VANGELO di Gesù: anno B

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VENERDI' della XXVI SETTIMANA del TEMPO ORDIARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Ott 05, 2018 1:57 pm

VANGELO
Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato.
+ Dal Vangelo secondo Luca 10,13-16

In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.

OMELIA
Le città d'Israele hanno visto i miracoli, eppure non hanno creduto in quei segni compiuti da Dio. E non si sono convertite. Gesù stesso ha sperimentato il rifiuto, ma guai a chi rifiuta la propria salvezza. Per questo il giudizio di queste città d'Israele sarà estremamente rigoroso, più del giudizio riservato alle città pagane. Esse hanno rifiutato il vangelo, che i settantadue discepoli, quasi a significare tutte le nazioni della terra, sono inviati ad annunziare a nome di Cristo. Il profeta dei nostri giorni è colui che ci propone con le parole e con la vita la verità del Vangelo. Capita ancora oggi che questi profeti autentici siano rifiutati e perfino perseguitati, ma che responsabilità dinanzi a Dio! (Padri Silvestrini)
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LUNEDI' della XXVII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Lun Ott 08, 2018 10:55 am

VANGELO
Chi è il mio prossimo?
+ Dal Vangelo secondo Luca 10,25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?”. Costui rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso”. Gli disse: “Hai risposto bene; fa' questo e vivrai”. Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è mio prossimo?”. Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?”. Quello rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Va' e anche tu fa' così”.
Parola del Signore.

OMELIA
L'amore del prossimo è alla base della predicazione di Gesù in tutti e quattro i Vangeli. Certo, Gesù dovette parlarne spesso, se questa sua parola rimase tanto impressa nel cuore della comunità primitiva. Qui Gesù cambia la prospettiva della domanda dello scriba. Non: “cosa debbo fare?”, ma: “chi ha bisogno di me?”. Io debbo essere “prossimo”, e allora saprò chi mi sta vicino e che cosa debbo fare. L'estensione del comandamento è lasciata alla capacità personale di “inventiva”: il mio prossimo è quello che il mio amore, sempre aperto, sa farmi scoprire come tale. Compagni di viaggio del Dio-straniero, dell'unico buon samaritano, da tutti giudicato irreligioso, anche noi siamo stati incontrati da lui e trattati come “prossimi”. La stessa eucaristia che celebriamo è un incontro di questo tipo. Mandati da questo ostello, sulla via risanati, abbiamo accolto come nostro l'occhio nuovo, che sa accorgersi dell'altro? (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Ott 08, 2018 2:48 pm

La parabola è di fatto la risposta alla seconda domanda del maestro della Legge:<E chi è il mio prossimo?>. <Amare il prossimo come se stessi> è, infatti,un precetto ben noto all'ebreo, ma, spesso veniva aggirato in nome di pretesi e superiori valori religiosi (qui rappresentati dal sacedorte ebreo e dal levita). Il samaritano-nemico, straniero, pagano da evitare, viene scelto come esempio di totale dedizione al prossimo, senza alcun <se> o <ma>.La parabola non ha come oggetto <chi è il mio prossimo>, quanto piuttosto <come si diventa prossimi>. L'esempio che Gesù ci ha dato con la parabola del <Buon samaritano>, ci porta alla domanda di inizio < che cosa devo fare>...solo così si concretizza l'amore per Dio e l'altro.
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MERCOLEDI' della XXVII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Ott 10, 2018 2:41 pm

Il Vangelo di oggi:Lc 11,1-4
Signore, insegnaci a pregare

padre nostroGesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pre- gare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“ Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione”.

Commento al Vangelo del giorno:
“Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Avrei potuto essere io quel tale discepolo, per un motivo molto semplice: perché anche io sono tormentato dal dubbio, non ho ancora compreso cosa sia la preghiera e come si preghi per davvero. Mi piace pensare che la prima vera preghiera che possiamo fare, e che forse dura per la maggior parte della nostra vita, è esattamente questa: “ Insegnaci a pregare”. Magari la gente ci vede in chiesa inginocchiati, o in un angolo raccolti e pensa:” chissà quanto deve essere profonda e alta la preghiera di questo qui”, ma la verità è che la richiesta più ricorrente di chi prega per davvero è sempre la stessa: “Io non so come si prega, sono qui affinchè tu me lo insegni”. Ecco perché l’unica preghiera che Gesù insegna ai discepoli inizia con la parola “Padre”. Imparare a pregare significa fare l’esperienza del Padre, cioè l’esperienza di non sapere semplicemente che Dio esiste, ma che mi ama. E a volte pregare significa purificare tutte le immagini sbagliate di padre che abbiamo dentro, tutte le immagini di amore sbagliato che sono strutturate dentro di noi. La preghiera è il tentativo che Gesù fa di insegnarci il Padre. La vera preghiera non è una cosa che facciamo noi, ma una cosa che permettiamo che Cristo faccia in noi. ( dal Sito Non è Solo Pane)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Ott 10, 2018 3:10 pm

L'evangelista Luca inserisce il suo Padre Nostro in un contesto molto significativo, in un'automosfera di grande fiducia: la preghiera nasce dalla preghiera; i discepoli, infati, chiedono a Gesù che insegni loro a pregare dopo che lo hanno visto in preghiera. La fiducia al Padre è la prima cosa che invochiamo, passando poi a domandare le cose fondamentali per la vita dell'uomo: il pane, il perdono, la liberazione dalla tentazione.
Gesù insegna il Padre Nostro come preghiera che qualifica i suoi discepoli ed insegna a pregare correttamente in attesa del regno di Dio.
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GIOVEDI' della XXVII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Gio Ott 11, 2018 9:07 am

VANGELO
Chiedete e vi sarà dato.
+ Dal Vangelo secondo Luca 11,5-13

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù ci assicura che la nostra preghiera sarà esaudita. Se accontentiamo la richiesta di un amico in difficoltà, anche se dobbiamo fare grandi sforzi per rendergli questo favore, a maggior ragione Dio ascolterà la nostra preghiera perché è nostro amico. E quanto più essa sarà pressante e ostinata, tanto più egli l'ascolterà. Non si adirerà contro di noi nemmeno quando, perseveranti e pieni di fiducia e di rispetto, ci faremo temerari al punto da importunarlo. È difficile trovare un amico del genere. Gesù ci assicura che Dio è proprio un tale amico. In seguito, però, sfuma un pochino il suo pensiero: Dio esaudisce la nostra preghiera non solo perché egli è amico, ma anche perché è Padre. Tuttavia egli non concede sempre tutto ciò che chiediamo, perché ha un'offerta migliore da proporci: lo Spirito Santo, che non nega mai a nessuno che gliene faccia richiesta. Questo dono dello Spirito contiene tutti gli altri beni a cui l'uomo aspira. In lui sono soddisfatti i nostri desideri, anche i più segreti. Nel Vangelo di oggi, Gesù ci insegna a perseverare nella preghiera e traccia una meravigliosa immagine di Dio, nostro amico e Padre.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Ott 11, 2018 2:40 pm

La parabola del dell'amico importuno la troviamo solo i Luca e vuole farci capire che Dio Padre offre cose buone ai suoi figli con la certezza che Dio dà all'uomo ciò che gli viene chiesto, ma non con i nostri tempi: <Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore Is 55,6-9>
Come ci dice Gesù, bisogna chiedere, cercare, bussare senza stancarci, se vogliamo ottenere dal Padre il dono dello Spirito Santo.

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LUNEDI' della XXVIII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Lun Ott 15, 2018 3:02 pm

VANGELO
Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.
+ Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.

OMELIA

Siamo anche noi una generazione malvagia che esige dei segni e tenta di mettere alla prova Gesù? Sembra di sì. Noi siamo troppo fissati sulle possibilità umane, soprattutto su quelle tecniche. Per questo facciamo a meno di altri segni, in particolare dei segni divini. Di qui le parole che ci sono rivolte: a noi non sarà dato "nessun segno fuorché il segno di Giona". E qual è? In Luca è il richiamo alla penitenza rivolto a Ninive. Invece in Matteo è la risurrezione. Per noi il segno di Giona è Gesù Cristo stesso che ci chiama alla penitenza. Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino: "Convertitevi e credete al Vangelo". Di fronte a noi, restii alla conversione, al tribunale appariranno molti testimoni che invece hanno accolto i segni che chiamano alla conversione: la regina di Saba che ha riconosciuto in Salomone il segno divino, gli abitanti di Ninive che si son convertiti alla voce di Giona profeta e molti altri. Sul mondo contemporaneo incombe la sentenza del Signore ad Abramo: Se si trovassero persone giuste, il mondo non sarebbe rovinato. Con l'adesione all'invito a convertirci, possiamo essere tra i dieci giusti!
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Ott 15, 2018 3:18 pm

A Gesù viene chiesto un segno per potersi convertire, ma è una generazione difficile e l'unico segno sarà come esempio la conversione di Niniva alle parole del profeta Giona. Non servono altri segni: l'amiguità, infatti, non sta tanto nelle azioni o nelle parole di Gesù, quanto nella cecità di chi non vuol vedere quel segno già presente in Gesù stesso: egli è la lucerna che però tutti non vogliono vedere.
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MARTEDI' della XXVIII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mar Ott 16, 2018 6:31 pm


VANGELO
Date in elemosina, ed ecco, per voi tutto sarà puro.
+ Dal Vangelo secondo Luca 11,37-41

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Parola del Signore.

OMELIA

Nel brano che abbiamo ascoltato oggi accanto alle parole di Cristo, di una grandezza decisiva, le parole del fariseo sembrano ancora più meschine. Ai tempi di Gesù a decidere della condotta morale erano solo alcune persone. Tutta una serie di precetti, rispettati minuziosamente, rappresentavano la grandezza dei farisei in confronto agli altri che, non rispettandole allo stesso modo, venivano da loro disprezzati. Il fariseo doveva avere familiarità con molteplici ordini e divieti; la sua vita era caratterizzata da un alto rispetto per la morale "codificata". Perché Gesù ha dovuto scatenare tali lotte e tali discussioni con i farisei? Perché la legge, quando è pura legge, perde l'uomo. I Romani, che erano giuristi impeccabili, in teoria ed in pratica, facevano notare che la più perfetta legge è la più perfetta ingiustizia (summum ius, suma iniuria). In nome della dignità umana, Gesù accende molte polemiche con i farisei, mostrando loro che l'uomo è per Dio il valore più alto e che la legge deve essere al di sotto dell'uomo. "Voi farisei purificate l'esterno... ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità". San Paolo, uno tra i farisei, l'ha capito molto bene: per lui agire sull'interiorità è necessario prima di lasciarsi formare da Cristo.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Ott 16, 2018 6:42 pm

Il brano di oggi riguarda la polemica di Gesù contro i farisei e maestri della legge. Prolungando l'azione dei profeti, Gesù denunzia ogni forma di ipocrisia religiosa, che porta inevitalmente sino alla violezza e alla morte. Alla pulizia esterna e legalistica, Gesù oppone la pulizia dell'anima, dove spesso albergano avidità e cattiverie.
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GIOVEDI' della XXVIII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Gio Ott 18, 2018 2:14 pm


VANGELO
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
+ Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9

In quel tempo, Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».
Parola del Signore.

OMELIA

Secondo la tradizione, Luca, originario di Siria, era medico; fu compagno di san Paolo dal secondo viaggio apostolico e assistette l'apostolo nell'ultima prigionia. Sarebbe poi rientrato in Grecia e sarebbe stato vescovo di Tebe, dove morì. Dopo molteplici vicessitudini, recenti studi dichiarano come altamente probabile che le suo spoglie riposino ora a Padova presso la Basilica benedettina di S. Giustina. E' patrono dei medici e anche dei pittori, per la leggenda mai spenta che egli avrebbe dipinto l'icona di Maria, sorta forse perché nel suo vangelo ne ha tratteggiato meglio il profilo biografico. Nel suo vangelo Luca sviluppa il tema della chiamata di tutti i popoli alla salvezza, come di ogni categoria di persone: i poveri, i peccatori, le donne, i deboli, i pagani; un lieto annuncio in cui Gesù dimostra la sua bontà e la sua misericordia. Dante Alighieri definisce questo evangelista "lo scrittore della mansuetudine del Cristo". Di Luca sono anche gli Atti degli apostoli, una storia-annuncio della Chiesa missionaria nel mondo, nata dal Cenacolo e in cui i fedeli erano "un cuor solo e un'anima sola".
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VENERDI' della XXVIII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Ott 19, 2018 2:08 pm

VANGELO
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,1-7

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
Parola del Signore.

OMELIA
Fra i consigli e le raccomandazioni che Cristo ha dato, oggi dobbiamo soprattutto fare tesoro dell'esortazione a non avere paura. Sappiamo quanto la paura paralizzi l'attività umana. Non avere paura di quelli che uccidono il corpo e temere invece chi può condannarci alla morte eterna! È naturale che ogni uomo abbia paura della morte. Cristo attira l'attenzione sulle conseguenze della vita presente per la vita futura. Bisogna stare attenti a non perdere la Vita durante la vita: in nome di questo valore che è la Vita eterna, non bisogna temere di perdere la vita terrena. L'uomo deve fare molta attenzione e cercare di vedere questa prospettiva eterna in ogni momento della vita. Per Dio ogni uomo è un essere unico. Per salvarlo dalla morte eterna, Dio manda suo Figlio. Ecco la ragione per cui non dovremmo avere paura, ma essere sempre vigilanti, perché troppi nemici ostacolano la nostra felicità eterna.
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SABATO della XXVIII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Ott 20, 2018 1:50 pm

VANGELO
Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,8-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».
Parola del Signore.

OMELIA

Nel vangelo di oggi spicca il tema della testimonianza dei cristiani. Gesù si rivolge ad una comunità che subirà persecuzioni di ogni sorta e vuol infondere coraggio e fiducia nei cuori che potrebbero vacillare di fronte alle difficoltà che essa dovrà affrontare. La vita delle prime comunità cristiane ci riporta numerosi esempi di testimonianze vere e coraggiose, il più delle volte pagate con il prezzo della propria vita offerta con gioia. Potremo essere portati a credere che il martirio sia per pochi e la vera via alla santità è privilegio per anime ben temprate. A noi non rimane che vivere in una quotidianità sempre uguale a se stessa, nella quale possiamo solo sperare nella misericordia di Dio. La fede in Dio misericordioso è l'anima della vera speranza cristiana che guarda in Cristo la salvezza incarnata e realizzata nel Mistero Pasquale. In questa realtà dovremo porre la nostra vita, nelle sue difficoltà quotidiane, per trovare una via di riscatto che ci faccia avanzare verso l'amore di Cristo. Scopriamo che la via alla santità non è per una piccola schiera di eletti ma per tutti noi, scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità. E' nell'amore e nella carità che possiamo dare la
vera testimonianza di essere figli di Dio. Lo stesso Gesù ha detto ai discepoli che si dovranno distinguere in modo assoluto da come ci si ama a vicenda. Gesù è la fonte del nostro amore e l'unico vero modello. La vera testimonianza di Gesù è nella nostra vita; così come rinneghiamo Gesù quando non lo poniamo al centro della nostra esistenza. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Ott 20, 2018 1:59 pm

La bestemmia contro lo Spirito Santo va intesa come l'attribuire al demonio ciò che invece è opera di Gesù, ovvero la non disponibilità assoluta a riconoscere i segni della sua presenza. La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata perchè significherebbe disperare della propria salvezza.
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DOMENICA della XXIX SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Ott 21, 2018 2:31 pm

VANGELO
Il Figlio dell'uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.
+ Dal Vangelo secondo Marco 10,35-45

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la
propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù ha annunziato per la terza volta la sua passione e morte ai Dodici in disparte, usando toni molto duri e realistici: lo condanneranno a morte, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo uccideranno. Nel vangelo odierno, ad immediato seguito di quelle dichiarazioni, i due figli di Zebedèo avanzano a Gesù un'ambiziosa domanda, una richiesta contraria al vangelo: questa gli dà l'occasione di approfondire ed esplicitare il tema della passione, associando ad essa la sorte dei suoi discepoli. Il vangelo ha capovolto il concetto di potere e di primato. Ricordiamoci che la nostra grandezza non sta nell'imporre a Gesù la nostra volontà. La vera grandezza del cristiano è nel servizio. Non è da escludere che nell'atteggiamento dei figli di Zebedèo si riflettono anche tensioni della chiesa nascente. Troppe volte nella chiesa siamo tentati di confondere autorità e potere. Ma bisognerebbe riflettere più spesso sul significato di queste parole: ministero, diaconia, servizio. Dobbiamo sempre essere disposti a condividere con gli altri le responsabilità, ad ascoltare le esigenze e i suggerimenti di tutti, a riconoscere che spesso chi non ha cariche ecclesiastiche, dimostra di avere capacità e generosità molto maggiori. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Dom Ott 21, 2018 2:38 pm

L'ambizione dei figli di Zebedeo, Giovanni e Giacomo, spinge a chiedere i primi posti. Ma per Gesù la grandezza non sta nel domiio, quato piuttosto nel servizio.
Gesù ci promette un “calice”, il suo calice. E’ un battesimo che si consuma nel silenzio, nel bene nascosto, sul ruvido e nodoso legno della solitudine, dell’incomprensione del perdersi per amore e nella pura gratuità. Un calice che solo i piccoli e gli umili possono bere, un banchetto da cui sono esclusi tutti grandi e i prepotenti di questo mondo.
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LUNEDI' della XXIX SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Lun Ott 22, 2018 1:55 pm

VANGELO
Quello che hai preparato, di chi sarà?
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: "Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così - disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!". Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore.

OMELIA

C'è chi sacralizza i propri interessi, e tenta di proteggerli e assicurarli all'ombra della religione: Gesù non ha nessuna tenerezza per costoro. Non c'è posto vicino a lui per chi vuole fare gli affari suoi: il Dio di Gesù non si può asservire all'immagine di chi ne fa un agente di assicurazione. Il vangelo di Luca ha parole sferzanti contro tutti costoro, contro i ricchi. Sono dei disgraziati: non hanno mai fatto esperienza di che cosa sia la realtà più autentica di sé e di Dio. Teniamo presente: quello che importa non è accumulare tesori terreni per sé; la ricchezza che vale e che resiste è quella che si acquista e si accresce davanti a Dio. Il nostro brano ci fa capire pure che
non è compito di Gesù definire la divisione dei beni materiali tra gli uomini. Egli punta sempre alla conversione dell'intimo dell'uomo. Da un cuore convertito, distaccato dalle ricchezze materiali inconsistenti e deludenti, scaturirà il comportamento concreto di giustizia e carità.
(Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Ott 22, 2018 2:13 pm

La ben nota parabola del ricco stolto serve a mettere in luce la necessità di essre liberi anche di fronte ai beni materiali, che in  nessun caso possono costituire il fondamento reale della propria vita. La parabola prende spunto dalla risposta di Gesù a un problema di eredità che gli era stato posto, che era di competenza  dei rabbini. Gesù sconfessa l'illusione di sicurezza data dai soldi, che si trasforma in vera idolatria; lo <stolto>  della parabola ha escluso Dio dallo scopo della sua vita, ignorando che in qualsiasi momento potrebbe esergli richiesta.
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MERCOLEDI' della XXIX SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Ott 24, 2018 1:50 pm

VANGELO
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,39-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire", e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Parola del Signore.

OMELIA
Il Vangelo vuol far nascere in noi un atteggiamento di attesa per ricevere Cristo. Questa attesa non è rivolta ad un avvenire più o meno lontano che non possiamo conoscere, ma ci fa rivolgere al presente. Il ritorno di Cristo non è come una grande luce che getterà nell'ombra il mondo presente, ma al contrario essa illumina la nostra vita presente! Il presente non ci separa da colui che viene. Noi siamo già legati a Cristo col fare la sua volontà: servire coloro che lui ci ha affidato. Gesù si è fatto servo di tutti. Egli ci chiede di servire veramente a nostra volta. Lungi dal volerci condurre ad un timore sterile e paralizzante, le sue parole ricordano quanto sia grande la fiducia che Dio ha negli uomini, una fiducia senza riserve che, se non è dimenticata, suscita questa risposta nel cristiano: imitare Cristo stesso.
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GIOVEDI' della XXIX SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Gio Ott 25, 2018 1:55 pm

VANGELO
Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,49-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Parola del Signore.

OMELIA
Un dispiacere si fa sempre più pesante per Gesù in cammino verso la sua passione: lui che voleva raccogliere insieme tutto il popolo di Dio si vede sempre più isolato nel suo insuccesso. Eppure resta fedele: "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra". Questo fuoco, immagine del giudizio di Dio, della sua parola ultima e definitiva, si accenderà attraverso di lui. Ma, per realizzare questo, egli deve ricevere un battesimo, attraversare la sofferenza e la morte. Il rifiuto dell'amore di Dio è divenuto estremo nel rifiuto della sua persona. In un certo senso la sua venuta provoca questo rifiuto. E Gesù non vuole nasconderlo con una pace facile, non può lasciare in pace un mondo che si rinchiude nella durezza del cuore. Ormai egli è pronto a prendere su di sé tutte le conseguenze del rifiuto di Dio, le divisioni tra gli uomini fino nelle loro
relazioni più intime. È l'ultima prova già descritta dai profeti (Mi 7,1-17). Il Vangelo ci dice: nel momento del rifiuto totale di Cristo, il fuoco è acceso.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Ott 25, 2018 2:28 pm

Luca in questo brano ci invita ad ascoltare Gesù affinchè si posa leggere i segni della storia. Il tono è chiaramente di urgenza: il credente non può rimandare le proprie decisioni, le parole di Gesù ci mettano davanti ad una scelta: da quale parte ci troveremo alla venuta del Signore?
In questo brano, Luca, scrive di un Gesù proteso verso il compimento della sua opera, il battesimo che deve affrontare (la sua morte) costringe l'uomo a prendere posizioni; la pace che egli è venuto a portare è turbata dalle divisioni provocate da parte di coloro che non lo vogliono accogliere, persino all'interno di una stessa famiglia. Il fuoco che Gesù è venuto a portare è un fuoco di amore per coloro che credono in Lui, perchè le sue parole ci insegnano la chiarezza nei rapporti, il dialogo, il perdono reciproco. Questo è il fuoco che invece noi preferiamo spegnere. 
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VENERDI' della XXIX SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Ott 26, 2018 2:08 pm

VANGELO
Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,54-59

In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: "Arriva la pioggia", e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».
Parola del Signore.

OMELIA
Cristo si scontra con la cecità. Gli uomini non riconoscono ciò che per lui è più evidente, cioè la certezza che il regno di Dio è vicino. Eppure essi sanno guardare, sanno che il vento del mare porta la pioggia ed il vento del deserto il caldo. Per uscire da questa cecità non possiamo restare passivi, come se i segni della venuta del regno fossero dei miracoli che potremmo guardare come spettatori. Si tratta piuttosto di riconoscere la volontà di Dio e di farla. Cristo ci dice anche ciò che è al centro dalla volontà di Dio: riconciliarci con gli altri nel nostro cammino. Il perdono ci fa entrare nell'evidenza di Gesù; il regno di Dio è vicino. In questo modo noi prepariamo la venuta di Dio. E Cristo insiste: rifiutare la riconciliazione è come chiudere la porta del regno di Dio.
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MERTEDI' della XXX SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mar Ott 30, 2018 1:41 pm

VANGELO  
Il granello crebbe e divenne un albero.
+ Dal Vangelo secondo Luca 13,18-21

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Parola del Signore.

OMELIA
Il Vangelo odierno contiene due brevi parabole sul regno di Dio: il granellino di senapa e il lievito nella massa di farina. La prima ne sottolinea la crescita in estensione, la seconda ne mostra la profondità. Ciò che importa è l'arbusto pieno di rami, dove si annidano gli uccelli e l'impasto fermentato. Le due immagini, riferite al Regno, si fondono insieme: indicano l'aspetto universale del Regno, aperto a tutti gli uomini. "Dio non fa preferenza di persone", tutti sono accetti. L'intenzione di Gesù è chiara. Siamo alla sua scuola. Siamo suoi discepoli. Egli vuole farci comprendere la sua presenza in noi, il suo vivere in noi. "Il mio regno è in mezzo a voi". Nella fede infatti abbiamo accolto quel seme e quel lievito   la Parola - non nella pienezza, ma nella crescita. Nella pazienza poi e nella fedeltà quotidiana lo faremo crescere in noi e attorno a noi, fino alla pienezza "della misura che conviene alla piena maturità di Cristo in noi". Ecco perché queste due parabole ci mettono di fronte a un grande problema personale. E' vero che il granellino di senapa sta crescendo in noi? E' vero che quel poco di lievito sta fermentando sempre di più la nostra vita? Dio continua a operare cose grandi attraverso il nostro piccolo. Continua a rivelare il suo mistero infinito attraverso il nostro a volte incerto quotidiano. L'apostolo Paolo ne era convinto e lo esprime così: "La vita che io vivo nella carne, la vivo nella fede di colui che mi ha amato e ha dato la sua vita per me". (Padri Silvestrini)


Ultima modifica di annaxel il Mer Ott 31, 2018 9:05 am, modificato 1 volta
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Ott 30, 2018 2:08 pm

Con due brevissime parabole, Luca ritorna sul tema della venuta del Regno. Anche se gli inizi del Regno possono apparire insignificanti, il futuro non dipende dalle aspettative degli uomini.
Gesù insegna a vedere: l’uomo che getta il suo granello di senapa nella terra, la donna che nasconde il suo lievito nella pasta, ecco ciò che tutti possono subito vedere. Ma questi gesti non assumono significato che a partire dai loro risultati, ancora nascosti: il grande albero, la pasta lievitata. 
Due segni semplici e quotidiani come il chicco di senape e il lievito ivitano ancora il discepolo a saper leggere il senso della storia.
Così la parola di Cristo, in apparenza così povera, è già l’inizio, l’inaugurazione del regno di Dio. Ovunque è vissuto e trasmesso il Vangelo, per quanto poveramente lo sia, si dispiega una forza di Dio capace dell’impossibile. 

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

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