fondo, ognuno offre ciò di cui la sua vita è ricca. In questo senso, il breve e sincero gesto di preghiera della vedova vale più di tutte le consacrazioni dello scriba, il quale ha fatto professione di servire la legge e la vita religiosa del suo popolo. c) Da questo punto di vista, la preghiera prende tutto il suo valore dal fatto di essere legata, confusa con i bisogni vitali. Non dobbiamo donare, offrire ciò che abbiamo in più, ma è necessario che doniamo ciò che "possediamo", ciò che amiamo di più, ciò che costituisce la verità e il profondo della nostra vita. Dio accetta le offerte che rappresentano il sacrificio di un cuore puro, fatte con umiltà, con carità e volentieri.


Ultima modifica di annaxel il Lun Nov 27, 2017 2:42 pm, modificato 1 volta
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Nov 27, 2017 10:29 am

Una povera vedova getta solo due monetine per il tesoro del tempio e questo desta l'ammirazione di Gesù perchè i ricchi mettono il loro superfluo mentre lei ha messo più di tutti perchè ha dato tutto ciò quello che aveva per vivere. Per Gesù è importante l'amore in ogni desto che si fa: amore per gli altri ma anche amore per Dio, il quale vede nei nostri cuori ciò che non è superfluo ma ciò che diamo con amore.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Lun Nov 27, 2017 5:17 pm

Ultima settimana del tempo ordinario, si conclude così, l'anno A. Domenica sarà la I Domenica di Avvento dell'anno B, dove per tutto l'anno verrà meditato il Vangelo di Marco.

Oggi, il brano del vangelo ci parla di una vedova povera, che nel tempio dà tutto ciò che ha, non tiene per sé neppure ciò che le serve per vivere. Gesù la nota mentre si trovava nel tempio; assieme alla vedova si trovavano anche dei ricchi che offrivano delle monete nel tesoro del tempio. Per Gesù è l'occasione di spiegare quale sia la vera ricchezza davanti a Dio:«In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». 
Ella invece si fida della grandezza di Dio, non confida nel suo giudizio e sente che il suo sacrificio non è inutile. «Dio non ha bisogno dei nostri doni, ma chiede piuttosto l'offerta del nostro cuore», 
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MARTEDI' XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Mar Nov 28, 2017 5:55 pm

VANGELO
Non sarà lasciata pietra su pietra.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,5-11
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Parola del Signore.

OMELIA
Questo brano di Vangelo ci mostra che Gesù non è venuto per provocare la rovina completa del giudaismo. Infatti, la legge e i profeti gli rendono omaggio: i patriarchi di Israele (Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc.) hanno trovato in Dio la dimensione profonda della loro vita (Lc 20,27- 40), la gioia dell'eternità, della vita che non ha fine. Tuttavia Israele si è chiuso nelle sue frontiere e non accetta la purificazione che Gesù gli propone (cf. Lc 19,45-48). Poiché il suo tempio è diventato una realtà terrestre, ha già cominciato ad avanzare verso la caduta (Lc 21,5-6): la sua distruzione è simbolo del modo con cui funziona questo mondo, ed è destinato a scomparire. Nonostante il suo splendore e tutto ciò che esso significa, il tempio di Sion porta in se stesso la prospettiva della morte. Quando si sarà prodotta la sua distruzione, quando sopraggiungerà la fine dei tempi, che ne sarà della morte? Gesù parla all'interno del tempio (Lc 19,47-48; 21,37-38). Da quel luogo con le sue parole
divine egli supera tutto ciò che, come questo edificio, è soltanto realtà passeggera e ci conduce, ci trasporta verso la verità autentica e definitiva, cioè in altre parole verso l'eternità. Gesù attira la nostra attenzione sull'universalità di tutte le cose, l'universalità della storia. Così, dunque, dobbiamo essere attenti ai segni dei tempi, per mezzo dei quali Dio ci indica il
cammino verso la vita che non ha fine, verso la gioia eterna.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mar Nov 28, 2017 6:46 pm

Il brano del vangelo di oggi si sviluppa dall'osservazione di Gesù causata dall'ammirazione per la grandiosità dei lavori in atto per la costruzione del tempio iniziati quarant'anni prima da Erode il Grande; l'annuncio che < non resterà pietra su pietra> è relativo alla fine di una situazione in cui l'uomo per avvicinarsi a Dio non avrà più bisogno di rituali, ma solo la fiducia in Gesù sarà la porta che condurrà al regno di Dio. Ai discepoli che chiedono un <segno> della fine, Gesù risponde con immagini apocalittiche: la distruzione del tempio, come ogni altro evento catastrofico che potrebbe colpire l'umanità. Ma i credenti sono chiamati alla testimonianza, confidando sempre nell'aiuto di Gesù. Il tempo attuale, per quanto possa apparire terribile, non va confuso con il tempo della fine: esso è piuttosto il tempo della testimonianza.
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MERCOLEDI' DELLA XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Mer Nov 29, 2017 8:58 am

VANGELO
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Parola del Signore.

OMELIA

Ormai i tempi si stanno compiendo, Gesù è prossimo a celebrare la sua pasqua a Gerusalemme. Il tempo della Passione si sta avvicinando. Il brano del Vangelo di oggi è quasi una cerniera, un punto di svolta. Gesù ha già preannunciato ai suoi discepoli la sua Passione e la sua Morte. Questi eventi così incomprensibili per i suoi discepoli, non sono incidenti di percorso ma assumono un valore di salvezza preciso nella sua Resurrezione. È la resurrezione per la vita eterna, per entrare in maniera definitiva nel vortice d'amore trinitario che è la nostra predestinazione, secondo il piano del Padre che proprio in Cristo e nel suo Mistero pasquale trova il suo pieno compimento. Gesù, quindi non vuole solo ammonire i suoi discepoli per il futuro che li attende; non vuole solo inaugurare il tempo della Chiesa ma ha un suo scopo ben preciso. Imitare, nel martirio, le vicende del Maestro diventa partecipare allora al suo stesso Mistero che si glorifica con la Resurrezione. Il messaggio di Gesù è allora proprio guardare alla vita non solo per nelle la sua vicende terrene, non solo nella sua componente naturale ma considerare le cose più alte. La predizione di Gesù non è solo quindi un'esortazione del Maestro verso i tempi difficili che attendono i suoi discepoli; non è solo un messaggio di conforto ma è un invito più preciso. È l'invito per tutti ad una partecipazione che non appartiene a questo mondo ma riguarda propria la Signoria di Cristo. (Padri Silvestrini)
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Nov 29, 2017 11:09 am

Gesù predice ai suoi discepoli tribolazioni e avversità da parte degli uomini a causa del Suo Nome e sarà allora che Gesù verrà in loro aiuto, saranno protetti perchè in quei terribili momenti Lui con l'azione dello Spirito Santo sapranno che cosa dire. Predicare la Parola di Gesù non è stato facile per i primi cristiani, ma Gesù li ha aiutati con la Sua Divina presenza a sopportare tutti coloro che non credevano al Vangelo grazie al Suo Divino Amore.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mer Nov 29, 2017 1:22 pm

Gesù approfitta per dire ai suoi discepoli quale sorte li attende. Essi non devono farsi illusioni, perché ciò che li aspetta è la persecuzione, il tradimento e persino la morte. Ma essi non devono spaventarsi, perché il Signore li chiama a un atteggiamento che permetterà loro la salvezza: la perseveranza. La Chiesa di oggi vive momenti in cui la testimonianza e la perseveranza è assente. Le nostre chiese non brillano di presenze, specialmente fra i giovani, allora mi domando:”siamo veri testimoni di quel Vangelo che ci è stato tramandato?” Spesso ci preoccupa il modo di «dare testimonianza» davanti al mondo con le nostre parole, più che con la nostra vita. La Chiesa ricorda le parole di Gesù: «Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Mt 10,20) e tutti sappiamo che se «nemmeno un capello del nostro capo andrà perduto», a maggior ragione nemmeno andrà perduta una parola detta con amore, «con dolcezza e rispetto, per testimoniare a tutti la speranza che è in noi» (cf 1Pt 3,15-16). Guardiamo al Crocifisso, ma è la luce della Sua risurrezione che guiderà la nostra vita.
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GIOVEDI' della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Gio Nov 30, 2017 10:35 am


VANGELO
Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 4,18-22
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Parola del Signore.

OMELIA
È difficile per noi immaginare come un voce, un invito, un richiamo possa essere decisivo per la vita di una persona. Solo pensando al fascino che Gesù esercitava con tutta la sua persona, e con la sua divina autorità, riusciamo a comprendere come semplici e rozzi pescatori, abbiano potuto, senza esitazione, lasciate le reti, e con esse tutte le loro umane sicurezze, mettersi alla sua sequela. È evidente che l'eco di quanto il Maestro di Nazaret andava facendo e dicendo, fosse arrivato anche sulle spiagge del lago di Tiberiade, anche agli orecchi e al cuore dei due fratelli pescatori Pietro e Andrea. Resta comunque vero che per giungere alla determinazione di "lasciare tutto", cambiare completamente vita, occorre una grandissima fiducia in colui che chiama. A maggior ragione se si pensa che Gesù non fa promesse, non dà sicurezze, non offre compensi, anzi ad uno scriba che esprime il desiderio di volerlo seguire dice: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». A Pietro e ad Andrea ha da scandire solo una proposta, non di immediata comprensione: "Vi farò pescatori di uomini". "Ed essi subito, lasciate le reti lo seguirono". Gesù non si ferma! "Andando oltre vide altri due fratelli". Davvero è andata oltre quella voce suadente: quanti e quante hanno sentito lo stesso invito di Andrea e con la stessa sollecitudine, hanno lasciato tutto per seguirlo. Questo ricordo degli apostoli ci sprona a rendere grazie per la chiamata e per tutte le chiamate. Ringraziamo perché sul fondamento degli apostoli poggia la nostra fede. Ringraziamo tutti coloro che in modi e momenti diversi offrono la stessa loro preziosa testimonianza. Ringraziamo il buon Dio se ciascuno di noi si sente concretamente impegnato a vivere ed annunciare la stessa fede trasmessa da Andrea a da tutti gli apostoli. (Padri Silvestrini)
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Gio Nov 30, 2017 11:22 am

Oggi, in memoria di Sant'Andrea apostolo, leggeremo e mediteremo il Vangelo di Matteo. Chi era Andrea? A lui aspetta il titolo di 'Primo chiamato'. Ed è commovente il fatto che, nel Vangelo di Giovanni, nel primo capitolo sia perfino annotata l’ora («le quattro del pomeriggio») del suo primo incontro e primo appuntamento con Gesù. Fu poi Andrea a comunicare al fratello Pietro la scoperta del Messia e a condurlo in fretta da Lui. Matteo ci presenta la chiamata dei primi quattro discepoli. Essa costituisce un primo esempio di quella <conversione> che Gesù chiede agli  uomini: si tratta di seguirlo, divenendo suoi collaboratori e annunciatori della sua parola.    
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Nov 30, 2017 6:39 pm

Sant'Andrea ha avuto il privilegio di essere stato uno dei primi chiamati da Gesù, e l'incontro con Lui non lascia mai indifferenti, perchè sia Andrea che suo fratello Simone chiamato Pietro alla sua chiamata a diventare "pescatori di uomini" loro lasciano tutto e lo seguono così come più in là anche Giacomo e Giovanni. Essi non sanno ancora di essere dei privilegiati, perchè sono stati scelti dal Figlio di Dio ma seguono lo seguono lo stesso perchè sentono che la vita materiale ora si è trasformata in vita dedicata a Dio.
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VENERDI' della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Ven Dic 01, 2017 11:02 am


VANGELO
Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

+ Dal Vangelo secondo Luca 21,29-33
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Parola del Signore.

OMELIA
La storia dell'umanità è segnata da grandi travagli; non vi sono le calamità naturali che determinano la storia; il desiderio irrefrenabile di potere, l'egoismo che stravolge tutte le leggi dell'uomo sono meccanismi che ritroviamo spesso nella storia. È la nostra storia che, in Cristo, diventa storia di salvezza, storia che ci avvicina sempre di più alla manifestazione del Regno. La notazione di vicinanza di Gesù, che leggiamo nel brano odierno del Vangelo, non è da leggersi in senso temporale ma proprio perché con Lui possiamo sempre di più rendere visibile il Suo regno. Non parla di un regno che è legato ai poteri della terra, ma è il regno delle virtù, il regno dell'amore che non è di questo mondo, anche se si realizza anche oggi. È una partecipazione che si attua nella storia e con essa ed è perciò legata alle leggi del tempo ma che trova in Cristo la sua pienezza. Le sue parole non passeranno mai! È un messaggio, una certezza, una speranza, la base della nostra fede nel Dio fedele e che mantiene le sue promesse; la parola data in Cristo, Parola del Padre nella Grammatica dello Spirito Santo. È la legge dell'amore di Cristo. Egli solo, Parola fatta carne, ha parole di vita eterna; solo in Lui troviamo l'acqua che disseta sempre; in Lui abbiamo il cibo per la vita eterna. La sua Parola illumina le nostre parole; la sua Vita da senso alla nostra vita; la sua Verità rende comprensibili le nostre verità; la sua Via indica la méta per le nostre vie. (Padri Silvestrini)
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Dic 01, 2017 12:17 pm

Gesù con una parabola fa notare come la pianta di fico e tutti gli alberi da frutto, quando stanno per germogliare loro sanno che l'estate è vicina, e come sanno questo segno del tempo così sarà quando verrà il Regno di Dio. E poi aggiunge che il cielo e le terra passeranno ma le sua parole non passeranno mai, perchè ciò che Gesù dice viene da Dio Padre e Dio è per sempre.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Sab Dic 02, 2017 9:00 am

Gesù ci insegna a guardare il mondo con gli occhi della fede: interpretare i segni dei tempi per scorgere le promesse di Dio che non delude. Ogni giorno siamo chiamati a confrontarci con la parola di Gesù che rimane al di là di ogni possibile sconvolgimento della storia.
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SABATO della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Sab Dic 02, 2017 9:06 am


VANGELO
Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
Parola del Signore.

OMELIA

Sono sempre più frequenti le forme di alienazione inventate dagli uomini. Dovrebbero servire come fuga dalla realtà soprattutto se penose, dalle nostre responsabilità, dai nostri impegni. Ce ne parla oggi lo stesso Signore. Li definisce appesantimenti dello spirito; pesi che offuscano la vista dell'anima, che danno ebbrezza ma non chiarezza. Abbiamo l'impressione, suffragata dai fatti di ogni giorno, di essere troppo spesso ubriachi e non di vino, affannati per avere e possedere sempre di più senza mai sperimentare la sazietà. Capita allora che l'ubriaco dorma e non vegli, l'affannato non trovi più il tempo e la voglia di pregare e di conseguenza ciò che accade ci piomba addosso cogliendoci sempre impreparati. Vegliare e vigilare è proprio di chi attende e non conosce in quale ore della notte o del giorno sopraggiungerà l'ora fatidica della prova, della chiamata, del rendimento di conto. Pregare è proprio di è ben consapevole di non avere in se l'energia e la luce che occorre per riconoscere, amare e praticare il bene ed evitare il male. L'umile e il sapiente chiedono al Signore quanto riconoscono di non possedere e di cui hanno indispensabile ed urgente necessità. Per questo un cieco del Vangelo chiese a Gesù: «Che io riabbia la vista» e Gesù: «Va la tua fede ti ha salvato!». (Padri Silvestrini)
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