VANGELO di Gesù: anno B

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LUNEDI'della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Lun Gen 29, 2018 1:48 pm

VANGELO  
Esci, spirito impuro, da quest'uomo.
+ Dal Vangelo secondo Marco 5,1-20

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest'uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C'era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
Parola del Signore.

OMELIA
Il miracolo descritto oggi, così movimentato e per certi versi paradossale, si comprende in queste parole che Gesù rivolge all'indemoniato guarito. Il miracolo si svolge nella Decàpoli, nella terra dove regna il paganesimo. Nella scena vi è un contrasto netto del comportamento dell'uomo; prima lo vediamo posseduto da una forza sovrumana, che lo fa vagare tra i sepolcri. In quella regione dobbiamo immaginarci luoghi impervi, solitari ed aspri dove è difficile la sopravvivenza. Dopo il miracolo ritorna in sé, calmo, rivestito ed è pronto per tornare alla sua casa, alle sua attività. Al centro l'intervento portentoso di Gesù. Non fermiamoci a considerarlo un episodio, anche imprevisto, ma poniamolo su un livello esistenziale e notiamo subito che l'esortazione di Gesù è per tutti noi! Proprio dove regna il massimo della incredulità, laddove vediamo e scorgiamo elementi che ci fanno pensare ad un nuovo paganesimo, proprio lì è il momento dell'annuncio è il luogo di mostrare la misericordia di Dio. È la vicenda di ognuno di noi; troppe volte legati da tante preoccupazioni, da tanti affanni dove la vita sembra che ci faccia vagare nel buio ed invece in Cristo troviamo la pace e la possibilità di una vita pienamente vissuta. La salvezza personale diventa, quindi fonte di evangelizzazione, diventa messaggio di speranza. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Gen 29, 2018 2:03 pm

Nel secondo miracolo narrato, da Marco, Gesù vince il potere del demonio all'interno del territorio dei pagani, la regione dei geraseni, al di là del mare. La disperata condizione dell'indemoniato richiama agli ascoltatori la disperata situazione dei pagani. Ma anche in questo casa l'identità di Gesù rimane velata; egli non permette all'indemoniato guarito di seguirlo.
Chi meglio dell’ex indemoniato potrebbe testimoniare a favore di Gesù? Ma il Cristo non ha bisogno che altri parlino bene di lui, chi vuole credere in lui deve poterlo fare in assoluta libertà, deve poterlo accogliere nel proprio cuore offrendogli il proprio amore.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Gen 29, 2018 3:14 pm

Gesù libera l'indemoniato da Legione perchè Lui mette sopra ogni altra il bene di quella persona anche se ha fatto un danno economico agli abitanti di quella regione facendo morire quei duemila porci...
Ed è per questo motivo che chiedono a Gesù di andarsene, e quando il miracolato voleva seguirlo, Gesù gli disse semplicemente di andare a casa sua e di ringraziare Dio di averlo fatto guarire, perchè Gesù caccia via gli spiriti impuri per intercessione di Dio Padre, che vive dentro di Lui e di ciò che fa.
cheers
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Gen 31, 2018 3:25 pm

Giovanna, sono influenzata....nn posso stare al PC....lavora come meglio puoi.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Gen 31, 2018 7:23 pm

Riprenditi presto Anna! Io continuerò a mettere i santi del giorno. Ciao a te e ad Andrea!
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VENERDI' della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Feb 02, 2018 1:00 pm


VANGELO
I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
+ Dal Vangelo secondo Luca 2,22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.

OMELIA

L'episodio della presentazione di Gesù al tempio è pieno di personaggi e rappresenta una antologia di tutti i misteri contemplati nell'Incarnazione e nella Natività. Gesù si reca alla casa del Padre dove incontra Simeone che, spinto dallo Spirito Santo, preannuncia la Passione e la Resurrezione di Cristo e il suo piano eterno di salvezza. Nell'ultima espressione di San Luca, abbiamo anche l'umanità di Gesù, che cresce; abbiamo l'umanità di Maria che partecipa alla Passione di Cristo; abbiamo l'umanità di Giuseppe che provvede a formare con Gesù ed a Maria una famiglia terrena, luogo e palestra di crescita spirituale ed umana. In poche parole vediamo un legame unico tra il Figlio e la madre; vediamo anche la loro diversità. Maria è la piena di grazia; la creatura prescelta per essere il tabernacolo vivente del Cristo, Figlio del Dio vivente, è salutata così dall'angelo. Una legame naturale e soprannaturale lega Maria con Gesù. Un legame che si rafforza proprio nel tempo nel quale Gesù, umanamente, cresceva e si fortificava nella famiglia di Nazareth. Gesù, che non è stato informato dalla Grazia, ma ha la grazia per natura; in Lui e nella sua preesistenza, non vi è predestinazione e non vi è scelta; nella sua natura Divina, Egli è l'artefice della grazia che saprà donarci con la sua Morte e Resurrezione. Gesù è la Sapienza incarnata ed eterna e che nella sua umanità, pieno di sapienza, cresce e si fortifica nell'amore di famiglia che lo accolto nella fede. Il vangelo di oggi ispira l'esortazione di Giovanni Paolo II: «famiglia, diventa ciò che sei!». (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Feb 02, 2018 1:16 pm

La scena che Luca ci presenta si svolge all'interno del tempio di Gerusalemme. Il bambino Gesù è portato al tempio per adempiere la legge di Mosè relativa alla purificazione della madre dopo il parto e all'offerta a Dio del figlio primogenito. Ma Luca va oltre:le profezie di due vecchi, Simeone e Anna, segnano la fine di una lunga attesa sotto il regime della legge mosaica; è l'inizio di qualcosa di nuovo. Nel bambino Gesù preso in braccio da Simeone è già presente la salvezza per tutti i popoli.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Feb 02, 2018 4:16 pm

In questo brano del Vangelo c'è sia gioia che dolore: la gioia che prova Simeone nel prendere in braccio Gesù e sapere che lascerà la terra felice perchè ha visto la consolazione di Israele, e la profezia che riguarda Maria nella quale le si dice che una spada le trafiggerà l'anima. Solo chi ha fede accetta di Gesù sia gioia che dolore perchè Egli è venuto sulla terra per salvare il mondo con il sacrificio della croce per poi resuscitare per la gioia di noi tutti.
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SABATO della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Feb 03, 2018 11:14 am


VANGELO  
Erano come pecore che non hanno pastore.
+ Dal Vangelo secondo Marco 6,30-34

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Parola del Signore.

OMELIA

Quello che oggi il vangelo ci narra è un bel momento di intimità, tra Gesù e gli Apostoli, reduci dalle loro fatiche missionarie. Hanno da raccontare le loro gioie e le loro delusioni, tutto ciò che hanno detto e fatto, ma ciò che appare più evidente agli occhi del loro maestro è la fatica e la stanchezza dei dodici. Le parole di Gesù hanno accenti materni e pieni di premura per loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». La calca della gente, l'andirivieni delle persone, l'anelito di annunciare e sanare per adempiere il mandato ricevuto dal Signore, i lunghi e ed estenuanti trasferimenti di villaggio in villaggio, spesso sotto il sole cocente, avevano davvero messo a dura prova la loro resistenza: «non avevano neanche il tempo di mangiare». È bello e consolante costatare che Gesù amorevolmente si accorga dei loro e dei nostri disagi, delle loro e nostre stanchezze fisiche e spirituali e ci chiami in disparte per consentirci di riposare. È il richiamo del giorno del Signore, la domenica, ma non solo. Molto spesso gli apostoli di oggi, nonostante le innumerevoli ed evidentissime testimonianze contrarie, vengono tacciati come nulla facenti. Solo chi lo vive può comprendere il duro ed indefesso lavoro spirituale e fisico di tanti ministri, spesso posti in situazioni di grande disagio. Non sempre ci si rende conto delle loro situazioni difficili a causa di una mentalità diffusa che ritiene che i preti siano solo da criticare e non da aiutare, definendoli inaccessibili e inossidabili. Le premure di Gesù verso gli apostoli ora sono spesso trasferite a persone buone, umili e silenziose, che come le pie donne del Vangelo, provvedono alle necessità dei ministri del Signore. C'è però un insegnamento ed un invito per tutti: per non lasciarsi sommergere dalle faccende del mondo e dalle sue frenesie, occorre ogni tanto, come si suol dire «staccare la spina» e cercare un luogo solitario, in disparte, fuori dal ritmo vertiginoso che rischia di travolgerci, per riposare un poco.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Feb 03, 2018 1:13 pm

Cosa ci dice oggi l'evangelista Marco; ci parla di un Gesù premuroso verso i più stretti collaborato che avevano fatto ritorno dalla missione che gli era stata affidata e l' invita a riposarsi in un posto tranquillo. Ma la folla li seguono....l'invito di Gesù a tutti noi è quello che dedicare un momento di pausa, dove Gesù sarà presente. Non dimentichiamo che il Signore è vivo in mezzo a noi, come queste persone, che addirittura corrono e precedono in trepidante attesa l'arrivo di Gesù, per fermarsi in sua compagnia e godere così della vita eterna!


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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Feb 03, 2018 4:47 pm

Gesù è sempre molto premuroso...
Sia con coloro che gli sono vicini e anche con la gente che lo segue come pecore senza pastore...
Per Lui la cosa più importante oltre la fede è l'amore e Lui la mette sopra ogni cosa anche di sè stesso perchè Lui è il Buon Pastore che dona la vita per le sue pecore cioè di tutti coloro che lo seguono e lo amano.
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DOMENICA V del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Feb 04, 2018 1:22 pm

VANGELO
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
+ Dal Vangelo secondo Marco 1,29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù interviene ancora per guarire; stavolta lo fa in una casa a lui familiare. Entra nell'abitazione di San Pietro ed è informato della malattia della suocera. Sembra non sia una malattia pericolosa. Gesù non interviene come altre volte in simili situazioni drammatiche. Guarisce la suocera di San Pietro, ed ancora abbiamo un insegnamento per noi. Guardiamo da un lato la tenerezza del gesto di Gesù e dall'altro la risposta pronta della suocera. Il gesto di Gesù è delicato ed in sintonia con l'ambiente; non ci sono demoni da scacciare, non vi sono ossessi da calmare o paralitici da guarire. La donna è poi riconoscente di questa particolare attenzione e la sua disponibilità pronta al servizio è segno di ospitalità, gratitudine, riconoscenza e consapevolezza che quello di Gesù non è una semplice guarigione ma un gesto di salvezza. Tutte le azioni di Gesù sono azioni salvifiche che devono avere una risposta pronta. L'azione di Dio è un dono gratuito ma se ad essa non corrisponde una risposta adeguata dell'uomo non può essere garanzia di salvezza. È un bell'insegnamento per noi ed una indicazione per la nostra vita. Sappiamo riconoscere infatti l'agire salvifico di Gesù Cristo? È l'invito ad alzare i nostri cuori al Signore in un perenne rendimento di grazia. È l'apertura della nostra vita all'azione dello Spirito. Il servizio pronto della suocera di San Pietro è l'esortazione che anche la nostra vita sia aperta con la stessa disponibilità e la stessa generosità. In ciò troviamo la vera risposta alla grazia donata. L'amore e la grazie che Dio ci dona si devono tramutare in amore e riconoscenza verso i fratelli.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Dom Feb 04, 2018 2:00 pm

Marco, Luca e Matteo, raccontano nei loro Vangeli questo episodio, con parole diverse, ma con un unico significato:  l'umanità di Gesù. L'evangelista Marco, descrive la scena  sottolineando che Gesù la <rialzò> perché vuole dare un significato al verbo eghéiro (svegliarsi), il verbo della risurrezione futura. La guarigione istantanea della suocera di Simone (Pietro)  ci vuole far capire che per intercessione dei presenti Gesù può operare miracoli. E la folla lo segue, insistente, perché è una  umanità sofferente bisognosa del suo aiuto.
 Tutte le azioni di Gesù sono azioni salvifiche che devono  rendere l'uomo migliore.....Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.... 
Quando i  discepoli lo raggiungano.... «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni. 
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Feb 04, 2018 6:31 pm

Gesù non fa del bene per fare pubblicità su sè stesso, ma per rivelare l'Amore di Dio attraverso Lui, e ai demòni che sanno chi è Lui impedisce loro di parlare perchè vuole che la gente capisca da sola che Lui è Colui di cui hanno parlato i profeti. Per Gesù è molto importante anche la preghiera, è per questo motivo che a volte cerca la solitudine, per parlare liberamente e con intimità con Dio Padre Onnipotente e quando i suoi discepoli lo cercano lo trovano gli dicono che tutti lo cercano, e Gesù risponde di cercare altre mete affinchè la Sua Parola arrivi a tutti, perchè è per questo motivo che Lui è venuto: per diffondere la lieta novella a tutte le genti.
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MARTEDI' della V SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mar Feb 06, 2018 1:29 pm


VANGELO  
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
+ Dal Vangelo secondo Marco 7,1-13

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini". Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte". Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
Parola del Signore.

OMELIA
Ancora una volta scribi e farisei, in veste di critici osservatori del Cristo e dei suoi discepoli, si riuniscono intorno a Gesù. Essi non sono guidati dal desiderio di ascoltare la Parola di verità che esce dalla Sua bocca, come facevano folle numerose con docilità ed attenzione, ma cercano ogni volta, con meschina scaltrezza, di coglierlo in fallo per poi poterlo accusare. Sicuramente è la gelosia a smuoverli: le persone umili e semplici rimangono affascinate da quanto Gesù va annunciando, sono piene di meraviglia per le opere prodigiose che egli compie, la sua fama si sta diffondendo ovunque. La loro autorità invece viene messa fortemente in crisi, si sentono accusati di ipocrisia ed essi, che impongono pesi insopportabili agli altri, ma che loro neanche osano toccare con un dito, non tollerano l'invadenza del Cristo. Ecco i motivi delle loro trame e dei loro cavilli giuridici con cui tentano di screditare il Signore. Si preoccupano del fatto che i suoi discepoli non si attengano alle prescrizioni della legge e violano così la tradizione non lavandosi le mani prima di prendere cibo. L'accusa si ritorce contro di loro, perché in nome della tradizione hanno fissato la loro attenzione ad atti esteriori e non essenziali ai fini di una autentica religiosità, trascurando invece l'osservanza di precetti divini di primaria importanza: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto - dice loro il Signore -: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Viene così definito chiaramente il peccato degli scribi e dei farisei: le tradizioni proposte dagli uomini prevalgono sui comandamenti scanditi da Dio. Può accadere anche ai nostri giorni. Il fariseismo trova ancora proseliti specialmente tra coloro che concepiscono la religiosità come folklore o fatto solo culturale e cercano se stessi manipolando la parola di Dio. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Feb 06, 2018 5:17 pm

Per Gesù l'ipocrisia dei farisei è una cosa inaccettabile, perchè loro si attengono a quello che dicono le Scritture ma non capiscono il loro vero significato che è quello dell'amore di Dio per gli uomini. Non è lavandosi le mani o fare abluzioni che si dimostra fedeltà a Dio, ma entrando veramente nel cuore di ciò che è scritto, e come diceva il profeta Isaia su di loro, mi onorano con le labbra ma il loro cuore è lontano da Me, mi rendono culto insegnando cose che sono dottrine di uomini. Così dicendo Gesù vuole dire che si serve Dio con il cuore e non insegnando ad altri cose che non vengono da Dio ma da loro.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Feb 07, 2018 2:19 pm

Marco ci presenta il racconto della controversia con scribi e farisei sul tema della purità legale. L'accusa mossa da Gesù ai farisei è il mettere le proprie usanze e tradizioni, al di sopra della volontà di Dio e ridurre la fede a una somma di gesti e prescrizioni esteriori. Marco prende l'occasione per riportare un sinsegnamento di Gesù su ciò che veramente rende impuro l'uomo, ossia quel che nasce dal suo cuore.
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MERCOLEDI' della V SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Feb 07, 2018 2:23 pm


VANGELO  
Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo.
+ Dal Vangelo secondo Marco 7,14-23

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
Parola del Signore.

OMELIA
Non si tratta di costruire l’eternità contro il tempo. L'eternità è sopra la morte, sopra il tempo. Essa rappresenta la vittoria sulla distanza che ci separa da noi stessi e dagli altri. Se avete capito questo, capirete anche che il peccato e qualche cosa di metafisico, che non consiste nel mangiare un pezzetto di dolce in tempo di digiuno, anche se questo può essere una colpa. Il peccato, nel suo nucleo essenziale, è il rifiuto di se stessi, il rifiuto della libertà, il rifiuto di crescere, il rifiuto di arrivare alla vita divina. Ed è questo ritiuto centrale che trascina tutto il resto. Se ho scelto di ricadere in me stesso, rimango necessariamente in balìa dei miei istinti, qualunque siano. È certo che la colpa è innanzi tutto interiore. Decide della nostra stessa personalità. Decide della nostra eternità, se costituisce davvero un peccato mortale. Ma per la maggior parte delle persone il peccato mortale è una cosa impossibile, anche se possono compiere degli atti spaventosi, i quali però spesso sono per parte loro lo sfociare del parossismo della passione, della violenza, della disperazione di cui non sono giudici. Non bisogna appiccicare l’etichetta di «mortali» a questi atti esteriori. Essa si applica solo a quegli atti liberi nell’intimo dello spirito che ci fanno rifiutare l’eternità. Per tale motivo i grandi peccatori sono persone molto raffinate, affascinate da se stesse, bloccate in se stesse, che pongono un atto che apparentemente non sembra proprio cattivo, ma che è diabolico, perché ha un risultato spaventoso ed essi lo prevedono. Le persone che si scatenano nelle passioni esteriori generalmente sono esseri non liberi, o molto incompletamente liberi, perché sono in uno stato tale da essere incapaci di impegnare la loro eternità. A che cosa ci chiama Dio? Ci chiama ad essere liberi, a decollare verso di lui nell’amore. Ci chiama alla nostra grandezza.

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Feb 07, 2018 2:27 pm

 Gesù, nel brano evangelico, ribadisce il primato del cuore e sottolinea che non sono le cose esterne a rendere impura la vita dell’uomo, ma che è dall’interno dell’uomo che nascono le azioni cattive e ogni forma di iniquità. Gesù non è venuto ad abolire la legge ma a portarla a compimento e a sintetizzarla nell’unico ed eterno comandamento: quello dell’amore. 
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Feb 07, 2018 3:32 pm

Per Gesù non è ciò che viene dall'esterno a contaminare l'anima ma ciò che dice e ciò che fa, solo questo rendono una persona impura, perchè tutto ciò che diciamo o facciamo viene dal profondo del nostro essere, perchè le cose esterne sporcano solo esteriormente, ma quando la nostra coscienza fa delle cose cattive allora siamo impuri mentre se facciamo il bene allora tutto il nostro essere sarà veramente pulito.
cheers
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GIOVEDI' della V SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Feb 09, 2018 10:20 am


Vangelo secondo Marco (7, 14-23)



In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.
OMELIA



Siamo dinanzi ad una Parola che ci mostra chiaramente la missione di Gesù che, uscendo dalla Galilea, si incammina verso un territorio pagano per annunciare a tutti popoli la salvezza. Così facendo, anche se Gesù svolge la sua missione innanzitutto fra i giudei, egli decide di non escludere i pagani dalla partecipazione della salvezza. Gesù, che vorrebbe starsene nascosto, si vede invece avvicinato da una donna straniera, che parla un'altra lingua, per implorare la guarigione della figlioletta posseduta dal demonio.
La risposta di Gesù è dura e forte, quasi irritante per la nostra comprensione contemporanea, fondata su una cultura che addirittura costruisce diritti per soddisfare bisogni individuali anche discutibili. Egli afferma che non è giusto privare i giudei del pane, cioè del dono della salvezza, per poi gettarlo ai pagani. La risposta della donna sorprende, in quanto ella si accorge di trovarsi già in una condizione ultima, sotto la tavola mentre i figli mangiano, godendo solo delle briciole che cadono “per caso”. La madre sottolinea però il fatto che i cagnolini non rubano o non tolgono niente a nessuno, semplicemente si accontentano di ciò che viene scartato.
C'è un Padre, ci sono dei figli e c'è qualcuno che pur di entrare nella casa del Padre si umilia, si abbassa così tanto da riconoscersi mendicante, a quattro zampe come un cagnolino.
Con questa immagine, il Vangelo porta quella mamma a proclamare la dimensione universale della salvezza—annunciata già dal profeta Isaia—che ora proprio con Gesù si compie. Pertanto il Figlio dell'uomo accoglie la richiesta della donna, ed impedisce al demonio di possedere il corpo della figlia. Ciò che fa leva sul cuore di Dio sono la bontà e la fede.
Le frontiere della salvezza sono così idealmente aperte oltre il popolo ebraico. Ogni uomo può essere salvato dalla tenera carezza del Signore, indipendentemente dalla sua provenienza. La missione della Chiesa è quella di continuare questa grande opera di evangelizzazione che si allarga nello spazio al mondo intero e per l'eternità proclamare che Gesù Cristo è il Salvatore.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Feb 09, 2018 10:49 am

L'evangelista Marco apre questa pagina del suo vangelo con la guarigione della figlia di una donna < siro - fenicia di origine greca>, nel territorio di Tiro e Sidone. L'apparente durezza del discorso di Gesù rivolto alla donna è il preludio all'elogio della  sua fede. La donna è una donna pagana, considerata  come tutti i pagani <cani>, esseri impuri da evitare. Ma l'umiltà con cui si accosta al Signore, la renderà agli occhi di Gesù meritevole di essere esaudita...  «Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia». 
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VENERDI' della V SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Feb 09, 2018 10:52 am

VANGELO
Fa udire i sordi e fa parlare i muti.
+ Dal Vangelo secondo Marco 7,31-37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore.

OMELIA

A volte ci avviciniamo a coloro che soffrono ma nei nostri cuori c’è una ribellione che acceca e ci impedisce di vedere la luce di Gesù nella persona che

so?re. A volte possiamo utilizzare i poveri come oggeîio della nostra carità o della nostra competenza professionale per affermare il nosiro valore, per manifestare la nostra gloria. Fratello mio, sorella mia, queste poche righe vogliono dirti di non scappare dalle persone che soffrono e che sono ferite. Osa avvicinarle, toccarle. Osa entrare in comunione con loro. Allora scoprirai dentro di te e dentro di loro una sorgente di vita, dei semi di risurrezione. È il grande segreto di Gesù e dei suo vangelo. In ogni persona, non importa se ferita, indurita, autoritaria, crudele, apparentemente chiusa a Dio e peccatrice, c'è una sorgente nascosta di acqua viva pronta a zampiliare. Se tu cammini con Gesù su questa strada, ti condurrà verso il povero, il debole, l’isolato e l’oppresso, senza paura né disperazione, senza collera ne ribellione, senza teorie ne soluzioni belle pronte, senza sensi di colpa né sentimenti di impotenza. Per farti gustare la pace che nasce dalla comunione dei cuori Gesù ti rivelerà il senso nascosto della sofferenza e delle tenebre e come la gioia può sgorgare da tutto ciò che è ferito e spezzato. Ti rivelerà che lui stesso è nascosto nel povero, nel debole e nell’oppresso. Ti rivelerà che è anche nascosto nel povero, nel debole e nell’oppresso che è in te. Ti rivelerà come riscoprire, rinnovare ricostruire e ricevere questa comunione d’amore e di fedeltà che è l’origine e la sorgente di ogni vita, dell’unità e della pace. Te lo farà scoprire come un seme piccolo piccolo capace di crescere per rinnovare il mondo. Se vuoi, camminiamo insieme su questa strada; con i nostri fratelli e sorelle che soffrono in questo mondo diviso camminiamo insieme, con Gesù, nostro fratello prediletto, per scoprire che è una strada di speranza.

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Feb 09, 2018 6:01 pm

Gesù fa del bene alla gente, ma non per farsi propaganda anzi Lui vorrebbe che il bene che fa rimanesse segreto, ma la gente che non capisce il suo messaggio, cioè che Lui fa dei miracoli per far conoscere il Padre Suo, non lo capisce e anzi quando compie un miracolo dice che fa bene ogni cosa facendo parlare i muti e sentire i sordi, ma non comprendono ancora il disegno che Dio ha su di Lui, cioè che credendo nel Figlio di Dio si salverà attraverso di esso e conoscerà Dio Padre Onnipotente.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Feb 10, 2018 10:39 am

In questo brano, testo proprio di Marco, si nota, che, anche questo miracolo si svolge in terra pagana....il messaggio di Gesù è aperto a tutti e  pure loro sono i destinatari, liberi di accettare la salvezza per mezzo di Gesù. L'autenticità di questo evento è  firmato dalle parole aramaiche, citate nella lingua di Gesù:« Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno.
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