VANGELO di Gesù: anno B

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Gen 10, 2018 9:45 am

Gesù fa del bene nel nome di Dio Padre ed accetta tutti senza distinzioni che sia la suocera di Simone o un indemoniato che sa chi è Lui. Ma il momento della preghiera cioè quando è da solo con il Padre, per Gesù è un momento unico perchè è in questo istante che vuole stare da solo, e quando lo vengono a cercare perchè tutti lo cercano, Lui dice di andare altrove nei villaggi vicini perchè è per questo motivo che Lui è venuto: per diffondere il Vangelo e operare guarigioni in tutta la Galilea.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Gen 10, 2018 5:25 pm

La guarigione della suocera di Pietro è la seconda guarigione che Marco ci racconta..è una scena familiare, Gesù è in compagnia dei quattro discepoli che poco prima aveva chiamato, la casa è di Simone Pietro; è una <giornata tipo> di Gesù, la preghiera del sabato in sinagoga la guarigione di molti malati riuniti davanti alla casa di Pietro, ma non cerca popolarità, il suo desiderio era annunciare il regno di Dio e le guarigioni facevano parte di quel disegno per cui era stato inviato. L'amore di Dio si manifestava nelle guarigioni del corpo, ma nello stesso tempo guariva anche lo spirito. All'alba, Gesù concludeva la sua giornata con una preghiera personale con il Padre da cui scaturisce un rapporto privato che renderà l'attività di Gesù unica.
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GIOVEDI' 11 I SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Gio Gen 11, 2018 9:39 am


VANGELO
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco 1,40-45

In quel tempo, venne a Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se vuoi, puoi purificarmi!". Ne ebbe compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, sii purificato!". E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: "Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro". Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore.

OMELIA
Sperare oltre ogni speranza. È un sentimento umano che sgorga solo quando siamo animati da una fede in qualcuno o in qualcosa che supera le ordinarie possibilità. Ci fa vivere il futuro carichi di attese. La speranza del povero lebbroso, prostrato ai piedi di Gesù, in atteggiamento di supplica, è davvero ben riposta. Non sappiamo se egli abbia udito dal Maestro la solenne affermazione con la quale si proclamava medico e portatore di misericordia: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori», sicuramente però, in qualche modo, è sgorgata in lui la fede, la speranza e la certezza di potersi accostare a Gesù senza incorrere in un rifiuto e in un allontanamento per la sua lebbra, malattia, considerata da tutti, immonda. Gesù infatti lo accoglie, lo tocca e lo guarisce. Ancora una volta intervengono le sua mani monde a curare l'umana miseria. Gli impone il silenzio, «Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte». Capita di non poter tacere la gioia di una vita recuperata. È più che perdonabile la disobbedienza del lebbroso guarito: si sente rinato e deve dire a tutti chi è stato l'autore della sua prodigiosa rinascita. Dovremmo anche noi essere i cantori della bontà e della misericordia divina, ogni volta che siamo liberati dalla lebbra del nostro peccato. Dopo ogni nostra confessione ben fatta.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Gen 11, 2018 10:24 am

Gesù fa del bene ma a delle precise condizioni, che dopo si ringrazi Dio per la guarigione avvenuta, dopo aver purificato il lebbroso dalla sua terribile malattia Gesù con discrezione gli dice di presentarsi ai sacerdoti secondo la legge di Mosè, invece questi divulga la notizia della sua guarigione a tutti, e questo è un atteggiamento sbagliato perchè Gesù non vuole la notorietà per quello che Lui dà gratuitamente ma la fede in Dio che si manifesta attraverso Lui.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Gen 11, 2018 5:20 pm

Al tempo di Gesù la lebbra era considerata una malattia che rendeva “impuri”: il lebbroso doveva essere espulso dalla comunità ed era costretto a segnalare la sua presenza in modo che gli altri potessero stargli lontano. Chi lo toccava era considerato, a sua volta, impuro. Isolato e abbandonato a se stesso, il lebbroso era escluso anche dalle celebrazioni religiose.  Ma Gesù non si allontana dal lebbroso, anzi si avvicina e lo tocca, toccandolo Gesù infrange la Legge stessa, ma con questo gesto vuole indicare che la salvezza che è venuto a portare  vuole reintegrare anche i più emarginati. "Se vuoi, puoi purificarmi!". Sono le parole di supplica del lebbroso, rimettendosi alla sua volontà...questa è fede, questa dovrebbe essere la nostra invocazione, certi che....«Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto». Luca (11, 9-10), questa deve essere la preghiera dell’uomo che chiede, certi  dell’amore di Dio che risponde e dona in sovrabbondanza.
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VENERDI 12 GENNAIO I SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO -B

Messaggio  annaxel il Ven Gen 12, 2018 9:01 am

Vangelo secondo Marco (2, 1-12)

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Gen 12, 2018 10:10 am

Gesù vede che gli portano un paralitico mentre Lui insegna e la cosa non lo disturba, anzi gli perdona i peccati e lo fa guarire dalla sua infermità, a dispetto degli scribi e dei farisei presenti che dicono che solo Dio può perdonare i peccati. Allora Gesù dice loro che anche fare del bene è cosa gradita a Dio e che anche il Figlio dell'Uomo può perdonare i peccati, perchè Lui è venuto a redimere il mondo con il Suo Amore Onnipotente e anche quello di Dio Padre.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Gen 12, 2018 12:05 pm

Questo capitolo di Marco, appartiene alla serie delle cinque controversie che Gesù dovrà affrontare con i farisei e gli scribi. È evidente, fin da questo primo episodio che l'accento è posto non tanto sul miracolo, quanto sulla controversia con gli scribi, nata intorno al tema del potere di perdonare dei peccati.
Quattro persone con un paralitico cercano in tutti i modi di portalo davanti a Gesù.... È questo l'atto di chi vuole ottenere a tutti i costi quello che desidera e le prova tutte, non si arrende di fronte all'evidenza di non poter passare a causa della folla. Gesù vede e capisce subito che a spingerli è la fede ed è per la loro fede che Gesù perdona i peccati dell'uomo infermo. È chiaro che Gesù opera i miracoli per intercessione, visto che il paralitico non pronuncia parola, ma Gesù risponde agli scribi:“”..... Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: alzati, prendi la tua barella e va' a casa tua». 
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SABATO 13 I SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Gen 13, 2018 9:35 am

VANGELO  
Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori.
+ Dal Vangelo secondo Marco 2,13-17



In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: "Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e dei peccatori?". Udito questo, Gesù disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".
Parola del Signore.

OMELIA
L'evangelista Luca, con il suo linguaggio pittorico, semplice, essenziale, pone oggi sotto i nostri occhi una scena viva e significativa: Levi, seduto al banco, intento al suo lavoro di chiedere, riscuotere e magari estorcere, le imposte ai passanti. Un mestiere ingrato e che forse produce ricchezza, ma che genera sempre tante antipatie, come tutti quelli, che per ragioni diverse, hanno il compito di esigere tasse, multe, dazi e denaro dagli altri. Chi ci tocca il portafoglio, a torto o a ragione, non ci è mai simpatico. Proprio questo personaggio, con questo mestiere, con queste credenziali, non tra le migliori, suscita invece l'interesse e la simpatia di Gesù. Gli dice semplicemente: «Seguimi!». Egli evidentemente, quando assume il suo ruolo di salvatore dell'uomo, stravolge le nostre stime e i nostri giudizi: egli comincia dagli ultimi, dai più lontani, dai più bisognosi. Si rivolge in modo preferenziale a coloro che, pur immersi nel male o invischiati nelle cose del mondo, o sedotti dal dio denaro, anelano a qualcosa di diverso e di migliore, anche se non sono ancora in grado di vedere da dove, da che cosa, da chi potranno ricevere quanto desiderano. Quell'anelito è l'embrione della fede, che il Signore Gesù sapientemente riesce a far crescere. Così fa con Levi, così fa ancora con tanti del nostro tempo. Sfida poi i suoi nemici, ipercritici e puritani, andando a mensa a casa di Levi, ritenuto da tutti un pubblicano e un peccatore. È in quella famosa cena che Gesù proferirà una delle sue affermazioni più solenni e scultoree, dicendo ai convitati di allora, ma a tutti noi: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa verità è destinata a restare immutabile nei secoli: è una delle prerogative principali del Cristo e dei suoi ministri. Dovrebbe essere una dote sempre viva ed attuale della sua chiesa e una ferma ed irremovibile convinzione di ogni cristiano, di ognuno di noi.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Gen 13, 2018 12:46 pm

Gesù dice: "seguimi" a un pubblicano di nome Levi e lui lasciò tutto e lo seguì. Chi incontra Gesù con il cuore non rimane indifferente alla sua chiamata, perchè Lui ama tutti e in particolare tutti coloro che vengono considerati peccatori dalla gente, e alle critiche di chi si sente "perfetto" nei confronti di Dio come i farisei e gli scribi, Lui dice che i malati hanno bisogno del medico cioè chi si sente male di fronte a Dio e agli uomini, e che Lui è venuto a redimere proprio chi si sente imperfetto e vuole l'amore di cui tutti hanno bisogno, specialmente i peccatori.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Gen 13, 2018 4:18 pm

L'evangelista Marco, oggi ci parla della chiamata di Levi (Matteo). Il pubblicano Levi era un collaboratore dell'occupante romano, persona meritevole dell'umano disprezzo; uno che, per idolatria del denaro, aveva sacrificato le relazioni con gli altri e con il suo stesso popolo. È invece agli occhi del Signore misericordioso un malato affamato d'amore. Gesù non fa preferenze di persone verso chi deve seguirlo, ma guarda nel loro cuore e vide in quello di Levi un peccatore che anelava al bisogno di salvezza, perché il suo cuore era colmo di tristezza, che al richiamo di Gesù < Seguimi!> lasciò tutto e lo seguì. In questo brano, Marco ci riferisce anche della controversia che i farisei, all'invito di Gesù a Levi :<Seguimi> suscita una disputa riguardo alla misericordia di Dio verso i peccatori. Ma Gesù disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori"
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DOMENICA 14 II DOMENICA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Gen 13, 2018 4:23 pm

Vangelo

Gv 1,35-42
Videro dove dimorava e rimasero con lui.



+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore


OMELIA
Come esseri umani e ancor più come credenti dovremmo orientare tutta la nostra vita in una continua, assidua ed incessante ricerca di Dio. Trovarlo e conoscerlo dovrebbe essere lo scopo primario della nostra vita. Dal Vangelo e da tutta la scrittura sacra apprendiamo che prima ancora che noi ci muoviamo verso di Lui, egli è già alla nostra ricerca. Gesù, additato da Giovanni battista come l'Agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo, suscita immediatamente l'attenzione di uno dei discepoli del battezzatore. È Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli si mette senza esitazione alla sequela di Cristo. Ha creduto alla testimonianza del suo primo maestro ed è sicuro ormai che l'Agnello di Dio e il Messia atteso. La buona notizia, il felice incontro non può essere taciuto; il neodiscepolo si trasforma subito in testimone. Incontra il fratello Simone e gli dice: «Abbiamo trovato il Messia che significa Cristo e lo condusse da Gesù». Ecco un bell'esempio per ognuno di noi che ci diciamo cristiani: dopo aver incontrato e conosciuto Cristo dobbiamo impegnarci attivamente con la genuinità della nostra testimonianza, a condurre da lui i nostri fratelli. Questa è la vocazione del credente: assumere gli insegnamenti del Signore, viverli coerentemente, farli diventare testimonianza ed esempio per gli altri. Non basta quindi dire «Eccomi, Signore, parla che il tuo servo ti ascolta» come afferma Samuele, chiamato dal Signore, occorre che dopo la chiamata orienti tutta la vita in conformità all'invito ricevuto. Una delle più belle espressioni della nostra fede, una delle migliori conseguenze derivanti dall'aver trovato Cristo, è proprio l'impegno di farlo conoscere ad altri. Per secoli la chiesa ha intessuto una splendida catena di trasmissione mediante la quale, dagli apostoli fino a nostri giorni, il messaggio di Cristo si è diffuso e si diffonde ancora in tutto il mondo. Quando questa catena s'inceppa ne soffre la chiesa, che viene così meno al suo primario dovere di essere missionaria con tutti i suoi membri. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha fatto riscoprire questo ruolo anche ai laici, chiedendo loro un apporto più incisivo nella vita della chiesa. Forse per troppo tempo l'annuncio è stato ritenuto una prerogativa quasi esclusiva dei preti e dei religiosi. La chiesa ha urgente bisogno di testimoni autentici e numerosi e nessun fedele può ritenersi dispensato o escluso.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Gen 14, 2018 12:29 pm

Incontrare Gesù è sempre un'esperienza nuova e gratificante, soprattutto se viene raccomandato da un grande come Giovanni Battista che lo indica come l'Agnello di Dio, e quando i due discepoli gli vengono dietro gli chiedono dove abita e Gesù dice di venire e vedere e stettero con Lui tutto il pomeriggio. Quando poi uno di loro cioè Andrea lo presenta a suo fratello Simon Pietro, Gesù gli dice che il suo nuovo nome sarà Cefa cioè Pietro. L'incontro con Gesù fa sempre nascere qualcosa di nuovo, anche il cambio di un nome che è significativo perchè il nuovo Simone sarà la roccia in cui Gesù costruirà la Sua futura Chiesa.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Dom Gen 14, 2018 5:25 pm

Le prime parole che Gesù pronuncia nel Vangelo di Giovanni sono una domanda: “Che cosa cercate?” E' una domanda che ci viene posta tutti i giorni, ma siamo consapevoli di avere dentro di noi la risposta?
L'incontro con Gesù cambia la vita, la ricerca di qualcosa che possa dare un senso alla vita, la gioia, la pace, con Gesù si sono realizzate perché Lui è tutto questo....tutti siamo in attesa di sentirci dire: «Venite e vedrete».  I discepoli dimostrarono che non stavano cercando qualcosa, ma Qualcuno. La risposta di Gesù, «venite e vedrete», contiene l'invito a fare una diretta esperienza personale con lui e descrive un vero cammino di fede.
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LUNEDI' della II SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Lun Gen 15, 2018 9:09 am

VANGELO
Lo sposo è con loro.
+ Dal Vangelo secondo Marco
2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: "Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?". Gesù disse loro: "Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce una pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!".
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù come ogni sacerdote è costituito tale per iniziativa di Dio. Egli infatti è sacerdote in quanto "Figlio" e "messia" o re, proclamato dalla parola di Dio. In secondo luogo Gesù, a differenza dei sacerdoti umani, peccatori e limitati, non ha bisogno di offrire sacrifici per se stesso. Anzi Gesù non presenta a Dio cose, né compie riti simbolici, ma offre se stesso a Dio in una relazione di fedeltà filiale, attuata nella condizione estrema: la sofferenza della morte. Ogni essere umano, sfidato dalla sofferenza e dalla morte, è chiamato a vivere questa liturgia della vita. Gesù è il segno benevolo di Dio per noi. Egli è anche l'uomo che si schiera dalla parte di Dio, a costo della sua vita. È il segno supremo della fedeltà di noi uomini a Dio. Egli è il grande sacerdote che presenta al Padre il dono della sua e della nostra vita. Gesù con la sua missione storica inaugura l'epoca messianica, tempo di gioia e di esultanza spirituale. Egli però sarà riconosciuto messia solo attraverso il dramma della sua morte violenta. Allora la comunità dei discepoli, dopo la Pasqua, ricorderà la separazione dolorosa dal suo Signore, lo sposo, con la pratica del digiuno. L'annuncio gioioso fatto da Gesù: il regno di Dio si è fatto vicino; come la fede nella sua resurrezione da morte costituisce il fatto nuovo che non può essere racchiuso nei vecchi schemi della religiosità rituale e legalista. In tale prospettiva anche le pratiche religiose tradizionali devono essere ripensate e vissute nello spirito della gioia e speranza evangelica.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Gen 15, 2018 3:58 pm

Ancora una controversa con i farisei, la questione è relativa al digiuno. Gesù non vuole la cieca obbedienza, sterile e inutile. E fa due esempi che per la gente dell'epoca erano subito ben comprensibili per rispiegare il concetto con parole semplici: un pezzo di stoffa nuova è meglio non cucirlo su un vestito vecchio perché ne evidenzia il logorio e ne facilita la rottura; allo stesso modo i recipienti cuciti dalla pelle degli animali, gli otri, vecchi, usurati, logorati, indeboliti non reggono la fermentazione del vino nuovo, che facilmente li spacca. Gesù utilizza queste due immagini per dire che le vecchie regole preconfezionate (la prescrizione del digiuno ad esempio!) non sono più applicabili al regno di Dio, che ha regole nuove. Con questi esempi, Gesù, rivela la continuità e la rottura del Signore con l'Antico Testamento, il centro di tutto è il Vangelo: qualcosa di nuovo, e fonte di gioia che romperà gli schemi dei farisei, schiavi della legge, forse mai si erano interrogati sul senso di quella prescrizione e la valutavano solo alla luce della sua osservanza.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Gen 15, 2018 4:00 pm

Quando lo sposo è con loro non possono digiunare...
E lo sposo è Gesù, che fino a quando i suoi discepoli stanno con Lui lo devono seguire e ascoltare, ma quando Lui non ci sarà allora digiuneranno. Non si può tenere una casa vecchia in una cosa nuova e Gesù per i suoi discepoli è una novità che devono saper cogliere nel momento in cui Lui è con loro per la missione che li attenderà quando Gesù non ci sarà, e fino a quando stanno con Lui devono essere lieti e attenti alle Sua Parola, perchè loro quando verrà il momento dovranno divulgarla al mondo intero.
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MARTEDI' della II SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mar Gen 16, 2018 9:03 am


VANGELO  
Il sabato è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato.
+ Dal Vangelo secondo Marco 2,23-28

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato».
Parola del Signore.

OMELIA
Nella Lettera agli Ebrei si alternano le esortazioni pratiche con le riflessioni spirituali. Nella prima parte del brano proposto per la lettura liturgica emerge l'invito alla perseveranza attiva, che si sostanzia di lavoro, carità e servizio resi ai fratelli. La seconda sezione indica le ragioni profonde della speranza cristiana: la fedeltà di Dio. Questa appare in modo palese nella storia di Abramo, al quale Dio ha promesso un futuro di benedizione e lo ha confermato con un giuramento. Ora quest'impegno irreversibile di Dio è diventato definitivo nella vicenda di Gesù. Egli infatti come sommo sacerdote costituito da Dio è penetrato nel cielo, il mondo di Dio, come precursore della
nostra salvezza. Il racconto delle meraviglie compiute da Dio per Israele ci assicura che Dio è fedele agli uomini che credono nella giustizia. Dio è pietà e tenerezza. Egli ci dona il cibo in abbondanza: non abbandona chi ha fame e sete di giustizia, come non ha abbandonato Gesù sulla croce. Questa certezza intima ci sostiene in ogni momento. Gesù si appella alla tradizione biblica dove si prevede la sospensione di una norma disciplinare o religiosa in caso di necessità. Dunque, conclude Gesù, l'intenzione ultima della legge divina è il bene degli esseri umani. Egli quindi nella sua missione storica, come Figlio dell'uomo, propone in modo autorevole l'interpretazione autentica del riposo.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Gen 16, 2018 1:23 pm

I farisei osservano e condannano il comportamento di Gesù e dei suoi discepoli mangiando delle spighe di grano, ma Gesù risponde loro che anche Davide quando ne ebbe bisogno prese dei pani che erano solo per i sacerdoti e dice che il sabato è fatto per l'uomo e non viceversa, e che Lui è Signore anche del sabato. Gesù rimprovera ai farisei la loro ipocrisia e il fatto che mettano ogni volta in discussione il suo comportamento e quello dei suoi discepoli, Lui e loro possono fare quello che vogliono perchè il Figlio dell'Uomo è Signore di tutto.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Gen 16, 2018 2:46 pm


Ancora una controversia che prende spunto da un fatto concreto: la raccolta delle spighe in giorno di sabato da parte dei discepoli di Gesù, gesto proibito dalla legge di Mosè, ma che mette in risalto l'atteggiamento di Gesù nei confronti della Legge: essa non può essere una cappa di piombo che soffoca gli uomini né può essere ridotta a una serie di norme esteriori, ma deve divenire fonte di libertà. Ma i farisei non hanno capito, e giudicano l'operato dei discepoli di Gesù dimenticandosi di questo scopo: la Legge diventa un'arma per far soffrire chi ha fame; per Gesù, invece, la Legge non ha nessun significato se non ha come finalità la felicità dell'uomo.
E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato”. Perché Dio non guarda alle apparenze, ma al cuore.
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MERCOLEDI' della II SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Gen 17, 2018 9:16 am

VANGELO  
È lecito in giorno di sabato salvare una vita o toglierla?
+ Dal Vangelo secondo Marco 3,1-6

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: “Alzati, vieni qui in mezzo!”. Poi domandò loro: “è lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?”.  Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: “Tendi la mano!”. Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Parola del Signore.

OMELIA

Piu volte nel corso della lettera agli Ebrei si parla di Gesù sacerdote secondo l'ordine o alla maniera di Melchesedek. Questi è l'unico personaggio biblico conosciuto come sacerdote, pur non essendo della famiglia sacerdotale di Aronne. Melchesedek, secondo il racconto della Genesi (14, 18-20), re di Gerusalemme, si fa incontro ad Abramo e lo benedice. Nel salmo 109 il re ideale, discendente di Davide a Gerusalemme, è proclamato da Dio "sacerdote al modo di Melchesedek". L'autore della nostra lettera applica questo titolo a Gesù perché egli è il Cristo, cioè il Messia discendente di Davide. Chi è Gesù per noi? Balbettiamo una risposta con parole antiche e nuove. Egli è il Signore potente, il sacerdote mediatore tra noi e Dio, il re della giustizia e della pace. Che cosa vuole veramente Dio? È la domanda che pone Gesù a quelli che lo stanno osservando nella sinagoga, nel giorno di riposo, davanti ad un uomo handicappato che può essere guarito in giorno di sabato. Gesù non ha esitazioni. La legge del riposo sacro è subordinata al criterio etico fondamentale: fare il bene vuol dire difendere e promuovere la vita. Gesù fa la sua scelta a favore dell'essere umano anche a rischio della sua stessa vita. Tutta la logica che guida l'azione storica di Gesù, modello per i credenti, è racchiusa in questo piccolo brano evangelico di Marco.
(Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Gen 17, 2018 11:53 am

Gesù vede un uomo con la mano paralizzata ed era sabato e i suoi nemici, i farisei, erano pronti per accusarlo se avesse fatto qualcosa. Allora Gesù chiamò quell'uomo e pone il quesito se è lecito fare del bene o del male anche se è sabato. E loro non sapevano cosa rispondere, ma Gesù guarì quell'uomo lo stesso. Per Gesù bisogna fare del bene incondizionatamente che sia sabato o un altro giorno, per Lui la cosa più importante è il cuore dell'uomo e non la sua apparenza: bisogna essere buoni sempre e comunque.
cheers
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Gen 17, 2018 3:46 pm


L'evangelista Marco ci presenta la quinta controversia che Gesù deve affrontare con i farisei. Il miracolo compiuto di sabato a l'uomo dalla mano inaridita suscita una disputa sul il giorno di sabato.
Guarire quel malato durante il sabato sarebbe stato considerato un lavoro proibito e quindi una chiara trasgressione alla legge data da Mosè che impediva nel giorno dedicato al riposo di svolgere qualsiasi tipo di attività. 
Nel brano di oggi lo scontro è ancora più teso che in quello di ieri: c'è una domanda esplicita di Gesù, e c'è un ostinato silenzio dei suoi interlocutori. Ma questa volta la decisione dei farisei e dei partigiani di Erode è la morte. L'ultima disputa rivela la vera essenza della questione: non è più possibile una religiosità fatta di osservanze esteriori; il sabato è così ricondotto da Gesù al suo pieno significato di giorno del Signore.



I
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GIOVEDI' della II SETTIMANA del TEMPO ORINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Gio Gen 18, 2018 9:24 am

VANGELO
Gli spiriti immondi gridavano: Tu sei il Figlio di Dio! Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
+ Dal Vangelo secondo Marco 3,7-12

In quel tempo, Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Parola del Signore.

OMELIA
L'originalità del sacerdozio di Cristo è radicata nella sua persona: è santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; e si manifesta nell'efficacia della sua mediazione salvifica: non ha bisogno di offrire sacrifici per i propri peccati e ha offerto se stesso per noi una volta per sempre nella sua morte ed ora, trasfigurato nella sua umanità, vive presso Dio. Perciò è in grado di intercedere per noi, suoi fratelli. A questo punto si innesta la parte centrale della mediazione sul modo di attuazione del sacerdozio di Gesù. Esso si svolge come mediazione di salvezza universale e piena nel santuario celeste, quello della sua umanità gloriosa. Il tempio o la tenda con la relativa liturgia terrena del popolo ebraico erano solo un'anticipazione profetica di questa nuova e definitiva liturgia celeste, attuata da Gesù, sacerdote per eccellenza. Gesù ha vissuto per fare la volontà di Dio: morire a ciò che è disumano e far crescere l'umanità in noi come Dio l'ha creata. Diventare uomini comporta questo morire, opponendosi a ciò che è disumano. Dio non chiede di rinunciare ad essere uomini, ma di esserlo veramente, vivendo come Gesù, uomo perfetto.
(Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Gen 18, 2018 9:57 am

La fama di Gesù si propaga ovunque, molti malati vengono guariti e gli spiriti impuri dicono che Lui è il Figlio di Dio, ma Gesù imponeva loro di tacere su chi fosse, perchè Lui non è venuto per farsi ammirare per i prodigi che Lui compie, ma per dimostrare a tutti coloro che credono in Lui, l'Amore Divino del Padre che si manifesta attraverso il Figlio. Gesù non cerca l'ammirazione della gente, bensì la sua fede in Lui ma soprattutto in Colui che l'ha mandato perchè per Gesù non c'è cosa più importante della fiducia in Dio Padre.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

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