VANGELO di GESU' anno C

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SABATO della III di AVVENTO

Messaggio  annaxel il Sab Dic 22, 2018 2:33 pm

VANGELO
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.
+ Dal Vangelo secondo Luca 1,46-55

In quel tempo, Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Parola del Signore.

OMELIA
La poesia, quella vera, sgorga dalla capacità di sentire interiormente e profondamente l'essenza stessa dei messaggi più belli, traducendoli poi in parole, senza sminuirne l'intensità. È quanto riesce mirabilmente a Maria, proclamata pubblicamente da Elisabetta, Madre del Signore. Lei si rivolge a Colui che l'ha amata esaltandola nella verginità e rendendola madre del Cristo. Lei vuole esaltare e magnificare l'opera divina che in lei s'adempie, ma che è per l'umanità intera. Esulta nel Signore che riconosce come suo salvatore, perché Egli l'ha vista povera ed umile e l'ha esaltata operando in lei «cose grandi». Sente che il suo ruolo è ormai aperto a Dio e al mondo. Sente, con viva intensità, che alla compiacenza divina farà riscontro nei secoli la perenne beatitudine che verrà proclamata per lei dagli uomini di tutti i tempi. Tutti coloro che faranno parte della schiera dei salvati, coloro che volgeranno lo sguardo a Cristo, non potranno non vedere Lei, la madre. Tutti coloro che vorranno benedire il Signore per la redenzione apportata agli uomini, sicuramente troveranno nel canto di Maria le parole migliori per lodare e ringraziare il Signore. I giovani e i meno giovani che vorranno trovare motivi di gioia autentica e duratura, motivi per cantare dal profondo del cuore e conservarne l'eco benefico per tutti i giorni della vita, ancora oggi, ricorrono efficacemente al canto della giovane vergine di Nazaret. La chiesa ha fatto suo l'inno di Maria e ogni giorno, quando il sole volge al declino e si recita la preghiera serale del vespro, monaci, religiosi e religiose, sacerdoti e semplici fedeli, cantano con Maria il Magnificat, per lodare Dio e per proclamarla ancora «beata». (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Sab Dic 22, 2018 2:53 pm

Maria è solamente l'umile serva del Signore e per quel “Si” che pronunciò, oggi “magnifica” il Signore, attribuendo all'Onnipotente tutte le grandi opere operate in lei e per mezzo di lei. E' Dio il Salvatore sorgente di tutto che per la sua misericordia rinfranca i nostri cuori.
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DOMENICA IV di AVVENTO anno C

Messaggio  annaxel il Dom Dic 23, 2018 9:09 am

VANGELO
A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
+ Dal Vangelo secondo Luca 1,39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore.

OMELIA
Oggi il vangelo ci rivela come si sono realizzati la venuta del Messia e il mistero della redenzione che essa contiene. La persona di Maria, la sua fede, il suo "sì", la sua maternità, sono le vie scelte da Dio per fare visita ai suoi e portare la salvezza a tutti gli uomini. Il centro dell'avvenimento evangelico di questo giorno si sviluppa, dunque, attorno a Maria: lei è la più profonda e più radicale via dell'Avvento. Si capisce la ragione della visita a sua cugina Elisabetta nel messaggio dell'angelo (Lc 1,36). Ella si dirige rapidamente verso il villaggio in Giudea, perché la grazia ricevuta da sua cugina Elisabetta, che diventerà mamma, la riempie di gioia. Il suo saluto ha un effetto meraviglioso su Elisabetta e sul bambino. Tutti e due si impregnano di Spirito Santo. Elisabetta sente il bambino sussultare dentro di sè, come fece tempo prima Davide davanti all'arca dell'Alleanza, durante il suo viaggio a Gerusalemme (2Sam 6,1-11). Maria è la nuova arca dell'Alleanza, davanti alla quale il bambino esprime la sua gioia. Dal bambino l'azione dello Spirito è trasmessa anche ad Elisabetta, cosa che la conduce a riconoscere la Madre del suo Signore. Sotto l'ispirazione dello Spirito, conosce il mistero del messaggio
dell'angelo a sua cugina Maria, e la riconosce "felice" in ragione della fede con la quale ella l'ha ricevuto. La testimonianza di Elisabetta è la più antica testimonianza della venerazione della prima Chiesa per la Madre del Salvatore.
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SANTO NATALE del SIGNORE GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Mar Gen 08, 2019 10:12 am

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

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MARTEDI' della I SETTIMANA di NATALE

Messaggio  annaxel il Mar Gen 08, 2019 10:16 am

VANGELO DELLA SANTA MESSA
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
Lc 2,16-21


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
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DOMENICA 6 GENNAIO 2019 EPIFANIA del SIGNORE

Messaggio  annaxel il Mar Gen 08, 2019 10:19 am

Domenica 6 gennaio 2019
Is 60, 1-6; Sal 71; Ef 3, 2-3a.5-6
Vangelo secondo Matteo
[
(2, 1-12)

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

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LUNEDI' della II SETTIMANA di NATALE

Messaggio  annaxel il Mar Gen 08, 2019 10:24 am

Lunedì 7 gennaio 2019
1Gv 3, 22-4, 6; Sal 2
Vangelo secondo Matteo (4, 12-17.23-25)

Salterio: seconda settimana

”Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
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MARTEDI' della II SETTIMANA di NATALE

Messaggio  annaxel il Mar Gen 08, 2019 10:26 am

]Martedì 8 gennaio 2019
1Gv 4, 7-10; Sal 71
Vangelo secondo Marco (6, 34-44)


In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.



OMELIA

Nel racconto della moltiplicazione dei pani possiamo trovare il modus agendi di ogni pa­store. Gesù innanzitutto ha compassione della folla che Io segue, ne comprende i reali bisogni e cerca di trovare la risposta giusta, non quella più semplice. Allora, come nuovo Mosè, prima istruisce la gente (la comunità cristiana) con la sua Parola (la parola di Dio) e poi la sfama moltiplicando pani e pesci (l’Eucaristia). In questo lavoro coinvolge anche i suoi discepoli (la Chiesa). Tutti i cinquemila uomi­ni si sfamano e avanzano perfino dodici ceste piene di pane e di pesci. Nulla deve andare perduto nella mensa preparata da Gesù, il quale più che avere un potere miracoloso, ha il potere di dare agli uomini il necessario per vivere bene ogni giorno. I gesti e le azioni che il Figlio compie nei riguardi dell’u­manità non sono solo belle parole o cose astratte e teoriche, ma realtà che incidono nella vita e nella storia umana trasformandola, aprendo l’orizzonte sconfinato della comunione con Dio. È bello sapere che a quest’opera possiamo contribuire anche noi, con il nostro piccolo, con i nostri cinque pani e due pesci, che messi nelle mani di Dio diventano tutto il necessario di cui l’altro ha bisogno.

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MERCOLEDI' della II SETTMANA di NATALE anno C

Messaggio  annaxel il Mer Gen 09, 2019 2:16 pm


VANGELO
Videro Gesù camminare sul mare.
+ Dal Vangelo secondo Marco 6,45-52

[Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, a Betsaida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: "È un fantasma!", e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!". E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Parola del Signore.

OMELIA
Nella traversata della vita capita frequentemente di dover affrontare le tempeste, suscitate dalla suscettibilità, dalle incomprensioni, da contrasti della vita, da sventure... che ci fanno tremare e ci agitano come succedeva ai discepoli mentre traversavano il lago. Per loro buona fortuna, quando sono ormai sfiniti e quasi vinti dalla fatica, interviene Gesù... Al loro primitivo turbamento e spavento, subentra la meraviglia... quasi incredula. E' il Maestro buono che viene in loro soccorso invitandoli a non aver paura... E una volta accolto sulla barca, il vento cessa, le acque si calmano... Rimane in loro lo stupore che l'evangelista tenta di giustificare "perché non avevano capito il fatto dei pani...". Volesse il cielo che nelle nostre tempeste personali, familiari, comunitarie ci rifugiassimo nel Signore Gesù, lo accogliessimo nella barca della nostra povera vita! Il Padre celeste non si lascerà invocare invano... anzi, come ci dice Giovanni, vuole rimanere in noi, dimorare e vivere in noi, manifestandoci tutto il suo amore nella donazione del suo Figlio come Salvatore. Egli è amore! Vivere nell'amore di Dio e del prossimo costituisce la garanzia più valida di vittoria nelle prove, nelle tentazioni, nelle tempeste dalle quali nessun uomo sarà risparmiato come non sono stati risparmiati Gesù, Maria, Giuseppe, i profeti... e tutti i santi. Giovanni ci ripete: "Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amor perfetto scaccia il timore...". Abbandonarci alla volontà del Signore come un bambino si abbandona fra le braccia della mamma costituisce motivo di pace e di serenità in qualsiasi situazione della vita. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Mer Gen 09, 2019 2:31 pm

Marco, presenta Gesù in mezzo al mare: Gesù che cammina sulle acque è l'occasione, per una nuova rivelazione della sua identità divina. Il <sono io> del vesetto 50 rivia ai testi dell'Antico Testamento come Es3,14; Is 41,4; nei quali il Dio di Israele si rivela parlando di se stesso come <Io sono>.
L'incompressione dei discepoli, che, spaventati, credono Gesù un fantasma, è causata dalla loro dureza di cuore che non ha permesso loro di comprendere neppure il fatto dei pani nel brano di ieri.
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GIOVEDI' della II SETTIMANA DOPO NATALE anno C

Messaggio  annaxel il Gio Gen 10, 2019 4:52 pm

VANGELO
Oggi si è compiuta questa Scrittura.
+ Dal Vangelo secondo Luca 4,14-22a

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, e proclamare l'anno di grazia del Signore". Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù agisce e parla "con la potenza dello Spirito Santo". La sua fama si diffonde ovunque: molti cominciano a pensare che sia proprio Lui il Messia, molti credono che sia il Maestro, colui che insegna con autorità. Con questa potenza e con questo alone di consensi, Gesù a Nazaret, entra nella sinagoga, nel cuore stesso dell'ebraismo, per impartire una solenne lezione su come leggere con vera sapienza la scrittura sacra e le profezie in modo particolare. Il rotolo del libro, che viene porto a Gesù, recita questo passo di Isaia: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore". Gesù non esita ad applicare a sé le parole del profeta. "Oggi si è adempiuta questa scrittura, che voi avete udito con i vostri orecchi". Già nel Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano si era udita una voce dal cielo che proclamava Gesù Figlio di Dio: lo stesso Giovanni Battista aveva visto discendere su di Lui lo Spirito santo sotto forma di colomba. Gesù quindi aveva tutte le ragioni per dire lo Spirito del Signore e su di me, aveva ragione e definirsi il consacrato del Signore, già stava annunziando ai poveri la buona Novella, aveva già iniziato ad operare i suoi prodigi, aveva già annunziato l'avvento del Regno di Dio. Il misterioso legame tra il Vecchio e il Nuovo Testamento si snoda e si svela nella realtà del Cristo. Quanto promesso si adempie in pienezza, ciò che era profezia, ora è realtà. Una realtà ancora vivida ed operante nel Cristo vivo tra noi e in noi, viventi in Lui. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Gio Gen 10, 2019 5:21 pm

Il brano di oggi è centrato nella lettura del testo di Is 61,1-2a associato con Is 58,6. alla luce di questi testi profetici Gesù da inizio alla sua missione di <Unto>, quel Messia che Dio ha mandato per portare ai poveri il lieto annunzio della labirazione. Dopo la lettura del testo isaiano Gesù si limita a un brevissimo commento: le parole del profeta si sono compiute <oggi>.
L'oggi indica che le parole della Scrittura, lette da Gesù nella sinagoga di Nazaret, si sono compiute, ovvero divengono attuali nella persona e nell'attività del Signore. L'oggi di Luca indica soprattutto la presenza del Salvatore accanto agli uomini.
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VENERDI' della II SETTIMANA dopo NATALE anno C

Messaggio  annaxel il Ven Gen 11, 2019 1:34 pm

VANGELO
Immediatamente la lebbra scomparve da lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca 5,12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va' invece a mostrarti al sacerdote e fa' l'offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.
Parola del Signore.

OMELIA

Se crediamo veramente che Gesù Cristo è Figlio di Dio e che seguire Gesù significa possedere la vita, avremo uno sguardo diverso sul mondo. La vita eterna è molto diversa da una evasione da questo mondo in cui viviamo. Un nuovo sangue, donato dallo Spirito, scorre nelle vene dei battezzati. Guardiamo il mondo con lo sguardo di Dio, così contribuiremo a salvarlo con i talenti che ci sono donati. Questo modo di vedere esige un certo comportamento. La vita cristiana, cioè la vita in Cristo, ci permette di vedere tutto in Dio. È molto diversa da un panteismo sempre in agguato in cui si vede Dio in tutto.
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Ven Gen 11, 2019 1:44 pm

La prostrazione del lebroso e l'invocazione da lui rivolta a Gesù, ancora riconosciuto come <Signore>, caratterizzano tutta la scena. La liberazione dalla lebbra, malattia che esclude l'uomo dalla vita civile e lo rende come un morto vivente, rivela tutta la potenza di Gesù ed è un ulteriore segno della salveza che egli è venuto a portare.
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SABATO della II SETTIMANA dopo NATALE anno c

Messaggio  annaxel il Sab Gen 12, 2019 3:10 pm

VANGELO
L'amico dello sposo esulta di gioia alla voce dello sposo.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 3,22-30

In quel tempo, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c'era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall'altra parte del Giordano, e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: "Non sono io il Cristo", ma: "Sono stato mandato avanti a lui". Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Parola del Signore.

OMELIA

Non si potrebbe chiudere meglio il tempo liturgico di Natale che evocando il corteo nuziale che ci conduce al servizio della vita. Giovanni Battista ha preparato da lontano le nozze del suo padrone. Quando questi giunge, egli lo indica e si fa da parte appena lo sposo ha incontrato la sposa. La vocazione di Giovanni Battista non si è spenta con lui, essa si prolunga in ognuno di noi. Egli ci rivela come lavorare alle nozze di Gesù con la sua Chiesa, e vi svela il segreto della sua gioia: "Egli deve crescere e io invece diminuire". Giovanni Battista è tutta la vocazione della Chiesa e dunque la nostra vocazione. Indicare Gesù, l'Agnello di Dio. Riconoscerlo in mezzo a noi. Farsi da parte davanti a lui, e ripetere: Convertitevi perché il regno di Dio è vicino!
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BATTESIMO del SIGNORE

Messaggio  annaxel il Dom Gen 13, 2019 3:38 pm


VANGELO
Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.
+ Dal Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: "Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco". Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Parola del Signore.

OMELIA
"Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio". Nel tempo di Natale abbiamo ascoltato ripetutamente queste parole tratte dal Prologo del Vangelo di Giovanni. Siamo diventati in Cristo Figli di Dio per questo possiamo rivolgerci al Signore Dio Onnipotente e, come Gesù ci ha insegnato, chiamarlo Padre; per questo, animati dalla stessa fede, in Lui e per Lui ci chiamiamo, ci riteniamo e siamo realmente fratelli. Noi abbiamo avuto la piena garanzia di questi doni dal giorno del nostro Battesimo, doni che ci sono stati rafforzati con la discesa dello Spirito Santo con il sacramento della Confermazione. Oggi è Gesù che riceve il Battesimo di Giovanni nelle acque del Giordano. Il racconto di San Luca è estremamente essenziale: "Mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto". Giovanni Battista già aveva additato Gesù alla folla definendolo "L'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo", ora è la voce del Padre e la presenza dello Spirito Santo in forma di colomba a rispondere alla preghiera e all'umile gesto di Gesù, che certo non aveva bisogno di essere battezzato. Gesù è il Figlio di Dio, l'eletto e prediletto del Padre in cui ha riposto le sue compiacenze. Questo è un messaggio indubitabile che non solo alimenta, testimonia e certifica la nostra fede nel Verbo incarnato, ma ci rende consapevoli anche della nostra nuova dignità recuperata e riacquistata dalla missione salvifica di Gesù. È del grande Atanasio di Alessandria, metà del IV secolo, l'espressione : «Dio si è fatto uomo perché l'uomo diventi Dio». C'è un misterioso scambio, un discendere e un ascendere: la nostra natura umana viene ricondotta nella sfera del divino con una nuova incarnazione nel Verbo per mezzo della Vergine Immacolata. Il Verbo, la Parola scandita e promessa dal Padre celeste sin dal principio, trova la sua attualizzazione nella risposta del Figlio, nella Sua discesa tra noi, nell'incarnazione in Lui della nostra natura. Nelle acque del Giordano il mistero ulteriormente si svela dopo l'attesa, dopo il grande lungo, umile silenzio. Oggi siamo invitati a contemplare le meraviglie che il Signore ha operato per noi con il suo Natale dandoci la piena riconciliazione con Dio e la sublime dignità di "figli". Dobbiamo doverosamente rinnovare i nostri impegni battesimali per non deturpare con i diversi pericolosi inquinamenti la nostra splendida immagine, la nostra sublime dignità; dobbiamo dare lode a Dio, al suo Figlio Gesù Cristo, all'Amore eterno per quanto hanno operato e operano per noi. Così possiamo sperimentare la migliore consolazione; quella che ci trasferisce dai bassifondi del peccato all'amore vero. alla gloria di Dio, alla bellezza della grazia. La grazia che, come ci ricorda san Paolo: "Porta la salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani". Impariamo a salire verso Dio, lasciamo condurre da Lui! (Padri Silestrini)
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Dom Gen 13, 2019 4:02 pm

L'evanglista Luca non descrive nei dettagli la scena del battesimo di Gesù, il testo è tutto concentrato sulla discesa dllo Spirito Santo, che illumina l'apertura di cieli. Il Signore Gesù non aveva bisogno di essere battezzato, lui che non conosceva il peccato, ma compie un gesto profetico: l'imersione che prefigura la sua morte e l'emersione che annuncia la sua risurrezione. Dopo il battesimo al Giordano, Gesù vede lo Spirito Santo scendere su di Lui e sente una voce dal cielo, quella del Padre che lo conferma nella sua identità di Figlio, sempre obbediente alla sua volontà.
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LUNEDI' della I SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Lun Gen 14, 2019 6:09 pm

VANGELO
Convertitevi e credete al vangelo.
+ Dal Vangelo secondo Marco 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo". Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: "Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.

OMELIA
Inizia oggi il cosiddetto tempo «ordinario» prima della Quaresima. L'aggettivo «ordinario» potrebbe indurci in errore se gli attribuiamo il significato di dimesso, non importante, usuale. La liturgia cattolica non consente mai una simile interpretazione, perché il tempo ha sempre una sua sacralità ed una primaria importanza, ci consente infatti di immergerci in Dio e realizzare in noi il suo progetto di amore e di santificazione. Ci viene in soccorso a proposito anche il Vangelo di oggi, che ci riporta la prima brevissima omelia del Signore: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo». La pienezza del tempo significa la presenza del Figlio di Dio incarnato e vivo tra noi, significa ancora il suo annuncio di salvezza, implica una chiamata e un impegno per ciascuno di noi. L'impegno è di accogliere la persona del Cristo come nostro redentore e salvatore, ascoltare il suo messaggio e convertirsi alle verità che egli ci rivela. È l'impegno della conversione, l'impegno di assumere in noi la grazia per cambiare rotta se ci ritroviamo a muoverci con la nostra vita per strade e direzioni diverse da quelle che lui ci indica. È in questo contesto che Gesù comincia a formare il primo nucleo della sua futura chiesa: i primi a cambiare mestiere e vita, perché chiamati dal Signore sono prima Andrea e Simone, suo fratello e poi i figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni. Da pescatori di pesci dovranno diventare pescatori di uomini, nel mare più vasto del mondo. L'incontro personale con Cristo sconvolge tutti i loro piani: devono lasciare le barche, le reti, i garzoni e tutto ciò che alimentava la loro esistenza. Molto spesso convertirsi significa avere il coraggio di abbandonare o almeno ridimensionare le false sicurezze per scoprire ed attuare un progetto che più direttamente ci conduce a conseguire gli obiettivi primari dell'esistenza umana. Solo con la fede ben alimentata possiamo raggiungere un tale obiettivo. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Lun Gen 14, 2019 6:34 pm

Gesù è venuto ad annunziare e comprendere tre elementi importanti.
Il primo è che <il tempo è compiuto>, ovvero è finito per Israele e per gli uomini il tempo dell'attesa della salvezza. Il secondo elemento <il regno di Dio>, cioè la salvezza è vicina nella figura di Gesù. La lieta notizia è il terzo elemento...convertirsi, cambiare vita, cioè credere al Vangelo. Marco, in questo breve brano del suo Vangelo ci presenta la figura di coloro che hanno creduto alla <lieta notizia> e subito hanno lasciato tutto. Sono i discepoli che Gesù chiamò e loro lasciato subito tutto lo seguirono nella sua missione terrena.
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MERCOLEDI' della I SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Mer Gen 16, 2019 9:06 am

VANGELO
Gesù guarì molti che erano afflitti da diverse malattie.
+ Dal Vangelo secondo Marco 1,29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: "Tutti ti cercano!". Egli disse loro: "Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!". E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni.
Parola del Signore

OMELIA
Gesù passava spesso le notti in preghiera. Le sue giornate erano spese in lunghi viaggi, con soste nei villaggi e nelle città dove si radunavano grandi folle, desiderose di ascoltarlo e dove incontrava l'umanità più povera e bisognosa delle sue guarigioni fisiche e spirituali. Nel vangelo di oggi, dopo l'episodio dell'indemoniato, l'evangelista Marco ci narra di Gesù che entra nella casa di Simone, che era quasi accorpata alla sinagoga. Il primo atto di Gesù è ancora una guarigione: ad essere risanata è la suocera di Pietro. Gesù si accosta, la prende per mano, la solleva e la guarisce all'istante. Bello e significativo questo gesto del Signore di prendere per mano e sollevare. Quante volte con accenti diversi abbiamo desiderato e gli abbiamo chiesto la stessa cosa per noi. È sera, ma la giornata di Gesù non è ancora terminata: «dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni». Così egli adempie alla sua missione, così si manifesta al mondo: Gesù è colui che guarisce e che salva, colui che si cala dentro la nostra storia per redimerla. Questa città riunita dinanzi alla porta della Casa di Pietro ci fa pensare a quella parte di umanità, che pur non essendo dentro la chiesa, da essa si attende gesti concreti di salvezza, per la potenza del suo fondatore, Cristo Gesù. Anche ai nostri giorni molti rimangono ai margini della nostra chiesa, magari la contestano per le sue umane debolezze, ma non smettono di sperare un aiuto, un soccorso, un orientamento dal vangelo, da Cristo stesso, dai suoi testimoni, da ciascuno di noi. (Padri Silvestrini)
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GIOVEDI' della I SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Gio Gen 17, 2019 5:03 pm

Il Vangelo di oggi: Mc 1, 40-45
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi! ». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

OMELIA


Ci siamo lasciati alle spalle la stalla di Betlemme portando con noi “una grande gioia”; abbiamo visto con i nostri occhi il bambino adagiato nella mangiatoia e abbiamo riconosciuto in Lui il Salvatore, il Dio fatto uomo, l’Eternità che ha baciato il tempo, la storia. Non una storia anonima, generica, che lambisce solo un lembo dell’ umana esistenza, un frammento dei nostri problemi, ombra che tocca fugace i nostri drammi e le nostre paure. No, L’Eterno bacia le nostre piccole storie, si fa compagno delle nostre vite, penetra e salva alla radice le nostre esistenze. Ora che siamo tornati ai nostri bivacchi, alle nostre greggi, agli amori di sempre porteremo continuamente con noi lo sguardo di un Dio bambino; e tutto cambia, tutto si rinnova, tutto, paradossalmente, si capovolge e si complica. Gli occhi penetranti dell’Eterno d’ora in poi si riflettono negli occhi di tutti i bambini, di tutti i poveri, di ogni emarginato. Sottolinea Maddalena di Gesù:“Amate soprattutto i poveri, i piccoli, i peccatori, coloro che sono disprezzati e sono invece la più viva incarnazione di Cristo, le pecore più amate e dilette del suo gregge. Amateli come sono, con il loro aspetto di miseria e di peccato. Il Salvatore non è venuto per i giusti, ma per i peccatori. `Farsi uno di loro’ è arricchirsi al loro contatto. Questo richiede un’anima interamente aperta e disponibile. L’amore, il vero amore, ha molte esigenze: amare come Cristo Gesù ama; essere pronti a dare la propria vita come Gesù per i piccoli, i più miserabili dei propri fratelli. E da questo, e soltanto da questo che sarete riconosciuti come suoi discepoli e suoi amici. Preferite sempre i più piccoli tra i poveri, coloro che il mondo rifiuta, coloro che non hanno trovato luogo per rifugiarsi se non gli archi dell’acquedotto o le buche delle rovine romane (…). Andate alla ricerca del miserabile, del condannato, del colpevole che si nasconde e ha vergogna, chiedendosi chi vorrà ancora amarlo come amico. (MADDALENA di Gesù, Brani di lettere alle Piccole Sorelle, inedito).
I bivacchi, le greggi, i profumi dei prati, lo sguardo di chi ci sta accanto, del vicino o del lontano sono solo apparentemente storia ordinaria; in realtà, dopo aver contemplato il presepe, aver meditato sugli insegnamenti che ci sono stati dettati dalla cattedra di Betlemme, tutto diventa straordinario o forse “semplicemente amore”. (dal sito NON DI SOLO PANE)
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VENERDI' della I SETTIMANA del TEPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Ven Gen 18, 2019 2:46 pm

Il Vangelo di oggi: Mc 2,1-12
..tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».


Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!»

OMELIA

Le moltitudini si radunano intorno a Gesù per mettersi all’ascolto della sua parola. L’apertura della fede offre la strada al miracolo. Al paralitico sono perdonati i peccati e, inoltre, è concessa la guarigione completa, sotto gli occhi attoniti dei presenti. La Lettera agli Ebrei ci invita ad accogliere con prontezza il dono della salvezza, che si fa presente nella nostra vita: “Affrettiamoci a entrare in quel riposo”.
Il paralitico e le quattro persone che lo portano a Gesù superando tanti ostacoli rappresentano tutti gli uomini. Tutti sono come paralizzati, come morti perché non conoscono Dio, fonte della vita: il peccato li chiude alla libertà. L’uomo è in costante e spesso affannosa ricerca di vita e di senso e solo davanti a Gesù, al suo insegnamento, trova la parola davvero necessaria, capace di portarlo a Dio. Ogni uomo per Gesù è figlio perché ogni uomo è amato in maniera particolare e unica dal Padre; la parola di Gesù e la sua azione sono la parola e l’azione di Dio verso ognuno di noi: liberano dal peccato, ridonano la forza di alzarsi e di portare il peso della quotidianità. Ciascuno di noi è amato e liberato da Dio e Preghiera reso capace di rialzarsi.
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Ven Gen 18, 2019 3:23 pm

La fede è un cammino non facile e per ottenerla è necessario fare come il paralitico del brano di Marco:il paralitico si fece condurre da Gesù ed essere da Lui perdonato per acquistare la vita.
L' evangelista, pone l'accento non tanto sul miracolo, quanto sulla controversia con gli scribi, nata intorno al tema del potere di perdonare i peccati che Gesù dichiara di avere e che aspetta di per sé soltanto a Dio.
Emerge infatti con chiarezza il problema dell'identità di Gesù: egli pretende di identificarsi con Dio!. Detto questo, rivolgendosi all'uomo sulla barella, gli dice di alzarsi per dimostrare agli increduli farisei che aveva veramente il potere di perdonare i peccati nel nome del Signore. In conclusione quello che si viene a mostrare in questo brano è l'autentico volto di Dio, rivelato attraverso le parole e i miracoli compiuti da Gesù, un Dio che accoglie tutti indipendentemente da peccati e fragilità, perdonando e amando ciascuno di noi.
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SABATO della I SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Sab Gen 19, 2019 5:24 pm

VANGELO
Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori.
+ Dal Vangelo secondo Marco 2,13-17

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: "Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e dei peccatori?". Udito questo, Gesù disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".
Parola del Signore.

OMELIA
L'evangelista Luca, con il suo linguaggio pittorico, semplice, essenziale, pone oggi sotto i nostri occhi una scena viva e significativa: Levi, seduto al banco, intento al suo lavoro di chiedere, riscuotere e magari estorcere, le imposte ai passanti. Un mestiere ingrato e che forse produce ricchezza, ma che genera sempre tante antipatie, come tutti quelli, che per ragioni diverse, hanno il compito di esigere tasse, multe, dazi e denaro dagli altri. Chi ci tocca il portafoglio, a torto o a ragione, non ci è mai simpatico. Proprio questo personaggio, con questo mestiere, con queste credenziali, non tra le migliori, suscita invece l'interesse e la simpatia di Gesù. Gli dice semplicemente: «Seguimi!». Egli evidentemente, quando assume il suo ruolo di salvatore dell'uomo, stravolge le nostre stime e i nostri giudizi: egli comincia dagli ultimi, dai più lontani, dai più bisognosi. Si rivolge in modo preferenziale a coloro che, pur immersi nel male o invischiati nelle cose del mondo, o sedotti dal dio denaro, anelano a qualcosa di diverso e di migliore, anche se non sono ancora in grado di vedere da dove, da che cosa, da chi potranno ricevere quanto desiderano. Quell'anelito è l'embrione della fede, che il Signore Gesù sapientemente riesce a far crescere. Così fa con Levi, così fa ancora con tanti del nostro tempo. Sfida poi i suoi nemici, ipercritici e puritani, andando a mensa a casa di Levi, ritenuto da tutti un pubblicano e un peccatore. È in quella famosa cena che Gesù proferirà una delle sue affermazioni più solenni e scultoree, dicendo ai convitati di allora, ma a tutti noi: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa verità è destinata a restare immutabile nei secoli: è una delle prerogative principali del Cristo e dei suoi ministri. Dovrebbe essere una dote sempre viva ed attuale della sua chiesa e una ferma ed irremovibile convinzione di ogni cristiano, di ognuno di noi. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Sab Gen 19, 2019 6:04 pm

Oggi, Marco ci presenta la chiamata di Levi (Matteo) esattore delle tasse, non amato dal suo popolo perchè era al servizio dei romani, ma un giorno Gesù, lo vede, lo chiama: <seguimi> e lui si alzò e lo seguì. A casa di Levi, ci sarà una cena, dove Gesù è invitato con i suoi discepoli, saranno presenti anche i farisei e altri commensali considerati peccatori .....ecco che nasce una controversia vedendo Gesù seduto con loro...la misericordia di Dio verso i peccatori è grande è Gesù è venuto a rivelare la sua misericordia rispondendo a coloro che lo criticano:  "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori". 
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