VANGELO di Gesù: anno B

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VENERDI' della III SETTIMANA DI AVVENTO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Dic 22, 2017 9:55 am


VANGELO
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.
+ Dal Vangelo secondo Luca 1,46-55

In quel tempo, Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Parola del Signore.

OMELIA
La poesia, quella vera, sgorga dalla capacità di sentire interiormente e profondamente l'essenza stessa dei messaggi più belli, traducendoli poi in parole, senza sminuirne l'intensità. È quanto riesce mirabilmente a Maria, proclamata pubblicamente da Elisabetta, Madre del Signore. Lei si rivolge a Colui che l'ha amata esaltandola nella verginità e rendendola madre del Cristo. Lei vuole esaltare e magnificare l'opera divina che in lei s'adempie, ma che è per l'umanità intera. Esulta nel Signore che riconosce come suo salvatore, perché Egli l'ha vista povera ed umile e l'ha esaltata operando in lei «cose grandi». Sente che il suo ruolo è ormai aperto a Dio e al mondo. Sente, con viva intensità, che alla compiacenza divina farà riscontro nei secoli la perenne beatitudine che verrà proclamata per lei dagli uomini di tutti i tempi. Tutti coloro che faranno parte della schiera dei salvati, coloro che volgeranno lo sguardo a Cristo, non potranno non vedere Lei, la madre. Tutti coloro che vorranno benedire il Signore per la redenzione apportata agli uomini, sicuramente troveranno nel canto di Maria le parole migliori per lodare e ringraziare il Signore. I giovani e i meno giovani che vorranno trovare motivi di gioia autentica e duratura, motivi per cantare dal profondo del cuore e conservarne l'eco benefico per tutti i giorni della vita, ancora oggi, ricorrono efficacemente al canto della giovane vergine di Nazaret. La chiesa ha fatto suo l'inno di Maria e ogni giorno, quando il sole volge al declino e si recita la preghiera serale del vespro, monaci, religiosi e religiose, sacerdoti e semplici fedeli, cantano con Maria il Magnificat, per lodare Dio e per proclamarla ancora «beata». (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Dic 22, 2017 3:37 pm

l Magnificat, è un vero proprio inno liturgico; nella prima parte del canto, Maria, proclama la gioia di chi ha scoperto ciò che ha compiuto in lei la misericordia del Signore. Il Magnificat passa poi ad indicare qualcosa di avvenuto in un tempo preciso, la salvezza che il Signore ha operato nel mondo a favore dei poveri. Il Magnificat è dunque insieme un canto di fede, di speranza e di amore: ci insegna che se custodiamo nel cuore la Parola di Dio, essa ci aiuta a leggere con uno sguardo nuovo la nostra esistenza e l’intera storia, facendoci scoprire che tutti gli eventi anche quelli dolorosi sono parte di un disegno di salvezza che si va dispiegando nel tempo.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Dic 22, 2017 4:46 pm

Maria esulta di gioia nel canto del Magnificat, dove Lei non si ritiene una privilegiata ma un'umile serva che Dio ha scelto per far nascere Suo Figlio e questo la rende felice perchè Dio anche nella Bibbia gli umili li fa diventare re e sovrani mentre chi si sente in alto il Signore lo punisce. E' un inno alla vita e all'umiltà ed è la preghiera che più rappresenta Maria, la Madre di Gesù.
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SABATO della III SETTIMANA DI AVVENTO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Dic 23, 2017 2:29 pm

VANGELO
Nascita di Giovanni Battista.
+ Dal Vangelo secondo Luca 1,57-66

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Parola del Signore.

OMELIA
Anche Maria, la Vergine Madre, nel suo cantico aveva lodato il Signore per la sua misericordia. Fanno la stessa cosa i vicini e i parenti di Elisabetta alla notizia che si è compiuto per lei il tempo del parto. Questo è sempre motivo di gioia perché una nuova vita viene in questo mondo, nel caso della nascita di Giovanni, così vuole Elisabetta che si chiami il suo bambino, ci sono motivi speciali per rallegrarsi e benedire il Signore. Quel bambino ha una missione davvero speciale da compiere: sarà il precursore del Cristo, colui che ha il compito di preparargli immediatamente la strada. Lo dovrà additare al mondo come l'Agnello che togli i peccati del mondo. Già la sua nascita prodigiosa viene accolta da molti come un'attesa di fausti eventi futuri. La gente si chiedeva: «Che cosa sarà mai questo bambino?». Lo scopriranno dopo non molti anni quando il Precursore sulle rive del Giordano, inizierà la sua vibrante predicazione. Il lieto evento tra l'altro segnerà la fine del mutismo del padre Zaccaria, il che ha un significato che trascende quello letterale. «Aprire la bocca dei muti» è appunto una dei compiti messianici, è quindi normale che tale azione salvifica inizi dal padre del Battista. Sarà poi Gesù a completare quell'opera quando insegnerà ai suoi apostoli e tramite loro ad ognuno di noi, a chiamare Dio con il nome di Padre.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Dic 23, 2017 2:54 pm

L'evento della nascita di Giovanni Battista che sarà per vocazione il “precursore” di Gesù è narrato in modo tale da mettere in evidenza proprio il fatto che essa è un “anticipo”, una preparazione della nascita del Salvatore. Il Dio d'Israele, con la nascita di Giovanni ha compiuto le promesse fatte un tempo al suo popolo, e Giovanni è il bambino che avrà la missione di preparare la strada al Signore che viene.
«Molti si rallegreranno della sua nascita» (Lc 1,14); viene così anticipata l’esplosione di gioia che i Vangeli registrano a proposito della nascita di Gesù, fatto che appare tanto più significativo se si considera che in quell’epoca e in quella cultura i bambini non avevano socialmente nessuna importanza. Inoltre, sia per Giovanni che per Gesù, il nome non viene scelto dai genitori, ma indicato dall’angelo. Giovanni significa: “Dio fa grazia”, Dio usa misericordia. L'evangelista non perde occasione per porre in risalto la “grande misericordia” di Dio, che ha portato a compimento sia il segno dato a Zaccaria che quello dato a Maria, riguardanti la nascita dei rispettivi figli.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Dic 23, 2017 7:10 pm

Elisabetta partorisce suo figlio e tutti si congratulano con lei per questo motivo, lo volevano chiamare come il padre, Zaccaria, ma lei dice che il suo nome sarà: Giovanni. E sarà anche Zaccaria stesso a volere contro il parere contrario dei presenti, a volerlo chiamare così e da quel momento gli si scioglie la lingua e lodava Dio e da questo si capiva che quel bambino non era come gli altri e la mano di Dio era su di lui per preparare la strada al Figlio di Dio che nascerà da Maria Vergine.
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DOMENICA della IV SETTIMANA DI AVVENTO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Dic 24, 2017 5:36 pm


VANGELO  
Verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge.
+ Dal Vangelo secondo Luca 1,67-79

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».
Parola del Signore.

OMELIA
Dinanzi alle meraviglie del Signore, viene spontaneo cantare con accenti poetici. Oggi ascoltiamo l'inno di Zaccaria, il padre di Giovanni battista. Lo ascoltiamo e preghiamo con lui in vista del Natale. La preghiera al Dio d'Israele va oltre la motivazione della nascita prodigiosa di Giovanni. Dio ha visitato e redento il suo popolo e ha suscitato una salvezza potente, fedele alle sue promesse. Si è ricordato della sua alleanza, del suo giuramento di liberarci dalle mani dei nemici. Ribadisce la missione del suo bambino: sarai chiamato profeta dell'Altissimo e andrai dinanzi al Signore a preparargli le strade. Poi ci lascia intravedere il sole che sorge dall'Alato per rischiarare quelli che sono nelle tenebre e nell'ombra della morte. La missione di Giovanni è intimamente legata a quella di Gesù. È il canto della redenzione ed è diventato il canto perenne dei redenti. Ogni giorno infatti la chiesa lo canta con tutti coloro che pregano l'Ufficio divino delle lodi. La meraviglia e il canto fanno parte della nostra preghiera di ogni giorno che diventa particolarmente intensa quando come Zaccaria, come Maria, come il vecchio Simeone diventiamo capaci di comprendere al meglio tutto quello che il Signore ha fatto e fa per noi, le meraviglie della sua grazia. Dovremmo spesso perciò benedire il Signore ed esclamare: «Quanto sono grandi le tue opere, Signore, tutto hai fatto con saggezza». Lo dovremmo gridare a Natale.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Dic 25, 2017 9:12 am

E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». BUON NATALE a voi tutti che visitate questo sito!!!!

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Dic 25, 2017 4:46 pm

Gesù nasce nel mondo sia per dare conferma ai profeti che sarebbe nato il Messia, che per rivelarci l'Amore di Dio Padre che il Suo: buon natale a tutti quanti!!!
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LUNEDI'- OTTAVA DI NATALE

Messaggio  annaxel il Mar Dic 26, 2017 9:51 am


VANGELO
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 10,17-22
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.".
Parola del Signore.

OMELIA
Le feste che seguono immediatamente il Natale hanno un nesso evidente con la nascita del Cristo. Oggi la lapidazione del diacono Stefano, primo martire, ci parla in modo evidente della sorte che toccherà al Figlio di Dio, nato bambino. Ci parla del prezzo del nostro riscatto, ci parla delle trame oscure che gli uomini vanno ordendo da sempre contro di lui. Ci descrive in anticipo una storia assurda, che si snoda nei secoli. Ci parla del peccato del mondo e della storia vera della Chiesa di Cristo. Si snoda già da oggi quel mirabile ed incessante duello tra le forze del male che vorrebbero chiudere definitivamente in un sepolcro di morte prima il Cristo e poi i suoi seguaci. Tutti i persecutori della Chiesa dovrebbero finalmente capire che il sangue dei martiri, da Santo Stefano fino a quello dei nostri giorni, è stato sempre il seme che l'ha fecondata di nuovi figli e l'ha resa sempre più sposa degna del martire divino. Il martirio del Santo di oggi ricalca fedelmente, nei suoi tratti essenziali, quello di Cristo. Ancora una volta viene condannato un innocente, che si "vendica" con il suo perdono. Così egli diventa il vero vincitore e i cieli si aprono su di lui. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Dic 26, 2017 11:51 am

Oggi Santo Stefano si ricorda il primo martire cristiano, e Gesù in questo passo del Vangelo dice ai suoi discepoli che saranno perseguitati dagli uomini, però quando parleranno in loro difesa non si dovranno preoccupare perchè lo Spirito Santo parlerà per loro e che avrà perseverato fino alla fine sarà salvato e avrà la lode in Dio, come Stefano che mentre veniva lapidato vedeva il Figlio dell'Uomo sedere alla destra di Dio Padre mentre perdonava chi lo lapidava.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Dic 26, 2017 2:06 pm

Non è facile essere cristiani, eppure se conoscessimo il significato del Santo Natale e il perché tutto il mondo lo celebra, dovremo esultare di gioia per quella <nascita> che ha cambiato il mondo. Sono passati 2000anni, ma la quotidianità dei posti di lavoro, delle famiglie, della strada, rivela che spesso non si è ben accettati se si colora la propria vita di una sfumatura spirituale o religiosa. È come se religiosità e spiritualità fossero da relegare ai soli ambienti specifici.  È così naturale rimandare tutto agli appositi ambienti come Chiese, Messe, catechismo etc. Ci dobbiamo chiedere se la religiosità o la spiritualità siano veramente un'altra cosa rispetto alla quotidianità.
Se il timore ci assale, se ci sentiamo incapaci e anche un po’ vili, guardiamo al martire che oggi si  fa memoria :Santo Stefano, che davanti alla morte ha avuto il coraggio di  far proprie le parole che Gesù pronunzio dalla croce: signore Gesù, accogli il mio spirito”, “Signore non imputare loro questo peccato”. Allora,
inginocchiamoci davanti alla mangiatoia dove è stato deposto per noi il Redentore ed  attingiamo l’energia per essere testimoni credibili del Vangelo.
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MERCOLEDI' OTTAVA DI NATALE

Messaggio  annaxel il Mer Dic 27, 2017 8:57 am


VANGELO  
L'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 20,2-8

Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala corse e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Parola del Signore.

OMELIA
Gesù è la Parola della vita. In lui questa vita si è manifestata e si è fatta sensibile, per essere trasmessa a noi. Gli apostoli l'hanno veduta in tutta la sua concretezza e verità e ne rendono testimonianza. "Il Verbo è divenuto carne, noi l'abbiamo visto e l'abbiamo toccato con le nostre mani. Adesso lo annunziamo". Questo annunzio degli apostoli però ha uno scopo preciso: "Perché anche voi siate in comunione con noi". Dunque dobbiamo essere insieme con gli apostoli, dobbiamo, come loro, diventare testimoni di Cristo e della sua Chiesa. E' facile essere testimoni se non ti chiedono grandi cose... una messa di domenica, qualche digiuno o qualche sacrificio... Ma questo non basta. Il nostro essere Cristiani è di ogni giorno, è la testimonianza di qualsiasi posto dove ci possiamo trovare: al lavoro, dentro la metropolitana affollatissima, per strada, con i famigliari a casa... Affinché quelli che ci avranno guardato da fuori possano affermare: questi sono i Cristiani - guarda come loro si amano... Utopia? o l'essere o non essere dei Cristiani? (Padri Silvestrini)



Ultima modifica di annaxel il Gio Dic 28, 2017 9:31 am, modificato 1 volta
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Dic 27, 2017 3:11 pm

Oggi si ricorda San Giovanni Evangelista, e in questo brano del suo Vangelo racconta di quando ha scoperto insieme a Pietro la tomba vuota di Gesù. Lui arrivò per primo al Sepolcro ma non vi entrò, aspettò che venisse Pietro che vide i teli di Gesù e il sudario in un luogo a parte, poi vi entrò anche lui e quando vide la tomba vuota credette nelle Parole del Maestro.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Dic 28, 2017 9:27 am

E una donna che, correndo, porta la notizia a Pietro e al discepolo amato, della scomparsa del corpo di Gesù, e sarà sempre una donna a cui Gesù si rivelerà dopo la risurrezione.  Maria dà l'annuncio ai discepoli che vanno, anzi corrono, al sepolcro e quando arrivano hanno la conferma di quello che era stato loro detto: il sepolcro era vuoto, il Signore Gesù non era più tra i morti, ma era tornato tra i vivi. E i discepoli videro e credettero. La resurrezione di Cristo è la base della nostra fede: è la certezza che anche noi risorgeremo.
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GIOVEDI' OTTAVA DI NATALE

Messaggio  annaxel il Gio Dic 28, 2017 9:30 am


VANGELO
Erode mandò ad uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 2,13-18

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall'Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».
Parola del Signore.

OMELIA
È molto significativa la festa di oggi. Si ode un pianto ed un lamento ed è il pianto straziato di madri alle quali vengono strappati via i propri figli in tenera età che vengono poi barbaramente trucidati. Una storia senza fine. È la festa degli innocenti di tutti i tempi uccisi con Cristo e per Cristo, immedesimati con Lui nel martirio e assunti con lui nella gloria dei santi.. Davvero il Verbo incarnato, il salvatore dl mondo, ha coinvolto e coinvolge ancora nella sua passione tutti i dolori del mondo, tutte le vittime innocenti. Già un salmista, prima della venuta del Signore, affermava: "le mie lacrime nell'otre tuo raccogli". Una storia che non finisce mai di stupirci e di inquietarci: il dolore e le sofferenze umane assunte a valore salvifico come quelle di Cristo. Per questo Sant'Agostino asseriva che bisogna che aggiungiamo del nostro ai patimenti di Cristo. Queste realtà, intrise di mistero e pregnanti di umane realtà, ci aiutano a leggere in modo diverso la storia del mondo e la nostra storia personale. Apre una squarcio sulla tremenda realtà del dolore umano e soprattutto sul dolore dell'innocente, quello che maggiormente ci turba e ci sconvolge. Pur restando un mistero, ora possiamo comprendere, alla luce di Cristo e di tutta la storia della sua chiesa che la sofferenza e il martirio ci innestano a lui nella croce e nella gloria. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Dic 28, 2017 9:54 am

Due re a confronto: Erode che vive in un palazzo ed è crudele e cattivo e Gesù nato in una grotta ed è il Principe della Pace. Erode ha paura di Lui perchè pensa che sia venuto al mondo per spodestarlo ma egli non sa che il vero regno di Gesù è nei cuori di chi crede in Lui. Per paura di questo nuovo re, vedendo che i re Magi non erano più tornati da lui fece uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni e questo profetizza le parole del profeta Geremia nel quale dice che in quelle terre si è alzato un lamento che non si può consolare.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Dic 28, 2017 10:11 am


Per salvare Gesù da questo eccidio Maria e Giuseppe, consigliati da un angelo, fuggono in Egitto. Diventano profughi! Emigrati....non sono parole, oggi sconosciute. Dopo 2000anni viviamo ed assistiamo alla storia che si ripete, altre famiglie, altri bambini che fuggono dalle proprie patrie dove la morte, la fame, è l'unica certezza del loro futuro. Erode si rese omicida per il più atroce dei crimini...
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più». 
Quanti erodi popolano ancora questo mondo? Perdonaci Signore!
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VENERDI' DELL'OTTAVA DI NATALE

Messaggio  annaxel il Ven Dic 29, 2017 8:44 am

VANGELO
Luce per rivelarti alle genti.
+ Dal Vangelo secondo Luca 2,22-35

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Parola del Signore.

OMELIA
Anche la vergine immacolata, la madre del Cristo, si sottopone umilmente al rito della purificazione, lei che non aveva mai contratto nessuna impurità. Una indubbia lezione di umiltà. È ancora più significativo invece la presentazione al tempio del bambino Gesù. Prima che lo additasse al mondo Giovanni Battista come l'agnello che togli il peccato dal mondo, sono gli stessi Maria e Giuseppe a presentarlo ufficialmente all'intera umanità. È un gesto sacerdotale quell'offerta, che troverà il pieno compimento ai piedi della croce, quando il bambino sarà la vittima di espiazione da presentare al Padre. Un uomo giusto e timorato di Dio, il vecchio Simeone, illuminato dallo Spirito Santo e certo, per quella luce divina, che non sarebbe morto senza aver prima veduto il Messia del Signore, prende tra le braccia il bambino e, traboccante di gioia, benedice Dio con il suo cantico. Ora che i suoi occhi hanno visto la "salvezza", non ha più nulla da chiedere a Dio e nulla ha ancora da sperare dalla vita, ora è pronto per andare nella pace eterna. Egli ha compreso che è sorta la luce attesa da tutte le genti, il messia è venuto. Si rivolge poi alla Madre santissima, a Maria: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». In queste misteriose parole il Santo vecchio Simeone sintetizza la missione del Cristo, come ultima e suprema testimonianza dell'infinito amore misericordioso di Dio, segno di contraddizione per coloro che non comprenderanno quell'amore e svela poi il ruolo e compartecipazione piena della Madre al martirio del Figlio suo: per questo una spada le trafiggerà l'anima: avverrà ai piedi della croce.

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Dic 29, 2017 10:28 am

Gesù viene presentato al tempio e Simeone uomo giusto e pio attendeva il suo arrivo mosso dallo Spirito Santo, e quando lo prende tra le braccia dice a Dio Padre Onnipotente che può lasciare che il suo servo vada in pace, e poi preannuncia a Maria che il Suo Bambino è venuto per una missione che le trafiggerà l'anima affinchè siano svelati i pensieri di molti cuori con la Sua Divina redenzione, che non sarà solo per Israele ma per tutti coloro che crederanno in Lui.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Dic 29, 2017 5:14 pm

Il racconto di Luca si svolge all'interno del tempio di Gerusalemme. Il bambino Gesù è portato da Maria e Giuseppe al tempio per adempiere la legge di Mosè relativa alla purificazione della madre dopo il parto e all'offerta a Dio del figlio primogenito.
Maria e Giuseppe assieme al piccolo Gesù portano come offerta delle tortore o delle colombe, era, infatti, quella che compivano i poveri, coloro che non potevano permettersi il capretto o l’agnello. Nel tempio, il luogo dove un israelita incontra Dio, Maria e Giuseppe portano Dio, e solo chi ha lo Spirito Santo se ne accorge. E' il caso del vecchio Simeone, giusto e pio, che lo accolse tra le braccia e profetizzò cose grandi sul Bambino. E ' la fine di una lunga attesa sotto il regime della legge mosaica e l'inizio di qualcosa di nuovo. Nel bambino Gesù preso in braccio da Simeone è già presente la salvezza per tutti i popoli.....Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 
 
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SABATO dell'OTTAVA DI NATALE

Messaggio  annaxel il Sab Dic 30, 2017 2:49 pm


VANGELO  
Anna parlava dal bambino a quanti aspettavano la redenzione.
+ Dal Vangelo secondo Luca 2,36-40
Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. C'era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.

OMELIA

Non è possibile vedere il Bambino senza avere poi l'urgenza di parlare di lui. È stata per prima la stessa Madre ad intonare un canto del Magnificat che ancora risuona ogni giorno nella chiesa. Zaccaria, prima muto, poi diventa anch'egli cantore della misericordia di Dio. Il vecchio Simeone, che dopo tanta fiduciosa attesa, ha la gioia di vedere con i suoi occhi e di stringere tra le sue braccia il Messia promesso, intona anch'egli il suo cantico. Si dichiara ormai pronto a chiudere per sempre i suoi occhi perché hanno visto la salvezza. Oggi è la volta della profetessa Anna. Il Vangelo ci dice di lei: «Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere». Anche lei alla vista del Bambino si mise a lodare Dio e a parlare di Lui «a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme». La Vergine Madre, Zaccaria, Simeone, Anna sono i primi testimoni di Cristo, i primi annunciatori della salvezza che egli è venuto a portare sulla terra. Ai loro nomi ora doverosamente dobbiamo aggiungere i nostri, anche noi infatti abbiamo visto e udito ciò che ha detto e fatto per noi l'autore della vita. È un impegno che deriva dal nostro battesimo. È un dovere di gratitudine. È la nostra risposta alla gratuità dei doni ricevuti. È infine il più squisito atto di carità fraterna. In questa prospettiva comprendiamo in un significato diverso la frase conclusiva del brano evangelico di oggi: «Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui». Cristo oggi si fortifica e cresce nella misura in cui è conosciuto, accolto, testimoniato e amato. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Dic 30, 2017 3:14 pm

 La profetessa Anna è una vedova che da molti anni si dedica alle cure dl tempio, anche lei attende....
L’episodio di Anna, la profetessa, forse è introdotto da Luca nella presentazione al tempio per sottolineare l’importanza del fatto. La legge giudaica infatti esigeva la deposizione di due testimoni per garantire l’autenticità di un fatto. La profetessa Anna riconosce in Gesù il Messia, glorifica il Signore e diffonde la notizia della sua venuta «a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme»
È bellissimo il fatto che fra i pochi che accolgono Dio ci siano proprio loro! Le tante “Anna” che ancora nelle nostre parrocchie (spesso vuote) tengono duro e che garantiscono un minimo di continuità con il passato, testimoniando che Dio C'è.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Dic 30, 2017 4:30 pm

Anna, Una vecchia profetessa di ottantaquattro anni dopo la vedovanza mette la sua vita al servizio di Dio con digiuni e preghiere e anche lei parla del Bambino e di quanto il popolo di Israele aspettasse la redenzione e lodava Dio per questo motivo. La nascita di un bambino è sempre un lieto evento ma ancora di più se è il Figlio di Dio venuto al mondo per salvarlo, e vedendolo nei panni di un bambino indifeso fa riflettere ancora di più, e tornati a Nazareth Gesù cresceva in grazia e sapienza e Dio era con Lui.
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DOMENICA 31 DICEMBRE 2017

Messaggio  annaxel il Dom Dic 31, 2017 9:07 am

VANGELO  
Il bambino cresceva pieno di sapienza.
+ Dal Vangelo secondo Luca 2,22-40

[Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore] – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. [Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.]
Parola del Signore.

OMELIA
Una festa speciale quella della Santa Famiglia di Nazareth. Si tratta di Gesù, Maria e Giuseppe, che vengono additati ad esempio ad ogni famiglia umana. Da tempo, forse da sempre, si parla di famiglia in crisi; ai nostri giorni tale crisi ha assunto proporzioni allarmanti: i casi di separazioni, di divorzi, di matrimoni irregolari e di unioni di fatto, prive del sacro suggello sacramentale, sono sempre più frequenti. Manca un punto di riferimento e un modello imitabile di amore vero, di amore come dono, di unione indissolubile da vivere nell'intima comunione con Dio. Nella famiglie manca il dialogo, manca la preghiera, manca l'unione e viene meno l'amore. Oggi gli occhi dei genitori e dei figli posano il loro sguardo ammirato sulla Santa Famiglia per riscoprire le virtù che adornano quella casa benedetta e quel Figlio e quegli educatori davvero speciali. Possiamo scoprire che sono spesso coinvolti da misteri divini, ma anche che sono chiamati a vivere le semplici e drammatiche vicende umane, non dissimili da quella che ci coinvolgono, ma sempre animati e sorretti dalla preghiera e dalla fede. I protagonisti della Sacra Famiglia sono attenti ai segnali divini non solo per percepire una missione eccezionale e salvifica, ma anche per superare i momenti tragici, per superare le difficoltà quotidiane, anche per affrontare il sacrificio e la croce. Questo incessante dialogo con Dio, che diventa preghiera, che diventa umile docilità alla volontà divina e forza per superare ogni prova e ogni tentazione, è un messaggio da cogliere e da attuare all'interno delle nostre famiglie. Così potremo riscoprire la fortezza che unisce, l'amore che salva, la vera pace e la concordia. Proponiamo oggi ad ogni famiglia, ad ogni mamma ad ogni papà, ad ogni figlio, uno spirituale pellegrinaggio a Nazareth per riempire il proprio spirito delle sublimi virtù di Maria, l'umile ancella del Signore, di Giuseppe, l'uomo giusto, il carpentiere custode della santa famiglia e di Gesù, il Figlio di Dio, che era loro sottomesso e cresceva in età, sapienza e grazia.
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