Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mar Set 12, 2017 7:20 am

Gesù sale sul monte per passare una notte intera in preghiera e trovare nell'incontro con il Padre la chiarezza necessaria per scegliere i dodici apostoli. Tutti i discepoli sono “chiamati”, ma solo i Dodici sono “scelti” e nominati “apostoli” a pieno titolo. I Dodici saranno i cardini della futura Chiesa, assumendo un ruolo di primo piano. Gesù scende dal monte da cui era salito per andare incontro agli uomini che lo attendono e hanno bisogno di Lui, della sua forza di vita, della sua parola. Gesù ancora una volta ci consegna un messaggio importante: quanto sia necessaria la preghiera, l'incontro con il padre e l'ascolto della sua parola; infatti il motivo che spinge la gente verso Gesù è il bisogno di ascoltare la parola di Dio e di essere così consolata e guarita. 
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Mercoledi della XXIIIV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Set 12, 2017 10:30 pm

Mercoledi della XXIIIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Beati i, poveri. Guai a voi, ricchi. 


+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,20-26)
In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: "Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti". 


Parola del Signore. 


OMELIA 


I due brani della Liturgia di oggi, quello di san Paolo e del Vangelo sembrano essere complementari. Infatti, potremmo stabilire la seguente equazione: le beatitudini stanno alla vita nuova in Cristo (risorti con Cristo) come le maledizioni (guai) stanno al peccato (parte di noi che appartiene alla terra). L'essere risorti, come ci dice l'Apostolo, il far parte della vita nuova significa vivere nella povertà, nella persecuzione e nel dolore con la speranza, anzi con la certezza, che Cristo ha già vinto tutte queste cose e che noi già da ora, in maniera misteriosa, condividiamo con Lui la gioia della risurrezione. La nostra sofferenza momentanea è un mezzo per immergerci ancora di più nel grande mistero della salvezza. Non ci è chiesto di capire per amare, ma di amare per capire, proprio perché il cristianesimo non si configura come conoscenza intellettuale ma come esperienza della persona di Cristo che in se stesso e in noi ha vinto la morte e il peccato. (Padri Silvestrini) 


Ultima modifica di Andrea il Lun Set 18, 2017 11:34 pm, modificato 1 volta

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mer Set 13, 2017 6:39 am

La <Beatitudine> è la gioia che riguarda il presente e apre una speranza per il futuro. Luca, colloca i poveri e gli affamati, e quelli che piangono e ai perseguitati a causa del vangelo, fra i beati considerandoli tali, non perchè perseguitati ..affamati … ma piuttosto perchè la loro condizione li rende capaci di accogliere la promessa della salvezza, il dono del Regno di Dio.
I <guai> diretti ai ricchi, ai sazi, agli oppressori, non vanno intesi come <maledizioni>, ma Gesù considera persone che hanno perso la via della gioia, smarrita nei propri <io> pieni di vanagloria.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Set 13, 2017 7:47 am

Gesù chiama "beati" tutti coloro che fanno e che faranno la volontà di Dio, ma dice "guai a voi" a chi in terra ha pensato solo a sè stesso, perchè non hanno riconosciuto nè i Profeti che preannunciavano la Sua venuta e non hanno riconosciuto Gesù, Colui che è venuto a portare la volontà di Dio Padre.
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Giovedi della XXVII settimana del Tempo Oesinario

Messaggio  Andrea il Mer Set 13, 2017 10:50 pm

Giovedi della XXVII settimana del Tempo Oesinario

VANGELO

 
Bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo. 


+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


L'esaltazione della santa Croce ci fa conoscere un aspetto del suo cuore che solo Dio stesso poteva rivelarci: la ferita provocata dal peccato e dall'ingratitudine dell'uomo diventa fonte, non solo di una sovrabbondanza d'amore, ma anche di una nuova creazione nella gloria. Attraverso la follia della Croce, lo scandalo della sofferenza può diventare sapienza, e la gloria promessa a Gesù può essere condivisa da tutti coloro che desideravano seguirlo. La morte, la malattia, le molteplici ferite che l'uomo riceve nella carne e nel cuore, tutto questo diventa, per la piccola creatura, un'occasione per lasciarsi prendere più intensamente dalla vita stessa di Dio. Con questa festa la Chiesa ci invita a ricevere questa sapienza divina, che Maria ha vissuto 

pienamente presso la Croce: la sofferenza del mondo, follia e scandalo, diventa, nel sangue di Cristo, grido d'amore e seme di gloria per ciascuno di noi. 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



La croce e il dolore rimangono un mistero, come sempre capita, quando ci si avvicina a Dio; si tratta però di un mistero di amore e di salvezza. Non si riesce ad afferrare la logicità del procedimento, ma si possono conoscere i termini: la croce deve essere una gran cosa, se il Figlio di Dio è liberamente voluto andarci inchiodato. Se costituisce per lui il momento dell’esaltazione e della glorificazione, lo sarà anche per noi, se accettiamo di percorrere la medesima strada.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Set 13, 2017 11:37 pm

Gesù dice a Nicodemo che quando il Figlio dell'Uomo sarà innalzato, allora tutti vedranno quanto è grande l'Amore di Dio per l'umanità perchè ha dato il Suo Figlio Unigenito non per condannare il mondo ma per salvarlo per chiunque creda nel Suo Divino Amore, ma anche sacrificio.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Gio Set 14, 2017 10:47 pm

Venerdi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Ecco tuo figlio! Ecco tua madre! 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19,25-27)
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.


Parola del Signore. 

OMELIA 


L'obbedienza! Al giorno d'oggi, a pochi piace sentir parlare di obbedienza, specialmente quando questa è intesa nel senso di sottomissione ad una autorità superiore. Il padre dice al figlio: «Fa' quello che ti dico io». «Perché non puoi obbedire al tuo professore?», dice il preside allo studente che gli è stato mandato. Dopo aver fatto spostare la macchina al lato della strada, il poliziotto chiede all'autista: «Lo sa che non ha obbedito al limite di velocità?». Sottomettersi al comando di un altro è sempre una cosa dura nella nostra epoca gelosa della libertà personale, dell'indipendenza religiosa e dell'individualità psicologica. Diviene ancora più difficile annunciare l'obbedienza di Gesù, Figlio di Dio. Eppure, fu obbediente. Gesù fu obbediente alla volontà di Dio, sempre, fino alla croce. A motivo della sua umanità - un aspetto che si dimentica facilmente - Gesù ha sofferto, come tutti. Ha conosciuto la solitudine, lo sconforto, la sete, la fame, il tradimento degli amici, ecc. Attraverso le sue sofferenze umane, ha imparato l'obbedienza alla volontà di Dio. È stata la sua obbedienza a renderlo perfetto. Maria, la Madre di Gesù, un essere umano anche lei, ha conosciuto la sofferenza. Nella sua vita 
sperimentò ben presto il dolore. Ancora ragazza, non sposata e incinta, non fu risparmiata dalla sofferenza. Ha conosciuto le sofferenze della povertà alla nascita di Gesù, l'angoscia, la solitudine, la morte. Però, come suo Figlio, anche Maria attraverso le sue sofferenze ha imparato l'obbedienza alla Parola di Dio. Dare a Maria il titolo di «Addolorata» significa riconoscerla capace di essere solidale con chi soffre. Mentre l'obbedienza richiama all'uomo d'oggi aspetti negativi, essa merita invece un'attenta riflessione. Se il Figlio di Dio fu obbediente al Padre suo, se Maria, la Madre di Dio, fu anch'essa obbediente al Padre, perché allora non si può anche oggi imparare l'obbedienza attraverso la sofferenza? 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Quel vecchio di nome Simeone la sapeva lunga. Si è espresso in maniera misteriosa; è fatica capirlo. Si rivolge a quella giovane appena diventata mamma, Maria, e le dice: «Una spada trapasserà il tuo cuore perché siano manifestati i pensieri di molti». È il medesimo dolore di Gesù nell'orto degli ulivi, un dolore che l'ha ridotto in agonia e gli ha fatto sudare sangue. Egli è amore e ama, "deve" portare la salvezza agli uomini. Molti, però, la rifiuteranno e si perderanno. Gesù, portatore della salvezza, diventa allora causa della loro perdizione. Non ci può essere dolore più grande. Lo stesso per Maria. Lei ha un compito: coadiuvare Cristo nel portare la salvezza, che però verrà rifiutata da molti. Dio ci dona l’Eucaristia. Il sacerdozio di Cristo continua nel suo sacrificio, nella sua espiazione, nella sua mediazione, e lì c'è Maria. Io sono convinto che nel momento della consacrazione, in tutte le parti del mondo simultaneamente, c'è la presenza di Maria, perché è identico al sacrificio della croce e lei partecipa dell'azione corredentrice e mediatrice.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Set 15, 2017 12:42 am

Gesù sta in croce e anche in quell'agonia pensa a tutti noi a ci dà la Sua Santissima Madre come madre nostra per sempre, in Giovanni è rappresentata l'umanità intera perchè da quel momento in poi la accolse nella sua casa, come noi accogliamo Maria nel nostro cuore come Madre di tutti.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Ven Set 15, 2017 5:48 am

"A te una spada trafiggerà l’anima"
Quando Gesù fu presentato al tempio, il vecchio Simeone fece una profezia a riguardo di Maria: come Gesù sarà un segno di contraddizione per il popolo di Israele e dovrà dunque soffrire, così anche Maria sarà trafitta dalla spada del dolore. Tale profezia si è compiuta ai piedi della croce, dove Maria rimase accanto a Gesù, suo Figlio, condividendo nell’anima le sofferenze che Gesù pativa sul legno della croce.
Le parole del vecchio Simeone, rimasero impresse nel cuore di Maria per tutta la vita, nel silenzio, attendeva il compiersi la parola di Dio....
Oggi, festa dell'Addolorata, il vangelo del giorno ci presenta il passaggio in cui Maria, madre di Gesù, ed il discepolo amato, si incontrano sul calvario dinanzi alla Croce. La Madre di Gesù appare due volte nel vangelo di Giovanni: all'inizio, alle nozze di Cana (Gv 2, 1-5), ed alla fine, ai piedi della Croce (Gv 19, 25).
Alle nozze di Cana, Maria, chiede l'aiuto di Gesù, oggi ci viene presentato un Gesù che nella sofferenza non dimentica il dolore di sua Madre che ai piedi della croce, soffre insieme a Lui....., allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.
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Sabato della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Set 15, 2017 11:02 pm

Sabato della XXVII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO 


Perché mi invocate: Signore, Signore! e non fate quello che dico? 

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,43-49)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Perché mi invocate: "Signore, Signore!" e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

 
Parola del Signore. 


OMELIA 


L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore. Il bene del nostro cuore sono i frutti che noi produciamo. L'albero buono, infatti si riconosce dai suoi frutti. Così anche l'uomo si riconosce dalle sue opere. Uno che va contro la legge di Dio si può forse chiamare cristiano? Sul marciapiede giaceva un giovane, è passato uno che chiamavano medico, era medico? Nella stanza affianco da un'ora sta piangendo un bimbo, quella che sta guardando la telenovela è forse sua madre? In un convento ogni frate va per conto suo, colui che dice di essere guardiano lo è davvero? Le parole valgono poco. Non contano nemmeno le invocazioni, le preghiere al Signore, se non sono accompagnate dal compimento della sua volontà. Occorre l'ascolto e la pratica. Diversamente la vita diventa precaria, senza fondamenti. A parole o con le intenzioni siamo tutti cristiani perfetti. Proviamo ad esserlo anche con i fatti. (Padri Silvestrini)



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Maria, chiamata Maddalena, era una donna ammalata, un po’ psichica forse. Il Signore aveva cacciato via sette spiriti da lei. L'aveva guarita e lei si è sentita guarita da Gesù, Gesù è entrato nel suo cuore e non si è staccata più! Dio ci ha creati per amore, il nostro essere è in lui e non si stacca più. Per noi non ci può essere un altro modo di esistere nella felicità al di fuori di questo modo di essere in Dio. Quanto meno l'uomo sperimenta questo essere in Dio e Dio essere il lui, tanto più gonfia sé stesso, si vanta tanto, si crede chi-sa-chi e sta male perché non è fatto per se stesso. Scegli finalmente di essere in Cristo e smetti di fare tante storie, tante sciocchezze!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Set 16, 2017 12:09 am

Gesù dice che Lui predica ma le Sue Parole non vengono messe in pratica, e che si riconosce il risultato della Sua Parola come un albero che produce o non produce frutto. Inoltre dice che chi ascolta la Sua Parola e la mette in pratica è simile a chi costruisce la sua casa sulla roccia e niente poteva inondarla perchè era costruita bene, mentre chi ascolta ma non mette in pratica è simile a chi costruisce la sua casa sulla sabbia e senza fondamenta crollò subito.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Sab Set 16, 2017 4:48 am

Le parole sono come il vento, se non le fissiamo rendendole solide (opere)su un buon terreno; rischiamo di disperderle risucchiate da un vortice che renderebbe vano il notro grido:Signore! Signore! L'uomo per sua natura ha bisogno del suo creatore, e il Signore ha bisogno di noi per rendere visibile il suo Amore. Le sue parole devono penetrare nei nostri cuori, affinchè il Signore si serva delle nostre mani, dei nostri occhi del nostro cuore per rendere visibile il suo operato, fonte di un amore senza tempo per le sue creature.
La nostra fede esposta a tutte l'intemperie della vita non potrà crollare perché lui sarà la nostra casa costruita su solide rocce.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Andrea il Sab Set 16, 2017 10:16 pm

Domenica della XXXVIII settimana del tempo Ordinario

VANGELO 


Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 21-35)
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».


Parola del Signore. 


OMELIA 


Quante volte devo perdonare? Buon senso, opportunità, giustizia umana sono termini insufficienti per comprendere adeguatamente la morale cristiana; e non solo perché Cristo è venuto a perfezionare la legge. "Occhio per occhio e dente per dente", come fu detto agli antichi è una norma che Cristo, nella sua autorità di legislatore supremo, dichiara superata. Ma c'è qualche cosa di più. Dopo la morte redentiva di Cristo l'uomo si trova in una situazione nuova: l'uomo è un perdonato. Il debito gli è stato rimesso, la sua condanna cancellata. "Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio" (2Cor 5,21). Il Padre ormai ci vede in Cristo: figli giustificati. Il mio peccato può ancora indebolire il mio rapporto filiale con il Padre, ma non può eliminarlo. Più che dal suo peccato l'uomo è determinato dal perdono infinitamente misericordioso di Dio: "Il peccato dell'uomo è un pugno di sabbia - così san Serafino di Sarov - la misericordia divina un mare sconfinato". La miseria umana s'immerge nell'accoglienza purificatrice di Dio. Se questa è la novità portata da Cristo, anche il perdono umano deve adeguarsi ai parametri divini: "Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro" (Lc 6,36). Se il Padre guarda l'uomo come perdonato in Cristo, io non lo posso guardare come un condannato. Se il Padre ci accoglie in Cristo così come siamo per trasfigurarci in lui, l'accoglienza benevola diventa un bisogno della vita, una beatitudine. La comunità cristiana non pretende di essere una società di perfetti, ma vuole essere un luogo di perdono, una società di perdonati che ogni giorno gusta la gioia della benevolenza paterna e desidera renderla manifesta nel perdono reciproco.



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Siamo una strada se ascoltiamo la Parola di Dio ma non prestiamo attenzione. L'attenzione non è altro che l’espressione di una persona che ha capito il suo niente, il suo essere povero e che attende la salvezza da Colui che deve venire dalla Parola di Dio. Una persona piena di se stessa non può essere attenta alla Parola di Dio perché è occupata completamente da sé, allora sente la Parola ma questa non ha efficacia. Sono terreno sassoso quando mi lascio emozionare dalla Parola di Dio ma non mi crocifiggo alla Parola del Signore! Quanti slanci, quanti propositi, ma l'emozione non è la conversione! La conversione è il lasciar passare dentro di noi la Parola che è come una spada a due tagli che ci penetra da dentro e ci schianta, ci fa sentire quello che dobbiamo buttare via e quello che dobbiamo prendere. Quando siamo terreno soffocato dalle spine? Quando ci occupa tutto: l'orgoglio, l'invidia, il desiderio che agli altri vada male, star male quando agli altri va bene, tutte queste cose! Quando siamo terreno buono? Quando congiungi la tua volontà alla volontà di Dio nel momento della tentazione, nel momento del peccato, nel momento in cui sei sottratto a Dio e ti perdi. Quando tu preghi e congiungi la tua volontà alla volontà di Dio diventi terreno così fertile che produci il trenta, il sessanta, il cento. Sei servo del Signore!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Set 17, 2017 12:21 am

Per Gesù perdonare è alla base del Suo insegnamento per questo racconta a Pietro la parabola del re che condonò al servo tutto ciò che gli doveva e questi incontrò un suo compagno che gli doveva del denaro e lo supplicava di avere pazienza, lui per tutta risposta lo fece mettere in prigione e in suoi compagni riferirono tutto al re che lo chiamò a sè dicendogli che era un malvagio e lo fece mettere nelle mani dei suoi aguzzini. Così, dice Gesù, farà Dio Padre se non perdoniamo le colpe e le mancanze dei nostri fratelli.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Dom Set 17, 2017 5:04 am

Il Signore annuncia a Pietro la necessità di perdonare sempre. Tuttavia Gesù sa che il cuore dell'uomo porta dentro rancore, ira e odio. Nessuna vendetta sarà giustificata davanti a Gesù. Il debitore del re, oggetto della sua pietà, mostra che l'ira vendicatrice fa perdere di vista la propria miseria e la pietà ricevuta nei suoi riguardi viene dimenticata facendo prevalere la parte egoistica che è in lui. La misericordia di Dio è infinita, ma guai a noi se Dio ci riservasse lo stesso trattamento che vorremmo per i nosri nemici. La fraternità si manifesta soprattutto con il perdono: ciascuno lo conceda all'altro, a partire dalla certezza di essere stato a sua volta perdonato.
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Lunedi della XXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Set 17, 2017 11:09 pm

Lunedi della XXII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 

 
Neanche in Israele ho trovato una fede così grande. 

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,1-10)
In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di' una parola e il mio servo sarà guarito. Anch'io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa». All'udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito. 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Nel vangelo odierno riascoltiamo le parole del centurione rivolte a Gesù e che noi ripetiamo, con piccole varianti, immediatamente prima di accedere alla Santa Eucaristia: «Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito». È una bella espressione di fede e di umiltà. Ci sorprende particolarmente perché viene da un pagano e da un uomo posto in autorità nell'ambito militare, una categoria che è più abituata a comandare che a compiere atti di sottomissione. Egli riconosce la potenza e la dignità del Cristo per cui non osa andare da Lui ed è convinto che non occorra che si scomodi a raggiungere la sua casa. Gesù con la forza della sua parola può guarire anche a distanza. Altra sorpresa deriva dal fatto che l'umile implorazione del centurione non riguarda la guarigione di un suo familiare, ma di un suo servo, che egli aveva molto caro. Quel militare pagano merita non solo la guarigione dell'infermo, ma anche un bell'elogio da parte del Signore: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». Possiamo trarre da questo episodio salutari ed utilissimi insegnamenti: l'umiltà è il presupposto indispensabile della preghiera, ma questa deve essere sopportata dalla fede intensa. Quando rivolgiamo a Dio la nostra preghiera per gli altri esprimiamo concretamente il nostro amore verso il prossimo e, lo sappiamo, l'amore apre il cuore di Dio alle grazie che imploriamo. (Padri Silvestrini) 



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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Set 18, 2017 2:48 am

Il servo di un centurione è ammalato e questi si sente talmente indegno di ricevere Gesù che prima manda degli anziani da Lui, e quando sta per arrivare il centurione stesso gli dice che non è degno di riceverlo nella sua casa ma di dire soltanto una parola e il suo servo sarà guarito. Gesù meravigliato dalla fede di questo centurione dice a tutti che nemmeno in Israele ha trovato una fede così grande e per la fede di questi fa trovare il suo servo guarito. Ciò che insegna questo centurione è la grande fede che ha in Gesù, lui è un romano, considerato un nemico del popolo, però avendo sentito parlare di Gesù ne ha piena fiducia e la sua fede in Lui fa guarire tutti.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Lun Set 18, 2017 3:27 am

Il centurione ricorre a Gesù, ben consapevole della propria indegnità che gli impedisce di riceverlo nella sua casa. Chiede con umiltà un miracolo per il suo servo e senza saperlo diventa lui stesso grazia, segno di ciò che la potenza di Dio compie quando incontra un cuore umile e consapevole delle sue povertà.( Luca vede nell'ufficiale romano l'anticipazione di quei pagani che, dopo la risurrezione del Signore, accoglieranno il vangelo). Gesù ne elogia l'umiltà, espressione della sua fede Questo centurione. Non vi è dubbio: è per noi esempio di santità, saggio di semplicità, per tutti noi in cammino verso un Regno che non è di questo mondo.

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Martedi della XXII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Set 18, 2017 11:20 pm

Martedi della XXII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO



Ragazzo, dico a te, alzati.


+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,11-17)
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Parola del Signore.
 

OMELIA



In questo brano, Luca ci parla di "Gesù" dicendo che si reca a Nain, ma "Gesù" diviene "il Signore" nel momento in cui incontra il corteo funebre. Questo cambiamento di denominazione ci spinge a vedere in Gesù il Signore della vita. La morte, la sconfitta dell'uomo risultano insopportabili a Dio, poiché lo scacco dell'uomo è anche lo scacco di Dio. Dio ha fatto l'uomo per la vita, poiché egli è Vita. In Gesù Cristo, egli ci rivela che la morte non solo gli è insopportabile, ma anche che egli è in grado di far sorgere la vita dalla morte stessa. La pietà del Signore della Vita non è qui un vago sentimento umano, anche se nella sua natura umana Gesù di Nazaret soffre di vedere la vedova di Nain piangere il proprio figlio: la sua pietà esprime un grido profondo del Vivente in grado di trasformare in vita ciò che il peccato dell'uomo ha fatto sì che divenisse morte. Per Dio la morte è un sonno: "Dico a te, alzati!". La nostra speranza è in questa fede che fa sì che Gesù sia per noi il Signore. Dio è più forte del male e della stessa morte. Il Signore è in grado di fare di ogni situazione una risurrezione.


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



L'insegnamento di Gesù si dà e si riceve per trapianto Vitale. La parola spiega la vita. Chi fa il bene, farà sempre più bene. Chi fa il male, farà sempre più male, se non si converte. Ciò che sei grida più forte di quello che dici. «A chi ha sarà dato»: per forza, perché l'amore si moltiplica per natura sua e se cessi di amare ti sarà tolto anche quello che hai. Mi diceva Primo, un parrocchiano che adesso è in cielo: «Don Oreste, lo dica a tutti che bisogna andare alla messa perché se non si va la prima volta, la seconda è più fatica, la terza non ce la si fa più». Che sapienza! E mi diceva ancora: «Dica sempre che la mattina la prima cosa da fare è farsi il segno di croce perché altrimenti durante il giorno non ci si pensa più»! Primo non aveva studiato né teologia, né psicologia, né matematica, né nient'altro; ma lui e sua moglie, che l'aveva preceduto nel cielo, erano dei santi!


Ultima modifica di Andrea il Lun Set 18, 2017 11:53 pm, modificato 1 volta

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Mercoledi della XXII settimana del Yempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Set 18, 2017 11:28 pm

Mercoledi della XXII settimana del Yempo Ordinario


VANGELO 


Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. 


+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,31-35)
In quel tempo, il Signore disse: "A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!". È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e voi dite: "Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!". Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli". 


Parola del Signore. 


OMELIA 


"Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato: vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!" Gli eventi tristi e lieti della vita, la stessa voce di Dio ci colgono talvolta distratti, distaccati e superficiali. Gesù ci ha invitato invece a saper leggere i segni dei tempi; egli vuole che la storia sia letta alla luce di Dio e non solo con la nuda razionalità umana. Dobbiamo rendere giustizia alla sapienza. È arcana, divina la pedagogia del Signore. Non possiamo però esimerci dal leggere con gli occhi dello Spirito quanto accade fuori e dentro di noi. Rischiamo così, come spesso accade, di ridurre a cronaca la storia e a scarni eventi l'azione di Dio e i suoi interventi. Cadono nel nulla, nel vuoto e nel deserto degli spiriti le voci dei profeti, la voce del figlio di Dio, la sua stessa venuta tra noi assume le caratteristiche di un fugace passaggio di un illustre condannato e le sue massime di vita ridotte a slogan da scordare. Oggi anche noi cristiani siamo vittime dei media che hanno assunto il compito di fornirci la notizia lampo e di spettacolarizzare gli eventi. Tutto viene riferito in fretta, la notizia anche la più drammatica scorre veloce per fare spazio a quella successiva; il giornale invecchia in poche ore e tutto corre a ritmi vertiginosi. Come sarebbe utile fermare i pensieri al punto giusto, essere capaci di sane valutazioni, saper trarre le migliori conclusioni dalle voci e dagli eventi del mondo e soprattutto dalla voce di Dio! (Padri Silvestrini) 


Ultima modifica di Andrea il Mar Set 19, 2017 11:03 pm, modificato 2 volte

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Set 19, 2017 12:58 am

Una madre di Nain piange il figlio morto, e Gesù ne ha compassione e le dice di non piangere e poi toccando la bara lo fa resuscitare. La gente piena di stupore dice che un grande profeta è tra loro e la sua fama si diffuse per tutta la Giudea. Gesù però non fa resuscitare il figlio di quella povera donna per attirare l'attenzione, ma per consolare il dolore di una madre che ha appena perso il figlio, Gesù non cerca notorietà ma fede e amore.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  annaxel il Mer Set 20, 2017 4:49 am

La gente del tempo di Gesù e spesso la gente del nostro tempo, rifiuta il disegno di Dio e contrasta il suo volere.
Dio li chiama alla conversione e alla serietà per mezzo di Giovanni il Battista, ma essi non accettano perché lo ritengono pazzo.
Non accettano neppure Gesù, fonte di gioia eterna, ma essi lo ritengono troppo mondano, troppo amico dei pubblicani e delle prostitute, di compagnie non proprio onorate e raccomandabili, e lo rifiutano perché vogliono un Dio severo.
Dio è amore ed è in nome di questo amore, che Gesù opera le guarigioni e il perdono concesso ai peccatori, l'amore per i malati, per i sofferenti per i peccatori sarà la vera causa dell'ostilità nei suoi confronti.
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Giovedi della XXIV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Set 20, 2017 10:37 pm

Giovedi della XXIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO

 
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. 


+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,9-13)
In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». 


Parola del Signore. 


OMELIA 



Fra le tante curiosità che vorremmo soddisfare sulla persona di Cristo c'è anche quella di poter ascoltare la sua voce; ciò non tanto per sentirne l'accento, ma per poterne comprendere la profondità e il fascino che esercitava sugli ascoltatori. Oggi lo sentiamo ancora una volta scandire un comando a una persona che per il ruolo che svolgeva, molti evitavano e non suscitava sicuramente simpatia; poi l'immediata risposta: «Egli si alzò e lo seguì». Il banco delle imposte dove sedeva Matteo poteva essere anche considerato una comoda poltrona e un buon mestiere, che garantiva un reddito sicuro e un discreto prestigio oltre che incutere timore. Non è perciò facile distogliere dalla loro posizione persone così ben accomodate e apparentemente soddisfatte. Gesù lo fa con un imperativo categorico: «Seguimi». Evidentemente il Signore voleva sin dal primo impatto rivelare una grandissima verità al suo futuro apostolo ed evangelista: la forza divina della sua Parola, quella parola che Matteo riporterà fedelmente nel suo Vangelo e che risuona ancora, grazie a lui, in tutto il mondo. Voleva poi che egli in prima persona potesse godere di una predilezione sicuramente immeritata ed insperata affinché potesse raccontare al mondo che Gesù non è venuto per i sani che non hanno bisogno del medico, ma per i malati. Voleva fare di Matteo, convertito dai suoi meschini e forse anche illeciti guadagni, un cantore della misericordia divina; voleva che proprio un pubblicano intonasse quel canto, che tanti e tante hanno poi ripreso e cantato con identico fervore. Voleva infine far comprendere a tutti che i chiamati da Cristo non sono santi prefabbricati, ma anime che, avendolo incontrato e ascoltato la sua voce, hanno il coraggio di seguirlo da vicino dando con tutta la vita una risposta di gratitudine al bene ricevuto dalla divina misericordia. Vediamo perciò in Matteo un primo anello di una catena d'oro, che ha portato la voce viva di Cristo fino a noi, con l'immediatezza con cui egli stesso l'ha accolta e ne ha goduto. Egli ci invita ad accogliere le sollecitazioni divine che ancora giungono a noi per farci conoscere la verità e renderci capaci di viverla nella gioia. (Padri Silvestrini) 


MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Ultima modifica di Andrea il Mer Set 20, 2017 11:09 pm, modificato 1 volta

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Giovedi della XXIV settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Set 20, 2017 10:51 pm

Giovedi della XXIV settimana del Tempo Ordinario

VANGELO 


Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,9-13)
In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». 


Parola del Signore. 


OMELIA 


Fra le tante curiosità che vorremmo soddisfare sulla persona di Cristo c'è anche quella di poter ascoltare la sua voce; ciò non tanto per sentirne l'accento, ma per poterne comprendere la profondità e il fascino che esercitava sugli ascoltatori. Oggi lo sentiamo ancora una volta scandire un comando a una persona che per il ruolo che svolgeva, molti evitavano e non suscitava sicuramente simpatia; poi l'immediata risposta: «Egli si alzò e lo seguì». Il banco delle imposte dove sedeva Matteo poteva essere anche considerato una comoda poltrona e un buon mestiere, che garantiva un reddito sicuro e un discreto prestigio oltre che incutere timore. Non è perciò facile distogliere dalla loro posizione persone così ben accomodate e apparentemente soddisfatte. Gesù lo fa con un imperativo categorico: «Seguimi». Evidentemente il Signore voleva sin dal primo impatto rivelare una grandissima verità al suo futuro apostolo ed evangelista: la forza divina della sua Parola, quella parola che Matteo riporterà fedelmente nel suo Vangelo e che risuona ancora, grazie a lui, in tutto il mondo. Voleva poi che egli in prima persona potesse godere di una predilezione sicuramente immeritata ed insperata affinché potesse raccontare al mondo che Gesù non è venuto per i sani che non hanno bisogno del medico, ma per i malati. Voleva fare di Matteo, convertito dai suoi meschini e forse anche illeciti guadagni, un cantore della misericordia divina; voleva che proprio un pubblicano intonasse quel canto, che tanti e tante hanno poi ripreso e cantato con identico fervore. Voleva infine far comprendere a tutti che i chiamati da Cristo non sono santi prefabbricati, ma anime che, avendolo incontrato e ascoltato la sua voce, hanno il coraggio di seguirlo da vicino dando con tutta la vita una risposta di gratitudine al bene ricevuto dalla divina misericordia. Vediamo perciò in Matteo un primo anello di una catena d'oro, che ha portato la voce viva di Cristo fino a noi, con l'immediatezza con cui egli stesso l'ha accolta e ne ha goduto. Egli ci invita ad accogliere le sollecitazioni divine che ancora giungono a noi per farci conoscere la verità e renderci capaci di viverla nella gioia. (Padri Silvestrini) 



MEDITAZIONE QUOTIDIANA



Che cosa vuol dire misericordia? È una virtù (forza) che smuove l'animo umano alla comprensione, alla pietà e al perdono verso chi soffre e chi sbaglia. La misericordia è il cuore umano che si commuove sulla miseria altrui. L’opposto della persona misericordiosa è colui che è spietato, crudele, selvaggio e che infierisce sulla vittima. La persona misericordiosa non confonde il peccato con il peccatore, l'errore con la persona che sbaglia. Dio è infinitamente misericordioso perché non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva; in altre parole vuole sempre la vita. Abbiamo un cammino molto preciso che il Signore ci ha dato nella sua misericordia: comportarci come lui!

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A - No 2

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Set 21, 2017 12:27 am

Gesù vede un pubblicano di nome Matteo, Lui sa che viene considerato un peccatore pubblico ma lo chiama proprio per questo: per fare vedere a tutti quanto è grande il Suo Amore, Matteo alla chiamata di Gesù lascia tutto e lo segue, poi in casa sua arrivano molti pubblicani e peccatori e Gesù e i suoi discepoli mangiano insieme a loro e questo desta lo scandalo dei farisei che ai pregiudizi di costoro, Gesù dice che Lui vuole misericordia e non sacrifici e che Lui è venuto non solo per i giusti ma anche per convertire i peccatori.
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