Le catechesi di don Luciano

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Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Gio Mar 06, 2008 7:03 am

Cari amici forse qualcuno di voi riceve le catechesi che don Luciano, missionario nel Kenya, ci manda puntualmente.
Cosi per espresso desiderio di Silvia, con la quale sono d' accordo, troverete in questo topic, ogni volta che don Luciano ce le manda, le sue catechesi...

Pace e bene

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Catechesi No 244

Messaggio  Andrea il Gio Mar 06, 2008 7:09 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 244 - Lo specialista in demolizioni
(Esdra 1, 1-3)


Se c'era un simbolo degli anni della Guerra Fredda e del mondo
diviso tra il blocco comunista e quello democratico - ebbene, quel
simbolo era il muro di Berlino. Alcune delle immagini piω drammatiche
della seconda metΰ del XX secolo hanno quel muro come protagonista -
il muro che il governo comunista costruμ per dividere Berlino est
dalla democratica Berlino ovest. Abbiamo visto anche noi le foto del
muro sovrastato da filo spinato, sorvegliato da guardia armate, e
della gente che ha fatto di tutto pur di scavalcare quel muro,
perdendo anche la vita. Io penso di essere stato come tutte le
persone di questo mondo - ossia non avrei mai pensato che il muro di
Berlino potesse un giorno crollare. Nessuno di noi immaginava come o
che cosa avrebbe potuto abbattere tale muro. Ma prova ad andare
adesso a Berlino - il muro non c'θ piω. Ed θ stato frantumato nel
giro di poche ore. Quel muro che pensavamo fosse intoccabile adesso θ
sparito.

Magari ora c'è un muro nella tua vita che sembra debba rimanerci lì
per sempre. E' persino impossibile pensare come o che cosa lo possa
abbattere. Ma Dio è uno specialista in demolire muri che sembrano
infrangibili. E' da tantissimo tempo che li sta buttando giù.

Il popolo ebreo viveva da 70 anni deportato in una terra straniera.
Vivevano sotto le leggi di un re pagano, Ciro - ed era davvero duro
persino immaginare che un giorno sarebbero potuti tornare a casa. Ma
in Esdra 1, 1 e seguenti la Bibbia dice: «Nell'anno primo del regno
di Ciro, re di Persia, perchè si adempisse la parola che il Signore
aveva detto per bocca di Geremia, il Signore destò lo spirito di Ciro
re di Persia». Rileggete, prego: «Il Signore destò lo spirito di Ciro
re di Persia». E la Bibbia continua: «il quale fece passare
quest'ordine in tutto il suo regno, anche con lettera: "Così dice
Ciro re di Persia: Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i
regni della terra; egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in
Gerusalemme, che è in Giudea. Chi di voi proviene dal popolo di lui?
Il suo Dio sia con lui; torni a Gerusalemme, che è in Giudea, e
ricostruisca il tempio del Signore Dio d'Israele: egli è il Dio che
dimora a Gerusalemme. Ogni superstite in qualsiasi luogo sia
immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo argento e oro, beni e
bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in
Gerusalemme"». Sembra incredibile. E' proprio come se fosse venuto
giù il muro di Berlino. Ma Dio aveva toccato cuore del più potente
uomo di quel tempo. E il muro tra i Persiani e gli Ebrei si è
schiantato al suolo.

Ora questo tipo di miracolo è riportato tantissime volte nelle
Scritture. Dio ha cambiato il cuore del Faraone che ha lasciato
partire gli ebrei - la sua più grande forza lavoro - che si sono così
affrancati dalla schiavitù d'Egitto. E chi lo avrebbe mai pensato?
Quando Saul non voleva accettare di diventare il primo re d'Israele,
la Bibbia dice: «Dio gli mutò il cuore» (1 Samuele 10, 9). Quando Dio
ha voluto che Pietro annunciasse il vangelo a un comandante militare
pagano - e Pietro non voleva proprio mischiarsi con i pagani - Dio ha
abbattuto il grosso muro di Pietro che si chiamava pregiudizio.
Attraverso una visione, Dio ha frantumato quel muro, e Pietro è
andato di tutto cuore in territorio pagano a parlare di Gesù.
Leggetelo nel bellissino capitolo 10 degli Atti degli Apostoli.
Quando Saulo di Tarso era deciso a spazzare via il cristianesimo
prima che si diffondesse, Dio ha cambiato il cuore del persecutore in
un cuore di discepolo - in un momento.

Muri. Muri che sembravano infrangibili. Muri impossibili. Cose che
sembrano che non cambieranno mai. Dio è uno specialista in questo
tipo di demolizioni. E in questo momento ti sta chiamando a pregarLo
con fede, perchè Lui possa abbattere un muro che sbarra la tua vita.
Forse è un muro che si chiama rapporto sbagliato, o una persona che
non vuole accettare Gesù Cristo nella sua vita, forse è un figlio o
una figlia che sembra non debbano mai abbandonare la loro vita da
figli prodighi, o un vizio che si frappone fra te e Dio - insomma,
ogni muro che sbarra la volontà e l'agire di Dio nella tua vita.
Mettiti davanti a questo muro armato con la forza della preghiera, e
scaglia contro di esso la forza dirompente dello Spirito Santo. Con
la preghiera Dio ha abbattuto anche le mura di Gerico! Prega
specialmente perchè Dio cambi i cuori - il tuo e quello degli altri.
I miracoli di Dio che schianta i muri spesso cominciano con il
cambiamento di un cuore che prima sembrava ostinato.

Non preoccuparti di quanto alto sia il muro, di quanto lungo sia o
da quanto tempo sia lì - quel muro cadrà. Se Dio vuole che cada e se
tu credi che Lui lo possa fare, quel muro crollerà. Perchè la
preghiera e la carità ottengono tutto!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano


per la copia


Ultima modifica di Andrea il Ven Mar 07, 2008 10:54 am, modificato 1 volta

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Un dono speciale

Messaggio  silvia il Gio Mar 06, 2008 5:46 pm

Grazie a don Luciano e a Andrea.
Le catechesi in oggetto, da quando le ho conosciute, sono per me un dono speciale.
La ricevo sempre come una risposta a domande o situazioni sperimentate interiormente.
Una parola interiore quasi inviatami da Lui, il Signore, proprio per me.
Poichè così non è, credo che sia una parola speciale, personale, per molti...per tutti!
E mi sembra perciò un dovere metterla a disposizione di più persone possibili, anche qui...

Mi colpisce di questa catechesi, in particolare un passaggio:

Muri. Muri che sembravano infrangibili. Muri impossibili. Cose che
sembrano che non cambieranno mai. Dio è uno specialista in questo
tipo di demolizioni. E in questo momento ti sta chiamando a pregarLo
con fede, perchè Lui possa abbattere un muro che sbarra la tua vita.


Allora, muri che sembrano infrangibili,impossibili, cose che sembra non potranno mai cambiare...la mia vita, da tempo, ne è piena...
Ma che cosa mi sta dicendo Lui, il mio Signore? Non che io posso demolire quel muro, ma mi sta chiamando a pregarLo con Fede perchè LUI possa abbattere quel muro che sbarra la mia vita.
E il muro...che cosa è...?

Forse è un muro che si chiama rapporto sbagliato, o una persona che
non vuole accettare GesùCristo nella sua vita, forse è un figlio o
una figlia che ..., o un vizio che si frappone fra te e Dio - insomma,
ogni muro che sbarra la volontà e l'agire di Dio nella tua vita.
Mettiti davanti a questo muro armato con la forza della preghiera, e
scaglia contro di esso la forza dirompente dello Spirito Santo.
Con la preghiera Dio ha abbattuto anche le mura di Gerico!
Prega specialmente perchè Dio cambi i cuori - il tuo e quello degli altri.
I miracoli di Dio che schianta i muri spesso cominciano con il
cambiamento di un cuore che prima sembrava ostinato.


Allora, Signore, Ti prego: aiutami a restare sempre in preghiera per non impedirTi di salvarci!
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Commento

Messaggio  Andrea il Ven Mar 07, 2008 11:06 am

là unico commento che mi viene in mente:
De profundis clamabo ad te Domine
Domine exaudi orationem meam!
(Sal 129)

Pace e bene

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Incontri 247

Messaggio  silvia il Mar Apr 08, 2008 9:31 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 247 - Torniamo al Vangelo
(Romani 1, 16-17)

Molte delle persone che ci aiutano nel lavoro con i ragazzi di strada
sono protestanti. Ogni giorno, dopo aver congedato i ragazzi,
dedichiamo l'ultima ora della giornata lavorativa alla preghiera.
Leggiamo la Parola di Dio e la condividiamo. Una delle nostre
collaboratrici protestanti, che viene da un villaggio dell'interno,
un pomeriggio ha condiviso questa esperienza. Nella sua chiesa c'è un
gruppo che distribuisce Bibbie. L'incaricato del gruppo si chiama
Gabriel - il nome è davvero appropriato per chi porta in giro la
Parola, no?- Il loro gruppo vende Bibbie a basso prezzo, in modo che
tutti possano comprarle. Il problema è che, essendo una zona molto
povera, alcune delle persone del villaggio usavano la carta sottile
in cui la Bibbia era stampata per farsi le sigarette! Infatti uno dei
potenziali clienti di Gabriel gli si era avvicinato dicendo: "Io
compro una delle vostre Bibbie. Ma devo essere onesto: la uso per
fumarmela". Gabriel gli diede una risposta angelica: "Non ci sono
problemi. Ma mi devi promettere che prima di fumarti una pagina, te
la leggi". L'uomo promise, e comprò una copia dei Vangeli. Quando
Gabriel reincontrò quell'uomo circa un anno dopo, gli chiese che fine
avesse fatto il Vangelo che aveva comprato. L'uomo rispose: "Bè, ho
letto Matteo, e me lo sono fumato. Ho letto Marco e me lo sono
fumato. Ho letto Luca, e mi sono fumato anche quello. Poi ho letto
Giovanni, e ho smesso di fumare. Perchè ho trovato quella frase dove
Gesù dice ai Dodici: "Forse anche voi volete andarvene?". Gli
rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita
eterna; e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di
Dio" (Giovanni 6, 67-69).

Nella mia vita ho sperimentato che, alla fine, l'unica cosa che
cambia veramente le persone e le situazioni è la Parola di Dio, ossia
Gesù Cristo. Tutto il resto, pur bello e prezioso, è più o meno
cosmesi. E il Vangelo ci annuncia un messaggio molto semplice: che
Dio è Padre e ci ama tanto da aver mandato nel mondo il Suo unico
Figlio a morire in croce al posto tuo e mio, in modo che - vivendo
per Lui - lo Spirito Santo possa trasformare la nostra vita.

Tu e io viviamo in un mondo dove si stanno combattendo battaglie
sacrosante - contro la pornografia, l'aborto, la violenza presente
nei mass media, l'intolleranza religiosa, le minacce alla famiglia,
il relativismo morale, gli stili di vita anticristiani -. Mi fermo qui,
ma la lista è molto lunga. E' importante fare propri i comportamenti
di Gesù, i valori di Gesù, i limiti che Gesù ha posto - non importa
se la cultura in cui viviamo dice il contrario. E bisogna fare tutto
questo con grande amore.

Ma dobbiamo ricordare che c'è solamente un'arma che cambia realmente
le cose, che cambia le persone, che cambia una cultura. Dio ce lo ha
detto in Romani 1, 16-17: Io infatti non mi vergogno del vangelo,
poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo
prima e poi del Greco. E' in esso che si rivela la giustizia di Dio
[ossia, la fedeltà di Dio].

Dio dice che la Sua salvezza, la Sua giustizia - ossia la fedeltà
alle Sue promesse -, l'unica trasformazione possibile, avviene solo
attraverso persone che si sono incontrate col Vangelo. Proprio come
la persona che aveva comprato il Vangelo da Gabriel. Non ha smesso di
fumare perchè ha partecipato a un corso contro il fumo;è cambiato
quando si è incontrato faccia a faccia con Gesù Cristo! Il Vangelo
rimane ancora - assieme alla preghiera - la più grande forza al mondo
capace di cambiare la vita, le famiglie, le situazioni! Perchè cambia
le persone dal di dentro.

I primi cristiani conoscevano l'infinito potere del Vangelo. In una
cultura molto più depravata della nostra, l'arma di combattimento che
hanno scelto non sono stati gli ammanicamenti politici o i programmi
pastorali ben fatti o la protesta. Hanno invece presentato Gesù
Cristo crocifisso e una tomba vuota! Tutti i dittatori che si sono
succeduti nei secoli sapevano bene che il vero potere è nel Vangelo.
Per questo hanno fatto di tutto pur di metterlo a tacere.

In un mondo che si va sempre più allontanando da Gesù Cristo, la
tiepidezza non è più accettabile. Dobbiamo assumere una posizione,
con amore. Ma dobbiamo combattere con l'unica arma che ha veramente
il potere di cambiare le cose - la dirompente storia di Gesù Cristo e
della Sua croce. Il Vangelo di Gesù Cristo, l'unica cosa che la Bibbia
chiama potenza di Dio! Esiste nella Parola di Dio un terribile
rimprovero di Gesù: Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture
né la potenza di Dio (Matteo 22, 29). I programmi e le iniziative
pastorali vanno bene - ma quello che veramente cambia la situazione
è che tu ti innamori della Parola e spenda te stesso per portarla agli
altri!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano
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Commento...

Messaggio  silvia il Mar Apr 08, 2008 9:52 pm

Mi è appena giunta e poiché non è possibile ringraziare don Luciano, ringrazio Lui, il Signore per il dono.
Mi riprometto di rileggerla e condividere con voi le risonanze.
Per ora, ne avverto tutta la forza e i molteplici spunti di riflessione.
Il primo, ma forse non il principale: ecumenismo è realtà, là dove c'è da fare la prima evangelizzazione.
Là a Nakuru, è necessario e sufficiente essere Cristiani, non cattolici, protestanti...La Parola unisce e la Parola è Gesù.
Come sarà contento Gesù nel vedere questa unità, quella per cui ha pregato nel Suo testamento spirituale.
Ma andiamo oltre...
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La Parola di Dio...

Messaggio  silvia il Mer Apr 09, 2008 1:14 am

Poche parole, nella speranza che altri arricchiscano...

-"la Parola di Dio, ossia
Gesù Cristo".
E' una frase a prima vista, usuale ma in realtà dice una realtà indicibile.La Parola, letta, proclamata, ascoltata...interiorizzata, è una Persona.Gesù Cristo.
La nostra Fede non è credere in una dottrina. E' vivere una Persona.

-...in modo che - vivendo per Lui - lo Spirito Santo possa trasformare la nostra vita.
Che cosa vuol dire quel "per" ? Non è solo finale, non è solo causale, non è solo strumentale. E' di più. Diverso. E' un passaggio? Vivo "attraverso" Lui? Lascio che Lui viva attraverso me?
Forse è tutto questo. Lui è Via.Strada.La strada da percorrere.Una Persona che si fa strada. Lui è Verità: è tutto ciò che ho da sapere,conoscere,sperimentare,vedere...è TUTTO.Lui è Vita.
Intuisco così, avendo contemplato quel per, il seguito: lo Spirito Santo può trasformare la mia vita.

Per ora, mi basta.


Signore Gesù, donami di innamorarmi della Tua Parola.
Di innamorarmi di Te.Di vivere Te.
Donami -e costringimi a accogliere- l'Amore
per donarmi e donarTi ai fratelli.
Con amore.
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Incontricon la Parola No 248

Messaggio  Andrea il Lun Apr 14, 2008 3:31 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 248 - Salvataggio assicurato
(Salmo 33, 5)





Ho sempre avuto il massimo rispetto e una grande ammirazione per le
persone impegnate nelle operazioni di salvataggio. Una valanga in
montagna travolge delle persone e le seppellisce sotto la neve. Una
nave sta affondando e ci sono dei passeggeri a bordo. Una casa sta
bruciando con delle persone imprigionate dentro, senza piω via
d'uscita. Un gruppo di minatori rimane intrappolato da un crollo
nella miniera nella quale lavoravano. In queste e in tantissime altre
situazioni, c'θ sempre sempre un gruppo di persone che dedicano se
stesse a salvare gli altri, a qualunque costo. Rischiano la loro
vita, ma portano gli altri in salvo!

Ho una buona notizia per te: c'θ Qualcuno che sta dedicando Se stesso
a salvarti - costi quel che costi. Se ti trovi in pericolo, gli esseri
umani cercheranno probabilmente di fare il possibile per tentare di
salvarti, ma non θ detto che ci riescano. Il tuo Salvatore non
fallisce mai un salvataggio.

Il Salmo 33 θ il racconto di uno che θ stato salvato quando ormai
tutto era umanamente perduto. "Credete a me - dice il salmista - ero
proprio finito. Ho cercato il Signore, ed Egli mi ha risposto
davvero. Io, una nullitΰ, grido, e trovo nientemeno che il Signore ad
ascoltarmi. Sω, fate la prova anche voi: toccherete con mano quanto θ
buono il Signore! Lui θ vicino ha chi ha il cuore ferito, salva
quelli che sono affranti".

Leggete queste potenti parole, a partire dal versetto 5: «Ho cercato
il Signore e mi ha risposto | e da ogni timore mi ha liberato». Ossia
il salvataggio di una persona che viveva, emotivamente, una situazione
insopportabile. Dio libera questa persona dalle sue paure, dal suo
stato di ansia. Straordinario!

Versetto 10: «Temete il Signore, suoi santi, | nulla manca a coloro
che lo temono». In questo versetto Dio ci fa una promessa: se nella
nostra vita mettiamo al primo posto Lui e la Sua volontΰ, avremo
tutto quello di cui abbiamo bisogno. Poi, nel versetto 20, c'θ il
riassunto di tutto: «Molte sono le sventure del giusto, | ma lo
libera da tutte il Signore». Nota bene: non sta scritto che la
persona che cerca di fare la volontΰ di Dio non avrΰ problemi - li
ha. Ma ha anche un Liberatore che θ onnipotente! Allora puoi davvero
avventurarti in missioni umanamente impossibili, puoi osare dove gli
altri non rischiano. Perchι? Perchι sai che puoi contare su un
Salvatore che per te θ disposto a fare qualsiasi cosa!

Ovvio, non sempre nel tempo e nel momento che desideri. Non sempre
nella maniera che ti piacerebbe. A volte Lui ti libererΰ dalla
situazione problematica. Altre volte invece Lui ti libererΰ
dall'essere sconfitto e controllato da quella situazione
problematica. In entrambi i casi, θ un miracolo.

Se i tuoi problemi ti travolgono con la forza di una valanga, sappi
che nessuno di esso θ piω potente del tuo Liberatore, sia che si
tratti di salute, di soldi, di "reputazione", di rapporti, o persino
dei tuoi stessi errori. In una maniera o nell'altra, il Signore
aprirΰ una strada. Non c'θ alcun bisogno di agitarti, di vivere nel
panico, di arrenderti, di deprimerti. Hai un Salvatore che si dedica
a tempo pieno a salvare quelli che ama. Forse quello che vedi intorno
a te in questo momento θ una notte oscura, un mare in tempesta, la
barca che affonda e tu che non sai nuotare. Ma il tuo Salvatore ha
giΰ pronta la scialuppa di salvataggio. Fidati di Lui - Egli sa
quando θ il momento di offrirtela!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano


Ultima modifica di Andrea il Mar Dic 16, 2008 4:52 pm, modificato 1 volta

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Incontri con la Parola- N° 249

Messaggio  silvia il Mar Apr 22, 2008 1:52 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 249 - Riservato!
(2 Timoteo 2, 20-21)


Attualmente Lorenzo, il caro amico che dall'Italia cura la spedizione di Incontri con la Parola, ha un po' di problemi nel farvela arrivare. Fino ad alcuni mesi fa la spediva da un "server" (un computer che coordina altri computer) che, purtroppo, improvvisamente è diventato inaccessibile. Adesso Lorenzo sta tentando di spedire Incontri con la Parola dal suo "server" personale, ma continuano ad esserci dei problemi. Mi ha detto che l'ideale sarebbe avere un "dedicated server", ossia un computer completamente riservato per Incontri con la Parola in cui lui, Lorenzo, ha tutti i diritti di Administrator, ossia ha libero accesso al computer e può impartire gli ordini che vuole - e che il "dedicated server" esegue docilmente. Finalmente un linguaggio che capisco anch'io!

Anche i computer, con la loro terminologia tecnica, possono aiutarci a capire meglio il senso della parola "dedicato, riservato a un uso esclusivo". Ben molto prima dei computer lo Spirito Santo aveva indicato in Saulo e Barnaba dei "dedicated server" per annunciare la Parola di Dio. Sta scritto nel libro degli Atti degli Apostoli 13, 1-2: «C'erano nella comunità di Antiochia profeti e dottori: Barnaba, Simeone soprannominato Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati"».

Dopo la Madonna, l'apostolo Paolo è stato il "dedicated server" della Parola di Dio più straordinario che ci sia mai stato. Lo stesso Paolo usa l'idea del "dedicated server" in 2 Timoteo 2, 20-21 - riferendola a dei contenitori, ossia a dei vasi.

Ecco cosa dice: «In una casa grande non vi sono soltanto vasi d'oro e d'argento, ma anche di legno e di coccio; alcuni sono destinati ad usi nobili, altri per usi più spregevoli. Chi si manterrà puro astenendosi da tali cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona». Paolo parla di vasi dedicati a usi nobili e di vasi riservati per usi spregevoli. Che a quei tempi era come dire: "C'è una gran differenza tra il vaso dei profumi e il vaso da notte!"

Paolo parla di vasi, noi - più tecnologici - parliamo di "dedicated server", ma l'idea è la stessa: qualcosa o qualcuno dedicato esclusivamente, riservato esclusivamente per un uso specifico, per compiti speciali.

Se come me siete dei dinosauri tecnologici, provate a pensare alle prese di corrente che avete in casa. La maggior parte di esse viene usata per ogni tipo di necessità: per attaccarci il fon per asciugarsi i capelli, il forno a micronde, la radio, la ricarica del cellulare. Ma per certe apparecchiature, come per esempio il computer, riservate una presa particolare, dedicata solo a quello scopo - una linea diretta tra il computer e la sorgente di energia che lo alimenta, in modo che non ci siano interferenze o corti circuiti.

L'apostolo Paolo non sapeva niente di computer. Il suo programma di scrittura non era Microsoft Word o Open Office, ma uno scrivano che incideva in tavolette di cera quello che lui dettava. Però Paolo sapeva tutto su cosa significasse essere riservati per un uso speciale - persone dedicate a un servizio. Tu sei chiamato a essere un "dedicated server" - una persona attraverso la quale Dio può trasmettere il Suo amore, i Suoi pensieri, la Sua forza - senza alcuna interferenza, perché Lui è il tuo unico Administrator.

Lo sei?

Tu sei dedicato a Dio, riservato per Lui: «O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?» (1 Corinzi 6, 19). Forse stai permettendo al tuo corpo, dedicato a Dio, cose che non possono essere dette «nobili»; o stai permettendo alla tua bocca, riservata a Lui, di dire cose che invece non dovrebbe mai nominare. Forse le tue mani, che appartengono a Dio, hanno toccato cose che non avrebbero mai dovuto toccare. I tuoi occhi, riservati all'uso del bene, hanno visto cose indegne; o la tua mente, proprietà del Signore, è diventata un cestino di rifiuti invece che un vaso santo. E mentre stai cercando di essere «pronto per ogni opera buona» la tua mente continua a lampeggiarti pensieri sbagliati, parole sbagliate, immagini sbagliate. Ma Dio non ti ha riservato per questo!

Gesù è morto in croce per te, non solo per darti gratuitamente il biglietto per il Paradiso, ma per fare di te un'isola di pulizia in un oceano di inquinamento. Gesù vuole usarti perché chi ti avvicina si incontri con la Parola. Però Dio non può usare uno strumento mal funzionante, sporco. Devi vivere come se su di te campeggiasse questa scritta a caratteri cubitali: "Riservato per compiti santi. Riservato all'uso esclusivo del Maestro". Il tuo corpo, la tua mente, la tua bocca, i tuoi occhi, i tuoi orecchi, le tue capacità Gli appartengono. Sei il "dedicated server" del Signore!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Incontri

Messaggio  Andrea il Ven Apr 25, 2008 2:33 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 250 - L'esame di maturitΰ spirituale
(Giacomo 3, 2-12)


Ricordo di aver letto questo episodio riferito ai Padri del deserto. Un
giorno si presentς a un santo monaco un uomo semplice, di nome Pambo.
Costui chiese all'uomo di Dio di insegnargli le Scritture. Il monaco
allora cominciς a leggere a Pambo la prima strofa del Salmo 38: «Ho
detto: "Veglierς sulla mia condotta | per non peccare con la mia lingua; |
porrς un freno alla mia bocca | mentre l'empio mi sta dinanzi"». Appena
il monaco ebbe letto questo versetto, Pambo si alzς e si congedς da lui
dicendo che aveva giΰ sentito abbastanza della Scrittura, e che
sarebbe tornato a sentire il resto appena avesse imparato quel primo
versetto. Il monaco aspettς mesi, ma Pambo non si rifece vivo. Finalmente, un
giorno il santo monaco incontrς casualmente Pambo, e gli chiese dove
fosse stato durante tutto quel tempo. Pambo rispose che stava ancora
imparando la prima strofa del Salmo 38 a riguardo della lingua. Quarantanove
anni dopo, una persona chiese a Pambo come mai la sua conoscenza della
Scrittura si limitasse a quell'unico versetto. E la risposta fu: "Lo
sto ancora imparando!"

"Ne uccide piω la lingua che la spada!" - θ un proverbio che tutti
quanti abbiamo purtroppo sperimentato, tanto come uccisori quanto come
vittime. Dio ha qualcosa da dirci a questo riguardo nella lettera di
Giacomo. In Giacomo 3, 2 sta scritto che «tutti quanti manchiamo in molte
cose». Poi Dio continua: «Se uno non manca nel parlare, θ un uomo
perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Quando mettiamo il
morso in bocca ai cavalli perchι ci obbediscano, possiamo dirigere anche
tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benchι siano cosμ grandi e
vengano spinte da venti gagliardi, sono guidate da un piccolissimo timone
dovunque vuole chi le manovra».

Dio dice che quando si riesce a controllare la lingua, si riesce
contemporaneamente a controllare anche tutto il resto! Ci sono tanti modi per
peccare, ma Dio afferma che controllare i peccati che si commettono
con la propria lingua θ la prova numero 1 che una persona θ davvero
cresciuta spiritualmente, θ il segno sicuro che la signoria di Gesω Cristo
ha conquistato anche il piω piccolo angolo del nostro cuore ribelle.
Sentite come Dio dice le cose senza fronzoli: «Infatti ogni sorta di
bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati
domati dalla razza umana, ma la lingua nessun uomo la puς domare: θ un
male ribelle, θ piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il
Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio.
Θ dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione. Non
dev'essere cosμ, fratelli miei! Forse la sorgente puς far sgorgare dallo stesso
getto acqua dolce e amara?» (Giacomo 3,7-11). E adesso andiamo tutti a
confessarci!

Ci sono persone che sono attive e laboriose in parrocchia, che
rispettano la santitΰ del matrimonio e della sessualitΰ, oneste nell'uso dei
soldi e dei beni, generose di fronte ai bisogni, ma con una lingua
selvaggia - ancora tutta da domare. Se vuoi laurearti a pieni voti nella vera
maturitΰ spirituale, fai del dominio della tua lingua uno degli
obiettivi prioritari nella tua donazione a Gesω Cristo. E' una battaglia
quotidiana su cui devi concentrare tutte le tue energie spirituali.

Ricordo che alla morte di uno dei nostri santi fratelli che, dopo aver
speso la sua vita in missione era stato mandato a fare il portinaio in
una nostra casa di formazione, il commento dei nostri studenti fu
unanime: "Non l'ho mai sentito parlare male di nessuno!" Aveva fatto piω lui
con il suo silenzio che non tutti i formatori (me compreso) con le
loro prediche!

Il video della settimana scorsa ti potrebbe dire la veritΰ - quel
sarcasmo cosμ tagliente che ha scavato una ferita profonda, quelle critiche
che hanno diminuito la reputazione di qualcuno che non era presente,
quel diminuire gli altri che ti ha fatto sentire piω grande mentre in
realtΰ eri tu che diventavi un nano, quelle parole irate che hanno ferito
persone che tu dici di amare, quel parlare negativo che ha distrutto
una confidenza che ti era stata fatta in fiducia, quei commenti ironici a
doppio senso che hanno inquinato te e chi te li ha sentiti dire. Forse
il video della tua settimana passata ti documenterebbe queste cose.
Quello che diciamo θ la piω grande testimonianza - o controtestimonianza
- della nostra fede in Gesω Cristo, ed θ la battaglia per cui dobbiamo
quotidianamente prepararci con la preghiera per poterla vincere.

Se vuoi, con la potenza di Cristo, puoi controllare la tua lingua, e
con essa ogni altra parte della tua vita. E' arrivato davvero il momento
nel quale devi concentrare tutta la forza che ti viene da Gesω per
superare il tuo esame di maturitΰ spirituale - quello del controllo della
tua lingua!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano


Ultima modifica di Andrea il Mar Ott 05, 2010 6:43 am, modificato 1 volta

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L'autore di queste catechesi..

Messaggio  silvia il Ven Mag 02, 2008 11:53 am




Nel sito dell'opera don Calabria,vi è la rivista L'amico, relativa alle attività della congregazione di cui don Luciano fa parte.
Nel n° 1 2008, c'era un articolo sulla sua attività in Kenya, ed una foto.Eccola: può esserci utile per conoscere e comprendere meglio quanto lui scrive...


Ultima modifica di silvia il Mar Ott 21, 2008 11:25 pm, modificato 1 volta
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Incontri con la parola No 251

Messaggio  Andrea il Dom Mag 11, 2008 4:45 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 251 - Lo sballo spirituale
(Giovanni 6, 25)


Si chiama Clare, che in italiano vuol dire Chiara, ha 15 anni, ed è la
figlia di una delle nostre volontarie. Durante le vacanze scolastiche
viene al "Drop-in Centre" a darci una mano con i ragazzi di strada.
L'altro giorno le ho detto: "Clare, oggi spieghi tu la Bibbia ai nostri
ragazzi di strada". Non ha battuto ciglio; ha preso la Bibbia ed è andata
a prepararsi nella piccola cappella che abbiamo al Drop-in Centre.
Arrivata l'ora del "Bible Study", si è piazzata con naturalezza davanti ai
ragazzi di strada e ha cominciato a leggere il Vangelo e a spiegarlo.
E' vero che Clare è una bella ragazza, ma sta di fatto che la seguivano
rapiti e non si perdevano una parola di quest'adolescente africana che
spiegava la Scrittura ai suoi coetanei che vivevano sulla strada. Vi
sembra una scena familiare con gli adolescenti italiani che conoscete?
Finita l'ora del "Bible Study" mi ha detto: "Padre, adesso devo andare
alla Convention". A due passi del Drop-in Centre, sul campo sportivo
comunale, c'era un grande tendone traboccante di adolescenti e giovani
protestanti riuniti in una tre giorni di incontro (Youth Convention), nella
quale ascoltavano a ritmo serrato conferenze religiose, pregavano e
cantavano. Quando parlo agli adolescenti italiani mi devo dare un tempo
massimo di 15 o 20 minuti altrimenti è meglio che mi parli da solo. Ma
prima di squalificare frettolosamente i nostri ragazzi italiani, è bene
che ci rendiamo conto che sono vittime di una malattia che colpisce la
stragrande maggioranza dei giovani occidentali - una malattia che si
chiama "sballo spirituale"!

Lo "sballo spirituale" non è una malattia nuova. Mieteva vittime anche
al tempo di Gesù, basta leggere il Vangelo di Giovanni, al capitolo 6,
a partire dal versetto 25. Questa malattia serpeggiava tra coloro che
avevano appena sperimentato l'eccitante esperienza di vedere Gesù che
aveva dato cibo a più di cinquemila persone. Quando Gesù li lascia per
andare dall'altra parte del lago, vogliono subito un altro "sballo
spirituale". La Bibbia dice: «Trovatolo di lΰà dal mare, gli dissero: "Rabbì,
quando sei venuto qua? Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico, voi
mi cercate non perchè avete visto dei segni, ma perchιèavete mangiato
di quei pani e vi siete saziati».

Gesù non propone loro un eccitante "sballo spirituale", ma il rimanere
nella Sua Parola: «Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che
dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perchè su di
lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Poi Gesù continua
spiegando loro cosa vuol dire rimanere nella Sua Parola: passare attraverso la
croce, dare la propria vita. Quando Gesù finisce questa lunga
catechesi pasquale, il versetto 66 dice: «Da allora molti dei suoi discepoli si
tirarono indietro e non andavano più con lui». Qui abbiamo una folla
di persone che sono disposte a seguire Gesù fino a quando lo spettacolo
èθ divertente - miracoli, pienoni di fedeli, tante emozioni spirituali,
buoni sentimenti. Ma appena le cose si fanno serie o esigenti, timbrano
il cartellino di uscita.

Probabilmente questo è uno tra i primi casi documentati di "sballo
spirituale" - l'interesse a seguire Gesù solo fino a quando le cose sono
facili, non ci sono sacrifici. Mi sono reso conto di quanto fosse
superficiale la mia fede solo quando ho incontrato i miei cristiani nelle
terre di missione. Hanno una grande fede nella potenza della preghiera.
Pregano a lungo, con insistenza. Quando vanno a Messa non guardano
l'orologio, e non solo perchè non ce l'hanno, ma perchè non misurano col
contagocce il tempo che danno a Dio. Sono affamati, non di prediche astruse,
ma di solido insegnamento della Parola di Dio. Sono interessati alla
sostanza della fede, non allo stile del predicatore. Mentre noi facciamo
incontri di programmazione pastorale, loro fanno incontri di
preghiera! Mentre noi ci accontentiamo di una mediocrità senza sussulti, loro si
aspettano miracoli.

Siamo il prodotto di una cultura mediatica dove l'immagine, il centro
di interesse, cambia ogni secondo. Così, in confronto a molti dei
cristiani che vivono in terra di missione, abbiamo maturato una fede da
"zapping". Ora, il primo passo per curare una malattia è riconoscere che si
ha quella malattia e la si vuole curare. Ogni volta che leggiamo la
Bibbia dobbiamo abituare il nostro cuore e la nostra mente non tanto a
cercare buoni sentimenti spirituali, quanto la verità: "Gesù, cosa c'è in
me che devo cambiare per poter vivere questa Parola?" Ogni volta che
sentiamo o cantiamo un canto religioso dovremmo cercare non solo la bella
musica, ma anche chiederci: "Cosa c'è della Bibbia dentro a questo
canto?" Dovremmo un po' alla volta smettere di pensare che siano i preti a
doverci spiegare la Parola, perchιèlo Spirito Santo ce la spiega lui -
se siamo fedeli nel leggerla ogni giorno. La crescita spirituale
avviene quando sono capace di mettere da parte la televisione o il computer
per dare tempo alla Bibbia e alla preghiera. Si cura lo "sballo
spirituale" quando si va a riempire una chiesa per un incontro di "lectio
divina", piuttosto che fare la fila per vedere un cinema o impaccarsi
dentro a uno stadio.


Scrive l'apostolo Paolo ai cristiani di Roma: «Nelle mie membra vedo
un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende
schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra» (Romani 7, 23).
In altre parole: renditi conto che sei in guerra, e non a una gita di
piacere! Devi impegnarti con tutte le tue energie alla disciplina
spirituale - e ad ascoltare ogni giorno il Tuo Maestro che ti spiega la Sua
strategia attraverso la Parola. Il virus dello "sballo spirituale" è
molto pericoloso. Ricordati di quello che è successo a coloro che per primi
ne sono stati vittime. Hanno finito con l'abbandonare Gesù.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Ultima modifica di Andrea il Gio Ott 30, 2008 4:36 am, modificato 1 volta

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Rimanere nella Sua Parola...

Messaggio  silvia il Mar Mag 13, 2008 12:24 am

Una scorsa veloce, come sempre...

Per rimanere nella Sua Parola, devo tenere stretta la Sua Mano e non lasciarla mai.
Le parole su cui mi sono fermata,

Gesù continua spiegando loro cosa vuol dire rimanere nella Sua Parola: passare attraverso la croce, dare la propria vita. Quando Gesù finisce questa lunga
catechesi pasquale, il versetto 66 dice: «Da allora molti dei suoi discepoli si
tirarono indietro e non andavano più con lui»


mi hanno confermato nell'impegno di riprendere la lettura quotidiana della Parola: anche un solo versetto, ma sarà l'ultimo atto di ogni giorno: così non lascerò la Sua Mano...non Lo lascerò, continuerò ad andare con Lui.
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Mag 20, 2008 6:14 am

Svendo iniziato una discussione sulla preghiera, ecco un pensiero di don Luciano che viene dal passato. Forse avrei dovuto inserirlo nella discussione apposita ma rispettando questo forum che contiene esclusivamente le sue catechesi, la inserisco qui.

Pace e bene

COME PREGARE

Il Signore, quando ci ha creati, ci ha dato un Rosario incorporato. E i cinque misteri sono le cinque dita della tua mano.

1. Il pollice è il dito più vicino al tuo corpo. Allora comincia a pregare per quelli più vicini a te, quelli che ami. Sono i più facili da ricordare. Pregare per chi si ama non è un dovere, è una soddisfazione.

2. Il dito successivo è l'indice. Prega per coloro che insegnano, educano o guariscono. Prega per gli insegnanti, i dottori, i sacerdoti e i catechisti. Essi hanno bisogno delle tue preghiere per indicare agli altri la via giusta o per intervenire sulle vite altrui in giusto modo.

3. Il dito successivo è il medio, il dito più lungo. Ci ricorda coloro che hanno responsabilità su di noi. Prega per i nostri uomini politici, coloro che dirigono le aziende e gli amministratori delle cosa pubblica e privata. Queste persone influenzano il nostro modo di vivere e le nostre opinioni. Hanno bisogno della guida di Dio.

4. Il quarto dito è l'anulare. Dal latino "anulus" che vuol dire anello. E' il dito della fede nuziale. Forse molti non sanno che è il nostro dito più debole; provate a chiederlo a un'insegnante di pianoforte. Questo dito ci dovrebbe ricordare di pregare per chi è debole, in difficoltà o nel dolore. Per le coppie sposate, soprattutto quelle in crisi. Chi è debole ha bisogno delle nostre preghiere giorno e notte. Non preghiamo mai abbastanza per loro.

5. E infine c'è il mignolo, e anche il nome dice che è il più piccolo di tutti. Che è dove ci dovremmo mettere noi comparandoci a Dio e a gli altri. Prega per te, che lo Spirito Santo ti renda docile alla volontà di Dio. Prega per i bambini e gli innocenti.

Don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Lun Giu 09, 2008 10:16 pm

Ho trovato nel sito http://www.operadoncalabria.it/ questa notizia.



I bambini di strada di Nakuru

Si è svolto venerdì 6 giugno alle ore 20,00 l'incontro con don Luciano Squizzato, missionario Calabriano in Kenia

Erano in tanti presenti, venerdì 6 giugno all'Opera don Calabria, all'incontro con don Luciano, il sacerdote dell'Opera don Calabria, missionario in Kenia. i Suoi racconti, e le immagini che ha mostrato, hanno coinvolto, turbato e commosso tutti i presenti. Toccante anche il commento della prof.ssa Francesca Piperno sull'esperienza narrata da don Luciano.

In occasione della serata a don Luciano sono stati consegnati i primi proventi delle bomboniere solidali realizzate dal Centro Diurno psicoriabilitativo dell'Opera don Calabria "L'Alberoblu".


Il Progetto Calabrian Shelter

Ecco nel dettaglio il progetto che scegliete di finanziare acquistando le nostre bombinere solidali

don Luciano Squizzato è un religioso della Congregazione Poveris Servi della Divina Provvidenza che da qualche anno si occupa dei bambini di strada a Nakuru, in Kenia. Di seguito riportiamo quello che lui ci ha scritto rispetto al progetto.

Come sapete qui in Kenya mi occupo dei ragazzi di strada. A tale proposito stiamo legalizzando la nostra attivita', che va sotto il nome di "Welcome to the Family". Per principio Welcome to the Family vive completamente abbandonata alla Provvidenza: non abbiamo sponsors, non facciamo le adozioni a distanza... insomma, tutte cose buone ma che potrebbero oscurare l'azione della Provvidenza. Non abbiamo entrate fisse, soldi che entrano regolarmente su cui fare affidamento. E tuttavia andiamo avanti, mese dopo mese, perche' il Signore ci sta benedicendo oltre misura. Non solo riusciamo a mandare avanti le attivita' ma addirittura cresciamo. Finora abbiamo un drop-in centre (un diurno) per i ragazzi di strada e il Boys Ranch (un centro residenziale di recupero per i ragazzi di strada) con 20 ragazzi dentro. In questo mese, il 4 (primo venerdi' del mese), siamo partiti con il Calabrian Shelter, per le bambine: ne abbiamo gia' 5 e puntiamo ad averne 8 per fine anno. Se ci saranno degli aiuti da parte vostra verranno finalizzati al Calabrian Shelter, di cui vi mando qui sotto i dettagli.

---

1. NOME DEL PROGETTO:
Calabrian Shelter

2. TITOLARE DEL PROGETTO:
Welcome to the Family Social Ministry

3. DURATA DEL PROGETTO:
Da 1 a 3 anni (a seconda dei bisogni della bambina)

4. DESCRIZIONE DEL PROGETTO

4.1 FINALITA'
Stabilire una casa famiglia per ospitare bambine (dai 7 ai 12 anni) vittime di abuso sessuale o di negligenza familiare, per le quali è necessario un periodo di ricostruzione umana e spirituale prima di essere reintegrate nelle loro famiglie o date in affido.

4.2 OBIETTIVO
Istituire una casa famiglia, detta "Calabrian Shelter" , in grado di garantire un normale ambiente familiare per bambine vittime di abusi sessuali o che devono, per qualche ragione, essere temporaneamente allontanate dalle famiglie di origine per salvaguardare il benessere della bambine stesse Il "Calabrian Shelter" svolge due funzioni: a) offrire un ambiente familiare protetto, dove viene offerto alle bambine quanto necessita per la loro crescita umana e spirituale, in vista della reintegrazione nelle famiglie di origine o dell'affido; b) garantire un programma personalizzato di recupero psicologico, e di educazione e di crescita umana e spirituale per ognuna delle bambine.

4.3 DESTINATARI:
Ogni bambina che viene accettata nel "Calabrian Shelter" deve aver almeno queste caratteristiche:
a) essere tra i 7 e i 12 anni di eta'.
b) deve avere problematiche riguardanti l'abuso sessuale o la negligenza familiare.
c) deve avere completato tutte le pratiche processuali riguardanti il suo caso.
d) non deve avere, almeno per l'immediato, la possibilita' di essere reintegrata nella famiglia.

4.4 ATTIVITA' E SERVIZI OFFERTI:
Il "Calabrian Shelter" e' finalizzato ai bisogni di 8 bambine (il massimo che puo' avere una casa famiglia nello stile di "Welcome to the Family") attraverso una serie di servizi, che includono:
a) un piano di educazione personalizzato a seconda dei bisogni di ogni bambina.
b) L'aiuto di uno psicologo e di una "counsellor" per favorire il processo di "guarigione interiore".
c) assistenza medica
d) attivita' manuali, come sono svolte in una normale famiglia kenyana dalle bambine della loro eta' (lavarsi la biancheria, accudire agli animali, ecc.)
e) scuola
f) cibo nutriente
g) un ambiente familiare sicuro, confortevole, pulito, con la costante presenza di un adulto.

4.5 COSTO:
a) Il costo medio di una bambina che riceve al completo tutti i servizi offerti al "Calabrian Shelter" e' di circa 2,500 euro all'anno.
b) Il costo operativo del primo anno e' decisamente piu' alto, in quanto bisogna far fronte a tutto: acquisto del terreno, costruzione della casa, arredamento, ecc.

4.6 MOTIVO DEL PROGETTO:
Problematiche presenti:
a) negli ultimi anni c'e' stato in Kenya un significativo aumento di casi di molestie sessuali nei confronti dei minori (per la maggior parte bambine).
b) Nel territorio (Nakuru) sono presenti istituzioni private che ospitano bambine orfane, ma manca una struttura che segua i casi di abuso sessuale o negligenza familiare.
c) Attualmente in Nakuru tutte le bambine che hanno bisogno di "care and protection" vengono mandate nel carcere minorile, unica struttura pubblica per minori esistente nel territorio. Nel carcere minorile ragazzi e ragazze sono mischiati insieme, vittima e abusatore, casi criminali e casi bisognosi di protezione.
d) Il progetto risponde a 3 priorita': 1) a corto termine: garantire alle bambine un ambiente sicuro e protetto; 2) a medio termine: la "guarigione interiore" della bambina; 3) a lungo termine: la reintegrazione nella famiglia o l'affido.

---

La Provvidenza ci e' gia' venuta incontro permettendoci di comprare il terreno per il Calabrian Shelter e di portare a uno stadio avanzato la costruzione della casa, che manca tuttavia ancora di molte altre cose che non ti sto qui ad elencare.


--
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Giu 10, 2008 4:50 am

Grazie Silvia per quanto hai inserito in questo sito a proposito di don Luciano... E` più di un mese che non riceviamo le sue catechesi... Ne sai qualcosa? Anche se c' era qualche notizia, sono sicuro che la avresti comunicata...
Preghiamo ed auguramoci che stia bene...

Pace e bene

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Da: L'amico, notiziario dell'opera don calabria.

Messaggio  silvia il Gio Lug 31, 2008 3:03 am

n. 4-2008, luglio-agosto
Kenya: un progetto per i profughi


Dopo le elezioni dello scorso dicembre, in Kenya erano scoppiati degli scontri tra i sostenitori del presidente Kibaki e quelli del suo oppositore Odinga. Da alcuni mesi è stato raggiunto un accordo di pace, ma nel Paese le condizioni restano difficili e ci sono forti tensioni fra le diverse tribù. Inoltre ci sono ancora oltre 150mila profughi. La situazione è critica anche nella zona di Nakuru, dove l’Opera è presente con una Casa per bambini di strada. Alcuni mesi fa don Luciano Squizzato, responsabile della Casa di Nakuru, con la collaborazione della Procura Missioni ha iniziato un progetto per aiutare alcuni ragazzi profughi a frequentare la scuola e non perdere l’anno. Riportiamo in queste pagine il racconto di don Luciano e le foto che ha fatto nel campo profughi di Nakuru.


Mi rifaccio ai dati ufficiali della Croce Rossa del Kenya. Al primo maggio 2008 ci sono 166 campi profughi sparsi in tutto il Paese e ospitano 150.671 tra uomini, donne e bambini. La maggior parte dei campi profughi sono nella Rift Valley (la nostra zona), che è stata l'epicentro degli scontri dopo le elezioni dello scorso dicembre. Nella North Rift Valley (la nostra zona) ci sono 41 campi profughi, per un totale di 77.588 rifugiati (ossia la metà di tutti i profughi del Kenya).

In Nakuru ci sono 2 campi profughi, ma la Croce Rossa non ha voluto darmi numeri precisi, perchè i numeri cambiano di volta in volta. Comunque il campo profughi di Nakuru Showgrond è considerato dalla Croce Rossa uno dei più grandi del Paese. La maggior parte dei nostri assistiti proviene da questo campo. Molti profughi sono piccoli commercianti e agricoltori, che costituivano l'ossatura economica della regione. Nonostante ci sia la pace, queste persone non vogliono rientrare nelle loro zone di origine: temono per la loro vita, dal momento che vivono in aree popolate da membri di tribù rivali.

Nei campi recentemente abbiamo riscontrato questi problemi:

1. mancanza di cibo a sufficienza. Alle famiglie viene fornita la farina della polenta (cibo base), poi per il resto i profughi devono arrangiarsi;
2. violenza sessuale nei confronti delle donne, soprattutto ragazze, causata dalla grande promiscuità presente nei campi. Alcune di queste ragazze, qualcuna già incinta, sono state messe nel carcere minorile di Nakuru per proteggerle;
3. falsi profughi, ossia persone che si fingono tali, solo per sbarcare il lunario e farsi una mangiata;
4. mancata sistemazione di molti dei minori presenti nei campi, in scuole o istituti; questo comporta la perdita dell'anno scolastico;


Il programma di sostegno educativo (scholarship)

Con il nostro progetto stiamo dando sostegno scolastico a 16 ragazzi e ragazze dai 12 ai 16 anni, molti dei quali con handicap fisico e mentale. Il sostegno viene fatto con l’approvazione e sotto l’egida del Tribunale dei Minori di Nakuru, con cui collaboriamo strettamente. Il progetto di scholarship prevede di coprire:

* spese complete per un intero anno scolastico in una boarding school, includendo vitto, alloggio, retta per la scuola;
* pagamento di tutto ciò di cui il ragazzo ha bisogno per vivere nella boarding school (questo vuol dire: dall'acquisto del materasso alla saponetta).
* spese mediche.
* spese di trasporto per il ragazzo quando deve andare in vacanza, e dei genitori quando devono andare a trovare il figlio.

Don Luciano Squizzato
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Gio Lug 31, 2008 4:45 pm

Sfido io che don Luciano non manda più le sue regolari catechesi... Con quello che succede nel paese che lo ospita e con quello che lui ha da fare per cercare di affrontare, per quel che può, la situazione veramente critica.

Preghiamo tutti perchè il Signore gli dia la forza ma oltre questo cerchiamo anche noi, con i nostri piccoli o grandi mezzi di stargli vicino...

Pace e bene


Ultima modifica di Andrea il Ven Ago 01, 2008 4:57 am, modificato 1 volta

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Lug 31, 2008 5:37 pm

Si, preghiamo per lui e per il suo ministero. Io gli avevo scritto per sapere come fare per poterlo aiutare un po' finanziariamente ma non ho mai avuto risposta. Nessuno sa come si puo' fare?
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Ott 01, 2008 6:02 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 253 - Padrone o schiavo?
(1 Timoteo 6, 17-18)


E' venuta a trovarmi una persona. Vive anche lui qui in Kenya, ma in uno dei posti più esclusivi della capitale. Ha dovuto fare una telefonata e mi ha mostrato con orgoglio il suo cellulare - un modello così sofisticato che l'unica funzione che ancora gli manca è cuocere la pastasciutta. L'ho invitato in città, a visitare la nostra attività con i ragazzi di strada, e abbiamo preso il "matatu", il pulmino sovraffollato che qui serve da trasporto pubblico. Ma il mio ospite era nervoso: ogni cinque secondi si toccava la tasca per assicurarsi che non gli fosse stato rubato il costoso cellulare. E una volta arrivato dai nostri ragazzi di strada, sovente la sua mano sfiorava la tasca, preoccupato che qualcuno dei nostri ragazzi non gli sfilasse il prezioso gingillo. All'inizio pensavo che il mio ospite possedesse un cellulare, invece era vero il contrario - era il cellulare a possedere lui!

Dio ha qualcosa da dirci a questo riguardo in 1 Timoteo 6, 17-19: «Ai ricchi in questo mondo [considerando gli standard di vita del terzo mondo, vuol dire: chiunque mi sta leggendo] raccomanda di non essere orgogliosi, di non riporre la speranza sull'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che tutto ci dà con abbondanza perché ne possiamo godere; di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere pronti a dare, di essere generosi, mettendosi così da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera».

Sono parole rivelate, ossia dicono la verità su di noi e sulla nostra vita. Dio ti dice di «non riporre la speranza sull'incertezza delle ricchezze». Quello che per il mio ospite era la paura di perdere il suo tesoro, il cellulare, non è che un pallido accenno di quello che capita a tutti noi quando attacchiamo il cuore alle ricchezze. Dio dice nel Salmo 61,11: «Alla ricchezza, anche se abbonda, | non attaccate il cuore». Quando accumuliamo dei beni, dobbiamo poi spendere un mucchio di energie per non perderli. Col risultato di un interessante fenomeno - di essere posseduti dalle nostre ricchezze, invece che possederle. Conosco dei giovani che avrebbero fatto un bene infinito se avessero ascoltato la chiamata del Signore a servirLo come volontari in terra di missione; hanno posposto dicendo: "Adesso il lavoro... adesso la fidanzata...". Nel frattempo hanno assunto uno stile di vita che non può accontentarsi di una manciata di euro al mese. La missione li sta ancora aspettando ma le loro ricchezze hanno preso il sopravvento.

Prova a pensare: hai dei beni o una posizione su cui devi consumare le tue energie per mantenerli? Possiedi il tuo lavoro o è il tuo lavoro che ti sta possedendo? O i tuoi soldi? O la tua automobile? O il tuo conto in banca? Si diventa schiavi delle proprie ricchezze in maniera impercettibile. E ti ritrovi continuamente far scivolare la mano sulla tasca per assicurarti che il tuo prezioso tesoro sia ancora lì, il che rende assai difficile godersi la vita.

Dio non dice che è sbagliato possedere ricchezze, ma che è sbagliato farsi possedere da esse. «Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore» (Matteo 6,21). La Sua ricetta per la libertà è questa: per prima cosa non riporre la tua sicurezza sulle ricchezze, che è quello che ci dice in 1 Timoteo. Non basare la tua identità su quello che possiedi. Riconosci che i beni in tuo possesso, di qualsiasi tipo, sono un dono del Signore, e che Lui ha il diritto di darteli o toglierteli. E sappi che Lui è sempre un Padre provvidente, che ha cura dei Suoi figli. E in secondo luogo non affannarti dietro ai beni terreni. Gesù ci ha assicurato che il Padre nostro sa quello di cui abbiamo bisogno e ce lo darà, a patto che mettiamo al primo posto la Sua volontà, che cerchiamo il Suo Regno e non il nostro. «Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Matteo 6,31-33). Non tenere per te le tue ricchezze, di qualunque tipo esse siano. Renditi conto che Dio te le ha date perché tu le usi a beneficio di altre persone. Ti sono state date perché tu le dia, non perché tu te le tenga!

Quando sai che le tue ricchezze ti sono state donate da Dio, e quando ti rendi conto che ti sono state date perché tu possa migliorare la vita di altre persone, puoi finalmente rilassarti e smettere di far scendere la mano sulla tasca per controllare se ancora ci sono. Per dirla con Gesù, hai barattato una cosa incerta per un tesoro certo: «Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma» (Luca 12,33). Vivi libero e sereno quando la tua sicurezza è Gesù, non le cose che hai!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Daniele il Mer Ott 01, 2008 8:29 am

Andrea ha scritto:Dio non dice che è sbagliato possedere ricchezze, ma che è sbagliato farsi possedere da esse.
non mi intendo di economia, ma mi sembra che una delle cause della attuale crisi finanziaria sia proprio questa. Persone che acquistano a credito. Cioè non hanno i soldi per comprare e pagano a rate. Ma acquistando a credito si pagano anche gli interessi. Cioè una persona che non ha soldi finisce con il pagare di più pur di possedere quella cosa che lui desidera.
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Gio Ott 02, 2008 5:52 am

Dando un occhiata "circolare" al mondo di oggi non vediamo che le rovine che l'uomo ha provocato su questa terra. Ci sono moltissime prove di questa affermazione.Iniziando dalla volonta` di possedere, dalla volonta` della assoluta aggiatezza, il non saper adattarsi ad avere qualcosa in meno del vicino. lo sfruttamento della natura in lungo e in largo, la corsa agli acquisti a credito, ecc. ecc.
Tutto questo ha provocato del gran male non solo alla natura, ma anche e sopratutto a noi stessi: Ci lamentiasmo delle innondazioni, ci lamentiamo degli incendi, ci lamentiamo degli uragani... Ma nessuno ha pronunciato un "Mea culpa". Nessuno a proposto di rion tornare indietro.
Porto l'esempio degli Stati Uniti: per anni si sono rifiutati di applicare l'accordo di Kioto per la diminuzione della anidride carbolnica: risultato (per una certa percentuale) l; aumento della temperatura e tutto quello che seguee, purtroppo seguira` ancora.

Possiamo anche in questa ultima ora, salvare qualcosa??

Pace e bene


Ultima modifica di Andrea il Mar Ott 05, 2010 6:45 am, modificato 2 volte

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  annaxel il Mar Ott 07, 2008 2:53 pm

Daniele ha scritto:
Andrea ha scritto:Dio non dice che è sbagliato possedere ricchezze, ma che è sbagliato farsi possedere da esse.
non mi intendo di economia, ma mi sembra che una delle cause della attuale crisi finanziaria sia proprio questa. Persone che acquistano a credito. Cioè non hanno i soldi per comprare e pagano a rate


.......e...se l'oggetto del desiderio è una casa, non credi che sia giusto che ogni famiglia abbia una casa, visto che i pochi affitti si fanno pagare quanto una rata del mutuo?
Credo che, se avessero contenuto i tassi le persone avrebbero onorato i loro debiti, ma è un mistero questa finanza Embarassed e a pagare sono solo i più deboli Wink
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Dom Ott 12, 2008 4:46 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 254 - Sotto i riflettori
(Romani 13, 12-14)


Le telecamere ci hanno cambiato la vita, non è vero? Si possono usare per documentare fatti di famiglia, notizie nei telegiornali, produrre film e persino inserirle nel corpo umano per diagnosticare malattie. Oppure usarle all'insaputa della gente nei programmi "candid camera", quelli con la telecamera nascosta. Le vittime della "candid camera" sono persone che fanno cose buffe, totalmente ignari che una telecamera li sta filmando e milioni di persone li stanno guardando. Se chi è filmato lo sapesse, non farebbe mai quelle cose che sta facendo e non direbbe mai quello che sta dicendo. Ovvio, le immagini riprese dalle telecamere nascoste non sono sempre divertenti e buffe - ci possono essere filmati incriminanti che documentano reati gravissimi, e quanti purtroppo ne abbiamo visti in televisione. Chissà quante volte le persone condannate da un filmato compromettente si saranno dette: "Se solo avessi saputo che mi stavano filmando...!"

Dio ha qualcosa da dirti a questo riguardo nella lettera ai Romani, capitolo 13, versetti 12 e seguenti - dove ci incoraggia a vivere come se fossimo sempre sotto i riflettori, con le telecamere puntate su di noi. Dio dice così: «La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri».

Vivi, Dio ti dice, come se fosse sempre pieno giorno, dove tutti possono vedere quello che stai facendo. Vivi come se i riflettori fossero continamente puntati su di te e le telecamere accese. Credete che certe persone le cui telefonate erano intercettate, avrebbero detto quello che stavano dicendo, se lo avessero saputo? Credete che certi personaggi influenti avrebbero incontrato individui di dubbia reputazione se fossero stati a conoscenza che una telecamera li stava filmando e quelle immagini sarebbero finite in tribunale? O che certi sms sarebbero stati spediti se chi li ha mandati avesse saputo che il cellulare sarebbe finito in altre mani? Credete che uomini pubblicamente conosciuti sarebbero andati con quella donna se avessero saputo che le loro foto avrebbero fatto il giro del mondo? E quello che non fanno i tribunali lo fa internet e YouTube.

Una delle paure più tremende della vita è la paura di essere scoperti. Per usare le parole del libro dei Proverbi: «L'empio fugge anche se nessuno lo insegue» (Proverbi 28,1). Quando infrangi la legge, devi guardare continuamente lo specchietto retrovisore. Se devi continuamente guardare lo specchietto retrovisore, non puoi mai rilassarti e goderti il viaggio. Viaggia libero e sereno solo chi non ha alcun motivo di aver paura - perché non ha niente da nascondere.

Dio vuole che tu viva in maniera trasparente, senza quel logorio paralizzante causato da scheletri nell'armadio, da segreti imbarazzanti che cerchi di occultare. Stai vivendo in maniera tale da non aver nulla da temere se una telecamera è nascosta nella tua automobile o tra le pareti della tua stanza o nel tuo ufficio o inserita nel tuo cellulare? Hai qualcosa di cui preoccuparti se una telecamera ti filma ventiquattro ore al giorno?

Ricordati che sei guardato, sei registrato più di quello che tu pensi. E non dal Grande Fratello di una rete televisiva, che è una montatura. La Bibbia dice che ci sarà un «giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo» (Romani 2,16). Gesù dice: «Non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato» (Matteo 10,26). E Dio ci ammonisce in maniera molto chiara: «Sappiate che il vostro peccato vi raggiungerà» (Numeri 32,23).

Quindi non illudere te stesso pensando che puoi farla franca. Vivi come se fossi sempre sotto i riflettori e la telecamera ti stesse filmando. Perché, di fatto, è così. E goditi la gloriosa serenità conosciuta solo da quelli che vivono queste liberanti parole: «Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno».

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Mar Ott 21, 2008 2:01 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 255 - Il tempo delle coccole
(Marco 3, 14)



Ormai ci sono abituato, mi capita quasi ogni giorno al Calabrian Shelter, la casa-famiglia dove ci sono le nostre bambine. Dunque, qui c'è don Luciano che sta parlando con la "housemother", la signora che vive con le bambine. La conversazione è intensa: ci sono problemi da risolvere, spese da fare, documenti per il tribunale dei minori da preparare, eccetera. Ecco che arriva Virginia, la più piccola delle nostre bambine, chiedendo un po' di attenzione dal suo papà - che sarei io. E io dico: "Aspetta un attimo Virginia, che devo finire questo discorso". Lei aspetta solo un pochetto, poi mi chiama - e riceve la stessa risposta. Allora, dopo un niente, si aggrappa alla mia gamba e incomincia la scalata per venirmi in braccio. Bè, se è così non mi resta che assecondarla. Poi mi mette le braccia intorno al collo e si stringe forte a me, come per dire: "E' il tempo delle coccole!" E io lì che mi sciolgo, no, mi spalmo sul pavimento.

Mi chiedo quanto volte nostro Padre - quello nei Cieli - sta cercando di attirare la tua attenzione o la mia, per dirci: "E' il tempo delle coccole". Il tempo della tenerezza reciproca - ma ci trova sempre molto occupati.

C'è un brano della Bibbia dove Gesù ci indica che lavoro deve fare chi vuole essere Suo discepolo - e io spero che tu voglia assumerti quel lavoro, se vuoi appartenerGli davvero. Descrivendo la chiamata di Gesù ai Suoi primi discepoli, l'evangelista Marco scrive: «Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni» (Marco 3,14-15).

Nota bene: Gesù ha certo del lavoro da darci da fare. Ma questo è del tutto secondario. L'attività più importante di chi vuole essere Suo discepolo ci coglie in qualche modo di sorpresa: «Ne costituì Dodici che stessero con lui». Mi immagino la scena dei primi 12 discepoli che si presentano baldanzosi da Gesù, rimboccandosi le maniche: "Molto bene. Eccomi qua, Signore, pronto al lavoro. Cosa c'è da fare: andare in missione? Convertire peccatori? Guarigioni? Miracoli?" E Lui che risponde: "Stai qui con Me. Spendi tempo con Me". Perché è questo che importa a Gesù più di qualunque altra cosa - non le cose che fai per Lui, ma il tuo amore; non il tuo affaccendarsi dispersivo, ma l'intimità con Lui. Che, in fin dei conti, è quello che Gesù ha ripetuto a Marta quando sua sorella Maria stava seduta ai piedi di Gesù ad ascoltarLo mentre Marta si stressava per servirLo. Le ha detto: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è
scelta la parte migliore, che non le sarà tolta» (Luca 10,41-42).

Una buona parte di noi è bravissima a fare le cose secondarie del discepolo - ossia fare cose per Gesù - invece che fare la cosa più importante richiesta al discepolo - stare con Gesù. Si invertono le priorità, e allora rischiamo il fallimento. Come la mia piccola figlia Virginia, Gesù è interessato, al di sopra di ogni altra cosa, in un tempo di tenerezza tra te e Lui. Mettendo da parte l'agenda, spegnendo il cellulare, accantonando tutto il resto - solo godendo dell'amore che si ha l'uno per l'altro.

Quando era qui sulla terra, Gesù ha detto ad alcune persone che amava: «Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!» (Matteo 23,37). Mi chiedo quante volte Gesù ha detto di te e di me: "Quante volte ho desiderato che noi due stessimo insieme - ma tu non hai voluto!". Gesù è morto per abbattere quel muro che ci rendeva impossibile stare con Lui. Quindi dà la massima importanza a quella relazione che Gli è costata così tanto.

Forse sei stato molto impegnato, sei così stanco - magari per servirLo - che non hai un briciolo di tempo per la tenerezza con Lui. E' arrivato il momento di ristabilire le priorità. Ogni nuovo giorno, il tuo Signore ti chiama per nome e ti dice: "E' il tempo delle coccole". E' il tempo della preghiera, dello Spirito - lascia da parte tutto il resto per stare con Gesù!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano
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