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Dai Salmi di S. Agostino

Messaggio  Andrea il Ven Mag 09, 2008 5:56 am

----- Dov’è il tuo Dio?

"Nell`orazione si chiede a Dio il perdono con il patto di donarlo agli altri". Voglio quindi che tu sia comprensivo, perchè ti so alla ricerca di perdono. Ti si prega, disconosci; ti si prega e pregherai a tua volta; ti si prega, disconosci; pregherai per essere disconosciuto.

(Agostino, Salmo 114, 2-5)


Tu certamente mi chiedi: «Dov’è il tuo Dio?» (Sal 41,4). Ti rispondo: E tu dove sei? Rispondo e penso non fuori luogo. Tu mi hai chiesto dove sia Dio, io poi dove sia colui che m’interroga. Egli sta per dire: ecco dove sono; guardami, sto parlando con te. E io a lui: cerco chi m’interroga. Vedo il suo volto, sento la sua voce, osservo il suo parlare; io ricerco chi punta gli occhi si di me, chi muove la lingua, chi emette la voce, chi, interrogandomi, desidera sapere.

Tutto ciò di cui parlo è l’anima. E dunque non converserò più a lungo con te. Tu dici: mostrami il tuo Dio; io dico: mostrami il tuo animo. Tu sei in imbarazzo, ti affatichi, ti irrigidisci quando dico: mostrami il tuo animo. So bene che non puoi. E perché non puoi? Perché il tuo animo è invisibile. E tuttavia in te esso è migliore del tuo corpo. Il mio Dio, poi, è migliore del tuo animo. Come dunque mostrerò il mio Dio se tu non mi mostrerai il tuo animo di cui mostro che il mio Dio è migliore?


S.Agostino

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La correzione e la grazia

Messaggio  Andrea il Mar Mar 11, 2008 6:06 pm

Ecco un altro passo della lettera di s. Agostino che porta il titolo "La Correzione e la grazia":

Efficacia della preghiera.
2. 3. Ma bisogna riuscire a capire la grazia di Dio che è concessa per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore; per essa sola gli uomini sono liberati dal male e senza di essa non possono assolutamente compiere alcun bene né con il pensiero, né con la volontà e l'amore, né con l'azione. E bisogna comprenderla non solo perché gli uomini sappiano attraverso l'indicazione della grazia che cosa occorre fare, ma anche perché attraverso l'aiuto della grazia facciano con amore quello che ormai sanno. E' certo questa ispirazione della volontà buona e dell'azione buona che l'Apostolo chiedeva per quelli ai quali dice: Ma noi preghiamo Dio perché non facciate nulla di male, non per apparire noi stessi di virtù provata, ma perché voi facciate ciò che è bene.


Per la copia

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Messaggio  Andrea il Mar Mar 04, 2008 5:35 am

Cari amici, girando tra i vari siti, ho trovato proprio quello che cercavo da molto tempo. Si tratta penso, della presentazione più completa delle opere di questo Santo che ognuno può trovare nel sito indicato. Vi presento un piccolo saggo, dal quale si intravede anche il carattere di s. Agostino. Se potete visitatelo.


Perché gli Accademici occultarono la verità.
1. Io non oserei mai, nemmeno scherzando, attaccare gli Accademici; come potrebbe infatti non impressionarmi l'autorità di persone tanto grandi, se non ritenessi che essi la pensavano molto diversamente da come si è creduto di solito? Perciò li ho imitati, per quanto mi è stato possibile, piuttosto che tentare di confutarli, cosa che non sono affatto capace di fare. Mi pare infatti si addicesse perfettamente a quei tempi che, se qualcosa di puro sgorgava dal fonte Platonico, lo si facesse scorrere tra macchie oscure e piene di spine, così da servire di nutrimento a pochissimi uomini, piuttosto che, effondendosi per luoghi facilmente accessibili, non potesse in alcun modo conservarsi limpido e puro per l'irrompere in esso delle bestie da ogni parte e senz'ordine. Che v'è infatti che più si addica a una bestia del ritenere corporea l'anima? Contro individui di tal fatta io penso che sia stato utilmente escogitato quell'accorto metodo di nascondere la verità. Ma nell'età nostra, in cui non vediamo più filosofi salvo che nel mantello (e questi io in verità non li posso reputare degni di un nome così venerabile), mi sembra che si debbano ricondurre gli uomini alla speranza di trovare la verità, se qualcuno l'opinione degli Accademici ne ha distolto con la sottigliezza dei loro discorsi dal cercare di comprendere le cose; affìnché quello che, date le circostanze, fu opportuno per estirpare degli errori profondamente radicati, non incominci ora ad essere di ostacolo nell'inculcare il sapere

Per la copia

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