La storia dello scisma

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La storia dello scisma

Messaggio  Andrea il Mar Dic 09, 2008 5:40 pm

La storia dello Scisma



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La divisione, dolorosa, della Chiesa in due brani, Occidentale e Orientale, continuando anche nel campo religioso la divisione dell’ Impero Romano, nel 1054 non e` stata fatta con una decisione presa lì per lì. Ma era il frutto di una controversia che durava da secoli.

Il primo motivo è stato l’ uso del termine “filioque” aggiunto nel Simbolo di Nicea (il Credo) che monaci spagnoli hanno iniziato ad usare già dal VI secolo e contiua ancora oggi a tenere divise “le due chiese”. L’aggiunta della parola “filioque” da parte dei latini occidentali è stata considerata, dai cristiani di oriente (bizantini), arbitraria, e fatta senza il loro consenso. Infatti a Nicea il Concilio ecumenico si tenne con la presenza di 318 padri e si concluse con la pubblicazione di un testo nel quale il termine in questione non compariva.

Successivamente , quando fu convocato a Costantinopoli nel 381 un nuovo concilio ecumenico perché definisse bene il testo del credo, soltanto 150 padri ne facevano parte. Questi redassero un testo, rifacendosi a quello precedente ma aggiunsero,il termine “filioque” spinti dall’esigenza di specificare fin nei dettagli la consistenza della dottrina e differenziarla dall’arianesimo. Lo scontro fu fin dall’inizio su una questione di autorità. Il ridotto numero dei padri che avevano optato per questa nuova redazione del credo non poteva giustificare una diversa scelta fatta da una maggioranza più che doppia. Così Il filioque diede inizio ad una disputa infinita anche sul piano teologico. Furono esaminate le differenze che l’introduzione del termine poteva portare. Così si procedette attraverso i secoli e la lunga storia arriva ai nostri giorni. (p. Niceforo Vidalis, I Pontefici Romani. Atene 1994, p. 154).

Intanto la versione codificata del Credo divenne il testo ufficiale. Documenti lo attestano nel 587 a Toledo (Spagna), al tempo dell’ arianesimo, che era molto diffuso: versione del cristianesimo differenziato dal cattolicesimo nel ambito trinitario. In seguito l’uso si diffuse anche in Francia. Delle incertezze che sono sorte, portarono al ripudio dal concilio di Gentilly nel 767. Qualche anno piu` tardi e precisamente nel 809, Carlo Magno convoco` un concilio a Aix-la-Chapelle, dove papa Leone III proibì l’ utilizzo del filioque sotto minaccia di anatema per chi lo volesse utilizzare nel futuro.Poi però si diffuse piano piano in tutte le liturgie latine di rito romano entrando nella tradizione.

La disputa sul filioque fu una delle ragioni dello “scisma d’ Oriente”. Il Patriarca di Costantinopoli Fozio (o Fotio) (861 – 879) entrò in conflitto con il Papa e, questa disputa è stata considerata quale dottrina eretica dalla chiesa ortodossa, che non accolse l’ aggiunta per due motivi: primo perchè la modifica era stata apportata unilateralmente, mutando un credo approvato dai concili ecumenici, e secondo perchè la formula rifletteva una “visione occidentale” della Trinità, alla quale gran parte dei teologi orientali, si opponeva.

Per altro nel 1014, l’ imperatore Enrico II approffitando dei sentimenti amichevoli di papa Benedetto VIII, è riuscito tanto ad essere incoronato dal Papa stesso, quanto ad imporre il rituale liturgico tedesco con l’ aggiunta del Filioque.Cosi in S. Pietro, per la prima volta il Credo è stato presentato con la parola compresa nel testo. Ufficialmente questa aggiunte è stata riconosciuta dal Concilio di Lione nel 1274 quando è stata sancita anche una unione, di breve durata, delle due Chiese.


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2a Puntata

Messaggio  Andrea il Ven Dic 12, 2008 5:17 am

La storia dello scisma.

L’ oriente accusa l’ Occidente non tanto per la giusta o meno aggiunta dogmatica, malgrado il suo disaccordo con la teologia Occidentale. Quanto per l’azione separata di cambiamento del testo sacro del Simbolo di Fede, malgrado la relativa proibizione dei Sinodi. La chiesa Cattolica, da parte sua, crede di aver avuto questo diritto e che l’aggiunta e` teologicamente corretta, in quanto si basa tanto sulla Sacra Scrittura (Gv 15, 26 – 16,14 - Rm 8,9) quanto sulla tradizione (ss. Efrem, Epifanio ecc.).e` vero che i Padri orientali preferiscono l’ espressione “per mezzo del Figlio” invece che “dal Figlio”, che hanno lo stesso significato.

E` chiaro che la differenza nell’ affrontare l’argomento tra l’una e l’altra Chiesa, dipende dalla metodologia teologica diversa. In verita` la teologia Occidentale della Santa Trinita` parte prima dalla “natura” per passare alla “unione” (Natura Unitas} del mistero Trinitario per poi passare alle Persone. Al contrario la teologia Orientale considera prima le tre Persone per passare poi all’ unione della loro Natura.



SS. Trinità ' Icona Russa di Andrej Rublèv - XV sec.

Un' altro dei motivi di questa discordia e` anche la diversa terminologia. Di questo modo e` diverso il significato che i latini danno alla perola “procedere” ed altra gli orientali con la parola “ekporeuetai” (ekporevete). Il “Procedere’ significa che lo Spirito Santo proviene dal Padre e dal Figlio quale unica sostanza e unione. L’ “ekporeuetai” degli Orientali significa che lo Spirito Santo prende la provenienza solo dal Padre quale “monarco” che consiste nella “fonte unica” dell’ eterna esistenza. (p. N. Vidalis l.c.)

L’ insegnamento degli Orientali sulla “provenienza “ dello Spirito Santo, sicuramente e` accettato dai cristiani dell’ Occidente, in quanto uno ed unico e` il Genitore – Padre. Di questo modo lo Spirito Santo nono puo` avere una doppia provenienza, dal Padre e dal Figlio. Per altro, questa e` la ragione per la quale i Cattolici in Grecia recitano il Credo secondo il testo di Nicea e senza l’aggiuta, mentre in lingua latina, come pure in qualsiasi altra lingua il Filioque ha il suo posto.



Ma torniamo agli eventi storici, e principalmente al papa Nicola I

Nicola o Niccolò I°(san) ,di nobile famiglia romana, ispirò la politica della Chiesa ai tempi del pontefice Benedetto III°, cui succedette nell' 858 e.V., con il favore dell'imperatore Ludovico,II°. Tutta la sua opera fu tesa ad affermare la supremazia del vescovo di Roma rispetto alle altre cariche ves-covili e la sua autonomia rispetto al potere politico (non esisteva allora una preminenza sostanziale da parte del cosiddetto "papato").Tenne testa all'imperatore d'Oriente Michele III°, che aveva deposto il patriarca Ignazio sostituendogli il protospatario Fozio (858 e.V.), al quale Nicola I° ricusò la nomina e sul quale lanciò l'anatema. (Il termine ti protospatario <=prima spada> equivarebbe al grado di generale oppure capo dell’esercito).

Con lu ie` avvenuta la grande e storica controversia tra Roma e Costantinopoli per la questione di Fozio, la quale gia` in quei tempi porto` le due grandi Chiese sull’ orlo dello scisma (863), per fortuna senza stabilirlo. Ha creato pero` tanti contrasti tra l’Oriente e l’ Occidente, senza possibilita` di avvicinamento e portando fino allo sciema definitivo nel 1054.

Lo stesso pero` non possiamo lodare la personalita e la perfetta istruzione teologica di Fozio, senza notare che lo scisma, che e` stato fomentato da lui e che porto` alla divisione delle due chiese. Questa divisione non aveva come causa solo divergenze dogmatiche, ma anche anche ecclesiologiche, dovute alla disputa del patriarca Ignazio (detentore legale del trono Patriarclale) e del mondano Fozio.

Questo fatto era un grandissimo oltraggio all’ ordine ecclesiastico: e cioe` di mettere al posto di un vescovo per rimpiazzarlo da uno laico e non poteva lasciare indifferente il “Primo dei Vescovi” Nicola I. Il suo operato conferma non solo il potere del Papato, ma anche la missione del successore di Pietro, di sostenere i fratelli nella fede e nei principi del cristianesimo.


Ultima modifica di Andrea il Mar Dic 16, 2008 9:32 am, modificato 6 volte

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3a puntata

Messaggio  Andrea il Sab Dic 13, 2008 9:25 am

La storia della Scisma

Passando all’ oriente, troviamo la figura di San Basilio I il Macedone (Imperatore bizantino). S. Basilio ebbe, durante il suo regno, scontri anche con la chiesa di Roma a causa del suo appoggio al patriarca di Costantinopoli Fozio I. Mitigate al momento in cui decise di restaurare nella carica Ignazio I, maggiormente gradito alla curia e a Papa Adriano II. Il Papa rispose con un caloroso messaggio (868). L’anno seguente Basilio invito` il papa ad un Sinodo Ecumenico, il quale avrebbe messo fine alla questione di Fozio. Papa Adriano II, invio` a Costantinopoli due vescovi ed un diacono, per prendere parte a questo Sinodo che assunse ufficialmente il nome di 4° Sinodo Ecumenico. I risultati furono l’anatema definitivo di Fozio e l’ammissione di 27 regole: la 21° riconosceva il Patriarca di Costantinopoli nel secondo posto d’ onore dopo il Papa. In un secondo tempo pero` Fozio venne reintegrato nella carica con ripercussioni notevoli sui rapporti con la chiesa Cattolica e quella Ortodossa. Contrasti che poi sfoceranno 2 secoli dopo nello scisma d’ Oriente – Occidente

Nel finire del 4° Sinodo Ecumenico la rappresentanza bulgara, ignorando Roma, chiese dal Patriarca a quale chiesa dovrebbe appartenere la chiesa bulgara. E` stata convenuta l’ appartenenza a Costantinopoli benche` fosse riconosciuta figlia della chiesa di Roma. Sempre nel 868 arrivarono a Roma i due grandi missionari e “illuminatori” dei popoli slavi, Cirillo e Metodio, portando a Roma le reliquie di san Clemente papa il quale era stato esiliato e e morto il 97 a Ponto (Asia Minore). Papa Adriano ricevette molto amorevolmente i due missionari e li ordinò sacerdoti (secondo altri solo uno). Cirillo e` morto improvvisamente a Roma e la sua tomba si trova nella basilica di san Clemente.


Santi cirillo e Metodio ' Patroni d' Europa

Motivo di controversia fra Roma e Costantinopoli fu anche la cristianizzazione dei popoli slavi, alcuni dei quali – polacchi, moravi, cechi, slovacchi, croati e sloveni – entrati allora nell’ orbita del cristianesimo occidentale, sono ancora oggi in maggioranza cattolici. I russi invece, fin dall’ epoca della conversione al cristianesimo ereditarono la visione culturale e religiosa di Costantinopoli, entrando a far parte della Chiesa ortodossa assieme ai popoli balcanici – serbi, bosniaci, bulgari, rumeni, e albanesi, oltre ai greci.

Lo Scisma fu effettivamente il risultato di un lungo periodo di progressivo distanziamento fra le due chiese. Le dispute alla base dello scisma erano sostanzialmente due. La prima riguardava l'autorità papale: il papa romano reclamava la propria autorità sui quattro patriarcati orientali Costantinopoli, Alessandria Antiochia e Gerusalemme che con Roma formavano la cosiddetta pentarchia. Disposti a concedere al Patriarca di Roma un primato solo onorario e a lasciare che la sua autorità si estendesse solo sui cristiani d'Occidente. L'altra disputa, di ambito trinitario e apparentemente meno "politica" concerneva l'inserimento del filioque nel Credo Niceno. Esistevano inoltre altre cause, meno significative, fra le quali variazioni di alcuni riti liturgici, e rivendicazioni conflittuali di giurisdizione.

La Chiesa si divise lungo linee dotrinali, teologiche, linguistiche. politiche e geografiche, e la frattura fondamentale non si è più rinsaldata.

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4a puntata

Messaggio  Andrea il Mer Dic 17, 2008 5:02 am

Con i passare degli anni le due chiese si allontanavano l’una dall’altra, e arriviamo così alla nomina come Patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario. Nomina fatta dall’ Imperatore Costantino IX Monomaco, all'incirca nel tempo della salita alla cattedra di Pietro del nuovo Papa Leone IX.

E' da notare che mentre il Papa di Roma veniva eletto con il concorso di tante componenti, anche laiche, ma con la prevalenza di quelle ecclesiastiche, il Patriarca di Costantinopoli veniva nominato direttamente dall’ imperatore, a cui doveva dar conto, la qual cosa poneva il capo della Chiesa in seconda fila rispetto all’ imperatore.

Michele Cerulario, sulla scorta della mai e mal digerita variazione del dogma sullo Spirito Santo, cominciò a contestare tutte le innovazioni che Leone IX stava introducendo nelle regole della Chiesa.

Michele I Cerulario, Miniatura del XII sec.
Papa Leone IX

Tale atteggiamento nasceva non da esigenze teologiche e dottrinarie, ma dal fatto che la Chiesa di Roma si era appropriata dei possedimenti ravennati di Bisanzio. La conseguenza era che l’ Impero Romano d’ Oriente veniva estromesso dal controllo della penisola italiana cancellando, di fatto, il primato che essa questa chiesa deteneva sull' Occidente.

Così Michele Cerulario intendeva sottomettere la chiesa di Roma a quella di Costantinopoli. E per far ciò cominciò prima a contestare il celibato ecclesiastico, poi la tonsura della barba e infine la celebrazione dell’eucaristia con pane azzimo.

In questo contesto Papa Leone inviò a Costantinopoli dei suoi legati con l’ incarico di convincere i fratelli d’ oriente a rimuovere le contestazioni e ad accettare le nuove direttive che egli, in qualità di Primate dei cinque patriarchi cristiani, aveva impartito. Pena la scomunica del Patriarca contenutta in una “bolla” già in possesso dei legati.

La missione guidata dal cardinale Umberto di Silvacandida e composta dagli arcivescovi Federico di Lorena e Pietro d’ Amalfi negò la legittimità della elezione di Michele, del titolo di ecumenico del patriarca e il suo preteso secondo posto d’ onore nella gerarchia ecclesiastica dopo il vescovo di Roma. In risposta il patriarca si rifiutò di ricevere i latini, dopodichè il 16 luglio 1054, il cardinale Umberto depositò sull' altare di Santa Sofia la bolla di scomunica di Michele Cerulario e dei suoi sostenitori. Il 24 luglio Cerulario rispose in modo analogo, scomunicando Umberto di Silvacandida e gli altri legati papali. Inoltre i legati papali e i rappresentanti del patriarcato si scagliarono contro l’ anatema gli uni gli altri.

Al momento delle reciproche scomuniche, papa Leone era già morto a Roma e pertanto, l’ autorità del Cardinale Umberto, legato pontificio, era venuta meno. Tuttavia le due Chiese rimasero ferme in umo scisma tutt’ora in essere e da allora in poi, pur considerandosi ciascuna essere cattolica o ortodossa, la chiesa di Roma e quelle ad essa unite, furono note come Chiesa cattolica, cioè universale , mentre quella di Costantinopoli e gli altri patriarcati orientali divennero Chiesa ortodossa, cioè fedele al dogma.

Nel 1055, a Costantino successe, con l’ appoggio di Michele Cerulario, la cognata e co-imperatrice Teodora la quale ricevette un' ambasciata di papa Vittore II, con cui cercò di instaurare una trattativa che non condusse ai risultati sperati.

Nel 1057 Michele Cerulario entrò in contrasto con il nuovo imperatore Michele VI Stratiotico, favorendo la rivolta degli eserciti d’ Asia e l’ ascesa al trono di Isacco I Comneno. Ben presto, però, anche il rapporto con il nuovo imperatore di deteriorò gravemente, tanto da portare Isacco ad abdicare nel 1059, nel timore di una rivolta generale sobillata dal patriarca, cui fu lasciato il compito di disegnare il successore. Michele scelse allora quale nuovo re Costantino Ducas, ma non riusci a vedere il risultato della propria scelta, poichè morì il 21 gennaio di quello stesso anno.

Michele Cerulario non accolse l' invito del Papa e subì la scomunica, a seguito della quale emanò, a sua volta, una scomunica verso i fratelli cristiani d’ Occidente. Queste scomuniche incrociate determinarono lo scisma tra le due chiese. Da allora in poi, la chiesa cristiana di Roma si definì “cattolica”, cioè universale; quella di Costantinopoli si definì “ortodossa” cioè fedele al dogma (quello di Nicea del 325).



Michele Cerulario (da Wikipedia)

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5a parte

Messaggio  Daniele il Mar Dic 30, 2008 12:55 pm

Ai nostri giorni

Oggi, nel 2008, quello che Giovanni Paolo II definì come “Scandalo della divisione” continua a persistere. Benché le due Chiese invochino lo stesso Signore non sono però arrivate a prendere lo stesso Calice della Salute “Calicem salutaris accipiam et nomen Domini invocabo” (PSALMUM 115).
Nella nostra era il primo passo fu fatto dal Papa Paolo VI durante il suo incontro con il Patriarca Atenagora in Terra Santa.

Il patriarca ortodosso Atenagora I incontrò Paolo VI nel 1964. Il colloquio segnò un riavvicinamento tra il cristianesimo ortodosso e il cattolicesimo. Questo fu il primo incontro tra i due capi cristiani.
La cancellazione dalla memoria della Chiesa delle reciproche scomuniche avvenne il 5 gennaio 1964, durante il Tomos Agapis, "l'abbraccio di pace" tra papa Paolo VI e il patriarca ecumenico Atenagora.
Su tali basi è stato possibile riprendere alcune forme di comunione ecclesiale del primo millennio: lo scambio di visite, di messaggi e di missive tra il papa e i patriarchi, la cordiale coesistenza e collaborazione in molte chiese locali, la concessione per uso liturgico di edifici di culto da parte delle Chiesa cattolica a cristiani che vivono nella diaspora.
Durante l'Angelus pronunciato in occasione della festa dei S.S. Pietro e Paolo del 2007 papa Benedetto XVI ha sottolineato che con queste Chiese siamo già in una comunione ecclesiale pressoché piena.
In particolare dopo questa storica cancellazione il dialogo ecumenico ha visto tre fasi. La prima, che va dal Concilio Vaticano II fino al 1990 durante la quale è stato puntualizzato ed evidenziato ciò che le due Chiese hanno in comune a proposito dei sacramenti (in particolare dell'Eucaristia) e del ministero episcopale e sacerdotale. La seconda fase dal 1990 al 2000 ha segnato invece una battuta d'arresto nel dialogo ecumenico, dovuta soprattutto alle vicende politiche legate alla caduta dei governi comunisti. Il ritorno alla vita pubblica delle Chiese cattoliche orientali è stato infatti visto dalle Chiese ortodosse come la minaccia di un nuovo "uniatismo". Così, nonostante gli incontri a Balamand (1993) e a Baltimora ( 2000) le relazioni entrarono in crisi. Si è acuita la situazione soprattutto con la Chiesa ortodossa russa dopo che nel 2002 alcuni stati diventati indipendenti politicamente chiesero l'autocefalia e si staccarono anche dal patriarcato di Mosca. Grazie ad un lento cammino di riavvicinamento nel 2006 è iniziata la terza fase di ripresa. E' stato possibile riavviare il dialogo con un incontro a Belgrado e nel 2007 a Ravenna. In tale occasione è emerso un decisivo miglioramento nei rapporti e si è giunti alla pubblicazione di un documento intitolato "Conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa". Per la prima volta gli interlocutori ortodossi hanno riconosciuto un livello universale della Chiesa ed hanno ammesso che anche a questo livello esiste un protos, un Primate, che può essere soltanto il vescovo di Roma, secondo la taxis della Chiesa Antica.
Questo è sicuramente un passo importante verso la piena comunione ecclesiale e questo documento pone una base per ulteriori sviluppi. Saranno necessarie ancora una purificazione della memoria storica e molte preghiere affinché sulla base comune del primo millennio riusciamo a colmare le fratture tra oriente e occidente. Nonostante le difficoltà, forte è la speranza che, con l'aiuto di Dio e la preghiera di tanti fedeli, la Chiesa, dopo la divisione del secondo millennio, tornerà nel terzo a respirare con i "suoi due polmoni ".
La Dichiarazione comune Cattolico-Ortodossa del 1964 fu uno dei Dialoghi con le Chiese Ortodosse intrapresi dalla Chiesa Cattolica. Il documento, con il fine di una riconciliazione tra la Chiesa romana e la Chiesa ortodossa, fu letto contemporaneamente il 7 dicembre 1965 in un incontro pubblico nell'ambito del Concilio Vaticano II a Roma ed in occasione di una cerimonia speciale a Costantinopoli.
Esso precisò che lo scambio di scomuniche che avvenne nel 1054 fra il papa Leone IX ed il patriarca Michele Cerulario e che fu motivo scatenante dello Scisma d'Oriente-Occidente deve essere inteso fra le persone interessate e non fra le Chiese, e che tali documenti non intendevano rompere la comunione ecclesiastica.

Questi grandi eventi non pongono però fine allo Scisma d'Oriente-Occidente, ma senz’altro mostrano il desiderio di una maggiore unità fra le due più antiche confessioni cristiane, rappresentate dal Papa Paolo VI e dal Patriarca Ecumenico Atenagora. Il risultato dell’avvenuta eliminazione di molti ostacoli storici, che ha portato ad una ripresa del dialogo fra le due chiese, per la prima volta dopo 900 anni: questi eventi storici sono altri importanti segni di speranza nella strada di risoluzione del problema del Grande Scisma.
Il 27 novembre 2004, per "promuovere l'unità dei Cristiani", papa Giovanni Paolo II restituì le reliquie dei patriarchi Giovanni Crisostomo e Gregorio Nazianzeno a Costantinopoli. I resti di Giovanni Crisostomo furono presi come bottino di guerra da Costantinopoli dai Crociati nel 1204, e molti ritengono che anche le spoglie di Gregorio Nazianzeno abbiano subito la medesima sorte, anche se la Santa Sede sostiene che le ossa del secondo santo furono portate a Roma da monaci bizantini nell'VIII secolo.
Il patriarca ecumenico Bartolomeo I, insieme con altri capi delle Chiese autocefale orientali, ha presenziato ai funerali di papa Giovanni Paolo II, l'8 aprile 2005. Questa fu la prima occasione dopo molti secoli nella quale un patriarca ecumenico ha assistito ai funerali di un papa, ed è considerata da molti un serio segno della ripresa del dialogo verso la riconciliazione.
Nel corso del suo viaggio pastorale in Turchia, il 30 novembre 2006, papa Benedetto XVI ha incontrato il patriarca Bartolomeo I, firmando una dichiarazione congiunta e ribadendo la necessità del dialogo fra le due Chiese.
Un altro evento importante e` stato anche il fatto della visita di Giovanni Paolo ad Atene

durante la quale il Papa ebbe a dire
“Για όλες τις παρελθούσες και παρούσες περιστάσεις όπου τα τέκνα της Καθολικής Εκκλησίας αμάρτησαν με πράξεις και παραλήψεις κατά των ορθοδόξων αδελφών τους, ο Κύριος ας μας χορηγήσει τη συγχώρηση που του ζητούμε.”
(Ιωάννης - Παύλος ο Β')
“Per quante, in passato e presenti occasioni nelle quali figli della chiesa Cattolica, hanno peccato con azioni e mancanze verso i loro fratelli ortodossi, il Signore ci conceda il perdono che gli chiediamo”
(Giovanni-Paolo II)

Il giorno dopo Il Papa insieme all’ Arcivescovo di Atene si incontrarono sul posto dove S. Paolo fece il suo discorso agli ateniesi.

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Re: La storia dello scisma

Messaggio  Valentina Sciubba il Lun Ago 16, 2010 3:03 am

Ho letto l'interessante resoconto storico anche se un po' in fretta e mi è ritornato in mente un brano dove si parla dello Spirito Santo: Gv14, 15-21. Dall'analisi psicologica/verbale di questo brano che ho fatto nel mio libro "Il Vangelo secondo una psicologa" si ricava che le tre persone sono quanto meno della stessa natura, identità nella diversità. Smile
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