Marco capitolo 11

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Re: Marco capitolo 11

Messaggio  Andrea il Sab Ott 25, 2008 6:03 am

Marco 11, 27 - 33

Questione circa l’ autorità di Gesù


Continuanado la sua attività a Gesrusalemme, Gesù si impegna in una serie di controversie con i capi dei giudaismo. Primi arrivano gli scribi, esperti della legge. Questi sono uno dei tre gruppi che fanno parte del sinedrio. Loro sono le guide spirituali del popolo ebraico, poi sono gli anziani, membri laici del sinedrio ed infine i capi dei sacerdoti le autorità del tempio. Questi ultimi formano un collegio che prende decisioni riguardo i sacerdoti e questioni di culto.

La prima domanda fatta a Gesù riguarda l’ autorità con la quale Lui insegna nel Tempio e gli chiedono: “Chi ti ha dato autorità di farlo?” Ma Gesù risponde con una controdomanda: Rispondetemi voi: il battesimo di Giovanni era dal cielo o dagli uomini? Ed ecco che loro messi in imbarazzo dicevano tra loro: “Se diciamo dal cielo, ci dirà perchè non gli avete creduto? Ma se diciamo dagli uomini?” Non è a caso che Gesù pone una domanda sullà operato di Giovanni: chi non è in grado di accogliere la parola del precursore non può neanche accettare la parola messianica del Figlio di Dio. Questa linea è stata sempre seguita da Gesù fino a quel momento.

Benchè nel suo comportamento e le sue espressioni si manifesta l’ identità messianica, essa rimane un enigma per chi non ha il coraggio di parlare liberamente. Cosi rispondono a Gesù: “Non lo sapiamo” .

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Re: Marco capitolo 11

Messaggio  Andrea il Ven Ott 17, 2008 9:55 am

Marco 11, 20 - 26

Fede e preghiera

Si tratta di una piccolA sezione di questo vangelo che si riferisce alla preghiera. Divide in due parte il fatto del fico maledetto e disseccato, ed inserisce in mezzo l’ azione di Gesu` al Tempio. E` , questo un modo di dare un simbolismo con riferimento alla sterilita` d’ Israele, che non ha capito, o non ha voluto capire, l’ importanza della venuta di Cristo sulla terra. Un Israele che non da` frutto. Un Israele secco e sterile. Un Israele, che, come anche nel passato, nel deserto, ha girato le spalle a Dio !
Ora Marco passa a quanto Gesù riferisce circa la fede e la preghiera. Quel spostamento della montagna nel mare ed il suo collegamento alla fede ci porta a pensare a quest’ ultima quale fiducia totale allo scopo di sorpassare delle difficoltà insormontabili. Pero\ attenzione! Questo particolare non vuol indicare la cattura della potenza divina, ma ad una apertura all’ azione di Dio e al compimento del suo volere.
“A questa condizione la preghiera ha l’ efficaccia e la potenza della fede.che la sostiene” (Rinaldo Fabris, I Vangeli, Marco).
L’ ultima parte di questo brano si riferisce al perdono. La fede in Dio è la principare caratteristica cristiana, che si esprime con una fiduciosa preghiera. Il dono principale di Dio è il perdono. Questo perdono è il frutto della acco-glienza della persona e nello stesso tempo dà credito al suo futuro.

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Re: Marco capitolo 11

Messaggio  Andrea il Sab Ott 11, 2008 4:52 am

Marco 11, 12 – 19

Il fico sterile

Sentire Gesù che maledisce il fico il quale non aveva frutti, malgrado l’ osser-vazione che non era la stagione, provoca ad ogni lettore un disaggio per un gesto che non poteva essere “da Gesù”. Forse allora per trovare il vero significato bisogna cercare altrove... Probabilmente il contesto nel quale si trova questo gesto, ha per destinatari i discepoli.
Se confrontiamo i due momenti del fatto: il primo, Gesù non trova “frutto” su quel albero ed il secondo, nei piazzali del tempio dove Gesù si reca in seguito il tempio che è il centro religioso del popolo di Dio. E, anche là, non trova il frutto che spera: trova i mercanti ed i venditori. In tutti due i casi Gesù rimane deluso, da chè la sua reazione prima e poi.

I venditori cacciati dal tempio

Qui allora troviamo Gesù che interviene nell’ area sacra del tempio! Caccia a malo modo i mercanti, rovesciando i loro banchi. Di questo modo Gesù prende posizione nei confronti delle attività che si svolgono sotto gli occhi dei sacerdoti e del sommo sacerdote. Una conseguenza di questo fatto la troviamo quanto poi Gesù è accusato di aver minacciato la distruzione del tempio. Ed e\ quella stessa accusa che viene rivolta a Cristo durante la sua marcia verso il Calvario.
A questo punto Marco separa i due momenti: l’ intervento di Gesù contro i mercanti nel tempio stesso e l’ insegnamento conseguente dove conferma che la sua casa sarà chiamata “casa per tutte le genti” (Is 56,7). Qui bispgna pensare che il tempio era diviso in due sezioni: quella del popolo e quella dei gentili, facendo capire che questo era là annuncio della fine delle discri- minazioni tra giudei e gentili. (Sulle lastre di pietra sulla balaustra c’ era segnato il confine tra i gentili e gli ebrei che non dovevano sorpassarlo!). La frase di Gesù rivolta ai mercanti di aver trasformato il tempio in una spelonca di ladri è quella che fà decidere i sacerdoti e gli scribi di farlo morire.
Dopo questa scena Gasù si ritira dalla città e và a Betania.

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Marco capitolo 11

Messaggio  Andrea il Lun Ott 06, 2008 3:56 pm

Marco, 11, 1-11

Inmgresso di Gesù a Gerusalemme

In questo 11” capitolo del Vangelo di Marco.il Racconto del dramma di Cristo arriva al suo culmine. Gesù si incammina verso Gerusalemme che è la sua méta definitiva. Si incammina verso il luogo del suo sacrificio, il luogo dove avrà fine la missione affidatagli dal Padre. E si incammina in piena coscienza di quanto lo aspetta! Più della metà di questa parte del 11” capitolo è dedica-ta al fatto dell’ asinello sul quale nessuno aveva ancora montato. Era dunque un asinello destinato al sacrificio. Là ingresso allora di Gesù a gerusalemme ha, anche un significato simbolico, in quanto Gesù si presenta come il Messia inviato dal Signore per portare la salvezza al popolo ebraico.
Le acclamazioni che seguono l’ ingresso di Gesù alla città sono intonate in un clime di festa regale e di un entusiasmo che deriva dall’ attesa.a questo punto bisogna pensare che le attese del popolo ebraico per una liberazione e conseguente salvezza è legata al regno di Davide. (dal quale anche Gesù è discendente). Questo appare anche nella preghiera della sinagoga del I secolo: °Il germoglio di Davide, tuo servo, ga prontamenre fiorire ed esalta la sua potenzaper mezzo della tua salvezza, perchè nella tua salvezza abbiamo sperato ogni giorno°

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