Anno Paolino

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

In diocesi: Apertura dell'Anno Paolino nel segno dell'unità

Messaggio  Andrea il Mar Lug 08, 2008 4:28 am

In diocesi: Apertura dell'Anno Paolino nel segno dell'unità (fonte: www.romasette.it)

La celebrazione a San Paolo fuori le Mura caratterizzata da un forte slancio ecumenico. Il Papa con Bartolomeo I e i rappresentanti delle altre Chiese cristiane di Salvatore Mazza (Avvenire)

L'omelia di Benedetto XVI

Arderà per tutto l’anno la fiamma paolina. Per aiutare tutti i cristiani ad «ascoltare» San Paolo e ad «ap­prendere ora da lui, quale nostro maestro, "la fede e la verità", in cui sono radicate le ra­gioni dell’unità tra i discepoli di Cristo». Per­ché se «c’è un solo pane», una è la preghie­ra, la «richiesta urgente» da levare a Cristo sull’esempio dell’apostolo: «Riportaci insie­me da tutte le divisioni».

È questo desiderio di unità, forte, quasi strug­gente, che ha scandito la solenne recita dei Vespri, ieri pomeriggio, nella basilica roma­na di San Paolo fuori le Mura, segnando l’a­pertura dell’Anno Paolino che intende cele­brare i duemila anni della nascita.

Accanto a Benedetto XVI, a restituire l’immagina con­creta di quel desiderio, il Patriarca ecume­nico di Costantinopoli Bartolomeo I, il rap­presentante dell’arcivescovo di Canterbury e i delegati fraterni delle Chiese di Gerusa­lemme, Antiochia, Ci­pro, Grecia – che forma­no l’ambiente geografi­co della vita dell’Aposto­lo prima del suo arrivo a Roma – e quelli delle di­verse Chiese e comunità ecclesiali di Oriente ed Occidente. Tutti insieme «per interrogarci sul grande apostolo delle genti – ha detto Papa Ratzinger nella sua o­melia – Ci chiediamo non soltanto: chi era Paolo? Ci chiediamo so­prattutto: chi è Paolo? Che cosa dice a me?».

In questi due momenti, approfondimento della conoscenza di san Paolo e dimensione ecumeni­ca, ci sono le finalità che lo stesso Papa ha voluto assegnare a questo bimillenario. Per­ché ispirandosi a San Paolo, ricorda il Pon­tefice, al suo zelo apostolico, al suo farsi vi­cino a genti diverse per annunciare la Paro­la del Signore e testimoniarla fino al marti­rio, il cammino verso l’unità assume una di­mensione quasi concreta. Perché «in un mondo in cui la menzogna è potente», Pao­lo ci insegna che «la verità si paga con la sof­ferenza. Chi vuole schivare la sofferenza, te­nerla lontana da sé, tiene lontana la vita stes­sa e la sua grandezza».

La cerimonia di ieri ha preso avvio nel gran­de quadriportico della Basilica di San Pao­lo, percorso dal Papa in processione con gli esponenti delle altre Chiese. Accanto alla Porta paolina, Benedet­to XVI ha acceso il pri­mo cero del braciere che arderà per tutto il corso dell’anno, fino al 29 giugno 2009, imitato nello stesso gesto, subi­to dopo, da Bartolomeo I e dai rappresentanti delle altre Chiese.

Quin­di Papa Ratzinger, se­guito da Bartolomeo I, dal cardinale arciprete Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, dai delegati ecumenici e dai monaci benedettini, ac­compagnato dal canto della Schola, ha fatto il suo ingresso in Basilica dove, tra gli altri, c’erano il cardinale Segre­tario di Stato Tarcisio Bertone, il decano del Collegio cardinalizio Angelo Sodano, il nuo­vo vicario di Roma, cardinale Agostino Val­lini, e il sindaco della capitale Gianni Ale­manno.

Nella sua omelia il Pontefice è par­tito dunque dalla domanda "Chi è Paolo?". «Maestro delle genti, apostolo e banditore di Gesù Cristo, così – ha ricordato il Papa – egli caratterizza se stesso in uno sguardo re­trospettivo al percorso della sua vita». Ma «con ciò lo sguardo non va soltanto verso il passato», perché «"Maestro delle genti" – questa parola si apre al futuro, verso tutti i popoli e tutte le generazioni. Paolo non è per noi una figura del passato, che ricordiamo con venerazione. Egli è anche – ha spiegato Benedetto XVI – il nostro maestro, apostolo e banditore di Gesù Cristo anche per noi. Siamo quindi riuniti non per riflettere su u­na storia passata, irrevocabilmente supera­ta. Paolo vuole parlare con noi, oggi».

Lunghissimo l’applauso che ha salutato l’o­melia del Papa, così come lungo e caloroso era stato, all’inizio, quello seguito alla pre­sentazione di Bartolomeo I. Il quale, prima della benedizione finale, ha pronunciato a sua volta una breve omelia nella quale ha auspicato «che la vita e le Lettere di San Pao­lo continuino a essere per noi fonte di ispi­razione affinché tutte le genti obbediscano alla fede in Cristo».

«La radicale conversio­ne e il kerygma apostolico di Saulo di Tarso – ha aggiunto il patriarca – hanno “scosso” la storia nel senso letterale del termine e han­no scolpito l’identità stessa della cristianità. Questo sacro luogo fuori le Mura è senza dubbio quanto mai appropriato per com­memorare e celebrare un uomo che stabilì un connubio tra lingua greca e mentalità ro­mana del suo tempo, spogliando la cristia­nità, una volta per tutte, da ogni ristrettezza mentale, e forgiando per sempre il fonda­mento cattolico della Chiesa ecumenica»

29 giugno 2008

per la copia

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Anno Paolino

Messaggio  Andrea il Mer Lug 02, 2008 4:44 pm

Per chi fosse interssato, ecco una possibilita` per seguire meglio l' Anno Paolino:

Basta cliccare su http://www.annopaolino.org

Pace e bene

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5444
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum