Marco capitolo 9

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Marco 9, 33 - 42 e 9, 43 - 50

Messaggio  Andrea il Dom Ago 24, 2008 5:01 am

Nel nome di Gesu` (9, 38 – 42)

Questo piccolo brano del Vangelo di Marco mette in evidenza quelle senten-ze le quali, raccolte, ci indicano quella istituzione dello stile di vita dei discepoli e delle loro azioni “nel nome di Gesù”. Uno dei problemi maggiori e\ il come valutare quei fenomeni straordinari (esorcismi). I discepoli raccontano a Gesù di aver impedito ad un esorcista giudeo di scacciar il demonio in suo nome. Ma Gesù li rimprovera giustificando l’ operato del giudeo confermando che °uno che in suo nome opera prodigi, non può parlare male di lui° e aggiunge “Chi è con noi non è contro di noi, è per noi”.

Un’ altra frase di Cristo poi, dà da pensare: “Chiunque vi darà un bicchiere di acqua, perchè siete di Cristo, io vi dico che non perderà la sua ricompensa” Questa frase ci può portare subito ad una predizione, una profezia di Cristo circa le difficoltà alle quali andranno incontro i suoi seguaci dispersi e bisognosi.



Lo scandalo e la pace nella communita` (9, 43 – 50)

Qui troviamo un’altra raccolta di sentenze che si riferiscono allo scandalo. Gesù ci mette utti in guardia contro il rischio di esserecausa di scandalo e ci ennumera uno ad uno, la mano, il piede, l’occhio, e ci dice che se sono occasione di scandalo meglio toglierli. Si intende che Gesù non ordina la mu-tilazione del nostro corpo, ma di fare attenzione a quanto puo\ essere motivo di scandalo e ci presenta il contrasto tra il salvare o perdere la vita.

A questo punto possiamo ricordarci quanto è scritto in Mc 8, 34: “Chi vuol salvare la propria vita la perderà, chi perderà la propria vita per mee il Vangelo, la salverà”.

Senza dubbio la mano, il piede, l’ occhio sono parti del nostro corpo e parti prezioseò ma la loro perdita non si può paragonare con il male morale che uno può provocare. In questi tre paragoni Gesù si riferisce alla Geena che nei testi giudaiciè sinonimo di fuoco di perdizione per i malvagi.

Poi c’ è una frase che provoca un interrogativo: Gesù dice “Ognuno sarà salato col fuoco”. Una frase che può sembrare misteriosa: il primo riferimentoal quale si può pensare è che nel Levitico (Lev 2,13) leggiamo della usanza di salare le vittime prima del sacrificio. Il fuoco poi nella tradizione biblica, indica le prova o la persecuzione.

Essendo allora il sale il simbolo della saggezza ricevuta da Gesù, si puo\ arrivare al concetto che il sale rappresenta la fedeltà e làautenticità dei discepoli di Gesù davanti alla prova.

Con questo commento si chiude il capitolo 9 del Vangelo di Marco. La prossima domenica inizieremo il capitolo 10.

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Marco 9, 30 - 32 e 9, 33 - 37

Messaggio  Andrea il Dom Ago 17, 2008 5:02 am

Secondo annuncio della morte e risurrezione (9, 30 – 32)

Gesù, dopo la quarigione del ragazzo epilettico si tova nuovamente solo con i discepoli. Si aggira nella regione della Galilea cercando di non farsi notare da nessuno ed informa i discepoli, con poche parole, che “Il figlio dell’ uomo sarà consegnato nelle mani degli uomini”. Sembra che i discepoli non capiscono, o non vogliono capire, il vero senso dei questa frase, così Gesù completa il suo pensiero: “e lo ucideranno, e, ucciso, dopo tre giiorni risorgerà”. Gesù caspisce che il Suo destino da verso la sua morte! Esprime però tutta la sua fiducia, ma anche la sua fedeltà in Dio. E la risposta di Dio comporta non solo la sua risurrezione, ma anche la liberazione di tutti i giusti! Però questo cammino terminale di Gesù blocca i discepoli per la paurache non sarà eliminatanemmeno con l' annuncio della Risurrezione.



Chi e` il primo (9, 33 – 37)

Continuando il viaggio, Cristo e i suoi discepoli arrivano a Cafarnao. E Gesù chiede “di che cosa parlavate per la via?” Ma loro tacciono perchè si erano messi a discutere a chi sarebbe stato il più grande.

Cosa si può pensare che, mentre Gesù si avvia verso la morte, loro si mettono a discutere circa la precedenza ed i posti da dividere. Davanti a Gesù rimangono silenziosi. Ma Cristo che conosce bene i loro pensieri si mette ad insegnare loro, il giusto comportamento che debbono seguire: “Se uno vuol essere il primo, sia il servo di tutti!”

Ma Gesù vuol completare il Suo insegnamento con la regola della vita che riguarda l’ accoglienza e la solidarietà in riguardo agli altri che sono anche gli esclusi.

E, infine impartisce il suo insegnamento circa l’ accoglienza di un bambino” “Chi accoglie un bambino nel mio nome, riceve me, ma chi riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato!”

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Marco 9, 14 - 29

Messaggio  Andrea il Dom Ago 10, 2008 5:59 am

Guariggione del ragazzo epilettico (9, 14 – 29)

In questo brano dove Marco ci presenta la guarigione di un ragazzo epilettico (o indemoniato?) seguita il racconto della Trasfigurazione di Gesù, con il ritrono dai discepoli.

Lì trovano, ancora una volta, una grande folla ma anche degli scribi che discutono con loro. Alla domanda di Gesù di che cosa discutevano, un uomo si fà avanti e descrive il caso di suo figlio ammalato. La descrizione che questo padre fà si addice più a un caso di epilessia che di indemoniato. Ma Gesù spiega subito che il ragazzo è posseduto da uno spirito immondo, sordo e muto.

Seguendo la mentalità dell’ ambiente giudaico, le malattie di origine psichica sono sempre attribuite allo spirito del male. L’incontro però del ragazzo ammalato con Gesù conferma un comportamento simile alla presenza di uno spirito maligno. Difatti alla vista di Gesù il ragazzo viene scosso violentemente rotolando per terra, mentre schiuma esce dalla sua bocca.Intanto il padre chiede l’ intervento di Gesù con insistenza e chiede la sua pietà per guarire il ragazzo che presenta questi sintomi da quando era piccolo. Il padre insiste: “Se puoi fare qualcosa, abbi pietà di noi e soccorici!”. Gesù commenta quelle parole: °Se puoi° ed aggiunge “per chi crede tutto è possibile”! il padre insiste ancora: “Io credo! Soccorri la mia poca fede!” qui si nota che il padre non chiede più la quarigione ma l’aumento della fede. Difatti la liberazione da uno spirito maligno non dipende da una tecnica speciale ma dalla forza della Fede, alla forza potente dell’ amore di Dio!

Gesù si rivolge anche al popolo con le parole: “Oh generazione incredula, fino a quando vi sopporterò?” e qui viene a gala tutta la storia di Israele che più di una volta dimentica il suo Signore, e poi, anche alla fine della Sua missione non lo riconoscerà. Il ragazzo liberato dal demonio giace per terra immoblile, e già qualcuno mormora: “’E morto!” Invece Gesù lo prende per mano e lo consegna ai suoi.
Il brano finisce con i discepoli che chiedono a Gesù perchè non è stato possibile a loro di fare il miracolo. Gesù risponde: “Questa specie di demoni non si può scacciare che con molte preghiere!"

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Rflessione: Mc. 9, 1-13

Messaggio  annaxel il Mer Ago 06, 2008 2:41 pm

L'episodio della trafigurazione rappresenta un altro dei vertici del Vangelo di Marco.
Inserito in questo punto della narrazione, Marco ne fa un ulteriore conferma sulla divinità di Gesù;
anticipando la risurrezione di Gesù, < il figlio diletto>.
La domanda dei discepoli su Elia, portano Gesù a spiegare, che nonostante quello che avevano visto, il cammino verso Gerusalemme
e la croce continuano...
la croce e la morte, poi la Risurrezione, saranno espressioni della dignità divina, perchè la grandezza di Gesù <Figlio dell'Uomo> stà
nella sua profonda e reale umanità.
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Re: Marco capitolo 9

Messaggio  Andrea il Dom Ago 03, 2008 5:32 am

Interrogatvi circa la risurrezione e la venuta del Messia (9, 9 -13)

A questo punto mentre Gesù e i tre discepoliscendono dalla montagna, ascoltano Cristo che dice loro di mantenere il segreto di quanto hanno visto, e questo, non riguarda la sua identità, ma “quello che avevano veduto”. Il dialogo che segue la scena della Trasfigurazione si può dire vhe è il seguito dellòàesperienza vissuta dai tre apostoli.i punti ai quali Marco attira la nostra attenzione sono i seguenti: .

1)Gesù ordina ai discepoli di tenere fino a quando lui sarà risorto dai morti.

2) I discepoli interrogano Gesù sulla venuta di Elia e

3) Gesù annuncia la passionedel figlio dellà uomo.

L’ordine di tacere di Gesù non riguarda l' identità di Cristo, o quanto aveva fatto, ma a quello che avevano veduto! Questo ordine ha anche un limite: “se non dopo che il figlio dell’ uomo fosse risorto dai morti”. Questo è collegato alla prassi cristiana di annunciare la resurrezione solo dopo che questa è avvenuta. Così il regno di Dio non deve rimanere nascosto ma deve essere proclamato apertamente e divulgato all tutte le nazioni. I discepoli possono capire il significato della trasfigurazione solo alla luce della Sua risurrezione.Il contenuto della rivelazione di Dio è proprio il Cristo. E questo Cristo morto e risorto esige una risposta, la risposta umana nella libertà e fà appello anche alla fede. La riservazione è un enigma che fa pensare a tutti i credenti perchè non solo è una credenza apocalittica giudaica, ma anche una credenza storica su Gesù di Nazaret. Sia Pietro, quanto anche gli altri cercano di catalogare Gesù secondo i loro schemi abituali dei modelli giudaici, Gesù è il Messia ma non secondo le attese e aspirazioni del popolo giudaico. Cristo arriva come un giudice attraverso la condanna e l’ eliminazione pubblica.

Rimane infine la domanda dei discepoli circa Elia. Nello sfondo del discorso rimane sempre l’interrogativo del perchè c’ è stato il rifiuto , la sofferenza e la morte del Figlio dellà’ uomo.Secondo le attese giudaiche Elia sarà mandato per annunciare la venuta del Signore con il compito di preparare il popolo agli avvenimenti con la conversione ed il rinnovamento. Ma la risposta la troviamo in Elia stesso (Re 19, 2-10) dove racconta della figura si Giovanni Battista il quale, anche lui non è stato accolto, altro che con persecuzioni e violenze.perchè Giovanni Battista è il vero presursore di Gesù che è l' inviato definitivo


Ultima modifica di Andrea il Dom Ago 10, 2008 6:00 am, modificato 1 volta

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Marco capitolo 9

Messaggio  Andrea il Dom Lug 27, 2008 6:28 am

Il regno di Dio – La Trasfigurazione (9, 1 – 8)

Come seguire Gesù - La Trasfigurazione.

Il primo paragrafo di questo capitolo si può dire che conclude con quello precedente ma anche completa e ci introduce al capitolo seguente, E’ alta-mente profetico in quanto riferisce che, alcuni dei presenti nono morirranno prima di aver veduto venire il regno di Dio. E qui ci si chiede cosa intende Gesù; attende o promette la venuta gloriosa del regno? Che cosa significa quel “nella gloria del Padre suo”? La venuta finale opppure la trasfigurazione? Malgrado la sua enigmaticità ed anche, non senza una contraddizione, Marco riporta la sentenza di Gesù.

Il racconto della Trasfigurazione è riportata anche dagli altri Vangeli. Ma in Marco notiamo la simmetria tra la scena del Battesimo e la trasfigurazione. La rivelazione “Questi è il mio Figlio prediletto” la quale conferma in pieno il “Tu sei il Cristo” (Mc 8, 22) di Pietro.

Circa il luogo della trasfigurazione Marco ci dice che Gesù condusse Pietro, Giacomo e Giovanni “su un alto monte” Si è sempre pensato che questo monte sia il Tabor, ma il Tabor ha solo 512 m. Altri studiosi localizzano la Trasfigurazione sul monte Ermon (2.800 m.),

Questa esperienza dei tre discepoli, si svolge in tre fasi: La trasfigurazione in se stessa, la visione di mosè ed Elia e la parola di rivelazione. Tutti questi elementi si possono interprettare in funzione del punto centrale del racconto. Gesù si presenta in veste bianca come un essere celeste nella condizione di risorto.

La trasfigurazione si può considerare come una conferma divina di quanto ha detto Pietro, sia anche per l’ attuazione profetica di Gesù. Notiamo poi che Gesù prediligeva questi tre discepoli: li prese con se anche durante la preghiera di Getsemani. Questi discepoli fannmo un’ esperienza anticipata della glorificazione di Cristo, il quale li incammina verso la maturità della fede cristiana.

Ci si può chiedere quale può essere il significato della apparizione di Elia e di Mosè. Lo scopo è di presentare Gesù quale inviato definitivo, atteso per gli ultimi tempi. “Ecco io mando a voi il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore” (Malachia 3,23).

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Re: Marco capitolo 9

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