VANGELO di Gesù: anno B

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Mar 20, 2018 6:50 pm

Con queste parole Gesù pronuncia una strana sentenza: “Dove vado io, voi non potete venire”. Chi non crede in Dio non percorre le Sue vie, non pensa con i Suoi pensieri, non ama con il Suo cuore, quindi non può neppure giungere a vedere e contemplare Dio nel Suo regno.
  Questa strana sentenza è dovuta alla nostra poca fede, perché non crediamo abbastanza, perchè, Solo la fede ci permetterà di andare là dove egli va.
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MERCOLEDI' della V SETTIMANA di QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Mer Mar 21, 2018 10:57 am

VANGELO
Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 8,31-42

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: "Diventerete liberi"?». Gesu rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù ci invita a metterci alla sua scuola, per essere fedeli alla sua parola, per diventare suoi discepoli, per conoscere la verità e per essere davvero liberi. È difficile comprendere che la peggiore schiavitù derivi proprio dall'ignoranza, dalla menzogna, dall'errore. Tutta la nostra storia, sin dal principio, è contrassegnata pesantemente dagli errori umani, che hanno sempre la medesima origine: il distacco da Dio, l'esodo da un ambito di amore e di comunione con Lui, la conoscenza e poi l'esperienza del male in tutte le sue forme. Il lamento di Cristo: «la mia parola non non trova accoglienza in voi» ci risuona ancora vero ed attuale. Su quella parola di verità prevalgono le nostre parole, le nostre scelte, le nostre personali decisioni e, di conseguenza i nostri smarrimenti. I figli che reclamano la loro parte di eredità per spendere tutto dove e come vogliono, sono ancora tanti. La presunzione di poter gestire la vita a proprio gusto, in completa autonomia, è ancora all'origine del neopaganesimo. È ancora più subdola la tentazione che vorrebbe convincerci, come accadeva ai Giudei, contemporanei di Cristo, di essere depositari di verità solo per un vago senso di appartenenza e per una fede presunta, che non incide realmente sulla vita. A nulla serve essere figli di Abramo se non assimiliamo la sua fede e la traduciamo nelle opere. Quanti si ritengono cristiani e uccidono nei fatti gli ammonimenti e i precetti del Signore! La verità di Dio è luce e lampada ai nostri passi, è orientamento di vita, è docile e gioiosa conformazione e amore a Cristo, è la pienezza della libertà. Il Signore ha affidato a due libri le sue eterne verità per la salvezza dell'uomo: la scrittura sacra, la Bibbia, che pochi conoscono e comprendono, e poi ai suoi fedeli, chiamati a proclamare quelle verità con la forza irresistibile della testimonianza. Hai mai pensato che qualcuno sta leggendo la bibbia e cercando la verità guardando la tua vita? È autentico il messaggio che stai inviando? (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Mar 21, 2018 3:44 pm


Gesù aveva operato molti segni, ma tanti non avevano accettato il suo messaggio e lo perseguitavano, contestando tutto quello che lui diceva, allora....
Gesù disse: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
 L'invito a cercare attivamente la verità di se stessi, di accogliere l'avvento di un nuovo rapporto con Dio, si infrange contro il muro di una tradizione staticamente acquisita, per sempre. 
Don Bruno Maggioni scriveva:Il peccato rende schiavi perché il rifiuto della verità ottenebra l'uomo, rendendolo incapace di percepire la luce: questa è la schiavitù. Invece l'accoglienza della verità trasforma la struttura interiore dell'uomo liberandola da tutte le idolatrie che la deviano. La verità di Gesù rende l'uomo a se stesso.  
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Mar 21, 2018 5:54 pm

Gesù fa capire che non basta discendere da Abramo o dire che Dio è nostro Padre per essere considerati veramente tali, bisogna amare sia Dio che Gesù che è il Figlio che Dio ha mandato sulla terra per redimerla dai peccati. Ma questo i Giudei non lo capiscono e non lo accettano, anzi cercano in tutti i modi di osteggiare Gesù proclamandosi figli di Abramo, e Gesù dice loro che se fossero veramente come il grande patriarca farebbero le opere di Abramo, cioè: obbedire a Dio, invece insistono dicendo che Dio è il loro Padre e Gesù dice loro che se fossero veramente suoi figli amerebbero Gesù che è Colui dal quale viene e dal quale è stato mandato, cioè: Dio Padre Onnipotente.
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GIOVEDI' della V SETTIMANA di QUARESIMA anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mar 22, 2018 2:13 pm

VANGELO
Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 8,51-59

In quel tempo, disse Gesù ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno". Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!", e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù precede il tempo. Lui è prima di Abramo. Cristo è «Colui che è». Dunque è Figlio di Dio, non un semplice uomo. Egli è venuto nel mondo a portare la vita eterna, a liberare l'uomo dalla schiavitù del peccato e della morte. Chi osserva la sua parola e vive in comunione con lui, partecipa alla sua stessa vita: «Non vedrà mai la morte». In comunione di fede e di amore con Cristo non si muore se non in apparenza, in questo nostro mondo di passaggio. Come Figlio di Dio, Gesù è più grande di Abramo: «Prima che Abramo fosse, io sono», dice. Egli è anche fuori del tempo. Ma i giudei che lo ascoltano capiscono molto bene quel che Gesù intende dire e cioè che anche se lui è vero uomo è al di sopra dell'essere semplice dei mortali e che si attribuisce un'esistenza divina. E i farisei non lo sopportano. Irosi e incolleriti, afferrano le pietre per lapidarlo. Chiediamo oggi la grazia di osservare sempre i suoi comandamenti, la sua parola, perché solo chi «osserva la mia parola, non vedrà mai la morte». (Padri Silvestrini)

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mar 22, 2018 2:55 pm

<Io Sono>, i Giudei sapevano benissimo il significato di questo verbo < Io Sono>, è il nome di Dio rivelato a Mosè dalla voce del roveto sul monte Sinai, ed ora Gesù lo fa suo, rivelando la sua natura divina e promettendo la vita eterna. I Giudei insorgono, e con una imprevedibile concretezza si oppongono a Gesù, mettendo in evidenza la morte dei patriarchi e dei profeti, nessuno escluso. «Chi credi essere?». 
 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 



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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mar 22, 2018 8:12 pm

Gesù, anche se in modo velato dice di essere il Figlio di Dio e questo i Giudei non lo accettano perchè in Lui vedono solo un visionario o addirittura un indemoniato che dice di vedere cose che non esistono. Poi quando Lui dice che prima che Abramo fosse Gesù dice che Io Sono, insorgono contro di Lui perchè si sentono offesi in quanto loro credono che Dio è Uno e che Lui è solo un esaltato.
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VENERDI' della V SETTIMANA di QUARESIMA anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mar 23, 2018 2:41 pm

VANGELO
Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 10,31-42

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore.

OMELIA
Sarebbe stato davvero facile per Gesù ritorcere contro i suoi accusatori, e con maggiore ragione, l'accusa che essi temerariamente gli rivolgono: «Ti fai Dio». È proprio in questo l'essenza e la radice del loro e nostro peccato sin da quello commesso in principio dai nostri progenitori. «Sarete come dei», aveva insinuato loro il maligno, in quella prima tentazione e così va ripetendo ancora ogni volta che vuole indurci alla libertà sfrenata per metterci contro Dio e farci poi sperimentare la paura e la nudità. I Giudei invece rivolgo contro il Figlio unigenito del Padre questa accusa. Per questo, a loro giudizio, deve subire la lapidazione perché ai loro orecchi le sue parole suonano come una orribile bestemmia. Ne traggono motivo di scandalo e di condanna. Eppure molti, ricordando la testimonianza di Giovanni il Battìsta e vedendo con cuore semplice le opere che egli andava compiendo, ascoltando con docilità i suoi insegnamenti, cedettero in lui. I più duri di cuori sono da sempre quelli che si sentono particolarmente disturbati dalla verità, che si ritengono inattaccabili e depositari del bene, che si sentono invece toccati e feriti nell'orgoglio. Gesù ricorda loro: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa h«Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio e la Scrittura non può essere annullata , a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"?». Gesù conclude la sua serrata argomentazione: «se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre». È un momento e un argomento conclusivo quello che Gesù enuncia: Egli è vero Dio nell'unione ipostàtica con il Padre. Invoca perciò la fede perché solo così può essere compreso, chiede di vedere con quella luce, dono divino, le sue opere, per smettere il giudizio e far nascere l'accoglienza amorosa. Anche noi siamo testimoni e destinatari delle opere di Cristo, offriamogli la nostra più intensa gratitudine. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mar 23, 2018 3:24 pm

L'ora di Gesù si stava avvicinando, ma ancora non era giunto il momento, e Gesù continua la sua missione terrena. Oggi, Giovanni ci parla  di un Gesù perseguitato dai Giudei, tanto da volerlo lapidare...l'accusa che gli imputavano; dichiararsi Figlio di Dio.... Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».  Rivendicando quindi per la sua missione un mandato divino e per sé un'intimità profonda col Padre-Dio, attestata anche dalle opere compiute. La sua condanna è scritta, per il momento solo rimandata ad una prossima occasione.... Per Gesù è la conferma della difficoltà di vedere accolto, un messaggio di speranza e di amore, l'annuncio di una vita diversa, di un “nuovo regno”. 
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mar 23, 2018 4:12 pm

I Giudei vogliono lapidare Gesù non per il bene che fa ma perchè si proclama Figlio di Dio, e Gesù dice loro che anche se non credono a Lui, di credere almeno in ciò che fa perchè tutto il bene che Lui fa agli uomini è da parte di Dio Padre che l'ha mandato, e questo fa irritare ancora di più costoro perchè non accettano che Lui parli così e allora Gesù va dalle parti del Giordano dove Giovanni battezzava, e qui dicono di Lui che ciò che Giovanni aveva detto di Gesù era proprio vero e credettero in Lui.
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DOMENICA delle PALME anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mar 26, 2018 10:18 am

DOMENICA delle PALME
                                       


Gesù entra in gerusalemme seguito dai discepoli e acclamato dalle folle
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SETTIMANA SANTA LUNEDI' anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mar 26, 2018 10:24 am


VANGELO
Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 12,1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.

OMELIA

Il gesto profetico di Maria di Betània ancora oggi parla con potenza alla Chiesa come appello ad aprirsi alla gratuità del Vangelo. Il racconto di Giovanni presenta alcune divergenze che ne precisano il taglio teologico. Seduto accanto a Lazzaro che "egli aveva risuscitato dai morti", Gesù viene unto. In mezzo alle tenebre che si addensavano attorno a lui, una donna, con un atto di squisita devozione, gli dimostra la sua riconoscenza e, ungendogli il capo, lo qualifica come re-Messia. Secondo Giovanni, invece Maria, unge i piedi di Gesù, destinandolo alla sepoltura: poiché non si ungevano i piedi di una persona viva, ma si ungevano i piedi di un cadavere, come parte di un rito, che preparava il corpo intero alla sepoltura. Bisogna anche dire che questo unguento profumato, offerto da Maria a Gesù avanti la sua morte, esprime la certezza di lei, dopo la risurrezione del fratello Lazzaro, presente tra i commensali, che Gesù non poteva morire: "Io sono la risurrezione e la vita". Il gesto di Maria naturalmente non è condiviso da chi non ha fede, come Giuda, che avrebbe preferito una elargizione altamente caritativa, nascondendo così l'ingordigia di cui era assetato il suo animo. L'evangelista infatti chiarisce: "era un ladro e, tenendo la borsa, portava via quello che vi mettevano dentro". Eppure anche lui era stato scelto per essere tra i suoi discepoli. "Grande folla venne là per vedere Gesù e Lazzaro... ma i sommi Sacerdoti per questo motivo deliberarono di uccidere tutti e due", diventati ormai testimoni scomodi. Gli eventi, nonostante tutto, precipitano tutti dalla parte di Gesù. La spontaneità invece dei poveri nello spirito adempie senza clamore i disegni di Dio a salvezza di ogni uomo. I grandi al contrario, di ogni tempo, si agitano, decidono, sopprimono la vita, ma verranno smascherati nella loro falsità. Nel mondo non manchino mai i sostenitori e gli annunciatori della vita, che rinnovino storia e speranza.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mar 26, 2018 2:46 pm

O Gesù, aiutaci a diffondere la tua fragranza
ovunque noi andiamo.
Infondi il tuo Spirito nella nostra anima
e riempila del tuo amore
affinché penetri nel nostro essere
in modo così completo che tutta la nostra vita
possa essere soltanto fragranza
e amore trasmesso tramite noi e visto in noi,
e ogni anima con cui veniamo a contatto
possa sentire la tua presenza
nella nostra anima, e poi guardare in su
e vedere non più me, ma Gesù.
(Madre Teresa di Calcutta)
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MARTEDI' SANTO anno B

Messaggio  annaxel il Mar Mar 27, 2018 3:21 pm

VANGELO
Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 13,21-33.36-38

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».
Parola del Signore.

OMELIA
L'annuncio del tradimento di uno di loro coglie di sorpresa e getta nello sgomento i dodici. Cristo svela la personalità del traditore in modo simbolico. Porge a Giuda un pezzo di pane, intinto nel piatto comune: ulteriore gesto di amicizia. Ma Giuda rifiuta l'amicizia, si chiude in se stesso, s'immerge interamente nel tradimento. Nessuno si accorge, tranne coloro a cui viene rivelato, perché ognuno è padrone della sua coscienza, e il Signore ci lascia completamente liberi. Giuda esce immediatamente dal cenacolo; si autoesclude dal gruppo. "Era notte, dice l'evangelista, era notte veramente nel cuore di questo discepolo". La vicenda di Gesù si andrà dipanando inesorabilmente verso la morte, ma l'esito è del tutto imprevedibile. Gesù annuncia un viaggio in un luogo inaccessibile ai discepoli e, poco prima l'aveva detto anche ai giudei, sotto il segno di una glorificazione sua e del Padre. Tuttavia tale annuncio era stato una minaccia per i giudei; per i discepoli ha il tono di un tenero e dispiaciuto addio. In questa drammatica situazione Pietro intuisce confusamente che qualcosa di grave sta per accadere, e con il suo solito entusiasmo, è disposto a dare la sua vita per Cristo. Gesù, conoscendo la fragilità umana e la sincerità del suo discepolo, rispose: "Daresti la tua vita per me? Non canterà il gallo, che tu non m'abbia rinnegato tre volte". Pietro non si rende conto, ma anche per lui, quella, sarà una notte di tradimento. Gesù deve patire da solo, in una solitudine che allontana da lui gli amici più cari. E giungerà al termine della sua vita con un esito apparentemente fallimentare. Già si era rassomigliato al chicco di grano che cade in terra e muore per portare molto frutto. Posiamo anche noi il capo sul suo petto, per coglierne i battiti e i fremiti di fronte ai non sempre riconosciuti nostri tradimenti. Ma non per questo, ci lascia soli. Ci ama e ci attende. La nostra fiducia in lui sia come la sua nella fedeltà e nell'amore del Padre.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Mar 27, 2018 3:43 pm

Gesù, tu hai permesso che Pietro passasse per tante paure,
così che risplendesse in lui la verità del Vangelo
che doveva manifestare agli altri.
Fa' che anche noi ci lasciamo amare da te in tutte le nostre prove.
Donaci di riconoscere la tua bontà,
di lasciarci conquistare dalla tua croce per conoscerti come tu sei,
cioè il Dio che ci ama, per poter con gioia
partecipare alla tua gloria e proclamarla agli altri.
(Carlo Maria Martini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Mar 27, 2018 7:37 pm

Gesù predice prima il tradimento di Giuda e poi il rinnegamento di Pietro, e mentre il primo non si pentirà del suo peccato, Pietro invece confiderà nel perdono di Gesù e sarà il futuro primo Papa del cristianesimo. Anche un peccatore pentito ai suoi occhi diventerà grande, perchè Gesù conosce i cuori di tutti e li ama, che siano peccatori o no.
I love you
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MERCOLEDI' SANTO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Mar 28, 2018 10:51 am


VANGELO
Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito!
+ Dal Vangelo secondo Matteo 26,14-25

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
Parola del Signore.

OMELIA
A parte i preparativi, di cui erano stati incaricati i discepoli, per preparare la cena pasquale per Gesù e i suoi, tutto il brano è attraversato dal tradimento di Giuda, il quale passa all'azione subito dopo l'unzione di Betània, che lo avevano sentito protestare contro lo spreco di profumo, non perché gli interessassero i poveri, ma perché era ladro. Soltanto l'evangelista Matteo specifica la somma di trenta sìcli d'argento, ottenuti da Giuda per la consegna di Gesù: una somma irrisoria, stimata dalla legge come prezzo di uno schiavo e che il profeta Zaccaria aveva già indicato come prezzo di valore per il pastore messianico. Nonostante l'iniziativa di Giuda anche per Matteo è Gesù che dispone liberamente di se stesso. Nessuna resistenza per sottrarsi a questa passione così ignominiosa. Il mistero di pazienza di Cristo, che diventa non violenza assoluta, non è comprensibile se non alla luce della forza dell'amore. "Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. E mentre mangiavano, disse: uno di voi mi tradirà". Ne viene una costernazione generale. La cena di festa si cambia in un tormento che agghiaccia l'assemblea, inducendo ciascuno di loro, per liberarsi da questo incubo, a fare al Signore una confessione personale. "Sono forse io, Signore?" Il Maestro, colui che era il punto di sicurezza di ognuno, lascia sospesa la risposta, solo alla domanda di Giuda, risponde: "Tu l'hai detto". Non è una condanna, e da amico, Gesù gli fa capire quello che ha nel cuore di fare. La storia è diretta da Dio, secondo il piano delle Scritture; ma l'uomo ha il suo compito nella storia e ne è pienamente responsabile. Anche noi potremmo chiederci a quale prezzo vendiamo il Cristo: interrogarci sulla purezza della nostra fede, sulla fedeltà del nostro amore, sulla lealtà della nostra amicizia e fraternità che possiamo anche barattare.
(Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Mar 28, 2018 3:40 pm

Sono forse io? È una domanda che Giuda rivolse a Gesù, pur sapendo che il tradimento era già avvenuto...Giuda lo tradì per trenta denari, ma il peccato più grande non fu il suo tradimento, ma la mancanza di fiducia nella misericordia di Gesù. Da questo episodio sono trascorsi 2000anni, ma quanti tradimenti deve ancora sopportare Gesù da parte dei suoi figli? Quando ci allontaniamo da Lui per strade che non sono le sue: ecco il nostro tradimento, quando lo offendiamo senza motivo: ecco il nostro tradimento, quando ci vergogniamo di Lui: ecco il nostro tradimento. Non poniamo mai più questa domanda a Gesù, ma abbiamo il coraggio di dirli: “ Per la tua grande misericordia perdonaci!”.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Mar 28, 2018 4:25 pm

Gesù predice il tradimento di Giuda ai suoi amati Apostoli, Lui li amava come un padre e dicendo che uno di loro sta per tradirlo lo addolora moltissimo. Giuda all'appello di Gesù, con ipocrisia dice: sono io? E Gesù risponde che lui l'ha detto, e chissà quante volte Gesù è stato tradito anche dai suoi ministri come: preti, suore e persone che Lui credeva fidate...
Bisogna sempre essere fedeli a Lui, altrimenti la nostra condanna sarà inevitabile!
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GIOVEDI' SANTO anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mar 29, 2018 9:13 am

VANGELO
Li amò sino alla fine.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15)

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Parola del Signore.

OMELIA
La messa vespertina, che ricorda l'istituzione dell'Eucaristia, compiuta da Gesù nella cena pasquale, ha una duplice caratteristica. Anzitutto pone in rilievo il comando di Gesù di celebrare con un rito perpetuo la sua pasqua storica di morte e di risurrezione, come già nell'antica economia si commemorava l'esodo di liberazione. In secondo luogo questo comando è posto in connessione essenziale con l'altro 'mandato' della carità, rievocato attraverso il rito della lavanda dei piedi, simbolo del servizio sacrificale del Cristo. "Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli". Il Figlio di Dio che lava i piedi sporchi dei suoi discepoli, come uno schivo, diventa il grande modello di cosa deve essere ogni eucaristia: il servizio di alzarsi da tavola, di deporre gli indumenti della gloria, di chinarsi verso l'altro nel mistero del perdono: questa è vera fraternità. Lavare i piedi è il segno dell'accoglienza, come si faceva per l'ospite. Gesù con ciò dice chiaramente di accogliere e ospitare in sé i suoi discepoli, di portarli con sé nelle vicende che egli affronterà. "Venne da Simòn Pietro e questi gli disse: Signore, tu lavi i piedi a me?... Non mi laverai mai i piedi!" Pietro non accetta l'umiliazione del suo Maestro, ma non poteva rifiutarsi a questo gesto, pena il non aver parte con Gesù al suo mistero di morte e di vita. Nell'atto del servizio di amore estremo di Gesù, già simboleggiato dal gesto della lavanda, la Pasqua diventa la nostra purificazione, perché significa lasciarsi perdonare e immergere nell'acqua del Battesimo che lava in Cristo i piedi sporchi del mondo, oltre che i nostri.
(Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mar 29, 2018 12:06 pm

L'evangelista Giovanni in questo brano che introduce nel Triduo Santo, annuncia definitivamente che il <Padre gli aveva dato tutto
nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava>.Ma cosa è questo tutto? È la vita, la vita degli uomini, la vita dell'eterno...questo è il tutto.
La messa vespertina, che ricorda l'istituzione dell'Eucaristia, compiuta da Gesù nella cena pasquale, ha una duplice caratteristica. Anzitutto pone in rilievo il comando di Gesù di celebrare con un rito perenne la sua pasqua storica di morte e di risurrezione, come già nell'antica economia si commemorava l'esodo di liberazione. In secondo luogo questo comando è posto in connessione essenziale con l'altro 'mandato' della carità, rievocato attraverso il rito della lavanda dei piedi, simbolo del servizio sacrificale del Cristo. 
Nell'atto del servizio di amore estremo di Gesù, già simboleggiato dal gesto della lavanda, la Pasqua diventa la nostra purificazione, un passaggio che doppiamo viverlo affinché possiamo lasciarsi perdonare per immergersi nell'acqua del Battesimo che lava in Cristo tutto quello che c'è sporco nel mondo iniziando da dai nostri peccati.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mar 29, 2018 12:23 pm

Gesù ama i suoi discepoli, è per questo che lava loro in piedi per dimostrare quanto è grande il Suo Amore per loro ma anche per dare loro un esempio di umiltà. Se Lui il Signore e Maestro li ha amati sino alla fine, anche loro quando arriverà il momento dovranno amarsi come il loro Maestro ha insegnato loro.
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VENERDI' SANTO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mar 30, 2018 9:53 am

VANGELO
Passione del Signore.
+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni Gv 18,1- 19,42

In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io.! Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?». Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest'uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo
secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l'usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei"». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
(Qui ci si genuflette e si fa una breve pausa)
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.
Parola del Signore.

OMELIA
La più grande lezione che Gesù ci dà nella passione, consiste nell'insegnarci che ci possono essere sofferenze, vissute nell'amore, che glorificano il Padre. Spesso, è la "tentazione" di fronte alla sofferenza che ci impedisce di fare progressi nella nostra vita cristiana. Tendiamo infatti a credere che la sofferenza è sempre da evitare, che non può esserci una sofferenza "santa". Questo perché non abbiamo ancora sufficientemente fatto prova dell'amore infinito di Dio, perché lo Spirito Santo non ci ha ancora fatto entrare nel cuore di Gesù. Non possiamo immaginarci, senza lo Spirito Santo, come possa esistere un amore più forte della morte, non un amore che impedisca la morte, ma un amore in grado di santificare la morte, di pervaderla, di fare in modo che esista una morte "santa": la morte di Gesù e tutte le morti che sono unite alla sua. Gesù può, a volte, farci conoscere le sofferenze della sua agonia per farci capire che dobbiamo accettarle, non fuggirle. Egli ci chiede di avere il coraggio di rimanere con lui: finché non avremo questo coraggio, non potremo trovare la pace del suo amore. Nel cuore di Gesù c'è un'unione perfetta fra amore e sofferenza: l'hanno capito i santi che hanno provato gioia nella sofferenza che li avvicinava a Gesù. Chiediamo umilmente a Gesù di concederci di essere pronti, quando egli lo vorrà, a condividere le sue sofferenze. Non cerchiamo di immaginarle prima, ma, se non ci sentiamo pronti a viverle ora, preghiamo per coloro ai quali Gesù chiede di viverle, coloro che continuano la missione di Maria: sono più deboli e hanno soprattutto bisogno di essere sostenuti.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mar 30, 2018 10:07 am

Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mar 30, 2018 12:55 pm

Gesù si offre liberamente nelle mani degli uomini, e questi lo uccidono...
Ma sa che il Suo sacrificio serve per dimostrare quanto è grande il Suo Amore per gli uomini e quanto è grande l'Amore di Dio Padre quando lo resusciterà!
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

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