VANGELO di Gesù: anno B

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DOMENICA della IV SETTIMANA di QUARESIMA anno B

Messaggio  annaxel il Dom Mar 11, 2018 3:47 pm

VANGELO
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 3,14-21

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è
condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".
Parola del Signore.

OMELIA
Libertà ed esilio si alternano nella storia del popolo d'Israele: come si alternano fedeltà e peccato; luce e tenebre. Ogni uomo, l'intera umanità spesso vive la stessa storia. Una costante ci conforta: Dio, autore della divina giustizia, Colui che mai mette in discussione il suo dono splendido della libertà, coglie castigo e merito dai comportamenti umani, mai però abbandona definitivamente i suoi. La schiavitù non può durare più di tanto perché Egli ci ha fatti liberi e ci vuole come figli e non come schiavi. Neanche il castigo può durare più di tanto perché il Padre buono lo commina sempre a scopo terapeutico e soltanto per indurci alla conversione. Non sempre siamo disposti a comprendere che la punizione è una grandissima testimonianza di
amore. Ci dovrebbe convincere, per quanto ci è dato di comprendere, l'infinito amore che ha indotto Padre celeste alla incarnazione della divinità del suo unico Figlio Gesù Cristo e al supremo sacrificio della croce. È il mistero sintetizzato in questa domenica con l'espressione dell'evangelista Giovanni che dice: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui". Ecco ancora una volta dichiarato l'irrefrenabile desiderio di Dio e la sua passione più grande, che è quella che ogni sua creatura raggiunga la salvezza eterna. Del resto questo è lo scopo ed il fine ultimo di ogni umana esistenza. Il resto san Paolo lo reputa "spazzatura", mondezza. Egli opportunamente ci ricorda che nessuno è in grado di salvare se stesso, anzi in un brano evangelico ci viene ripetuto: "Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?". Con una bella immagine evangelica della luce e delle tenebre possiamo ulteriormente capire la radicale alternativa dinanzi alla quale ci pone il Signore: egli sta dialogando con Nicodemo in una tiepida notte stellata e dice: "E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio". Dobbiamo dedurre che siamo in fortissima crisi energetica divina! Al nostro mondo, spesso ai nostri cuori manca la luce!
(Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Dom Mar 11, 2018 4:24 pm


È notte. Nicodemo è un fariseo, uno dei capi, e desidera vedere Gesù senza troppa pubblicità. Vuole capire. Riconosce nei segni di Gesù la provenienza da Dio e la sua presenza. Gesù, mette davanti a Nicodemo due semplici parole: rinascere, diventare nuovi, con nuovi occhi e appartenere allo Spirito. Nicodemo chiede al Signore: «Un vecchio può forse rinascere?». Ora, la rinascita ci è donata nel Battesimo.... (Papa Benedetto XVI, omelia del 16 aprile 2012), ma la nostra crescita, la nostra salvezza ha una meta; la croce, la quale è per noi la salvezza, come fu il serpente di bronzo per coloro che morsi da serpenti velenosi ( esodo) guarivano. Ma coloro che volgeranno lo sguardo verso la croce saranno illuminati dalla luce del Risorto che ci indicherà il cammino di salvezza.


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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Mar 11, 2018 4:36 pm

Gesù dice a Nicodemo che Dio ha tanto amato il mondo da mandare il Suo Figlio unigenito a salvare il mondo dai peccati, e che chi crederà in Lui il giorno in cui sarà innalzato sarà salvato, perchè vedrà con i suoi occhi fino a che punto è l'Amore di Dio, ma chi non crederà sarà condannato perchè questo Divino Amore lo ha rifiutato, e chi rifiuta il Figlio rifiuta anche il Padre chi invece crederà vedrà la vera Luce.
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LUNEDI' della IV SETTIMANA di QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Lun Mar 12, 2018 9:35 am

VANGELO
Va', tuo figlio vive.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 4,43-54

In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa. Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va', tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un'ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell'ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.
Parola del Signore.

OMELIA
Ripetuto nel cuore il ritornello del salmo responsoriale: Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato". E' una preghiera di liberazione e di ringraziamento che sgorga dal cuore di un pellegrino pentito e convinto del suo Creatore. Dopo una dura prova di vita, adesso manifesta liberamente la sua disponibilità, la sua adesione totale a Dio. Con questa preghiera, il pellegrino ritorna alla sua vita d'origine, ricostruisce la sua Alleanza. E' un uomo maturo, coraggioso e pieno di fede. Ha sperimentato che fuori del Signore: tutto è vanità. La sua preghiera invita gli amici a fare la stessa esperienza con lui. La fede è al centro della sua preghiera e anche la via della salvezza. In questa preghiera di ringraziamento troviamo un punto d'unione nel Vangelo odierno, cioè un funzionario angosciato che prega il Signore Gesù Cristo di scendere a guarire suo figlio. La preghiera e la fede di quel padre spalancano le porte al mistero di Dio. Cristo è a tu per tu con la malattia, la sofferenza, la morte. Egli affronta la miseria dell'umanità. Egli cura, sana l'uomo con la sua Parola. "Va, tuo figlio vive". Gesù ha la Parola di Verità e di risurrezione. Ecco sant'Ireneo che diceva: "La gloria di Dio è l'uomo vivente". Cristo ci dimostra la verità della sua missione sulla terra: egli è venuto a cercare non i sani ma i malati. Cristo è il sacramento di Dio, sacramento della fede e della restaurazione. In questa linea Cristo attende da noi una fede coerente e sicura, che ci dà la garanzia. Quell'uomo ha avuto la forza di credere alla parola di Gesù: sulla sua parola io cambio il mio atteggiamento, non persisto più. Tuttavia Gesù parla al nostro cuore, ci ripete: "Abbi fiducia". Ogni croce con Cristo conduce alla risurrezione. Se crediamo, allora il progresso nella fede è possibile, è garantito. (Padri Silvestrini)


Ultima modifica di annaxel il Lun Mar 12, 2018 3:48 pm, modificato 1 volta
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Mar 12, 2018 10:21 am

Gesù lascia Nazareth e si reca in Galilea dove vi era un funzionario del re che aveva un figlio morente, Gesù non rimane mai insensibile alla richiesta di un genitore e gli dice che il figlio ora vive, ma prima di dire questo constata che senza vedere segni non credono in Lui, ma la fede di quest'uomo è talmente forte in Lui che decide che va premiata. Tutti coloro che credono in Gesù con tutto il cuore alla fine vengono premiati, perchè Gesù vuole fede sia nel Suo operato che amore per tutti coloro che credono in Lui.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mar 12, 2018 5:41 pm

“Signore, scendi prima che il mio bambino muoia” ha pregato il funzionario del re chiedendo a Gesù la guarigione del figlio malato. E, dopo un primo momento in cui Gesù sottolinea la necessità di una fede libera da ogni segno (“se non vedete segni e prodigi, voi non credete”), la guarigione del figlio arriva e anche la conversione del funzionario e di tutta la sua famiglia.  Sembra che il Signore voglia farci comprendere quanto la fede sia fondamentale nella vita. E' la fede che ci porterà a chiedere la misericordia di Dio. In questo brano è chiaro quale sia la condizione essenziale, più ci fidiamo di Lui, più ne riceveremo benefici.
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MARTEDI' della IV SETTIMANA di QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Mar Mar 13, 2018 10:49 am

VANGELO
All'istante quell'uomo guarì.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 5,1-3.5-16

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi la tua barella e cammina"». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi e cammina"?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti
si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
Parola del Signore.

OMELIA
"Vuoi guarire?" E' la domanda più bella che Cristo rivolge ad un paralitico, ad ogni cristiano in questo tempo della Quaresima. E' una iniziativa di Cristo, un augurio con il quale Cristo manifesta la sua compassione, preoccupazione verso ciascuno di noi. E' una gioia piena dal cuore del penitente. Cristo diventa sorgente delle nuova vita, perché da lui sgorga l'acqua viva, l'acqua che vivifica, che purifica e che sana tutta l'umanità. Con il "vuoi guarire?", Cristo ha uno sguardo profondo, invita il malato a rifare l'esperienza con lui e a partecipare pienamente con lui ai divini misteri del Padre. Diventa tempio in cui sgorga la grazia e il perdono. Gesù guarisce questo uomo per mostrarci la sua carità, il suo amore e insegnarci come Egli portava nel cuore tutto l'essere umano. Certo, egli è il medico celeste, venuto a cercare l'uomo perduto o malato. Tutti i suoi gesti ed atti sono sacri, l'azione di Cristo è completa e fondamentale, purifica e rinnova definitivamente l'uomo dalle avversità. Dunque Cristo è la Via, la Verità e la Vita. Chi crede in lui non muore ma la Vita. Papa Giovanni Paolo II diceva: "Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo", perché con Cristo e per Cristo, l'uomo è assicurato e tranquillo, l'uomo è rigenerato e salvato. Con Cristo l'uomo recupera la sua identità d'origine. Nell'Eucaristia Cristo esercita oggi il suo essere medico. L'Eucaristia è il farmaco, il sacramento della guarigione. In essa sgorga e si trasmette la carità, il perdono. La forza dell'Eucaristia vince il male, scaccia i demoni. Quindi con questo sacramento portiamo ad altri testimonianze, carità, solidarietà. E attraverso l'Eucaristia siamo strettamente uniti al Padre e partecipiamo direttamente al suo mistero. Quindi possiamo così prenderci cura degli ammalati, dei poveri e condividere con loro la grande gioia e solidarietà, come fece il Cristo stesso per noi. Chi ci separerà da Cristo?, la spada, la fame, la tribolazione, l'angoscia, la nudità, la sofferenza, la malattia; siamo vincitori, perché Cristo ha vinto il peccato e ha purificato e sanato tutta l'umanità dalle sue ferite, cioè ha guarito ognuno di noi.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Mar 13, 2018 6:29 pm

Per Gesù beneficare una persona di sabato o in qualunque altro giorno della settimana non fa alcuna differenza, e per i Giudei che la cosa è inammissibile, ed è per questo che ce l'hanno con Lui, perchè secondo loro Gesù non ha rispetto per le regole della Legge che dice che nel giorno di sabato non si deve lavorare, ma Gesù è più forte di tutto e fa del bene anche di sabato.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Mar 14, 2018 10:50 am

Nei vari testi dei vangeli, vediamo Gesù che opera guarigioni dopo la dimostrazione di fede da parte di coloro che chiedono il miracolo.
In questo caso è Gesù a prendere l'iniziativa e a interrogare un malato, frequentatore della piscina miracolosa, in attesa dell'ebollizione che preannuncia l'aumento di efficacia per l'acqua portatrice di salute. Da trentotto anni attendeva di potersi emergere nella piscina... Ciò che condannava il malato da ben trentotto anni a giacere senza speranza è l'impossibilità di lottare per la prima posizione, e l'egoismo di chi—altrettanto malato—gli è vicino, in evidente urgenza personale.
Gesù, maestro che annuncia la salvezza, è circondato da persone che chiedono guarigione e Lui senza vincoli di giorni ne di orari opera la sua carità a chi bisognosi invocano la sua misericordia.
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MERCOLEDI' della IV SETTIMANA di QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Mer Mar 14, 2018 10:53 am

VANGELO
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 5,17-30

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come
onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù, secondo i Giudei, non solo viola la legge del Sabato, ma addirittura si proclama Figlio di Dio, il che risuona alle loro orecchie come una gravissima bestemmia. Egli, però precisa che sta adempiendo una missione voluta dal Padre celeste, sta rivelando al mondo la sua natura e la natura stessa di Dio. Sta proclamando la sua infinita misericordia verso l'umanità intera. L'amore infinito però non è disgiunto dal giudizio derivante dalla manifestazione visibile delle opere, che tutte mirano all'accettazione nella fede e alla conversione. Il rifiuto dinanzi all'evidenza e gravemente peccaminoso ed imperdonabile. Egli è la vita vera, la luce che illumina ogni uomo, è venuto fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto, anzi proprio i Giudei si sono fatti protagonisti di una aperta contestazione, che presto si tramuterà in persecuzione e trama di morte. Dare la vita è la parte essenziale della missione di Cristo. risuscitare i morti è il compito affidatogli dal Padre. Tutti i segni che egli va operando mirano a suscitare la fede nel Figlio di Dio, padrone dalla vita e fonte di una vita nuova. È l'attesa dell'umanità inferma, di tutti coloro che sono precipitati negli inferi del male del peccato ed attendono una voce liberatrice. Il Figlio dell'uomo dovrà calarsi anch'egli in un sepolcro, dovrà sperimentare la morte per poi come trionfatore sulla morte sul peccato, risorto, scendere negli inferi a richiamare alla vita tutti coloro che giacciono nelle tenebre e nell'ombra della morte. Questa è «l'ora» segnata da Dio per il suo Figlio prediletto, ma è anche l'ora della risurrezione, il momento incessante della storia di uscire dalle fauci del male e dal buio dei sepolcri. Quella voce e quell'invito risuona ormai incessante nella storia dell'umanità, ci sorge perciò il dubbio che ancora una volta si sia spenta la fede e la fiducia nel nostro mondo e allora abbiamo da celebrare solo lutti e morti, violenze e guerre per moltiplicare i sepolcri e rendere incessante il lutto e il lamento, ma la Pasqua è ormai vicina, non possiamo spegnere la speranza.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Mar 14, 2018 5:34 pm

Gesù chiama Dio Suo Padre e i Giudei cercavano di ucciderlo proprio per questo motivo. Ma Gesù è più forte del loro odio e dice che chi crede in Lui crede anche nel Padre e nel giorno del giudizio Lui sarà giudice insieme al Padre, chi avrà fatto il bene risorgerà in una vita beata ma chi avrà commesso il male, risorgerà per essere condannato e che chi crederà in Lui avrà la vita eterna perchè ha creduto nel Figlio di Dio venuto sulla terra per redimerla e per conto di chi l'ha mandato cioè Dio Padre Onnipotente.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Mar 14, 2018 6:49 pm

... Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita....
In questo brano del vangelo di Giovanni, Gesù manifesta la sua natura di Figlio di Dio. Per i giudei era difficile accettare che non rispettasse il sabato, ma farsi Figlio di Dio era ai loro occhi una bestemmia ed è per questo che cercano di ucciderlo. Le scritture lo avevano annunciato, ma Gesù supera ogni aspettativa, tanto che porterà i giudei a complottare per darle la morte, perchè solo Dio poteva realizzare quello che lui predicava: dare la vita è la parte essenziale della missione di Cristo. risuscitare i morti è il compito affidatogli dal Padre. Tutti i segni che egli va operando mirano a suscitare la fede nel Figlio di Dio, padrone dalla vita e fonte di una vita nuova.
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GIOVEDI' della IV SETTIMANA di QUARESIMA anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mar 15, 2018 5:19 pm

VANGELO
Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 5,31-47

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C'è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
Parola del Signore.

OMELIA
Il Vangelo odierno ci presenta il dialogo aspro e contraddittorio che Gesù ha con alcuni giudei a proposito della sua divinità. Gesù afferma con forza e con passione che egli ha motivo di essere creduto. Dalla sua parte, oltre le opere, che sta compiendo, ha anche la testimonianza di Giovanni Battista. E' chiaro che essi dovrebbero credere... eppure rimane la realtà misteriosa della loro incredulità. Io dice ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni, le opere stesse che il Padre mi ha dato da compiere, le sto facendo e testimoniano di me; ma voi non avete mai udito la sua voce e non avete la sua Parola che dimora in voi, perché non credete a Colui che egli ha mandato. Ogni nostro male viene dal non riconoscere la nostra vera identità di figli. In pratica vogliamo essere pienamente autonomi, padri, di noi stessi, del nostro esistere. Questi giudei, custodi della santità di Dio, non "hanno la parola di Dio che dimora in loro". Eppure "Voi scrutate le Scritture, credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, che danno testimonianza di me". Il rifiuto che gli avversari gli oppongono, viene dal fatto che non hanno accolto la rivelazione delle Scritture alle quali, pur si appellano. Infatti chi non ha in sé l'amore di Dio non capisce le Scritture che parlano dell'amore tra il Padre e il Figlio, comunicato agli uomini. Queste parole di Gesù fanno venire alla luce le nostre non poche resistenze. All'origine della nostra incredulità religiosa, c'è il male radicato nell'uomo, che cerca la gloria dagli altri o dalle cose, i nuovi idoli, invece che da Dio. Non si può credere in Dio e affidarsi al suo amore di Padre, cercando in sé o in altri la propria identità. Gesù non accusa nessuno: resta sempre la porta aperta per il ritorno di chiunque. E' la stessa legge, alla quale si appellano i suoi oppositori, che li accusa per la loro incredulità, perché, pur leggendo Mosè, non accettano Cristo. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mar 15, 2018 5:30 pm

Gesù dice che la testimonianza che avevano avuto su Giovanni era vera, ma non è paragonabile a quella del Padre Suo, perchè è grazie a Dio Padre Onnipotente che Gesù è stato mandato sulla terra per diffondere la Sua Parola. Poi Gesù dice che loro sanno cosa dice di Lui le Sacre Scritture ma volutamente le ignorano perchè non credono in Lui e nemmeno in Dio e i Profeti, soprattutto su Mosè, e se non credono a quello che ha scritto di Lui questo grande profeta, come possono credere nel Figlio di Dio?
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mar 15, 2018 5:56 pm

Gesù era il figlio annunciato di Dio, però tutto quello che aveva operato non è stato sufficiente agli occhi del popolo di Israele, pur conoscendo le scritture non hanno capito che esse parlavano di Lui: il Messia atteso.... Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete.... quale uomo sulla terra poteva avere parole di vita eterna? Quale uomo poteva operare tali miracoli?... 9Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervice....e noi che ci reputiamo  cristiani  possiamo dire, come disse Pietro:...16 E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». ? (Mt.16, 16-17)
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VENERDI' della IV SETTIMANA di QUARESIMA anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mar 16, 2018 1:14 pm


VANGELO
Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 7,1-2.10.25-30

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Parola del Signore.

OMELIA

Il libro Sapienziale, nella prima lettura, trasmette un giudizio di condanna emesso da "empi" nei confronti di un giusto, la cui condotta è un rimprovero severo: "Ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l'educazione da noi ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e si dichiara figlio del Signore". In queste righe si avverte una anticipazione profetica del destino di Gesù e delle accuse che gli furono mosse ripetutamente: rancori, insidie, insulti, fino alla condanna a morte. Ma l'autore conclude: La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità né
credono alla ricompensa delle anime pure". Nel Vangelo Giovanni attesta la serenità di Gesù, che prosegue tranquillamente la sua missione e si sforza di far capire la sua origine e identità: "Chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato". Quel coraggio nel proclamare la verità, è un dono di Dio; è anche il risultato di una riflessione perseverante sul nucleo di fede. Il cristiano, sull'esempio di Gesù, è credibile se è davvero credente. La vera fede è lontana dalla magia o dalla religiosità emotiva. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mar 16, 2018 3:23 pm

Gesù dice che loro conoscono Lui, ma non conoscono Colui che l'ha mandato cioè Dio Padre, ed è per questo motivo che Gesù deve dare testimonianza di Dio perchè loro non capiscono che Lui e Dio Padre sono uniti tra loro e Gesù ha il compito di farlo conoscere soprattutto a chi non crede.
cheers
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mar 16, 2018 4:04 pm

Gesù viene dal Padre, ma questa origine non è riconosciuta, anzi è rifiutata. Per riconoscerla occorre la disponibilità del cuore e l'apertura alla luce. Per questo motivo i Giudei cercano di ucciderlo, ma la sua ora non era ancora giunta e Gesù si recò alla festa detta delle Capanne con i suoi fratelli.....
La Festa delle Capanne è la festa del raccolto finale che il Levitico ricorda anche come un tempo per ricordare che Israele abitava nelle capanne durante i quarant’anni nel deserto (23,43). Queste feste sono principalmente celebrazioni dell’anno agricolo e il precetto da osservare e’ quello di andare al Tempio di Gerusalemme e offrire i sacrifici dovuti. Gesù pur sapendo che lo stavano cercando per arrestarlo continuò ad insegnare nel Tempio, ponendo loro questa domanda: Sapete chi sono e da dove vengo, ma ascoltando ciò che dico e vedendo i segni compiuti, riuscite a infrangere il vostro pregiudizio, a capire di chi è il messaggio, a interpretare la volontà di chi mi ha voluto tra voi? Non sapendo cosa rispondere... allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
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DOMENICA della V SETTIMANA di QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Dom Mar 18, 2018 9:52 am

VANGELO
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli domandarono: "Signore, vogliamo vedere Gesù". Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: "È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome". Venne allora una voce dal cielo: "L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!". La folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: "Un angelo gli ha parlato". Disse Gesù: "Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me". Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Parola del Signore.

OMELIA

Il messaggio centrale dell'odierna liturgia potrebbe essere quello dell'avvenuta nostra riconciliazione con Dio. Già nella prima lettura, il profeta Geremia ci annuncia una nuova alleanza, un nuovo patto di amicizia tra Dio e il suo popolo, che sarà fondato non più su una legge esteriore, ma interiore, sulla legge dello Spirito. Questa nuova alleanza sarà caratterizzata dalla misericordia e della longanimità di Dio. Tutto questo si realizza pienamente in virtù del sacrificio di Cristo. Cristo stesso lo ricorderà esplicitamente nell'istituzione dell'Eucaristia, sacramento e memoriale perenne del suo sacrificio. La lettera agli Ebrei descrive tutto il dramma dell'umanità di Cristo, con estrema chiarezza, il destino della passione e della morte in croce. E' toccante questo aspetto dell'umanità di Gesù, e ce lo fa sentire così vicino e simile a noi, quando siamo stretti del dolore e delle prove della vita. E nello stesso tempo ci appare immensamente lontano da noi per la sua perfetta obbedienza al Padre e totale abbandono alla sua volontà. Ciò che sostiene Gesù e lo conforta nell'affrontare la prova suprema, da un lato è la chiara consapevolezza che la croce è la via segnata dal Padre, via che condurrà alla glorificazione sua e del Padre stesso; d'altro lato, è la chiara consapevolezza che il suo sacrificio non sarà vano, anzi sarà ricco di frutti per l'umanità. Ha ragione l'autore della lettera agli Ebrei a dire che "Cristo divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono". E poi Gesù stesso nel Vangelo ce lo dice: "se il chicco di grano non muore, rimane solo, se invece muore porta molto frutto". Gesù è il chicco di grano che muore e porterà molto frutto. E attirerà tutti a sé. Nel suo discorso, c'è una parte che riguarda anche il discepolo, e quindi ciascuno di noi che lo seguiamo. "Se uno mi vuole servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo". Il discepolo deve seguire le orme di Cristo, la via del Calvario, per portare con Cristo la sua croce e giungere poi alla gloria. Ma deve essere anche accanto ad ogni fratello che soffre. Il discepolo di Gesù di conseguenza, è colui che crede nel valore e nella fecondità del sacrificio, del donarsi per amore, del perdersi per ritrovarsi, del morire per vivere e comunicare la vita. La croce è il vero volto di Cristo; non esiste un Cristo senza la croce. La croce è un cammino, certamente, non una mèta; ma un cammino che ci porta alla vita eterna. Del resto questa è anche l'esperienza che fa ciascuno di noi nel suo piccolo mondo: in famiglia, nel lavoro, nella vita civile. Non dobbiamo seguire la strada dell'orgoglio, della superbia, del successo, dell'egoismo, bensì seguire la strada contraria, aspra ma feconda, del sacrificio e della rinuncia, del rinnegamento di sé, del donarsi e spendersi per amore. Ognuno di noi, cioè ogni discepolo di Cristo, deve farsi come chicco di grano che muore per portare frutto; muore o cerca di far morire in sé tutto ciò che è disordinato e tutto ciò che non piace al Signore. Inoltre il cristiano deve saper anteporre e preferire anzitutto la gloria di Dio e il bene dei fratelli. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Mar 18, 2018 9:58 am

Gesù dice che è arrivata l'ora in cui mostrerà l'Amore di Dio Padre a tutto il mondo con il paragone del chicco di grano, tuttavia il Suo Cuore è turbato per quello che lo aspetterà e potrebbe chiedere al Padre di risparmiarlo ma Gesù è venuto al mondo proprio per questa ora, l'ora in cui sarà innalzato per attirare con il Suo Amore, tutti a sè.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mar 19, 2018 2:30 pm

"Signore vogliamo vedere Gesù" Sono due Greci che rivolgono questa domanda a Filippo. in risposta, Gesù parla della sua "ora", cioè della sua croce-glorificazione, paragonandosi al chicco di grano che sebbene muoia, produce molto frutto. E' nell'umiliazione della sua morte che egli viene glorificato; è nel suo cadere a terra che egli produce il frutto della nostra comunione.
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LUNEDI' della V SETTIMANA di QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Lun Mar 19, 2018 2:32 pm

VANGELO
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 1,16.18-21.24a

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.
Parola del Signore.

OMELIA
San Giuseppe è presentato, nel Nuovo Testamento, con pochi ma essenziali tratti. Come personaggio, nei Testi Sacri, non dice neanche una parola e a lui ne sono riservate poche, ma molto profonde. Giuseppe è chiamato, dall'Evangelista ispirato, «uomo giusto»: un uomo di Dio. Il vangelo odierno ce lo presenta in un momento particolare della vita di Cristo, ancora adolescente e smarrito. L'apprensione che traspare dal testo sacro, rivela il suo amore di padre e la fedeltà al suo compito e al suo ruolo speciale, di custode della santa famiglia, ricevuti per volere divino. Anche questo ci aiuta a comprendere il significato reale della definizione della sua giustizia, del suo essere giusto agli occhi di Dio e a quelli degli uomini. Le continue manifestazioni angeliche sono la testimonianza di un rapporto diretto e privilegiato con Dio. Le sue decisioni dipendono da questo rapporto. La sua giustizia non è semplice e severa applicazione di alcune leggi prescritte; egli sa guardare gli avvenimenti da molti punti di vista: alla fine sceglie la visuale di Dio. La sua giustizia è l'applicazione della misericordia, è l'affidamento completo ai progetti divini anche se sembrano arcani e misteriosi. E' uomo giusto perché non applica solo criteri terreni ma ha anche altre prospettive. Egli parte, sempre però da valutare serenamente quello che gli accade e pone al primo posto sempre gli affetti familiari. Davanti ad avvenimenti che avrebbero sicuramente sconvolto qualsiasi uomo, San Giuseppe non fugge mai dalle sue responsabilità di sposo prima e padre poi: non rinuncia al suo ruolo di guida terrena anche esegesi frettolose lo vogliono confinare ad un ruolo secondario nell'economia della Salvezza di Cristo. Tanti insegnamenti, invece abbiamo dal suo comportamento, apparentemente dimesso, ma risoluto, dal suo saper giudicare le cose e le persone, della sua fiducia infinita in Dio e nelle persone a lui vicine. Possiamo capire da dove deriva tutto? Possiamo avere anche noi un insegnamento da quest'uomo giusto? E' frutto, senz'altro di una preghiera costante, profonda e mai interrotta! (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mar 19, 2018 2:52 pm

La figura di Giuseppe, uomo giusto ci porta a meditare sull'uomo di oggi, che davanti al dilemma che si trovò Giuseppe, cosa deciderebbe l'uomo di oggi?
 “poiché era giusto” (nel senso che la Parola di Dio era al centro della sua vita) ha accolto il figlio di Dio nella sua casa e tra i suoi affetti e, quando ha avuto una zona d’ombra dentro di sé, egli si è lasciato illuminare dalla volontà di Dio, prendendo con sé Maria. L 'amore verso il prossimo e la fiducia in Dio sono le virtù basilari che porteranno l'uomo di ogni tempo alla scelta giusta.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Mar 19, 2018 3:12 pm

Oggi si ricorda San Giuseppe il padre putativo di Gesù, per lui non è stato facile accettarlo ma per la sua fede in Dio ha accettato lo stesso Maria come sua sposa a crescere come fosse suo il Figlio di Dio, ed è per questo che è il modello di tutti i padri della terra. Che prendino tutti il suo esempio di santità e di obbedienza!
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MARTEDI' della V SETTIMANA di QUARESIMA anno B

Messaggio  annaxel il Mar Mar 20, 2018 6:32 pm

VANGELO
Avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 8,21-30

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù preannuncia ripetutamente la sua prossima morte. La trama dei suoi avversari gli si stringe attorno come una morsa, Egli però vuole far intendere senza equivoci, che quanto sta per accadere è «l'opera di Dio», è un ardore incontenibile a condurlo. Egli, compiuta la sua missione, desidera «andare», ricongiungersi al Padre. Il suo sarà un percorso di gloria, che sarà però negato ai suoi avversari. Diceva loro: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». L'incredulità ostinata non consente più di muoversi sui sentieri di Dio. È una forma di cecità che oscura e deforma anche l'evidenza, rinnega anche le eterne verità di Dio. Gesù però non scende a compromessi; le verità che egli proclama hanno una provenienza soprannaturale e non possono essere adattate alle menti degli uomini o alle circostanze della vita: sono immutabili, eterne. «io dico al mondo le cose che ho udito da lui». Parla del Padre e s'identifica pienamente con Lui: «Disse allora Gesù: «Come mi ha insegnato il Padre, così io parlo». E aggiunge: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono». L'«Io sono» è l'appellativo di Dio, così si era rivelato a Mosè nella grande teofania sull'Oreb. Alle orecchie degli scribi e dei farisei questa affermazione di Cristo risuona come blasfema e sarà di fatto uno dei capi d'accusa che muoveranno contro di Lui nel processo, che sancirà la sua condanna a morte. Nessuno vuole comprendere che da quella morte sgorgherà la sorgente inesauribile della vita nuova. Rinnegando la persona del Figlio, rifiutando di «conoscerlo», si rinnega Dio stesso, si rifiuta la salvezza, si rimane invischiati nel male e nella morte del peccato. Eppure appare evidente anche ai nostri giorni quanto sia urgente per ciascuno di noi e per l'umanità intera trovare un ancora sicura di salvezza. Forse siamo invasi dentro e fuori di noi da una schiera di falsi cristi e perfino di anticristi. (Padri Silvestrini)
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