Insegnamenti da Medjugorje

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digiuno cristiano e digiuno ......

Messaggio  chiarotta91 il Mer Gen 07, 2009 7:57 pm

Mi occupo di religioni e dialogo interreligioso. Leggendo il messaggio riportato sopra, mi venivano in mente certe pratiche delle religioni cinesi (Tibet, Corea, Giappone) che praticano il digiuno come esercizio che porta a controllare e dominare il proprio corpo. Il buddhismo per esempio è una filosofia di vita e non si può catalogare come una religione vera e propria perchè non cerca l'incontro con il Trascendente. Bene tutte queste dottrine praticano il digiuno ( come pure altre prescrizioni) come esercizio per il controllo dei propri desideri. Il digiuno cristiano invece non ha nulla di simile. E' una pratica di rinuncia in favore dell'altro. Io digiuno e dono il corrispettivo denaro ai poveri. In questo senso si spiega il digiuno quaresimale. Insomma digiunare non significa impadronirsi di qualcosa, ma svuotarsi, cedere. E' una rinuncia non una conquista. Purtroppo le religioni , a causa delle migrazioni dei popoli e dei contatti reciproci, hanno dato vita a misture e forme di eclettismo. Così ad esempio si va diffondendo anche tra i cristiani la pratica dello Yoga per favorire la concentrazione nella preghiera. Anche il digiuno , almeno presentato nella forma che ho letto sopra, sempra diventare una conquista. Nelle nostre scritture il digiuno è accomapagnato dal silenzio, e si pratica unito all'elemosina. E' un modo di aprirsi all'altro, immagine di Dio, non una vittoria su se stessi.
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Sette passi per il digiuno

Messaggio  Anna Giacomina il Mer Gen 07, 2009 6:42 pm

Sesto passo

Per iniziare il Digiuno in concreto…

Dopo aver compiuto i precedenti passaggi, iniziamo oggi a prendere il largo o ad alzarci in volo.
Ci decidiamo e cerchiamo di avere buone motivazioni. Poi inizieremo così: cominceremo a mangiare pane e acqua solo al pranzo del Venerdì, poi passeremo anche al pranzo del Mercoledì. Lungo il resto della giornata non prenderemo null’altro se non acqua e pane. Ma, a colazione e a cena, mangeremo senza abbuffarci! Cominceremo anche a fare lo stesso la sera di un Venerdì. Cercheremo di masticare molto e lentamente. Dovremo imparare a sentire le reazioni del nostro corpo e a controllarle. A questo proposito vorrei suggerire il libro “Guarigione e liberazione con il digiuno” di Suor Emmanuel, ricco di spunti e tanti suggerimenti pratici, edito dalla Shalom.

Condisci il tempo con tanta preghiera…


P. Armando Favero

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Sette passi per il digiuno

Messaggio  Anna Giacomina il Ven Gen 02, 2009 9:47 pm

Quinto passo

Impariamo a controllare le nostre parole. Può essere facile parlare, trasmettere un messaggio.

E’ certamente più difficile tacere e vivere. Questo passaggio ci invita a curare la verità del nostro essere davanti a Dio. E’ proprio rimanendo con verità davanti a Dio che impariamo a stare con verità anche davanti agli uomini. Il 1° Agosto1985 ci suggeriva come pregare: “Per favorire il vostro raccoglimento interiore, ripetete spesso queste parole “La mia anima è piena di amore come il mare, il mio cuore è pieno di pace come il fiume. Non sono santo, ma sono invitato ad esserlo”. Se penseremo questo quando siamo davanti a Dio, penseremo la stessa cosa anche quando siamo davanti ai nostri fratelli.

Per parlare con la vita è importante saper tacere e saper ascoltare; è importante saper apprendere per poter trasmettere con fedeltà e autenticità il lieto messaggio di Dio.

Allora decidi prima di tutto di fermarti e di scegliere chi ascoltare. E poi di ascoltare bene per apprendere bene. E infine applicati ad imparare come far giungere al cuore un messaggio: con la vita. Allora, il silenzio non significa vuoto di pensiero o di parole, ma sintonia profonda con una Persona, che si ama e che perciò si ascolta. Poi non potremo trattenere per noi le belle cose udite che traspaiono dalla bocca e dalla vita. L’acqua del fiume di Dio, dopo aver toccato, irrigato, dissetato e saziato il nostro cuore, giungerà al cuore di quanti incontreremo nel nostro cammino.

In questo quinto passo ricorda questi cinque verbi:

fa’ silenzio, ascolta, apprendi, applica nella tua vita e trasmetti l’Amore di Dio.


Ascolta con attenzione: per poter trasmettere con fedeltà!

Ascolta con il sorriso: così fa chi sente una bella notizia e vuole trasmetterla!

Ascolta come un figlio: è tuo Padre, è tua Madre che ti parlano.



Padre Armando Favero
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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Ven Dic 05, 2008 12:08 pm


Quarto passo

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In questo passo torniamo e completiamo il secondo, quello che riguardava la “gratuità”.

Ma qui ci impegneremo ad assumere uno stile di vita interiore ed esteriore, che andremo ad attingere dal Signore e che diffonderemo attorno a noi senza stancarci. Dobbiamo lasciarci rivestire di bontà, che è la natura stessa di Dio, ed essere come la “donna vestita di sole”, vestita del sole dell’amore di Dio, vestita di Dio stesso. In questo tempo diffonderemo la luce di questo “Sole Nuovo”, prima di tutto nelle nostre famiglie e poi, faremo come i pastori i Betlemme, la diffonderemo ovunque andremo. Le parole di Paolo apostolo possono illuminare e stimolare la nostra vita. “Vi siete rivestiti di Cristo” (Gal. 3,27; 2 Cor. 5,2). “Dovete rivestire l’uomo nuovo” (Ef. 4,24). “Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi, scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti…” (Col. 3, 12-17).

Questo passo è davvero impegnativo perché non riguarda solo il foro esterno, ma soprattutto il foro interno, cioè il nostro cuore. Qui si tratta davvero di “essere” altri Gesù e non solo di “apparire”!

Le feste e le ricorrenze sono un’ottima occasione per vivere l’Amore di Dio e per incarnarlo fino in fondo, senza chiuderci nei nostri egoismi. A volte può bastare fare anche solo una telefonata…

Qui facciamo davvero un salto di qualità. Non bastano più le nostre gambe e i nostri muscoli per superare certi ostacoli: occorre la Grazia di Dio, occorre lasciarci rivestire della forza di Dio, per mettere le ali ai piedi e fare quello che alla natura umana non è possibile. Per essere autentici discepoli di Cristo, per vivere certi Messaggi della Regina della Pace, in certi momenti della vita non è sufficiente ragionare e neppure fare cose ragionevoli, ma occorre proprio entrare nella dimensione soprannaturale della vita. Solo così potremo ricostruire in noi “l’immagine e la somiglianza di Dio”.
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Sette passi per il digiuno

Messaggio  Anna Giacomina il Mar Dic 02, 2008 11:36 am

Terzo passo


Se vogliamo essere persone davvero libere, capaci di poter fare ciò che si vuole davvero, bisogna imparare a imbrigliare tutti quei pensieri, che “non sono secondo Dio”. Aiuta molto questo passaggio il relativizzare quello che Satana assolutizza nella nostra mente e nel nostro cuore, e mettere nel nostro cuore quei pensieri che “sono secondo Dio”. E’ infatti Lui che dobbiamo assolutizzare! Questo è dunque un passaggio molto impegnativo e molto vasto, come proprio Gesù ci ha detto esplicitamente!

Come l’uomo delle nuvole, dipingiamo nel nostro Cielo solo pensieri di bene, di bontà e di verità! Per questo sarà proprio necessario staccarsi dalla terra, con la lunga scala della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio!
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Commento di Padre Perutina al messaggio del 25-11-08

Messaggio  Anna Giacomina il Mar Dic 02, 2008 11:24 am

Padre Danko Perutina a Radio Maria.



Il tempo in cui ci troviamo è il tempo della grazia perché la Madonna ci è vicina in modo particolare da più di 27 anni. In tutto questo tempo Lei ci educa alla sua scuola di amore. L’Avvento si chiama anche tempo di grazia perché l’amore di Dio è operante in modo speciale: fortifica la nostra fede e risveglia la volontà per la santità. La Madonna nell’ultimo messaggio ci ha richiamato alla preghiera, come fa molto spesso, perché sa che noi non preghiamo. Tutti noi facciamo un grande errore e questo è che tutti pensiamo che preghiamo tanto e che siamo buoni. Dal momento in cui capiamo che non è così, comincerà la nostra conversione. Giovanni Damasceno dice: “Pregare significa levare il cuore al Signore”. Ciò significa godere della presenza di Dio, della sua vicinanza, del suo amore e della sua pace.



Negli ultimi tempi nel mondo c’è grande inquietudine e particolarmente si sente la crisi finanziaria che ha abbracciato tutti i Paesi. L’uomo odierno è inquieto, è sempre di fretta, non può aggiungere niente e questo lo conduce ad essere più inquieto. Cerca la pace nei posti sbagliati. La Madonna ci mostra la via verso la pace: è suo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. Lui dice nel Vangelo di Giovanni: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27). Chi ha Dio ha tutto. Quelli che hanno incontrato Dio diventano i portatori e i testimoni della pace di Cristo. La Madonna ci chiama a pregare incessantemente per questo mondo turbolento e senza speranza. Grazie alla speranza possiamo sopportare più facilmente le difficoltà quotidiane. “Questo momento della vita si può vivere più facilmente se abbiamo qualche méta, se possiamo essere sicuri di questa méta e se questa méta è così grande da giustificare la fatica che abbiamo fatto nella strada già percorsa”, leggiamo nell’enciclica di Benedetto XVI° “Spe salvi”.



In questo breve commento ci ricordiamo anche dell’ottavo anniversario della morte di Padre Slavko Barbaric che ha pregato, ha digiunato tanto e ha amato la Madonna con l’amore di un bambino. Lui ha avuto una capacità straordinaria: conosceva diverse lingue, comunicava facilmente con la gente, era semplice, aveva cura della gente bisognosa. Includiamolo stasera nelle nostre preghiere ringraziando il Signore perché abbiamo avuto l’occasione di conoscerlo e imparare da lui.
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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Dom Nov 09, 2008 9:50 pm

"Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di Satana su questa terra, che é ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che é bello e buono nell´anima di ognuno di voi. Per questo, figlioli, armatevi con la preghiera e il digiuno affinché siate consapevoli di quanto Dio vi ama e fate la volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."



Sette passi per il digiuno
di Padre Armando Favero

Secondo passo


Se vogliamo davvero “fare il bene” dobbiamo aprirci all’amore di Dio attraverso Gesù, lasciarci amare da Lui, fare l’esperienza forte dell’Amore di Dio per ciascuno di noi. Allora anche il nostro digiuno scaturirà come dono dell’Amore di Dio, e da Lui impareremo a donare con gratuità.

Il nostro secondo passaggio continua dunque con lo sguardo rivolto a Gesù, che ci rivela l’Amore del Padre e si svilupperà in una risposta di amore e di gratuità.

Concretamente in questo secondo passo contempleremo l’Amore di Gesù e ci eserciteremo nell’offrire ogni giorno qualcosa di buono e di positivo, ma facendolo per gratuità.

Ad esempio diremo: “Oggi offro al Signore il caffè”, oppure: “Oggi offro la frutta…il dolce…il vino o altre bibite…” Ma cominceremo già a cogliere la gioia che nasce non da una rinuncia, ma da un dono, da una offerta d’amore gratuito. E’ molto bello ricordare la parabola del mercante che trova la perla più preziosa, per avere la quale dà tutte le altre pietre (non dunque sassolini o cose che non gli servono più… o di cui vuole disfarsi!). Sarà un bell’esercizio, ma cominceremo concretamente a “liberare” il cuore e a muovere i primi passi sulla strada del “digiuno”.

Questo è dunque un passaggio facile, ma decisivo e fondamentale per tutta la nostra vita spirituale.

Rompiamo il ghiaccio! Impariamo la gratuità del dono, la gratuità dell’amore!


Da Gesù impariamo a fare della nostra vita un dono!

Ci nutriamo di Lui, perché Lui viva e operi in noi!
A Lui offriamo la nostra vita, per ritrovarla centuplicata!
Con Cristo, per Cristo e in Cristo!…

__._,_.___

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Digiuniamo insieme

Messaggio  Anna Giacomina il Sab Nov 08, 2008 8:54 am

"Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di Satana su questa terra, che é ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che é bello e buono nell´anima di ognuno di voi. Per questo, figlioli, armatevi con la preghiera e il digiuno affinché siate consapevoli di quanto Dio vi ama e fate la volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."



Sette passi per il digiuno
di Padre Armando Favero

Non partiremo a razzo nella strada verso il digiuno a pane ed acqua, che la Regina della Pace ci chiede dal 26 Giugno 1981. Il digiuno indicatoci dalla Regina della Pace non è un sassolino da scavalcare con un semplice passo, ma è un masso che ha bisogno di una scala graduata. Dobbiamo prima di tutto mettere la scala su questo masso e pian piano raggiungeremo sulla cima.

Primo passo

Il primo passo consiste nel trovare delle motivazioni forti per farlo. Non faremo il digiuno per nutrire il nostro orgoglio (“Guardate: riusciamo a fare il digiuno che chiede la Madonna!”), ma sarà un’offerta per qualcuno che ha bisogno di ottenere delle grazie importanti. Il problema è prima di tutto nella nostra testa e nelle nostre convinzioni. Se ci sono motivazioni forti, se la nostra salute è buona e normale, non ci saranno problemi quando ci decideremo a digiunare: non girerà la testa, non ci sentiremo strani…
Il primo passo è dunque decidersi di scalare questa montagna con delle motivazioni adeguate!…Mettere la scala sull’ostacolo da superare!...

Tre sguardi ci possono perciò aiutare.

Il primo sguardo è verso il Signore che mettiamo al primo posto nella nostra vita. E’ uno sguardo che ci porta fuori di noi, ma che ci fa tornare in noi stessi pieni di stupore e di gioia, nel constatare l’Amore di Dio per noi! Per questo decidiamo di rispondere al Suo Amore (Pensiamo al Beato Francesco di Fatima: che cosa lo ha determinato a fare penitenze e sacrifici? Il dolore di Maria e la visione dell’Inferno).

Il secondo sguardo è verso gli altri che amiamo, che hanno bisogno di noi, che implorano il nostro aiuto, ai quali abbiamo promesso aiuto, persone che si trovano in situazioni davvero difficili e che, come nel Buon Samaritano, suscitano compassione. Per questo decidiamo di non dire a loro solo belle parole (“poveretto, poveretta…”), ma di fare qualcosa di concreto per loro, mostrando un amore vero e concreto.

Il terzo sguardo lo rivolgiamo infine verso di noi. Quando dobbiamo fare una qualche rinuncia, abbiamo l’impressione di “perdere” (ci manca qualcosa e ne siamo infastiditi). In realtà con le rinunce andiamo verso una più grande libertà, verso la conquista di un qualcosa di nuovo, verso una più piena realizzazione.
Cerchiamo di lavorare in questo primo passo su motivazioni valide per il digiuno e di verificare le nostre convinzioni (fino a che punto amiamo Dio, gli altri, noi stessi?). Quando in seguito troveremo difficile digiunare dobbiamo tornare a verificare il punto di partenza di questo cammino, e riprendere il filo che tesse la tela.

A te si volge il nostro sguardo, o Signore, per trarre ispirazioni nuove per la nostra vita.
__._,

D





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Beati quelli che pur non vedendo, credono - seconda parte

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Ott 16, 2008 1:35 pm

Qui a Medjugorje la Madonna ci invita ad adorare la croce.


Perché abbiamo dimenticato la croce: non la croce del corpo, ma la croce di cui Gesù parla nel Vangelo. L'adorazione del­la croce è una parte di quella devozione che si deve rispecchiare nella vita.

Dobbiamo educare i nostri figli ed inse­gnare loro che non dobbiamo cedere ai piccoli capricci. Quando ero ancora picco­lo, ci hanno insegnato a preparare dei mazzolini di fiori, utilizzando delle piccole offerte che avevamo portato, per darli poi alla Madonna a maggio. L'adorazione del­la croce focalizza l'attenzione su un punto, e questo punto deve illuminare tutto il re­sto. La croce che tu porti sulle spalle ... il dolore in comunione con Gesù Cristo. Il culto deve riversarsi nella vita: questo è il culto che piace a Dio. Sarebbe da farisei a­dorare Dio in chiesa e fuori dalla chiesa a­dorare sé stessi, curare la propria vanità, rifiutare la croce e fare di tutto per sfuggire alla croce nella propria vita. E poi arriva veramente la croce, si perde la speranza e non si sa che fare.


E ancora, la confessione. Pelle­grini di tutto il mondo vengono qui per confessarsi.


È una cosa bella. È uno dei frutti più belli in questo luogo di apparizioni straordinarie. In verità, la Madonna ci raccomanda la confes­sione affinché ci mettiamo di fronte alla mi­sericordia di Dio e cambiamo la nostra vita.

lo vengo dal santuario di Monte Berico, dove sono successe anche cose simili, so­lo in dimensione non così vasta.

Lì la Madonna apparve due volte nel 1426.

Imperversava la peste, la Madonna interven­ne e chiese una cappella. Nessuno, né il Ve­scovo né alcun altro dei responsabili diedero credito a quella donna di nome Vincenza Bassini. Così la peste continuò ad imperver­sare per due anni. Alcune persone buone continuarono a pregare e la Madonna ap­parve di nuovo, nello stesso posto, ed indicò con una croce il luogo per la cappella. Allora cedettero, e in tre mesi eressero una cappel­la. Dal giorno in cui iniziarono a costruire la cappella, la peste diminuì e dopo tre mesi sparì. La Madonna disse che voleva non so­lo la guarigione dalla sofferenza fisica, ma anche la guarigione spirituale, poiché c'era­no molti peccatori, come accade dovun­que ... Dio chiedeva la conversione, e così sia il corpo che l'anima furono guariti. Noi a­scoltiamo confessioni ogni giorno. Ce ne so­no in tutti i santuari dove ci sono sacerdoti.


Medjugorje è diventata un luogo di rinnovamento, anche per i sacerdoti. Nel prossimo mese di luglio ci saranno gli esercizi per i sacerdoti.

Eccellente! Anche noi sacerdoti siamo uo­mini come tutti gli altri. Abbiamo le nostre debolezze ed anche noi abbiamo bisogno di conversione. Non c'è nessuna garanzia che possiamo restare nella grazia!

Tutto sommato, qui non vedo nulla di sbagliato, niente di cui ci si dovrebbe preoccupare. Come Vescovo, non vedo qui nessuna idea cervellotica, niente di stravagante. Tutto si svolge secondo le norme della Chiesa: la liturgia, la preghie­ra, il sacrificio e la conversione. È tutto buono. Ringraziamo Dio! Che la Chiesa di­ca: "È vero!", che lo dica domani o tra vent'anni, non è importante. Non c'è fretta! Deve agire liberamente! Mi auguro che tut­te le autorità ecclesiastiche possano deci­dere liberamente. Soprattutto il Vescovo locale, oppure nel nostro caso il Vaticano. In fondo non è importante. lo tengo in con­siderazione i frutti.



L'articolo è tratto da "Medjugorje,un invito alla preghiera. Maria - Regina della Pace" n. 73

da "Informazioni da Medjugorje" http://www.infodamedjugorje.altervista.org .
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Beati quelli che pur non vedendo, credono

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Ott 16, 2008 1:33 pm

Intervista con Bernardo Cazzaro, ex Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Puerto Montt, Cile



Beati quelli che pur non vedendo, credono



Mons. Bernardo Savino Cazzaro OSM è stato il terzo Arcivescovo di Puerto Montt. È nato a Monastier di Treviso, in Italia, il 29 novembre 1924. Il 2.7.1970 ha ottenuto la cittadinanza ci­lena. È figlio di Luigi Cazzaro e Luise Bertollo. È sacerdote dell'ordine dei Servi di Maria. Dal 1942 ha vissuto nella zona di Venezia. Ha preso i voti solenni a Roma il 22.9.1946. Ha studia­to teologia al Marianum di Roma e scienze letterarie all'Università Cattolica di Milano. È stato ordinato sacerdote nella Basilica Laterana di Roma. Mons. Bernardo Savino Cazzaro ha trascorso gran parte della sua vita come missionario in Cile. Quando ha terminato il servizio attivo come Vescovo, è tornato nella sua terra natale, l'Italia, dove collabora come consigliere spirituale e Padre confessore nel santuario mariano di Monte Berico. Mentre era a Medjugorje con un gruppo di pellegrini della provincia di Vitto­rio Veneto, a maggio del 2007, Lidija Paris ha parlato con lui delle sue impressioni su Medju­gorje.

***********************************************************************************

Monsignore, questo è il Suo pri­mo soggiorno a Medjugorje. Che cosa L'ha spinta a venire qui?

Sì, sono qui per la prima volta. Mi ha invi­tato questo gruppo di pellegrini, la maggior parte dei quali viene da Vittorio Veneto. Quando ero ancora in Cile, avevo già senti­to parlare di Medjugorje, ma solo molto po­co. Rispetto al Cile, si trova dall'altra parte del mondo, molto lontano. Quando sono tor­nato in Italia, ho sentito a Radio Maria Padre Livio che parlava dei messaggi di Medju­gorje. Volevo conoscere Medjugorje perso­nalmente, e non solo sentire ciò che dicono gli altri. Perciò ho accettato l'invito di questo gruppo di pellegrini. Sono contento di esse­re qui. Siamo rimasti qui per quattro giorni pieni, senza contare il giorno di viaggio. Ve­ramente è un soggiorno un po' troppo breve. In questi bei giorni contempliamo insieme tutti gli avvenimenti. Quando si è in un grup­po, si ha un programma comune, però mi piacerebbe contemplare questi avvenimenti da solo.


E le Sue prime impressioni?

In verità, la mia prima impressione è bel­la e positiva. Vedo che ciò che ho senti­to è vero, ed ho perfino scoperto più di quello che immaginavo. Questo si divide in due aspetti. Da una parte ci sono i dati di fatto della località: qui, oltre ai luoghi del­le vere e proprie apparizioni, ci sono molti altri luoghi di preghiera. Luoghi in cui si può pregare più facilmente, dove le perso­ne vanno e si radunano. Non ne avevo i­dea! Sapevo che la chiesa ha due torri. La chiesa è molto bella! Molto curata! Il se­condo aspetto è la gran quantità di perso­ne che vengono qui. Mi ha colpito molto. Così tanti pellegrini e un tale fervore, una grande cordialità gli uni con gli altri.

Possiamo osservare che ogni gruppo è una piccola comunità che fa tutto insieme. Sono un cuore solo e un'anima sola. Nei momenti in cui pregano insieme e in tutto ciò che fanno insieme, sono un Vangelo vi­vente. Questo mi ha colpito molto. C'è chi legge di più i messaggi, chi meno: in effet­ti, essi non contengono nulla di nuovo. Ma la cosa veramente impressionante è il gran numero di persone che vengono per vedere, per sentire, per conoscere!


Ha incontrato i veggenti?

Non ho parlato con nessun veggente, e non ho neanche cercato un colloquio con loro. Ieri ero presente durante l'apparizio­ne di Mirjana: è bello che ci siano delle ap­parizioni. Ringrazio Dio che la Ma ­donna appaia da tanto tempo, poi­ché queste grazie non sono per i veggenti, ma per noi. In realtà la Madonna , per mezzo dei veggenti, appare a tutti noi, parla a tutti. Ma mi sembra che ci sia qualcos'altro di im­portante. Gesù ha detto: "Beati coloro che pur non vedendo, credono". Sono preso da una grande pace, poiché grazie ai mes­saggi so che cosa devo fare, anche se non lo sento direttamente dalla Madonna. Per mezzo dei giornali, i messaggi arrivano in tutto il mondo. Non tutti verranno a since­rarsi se ogni evento sia vero o no.


Queste apparizioni hanno stimo­lato un movimento di preghiera in tutto il mondo.

Sì, e questo concorda con la psiche uma­na, che cerca sempre qualcosa di nuovo. Quando poi il nuovo è anche bello, si in­staura un certo meccanismo e di conse­guenza una conversione. Dio, nostro Crea­tore, conosce questo bisogno interiore che aspira a cose nuove, e siamo contenti che questa novità sia anche bella! Per questo è gradita a molti uomini. Dio ha operato perfi­no dei miracoli, perché ci sono uomini che possono essere toccati solo da un miracolo.


Le apparizioni durano ormai da 26 anni.


La durata delle apparizioni è un argomento a sé. Per me questo non rappresen­ta un problema. Non chiedo a Dio di ren­dermene conto. Lui chiederà conto a me, non io a Lui! Se il Signore vuole apparire due volte o venti volte o duecento volte, che cosa posso decidere io? Questo non è il quadro, ma solo la cornice. Il contenuto del quadro è ciò che Dio ci dice, ciò che vuole da noi, quali problemi dobbiamo risolvere. Questo è il contenuto del quadro. Egli ci vuole trasformare, vuole trasformare tutto il mondo, e anche se abbiamo la testa dura, il Signore è perseverante. Ci istruisce lenta­mente per mezzo di questi messaggi, che nella sostanza rispecchiano tutti il Vangelo. Se leggessimo di più il Vangelo, se lo pren­dessimo di più in considerazione, non a­vremmo bisogno dei messaggi. Tuttavia abbiamo trascurato il Vangelo e i messaggi ce lo ricordano. I messaggi non sono nulla di straordinario, nulla di difficile. Dobbiamo solo trasformare il nostro cuore. Gesù ce lo dice ormai da 2000 anni.


Dal punto di vista storico, ci sono rivelazioni private che per alcune persone sono durate una vita intera, solo che non sono state rese pubbliche. Qui a Medjugorje è di­ventato tutto di dominio pubblico.


Il Signore ha i Suoi disegni. Ci sono ca­rismi. I carismi vengono sempre dati in mo­do proficuo per la Chiesa o per le comu­nità. A volte questo beneficio è nascosto, ma i carismi non sono sempre necessaria­mente e strettamente privati. Il loro fine è sempre il bene comune e non solo quello personale. Qui i carismi sono visibili, pale­si e accessibili a tutti.


Che cosa dice della vita pastora­le della parrocchia?


La Madonna ha scelto un luogo che era previsto nella visuale della Chiesa. Ha scel­to una parrocchia, un luogo per le esigenze di Dio, di cui i sacerdoti del posto si sono fat­ti carico. Siete fortunati ad avere degli eminenti Padri francescani; non solo uno, bensì tutta una comunità di Padri consacrati. Ma la Madonna parla a tutte le parrocchie. Ciò che dice qui, vale per tutte le parrocchie. Do­vrebbero essere parrocchie di preghiera, di fede e di amore. Solo che quando la parroc­chia è molto grande, questo è molto difficile, perché le persone non si conoscono. Non ci sono più relazioni interpersonali. In America Latina, in Cile, dove sono stato per molti an­ni, definiamo la parrocchia "una comunità delle comunità".

Ciò significa che molte parrocchie sono formate da 25-30 piccole parrocchie, co­me un grappolo d'uva, il cui capo è un sa­cerdote che vive nella sede principale del­le parrocchie, in una località al centro. Dunque la parrocchia è una comunità di varie piccole parrocchie, ma ognuna è una piccola autonomia e il sacerdote le guida tutte con la collaborazione di laici, molti lai­ci, perché i sacerdoti sono troppo pochi. In questo senso, la Madonna ha scelto una parrocchia per dirci che tutte le strutture religiose devono essere al servizio dell'a­more e della fede, non strutture fisse dell'amministrazione, bensì strumenti di so­stegno che siano di aiuto agli uomini.


Che strada percorre la Chiesa quando vuole formalmente ricono­scere un luogo in cui accade qual­cosa che attira così tanti pellegri­ni come a Medjugorje?


La Chiesa fa benissimo a fare proprio co­sì. Bisogna procedere con accortezza. Con accortezza non solo perché il demonio può apparire come angelo della luce, come dis­se San Paolo. Lo dico anche per un'altra ra­gione. Vi voglio raccontare un piccolo e­sempio: un dibattimento può durare a lungo. Il giudice può emettere una sentenza solo dopo aver ascoltato tutti i testimoni. Gli uni sostengono una cosa, gli altri li contraddico­no, si accusano a vicenda ... Qui non si trat­ta di un processo, ma mi viene in mente un paragone. Il giudice deve ascoltare .. Quan­do tutti hanno parlato, allora è informato e può emettere un giudizio. A Fatima, nel 1917, sono accaduti degli eventi sopranna­turali e la Chiesa ha dato la sua piena ap­provazione solo nel 1942, cioè 25 anni do­po. La gente andava lì a pregare, sorse un movimento spirituale, di devozione, ma per molto tempo la Chiesa non l'ha riconosciu­to. Ma ciò non ha recato alcun danno ai frut­ti spirituali. Se dunque guardiamo e chiedia­mo: "Ma queste apparizioni, questi fenome­ni, sono di origine divina o no?", il desiderio di sapere è comprensibile. Non condanno affatto questo modo di vedere, però dico: che cosa è importante? È importante qual­cos'altro: i frutti che ne scaturiscono. I frutti! Se mi avvicino ad un albero pieno di frutti, non guardo se le radici sono sane o malate. Vedo dei bei frutti, li prendo, li mangio e li of­fro agli altri. Se i frutti sono buoni, anche le radici saranno sane, così dice anche Gesù. Se uno dice: "Non credo!", capisco anche questo, perché è un punto di vista umano e non lo si può condannare: infatti la Chiesa ci dà piena libertà di scelta. Solo la "Professio­ne di fede" deve essere accettata come contenuto della nostra fede, senza discus­sione. Tutto il resto è una faccenda privata. Non frugate tra le radici. Guardate i frutti, i frutti della conversione, l'appello e il conte­nuto dei messaggi. Sono tutti temi del Van­gelo. Non si può rifiutare il Vangelo, anche se meschinamente ti sembra "cibo per bam­bini", poiché noi siamo come bambini e la Madonna ci offre fondamentalmente "cibo per bambini". Siamo diventati come dei bambini e abbiamo bisogno di una nuova e­vangelizzazione.

La Madonna lo dice in forma semplice, coma una madre, ci dà piccoli ma preziosi incarichi affinché possiamo mettere in prati­ca questo Vangelo che ormai abbiamo qua­si dimenticato. Questo è importante. Concediamo alla Chiesa di camminare lenta­mente. Deve verificare, convocare delle commissioni, sondare i pro e i contro, tutto ciò che vuole. Noi diciamo: " La Chiesa deve legittimare". Ma chi è questa Chiesa e chi siamo noi? Noi siamo questa Chiesa, e noi abbiamo già legittimato! Ma abbiamo biso­gno di una gerarchia responsabile per non commettere errori, che deve consolidare tut­te le cose buone che accadono. Quando va­do a tavola, non guardo ciò che viene fatto in cucina. Mi basta che mi venga servito un buon pasto. Mangio e sono contento. Per ciò che concerne la cucina, ho piena fiducia! Non rifiuterò il pasto solo perché non so se in cucina vengono rispettate tutte le misure igieniche. È un piccolo paragone .... Capi­sco la preoccupazione dei Vescovi. Quanto spesso ci vengono addossati simili messag­gi ... ci sono anche tante stupidaggini, perfi­no nei giornali ... , che fanno dipendere la salvezza eterna dai loro articoli. Non ci la­sciamo ingannare! Ci sono falsi messaggi, secondo cui la salvezza eterna non viene da Gesù, ma dal tuo Rosario, dal tuo pellegri­naggio, e non dalla confessione, dalla co­munione e dalla conversione ...


Che cosa pensa del digiuno?

Qui il digiuno è sincero. Ci ho riflettuto molto. Qui il digiuno ha una giusta dimen­sione, orientata verso un miglior utilizzo delle cose. Noi sciocchi corriamo il perico­lo di esagerare in tutto. Così roviniamo o­gni cosa buona che ci viene data. Distrug­giamo tutto perché siamo peccatori. Di­sprezziamo anche il cibo, poiché mangia­mo troppo. Così roviniamo anche la nostra salute. E poi facciamo una cura per dima­grire. Facciamo movimento, corriamo ... La Madonna dice: "Digiunate due giorni a settimana!". Va bene, va benissimo quello che ci chiede. Tutti quelli che possono de­vono seguire questo metodo di digiuno. Ci sono persone che non possono, perché non ne hanno la forza. Allora bisogna di­giunare in altro modo. Ci sono cose che u­tilizziamo male, ad esempio la televisione. Penso che il digiuno più importante di cui abbiamo bisogno sarebbe spegnere la televisione quando ci sono programmi osce­ni, anche Internet.

continua.....

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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Set 11, 2008 8:16 pm

Intervista con Padre Jozo dopo la Santa Messa del 24.6.2007 a Medjugorje




Padre Jozo, oggi ricordiamo i primi giorni delle apparizioni della Madonna a Medjugorje. Ci può dire come ha vissuto, Lei personalmente, quei primi giorni di apparizioni?


Quel giorno, il 24 giugno, ero a Zaga­bria in un chiostro in cui facevamo gli e­sercizi spirituali. A mezzogiorno ricevetti una lettera molto interessante da un sa­cerdote, un membro del Terzo Ordine, che era venuto dall'America. Mi raccon­tava che aveva fatto un sogno e mi ave­va descritto il sogno nella sua lettera. Nel sogno gli era apparsa la Madonna ed egli parlava della mia parrocchia di Medjugorje e di tutto il mondo. La prima cosa a cui pensai fu perché questo sa­cerdote avesse sentito la necessità di mettere per iscritto il suo sogno. Riportai la lettera a casa e quando venni a Medjugorje, la posai sul tavolo. Più tardi la polizia prese questa lettera. Ancora oggi mi dispiace di non essere stato più attento. Per me questo fu un grande se­gno, in considerazione di tutto quello che doveva succedere in seguito.

Il 25 giugno 1981 partii da Zagabria per Medjugorje. Pernottai a Posusje, ma nes­suno mi disse niente delle apparizioni. So­lo a Mostar, dove incontrai una donna del­la parrocchia, venni a sapere che la Ma ­donna appariva a Medjugorje. Non misi subito in relazione la lettera e l'incontro con la donna.

Quando arrivai a Medjugorje, mi incon­trai con i fanciulli e cominciai a parlare con loro. Le loro parole erano molto semplici, ma anche così intense che giunsi alla con­clusione che non potevano dire simili cose da soli. Ciononostante provai paura e an­gustia per tutto ciò. E se non è vero, se qualcuno li ha convinti, li ha manipolati op­pure li ha drogati? Quando i ragazzi furono portati a Mostar per essere esaminati dagli esperti, fui contento di sentire che erano completamente sani. Quindi il Vescovo venne nella casa parrocchiale per parlare con loro. Poi parlò con un uomo che era stato guarito a Medjugorje. Il Vescovo era entusiasta, felice. Tutti erano felici, solo io no, poiché volevo vagliare tutto molto at­tentamente e non accettarlo così facilmen­te. Sentivo di non aver bisogno di sensa­zioni, ma di preghiera, di uomini che dan­no risposta al Vangelo. E, vede, il Signore e la Madonna hanno avuto pazienza con me.



Oggi è un giorno di ringraziamento alla Madonna per tutto ciò che ha fatto durante questi 26 anni. Che cosa Le vorrebbe dire oggi?


Oggi sono felice e sono grato alla Ma­donna per ognuno dei Suoi messaggi, per ogni anima che ha toccato e che è venuta a Medjugorje, nonostante tutte le difficoltà e le tentazioni.

Oggi L'ho ringraziata anche per ogni lacrima, per tutti quelli che camminano a piedi nudi, per ogni confessione e per ogni confessore, per ogni preghie­ra di pentimento e per ogni conversio­ne. Sono grato soprattutto perché il Cielo si è aperto e Dio qui è diventato grande, potente, onnipotente nel mon­do attuale.

Oggi, dopo 26 anni, migliaia di pelle­grini vengono da me: nel 1981 neanche in sogno avrei potuto pensare che Rus­si, Cinesi, Indiani e Filippini sarebbero venuti qui, che gente dai più remoti an­goli del mondo sarebbe venuta qui. So­no felice che i parrocchiani credano fermamente, nonostante tutte le diffi­coltà che abbiamo incontrato dall'inizio fino ai giorni nostri. Essere testimoni della Madonna ripaga. E quando un giorno la Chiesa esprimerà il suo giudizio su tutto, quelli che non hanno rico­nosciuto la loro fede al momento giusto soffriranno.

A me dispiace che oggi qui, a questa Messa, il primo celebrante non sia uno dei grandi uomini della terra, Papa Be­nedetto XVI o uno dei Cardinali del no­stro popolo. Non devono aver paura, poiché qui viene celebrato Dio, qui ci sono così tanti frutti, avvengono così tante conversioni spirituali e guarigioni del corpo. Non c'è bisogno di altre di­mostrazioni per poter credere, poiché qui il Vangelo è diventato vivo in modo speciale. Qui la Madonna è presente come Madre, come Serva, e ci invita tutti a venire ad adorare Suo Figlio.



È stato bello, oggi, vederla sull'altare insieme ai veggenti, che alla fine della Santa Messa sono venuti per recitare il "Magnificat" .


Mi sono sentito così felice che mi sono venute le lacrime agli occhi. Ho ringra­ziato per tutte le grazie che Dio ha river­sato e continuerà a riversare su di noi per mezzo della Madonna. Il mondo, gli uomini, oggi non possono ringraziare Dio a sufficienza perché non ci sono parole con cui poter ringraziare, ma la ter­ra può accogliere il seme e poi portare abbondanti frutti. Tutte queste persone qui, con la pelle di diversi colori, neri, bianchi, gialli, in tutte le loro lingue oggi lodano Dio. Chi non accetta e non vuole vedere tutto ciò, resta privo di qualcosa. Se qualcuno non sa vedere qui la glorifi­cazione di Dio, del nome di Dio, del Dio Salvatore e di Sua Madre, è veramente incapace, gli manca qualcosa. Perciò DOBBIAMO pregare ed essere perseve­ranti in questa preghiera, affinché un giorno tutti possano credere e accettare ciò a cui la Madonna ci esorta durante tutti questi anni.



Perché la Madonna resta con noi per così tanti anni?


Proprio perché non è facile per Lei ri­scaldare il cuore di pietra degli uomini, un cuore che è diventato saturo, manipolato da tanti profeti e dai peccati del tempo at­tuale. Ma sono contento, e sono contento anche dei veggenti, che da 26 anni parla­no instancabilmente della Madonna e del­ la Sua chiamata. Questa sera glorificano a ragione la Madonna e cantano per Lei qui sull'altare, cantano la Sua preghiera: il Ma­gnificat.

I veggenti sono qui un mezzo e un se­gno, gli strumenti che suona l'artista più grande e famoso di tutti i tempi e di tutti i continenti: Dio stesso. I veggenti sono il segno visibile, li possiamo toccare, attra­verso la loro voce e la loro preghiera tutti noi riceviamo la grazia di Dio. Sono uomi­ni scelti in modo particolare da Dio e dalla Madonna. Per loro tramite, tutte le benedi­zioni e le grazie scorrono su tutti noi. At­traverso di loro, tutti noi riceviamo grazie come nei primi giorni. Se non avessero te­nuto duro, neanche noi oggi saremmo qui.

Se avessero fatto un passo falso nei momenti di tentazione e di persecuzione e non fossero stati fedeli al loro compito, an­che per noi non sarebbe possibile provare in tale misura a Medjugorje ciò che Dio ri­versa su tutti noi durante questo tempo di grazia.

I veggenti sono lo strumento della Ma­donna e Lei parla attraverso di loro, fa conoscere i Suoi messaggi e li trasmet­te. Perciò è meraviglioso che essi siano in mezzo ad un popolo che è venuto a vedere e a conoscere la Madonna. Oggi ci dicono di essere coloro che hanno vi­sto la Madonna con i propri occhi, e per­ciò oggi, qui, ci dicono: "Non abbiate paura, non vi sbagliate, non commettete un peccato se cercate qui la Madonna ". Infatti anche oggi hanno parlato con Lei. I veggenti sono i garanti delle apparizio­ni della Madonna e della grazia che si realizza qui. Perciò sono sempre felice e grato per ognuno di loro.



Anche Lei è rimasto per tutto questo tempo sul cammino a cui ci chiama la Madonna ....


Sono pronto a tutto, purché sia resa gloria al nome di Dio e al nome della Ma­donna. Per un singolo pellegrino sono pronto ad andare di nuovo in prigione, a diventare schiavo, a ricevere gli sputi, ad essere deriso e biasimato. La grazia che scorre qui è inarrestabile e per essa va­le la pena dare la vita. Sento che dob­biamo dare il nostro contributo a questa grazia attraverso la sofferenza e la fati­ca. Quando la Madonna dice: "Il mio sta­re con voi è una grazia per tutti voi, per­ciò sfruttate questo momento di grazia", allora ogni credente, ogni pellegrino che cammina a piedi scalzi, deve compren­dere questa grazia. Migliaia di persone verranno qui a piedi questa sera con il Rosario in mano, da chissà dove, sali­ranno a piedi sulla collina e apriranno il loro cuore affinché la benedizione di Dio vi si possa riversare. Dobbiamo pregare per ogni pellegrino, allontanare da lui lo spirito cattivo e liberarlo affinché trovi la retta via, e questo succede solo con la preghiera e il digiuno.

Medjugorje deve avere avversari e persone che la rifiutano, poiché Medju­gorje è opera di Dio. Medjugorje deve a­vere i suoi tattici, deve avere uomini co­me Pilato e come Erode. Medjugorje de­ve distinguersi, come hanno fatto lo stesso Gesù e il Vangelo. Deve essere perseguitata o accettata, rifiutata o esal­tata. Medjugorje non è un fenomeno per l'applauso. Medjugorje non sta sul pal­coscenico, ma è un lievito all'opera di giorno in giorno. Il Vescovo non sa che oggi si prega, si celebra una solennità, e che non c'è un raduno più grande al mondo, più profondo e meglio preparato di quanto lo sia stata questa Novena. È importante che i pellegrini comprendano e accettino Medjugorje come Chiesa vi­vente. Cara Maria e caro Gesù, grazie per questa giornata e per la grazia che avete elargito in tutti questi anni!

Medjugorje è un miracolo e una grazia per tutti noi. Medjugorje non esiste per essere da noi giudicata e apprezzata. Non ci sono bilance con cui oggi possia­mo misurare tutto quello che Medjugorje ha fatto. L'uomo non può giudicare le o­pere di Dio, non le possiamo pesare, ma possiamo solo ammirarle e ringraziare Dio in ginocchio. Medjugorje è opera di Dio e ci invita a metterci in ginocchio per ringraziarLo, cantarLo e lodarLo. Medju­gorje è una grazia che viene riversata nei nostri cuori e tutti noi ripartiamo da qui felici.

(Intervista di vd)


Articolo tratto da “Medjugorje Un invito alla preghiera Maria Regina della pace” n° 73

Testo preso da Innamorati di Maria
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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Lun Ago 18, 2008 4:06 pm

La famiglia coreana

La Regina della Pace ha operato grandi miracoli per i pellegrini che vengono da questi paesi lontani.

Una famiglia dalla Corea è venuta in pellegrinaggio e loro hanno portato il figlioletto di pochi anni sordo­. Terminati i giorni del pellegrinaggio, la mamma ha deciso di restare a Medjugorje fino a quando, ha detto al marito, la Madonna non mi fa la grazia.

Ha preso in affitto un piccolo alloggio e, ogni giorno, con il sole . o con la pioggia si è recata sulla Collina, sul Krizevac, alla funzione in chiesa. Ogni giorno, nel Santuario era la prima ad entrare e l'ultima alla sera ad uscire. La croce del figlio era per lei molto pesante e le procurava molto dolore.
Dopo circa tre mesi, come al solito è stata a fare la Via Crucis sulla montagna, portan­do il figlio in braccio.
Dinanzi alla IV Stazione, che raffigura Gesù che incon­tra la Madre , lei ha ricevuto la grazia di poter abbraccia­re e stringere a sé il figlio con un amore mai sperimentato. Ha sentito il suo cuore unito al Cuore della Beata Vergine e ha anche lei pronunciato il suo 'fiat'.

Tornata nel piccolo alloggio, si è messa a preparare qual­cosa da mangiare mentre il piccolo era nell' altra stanza. Ad un certo punto ha sentito cantare Ave, Ave Maria; si affaccia alla finestra e vede i pellegrini che vanno verso la Collina e cantano Ave, Ave Maria.

Ritorna alle sua faccende e stavolta si accorge che il canto proviene dalla stanza dove è il bambino. Corre e sente il suo figlio che canta. Lei lo chiama, lui risponde. E dice alla mamma che quando pronuncia "Ave, Maria" il suo cuore esulta di gioia. Il piccolo è stato miracolato! Euforica per la gioia, la donna chiama al telefono il mari­to e gli comunica la grande notizia.

Questo miracolo ha prodotto anche la conversione del marito, diventato cattolico, ed ora sono una bella e feli­ce famiglia, umile e piena di ringraziamento alla Madonna. Questa famiglia, ottenuto il permesso, ha de­ciso di lasciare un segno sul Podbrdo. Hanno regalato la bella statua in marmo che possiamo vedere proprio lì dove la Madonna è apparsa, affinché hanno detto, tutti sappiano che la Madonna asciuga le lacrime e aspetta tutti noi.

Carissimi, questa donna c'insegna che occorre fare sacri­fici e che il sacrificio fatto con amore sempre dà i suoi frutti. I milioni di pellegrini che sono venuti e che continuano a venire non fanno turismo, perché il turista non ­sceglie le difficoltà né, come te e come me oggi, il sudore. Questa chiesa ogni giorno è piena di pellegrini che ­cercano aiuto, la luce, e non si tratta di turismo o di curiosità. Restare nel sudore un'ora, due, tre ore ... , perché?

Voglio fare un sacrificio, affinché più profondamente entri in me il seme della Parola, della grazia, dell'amore, e io possa dare più abbondanti frutti!



Tratto da “OSSERVATE I FRUTTI” di fra Jozo Zovko
dal sito Informazioni da Medjugorje
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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Lun Ago 18, 2008 3:06 pm

Rosanna, non e' un problema e poi ripetere certe cose non fa mai male cosi' la gente le capisce meglio.
Il problema e' che questo topic si apre alla pagina sbagliata invece di mandarci subito all'ultimo argomento per cui uno fa confusione. Bisogna aspettare Daniele, lui si spera che rimediera' tutto.

Ciao ciao
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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Maria R. il Lun Ago 18, 2008 11:22 am

Giacomina, scusami, ho letto i messaggi (da te inserti) della Madonna di Mediugoie, ho letto anche padre Jozio, e mi sono resa conto che le cose che ho detto nel mio precedente messaggio, erano già state dette......
scusami

Che Dio ci benedica!
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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Maria R. il Lun Ago 18, 2008 8:52 am

A proposito del digiuno, così invocato dalla Madonna,io credo che il digiuno non sia solo astenersi dal cibo, ma principalmente significa astenersi dal peccato. Dedicare un giorno alla bellezza dell'anima astenendosi anche dalle più piccole debolezze, tipo la critica, il malumore, pensieri negativi, le piccole scortesie, ripicche cretine, e sorridere... sorridere al prossimo, sorridere al cielo e sentirsi in pace con la propria coscienza. E poi il cibo, io mi astengo dalle cose che più mi piacciono, stare completamente digiuna per un giorno non ci riesco, mangio qualcosa, poco, ma devo mangiare. Sono più capace di gesti di fraternità, d'amore per il prossimo, ma.... a stare completamente digiuna per un giorno, confesso, non ci riesco!

Che il Signore ci benedica.
MariaRosanna

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La Madre della Pace

Messaggio  Anna Giacomina il Dom Ago 17, 2008 10:41 pm

LA MADRE DELLA PACE

di Padre Francesco Rizzi
Cappellano per gli italiani nel Santuario di Medjugorje


Un'istruzione fondamentale, penso la più importante che la Madonna ci ha richiamato alla mente in questi 26 anni, è che la nostra vita non può essere nella pa­ce se non siamo riconciliati con Dio e tra di noi (Messaggio del 26 giugno 1981). Cri­sto è la nostra pace! (Ef.2,14). La fede in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo è il fon­damento della pace; Lui ci dona la Sua pa­ce (Gv.20,19-20) . Il frutto della pace ci ri­corda Maria, è il perdono che abbiamo ri­cevuto da Suo Figlio, grazie alla Sua incar­nazione, passione, morte e risurrezione e frutto del perdono è l'Amore di Dio riversa­to nei nostri cuori dallo Spirito Santo (Rm 5,5).

"Costruire" un mondo senza Dio, signi­fica voler edificare un mondo senza pace; Cristo è il pacificatore. Costruire la nostra vita senza Dio, è fabbricare la nostra casa senza speranza e prospettiva e senza le fondamenta (MI. 7,24-27).

Maria, invitandoci ad accogliere Gesù come Re della Pace (Messaggio del 25 di­cembre 1994), ci insegna ad accogliere la speranza che in Cristo siamo salvati e con la speranza la gioia di essere amati e re­denti dal Suo amore per ciascuno di noi. Attraverso la preghiera del cuore, a cui ci chiama la Madonna (Messaggio del15 no­vembre 1984), conosciamo l'Amore di Dio. Nella preghiera del cuore ci sentiamo a­mati. Nella preghiera del cuore, coltiviamo in noi l'interiorità di Maria: la fede, la spe­ranza, la carità, la lode, l'umiltà di sentirci creature, la disponibilità al servizio e: "la volontà ad offrire la nostra vita a servizio del bene e della pace" (messaggio del 25 gennaio 1991).

Il teologo Hans U. von Balthassar, uno dei più grandi del secolo scorso scriveva su Medjugorje: "Oggi è molto vivo il proble­ma della pace nel mondo e Maria dà indi­cazioni molto concrete su come si possa evitare la catastrofe, più preghiera, più a­more e qualcosa del tutto dimenticato, il di­giuno" (Cfr. A proposito di apparizioni, in Id., La realtà e la gloria. Articoli e interviste 1978-1988. Edit, Milano1988, pago 45).

Maria che è la Chiesa Immacolata , vie­ne a noi peccatori in cammino come pelle­grini verso l'eternità. Maria ci ricorda come accogliere il dono messianico della pace: Preghiera e digiuno (Cfr. Balthasar H. U . von, Le grazie di Medjugorje, in Id., La realtà e la gloria, pag 67).

È chiaro che quando la Madonna ci invi­ta alla preghiera e al digiuno, si sottinten­de che non sono mai un fine, ma un mez­zo per accettare la volontà di Dio; rima­nendo aperti al Suo progetto per seguire le orme di Gesù Cristo. La preghiera perse­verante e il digiuno donano a chi le pratica una grande confidenza in Dio; perché a­prendoci al dialogo con l'altissimo ne fac­ciamo l'esperienza più profonda. Grazie a questa confidenza, la persona si apre con fiducia al perdono di Dio; cioè alla riconci­liazione, favorendo in questo modo la cau­sa della pace. Se la pace se non è accolta nel nostro cuore; non nasce in esso da so­Ia e non può estendersi al nostro prossimo e quindi al mondo intero. La pace è dina­mica e vive solamente nel cuore di coloro che sanno amare e perdonare; ma la forza di amare e perdonare la attingiamo da Cri­sto. Cfr. padre Slavko Barbaric: El ayuno, pago 55-56, Ed. Medjugorje.

In questo modo ci adoperiamo come ve­ri ed autentici costruttori della pace: se nel­la preghiera e nella conversione quotidia­na ai comandamenti di Dio e al santo van­gelo accogliamo in noi il dono messianico della pace e diventiamo uomini e donne capaci di costruire un mondo più evangeli­co, meno egoista ed aperto a Dio Creato­re e Salvatore dell'universo.

Perché la parrocchia di Medjugorje è di­venuta in questi ventisei anni uno dei cen­tri mariani spirituali più importanti al mon­do? (Questo oramai è un dato di fatto che oggi nessuno può contestare, nel 2007 la parrocchia di Medjugorje ha visto la visita di due milioni di pellegrini). La ragione va scoperta nell'accoglienza di tutti coloro che venendo qui, hanno accolto l'invito della Madonna alla preghiera, alla conver­sione quotidiana e alla penitenza.

Senza la preghiera, ci ricorda la Madre , non c'è un cammino autentico di conver­sione e di pace, perché la fede senza la preghiera non è viva (messaggio del 10 ot­tobre 1981). La preghiera quotidiana e i sacramenti, l'eucaristia e la confessione nutrono di giorno in giorno la nostra vita spirituale: la fede, la speranza e la carità.

Senza l'amore per la croce, non può es­serci un cammino di santità. Senza l'amo­re per la croce non accogliamo la pace. Frutto della croce è la pace di Cristo e frut­to della croce è lo Spirito Santo e frutto dello Spirito Santo è la gioia legata alla speranza: la vita eterna ci e' stata donata; le porte dell'eternità sono spalancate. Ca­ri figli, anche oggi vi invito alla preghiera. In questo tempo di grazia che la croce sia per voi il segno indicatore dell'amore e del­l'unità attraverso le quali viene la vera pa­ce. Perciò figlioli, pregate in questo tempo specialmente perché nei vostri cuori na­sca il piccolo Gesù, creatore della pace ... (Messaggio del 25 novembre 1999).

Accogliere Maria nella nostra vita spiri­tuale, è accogliere il suo invito alla conversione, alla preghiera, alla fede e alla pace. La donna della Parola di Dio fatta carne in Lei, ci educa a mettere in pratica la Paro ­la di vita e di verità del vangelo.

Dio ci chiama attraverso Maria alla con­versione e alla pace. Rispondere sì alla Regina della Pace, è rispondere sì a Dio e alla grande opera della Pace che il Padre in Suo Figlio ha realizzato.

Questo insegnamento siamo invitati a portarlo nelle nostre famiglie, che devono essere delle comunità di pace. Dalla fami­glia alla comunità umana. La famiglia è la più importante comunità umana e la cellu­la più importante della società (Cfr. Apo­stolicam Actuositatem 11). Dalla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, si costruisce una vera ed autentica comunità umana. Nel rispetto della legge morale naturale stabilità dalla sapienza del Creatore, l'uomo è chiamato a risalire alla norma giuridica.(cfr. Messaggio di pa­pa Benedetto XVI, per la giornata mondia­le della pace 2008).

Con l'aiuto della grazia, comunicata a noi nella preghiera e nei sacramenti, pos­siamo costruire un mondo più umano da consegnare alle generazioni future. Com­battiamo la buona battaglia della fede (1Tm.6,12). Non smarriamoci dietro i falsi idoli e le felicità terrene che mai potranno in noi soddisfare la fame e la sete, di ve­rità, di giustizia di eternità e di pace che Cristo colma nella Sua accoglienza. Non stanchiamoci di fare il bene, perché a suo tempo raccoglieremo (GaI. 6,9). Racco­glieremo i frutti dello Spirito Santo dato a noi da Cristo morente sulla croce (Gv. 19,34).

Concludendo questo breve articolo, possiamo affermare che il messaggio che ci viene da Medjugorje dalla Santa Madre di Dio, dalla Madre del Re della Pace (Re­gina della Pace), è un messaggio di spe­ranza e di eternità. E' un messaggio di vita e un incoraggiamento a proseguire sul­la via del bene, per costruire con Maria il nuovo mondo della pace. Tutti siamo invi­tati a questa straordinaria evangelizzazio­ne che la "Regina della Pace" sta portan­do avanti nel mondo. Ciascuno di noi è im­portante nel piano di Dio: "Voi non potete capire quanto sia grande la vostra perso­na nel disegno di Dio (messaggio del 25 gennaio 1987). Ciascuno di noi con l'acco­glienza dei messaggi della Madre di Dio, avrà la consapevolezza di essere un testi­mone e un portatore della pace in questo mondo senza pace, ma che la desidera ar­dentemente (messaggio del 25 luglio 1990).



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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Ven Ago 01, 2008 1:49 pm

Preghiera del pellegrino che torna a casa

di P.Slavko Barbaric tratta dal libro "Pregate col cuore"

Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando ti rechi in pellegrinaggio a Medjugorje, sei invitato a pregare in chiesa, a partecipare alla Santa Messa, a confessarti, a metterti in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, a salire sul Krizevac (il monte che ci richiama alla mente la passione di Cristo, la nostra sofferenza e la nostra croce) e a pregare sul Podbrdo, la collina delle Apparizioni. Credo che hai fatto tutto questo, che hai rinnovato la tua fede, il tuo amore e la tua speranza, e che ti sei convinto quanto Dio ti e vicino. E' questo il motivo del tuo viaggio a Medjugorje. E in verità, qui Dio è vicino a tutti coloro che lo cercano. Si fa sentire, si fa amare. Egli ci da la forza di consacrarci a Lui. Qui Dio ha fatto sgorgare la sorgente della Pace per mezzo della Regina della Pace.
Sono convinto che adesso ti sorge spontanea una domanda, che del resto molti altri pellegrini si pongono: Qui è tutto bello, qui è tutto facile, tutti pregano, tutti cercano Dio. Ma che sarà una volta tornato a casa? Che cosa potrò fare perché la mia pace cresca, il mio amore si sviluppi, la fiducia prenda il posto della sfiducia, lo spirito della riconciliazione sia più forte di quello della discordia? La domanda è decisamente importante.
Medjugorje è per i pellegrini quello che è stato il Tabor per i discepoli: bisogna convincersi che è possibile vivere l'amore e sperimentare la gloria di Dio ma bisogna tornare a casa, ognuno nella sua Gerusalemme, nel quotidiano, al lavoro, allo studio, in mezzo a tante persone che non hanno le stesse convinzioni. Si, bisogna tornare a casa! Nella chiesa di Medjugorje hai pregato a lungo. Non ti è stato difficile salire sul Krizevac, indipendentemente dal buono o cattivo tempo.
Hai trovato il tempo per salire sul Podbrdo, e sei stato felice. Adesso metti da parte Medjugorje, come comunità parrocchiale, e torna a casa portando con te, nella tua mente e nel tuo cuore i luoghi e gli eventi di Medjugorje. Siamo certi che a casa troverai il tuo Krizevac, è la tua croce.
A casa ritroverai la sofferenza che vi avevi lasciata. Essa ti aspetta. Ma non temere! Il Krizevac di Medjugorje non è affatto più facile del tuo Krizevac, anche se, per molti, esso è diventato più comprensibile e più accettabile, da quando, per volontà di Dio, il monte più piccolo, cioè la Collina delle Apparizioni è diventata luogo d'incontri più intensi con Dio per mezzo di Maria. Perciò anche se a casa ti attende il tuo Krizevac, fatto più delle volte di sofferenze e di afflizioni di cui non sei personalmente colpevole e responsabile, erigi subito accanto ad esso un monte più piccolo, la tua Collina delle Apparizioni in un angolo del tuo appartamento o della tua casa. Sopra ci metterai una Croce più piccola, un lume, la Bibbia, il rosario e l'inginocchiatoio! Li capirai il tuo Krizevac, il tuo passaggio e il tuo tramonto. Accanto alla Collina delle Apparizioni, il Krizevac diventa il luogo della risurrezione, poiché nessun Krizevac esiste per distruggerti e rovinarti, ma per aiutarti a giungere alla salvezza. Ricordatelo bene!
La Madonna ha preso sul serio le parole di Cristo. Essa viene con Te sul tuo Krizevac, sul tuo Calvario, come del resto ha detto espressamente nel messaggio di Natale del 1986:

"Cari figli! Anche oggi ringrazio il Signore per tutto quello che mi sta facendo, in modo particolare per il dono di poter stare anche oggi con voi. Cari figli, questi sono giorni in cui il Padre offre grazie particolari a tutti coloro che gli aprono il cuore. Io vi benedico e desidero che anche voi, cari figli, conosciate le grazie e tutto mettiate a disposizione di Dio, perché Lui sia glorificato attraverso voi. Il mio cuore segue attentamente i vostri passi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"

Questo messaggio è valido non soltanto per chi sta a Medjugorje, né soltanto per i veggenti. Esso è stato rivolto a me e a te. Ritorna a casa, benedetto per sempre da Chi e benedetto in eterno! E costruisci l'altare su cui comincerai a offrire ogni giorno le tue croci e le tue sofferenze, le tue amarezze e le tue afflizioni, la speranza e la gioia, l'amore e la fede! Cosi avrai anche tu la tua chiesa, il tuo Krizevac e il tuo Podbrdo.
Se farai cosi, Dio sarà con te e Maria SS. seguirà attentamente i tuoi passi. Va in pace. Porta a tutti la pace e la benedizione!



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La confessione mensile

Messaggio  Anna Giacomina il Lun Lug 28, 2008 9:05 am

La confessione mensile


Se devi attraversare un torrente impetuoso, getta dei grossi sassi, uno dopo l’altro, e posando i piedi su questi, riuscirai a vincere l’impetuosità delle acque. Ogni confessione è un passaggio nel cammino vorticoso della vita che, con le sue prove e tentazioni, con le sue sofferenze e i suoi peccati, tenterà di impedirti il cammino verso Dio. La Madonna ci esorta ad accostarci a questo sacramento, oggi in crisi nella prassi di tanti cristiani, che hanno smarrito il senso di Dio e, di conseguenza, del peccato che offende Dio e disobbedisce alla sua volontà, alla sua Legge.

“Oggi voglio invitare tutti alla Confessione, anche se vi siete confessati solo qualche giorno fà. Desidero che viviate la mia festa nel vostro intimo. Ma non la potete vivere, se non vi abbandonate completamente a Dio. Perciò vi invito tutti a riconciliarvi con Dio!” (24 – 3 – 1985).

Oh! Il dono della confessione frequente.

“Cari figli! Questa Quaresima è per voi uno speciale stimolo al cambiamento di vita. Cominciate fin da questo momento! Spegnete il televisore e lasciate in disparte le varie cose che non sono utili per voi. Cari figli, vi invito alla conversione individuale. Questo tempo è per voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (13 – 2 – 1986).


Ogni confessione ti riporta a casa ciò che hai perduto ascoltando lui, il nemico delle anime. Un sasso buttato nello stagno fa scomparire sott’acqua tutte le rane. Così ogni confessione distrugge in te il peccato, lo fa scomparire nel mare infinito della Misericordia di Dio. La volpe astuta, il maligno, cerca di ingannarti, portandoti via il dono della Grazia dalla tua anima, col peccato. Non ascoltarlo!

Il piccolo schermo (la televisione), spesso in combutta con lui, con spettacoli superficiali o indecenti, non lasciandoti lo spazio per la preghiera, ti impedisce di progredire, e può rovinare la tua anima. “Spegnete il televisore”, ci esorta la Madre , “vi invito alla conversione individuale”.

Cari figli! Anche oggi vi invito a preparare i vostri cuori per questi giorni, in cui il Signore desidera in modo particolare purificarvi da tutti i peccati del vostro passato. Voi, cari figli, non potete farlo da soli, perciò sono qua io ad aiutarvi. Pregate, cari figli, solo così potrete conoscere tutto il male che sta in voi e presentarlo al Signore in modo che il Signore possa purificare del tutto i vostri cuori. Perciò, cari figli, pregate senza sosta e preparate i vostri cuori nella penitenza e nel digiuno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (4 – 12 – 1986).


Grazie, cara Madre, i tuoi messaggi sono un invito prezioso nella nostra vita moderna, esagitata, sono sassi che ci metti nelle mani per destreggiarci con santa furbizia nel dramma stupendo e affascinante della vita, ma duro e pericoloso. Medjugorje è il dono della tua venuta tra noi: fà che ne apprendiamo il messaggio e che ne usiamo con gioia ed esultanza dello spirito.




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La preghiera con il cuore: il Santo Rosario

Messaggio  Anna Giacomina il Sab Lug 26, 2008 10:30 pm

Il Santo Rosario


Non c’è insistenza più grande da parte della Santa Vergine a Medjugorje, nei suoi messaggi, della “preghiera”. Colpisce, come un sasso gettato dalla fionda che penetra direttamente nella fronte, cioè nella mente e nel cuore, l’esortazione continuamente ripetuta dalla Madonna: “Pregate, pregate, pregate!”. Ne parlavano continuamente anche i Santi; ma nelle parole della Regina della pace c’è un accento tutto particolare, insistente, pieno di amore e di sollecitudine materna.
Dicevano i Santi: “Chi prega si salva, chi non prega si danna!”; e padre Pio aggiungeva: “E chi prega così, così, è sempre in pericolo!”.
La preghiera è il respiro dell’anima, e senza respirare si muore! Basta questa semplice affermazione per capire l’indispensabilità e la necessità della preghiera. La Regina della pace a Medjugorje ci parla della preghiera del cuore: che cos’è? Sentiamo le sue parole:

Preghiera del cuore:

“Cari figli! Oggi vi ringrazio per ogni apertura del vostro cuore. Sono pervasa di gioia per ogni cuore che si apre a Dio, particolarmente se è di questa parrocchia. Gioite con me! Tutte le preghiere che fate, offritele per l’apertura dei cuori che sono in peccato. Lo desidero io, e lo desidera Dio attraverso di me.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (18 – 4 – 1985).


Il cuore è la sede più profonda dell’uomo, là dove si decide l’orientamento fondamentale della propria vita, come dice Gesù: “Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adulteri, le prostituzioni, i furti...” (Mt 15, 19), ma anche positivamente: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5, 8 ).
La Madonna ci esorta, dunque, a lavorare i nostri cuori, a dissodarli, a ripulire ogni angolo del nostro cuore, perché sia un cuore bello.

“Cari figli, ogni cosa ha il suo tempo. Oggi vi esorto ad iniziare a lavorare i vostri cuori. Ormai tutti i lavori dei campi sono terminati. Voi trovate il tempo per ripulire anche i locali più nascosti, ma il cuore lo lasciate da parte. Lavorate di più, e con amore ripulite ogni angolino del vostro cuore.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (17 – 10 – 1985).


Che cos’è la preghiera del cuore? E’ la preghiera non astratta, non ragionata secondo schemi intellettualistici, ma quella che nasce spontaneamente dall’intimo, cioè dal cuore, come un bambino che parla al papà, alla mamma, con piena fiducia, con abbandono, senza calcolare le parole, sapendo che il papà e la mamma capiscono al volo i suoi bisogni personali. E’ una preghiera che affonda direttamente nell’oceano dell’amore di Dio, come il sasso tuffato nell’acqua, avvolto dalle onde, e che espande e diffonde a cerchi concentrici il proprio bisogno.

Cari figli! Oggi v’invito tutti a far sì che la vostra preghiera sia preghiera del cuore. Ognuno trovi il tempo per la preghiera, perché in essa possa scoprire Dio. Non voglio che parliate di preghiera, ma che preghiate davvero. Che ogni vostro giorno sia pieno della preghiera di ringraziamento a Dio per la vita e per tutto quello che avete. Non voglio che la vostra vita sia piena di parole, ma che glorifichiate Dio con le opere. Io sono con voi e ringrazio Dio per ogni momento che passo con voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (25 – 4 – 1991).


E’ lo Spirito Santo che deve guidare e ispirare la nostra preghiera, lo spirito nuovo che proviene da Dio. “Vi darò un altro Consolatore, lo Spirito di verità che procede dal Padre”, (cfr Gv 15, 26), dice Gesù: “Egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio” (Rom 8, 27), afferma l’apostolo Paolo. La nuova creatura, nata da Dio, prega con uno spirito nuovo, con un cuore nuovo.

Cari figli! Oggi vi voglio dire di cominciare a lavorare nei vostri cuori come lavorate sui vostri campi. Lavorate e trasformate i vostri cuori, perchè nei vostri cuori prenda possesso un nuovo spirito che proviene da Dio.Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (25 – 4 – 1985).

Guai all’abitudine, rovina tutto. Non crescere, “regredi est”, è regredire!

Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera fatta col cuore, e non per abitudine. Alcuni vengono, ma non desiderano progredire nella preghiera. Perciò voglio ammonirvi quale Mamma: pregate affinché in ogni istante la preghiera prenda il sopravvento nei vostri cuori.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (2 – 5 -1985).


Grazie Mamma del Cielo, perché sei venuta ad insegnarci a pregare col cuore!


Rosario:

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette! Il sasso era rimbalzato sul pelo dell’acqua sette volte. Un record per noi ragazzi. Quante volte la Vergine SS. ha fatto rimbalzare nei suoi messaggi il richiamo alla preghiera del Rosario, perché meditando sui misteri della salvezza, portata da Gesù sulla terra, ci radichiamo sempre più nella fede, oggi tanto minacciata da un mondo in combutta col maligno.

Perché la Madonna ama tanto il Rosario? Forse perché è una lode a Lei? Chi pensasse questo, non avrebbe ancora capito bene il Rosario che ha al suo centro Cristo, come diciamo nell’Ave Maria: “E benedetto il frutto del tuo seno, Gesù”.

Se nel Magnificat la Vergine ha esclamato: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1, 48 ), è perché profeticamente ha annunciato la sua gioia nel sentir ripetere il saluto angelico lungo i secoli, che è l’annuncio dell’Incarnazione del Figlio di Dio nel suo grembo verginale; e Lei rivive la gioia della realtà della venuta del Salvatore per il suo “sì”, la vive insieme a noi: si è realizzata la salvezza profetizzata da tutto l’Antico Testamento, predetta da Mosè e dai profeti.
Che cosa di più bello della salvezza, avvenuta nel Figlio suo nella pienezza dei tempi, per tutti gli uomini? Che cosa di più gioioso e di più felice?
Maria di Nazareth vuole solo magnificare l’Onnipotente: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore” (Lc 1, 46-47).

E veniamo ai veggenti. Alla domanda di Marija Pavlovic’: “Che cosa vuoi dire ai Sacerdoti?”, la Madonna ha risposto così:

“ Cari figli! Vi esorto ad invitare tutti alla preghiera del Rosario. Col Rosario vincerete tutti gli ostacoli che Satana in questo momento vuole procurare alla Chiesa Cattolica. Voi tutti, Sacerdoti, recitate il Rosario, date spazio al Rosario.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (25 – 6 – 1985).


Il Rosario è la fionda di Davide che abbatte il Maligno. E la Madonna dice ancora:

“Cari figli! Mi avete aiutato con la vostra preghiera a realizzare i miei progetti. Continuate a pregare, affinché questi progetti si realizzino pienamente. Chiedo alle famiglie della parrocchia di recitare il Rosario in famiglia.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. (27 – 9 – 1984).


La Famiglia! E’ la realtà che più sta a cuore a Dio, insieme ad ogni persona umana, e che forma la cellula primordiale della società e della Chiesa. Il Figlio di Dio ha voluto nascere in una famiglia, la Santa Famiglia di Nazareth. E la Regina della pace sa quanto è importante la famiglia e come Satana ha cercato in questi anni di distruggere la realtà della famiglia con altre realtà aberranti, perverse, abominevoli. Lei è venuta a salvare la “Famiglia” dalle trame del diavolo.

Il Papa Giovanni Paolo II°, nella Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, afferma:

“Il rosario è anche preghiera della famiglia e per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva l’unione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità… La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio”.

E ritorniamo ai veggenti: questa apparizione avvenne inaspettatamente, alla vigilia dell’Assunta. Ivan stava pregando in casa. Poi cominciò a prepararsi per venire in chiesa, alla liturgia serale. Improvvisamente gli apparve la Madonna e gli disse di trasmettere alla gente questo messaggio:

“Vorrei che la gente in questi giorni pregasse con me. E che preghi il più possibile! Che inoltre digiuni il mercoledì e il venerdì; che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi…”. (14 – 8 – 1984). La Madonna ci ha chiesto di accogliere questo messaggio con ferma volontà.

Rosario intero (centocinquanta Ave Marie) e digiuno: due sassi molto preziosi e con una forza di penetrazione tutta speciale, dirompente, nei confronti del male, del peccato e di Satana. Ce lo dice quest’altro messaggio:

Cari figli! Oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non solo la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario: solo il Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi, finché Dio lo vuole. Grazie, perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie, perché la vostra risposta serve al bene e alla pace.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (25 – 1 – 1991).


Col Rosario si ottengono anche i miracoli, ma occorre una fede viva: “Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” (Mt 17, 20); “Chiedete e vi sarà dato” (Lc 11, 9).

La Madonna vuole aiutarci: “Afferrate il Rosario: solo il Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita”. Mettiamo alla prova queste parole della Regina della pace, insistiamo nella preghiera, e vedremo delle conversioni meravigliose, dei prodigi stupendi: tanti ne sono avvenuti a Medjugorje!

“Cari figli! Oggi vi invito a cominciare a dire il Rosario con fede viva, così io potrò aiutarvi. Voi, cari figli, desiderate ricevere grazie, ma non pregate, io non vi posso aiutare dato che voi non desiderate muovervi. Cari figli, vi invito a recitare il Rosario: il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia, così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (12 – 6 – 1986).


Sia ogni nostra “Ave Maria”, recitata con vivida fede e con amore filiale, una perla per intrecciare alla Madonna una bella collana, da offrirle con gioia.





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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Lun Lug 21, 2008 9:31 pm

IL DIGIUNO

Il digiuno fa bene!

“Cari figli, vi ringrazio di tutte le preghiere; grazie di tutti i sacrifici. Desidero invitarvi, cari figli, a rinnovare i messaggi che vi sto dando. Soprattutto praticate il digiuno, perché con il digiuno conseguirete e mi darete la gioia di vedere realizzato interamente il progetto che Dio ha qui, a Medjugorje.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!” (26 – 9 – 1985).



Gesù digiunò nel deserto 40 giorni e 40 notti, e senza pane. Tanto che Satana, per il gran dispetto che aveva in cuore per quel sacrificio gradito a Dio, tentò subito di rovinare quell’esperienza salutare coll’invitare Gesù a cambiare le pietre in pane. La Madonna maternamente ci viene incontro, e ci invita a digiunare a pane ed acqua, perché sa bene quanto siamo fragili, e vuole gradatamente aiutarci ad allenare la nostra volontà alla battaglia contro le nostre passioni, il mondo e Satana.

“Il digiuno migliore è quello a pane e acqua. Con il digiuno e le preghiere si possono fermare le guerre, si possono sospendere le leggi della natura. La carità non può sostituire il digiuno. Coloro che non possono digiunare possono tuttavia sostituire il digiuno con la preghiera, la carità e una confessione: ma tutti, tranne gli ammalati, sono chiamati al digiuno”. (21 – 7 – 1982).

Tutti – dice la Madonna – tranne gli ammalati, sono chiamati al digiuno! Con il digiuno e le preghiere si possono fermare anche le guerre: mettiamo alla prova le affermazioni della Regina della pace, non perché non crediamo alle sue parole, ma perché credendo a Lei, la Madre di Dio, che non inganna e non può ingannare, otterremo grandi favori divini e grandi grazie. Le guerre si fermeranno e avremo la pace! Vedremo anche i miracoli, perché Dio è Signore del creato.

“Cari figli! Oggi vi invito ad iniziare a digiunare con il cuore. Vi sono molte persone che digiunano, ma fanno questo perché lo fanno gli altri. E’ diventata un’abitudine, che nessuno vorrebbe interrompere. Chiedo alla parrocchia di digiunare in segno di ringraziamento, perché Dio mi ha permesso di rimanere così a lungo in questa parrocchia. Cari figli, digiunate e pregate con il cuore!
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (20 – 9 – 1984).


La Madonna sa che il digiuno può diventare una formalità, un’abitudine, perciò ci invita a digiunare con il cuore, cioè come un’offerta gradita a Dio.

“Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai, da quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancor più intensamente. V’invito a qualche rinuncia per la durata di 9 giorni, perché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. V’invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e offrirle a Dio. Perciò preghiamo che tutto quello che ho cominciato, si realizzi completamente.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (25 – 8 – 1991).


Occorre fare delle novene! La Regina della pace ci dice che c’è una continuità tra i segreti iniziati a Fatima e i segreti di Medjugorje: Satana intuisce il pericolo per lui e per il suo regno di male, e vorrebbe ostacolare i piani della Donna vestita di sole (cf. Ap 12, 1), e perciò viene “a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù” (Ap 12, 17).

Dio aveva detto: “Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gen 3, 15). Ecco perché la Vergine ci viene a chiedere di aiutarla con la preghiera e il digiuno: sono come due martelli che colpiscono la testa del serpente antico, dell’orgoglioso. E’ Dio che guida la storia: e Fatima è legata a Medjugorje! La situazione è seria e domanda responsabilità: accogliamo i messaggi della Madonna e diffondiamoli, perché l’unione fa la forza. Più siamo, e meglio aiuteremo la Madre nostra, se faremo con serietà e gioia ciò che Lei ci dice.

“Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. In questo tempo la pace è minacciata in un modo particolare, e chiedo a voi di rinnovare il digiuno e la preghiera nelle vostre famiglie. Cari figli, Io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera. Ma voi pregate poco. Cari figli, Io sono con voi e v’invito a cominciare con serietà a pregare e a digiunare come nei primi giorni della mia venuta.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (25 – 7 – 1991).


La pace è minacciata! Ecco il perché del digiuno (e delle preghiere). Mettiamo il sasso del digiuno nella nostra fionda e affrontiamo il nemico delle nostre anime, Satana, come diceva Davide a Golia: “Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti… che tu hai insultato” (1 Sam 17, 45), non con baldanza, ma con l’umiltà che la Regina della pace ci insegna; non contando sui nostri mezzi, ma sulla potenza di Dio che invochiamo con la preghiera e il digiuno, che disperde i superbi nei pensieri del loro cuore e innalza gli umili.



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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Ven Lug 18, 2008 4:01 pm

LA BIBBIA

“Gutta cavat lapidem”, la goccia d’acqua scava la roccia!

“La goccia dice al sasso: “Dammi tempo e ti bucherò…”. Quando qualcosa sembra troppo duro per te, fai come la goccia, concediti tempo e gioisci per ogni piccolo passo; nel tempo ti accorgerai che con le tue piccole gocce avrai distrutto ciò che ti pareva impossibile sconfiggere… Coraggio, si comincia con piccole scelte…”.

Una di queste scelte è di mettere la Bibbia in un posto strategico in casa, in modo da inciamparvi dentro, come un grosso sasso che non si riesce ad evitare. L’acqua viva della Sacra Scrittura scaverà nel nostro cuore torrenti di Grazia e di Luce.

“Cari figli! Oggi vi invito a leggere ogni giorno la Bibbia nelle vostre case: collocatela in un luogo ben visibile, in modo che sempre vi stimoli a leggerla e a pregare.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!” (18 – 10 – 1984).


La Bibbia va letta con la luce dello Spirito Santo, Spirito di verità, e non semplicemente con la nostra debole intelligenza, con la nostra ragione, perché è Parola di Dio, e solo lo Spirito di Dio può penetrare nei pensieri del Signore , nelle profondità di Dio. Allora scopriremo, come nelle profondità del mare, bellezze rare e realtà stupende che arricchiranno la nostra anima di tesori divini; scopriremo i disegni divini negli avvenimenti della nostra vita, e il perché della venuta della Regina della pace in mezzo a noi a Medjugorje. Per capire la Bibbia bisogna mettersi in ginocchio. La teologia va studiata in ginocchio: e allora capiremo i misteri di Dio.

“Cari figli! Oggi nel grande giorno che mi avete regalato, desidero benedire tutti e dirvi che questi giorni, in cui sto con voi, sono giorni di grazia. Io desidero insegnarvi e aiutarvi a camminare sulla strada della santità. Ci sono molti che non vogliono sentire i miei messaggi né accettare con serietà quello che Io dico; ma per questo, invito voi e prego perché con la vostra vita e nella vita quotidiana, testimoniate la mia presenza. Pregate; Dio vi aiuterà a scoprire la vera ragione della mia venuta. Perciò, figlioli, pregate e leggete la Sacra Scrittura perché, attraverso la mia venuta, possiate scoprire nella Sacra Scrittura il messaggio che è per voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (25 – 6 – 1991).


Gesù ha detto: “ ‘Chi ha sete venga a me e beva. Chi crede in me, come dice la Scrittura , fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno’. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui” (Gv 7, 37-39).



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L' Eucaristia

Messaggio  Anna Giacomina il Mer Lug 16, 2008 11:09 pm

L’Eucaristia è il tesoro dei tesori. L’altare è una rupe da cui sgorga una sorgente d’acqua viva. La Madonna vuole svelarci la ricchezza infinita della Santa Messa nella quale viene generata l’Eucaristia, Dio con noi, alla lettera. Le nostre chiese sono la tenda in cui l’Emmanuele ha preso dimora in mezzo a noi.

“Cari figli, Dio desidera farvi Santi; perciò, attraverso me v’invita all’abbandono totale. La Santa Messa sia per voi vita! Cercate di comprendere che la chiesa è la casa di Dio, il luogo dove Io vi riunisco e desidero mostrarvi la strada che conduce a Dio. Venite e pregate! Non osservate gli altri e non criticateli. La vostra vita sia, invece, una testimonianza sulla strada della santità. Le chiese sono degne di rispetto e consacrate, perché Dio, che si è fatto uomo, sta dentro di esse giorno e notte. Perciò, figlioli, credete, e pregate che il Padre vi accresca la Fede , e poi chiedete ciò che vi è necessario. Sono con voi e gioisco per la vostra conversione. Vi proteggo con il mio manto materno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. (25 – 4 - 1988).


Passando davanti ad una chiesa, anche da lontano, magari quando si viaggia in autostrada, dovremmo pensare alla divina presenza. Quando si ha la fortuna di transitare davanti alla chiesa del proprio paese, perché non mettere dentro il naso e salutare il nostro Dio con tutto il cuore? Lui ci attende con infinita bontà. E benedette quelle parrocchie dove si è instaurata la santa abitudine dell’Adorazione Eucaristica: i nostri sassi, cioè le nostre preghiere, le nostre invocazioni non andranno a vuoto, cadranno al centro, alla sorgente di tutto, e irradieranno attorno a sé, a cerchi concentrici, onde di Grazia divina per tantissime anime.

“Anche questa sera, cari figli, vi sono particolarmente riconoscente per essere venuti qui. Adorate senza interruzione il santissimo Sacramento dell’altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari”. (15 – 3 – 1984).

La Madonna è sempre presente, come Lei ci dice, davanti al Figlio suo, vivo nell’Eucaristia, e lì si ottengono grazie speciali.
“Messa ascoltata, giornata guadagnata!”, dicevano i nostri nonni. Ma bisogna accogliere nel cuore la Santa Messa.

“Cari figli! In questi giorni Satana si accanisce perfidamente contro questa parrocchia, mentre voi, cari figli, vi siete impigriti nella preghiera e non partecipate numerosi alla Messa. Siate forti nei giorni della prova!
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (17 – 1 – 1985).


La Madonna ha chiesto ai parrocchiani di Medjugorje la Santa Messa quotidiana: perché non farci anche noi un pensiero! Io butto il sasso: speriamo che rimbalzi più volte nella vostra mente e la muova ad andare alla chiesa per la Messa , anche nei giorni feriali, e che poi si inabissi nei vostri cuori, lasciandovi la convinzione della bellezza e della ricchezza della celebrazione della Santa Messa. Anche i bambini devono essere invogliati a partecipare con gioia all’Eucaristia. Ha detto Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite”.

“Cari figli! Oggi vi invito a rinnovare la preghiera nelle vostre famiglie! Cari figli, spronate anche i più piccoli alla preghiera e che i bambini si rechino alla S. Messa.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (7 – 3 – 1985).


“Cari figli! Vi invito a una preghiera più attiva e all’ascolto della Messa. Desidero che ogni vostra Messa sia esperienza di Dio. Voglio dire in particolare ai giovani: siate aperti allo Spirito Santo, poiché Dio vi vuole attirare a sé in questi giorni in cui Satana è all’opera.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (16 – 5 – 1985).


Sembra che la Vergine SS. abbia un debole per i giovani, sia ragazzi che ragazze. Infatti sa che sono aperti a grandi cose e che sognano una vita bella: Lei vuole aiutarli a realizzare questi sogni che Dio ha messo nel loro cuore, sia che vogliano costruire una bella famiglia cristiana, sia che il Signore li chiami, con un disegno di predilezione, alla vita consacrata o sacerdotale. Non si scoraggino! “Scrivo a voi, giovani, perchè… avete vinto il maligno”, scrive san Giovanni nella sua prima lettera (1 Gv 2, 14). Chiedete il dono dello Spirito Santo! E Satana sarà sconfitto. La sua opera sarà inefficace in voi, solo se saprete resistere qualche minuto in più nella tentazione.

“Cari figli! Desidero ricordarvi che questo è un tempo privilegiato per voi della parrocchia. D’estate, dite che siete molto occupati. Adesso non avete particolari lavori nei campi; perciò lavorate su di voi personalmente! Venite a Messa, perché questo è un tempo che vi è dato in dono. Cari figli, sono in molti a venire regolarmente (a Messa), anche se fa cattivo tempo, perché mi vogliono bene e desiderano manifestare in modo speciale il loro amore. Vi chiedo di dimostrare il vostro amore col venire a Messa; il Signore vi ricompenserà largamente.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. (21 – 11 – 1985).


Buttiamo il sasso della partecipazione alla Santa Messa domenicale anche nel cuore dei nostri amici o dei figli, anche se temiamo qualche rifiuto o qualche risposta sgarbata, e saremo una benedizione per molti.


Riflessioni di don Mario Brutti
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Anna Giacomina

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Re: Insegnamenti da Medjugorje

Messaggio  Maria R. il Dom Lug 13, 2008 3:35 am

Purtroppo anche io, in famiglia ho una situazione più o meno simile a quella descritta da Silvia. Sono la più giovane di 4 fratelli e vivo con la mamma (non sono sposata), il babbo è morto da tanti anni. I miei fratelli non si confessano e non vanno a messa da anni. E i miei nipoti, come i genitori, non vanno a messa. E io soffro tanto ma proprio tanto!
Per di più nella mia casa c'è una situazione molto ma molto dolorosa che vivo sin dall'infanzia. E io non so più che fare. Ho in casa l'acqua santa e continuo a benedire con l'acqua santa e a pregare. perchè non succeda il peggio. E sono stanca, tanto stanca di tutto questo, ho dei momenti di sconforto e mi affido all'infinita misericordia del Signore.

Pace e bene.

M. Rosanna

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I 5 sassi

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Lug 10, 2008 9:51 pm

I 5 sassi


Forse anche tu, da ragazzo, passando vicino ad uno specchio d’acqua con i tuoi compagni di gioco, hai preso dei sassi ben levigati e piatti, e hai sfidato i tuoi amici nel gioco a chi gettava questi sassi a pelo d’acqua, facendoli balzare più volte sulla superficie, contando il numero di questi balzi, prima che il sasso si inabissasse nelle profondità dell’acqua. Vinceva chi riusciva a collezionare il maggior numero di balzi.

Oppure hai gettato un sasso nell’acqua del lago, o di uno stagno, per vedere i cerchi concentrici sulla superficie dell’acqua, provocati dall’impatto con la massa d’acqua, allargarsi sempre più e irradiarsi sulla superficie dello stagno.

Avviene la stessa cosa per chi va pellegrino a Medjugorje: sente allargarsi il cuore, si tuffa nella preghiera come non mai, gli nascono nell’intimo tante speranze che balzano alla mente e che portano pace all’anima.

Famosi sono i cinque sassi, quei cinque ciottoli lisci che Davide scelse dal torrente per abbattere il gigante Golia (cfr. 1 Sam 17,40). Nel singolare duello tra il giovane Davide, fulvo di capelli e di bell’aspetto, e il formidabile guerriero filisteo Golia, la meglio toccò a Davide che si era fidato di Dio (“Tu vieni a me – dice Davide - con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato”).

Chi ha incontrato p. Jozo nel pellegrinaggio a Medjugorje, ha certamente sentito parlare dei “cinque sassi”, immagine che evoca e sintetizza i messaggi della Madonna nelle sue apparizioni ai 6 veggenti di Medjugorje: Vicka, Mirjana, Marija, Ivan, Jakov e Ivanka.

La Vergine Maria ci mette tra le mani 5 sassi per abbattere Satana che tenta di spaventarci e di rovinarci. Infatti Satana, che nella sua grande superbia presume di essere simile a Dio, vorrebbe asservirci a sé; ma nonostante tutta la sua spavalderia e la forza che possiede, non è capace di vincerci, se con umiltà ci affidiamo a Dio e alla sua Santa Madre. Non può creare un solo filo d’erba, perché Dio solo è capace di “creare”. E Dio, attraverso Maria SS., crea figli suoi anche tra le pietre di Medjugorje: e ce ne sono tante. Quante conversioni in questi anni, attraverso la Regina della Pace. Ella chiama tutti i suoi figli, li vuole tutti salvi. E’ possibile, dunque, vincere Satana, ma occorre usare i mezzi adatti.

Esiste purtroppo una triplice alleanza di morte: tra Satana, il mondo e le nostre passioni (o il nostro “io” orgoglioso). Per rompere questo legame, questa alleanza, ecco i “cinque sassi” che la Vergine SS., angosciata per la rovina di tanti suoi figli, ci porge nella sua materna sollecitudine:

1. La Preghiera con il cuore: il Rosario

2. L’Eucarestia

3. La Bibbia

4. Il Digiuno

5. La Confessione Mensile.



“Cari figli –così ci invita la Regina della Pace-, vi invito alla conversione individuale. Questo tempo è per voi! Senza di voi il Signore non può realizzare ciò che vuole. Cari figli, crescete di giorno in giorno attraverso la preghiera, sempre più verso Dio”.

Diceva sant’Agostino: “Colui che ci ha creati senza di noi, non può salvarci senza di noi!”, cioè Dio vuole aver bisogno degli uomini.

La Madonna ci prende per mano uno ad uno, individualmente - infatti vuole la nostra conversione “individuale” - , e non ci guarda come massa, perché per Lei siamo tutti “figli”: vuole la nostra salvezza eterna e donarci la gioia di vivere.




Riflessione di don Mario Brutti

tratto da "Informazioni da Medjugorje" http://www.infodamedjugorje.altervista.org .
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I cristiani di oggi...

Messaggio  Andrea il Mar Mag 20, 2008 5:41 am

Parole sacrosante...

Purtroppo è un fenomeno che dilaga sempre di più! Quando penso che anche qui da noi, la colonia italiana locale conta più di 3000 anime ed in chiesa se ne vedono non più di 200 - 250... mi viene, purtroppo di confrontarci con gli albanesi che ogni domenica sra riempono la chiesa non trovando nemmeno un posto!

Ma la Madonna ci ha insegnato la strada della preghiera... perchè non la seguiamo???

Pace e bene

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