Marco capitolo 8

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Marco capitolo 8

Messaggio  Maria R. il Gio Lug 24, 2008 9:24 am

Grazie per i vostri commenti, li leggo con attenzione. io non sono in grado di commentare per scarsa conoscenza del Vangelo, sto imparando da voi tutti.
Grazie Annaxel.

Pace e bene.

M.Rosanna

Maria R.

Numero di messaggi : 148
Data d'iscrizione : 01.06.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Marco 8, 27-30 Professione di fede di Pietro

Messaggio  annaxel il Mar Lug 22, 2008 3:08 pm

Andrea ha scritto:Marco capitolo 8, 22 - 33
Da annaxel il Ven Lug 11, 2008 6:22 pm


“Chi è dunque costui che perfino il vento e il mare gli ubbidiscono?”4,41

Fin dall'inizio, Marco ci pone questo interrogativo: .
Per il momento, una risposta chiara non è stata data, ma è stato evidente un continuo crescente di fatti che ci preparano alla vera identità di Gesù.
In questi versetti, troviamo la risposta a questo interrogativo....
Gesù stesso pone agli stessi discepoli questa domanda: <...e voi chi dite che io sia?>
E' questo che interessa Gesù, non le opinioni della gente.
Si nota che l'evangelista colloca questo episodio nella città di Cesarea di Filippi;
non a caso è la città che prende nome dall'imperatore Cesare Tiberio. Perchè? (gli imperatori erano considerati dio)
ed è proprio lì che Pietro, riconosce l'inviato di Dio, il Messia, l'Unto (in greco il Cristo).
Ed è così che questo piccolo brano diviene il centro del Vangelo di Marco.
Ora che i discepoli hanno compreso almeno una parte dell'identità di Gesù, può avere inizio il suo cammino verso Gerusalemme,
perchè sarà là, dopo la croce che comprenderanno che egli è il Figlio di Dio.
Per questo, Marco chiude il versetto 30 con l'imposizione di Gesù di non parlarne con nessuno;
solo con la croce e la risurrezione la rivelazione sarà completa.
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2832
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Marco capitolo 8

Messaggio  Andrea il Sab Lug 19, 2008 6:30 am

Marco capitolo 8, 34 - 38


Condizioni per seguire Gesù

Gesù chiama a sé la moltitudine con i suoi discepoli e volgendo lo sguardo al futuro,impartisce le sue “istruzioni“ sull’ impegno del Vangelo e alla sua manifestazione salvifica. È un insegnamento che è rivolto ai discepoli, ma sullo sfondo c’è la folla: di conseguenza l’ in-segnamento di Gesù ha un valore pubblico e nello stesso tempo universale. Il primo detto contiene tre condizioni: 1) il totale allontanamento da se stessi e dai propri interessi; 2) la libertà da se stessi deve affrontare il linciaggio sdociale “prenda la sua croce (34,3) È, questa la logica conseguenza del coinvolgimento con il destno di Cristo.
Il secondo detto vuol essere una motivazione ed un commento del primo.Viene formulato quale modello nella morte e nella resurrezione di Gesù: “per me e per il Vangelo”35
I due detti che seguono sono un ampliamento del tema dei versetti precedenti: vanno sul filo del guadagno del mondo e della perdita della vita e della domanda sul come ricom-prare la propria vita. E la conclusione: Cristo sarà il nostro giudice nel giorno del Giudizio e ci tratterà come noi lo abbiamo trattato.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5696
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Marco capitolo 8

Messaggio  Andrea il Sab Lug 19, 2008 6:22 am

Marco capitolo 8, 22 - 33
Da annaxel il Ven Lug 11, 2008 6:22 pm

...Andrea scrive:

Guarigione di un cieco a Betsaida




Nel Vangelo di Marco, a questo punto, segue il racconto della guarigione del cieco, ed è un avvenimento parallelo a quello del sordomuto di Decapoli: il primo, annuncia la chiamata dei pagani alla salvezza, mentre il secondo anticipa l’illuminazione dei discepoli al seguito di Gesù sulla strada per Gerusalemme.

In questo miracolo rimane impresso il fatto che avviene in due tempi. Forse perché Gesù vuol richiamare l’attenzione dei discepoli alla loro incomprensione che viene presentata come cecità: “Avendo occhi non vedete…”18. Gesù rimanda a casa il cieco guarito con l’ordine “Non entrare neppure nel villaggio”26 Questo si riferisce alla logica del segreto che deve velare fino al momento giusto la vera identità di Gesù. Del resto in tutti questi capitoli scritti da Marco, si trova questo ordine di non parlare, non annunciare, non svelare la sua personalità..


Professione di fede di Pietro

Giunti, Gesù con i dicepoli, nei dintorni della città di Cesarea di Filippo, Il Signore comincia a svelare la sua vera identità, che raggiunge il vertice di quanto era parzialmente rivelato ai suoi discepoli: l’ambiente è lontano dalle folle che di solito li seguivano. Prima Gesù chiede ai suoi “Che dice la gente che io sia?”27, e i discepoli prontamente spiegano che viene cosiderato di essere Giovanni Battista, oppure Elia, oppure ancora qualche altro profeta. Ma Gesù insiste: “Ma voi chi dite che io sia?”29 I discepoli sono confusi, pensano a quanto Gesù ha rivelato a loro, le parabole che non capivano, i miracoli che li lasciavano attoniti, sulle forze scatenate del mare.In essi era sorto l’interrogativo: “Chi è dunque costui che perfino il vento e il mare gli ubbidiscono?”4,41 Infine l’ ultima moltiplicazione dei pani nel deserto appre la loro coscienza. Gesù rivolge allora una domanda esplicita: “Ma voi chi dite che io sia?”29 A questo punto arriva la risposta a tutti gli interrogatvi da parte di Pietro””Tu sei il Cristo!”29

Questa risposta di Pietro diventa la linea della formula della fede cristiana. Gesù è l’inviato di Dio, il compimento di tutte le speranze di liberazione che hanno marcato la storia di Israele.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5696
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Rflessione: Mc. 8, 1-21

Messaggio  annaxel il Dom Lug 06, 2008 4:11 pm

La narrazione della seconda moltiplicazione dei pani non è una semplice ripetizione della prima; ( vedi Andrea)
questa avviene infatti in territorio pagano, ed è un segno del pane che Gesù intende donare a tutti coloro che <sono venuti da lontano v.3>,
cioè a tutti gli uomini , anche ai pagani, pur che credino in lui, perchè nessun segno sarà possibile senza la fede.
I farisei, come i discepoli non hanno capito il segno dei pani, i primi chiedono un segno dal cielo (a conferma ), i secondi si preoccupano di come sfamare tanta gente...
Gesù è deluso, e si rivolge a loro, accusandoli di avere il cuore indurito, perciò di non poter capire; che nel segno del pane c'è la presenza del Signore. Marco ternmina il versetto 21, ancora con una domanda: <..non capite ancora?>
Chi è, allora, questo Gesù, rifiutato dai suoi e accolto da quelli di <fuori>?
avatar
annaxel

Numero di messaggi : 2832
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Marco capitolo 8

Messaggio  Andrea il Sab Lug 05, 2008 4:53 am

I farisei domandano un segno dal cielo.

Qui si contrapone il gesto prodigioso della moltiplicazione dei pani, ed il rifiuto secco di Gesù ai farisei, di dar loro un segno dal cielo. È evidente che i farisei tentano Gesù: è una richiesta subdola con il pretesto di una serietà religiosa. Chiedevano una dimostrazione che ha tutta la appartenza di voler costringere Dio a manifestarsi: il chè significa ridurre la libertà di DIO entro i limiti dei propri pregiudizi. In questo modo non c’è più spazio né per la libertà umana, né per l’esperienza genuina della fede. Con il suo rifiuto Gesù indica di non voler vendere la libertà dell’uomo.

Il lievito dei farisei e di Erode

Il racconto di Marco continua con l’incomprensione dei discepoli.e la loro dimenticanza di prendere del pane. Segue la sentenza di Gesù sull’lievito dei Farisei (paura di perdere il prestigio religioso, per causa di Gesù) e quello di Erode (paura di perdere il potere politico) che alimenta il comune sospetto e la comune ostilità nei confronti di Cristo. Questa paura è come una fonte nascosta di corruzione (lievito) che impedisce di comprendere e accogliere il progetto di Dio! A questa sordità e cecità i discepoli non sono estranei e pertanto Gesù li invita a penetrare nella comprensione del miracolo dei pani, che non è stato un semplice pic-nic ma un preciso momento di rivelazione: “ Avendo occhi non vedete, e avendo orecchie non udite?”18 è l’ ammonimento di Gesù! Poi, Lui torna al discorso della moltiplicazione faccendo confronto tra le due fasi di questo miracolo dei pani.E aggiunge:”E non capite ancora?”21.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5696
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Marco capitolo 8

Messaggio  Andrea il Mer Giu 25, 2008 5:19 pm

Marco 8, 1- 38

Seconda moltiplicazione dei pani

Questa seconda moltiplicazione dei pani suscita la curiosità, il dubbio , l’interro-gativo: è il racconto dello stesso miracolo, oppure il secondo di due episodi distinti? Nelle linee generali i due episodi si assomigliano: la compassione di Gesù, il motivo del mira-colo, il pasto prodigioso con il pane e i pesci, la raccolta dei pezzi avanzati ed infine il nu-mero dei partecipanti.Nelle differenze emergono soprattutto tre particolari: la permanenza di tre giorni nel deserto, un deserto dove non c’è erba ,la diversità nei numeri: sette pani, contro cinque del primo miracolo, sette ceste di avanzi rilevati contro dodici.
La spiegazione è che in questi racconti Marco si rivolge a due diverse comunità: quella giudeo-cristiana (cioè palestinese) e quella ellenistico-cristiana (e cioè greca) di Antiochia. Per quest’ultima c’è il richiamo del numero sette (numero che si riferisce alla prima organizzazione della chiesa ellenistica.) Poi c’è anche il particolare che nella prima moltiplicazione Gesù benedice in pane, mentre nella seconda rende grazie. (espressione che ricorre nella liturgia della chiesa greca di Antiochia) In seguito a tutto questo si può rimanere anche sconcertati dalla ”manipolazione” fatta da Marco, che ha voluto invece registrare le due tradizioni di un unico miracolo: fatto che inserisce questo secondo miracolo nella prospettiva della chiamata dei pagani alla salvezza. Le mosse di Gesù sono tutte ben studiate, in quanto elimina la separazione tra pagani e giudei e con i due miracoli in territorio pagano, anticipa l’ammissione di questi alla salvezza, ed anche accoglie que-sti pagani, venuti da lontano, nella piena comunità della mensa. In questo contesto, non si può parlare di manipolazione, ma piuttosto di una sistemazione che gli evangelisti hanno fatto scondo le esigenze della comunità alla quale il loro scritto era destinato.Cosi anche nella moltiplicazione dei pani, dal punto di vista dell’evangelista, c’è una intenzione di mettere in risalto un fatto che la comunità cristiana ha collegato con la messa eucaristica.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5696
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: Marco capitolo 8

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum