La Sindone -- Itinerario scientifico (1a parte 1-20)

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La Sindone -- Itinerario scientifico (1a parte 1-20)

Messaggio  Andrea il Sab Mar 01, 2008 9:17 am

1. La Sindone - Itinerario scientifico

[size=16]2. La Sindone è un lenzuolo di lino che ha certamente avvolto il cadavere di un uomo che è stato flagellato, coronato di spine, crocifisso con chiodi e trapassato da una lancia al costato. Le tradizionali dimensioni erano riportate come 436 cm di lunghezza e 110 cm di larghezza fino a tempi recenti. Dopo l’intervento dell’estate 2002, le nuove misure comunicate ufficialmente sono 442 cm per 113 cm. Possiamo distinguere le linee carbonizzate causate dall’incendio del 1532: il lenzuolo ripiegato fu perforato in un punto da materiale rovente che proveniva dal reliquiario che stava fondendo; una volta che la Sindone fu aperta, i fori della bruciatura erano ripetuti in molti punti. Possiamo anche distinguere gli aloni causati da acqua come pure le riparazioni fatte dalle Clarisse di Chambéry nel 1534 (queste riparazioni sono state rimosse nel 2002). Lungo l’impronta umana possiamo distinguere la ferita del piede destro, la ferita sul polso sinistro, la ferita nel costato, la ferita sulla fronte, ferite sulla testa dovute alla corona di spine, contusioni dovute al trasporto del patibulum (la trave orizzontale della croce), colpi di flagello su tutto il corpo, il tallone e la pianta del piede destro.
3. Fra il 25 e il 28 maggio 1898, un avvocato, Secondo Pia, realizzò la prima fotografia della Sindone. Egli scoprì che l'immagine impressa sulla Sindone (in alto) si comporta come un negativo fotografico del corpo che fu avvolto nel lenzuolo. Essa rivela nella lastra negativa (in basso) come un positivo del corpo. Infatti, quando una persona fotografa la Sindone, non fotografa il corpo, perché il corpo non è attualmente nella Sindone, ma fotografa un negativo del corpo, che il corpo stesso ha lasciato nella Sindone.
4. Durante l’Ostensione del 1931 per le nozze di Umberto di Savoia, il fotografo professionista Giuseppe Enrie ha fotografato la Sindone. Possiamo confrontare la fotografia di Enrie (a destra) con la fotografia del Pia (a sinistra).
5. L’emozionante scoperta del negativo ha mostrato in modo molto preciso le caratteristiche dell'Uomo della Sindone. Ciò fu l'inizio degli studi e delle ricerche, in particolare nel campo medico-legale.
6. La Sindone è stata fotografata di nuovo nel 1969 (a sinistra) e nel 1978 (di destra).
7. Molti particolari sono apparsi nel negativo.
8. Nel 1978, dall’8 al 14 ottobre, molti scienziati, la maggior parte dei quali membri dello statunitense STURP (Shroud of Turin Research Project), hanno condotto misurazioni ed analisi sulla reliquia per 120 ore consecutive, per realizzare un'indagine scientifica multidisciplinare.
9. I loro risultati hanno mostrato che è un lenzuolo di lino, filato e tessuto nella regione del Medio Oriente. La manifattura rudimentale del materiale, la torcitura Z in senso orario dei fili, la tessitura in diagonale 3 a 1, la presenza di tracce di cotone egizio antichissimo, l'assenza di tracce di fibre animali (infatti gli Ebrei tessevano la lana e il lino con telai separati), sono tutti elementi che rendono verosimile l'origine del tessuto nell'area siro-palestinese del primo secolo. Il tessuto a spina di pesce è di grande valore: quindi l'uomo che è stato avvolto in questa Sindone deve essere stato un uomo di alto livello. Un ladrone doveva essere sepolto senza un lenzuolo in una tomba comune.
10. La Sindone (a destra) a confronto con materiali egizi del secondo secolo d. C. (a sinistra) presenta somiglianze.
11. Sulla Sindone c’è una cucitura laterale identica a quelle esistenti su stoffe ebraiche del primo secolo trovate a Masada, una collina vicino al Mar Morto.
12. La cera sulla Sindone indica una traccia di antichi riti.
13. È stato preso materiale con nastri adesivi. Questo materiale successivamente è stato studiato in diversi laboratori. Sulla Sindone è stata trovata la presenza di cristalli di aragonite (un tipo di carbonato di calcio) con impurezze simili a quelle dell’aragonite trovata nelle grotte di Gerusalemme; inoltre sono state trovate aloe e mirra, le spezie funebri profumate usate dagli Ebrei nel primo secolo; e una grande abbondanza di pollini del Medio Oriente, che non esistono in Europa.
14. Granuli di polline di Haplophyllum tuberculatum, una pianta desertica che cresce in Israele ma non in Europa.
15. Granuli di polline di Althaea officinalis, una pianta che cresce in Israele ma anche in Europa.
16. A sinistra: Zygophyllum Dumosum, una pianta desertica che cresce in Israele ma non in Europa. A destra, in alto: Cistus Creticus, una pianta che cresce nella zona mediterranea di Israele. A destra, in basso: Gundelia Tournefortii, una pianta della steppa che cresce in Israele ma non in Europa.
17. La Gundelia Tournefortii cresce soltanto in Medio Oriente; lo Zygophyllum Dumosum cresce soltanto in Israele, in Giordania occidentale ed al Sinai. Sulla Sindone sono stati identificati i pollini di 77 diversi tipi di piante, tre quarti delle quali non esistono in Europa e 13 delle quali sono tipiche ed esclusive del deserto vicino a Gerusalemme. Avinoam Danin, un botanico ebreo dell'università di Gerusalemme, usando un archivio di più di 90.000 siti di distribuzione delle piante, ha verificato che il luogo più adatto per tutte le specie di piante, i cui pollini sono stati identificati sulla Sindone, si trova in un raggio di 20 chilometri intorno a Gerusalemme.
18. Le macchie di sangue e siero sul lino non sono riproducibili con mezzi artificiali. È sangue coagulatosi sulla pelle di un uomo ferito. Si è ridisciolto per fibrinolisi a contatto con la stoffa umida per un periodo di circa 36 ore. La fine del contatto è avvenuta senza causare un movimento che avrebbe alterato i bordi delle tracce di sangue. In altre parole, rimane inesplicabile come sia finito il contatto fra il corpo ed il lenzuolo senza alterare i trasferimenti che avevano avuto luogo. La permanenza del cadavere nella Sindone per un periodo di tempo limitato può essere dedotta non soltanto dall'interruzione del processo fibrinolitico ma anche dall'assenza di qualsiasi segno di decomposizione.
19. Si tratta di sangue umano maschile ricco di bilirubina: ciò significa che appartiene ad una persona che ha sofferto un grande trauma. È sangue di gruppo AB. Questo è il gruppo sanguigno meno comune; soltanto il cinque per cento della popolazione appartiene a questo gruppo sanguigno.
20. Sulla Sindone è stato scoperto anche un globulo rosso
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