La Sindone: dalla conferenza della prof.ssa Marinelli

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La Sindone: dalla conferenza della prof.ssa Marinelli

Messaggio  Andrea il Gio Feb 14, 2008 10:08 am

questa conferenza era accompagnata da vari slides i quali spiegavano meglio tanto l'ambiente quanto i vari fatti. Sara` divisa in 5 parti.
In seguito sara` presentati l'itinerario scientifico e quello esegetico.


1. La Sindone - Itinerario storico

2. Venerdì 7 aprile del 30 d.C. il corpo di Gesù è avvolto in un candido lino.
3. La Sindone prima e dopo l'intervento del 2002.
4. Seguendo le macchie dell'acqua, si deduce che nel passato la Sindone è stata tenuta piegata come una fisarmonica.
5. Una possibilità è che la Sindone nel passato sia stata conservata in una giara e un po’ d’acqua si sia raccolta nella parte inferiore della giara per un certo periodo di tempo.
6. Un tipo simile di piegatura è rappresentato su questo sarcofago Etrusco che risale al IV secolo a.C.
7. Possiamo distinguere nella stoffa anche le linee carbonizzate dovute all’incendio del 1532 e il rammendo fatto dalle Clarisse di Chambéry.
8. Le principali tappe del viaggio della Sindone sono Gerusalemme, Edessa (ora Urfa - Turchia), Costantinopoli (ora Istanbul - Turchia), Lirey (Francia), Chambéry (Francia), Torino (Italia).
9. Nel primo periodo della chiesa, Gesù era rappresentato in maniera simbolica, come un pesce, il cui nome in greco è IXTHUS, un acronimo di Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. In questo periodo la Sindone era nascosta in Medio Oriente.
10. Le prime rappresentazioni umane di Gesù nelle catacombe sono il taumaturgo ed il Buon Pastore, ancora simbolici: la giovinezza di Gesù significa l’eternità di Dio. Era ancora il periodo del nascondimento della Sindone.
11. Un’antica tradizione è quella della Veronica, la donna che ha asciugato il volto di Gesù durante il cammino verso il Calvario. Il nome Veronica può essere derivato da "vera icona".
12. Durante il secondo secolo a Edessa c’è un'immagine speciale del volto di Gesù su un panno. Ci sono molti motivi per pensare che l'immagine misteriosa sia stata la Sindone, piegata in modo che era possibile vedere soltanto il volto. Nella sua Storia Ecclesiastica, Eusebio dice che Abgar V Ukama (il nero), re di Edessa all’epoca di Cristo, era malato. Quando seppe dell'esistenza di Gesù di Nazareth che operava miracoli, gli mandò un messaggero per chiedergli di andare alla corte di Edessa. Gesù non andò, ma gli inviò una lettera. Una tradizione parallela è contenuta nella Dottrina di Addaï (forse una deformazione del nome dell’apostolo Giuda Taddeo) datata alla fine del IV secolo o, secondo altri autori, al periodo dell’assedio di Edessa nel 544. È una composizione siriaca che include varie leggende; secondo questa versione, Abgar mandò il suo archivista e pittore Hannan che tornò a Edessa con un'immagine di Gesù dipinta da lui e con una lettera in cui Gesù prometteva la sicurezza della città. Secondo una tradizione antica, S. Giuda Taddeo stesso portò un panno chiamato Mandylion (fazzoletto) da Gerusalemme, attraverso il Libano, a Edessa.
13. Le antiche mura di Urfa (Edessa).
14. Durante l'anno 544, in Edessa, un'immagine di Gesù viene scoperta in una nicchia delle mura. Essa libera la città dall’assedio persiano dal re Chosroes I Anushirvan. Secondo fonti differenti nel 525, durante il lavoro di restauro della chiesa di S. Sofia in Edessa, viene riscoperta su un panno l'immagine di Gesù acheiropoiètos (non disegnata dalla mano dell'uomo), chiamata Mandylion. Molte testimonianze e descrizioni la mettono in relazione con la Sindone.
15. C’è una forte somiglianza fra il volto della Sindone e le copie del Mandylion; ci sono più di 100 punti di congruenza (questi sono i punti in cui due figure sono sovrapponibili; sulla base del criterio legale americano 60 punti sono sufficienti per affermare che due immagini appartengono alla stessa persona). Dal VI secolo, il volto di Edessa è stato copiato. Qui vediamo un volto di Cristo, VI secolo, su un vaso d'argento proveniente da Emesa (Homs), Siria, ora conservato nel museo del Louvre a Parigi, Francia.
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Re: La Sindone: dalla conferenza della prof.ssa Marinelli

Messaggio  Anna Giacomina il Mar Feb 19, 2008 2:07 pm

Volevo dare un link in cui si puo' vedere su Youtube come il volto della Sindone sia lo stesso Santo Volto che si venera a Manoppello (Chieti).

http://it.youtube.com/watch?v=MFwDv7O7Mxk

Peccato che il video sia in polacco (penso) per cui non si capiscono le parole ma basta guardaere e si capisce bene che ci vuol dire che la Sacra Sindone e il sacro lino di Manoppello fanno riferimento alla stessa Persona.
Per chi volesse saperne di piu' sul Santo Volto di Manoppello, puo' andare al sito ufficiale www.voltosanto.it

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Riguardo alla Sacra Sindone volevo dire che tempo fa avevo letto di come la Sindone ci fornisca indizi della Risurrezione.
Pare che la parte piu' importante a questo riguardo sia quell'impronta gialla dovuta al cambiamento molecolare della cellulosa del tessuto che pare sia dovuta alla disidratazione e ossidazione delle fibrille superficiali.
I solventi ad azione chimica non sono riusciti in nessun modo a cancellare quella impronta. Si sono fatte molte ipotesi del perche' e pare che la teoria piu' convincente resti quindi quella che attribuisce questa impronta ad un'emissione di luce, a un qualcosa di fotoradiante come si sarebbe avuta al momento della Risurrezione.
Un'esplosione "atomica" di energia e di luce. Wow!!
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La lingue del commento

Messaggio  Andrea il Sab Mar 01, 2008 9:27 am

Per tua informazione, la lingua nono e` polacca ... ma greca!....

Pasce e bene

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Lingua del video

Messaggio  Anna Giacomina il Sab Mar 01, 2008 9:08 pm

Andrea, son certa che tu conosci il greco meglio di me Very Happy ma se leggi le parole su quel video di Youtube sembra proprio polacco....Se no, ce le puoi tradurre? cosi' capiamo meglio quello che ci vuol dire l'autore del video riguardo alle similarita' tra la Sindone e il Sacro Volto di Mannoppello. Grazie.
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dal Blog Cogitor di Michelangelo.

Messaggio  silvia il Dom Mar 02, 2008 1:27 am

Non ho mai visto il velo di Manoppello. Ma sono stata a Torino, all'ostensione della Sindone, nel 1978.E' stata una esperienza straordinaria.Ve ne parlerò in altra occasione.
Per ora, trascrivo qualcosa dal blog di Michelangelo, Cogitor, qualcosa di significativo circa il velo in questione.


Il Velo di Manoppello

In provincia di Pescara, precisamente a Manoppello si conserva un particolare velo sindonico con inpresse nel tessuto l’immagine del Cristo. Secondo i racconti della “Relazione Historica” tale velo comparirebbe a Manoppello nel medesimo anno (1608) in cui scompare da Roma il velo della Veronica del 1506 conservata nella basilica di San Pietro. Persino Dante – vista la grande affluenza di pellegrini desiderosi di venerare la sacra immagine – ne fa esplicito riferimento in due delle sue grandi opere: «Avvenne, in quello tempo che molta gente va per vedere quella imagine benedetta la quale Iesu Cristo lasciò a noi per essemplo de la sua bellissima figura» (Vita Nuova, XL); «Qual è colui che forse di Croazia / viene a veder la Veronica nostra, / che per l'antica fame non sen sazia, / ma dice nel pensier, fin che si mostra: / `Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace, / or fu sì fatta la sembianza vostra?'» (Divina Commedia, Paradiso XXXI, 103-108). Il volto impresso nella misteriosa immagine porta particolari segni di ecchimosi e tumefazioni facilmente riconducibili alla passione di Cristo. Alcuni studiosi, attraverso una infinita serie di analisi laboratoriali hanno costatato la sovrapponibilità del velo di Manopello con il volto della Sindone conservata a Torino. Le due immagini coinciderebbero perfettamente!



Mons. Bruno Forte Arcivescovo di Chieti-Vasto

Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto. E’ struggente questa invocazione del salmista che nasce da un cuore che ha già conosciuto Dio, altrimenti non ne cercherebbe con tanta passione il volto, ma vuole sempre più conoscerlo. In ebraico volto si dice “Panim”, una parola plurale, quasi a dire che il volto è sempre nuovo, dunque bisogna continuamente riscoprire il volto di Dio. Il volto di Dio per il cristiano si è manifestato in Gesù Cristo, è lui la pienezza della rivelazione. Eppure la sete del volto, la conoscenza sempre più profonda del mistero di Dio rivelato in Cristo non cesserà mai nel cuore dei credenti. Ecco perché una reliquia che ci testimonia il volto di Cristo assume nella coscienza cristiana una grande rilevanza. Così è stato per la Veronica, la reliquia preziosa conservata per secoli in San Pietro e venuta dall’Oriente che molti oggi riconoscono essere quella che si trova nel Santuario di Manoppello presso Chieti, la mia diocesi. Il Santuario è custodito dai padri cappuccini. Questo volto che si trova impresso sopra un telo, un velo di bisso probabilmente, che non è dipinto, che non è neanche tessuto, ma impresso per una sorta di esplosione di luce, questo volto è riconoscibile da parte di molti con convinzione come il volto del Signore Gesù al momento del suo risveglio dalla morte. Un volto che intriga perché ti chiama alla profondità del mistero, ti scruta interrogandoti con dolcezza e amore. Siamo tutti bisognosi di questo amore che il volto di Cristo ci rivela, di questa relazione diretta e personale, di questo essere guardati da Dio per contemplarne sempre più profondamente la luce e le bellezza. Ecco perché recarsi al Volto Santo di Manoppello è un pellegrinaggio dell’anima che culmina nella celebrazione della riconciliazione, nel dono della eucaristia, in scelte d’amore e di fede, quali quelle che il Volto di Gesù continua a chiederci, perché è la rivelazione dell’infinito amore.

Curiosità

Si racconta che uno degli ultimi casi di bilocazione di P. Pio (presenza contemporanea in due località diverse) si sia verificato proprio a Manoppello: “All'alba del giorno precedente la sua morte, Padre Pio apparve in preghiera davanti al ''Volto Santo'' nel Santuario di Manoppello (Pescara): ''Io non mi fido piu' - avrebbe detto il santo di Pietrelcina, rivolgendosi all'icona del Cristo, il 22 settembre 1968, alla presenza di padre Domenico da Cese, con il quale aveva instaurato da decenni un forte rapporto -. Prega per me. Arrivederci in Paradiso!''. Questo ulteriore caso di ''bilocazione'' e' riferito per la prima volta dalla rivista ufficiale del ''Volto Santo''. Come ogni mattina padre Domenico era andato ad aprire la Chiesa, dove avrebbe trovato Padre Pio - che sarebbe spirato la notte successiva a San Giovanni Rotondo (Foggia) - il quale, inginocchiato al primo banco del coro e con il capo tra le mani, implorando, si rivolgeva al Volto Santo...” (ANSAweb).
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Il volto Santo.

Messaggio  silvia il Dom Mar 02, 2008 1:33 am

PREGHIERA AL VOLTO SANTO

“O Volto adorabile di Gesù, unica bellezza che rapisce il mio cuore, degnati imprimere in me la divina tua rassomiglianza, affinché tu non possa mirare l’anima della tua piccola sposa senza contemplare te stesso. O mio diletto, per amor tuo io accetto di non vedere qui in terra la dolcezza del tuo sguardo, di non sentire l’ineffabile bacio della tua bocca, ma ti supplico d’infiammarmi del tuo amore, perché mi consumi rapidamente e mi faccia apparire presto davanti a te” (Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo).
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La lingua

Messaggio  Andrea il Dom Mar 02, 2008 4:32 am

Ho capito che semplicemente io mi riferivo al testo della Marinelli e tu a quello del Blog di YouTube... Per resto concordo pienam,ente con le informazioni che ci riporti. Grazie!

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